{"id":71436,"date":"2022-04-06T12:20:13","date_gmt":"2022-04-06T10:20:13","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71436"},"modified":"2022-04-06T12:22:38","modified_gmt":"2022-04-06T10:22:38","slug":"in-che-gioco-siamo-capitati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71436","title":{"rendered":"In che gioco siamo capitati?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di PIERLUIGI FAGAN BLOG (Pierluigi Fagan)<\/strong><\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Useremo qui \u201cgioco\u201d nel senso di -interrelazioni competitive tra giocatori secondo regole per raggiungere uno scopo-. Dal \u201cGrande gioco\u201d (Medio Oriente \u2013 Asia) alla \u201cGrande scacchiera\u201d di Brzezinski, al mio pi\u00f9 modesto \u201cGioco di tutti i giochi\u201d, le questioni geopolitiche sono spesso state metaforizzate con questa definizione di \u201cgioco\u201d. La stessa Teoria dei giochi allude a questi sistemi di interrelazioni e pu\u00f2 valere tra individui come tra gruppi. Nel senso comune, gioco ha tutt\u2019altro sapore, ludico, disinteressato, di intrattenimento, di divertimento. A taluni, quindi, potr\u00e0 risultare antipatico trattare guerre, conflitti e tragedie inevitabilmente umane con un termine cos\u00ec leggero. Ma, come detto, qui si usa il termine nel senso analitico. Il \u201cgioco\u201d in cui siamo capitati \u00e8 dunque questo:<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">1. L\u2019Occidente (Europa + Anglosassoni) \u00e8 in una dinamica che dura da settanta anni in cui diminuisce costantemente il suo peso demografico (oggi solo al 16% sul totale mondo) ed in cui a minor velocit\u00e0, ma non minor costanza, perde anche quote di peso economico e geopolitico. Questo perch\u00e9 il resto del mondo \u00e8 costantemente e significativamente cresciuto negli ultimi settanta anni. Tutto ci\u00f2 \u00e8 previsto continuare con una certa ineluttabilit\u00e0 per almeno i prossimi trenta anni.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">2. Tutto ci\u00f2 si riflette su una inedita forma di ordine mondiale, l\u2019ordine a pi\u00f9 variet\u00e0 detto \u201cmultipolare\u201d. Da quello che sappiamo in cultura della complessit\u00e0 (tra cui la Teoria delle reti), che sia biologia o ecologia o sociologia ovvero in ogni campo che studia forme di vita, tutti i sistemi molto complessi oscillano intorno ad una media auspicata come forma di equilibrio (tipo omeostasi) e le loro dinamiche interne si ripartiscono tra pi\u00f9 sottosistemi a pi\u00f9 variet\u00e0. Ve ne sono di vari livelli e peso, con maggiori i minori connessioni, ma come nel caso della biodiversit\u00e0, sistemi molto complessi sono resilienti nella misura in cui sono molto distribuiti. Sebbene ad alcuni dia fastidio la parola \u201cresilienza\u201d essa \u00e8 omologa a resistenza solo che resistenza \u00e8 concetto pi\u00f9 proprio dei sistemi non vitali (ad esempio quelli fatti in ferro o cemento o altra materia), resilienza \u00e8 pi\u00f9 propria dei sistemi che assorbono perturbazione senza rompersi per poi ripristinarsi all\u2019equilibrio che avevano prima della perturbazione, com\u2019\u00e8 nei sistemi vitali, a base cio\u00e8 di variet\u00e0 biologiche.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">3. Questa maggior distribuzione di un ordine multipolare non \u00e8 una scelta, \u00e8 naturale laddove dai 2,5 mld del 1950 siamo passati ai 7,5 mld (e pi\u00f9) di esseri umani del 2020 con passaggio anche da sessanta circa a duecento Stati sovrani. Da 7,5 mld, diventeremo poco meno di 10 mld al 2050. Sono di pari aumentate le interrelazioni tra le varie parti, quindi in poco tempo, si \u00e8 andato formando un sistema molto complesso che sta relativizzando il peso occidentale.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">4. Tutto ci\u00f2 insidia nel fondamento la forma della nostra civilt\u00e0 che proprio dal dopoguerra ha vissuto un periodo in cui, partendo da un dominio sul mondo ancora molto forte che ereditavamo dai secoli precedenti, ci\u00f2 che chiamiamo \u201cera moderna\u201d, ha poi assistito ad una sua lenta contrazione, con previsioni di ulteriore contrazione nella misura in cui vaste parti del mondo si emancipano e cominciamo ad avere interrelazioni incrociate tra loro di tipo cooperativo. Hanno relazioni di tipo cooperativo non perch\u00e9 siano \u201cpi\u00f9 buoni\u201d di noi che invece tendiamo ad avere relazioni competitive, ma perch\u00e9 partono tutti da posizioni basse di potere ed interessi. Negli ultimi anni, si \u00e8 venuta a formare una grande rete di questi sistemi non occidentali, dai Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa a cui oggi si sommano anche altri come Turchia, Messico, Indonesia o Pakistan, vari africani etc.) a molti altri, soprattutto in Asia che conta il 60% del mondo, con una sorta di naturale alleanza d\u2019intenti: quella di promuovere l\u2019avvento -che tanto ci sar\u00e0 comunque- di un ordine multipolare che dia loro maggiori chance di sviluppo con un certo grado di autonomia.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">5. Tale questione ha un lato drammatico non tanto per la civilt\u00e0 occidentale nel suo complesso, ma per una sua componente, quella anglosassone ed in particolare americana. Gli Stati Uniti, infatti, dipendono pi\u00f9 di chiunque altro dalle rendite di posizione che avevano nel 1950 che sia l\u2019ordine World Bank \u2013 IMF o il dollaro o Wall Street o il primato tecnologico e quindi quello militare o il soft power (ma solo dopo l\u2019hard power). Abituati ad ordini bipolari di cui loro erano il polo dominante, o addirittura vagheggianti un ordine unipolare, il multipolare \u00e8 per loro un gioco che, comunque verr\u00e0 giocato, promette perdita di dominio, potere, ricchezza. Ricordo che sono solo il 4,5% del mondo sebbene ancora facciano il 25% del Pil mondiale. Molto di questa esorbitante quota non \u00e8 data da capacit\u00e0 competitive intrinseche come Cina, Giappone, Germania, India etc., ma da rendite di posizione dominante. Il tutto assomiglia molto alla posizione di semi-monopolio nelle questioni dei mercati. Trasferita nel campo geopolitico, il monopolista \u00e8 disposto a condividere potere da oligopolio ma non da libero mercato e relativi ordini emergenti quali teorizzati nel concetto \u201cmano invisibile\u201d.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">6. Arrovellatisi a lungo su come far fronte a tali eventi che, come detto, hanno una certa ineluttabilit\u00e0, gli americani hanno di recente introdotto una versione di gioco che chiamano \u201cdemocrazie vs autocrazie\u201d. La faccenda non \u00e8 cos\u00ec precisa, India e Brasile sarebbero in teoria democrazie mentre alleati dell\u2019America come l\u2019Arabia Saudita o la stessa Turchia nella NATO lo sono ben di meno. Ma il grande pubblico occidentale di queste cose sa meno di niente, \u00e8 facilmente sensibile alle semplificazioni, gli slogan, la ripetizione ossessiva di concetti anche quando sono incredibili come \u201cX lava pi\u00f9 bianco\u201d, viepi\u00f9 si tratti di ideali. Si noti come, al di l\u00e0 delle imprecisioni, in verit\u00e0 i conflitti competitivi di potenza, avvengono del tutto al netto qualcuno sia o si ritenga essere \u201cdemocratico\u201d o meno. Nei conflitti di potenza, a volte si \u00e8 adottato il vestito \u201ccivilt\u00e0 vs barbarie\u201d o \u201ccristiani vs infedeli\u201d o \u201csciti vs sunniti\u201d o \u201cpopolo in missione per conto di Dio vs resto del mondo\u201d, ma il vestito serve solo a coprire logiche materiali molto meno nobili.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">7. Questo \u00e8 il primo livello del gioco in cui siamo capitati, il pi\u00f9 importante, il livello in cui si gioca la partita tra vari tipi di ordine uni-bi-multi polari. Il secondo livello \u00e8 quello per il quale, gli Stati Uniti hanno da vari anni messo nel mirino la Russia come loro avversario pi\u00f9 insidioso. Questo perch\u00e9 pur stando il fatto che il gioco \u00e8 a pi\u00f9 livelli (politici, geopolitici, economici, finanziari, culturali), i conflitti di potenza tra Stati sono regolati storicamente con le armi. In termini di armi, i russi sono molto inferiori agli USA, ma quel gioco specifico \u00e8 determinato dall\u2019ultima arma che potete mettere sul tavolo quando sarete spalle al muro. Tale ultima arma \u00e8 l\u2019arma atomica ed in quel specifico asset, russi ed americani sono pari. Questo porta gli uni e gli altri a doversi evitare dal conflitto diretto perch\u00e9 inizierebbero, anche non volendolo, a salire giocoforza i gradini della scala conflittuale in cui nessuno dei due pu\u00f2 perdere se non perdendo la reputazione di potenza, motivo per il quale prima di perderla si arriverebbe ad usare l\u2019arma proibita, quantomeno per pareggiare. Questo urta molto gli Stati Uniti anche perch\u00e9 i russi amano impicciarsi dei giochi militari di potenza americani aiutando a volte l\u2019Iran o la Siria o la Libia o altrove secondo logica \u201cil nemico del mio nemico \u2026\u201d, cosa per altro ricambiata come nella prima invasione russa dell\u2019Afghanistan, del Caucaso o nel Centro Asia.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">8. Ecco allora che gli Stati Uniti in proprio o versione NATO, hanno approntato da molto tempo la trappola di tutte le trappole: l\u2019Ucraina. Una anti-Russia al confine della Russia quanto di pi\u00f9 urticante possa esistere. Dopo le tante scaramucce indirette, l\u2019Ucraina rappresenta il trappolone pi\u00f9 promettente per le strategie competitive americane. E ci\u00f2 ci porta al terzo livello, la guerra in Ucraina.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">9. I russi hanno abboccato al trappolone non perch\u00e9 siano stupidi o pazzi o abbiamo il cancro alla tiroide, ma perch\u00e9 in termini concreti di pericolo strategico e di difesa reputazionale non potevano fare altro. Ad alcuni poco pratici del campo, \u201creputazione\u201d suoner\u00e0 strano. Non si tratta della reputazione della propria bellezza o giustezza o attrattivit\u00e0 o idealit\u00e0, si tratta della semplice reputazione di potenza, le fiches pi\u00f9 importanti al gioco della competizione tra Stati in dimensione mondo. Non sono necessarie per esser giocate sempre, \u00e8 il solo poterlo fare che fa ottenere reputazione di potenza.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">10. A questo punto, giocatisi invece la reputazione che conta per noi occidentali che vestiamo i conflitti di potenza con aspirazioni ideali e valori, i russi sono diventati gli \u201cintoccabili\u201d, dei fuoricasta. Gli europei che condividono la massa continentale con russi, cinesi, indiani, musulmani ed africani (AfroEurasia) non potranno pi\u00f9 avere relazione alcuna col nemico o i nemici degli americani da cui dipendono per varie ragioni ed in varie forme e quindi dovranno accorparsi al sistema americano molto di pi\u00f9 di prima, a livello diciamo del dopoguerra. Non hanno infatti possibilit\u00e0 di giocare il gioco secondo propria intenzione, anche perch\u00e9 non hanno una unica intenzionalit\u00e0. Cos\u00ec, dal primo al terzo livello di gioco, il nuovo sistema occidentale tornato ai fasti degli anni \u201950, sar\u00e0 in un campo di nuovo bipolare con tutti gli amici di qua e tutti i nemici di l\u00e0, format guerra fredda con fine della globalizzazione ed il suo ridicolo \u201cvillaggio globale\u201d, il riarmo, l\u2019economia e finanza che prova a tagliare i ponti da ogni interdipendenza in cicli di feedback di rinforzo del sistema occidentale vs resto del mondo. Tutti a difesa dell\u2019essenza dell\u2019occidentalit\u00e0. Quel sistema politico-economico che con sprezzo del ridicolo ama chiamarsi \u201cdemocrazia di mercato\u201d, una forma di potere oligarchico che per\u00f2 si veste da democratico per ratificare la propria conferma di \u201celezione\u201d. Oligarchia sta per \u201cpotere dei pochi\u201d. La nostra essenza ordinativa \u00e8 difendere questo \u201cpotere dei pochi\u201d come fosse l\u2019interesse dei molti.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">11. Nessuno si pone il problema di come aumentare i nostri tassi di democrazia interna, viepi\u00f9 siamo tutti impegnati a difenderne la sua pallida versione occidentale dalle \u201caggressioni esterne\u201d delle autocrazie. E\u2019 il nemico esterno che detta le priorit\u00e0 e ci fa sentire tutti amici interni. Tanto poi in Occidente \u201cdemocrazia\u201d non ha n\u00e9 partiti che la promuovano, n\u00e9 intellettuali che la pensino in modo sistemico.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">12. Ecco perch\u00e9 la guerra russo-ucraina \u00e8 l\u2019unica cosa che dovete osservare ovvero prender parte per \u201cl\u2019aggredito contro l\u2019aggressore\u201d, in gioco ci sono i valori occidentali. Tali valori ideali meritano il sacrificio di quelli pi\u00f9 prosaici che pensavamo prima i pi\u00f9 importanti. Dovete armare e finanziare gli ucraini che combattono nella piana di Armageddon per il Bene contro il Male e ringraziarli pure. Dovete tagliare il gas, prender milioni di profughi, sopportare l\u2019aumento delle materie prime, inflazione, disastro economico, alimentare e sociale, disordine ai massimi livelli in AfroEurasia, tra cui le gi\u00e0 precarie coste del Mediterraneo perch\u00e9 \u00e8 in ballo l\u2019ordine del mondo per i prossimi anni. Viepi\u00f9 lo farete, viepi\u00f9 i russi per raggiungere i loro imperscrutabili motivi strategici dovranno compiere atti immondi -veri o presunti nessuno potr\u00e0 esserne certo per decenni- che distruggeranno ulteriormente la loro reputazione generale. Pagheranno in reputazione generale il loro ostinato perseguimento della difesa della loro reputazione di potenza. In pi\u00f9 dovranno dissanguarsi materialmente, rischiare di non vincere e giocarsi anche la reputazione di potenza sul piano strettamente militare, dubitare in profondo sulla loro mossa, mettere in dubbio la loro stessa leadership. Se arriveranno spalle al muro, gli americani giurano che secondo i loro calcoli da Teoria dei giochi, non useranno l\u2019arma della disperazione e quindi non sceglieranno \u201cSansone e tutti filistei\u201d ma un pi\u00f9 pragmatico, \u201cmeglio vivi che morti\u201d, pagandolo in perdita relativa di potenza. Secondo loro \u00e8 un rischio ben calcolato e poich\u00e9 sono convinti che il calcolo \u00e8 tutto nella vita, hanno adesso tecnologie e saperi per ottenere la massima calcolabilit\u00e0. Il \u201ccaso ucraino\u201d diventer\u00e0 lezione per ogni altro vorr\u00e0 sfidare qualche anno in pi\u00f9 di dominio occidentale.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Attirati nella trappola ucraina, i russi dovranno perdere punti di reputazione, generale e di potenza, separandosi violentemente dagli europei catturati egemonicamente in un nuovo patto atlantico (la cui versione commerciale comparir\u00e0 a breve), stabilendo il nuovo format \u201cdemocrazie vs autocrazie\u201d che bipolarizzi il mondo rallentando l\u2019avvento dell\u2019ordine multipolare. Sottraendo ai multipolari la fondamentale sponda militare russa. Ed \u00e8 per questo che gran parte del mondo sembra non avere la nostra stessa sensibilit\u00e0 per quello che sta succedendo in Ucraina. Loro giocano al primo livello non al terzo.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">L\u2019eccezionale ed inquietante mobilitazione culturale, informativa e politica dei nostri oligarchi, \u00e8 arma necessaria per compiere questo ambizioso disegno strategico che dia almeno un decennio (o pi\u00f9) di centralit\u00e0 di potenza-mondo agli Stati Uniti rinnovato centro gravitazionale del sistema occidentale in grado di mantenere ampie forme di dominio diretto o indiretto sul Mondo.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">E di questo gioco che dovete scegliere come \u201cfare il vostro gioco\u201d, non il terzo livello o il terzo pi\u00f9 il secondo, ma il primo pi\u00f9 il secondo pi\u00f9 il terzo, tutti assieme.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Detto ci\u00f2 aggiungiamo per\u00f2 una avvertenza. quanto detto \u00e8 un gioco serio, concreto e reale di cui siamo tutti pedine e giocatori, non spettatori terzi. A dire che il giudizio che date a tutto ci\u00f2, per non dire delle eventuali strategie che sceglierete, \u00e8 meno semplice di quel che appare. Se ad esempio pensaste migliore l\u2019idea che il vostro sistema naturale che \u00e8 l\u2019Italia, in tutto ci\u00f2 abbia invece vantaggi in chiave multipolare, dovreste domandarvi se ha il peso per poter giocare quella partita. Se pensante che non lo ha ma lo avrebbe in teoria l\u2019Europa, dovreste domandarvi come \u00e8 possibile, anche solo in teoria, una strategia geopolitica per una cosa che non \u00e8 uno Stato. Se pensante allora che l\u2019Europa dovrebbe diventar uno Stato, dovreste rendervi conto la cosa non \u00e8 nel novero del possibile, anche volendolo (e non lo vuole nessuno). Quindi c\u2019\u00e8 un problema di definizione del soggetto-giocatore da mettere in agenda. Se non pensiamo al soggetto, non avremo facolt\u00e0 di poter scegliere alcun gioco.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Non \u00e8 detto neanche che mandare armi in Ucraina sia sbagliato. In fondo anche l\u2019esercizio di potenza russo \u00e8 inquietante, in questa situazione -semplicemente- non avremmo dovuto trovarci, come non avremmo dovuto trovarci nella situazione pandemica o quella climatica. Ma poi mandare quante armi e di che tipo, condizionate a quale uso? Fino alla \u201cvittoria finale\u201d come annuncia Zelensky? Fino alla distruzione di tutta l\u2019Ucraina e degli ucraini? E che senso ha il nostro comportamento che ha ignorato tutto quello che \u00e8 l\u00ec successo almeno da otto anni, se non prima, svegliandoci solo quando gli eventi sono precipitati? Anche questo senso di urgente dovere nel partecipare finale, quando tale dovere dovevamo forse esercitarlo molto prima, andr\u00e0 ripensato. Non si dovrebbe sentire l\u2019urgenza oggi quando non la si \u00e8 sentita prima o meglio, visto che la sentiamo forte oggi dovremmo anche criticarci sul perch\u00e9 non l\u2019abbiamo sentita prima.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Come detto, allora, forse in certe situazioni dovremmo cercare di non trovarci perch\u00e9 \u201cdopo\u201d \u00e8 tardi. Il nuovo mondo complesso ha questa doppia, inedita, caratteristica: tocca fare strategie per tempo e perseguirle per dominare gli eventi attesi in previsione. Fare previsioni e conseguirne strategie, due cose che non siamo culturalmente abituati a fare. Viviamo un mondo sempre pi\u00f9 complesso in maniera eccessivamente inconsapevole, arriviamo tardi quando le condizioni di possibilit\u00e0 si sono strette all\u2019emergenza, cos\u00ec saremo costretti a vivere nell\u2019emergenziale permanente, con tutti i relativi stati d\u2019eccezione per cause di forza maggiore che ne conseguiranno.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">E non \u00e8 detto neanche che sia sbagliato riarmarsi un po\u2019. Queste del mondo multipolare sono \u201crelazioni\u201d e non si possono intonare se cooperative o competitive solo per decisione di un singolo relato. L\u2019Egitto ha pi\u00f9 della met\u00e0 dei suoi cento milioni di abitanti sotto i 24 anni e nei prossimi mesi non avranno cereali da mangiare, potrebbero diventare un po\u2019 aggressivi ed hanno una consistente forza militare, stanno l\u00ec davanti a noi e condividono il Mediterraneo. Ma se poi pensate che il riarmo dovrebbe agire a livello europeo, dovrete come detto sciogliere le questioni intorno alla costituzione non unitaria cio\u00e8 intenzionale geopoliticamente, dell\u2019UE. Forse dovreste prender atto che i nuovo assetti NATO stanno diventando sempre pi\u00f9 anglo-nordici mentre noi siamo mediterranei. Allora forse dovremmo pensare ad un polo militare tra europei mediterranei e chiss\u00e0 se facendo cose militari assieme, non ci venga poi possibile e conveniente pensare di farne altre, trovando cos\u00ec una strada che ci suggerisca una soluzione al problema pi\u00f9 generale del soggetto cui accennavamo prima.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Se foste \u201cpacifisti\u201d dovreste considerare che il mondo vi chiede cosa fare alle condizioni in cui si trova, se lo foste davvero avreste allora dovuto impegnarvi molto di pi\u00f9 negli scorsi anni e decenni per far si che il mondo prendesse una piega cooperativa che non ha. Se non vi occupate del mondo poi non potete pretendere di dirgli come dovrebbe essere per soddisfare i vostri ideali di principio. Infine, se voleste invocare la pace, forse dovreste comprendere meglio a chi rivolgervi, capire quanti livelli di conflitto ci sono e tra chi. Fino a che Biden non alzer\u00e0 il telefono, come gi\u00e0 avrebbe dovuto fare e come si \u00e8 sempre fatto nella guerra fredda tra i due arcigni contendenti, invitando i russi ad un tavolo di confronto su gli ordini mondiali, la guerra continuer\u00e0 perch\u00e9 questo \u00e8 quello che vuole l\u2019America. Ma questa guerra infinita alla Russia \u00e8 anche la nostra guerra?<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Forse qualcuno dovrebbe rimettersi a pensare il concetto di Occidente come sfera di civilt\u00e0 originariamente europea e quindi pensare a due Occidenti che hanno parti simili e parti dissimili (se non altro perch\u00e9 si ambientano in due geografie, quindi due geostorie ben diverse). Tale \u201cdistinzione degli occidenti\u201d andrebbe prima portata avanti culturalmente, capire quanto le nostre culture sono ormai mischiate con canoni anglosassoni e quanta continentalit\u00e0 abbiamo perso. Ormai pare abbiamo tutti capito che siamo incappati in una svolta epocale, che stato ha allora il mostro pensiero? Vedete una svolta epocale anche nei nostri sistemi di pensiero o arriviamo all\u2019appuntamento con sistemi vecchi che dovrebbero capire cosa nuove?<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Se altres\u00ec pensate noi si debba prender atto degli andamenti del mondo ed accettare un ridimensionamento pilotato, allora dovreste ricavarne una nuova teoria della societ\u00e0 in quanto le nostre societ\u00e0 basate su ordinamenti economici si sono fondate su ordini precedenti in cui eravamo parte dei dominanti. Se invece pensate che la strategia americana coincide col vostro specifico interesse, siete a cavallo e non dovete farvi alcuna domanda e darvi alcun pensiero, basta vi lasciate andare all\u2019odio per il nemico esistenziale, magari quello che la butta sul \u201ccomplesso\u201d.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Insomma, il gioco \u00e8 complesso e \u201ccomplesso\u201d significa \u201cintrecciato assieme\u201d, tutte queste e molte altre cose sono intrecciate assieme, se ne tirate l\u2019una vien fuori l\u2019altra e poi un\u2019altra ed un\u2019altra ancora. Il gioco \u00e8 complesso perch\u00e9 il mondo lo \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 ed in poco tempo secondo gli standard degli andamenti storici. Per adattarsi a questo mondo bisogner\u00e0 fare analisi e previsioni ed elaborare strategie per tempo altrimenti rimarr\u00e0 solo il triste conforto della critica a fatti compiuti. Un lusso che si pagher\u00e0 molto caro ammesso che un clamoroso fallimento adattivo sia un lusso il cui prezzo si possa davvero \u201cpagare\u201d.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\"><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2022\/04\/05\/in-che-gioco-siamo-capitati\/\">https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2022\/04\/05\/in-che-gioco-siamo-capitati\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PIERLUIGI FAGAN BLOG (Pierluigi Fagan) Useremo qui \u201cgioco\u201d nel senso di -interrelazioni competitive tra giocatori secondo regole per raggiungere uno scopo-. Dal \u201cGrande gioco\u201d (Medio Oriente \u2013 Asia) alla \u201cGrande scacchiera\u201d di Brzezinski, al mio pi\u00f9 modesto \u201cGioco di tutti i giochi\u201d, le questioni geopolitiche sono spesso state metaforizzate con questa definizione di \u201cgioco\u201d. 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