{"id":71475,"date":"2022-04-08T09:30:25","date_gmt":"2022-04-08T07:30:25","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71475"},"modified":"2022-04-07T14:17:43","modified_gmt":"2022-04-07T12:17:43","slug":"la-guerra-in-europa-rischia-di-affamare-il-mondo-intero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71475","title":{"rendered":"La guerra in Europa rischia di affamare il mondo intero"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di STRISCIA ROSSA (Paola De Meo)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-71476\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/1113405-odessa-commerciale-port-ucraina-foto-1-768x511-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/1113405-odessa-commerciale-port-ucraina-foto-1-768x511-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/1113405-odessa-commerciale-port-ucraina-foto-1-768x511-1.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, parlando all\u2019Assemblea Generale dell\u2019ONU il 14 marzo scorso, ci ha avvisato: la guerra in Ucraina innescher\u00e0 \u201cun urgano di fame ed il tracollo del sistema alimentare\u201d. L\u2019invasione dell\u2019Ucraina da parte della Federazione Russa \u00e8 di fatto solo l\u2019ultimo atto, rispetto a un succedersi di crisi alimentari cui abbiamo assistito a partire dal 2008, al 2011, alla guerra in Siria, all\u2019Afghanistan, la pandemia da Covid 19 fino a quanto accade oggi nella regione del Mar Nero, situazione che riporta la guerra in Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli impatti alimentari di questa guerra sono destinati a ripercuotersi non solo sulla popolazione ucraina, gi\u00e0 costretta a fuggire dal paese, ma rischiano di ricadere a catena su altri paesi, gi\u00e0 vulnerabili e particolarmente dipendenti dalle importazioni, scatenando una crisi globale. L\u2019Ucraina e la Russia, infatti, rappresentano circa un quarto delle esportazioni mondiali di grano, forniscono inoltre significative quantit\u00e0 di olio di girasole e mais, e la Russia \u00e8 un importante esportatore di fertilizzanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da una valutazione preliminare, la FAO stima che, a causa del conflitto, tra il 20 e il 30% delle aree coltivate a cereali invernali, mais e semi di girasole in Ucraina non saranno piantate o rimarranno senza raccolto durante la stagione 2022\/23, con rendimenti influenzati negativamente dalla mancanza di fertilizzanti e trattamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Perse milioni di tonnellate di grano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il conflitto porta con s\u00e9 un\u2019improvvisa e prolungata restrizione delle esportazioni: parliamo di circa 6 milioni di tonnellate di grano in meno dall\u2019Ucraina e di 8 milioni di tonnellate dalla Federazione Russa solo per il periodo tra marzo e giugno. Questa situazione spinge al rialzo il prezzo delle materie prime alimentari, a detrimento dei paesi gi\u00e0 vulnerabili, ed alimenta una corsa a frenare le esportazioni da parte di altri paesi. Marzo ha visto il prezzo del grano e di altri cereali raggiungere livelli record, con aumenti che hanno superato il 50% nel giro di pochi giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo potrebbe comportare un incremento stimato tra 8 e 13 milioni di persone sottoalimentate a livello globale, solo per il periodo 2022\/23. Ricordiamo che gi\u00e0 il COVID-19, ha provocato l\u2019aumento di 161 milioni di persone in un solo anno in una situazione di insufficienza alimentare grave. A soffrire maggiormente dell\u2019attuale situazione di conflitto sono la regione Asia-Pacifico, seguita dall\u2019Africa Subsahariana, e dalla regione Mediterranea che comprende Vicino Oriente e Nord Africa. Per paesi come Egitto, Turchia, Bangladesh ed Iran le importazioni di grano dai due paesi in conflitto rappresentano pi\u00f9 del 60% del fabbisogno interno. Anche per Libano, Tunisia, Yemen, Libia e Pakistan circa la met\u00e0 degli acquisti di grano provengono dall\u2019Ucraina e dalla Federazione Russa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se a il conflitto continuasse a mantenere alto il prezzo del petrolio grezzo, e ad ostacolare le esportazioni oltre la stagione attuale, l\u2019offerta globale di grano e semi di girasole ne risentirebbe in modo significativo, anche tenuto conto dell\u2019aumento della produzione da parte di altri paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un altro fattore critico rispetto all\u2019aumento dei prezzi dell\u2019energia \u00e8 la competizione tra la produzione di mangimi animali e quella di biocarburanti, particolarmente interessata a prodotti come mais, zucchero, oli vegetali. Vista l\u2019ampiezza del mercato energetico rispetto a quello alimentare, ci\u00f2 potrebbe avere un effetto di rialzo anche sui prezzi alimentari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre cereali del mar Nero erano fonte di approvvigionamento anche per il Programma Alimentare Mondiale, per le derrate fornite in aiuto nelle zone di emergenza e di conflitto in tutto il mondo. Oggi il PAM si dice costretto a pagare circa 71 milioni di dollari in pi\u00f9 al mese per le operazioni umanitarie alimentari rispetto al 2019: un aumento del 44%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La fragilit\u00e0 dei nostri sistemi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 chiaro che le crisi, succedutesi nel tempo ed in particolare questo conflitto mettono in evidenza le fragilit\u00e0 e fanno emergere i nodi al pettine dei nostri sistemi alimentari, tra i quali in primis la concentrazione della commercializzazione di materie prime nelle mani di pochi attori. Solo 10 paesi, oggi sono origine del 100% delle esportazioni globali di soia, meno di 10 paesi lo sono per il 92% delle esportazioni mondiali di riso, 88% delle esportazioni di grano, 90% del cotone, 70% dell\u2019esportazione di carne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La concentrazione si ritrova anche tra gli attori della catena di approvvigionamento alimentare: tre compagnie private controllano il 60% del mercato dei semi; mentre il 90% del commercio mondiale del grano \u00e8 nelle mani di 4 grandi imprese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In una situazione del genere, \u00e8 chiaro che qualsiasi perturbazione delle catene di approvvigionamento globale avviene su scale enormi, e pu\u00f2 causare grandi impatti sui segmenti pi\u00f9 poveri della societ\u00e0 nei paesi a basso reddito, cio\u00e8 coloro che per potersi alimentare spendono pi\u00f9 del 60% del reddito, con conseguente dilagare della povert\u00e0 e delle disuguaglianze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La speculazione finanziaria potrebbe peggiorare ulteriormente la situazione, amplificando l\u2019effetto di incremento sui prezzi degli alimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le crisi alimentari, multiple e sovrapposte -pensiamo anche al cambiamento climatico- devono essere un campanello di allarme per ripensare i sistemi alimentari: c\u2019\u00e8 urgente bisogno di lavorare per aumentare resilienza e diversificazione, ricostruendo i sistemi alimentari locali e facendo leva su forme pi\u00f9 sostenibili di agricoltura, come l\u2019agroecologia, meno dipendenti dai fertilizzanti chimici. Purtroppo, invece, la guerra viene presa anche come pretesto per tentare di rimettere in discussione, in nome di un\u2019ideologia produttivista, le poche iniziative intraprese in termini di una maggiore sostenibilit\u00e0, come ad esempio la strategia Farm to Fork, recentemente lanciata dall\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se cos\u00ec fosse, questa sarebbe un\u2019altra occasione persa per imparare dalle crisi, e ritrovarci ancora una volta a discutere di un nuovo fallimento, di fronte ai non raggiunti obiettivi di sviluppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>L\u2019autrice dell\u2019articolo, esperta in politiche agroalimentari, lavora per ONG come Terra Nuova e l\u2019Ufficio dell\u2019Alto Commissariato dell\u2019ONU per i diritti umani.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.strisciarossa.it\/la-guerra-in-europa-affama-il-mondo-intero\/\">https:\/\/www.strisciarossa.it\/la-guerra-in-europa-affama-il-mondo-intero\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di STRISCIA ROSSA (Paola De Meo) Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, parlando all\u2019Assemblea Generale dell\u2019ONU il 14 marzo scorso, ci ha avvisato: la guerra in Ucraina innescher\u00e0 \u201cun urgano di fame ed il tracollo del sistema alimentare\u201d. 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