{"id":71515,"date":"2022-04-11T10:30:16","date_gmt":"2022-04-11T08:30:16","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71515"},"modified":"2022-04-09T15:53:30","modified_gmt":"2022-04-09T13:53:30","slug":"propaganda-storia-e-tecniche-dei-suoi-padroni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71515","title":{"rendered":"Propaganda, storia e tecniche dei suoi padroni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di BLONDET &amp; FRIENDS (Roberto Pecchioli)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Viviamo nella democrazia dello spettatore, un concetto del linguista e sociologo Noam Chomsky mutuato dalle idee del primo maestro della propaganda e del condizionamento applicata alla politica, Walter Lippman. Gi\u00e0 nei primi decenni del secolo XX si pose il problema del controllo dell\u2019opinione pubblica nei regimi formalmente democratici. L\u2019obiettivo era controllare i mezzi di comunicazione per plasmare, dirigere e manipolare l\u2019opinione pubblica, che Lippman chiamava il gregge smarrito. La prima grande operazione di propaganda fu commissionata dal presidente americano Woodrow Wilson, per spingere gli Stati Uniti all\u2019entrata in guerra nel primo conflitto mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La maggioranza era contraria, ma Wilson e l\u2019establishment americano volevano la guerra. Crearono la Commissione Creel, che riusc\u00ec a trasformare in pochi mesi una popolazione incline alla neutralit\u00e0 in una massa isterica che spingeva per l\u2019intervento, nonostante lo scenario bellico fosse l\u2019Europa e gli americani non vedessero minacciati i loro interessi. Il successo convinse il potere e i suoi consulenti \u2013 al lavoro di Lippman intanto si era aggiunto quello di Edward Bernays- ad estendere le tecniche di propaganda ad altre battaglie politiche, ad esempio contrastare le rivendicazioni dei sindacati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019obiettivo reale era la neutralizzazione di fatto della libert\u00e0 di stampa e dello stesso pensiero critico. Il potere finanziario e imprenditoriale, proprietario dei media (ai giornali e al cinema si stava affiancando la radio) incoraggi\u00f2 l\u2019operazione. La questione chiave era ottenere il sostegno dei membri pi\u00f9 influenti della societ\u00e0. Era la lezione della Commissione Creel: quando la propaganda \u00e8 usata dallo Stato e sostenuta dai ceti con un alto livello culturale, l\u2019effetto moltiplicatore \u00e8 enorme. Le masse tendono sempre a imitare le classi dominanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nasceva la \u201cdemocrazia dello spettatore\u201d, un sistema senza partecipazione attiva del popolo. La tesi di fondo di Lippman, che pure fu un teorico del liberalismo politico, era che la massa non comprende i problemi della societ\u00e0 e deve essere guidata attraverso tecniche psicologiche di consenso capaci di riunire \u201cil gregge smarrito\u201d. Il fine era produrre consenso alle politiche governative attraverso le nuove scienze che avanzavano, a cominciare dalla psicologia. Lippman introdusse una concezione della democrazia basata su un\u2019idea semplice: solo una piccola \u00e9lite \u00e8 in grado di definire i problemi del resto dei cittadini e indicare la soluzione. L\u2019idea- chiamata democrazia progressiva \u2013 era che esistono gruppi diversi di cittadini. In prima fila coloro che assumono un ruolo attivo nelle questioni relative al governo e all\u2019amministrazione, la classe specializzata. Al di fuori c\u2019\u00e8 la maggioranza della popolazione, il gregge dal quale \u201cproteggersi quando muggisce e calpesta\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le tecniche sperimentate da Lippman erano gi\u00e0 utilizzate nell\u2019ambito di quelle che si cominciarono a definire pubbliche relazioni, sintagma inventato da Edward Bernays nel 1920, primo mattone di un\u2019ingegneria del consenso fondata sull\u2019uso spregiudicato di tecniche di manipolazione psicologica. Il sistema delle pubbliche relazioni, nell\u2019ambito commerciale, ha obiettivi che non hanno a che fare con la verit\u00e0: vendere prodotti e servizi, promuovere o modificare l\u2019immagine di un committente. A tal fine utilizza metodi, teorie e tecniche della pubblicit\u00e0, del marketing, del design, della politica, della psicologia, della sociologia e del giornalismo. Si stima che almeno l\u2019ottanta per cento dei contenuti dei media provenga oggi dall\u2019attivit\u00e0 di addetti alla comunicazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019ambito pubblicitario commerciale non nasconde i suoi fini: convincere pi\u00f9 gente possibile ad acquistare un prodotto, assumere stili di vita favorevoli al consumo, preferire un marchio a un altro sino a farne una ragione di vita. Lo spieg\u00f2 Jean Baudrillard ne Il sistema degli oggetti, in cui scopr\u00ec i concetti di valore simbolico e di valore segnico, esistente unicamente all\u2019interno di un sistema di altri oggetti. Molti prodotti \u2013 e soprattutto marchi- non hanno alcuna funzione o utilit\u00e0, ma veicolano un valore sociale, uno status, il gusto o la classe sociale cui appartiene \u2013o aspira a far parte- chi li possiede, modellato dal sistema della persuasione e della propaganda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un\u2019 amica si \u00e8 sentita chiedere dalla nipote l\u2019uovo pasquale di Elettra Lamborghini, un personaggio televisivo di moda e \u201cinfluencer\u201d, ovvero persona che orienta i gusti e le preferenze dei seguaci (followers). I meccanismi di propaganda politica sono identici. Bernays scrisse: se comprendiamo il meccanismo e le motivazioni della mente collettiva, siamo in grado di controllare e irreggimentare le masse secondo la nostra volont\u00e0 senza che se ne accorgano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il\u00a0compito della cultura \u00e8 quello di segnalare l\u2019inganno,<\/strong>\u00a0fare in modo che le persone sappiano di essere oggetto della manipolazione di cui parla Bernays, capace di determinare un consenso sottomesso, orientabile a piacimento con specifiche campagne di chi detiene il potere, attraverso esperti di prim\u2019ordine, come furono Lippman e Bernays.\u00a0 Questi- il primo\u00a0<em>spin doctor<\/em>\u00a0della storia, ovvero esperto di comunicazione- lavorava indifferentemente nel campo politico e nell\u2019ambito commerciale. Elabor\u00f2 teorie sulla propaganda e coni\u00f2 l\u2019espressione \u201cfabbrica del consenso\u201d, che defin\u00ec essenza della democrazia. Una nuova modalit\u00e0, estremamente efficace, di diffondere informazioni con lo scopo di indirizzare i comportamenti delle masse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019esempio pi\u00f9 sconcertante di interazione tra pubblicit\u00e0 commerciale e propaganda politica fu una campagna di Bernays a favore della d<strong>iffusione del fumo tra le donne,<\/strong>\u00a0commissionata dai produttori di tabacco. Ide\u00f2 una serie di immagini che mostravano donne emancipate, in carriera, sempre con la sigaretta in bocca. L\u2019accensione delle sigarette diventava un gesto politico trasgressivo, le \u201c<em><strong>torce della libert\u00e0\u201d<\/strong><\/em>, con chiaro riferimento alla statua simbolo degli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come Lippman, Bernays lavor\u00f2 nella Commissione Creel e nel 1924 diresse la campagna politica del presidente Coolidge, la prima organizzata con i criteri della propaganda \u201cscientifica\u201d. Dobbiamo prendere atto che i mezzi di informazione- posseduti dal livello alto del capitalismo in regime di quasi monopolio \u2013 manipolano la verit\u00e0 al servizio della interessi dei loro padroni. La democrazia dello spettatore \u00e8 l\u2019attitudine passiva di chi, davanti a uno schermo (televisione, pc, smartphone) riceve informazioni che lo inducono a credere che l\u2019unico bene prezioso sia consumare di pi\u00f9, e a prestare fede ai valori veicolati dalla societ\u00e0 dello spettacolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>I soggetti capaci di produrre consenso sono coloro che hanno le risorse e il potere per farlo<\/strong>\u00a0\u2013 la comunit\u00e0 finanziaria e imprenditoriale \u2013 e noi lavoriamo per loro, ammise Bernays, aggiungendo che la manipolazione consapevole e intelligente delle condotte e delle opinioni organizzate delle masse \u00e8 un elemento importante nella societ\u00e0 democratica. \u201cColoro che manipolano questo meccanismo nascosto della societ\u00e0 costituiscono il governo invisibile che detiene il vero potere che governa il destino del nostro paese. Coloro che ci governano, modellano le nostre menti, definiscono i nostri gusti o ci suggeriscono le nostre idee sono in gran parte persone di cui non abbiamo mai sentito parlare\u201d. Uno fu egli stesso, morto ricchissimo a 104 anni nel 1995, dopo aver lavorato anche per la CIA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019anno corrente \u00e8 quello del centenario dall\u2019uscita de\u00a0<em>L\u2019Opinione Pubblica<\/em>\u00a0di Walter Lippman, il saggio che coni\u00f2 il concetto. Il principio di fondo \u00e8 che le persone sono troppo stupide per capire le cose della politica. Se gli individui tentassero di partecipare alla gestione di questioni che li riguardano, creerebbero problemi, quindi sarebbe improprio e immorale consentire loro di farlo. Bisogna domare il gregge disorientato e smarrito, non \u00e8 prevista la possibilit\u00e0 di partecipare all\u2019azione: combinerebbe solo guai, deve rimanere spettatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Lippman teorizz\u00f2 un doppio binario per due umanit\u00e0 distinte<\/strong>, in cui anche il sistema educativo, di natura privata, era rivolto alla classe specializzata, da istruire sui valori e gli interessi del potere e sul legame corporativo da mantenere tra loro e all\u2019interno delle istituzioni. Il resto del gregge deve essere distratto, confinato nel ruolo di recettore passivo, indottrinato, eterodiretto e addestrato affinch\u00e9 compia con efficienza il ruolo sociale prescelto dal livello sovrastante. C\u2019\u00e8 una verit\u00e0 per l\u2019\u00e9lite e una per la gente comune, come intu\u00ec Gilbert Chesterton, che, negli stessi anni dell\u2019ascesa delle tecniche di propaganda, affermava: i giornali hanno cominciato ad esistere per dire la verit\u00e0 e oggi esistono per impedire che la verit\u00e0 venga detta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con lo sguardo rivolto all\u2019oggi, che dire dell\u2019immenso potere di propaganda sul gregge della TV, delle reti sociali, dei<em>\u00a0padroni del discorso (<\/em>i soliti\u2026)? Forse gli stessi teorici delle tecniche psicologiche di condizionamento e propaganda furono sorpresi dal successo e dalla facilit\u00e0 con cui conseguivano i successi voluti. Parliamo di idee che si sono sviluppate un secolo fa e hanno raggiunto oggi una perfezione incredibile, mostrando l\u2019esistenza di un progetto di lungo periodo per la manipolazione e il controllo dell\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il fondamento teorico si basava sulla necessit\u00e0 di formare una classe dirigente illuminata in grado di frasi carico dello Stato, dell\u2019economia e del potere. Una visione oligarchica teorizzata dal primo influente pensatore americano, John Dewey, il filosofo del Pragmatismo Americano, inteso c ome \u201cfilosofia del successo\u201d. Per lui, solo una \u00e9lite intellettuale pu\u00f2 capire quali sono i veri interessi comuni, le poste in gioco, che cosa \u00e8 conveniente fare, giacch\u00e9 la comprensione di tutto ci\u00f2 \u00e8 al di l\u00e0 della possibilit\u00e0 della gente comune. Enorme la distanza tra la \u201cnarrazione\u201d liberale e democratica, e la prassi concreta delle classi dirigenti. Lippman, tra i primi a condividere la diagnosi, organizz\u00f2 commissioni di propaganda sulla cui esperienza fu elaborata la tesi elitaria nell\u2019esercizio della democrazia che \u00e8 la sua negazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La giustificazione teorica- ogni sproposito ha i suoi dottori sottili- era che occorreva s\u00ec rispettare il principio democratico, ma riconoscerne la debolezza e la complessit\u00e0. La soluzione era la propaganda, ossia eliminare, o almeno depotenziare ogni dissenso attraverso slogan semplici, ripetuti all\u2019infinito, con l\u2019ausilio di personaggi famosi- i testimonial della pubblicit\u00e0- ossia fabbricare il consenso, indurre nella popolazione, attraverso le nuove tecniche, l\u2019accettazione delle idee del potere, il discredito di tutte le altre, l\u2019approvazione di politiche e atti inizialmente indesiderati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019unica differenza rispetto a tempi recenti \u00e8 che la teorizzazione \u2013 e la successiva concretizzazione \u2013 avveniva con chiarezza di termini e intenti. Poi abbiamo conosciuto un lungo periodo di ipocrisia e dissimulazione, abbandonata negli ultimi anni. Oggi i padroni universali sono abbastanza forti da permettere ai loro funzionari \u2013 propagandisti, economisti, operatori della comunicazione, personalit\u00e0 della cultura e dello spettacolo- di rivelare apertamente la loro agenda. Hanno infatti represso perfettamente nel tempo le capacit\u00e0 analitiche di massa attraverso la decontestualizzazione semplificatoria dei fatti, la manipolazione e la virtualizzazione del reale. L\u2019 amplificazione del registro emotivo-sentimentale rende credibili le menzogne pi\u00f9 sfacciate: il pubblico non sa pi\u00f9 pensare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per Lippman, l\u2019\u00e9lite deve proteggersi dal popolo, il gregge sconcertato che \u201cmuggisce e calpesta\u201d. Ci sono due umanit\u00e0: da un lato, la classe specializzata, i responsabili, dall\u2019altro, la massa, spettatrice passiva. Alla sensibilit\u00e0 di ciascuno valutare se questo sia bene o male e se il concetto\u2013totem di democrazia sia menzogna o verit\u00e0. L\u2019 arte della democrazia, per chi la controlla, \u00e8 la fabbricazione del consenso: i decisori forniscono un senso tollerabile della realt\u00e0 e instillano le opinioni \u201cgiuste\u201d, le loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Chi non vuol essere gregge e spettatore, cominci a dubitare, a diffidare. Un grande intellettuale italiano del Novecento, Giuseppe Prezzolini, esortava a fondare l\u2019associazione degli \u00e0poti, quelli che \u201cnon se la bevono\u201d, ossia non credono alle versioni dei fatti ad uso degli spettatori. Propaganda, il nome d\u2019arte della bugia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.maurizioblondet.it\/propaganda-storia-e-tecniche-dei-suoi-padroni\/\">https:\/\/www.maurizioblondet.it\/propaganda-storia-e-tecniche-dei-suoi-padroni\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di BLONDET &amp; FRIENDS (Roberto Pecchioli) Viviamo nella democrazia dello spettatore, un concetto del linguista e sociologo Noam Chomsky mutuato dalle idee del primo maestro della propaganda e del condizionamento applicata alla politica, Walter Lippman. Gi\u00e0 nei primi decenni del secolo XX si pose il problema del controllo dell\u2019opinione pubblica nei regimi formalmente democratici. L\u2019obiettivo era controllare i mezzi di comunicazione per plasmare, dirigere e manipolare l\u2019opinione pubblica, che Lippman chiamava il gregge smarrito. 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