{"id":71422,"date":"2022-04-05T12:28:03","date_gmt":"2022-04-05T10:28:03","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71422"},"modified":"2022-04-05T12:28:03","modified_gmt":"2022-04-05T10:28:03","slug":"geopolitica-caucaso-un-viaggio-nella-terra-senza-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71422","title":{"rendered":"Geopolitica Caucaso: un viaggio nella terra senza pace"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Report difesa (Alessandro Fanetti)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Mosca (nostro servizio particolare)<\/strong>. Il Caucaso \u00e8 un\u2019importante regione del mondo ricompresa fra i tre mari che la circondano (Mar Nero, Mar d\u2019Azov e Mar Caspio) e sostanzialmente suddivisa fra Russia, Georgia, Armenia e Azerbaigian.<\/p>\n<div id=\"attachment_76222\" class=\"wp-caption alignnone\"><\/div>\n<p>Al massimo, se viene presa in considerazione una zona un po\u2019 pi\u00f9 ampia, \u00e8 possibile inserire come parte della regione stessa anche il Nord \u2013 Est della Turchia e il Nord \u2013 Ovest dell\u2019Iran.<\/p>\n<p>Il suo simbolo \u00e8 sicuramente la grande catena montuosa che \u201ctaglia\u201d in due l\u2019area, lunga circa 1.200 km e caratterizzata da vette altissime, fra le quali svetta il Monte Elbrus.<\/p>\n<div id=\"attachment_76227\" class=\"wp-caption alignnone\"><\/div>\n<p>Grande montagna di pi\u00f9 di 5.500 metri sita in Russia.<\/p>\n<p>Per la sua posizione strategica, il Caucaso \u00e8 stato fin dall\u2019antichit\u00e0 terreno di scontro da un lato e di grandi traffici commerciali dall\u2019altro.<\/p>\n<p>Ponte fra Europa e Asia, infatti, fra le varie cose esso ha visto il suo territorio calpestato milioni di volte dai grandi mercanti della Via della Seta.<\/p>\n<p>Mercanti che avevano nella citt\u00e0 di Gyumri, una delle grandi e vecchie capitali armene, uno dei fulcri dei loro traffici.<\/p>\n<p>Ma ha visto anche scontri religiosi significativi, su tutti quello fra musulmani e cristiani che purtroppo si staglia con tutta la sua forza anche ai nostri giorni.<\/p>\n<p>A tal proposito, molto interessante \u00e8 la \u201cstoria \u2013 leggenda\u201d della conversione dell\u2019Armenia dal paganesimo al cristianesimo nel 301 d.C.<\/p>\n<div id=\"attachment_76223\" class=\"wp-caption alignnone\"><\/div>\n<p>Conversione avvenuta grazie all\u2019illustre personaggio di Gregorio (oggi Santo) che salv\u00f2 l\u2019allora Re armeno da morte certa grazie alle sue preghiere.<\/p>\n<p>Preghiere richieste dalla sorella del Re, la quale aveva convinto il fratello a recarsi alla Fortezza conosciuta, oggi, con il nome di Monastero di Khor Virap (sito davanti al Monte Ararat) per convincere il cristiano Gregorio ad aiutarlo.<\/p>\n<p>Aiutarlo se fosse stato sempre vivo, in quanto per la sua cristianit\u00e0 il Re l\u2019aveva fatto rinchiudere in una botola per 13 anni, senza cibo e con animali velenosi ad attenderlo.<\/p>\n<p>Per fortuna del coronato, il buon Gregorio era vivo vegeto e riusc\u00ec a salvarlo, ottenendo anche la conversione di tutto il regno al cristianesimo.<\/p>\n<p>Ma facendo un salto di qualche secolo e venendo ai giorni nostri, \u00e8 importante notare come la situazione sia veramente molto tesa e complessa, in particolar modo nelle relazioni fra Armenia e Azerbaigian.<\/p>\n<div id=\"attachment_76224\" class=\"wp-caption alignnone\"><\/div>\n<p>Con la Georgia che ad oggi rimane sostanzialmente equidistante fra le parti e che garantisce a Yerevan almeno un ampio confine aperto (se si esclude quello molto stretto con l\u2019Iran) in quanto circondata da altri Paesi con i quali le relazioni sono ai minimi storici.<\/p>\n<p>Una situazione tesissima esplosa con tutta la sua ferocia fra la fine dell\u2019800 e i primi anni del\u2019900, con il collasso dell\u2019Impero Russo che port\u00f2 alla definitiva divisione di questi territori (dopo un breve lasso di tempo che vide l\u2019esistenza della Repubblica Federale Democratica Transcaucasica \u2013 febbraio\/maggio 1918).<\/p>\n<p>Divisione e ostilit\u00e0 che rimasero \u201cvive e vegete\u201d anche durante il periodo sovietico, quando entrambe le Repubbliche facevano parte dell\u2019URSS (e fino al 1936 anche della RSSF Transcaucasica).<\/p>\n<p>Il crollo dell\u2019area comunista nel 1989 \u2013 1991 vide il Caucaso teatro di ostilit\u00e0 drammatiche, figlie anche della mancata attenzione nella divisione del territorio di meno di un secolo prima.<\/p>\n<p>All\u2019interno dell\u2019Azerbaigian vi \u00e8 infatti un\u2019enclave abitata da cristiani \u2013 armeni che non ha nessuna intenzione di cedere il territorio agli azeri e nemmeno di abbandonarlo: la Repubblica dell\u2019Artsakh.<\/p>\n<p>Un territorio sito nel Karabakh superiore (Nagorno Karabakh) e autoproclamatosi indipendente (con il sogno di ricongiungersi allo Stato armeno) il 6 gennaio 1992.<\/p>\n<div id=\"attachment_50677\" class=\"wp-caption alignnone\"><\/div>\n<p>Un territorio che ha vissuto una decisa ripresa delle ostilit\u00e0 anche nel 2020, quando una guerra azero \u2013 armena conclusasi dopo circa un mese e mezzo di conflitto ha visto il cessate il fuoco sostenuto dall\u2019Azerbaigian, dall\u2019Armenia e dall\u2019autoproclamatasi Repubblica, con la Russia da garante.<\/p>\n<p>Russia che ha l\u2019obbligo di difendere l\u2019Armenia in quanto entrambe facenti parte del CSTO <a href=\"https:\/\/www.reportdifesa.it\/caucaso-un-viaggio-nella-terra-senza-pace\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> (una specie di \u201cPatto di Varsavia 2.0) ma molto attenta a mantenere un canale di dialogo aperto con l\u2019Azerbaigian (in primis perch\u00e9 quest\u2019ultimo decisamente sostenuto dalla Turchia).<\/p>\n<p>Un delicato equilibrio di interessi, quello che si gioca nel Caucaso, sia fra Potenze regionali e globali (Turchia e Russia in primis) che fra Nazioni che hanno l\u00ec il proprio territorio (Georgia, Armenia, Azerbaigian).<\/p>\n<div id=\"attachment_76226\" class=\"wp-caption alignnone\">\n<p id=\"caption-attachment-76226\" class=\"wp-caption-text\">Il Nagorno-Karabakh stretto tra Armenia e Azerbaigian<\/p>\n<\/div>\n<p>Se il sogno della Turchia di Erdogan \u00e8 infatti quello di riuscire a garantirsi un corridoio stabile e sicuro che dal suo territorio attraversi il Caucaso e riesca a proiettare stabilmente Ankara in Asia centrale (nei Paesi cosiddetto \u2013 STAN), la Russia ha invece tutto l\u2019interesse a \u201ccontenere\u201d questo disegno \u201cneo -ottomano\u201d, sia garantendosi un ruolo nell\u2019area anche tramite l\u2019Armenia che \u201cdifendendo\u201d le sue posizioni in Asia centrale<\/p>\n<p>Senza dimenticare le crisi che ancora si giocano nel nord della Georgia (con l\u2019esistenza di due autoproclamatesi Repubbliche filorusse esistenti dal 2008, dopo la Guerra russo \u2013 georgiana) i contrastanti sentimenti che animano le popolazioni di questi territori (ad esempio fra chi vede con favore una presenza forte di Mosca e chi invece guarda pi\u00f9 benevolmente verso occidente), i fondamentalisti islamici che ancora giocano un ruolo significativo in questa parte di mondo e le difficolt\u00e0 economiche che attraversano grandi strati di cittadini caucasici.<\/p>\n<p>Un mix \u201cesplosivo\u201d, in cerca di un equilibrio sempre pi\u00f9 stabile che ancora non si riesce a scorgere all\u2019orizzonte.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.reportdifesa.it\/caucaso-un-viaggio-nella-terra-senza-pace\/\"><strong>https:\/\/www.reportdifesa.it\/caucaso-un-viaggio-nella-terra-senza-pace\/<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Report difesa (Alessandro Fanetti) Mosca (nostro servizio particolare). 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