{"id":71600,"date":"2022-04-13T12:32:24","date_gmt":"2022-04-13T10:32:24","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71600"},"modified":"2022-04-13T12:32:24","modified_gmt":"2022-04-13T10:32:24","slug":"terzo-rapporto-ipcc-sulla-mitigazione-del-cambiamento-climatico-al-massimo-tre-anni-per-invertire-la-rotta-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71600","title":{"rendered":"Terzo rapporto IPCC sulla mitigazione del cambiamento climatico: al massimo tre anni per invertire la rotta"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\"><strong>di SCIENZA IN RETE (Jacopo Mengarelli, Margherita Ghiara)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-71601\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Schermata-2022-04-10-alle-09.30.39-300x179.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"179\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Schermata-2022-04-10-alle-09.30.39-300x179.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Schermata-2022-04-10-alle-09.30.39-1024x611.png 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Schermata-2022-04-10-alle-09.30.39-768x458.png 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Schermata-2022-04-10-alle-09.30.39-1536x916.png 1536w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Schermata-2022-04-10-alle-09.30.39.png 1600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Anche per quanto riguarda il contrasto al cambiamento climatico, non siamo affatto sulla buona strada. Ma il tempo ci sarebbe ancora, sebbene risicato, per fermare il pianeta sull&#8217;orlo critico di un riscaldamento superiore a 1,5\u00b0C. \u00c8 questo il messaggio che ci consegna l&#8217;<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.ipcc.ch\/report\/ar6\/wg3\/\">ultimo rapporto<\/a>\u00a0pubblicato dal Working Group III dell\u2019IPCC, che affronta tutti gli aspetti legati alla mitigazione del cambiamento climatico, quindi alla riduzione delle emissioni di gas serra.<\/p>\n<p>L\u2019analisi della letteratura scientifica svolta da un totale di\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/apps.ipcc.ch\/report\/authors\/report.authors.php?q=37&amp;p=\">278 autori<\/a>, tra cui solo cinque ricercatori italiani, mostra chiaramente come il decennio 2010-2019 sia stato caratterizzato, ancora una volta, da una tendenza positiva e in crescita, con emissioni medie annue di gas a effetto serra superiori rispetto a qualsiasi decennio precedente. Dal 1850, infatti, le emissioni continuano ad aumentare e con esse i rischi e gli impatti legati al cambiamento climatico, ampiamente discussi dal\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.ipcc.ch\/working-group\/wg2\/\">Working Group II<\/a>.<\/p>\n<p>In particolare, il 2019 \u00e8 stato caratterizzato dal pi\u00f9 alto valore di emissioni di gas serra dal 1990, equivalente a 59 GtCO<sub>2<\/sub>eq (giga tonnellate di CO<sub>2<\/sub>\u00a0equivalenti). Nonostante questo valore sia stato determinato da un aumento di emissioni da parte di tutti i settori, di particolare rilevanza sono stati &#8211; come prevedibile &#8211; l\u2019utilizzo di combustibili fossili del settore energetico e il settore industriale. Le emissioni decennali causate dall\u2019approvvigionamento energetico rappresentano infatti circa il 34% delle emissioni totali, seguite dal 24% del settore industriale. Agricoltura, silvicoltura e uso del suolo, cos\u00ec come trasporti ed edilizia, hanno portato invece a minori quantit\u00e0 di emissioni se paragonate agli altri settori, ma restano comunque di particolare rilevanza nello sviluppo di azioni di mitigazione efficaci.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/files\/grafico2ipcc.png\" alt=\"ipcc\" \/><\/p>\n<p class=\"dida\">Il grafico mostra che il Nord America \u00e8 la regione maggiormente responsabile delle emissioni di CO<sub>2<\/sub>\u00a0nette storiche cumulate, a seguire l\u2019Europa e l\u2019Asia orientale. Interessante che il Medio Oriente sia paragonabile, con il suo 2%, all\u2019intero comparto dell\u2019aviazione e della navigazione internazionale. Il Nord America primeggia, per altro, anche considerando le emissioni pro capite. Fonte: p. 12 (b, c) SPM.<\/p>\n<p>Questi dati allarmanti, cos\u00ec come i risultati ottenuti dagli altri Working Group, rappresentano quindi la base del lavoro del Working Group III, che ha identificato e valutato percorsi futuri a breve (fino al 2030), medio (fino al 2050) e lungo (fino al 2100) termine, evidenziando come sia indispensabile ridurre le emissioni di gas serra, in particolare di CO<sub>2<\/sub>\u00a0e metano, del 43% rispetto ai valori del 2019 per limitare l\u2019aumento di temperatura di 1,5\u00b0C entro il 2030. Una riduzione cos\u00ec ambiziosa, secondo il rapporto, \u00e8 attuabile attraverso l\u2019azzeramento delle emissioni di CO<sub>2<\/sub>, e non necessariamente di tutti i gas serra, raggiungibile tramite un cambiamento trasformativo, sistematico e sostenuto che porti quindi ad una decarbonizzazione completa del nostro sistema in modo rapido e immediato.<\/p>\n<p>Infatti, tra i vari percorsi futuri identificati dal rapporto, quelli che permettono di limitare il riscaldamento a 1,5\u00b0C senza o con un limitato overshoot vedono un picco di emissioni globali di CO<sub>2<\/sub>\u00a0al pi\u00f9 tardi entro tre anni, quindi prima del 2025. Raggiunto il picco, questi percorsi toccano poi nel 2030 livelli di emissioni di CO<sub>2<\/sub>\u00a0inferiori del 48% rispetto agli elevati valori del 2019, per arrivare poi allo zero netto entro i primi anni 2050. Per quanto riguarda invece l\u2019emissione generica di gas serra, gli stessi percorsi vedono una riduzione di valori del 43% entro il 2030 e dell\u201984% entro il 2050, sempre rispetto ai livelli del 2019. Questi sono quindi gli obiettivi che dovremmo prefiggerci per rimanere coerenti con quanto stabilito durante l\u2019Accordo di Parigi e per limitare gli impatti del cambiamento climatico sulle nostre societ\u00e0 e sui vari settori che le compongono.<\/p>\n<p>Di seguito sono riportati gli scenari analizzati dal rapporto, confrontati con le politiche attuali e gli NDCs presi alla scorsa COP26. Con le politiche precedenti alla COP26 di novembre 2021, probabilmente si eccederebbe il 1,5\u00b0C di aumento e sarebbe complicato restare finanche sotto i 2\u00b0C. Si ricorda, in ogni caso, che l\u2019Agenzia internazionale per l\u2019energia ha stimato che con gli obiettivi fissati alla COP26, probabilmente\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.iea.org\/commentaries\/cop26-climate-pledges-could-help-limit-global-warming-to-1-8-c-but-implementing-them-will-be-the-key\">si riuscirebbe a stare sotto 1,8\u00b0C<\/a>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/files\/scenariipcc2022.png\" alt=\"ipcc\" \/><\/p>\n<p>Nella stesura del rapporto, il Working Group III ha analizzato diversi settori, in particolare energia, agricoltura, citt\u00e0, edifici, industria e trasporti, valutando per ciascuno di questi anche fattori trainanti, ostacoli e opzioni attualmente disponibili per una mitigazione efficace, che permetta appunto di diminuire drasticamente i livelli di emissioni attuali e concretizzare quei percorsi che portano alla limitazione desiderata di riscaldamento globale. Nello specifico, il rapporto evidenzia molti ostacoli e sfide date dall\u2019implementazione di strategie di mitigazione, come per esempio la dipendenza da tecnologie con elevati investimenti iniziali, quale il nucleare. Allo stesso tempo, per\u00f2, lo stesso rapporto sottolinea anche diversi benefici che le varie strategie di mitigazione possono portare con loro, sia in termini di benessere generico della popolazione, che per quanto riguarda l\u2019adempimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs).<\/p>\n<p>Di particolare rilevanza sono i capitoli dedicati al settore energetico e industriale, dato il loro spiccato contributo nelle emissioni totali di gas serra, al settore agro-forestale, che risulta essere l\u2019unico settore in grado di portare a una rimozione e all\u2019accumulo di CO<sub>2<\/sub>, cos\u00ec come i capitoli dedicati alla domanda e ai cambiamenti comportamentali, importante novit\u00e0 nel lavoro del Working Group III, e a tecnologia e innovazione, che coprono un ruolo decisivo nello sviluppo di strategie di mitigazione.<\/p>\n<h2>Energia e industria<\/h2>\n<p>Sebbene siano stati osservati numerosi passi in avanti rispetto a quanto riportato nel precedente rapporto di valutazione dell\u2019IPCC del 2014, come anche ricordato da Massimo Tavoni, uno dei\u00a0lead author\u00a0italiani, durante il\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=pWIdyd8W8WI&amp;t=1s\">webinar<\/a>\u00a0di presentazione del rapporto organizzato dal Centro Euromediterraneo sul Cambiamento Climatico (CMCC), la strada da fare nei settori energetico e industriale \u00e8 ancora molta. Il contributo del Working Group III mostra infatti nitidamente la forte necessit\u00e0 di una riduzione sostanziale dell&#8217;uso complessivo di combustibili fossili e del passaggio a fonti di energia a basse emissioni, se non addirittura nulle.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, il rapporto evidenzia anche una repentina riduzione dei costi delle fonti di energia rinnovabile, con particolare riguardo verso l&#8217;energia solare (diminuita dell\u201985%), l&#8217;energia eolica (diminuita del 55%) e le batterie agli ioni di litio (diminuite dell\u201985%). Questa riduzione dei costi, come anche il forte aumento nella diffusione dell\u2019energia solare e dei veicoli elettrici (aumentati rispettivamente di 10 e 100 volte), rappresenta quindi uno spiraglio di luce, che aumenta l\u2019attrattivit\u00e0 economica della transizione energetica.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/files\/grafico3ipcc.png\" alt=\"ipcc\" \/><\/p>\n<p class=\"dida\">Nel grafico si vede la drastica riduzione dei costi delle principali tecnologie rinnovabili e la loro concomitante adozione in crescita. Fonte: p. 14 SPM.<\/p>\n<p>Nonostante le numerose sfide operative, tecnologiche, economiche, normative e sociali, sono molte le soluzioni sistemiche che possono portare ad accogliere grandi quote di energie rinnovabili nel sistema energetico, quali accoppiamento di settori, stoccaggio di energia, utilizzo di biocarburanti sostenibili e idrogeno elettrolitico e derivati. Inoltre, secondo quanto riportato nel rapporto, numerosi sono anche i benefici che questa transizione porta collateralmente, quali miglioramenti della qualit\u00e0 dell&#8217;aria e della salute.<\/p>\n<p>Non solo notizie negative emergono quindi dal rapporto, che denota anche come l\u2019azzeramento delle emissioni nette di CO<sub>2<\/sub>\u00a0nel settore industriale sia impegnativo ma comunque possibile. In particolare, l\u2019adozione di nuovi processi di produzione che utilizzano elettricit\u00e0, idrogeno, combustibili e gestione del carbonio a basso o nullo contenuto di gas serra rappresenta la via principale verso questo azzeramento. Fondamentale per il settore industriale \u00e8 inoltre il coordinamento di tutte le attivit\u00e0 presenti nei processi produttivi, dalla gestione della domanda all\u2019efficienza energetica e i flussi circolari di materiali.<\/p>\n<h2>Settore agro-forestale<\/h2>\n<p>Nonostante non possano compensare completamente l&#8217;azione ritardata in altri settori, l\u2019attuazione di opzioni di mitigazione nel settore agro-forestale e nell\u2019utilizzo del suolo, se implementate in modo sostenibile, pu\u00f2 fornire importanti riduzioni delle emissioni di gas serra su larga scala secondo quanto riportato nel rapporto. Infatti, questo \u00e8 l\u2019unico settore in grado di rimuovere ed accumulare CO<sub>2<\/sub>. In particolare, come ricordato da Lucia Perugini\u00a0durante il gi\u00e0 citato webinar del CMCC,\u00a0delegata italiana nella Sessione IPCC, \u00abil settore agro-forestale ha un potenziale di mitigazione molto elevato, in quanto pu\u00f2 fornire il 20-30% della mitigazione globale nel 2050\u00bb.<\/p>\n<p>Nello specifico, alcune delle attivit\u00e0 con un potenziale di mitigazione spiccato sono rappresentate dalla protezione, migliore gestione e ripristino di foreste e altri ecosistemi, quali zone umide costiere e torbiere, e dall\u2019agricoltura, in termini per esempio di gestione del carbonio nel suolo di terreni coltivati e prati o di agroforestazione, ovvero un approccio di gestione del territorio che combina alberi e arbusti con sistemi di coltivazione e allevamento.<\/p>\n<p>Come per tutti i settori, anche in questo caso sono presenti diversi ostacoli e barriere, che possono derivare per esempio dall&#8217;impatto del cambiamento climatico, dalla concorrenza delle richieste di terra, dai conflitti con la sicurezza alimentare, dalla complessit\u00e0 dei sistemi di propriet\u00e0 e gestione della terra e da aspetti culturali. Allo stesso tempo, per\u00f2, numerosi sono anche i co-benefici che possono derivare dalle azioni di mitigazione nel settore, quali la conservazione della biodiversit\u00e0, il funzionamento dell&#8217;ecosistema, il miglioramento della qualit\u00e0 dell&#8217;aria, l\u2019aumento di disponibilit\u00e0 e qualit\u00e0 dell&#8217;acqua e della produttivit\u00e0 del suolo, la sicurezza alimentare e il benessere umano.<\/p>\n<h2>Tecnologia e innovazione<\/h2>\n<p>Il rapporto d\u00e0 particolare importanza al ruolo della tecnologia e dell\u2019innovazione, sia nel penultimo capitolo sia trasversalmente in molti degli altri. Abbiamo fatto qualche domanda su questi e altri temi a Elena Verdolini (Fondazione Eni Enrico Mattei, Centro Euromediterraneo sul Cambiamento Climatico) che \u00e8\u00a0lead author\u00a0per il capitolo sull\u2019innovazione, lo sviluppo e il trasferimento tecnologico, e che si \u00e8 occupata anche del\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/report.ipcc.ch\/ar6wg3\/pdf\/IPCC_AR6_WGIII_SummaryForPolicymakers.pdf\">Summary for Policymakers<\/a>.<\/p>\n<p>Ci spiega infatti che \u00aba oggi esistono una serie di opzioni tecnologiche disponibili in tutti i settori dell&#8217;economia che, se portate su larga scala, ci potrebbero gi\u00e0 fornire la met\u00e0 della riduzione delle emissioni che ci servono arrivare al 2030\u00bb. Quindi abbiamo gi\u00e0 oggi la tecnologia sufficiente per avviare la transizione energetica, \u00abnel settore dell&#8217;energia, nel settore dei trasporti, per gli edifici, ci sono tecnologie disponibili per l&#8217;industria. Ovviamente questi settori sono a livelli diversi. Il settore dell&#8217;energia \u00e8 quello pi\u00f9 avanzato e anche quello dove c&#8217;\u00e8 stata pi\u00f9 azione negli anni passati\u00bb.<\/p>\n<p>Di seguito riportiamo il grafico tratto dal\u00a0Summary for Policymakers\u00a0che elenca le varie tecnologie esistenti oggi disponibili per ridurre della met\u00e0 le emissioni nette al 2030. Le barre sono anche colorate in funzione dei costi sul ciclo di vita. Salta all\u2019occhio come solare ed eolico siano le due fonti energetiche pi\u00f9 efficaci e meno costose, seguite dalle misure di lotta alla forestazione. I segmenti azzurri indicano un guadagno economico netto per tonnellata di gas serra risparmiata. In poche parole possiamo tranquillamente dire che investire nella transizione ecologica conviene.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/files\/tecnologieipcc22.png\" alt=\"ipcc\" \/><\/p>\n<p class=\"dida\">La lunghezza delle barre quantifica le giga tonnellate di CO<sub>2<\/sub>\u00a0equivalente risparmiata per anno, i colori i potenziali guadagni (azzurro) e i costi. Fonte: p. 51 SPM.<\/p>\n<p>Elena Verdolini ci spiega quindi che \u00e8 importante attuare \u00abpolitiche che aiutino a promuovere la diffusione delle tecnologie che sono gi\u00e0 disponibili, ma per fare l&#8217;altra met\u00e0 strada \u00e8 necessario continuare a investire in ricerca e sviluppo\u00bb.<\/p>\n<p>Una riflessione interessante \u00e8 da fare per il settore delle tecnologie digitali, che ha sia benefici che costi ambientali. Dice Verdolini che \u00absono indispensabili, per esempio, gli smart meters per ottimizzare la produzione energetica da pannelli solari, ma poi ci sono tante opzioni digitali, senza le quali sarebbe impossibile fare la transizione, nel settore degli edifici, come il controllo automatizzato della domanda di energia o il controllo della temperatura interna alle case\u00bb. Inoltre, \u00able tecnologie digitali giocano un ruolo fondamentale nell&#8217;informare i consumatori e renderli attivi nella gestione dell&#8217;energia, si pensi alle app pensate per la \u201cmobilit\u00e0 integrata\u201d, dal\u00a0car sharing\u00a0al trasporto pubblico, e cos\u00ec via\u00bb.<\/p>\n<p>Non \u00e8 da trascurare per\u00f2 la gestione di energia e risorse necessarie per sostenere la produzione e lo smaltimento del digitale: \u00abanche se noi usassimo il digitale con energia verde, i metalli comunque li consumeremmo, con tutti i problemi noti relativi all\u2019estrazione delle materie prime\u00bb. C\u2019\u00e8 quindi bisogno di migliorare questo aspetto, che riguarda anche gli obiettivi di sviluppo sostenibile relativi all\u2019equit\u00e0 sociale. Le tecnologie digitali, in generale, hanno bisogno di \u00abessere accompagnate da una serie di misure che riescano a guidarle nella direzione giusta, si pensi alla protezione della\u00a0privacy, tra le altre\u00bb.<\/p>\n<h2>Politiche e finanza<\/h2>\n<p>Sebbene almeno il 90% delle emissioni globali di gas serra sia coperto da obiettivi climatici, solo il 53% \u00e8 coperto da leggi \u201cdirette\u201d sul clima. Da questo punto di vista, Verdolini ci ricorda che\u00a0\u00abovviamente ci vuole un po\u2019 di tempo per decarbonizzare l\u2019economia, ma pur nella sua gradualit\u00e0, deve essere una transizione comunque abbastanza repentina\u00bb, che \u00e8 un po\u2019 il succo di tutto il rapporto.<\/p>\n<p>\u00abLa storia delle tecnologie rinnovabili ci insegna che ci sono tecnologie di prima generazione che poi entrano sul mercato, tornano in laboratorio per essere migliorate ulteriormente, perch\u00e9 quello dell\u2019innovazione non \u00e8 un sistema lineare\u00bb. Serve premere molto sugli \u00abinvestimenti pubblici, perch\u00e9 siamo in presenza di un mercato con delle esternalit\u00e0 che il privato non \u00e8 sufficientemente preparato ad affrontare\u00bb. E inoltre, il ruolo pubblico \u00e8 importante perch\u00e9 \u00abuna volta che una tecnologia costa poco, non \u00e8 detto che si diffonda da sola, ma serve scardinare abitudini radicate che frenano l\u2019introduzione dell\u2019innovazione nella societ\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Gli strumenti di\u00a0policy\u00a0sono sostanzialmente di due tipologie: legislativi ed economici. Da un lato serve introdurre nuove leggi, regolamenti e norme, dall\u2019altro \u00e8 necessario agire di pi\u00f9 con strumenti \u00abdi mercato, come forme di tassazione della CO<sub>2<\/sub>\u00a0o incentivi di vario genere, dalla promozione dei veicoli elettrici notoriamente\u00a0capital intensive\u00bb, cio\u00e8 che consumano grandi capitali e vanno quindi agevolati.<\/p>\n<p>Verdolini spiega che le storie di successo in questo senso sono sostanzialmente relative ai paesi pi\u00f9 avanzati e non si possono certo inserire gli stessi strumenti in paesi meno sviluppati, con contesti molto diversi, \u00aba scatola chiusa\u00bb. Questo perch\u00e9 esistono una serie di motivi tecnici, tecnologici, gestionali, politici e di accettazione sociale. Tra le cose pi\u00f9 importanti che infatti segnala il rapporto c\u2019\u00e8 il consenso sociale, senza il quale sar\u00e0 piuttosto complesso decarbonizzare tutti i settori della societ\u00e0.<\/p>\n<h2>Comportamenti individuali: dieta, trasporti e infrastrutture<\/h2>\n<p>A proposito del punto di vista sociale, \u00abc\u2019\u00e8 un capitolo intero per la prima volta dedicato alla domanda di energia, cio\u00e8 alle modifiche dei comportamenti umani che ci possono aiutare nella decarbonizzazione\u00bb, ci illustra Verdolini. \u00abSi trovano in questo capitolo tutte le strategie, le tecniche che anche i singoli individui, singoli consumatori, possono mettere in atto per contribuire con azioni individuali, quindi piccole, ma che sommate su larga scala fanno veramente tanta differenza\u00bb. Il potenziale di riduzione dei gas serra indicativo del cambiamento nei comportamenti individuali \u00e8 infatti di circa il 40-70% entro il 2050.<\/p>\n<p>Importanti azioni che possono portare a una maggiore mitigazione sono rappresentate per esempio dall\u2019utilizzo di metodi alternativi di trasporto, quali la semplice bicicletta o i veicoli elettrici, o dalla riduzione del trasporto aereo. Altrettanto rilevanti sono anche azioni volte all\u2019adattamento di citt\u00e0, edifici e vita privata mirate alla conservazione. Inoltre, di grande interesse sono le azioni mirate a una dieta sostenibile, inserite per la prima volta nel rapporto sulla mitigazione. \u00abSe tutti gli individui modificassero le abitudini alimentari verso una dieta pi\u00f9 bilanciata e pi\u00f9 su base vegetale, quindi riducendo il consumo della carne, si avrebbe un contributo importante al taglio delle emissioni\u00bb, spiega Elena Verdolini, specificando che \u00abnon \u00e8 necessario completamente eliminare determinati cibi, ma ridurne la quantit\u00e0 aiuta\u00bb.<\/p>\n<p>Una modifica comportamentale piuttosto semplice da attuare, anche relativa al cibo, \u00e8 evitare lo spreco. Secondo gli studi valutati dal rapporto, circa il 20-40% del cibo prodotto in tutto il mondo viene sprecato prima di raggiungere il mercato. E secondo le stime, questo spreco, tra il 2010 e il 2016, ha rappresentato fino al 10% delle emissioni totali di gas serra.<\/p>\n<p>Ci sono altre due brevi considerazioni importanti da fare dal punto vista dei comportamenti individuali. Innanzitutto, la maggior parte di questi \u00abcambiamenti comportamentali hanno sicuramente dei benefici aggiuntivi legati alla salute, alla qualit\u00e0 dell&#8217;aria e alla qualit\u00e0 della vita in generale\u00bb. Inoltre, i decisori politici devono tenere presente che \u00abchiedere di usare la bicicletta senza piste ciclabili\u00bb non si pu\u00f2 fare. Ecco quindi che sono indispensabili massicci investimenti in infrastrutture che rendano possibile quel cambio di paradigma culturale necessario per modificare davvero i nostri stili di vita.<\/p>\n<h2>Conclusioni<\/h2>\n<p>Questo terzo volume del sesto Assessment Report IPCC \u00e8 dunque di fondamentale importanza non solo per i decisori politici, ma per tutti noi. Risulta chiara la necessit\u00e0 di un cambiamento sistemico netto. Come\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.sciencemediacentre.org\/expert-reaction-to-assessment-report-6-working-group-3-mitigation-as-published-by-the-ipcc\/\">ricorda<\/a>\u00a0Klaus Dodds, professore di geopolitica alla Royal Holloway dell\u2019Universit\u00e0 di Londra, \u00abora vanno fatte scelte dure ma giuste\u00bb. Solo in questo modo, infatti, possiamo raggiungere un cambiamento reale, che pu\u00f2 partire in parte anche da ogni singolo individuo attraverso una modifica delle richieste verso esigenze pi\u00f9 sostenibili, per arrivare poi a una vera e propria rivoluzione intersettoriale delle nostre societ\u00e0 e delle dipendenze dai combustibili fossili che le hanno caratterizzate finora. Per citare\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"http:\/\/unric.org\/it\/messaggio-del-segretario-generale-sul-lancio-del-terzo-rapporto-ipcc\/\">ci\u00f2 che ha detto<\/a>\u00a0il\u00a0Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres alla presentazione del rapporto:<\/p>\n<blockquote><p>Questo rapporto del Comitato intergovernativo sul cambiamento climatico \u00e8 una litania di promesse climatiche non mantenute. \u00c8 un dossier della vergogna, che cataloga le promesse vuote che ci mettono saldamente sulla strada verso un mondo invivibile. [&#8230;] Alcuni leader di governo e d&#8217;affari dicono una cosa &#8211; ma ne fanno un&#8217;altra. In poche parole, stanno mentendo. E i risultati saranno catastrofici. Questa \u00e8 un&#8217;emergenza climatica. [&#8230;] Ma i governi e le multinazionali inquinanti [&#8230;] stanno soffocando il nostro pianeta, sulla base dei loro interessi acquisiti e degli investimenti storici nei combustibili fossili. [&#8230;] \u00c8 ora di smettere di bruciare il nostro pianeta e iniziare a investire nella abbondante energia rinnovabile che ci circonda.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/terzo-rapporto-ipcc-sulla-mitigazione-del-cambiamento-climatico-al-massimo-tre-anni\">https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/terzo-rapporto-ipcc-sulla-mitigazione-del-cambiamento-climatico-al-massimo-tre-anni<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SCIENZA IN RETE (Jacopo Mengarelli, Margherita Ghiara) Anche per quanto riguarda il contrasto al cambiamento climatico, non siamo affatto sulla buona strada. Ma il tempo ci sarebbe ancora, sebbene risicato, per fermare il pianeta sull&#8217;orlo critico di un riscaldamento superiore a 1,5\u00b0C. \u00c8 questo il messaggio che ci consegna l&#8217;ultimo rapporto\u00a0pubblicato dal Working Group III dell\u2019IPCC, che affronta tutti gli aspetti legati alla mitigazione del cambiamento climatico, quindi alla riduzione delle emissioni di gas&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":103,"featured_media":69942,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/download-1.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-iCQ","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/71600"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/103"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=71600"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/71600\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":71602,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/71600\/revisions\/71602"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/69942"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=71600"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=71600"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=71600"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}