{"id":71607,"date":"2022-04-14T10:00:10","date_gmt":"2022-04-14T08:00:10","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71607"},"modified":"2022-04-13T18:30:13","modified_gmt":"2022-04-13T16:30:13","slug":"il-piano-gkn-per-salvare-il-lavoro-nellindustria-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71607","title":{"rendered":"Il piano Gkn per salvare il lavoro nell\u2019industria italiana"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di THE SUBMARINE (Alberto Bonetti)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-71608\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/gkn-cover-300x158.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"158\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/gkn-cover-300x158.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/gkn-cover-1024x538.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/gkn-cover-768x403.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/gkn-cover.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Il collettivo di Campi Bisenzio ha creato una rete tra il mondo operaio, studenti e lavoratori. Gli autori del piano per \u201creindustrializzare l\u2019Italia\u201d ci spiegano un modello alternativo di produttivit\u00e0, basato su industria verde e solidariet\u00e0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Negli ultimi mesi il Collettivo di Fabbrica Gkn e i solidali hanno girato l\u2019Italia, costruendo sinergie con lavoratori delocalizzati, precari e in lotta. Gli incontri hanno preparato il terreno alla manifestazione di Firenze del 26 marzo, che ha concluso l\u2019 \u201dInsorgiamo tour\u201d (ne avevamo scritto qui).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quali sono i prossimi passi? Per quanto riguarda lo stabilimento di Campi Bisenzio, i lavoratori hanno ottenuto la creazione di una Commissione di proposta e verifica, che coinvolge operai, propriet\u00e0, sindacati, Mise, Regione, comune di Campi Bisenzio e comune di Firenze. Chiunque la pu\u00f2 convocare per verificare i piani della nuova propriet\u00e0 e l\u2019avanzamento della reindustrializzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma non \u00e8 solo intorno a questo tavolo che proseguir\u00e0 il lavoro del Collettivo di Fabbrica. Caro vita e no alla guerra sono i temi caldi su cui operai e solidali stanno progettando una nuova stagione di lotte a livello nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Reindustrializzare l\u2019Italia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono stati mesi di discussioni con studenti, gruppi locali e associazioni, che hanno reso la parola \u201cGkn\u201d il simbolo di una nuova stagione di rivendicazioni e attivit\u00e0 politica dal basso. Le realt\u00e0 incontrate dal Collettivo vanno dai movimenti ambientalisti (Fridays For Future, Extinction Rebellion e assemblee ecologiste) a gruppi di lavoratori impegnati in dure vertenze: da TIM ad Alitalia, da Whirlpool a Caterpillar. Fino ad arrivare ai centri sociali e ad altre realt\u00e0 del Terzo settore, come Rete Fuorimercato, Arci Nazionale e Societ\u00e0 della cura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mesi di elaborazione, confronto e scrittura hanno dato vita a una proposta di reindustrializzazione, un \u201cPiano pubblico per la mobilit\u00e0 sostenibile,\u201d che mira ad attivare energie e saperi operai, universitari, istituzionali e imprenditoriali. La proposta non si limita al caso dello stabilimento toscano, ma delinea un modello che pu\u00f2 essere esteso sul territorio nazionale. Il testo \u00e8 stato presentato l\u201911 marzo all\u2019assemblea di fronte alla fabbrica, con la partecipazione degli operai e degli accademici solidali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il nuovo piano industriale di Gkn<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 casuale che la proposta prenda la forma di un piano. \u00c8 una scelta lessicale che ha ragioni precise: indica la necessit\u00e0 di una nuova politica industriale che punti davvero allo sviluppo dell\u2019economia e al benessere della popolazione in una logica di programmazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per Andrea Roventini, professore ordinario al Sant\u2019Anna di Pisa, fra le \u2018menti\u2019 dietro alla proposta, l\u2019innovativit\u00e0 del Piano risiede in due fattori principali. Innanzitutto, \u201callinea l\u2019attivit\u00e0 della GKN alla transizione verde.\u201d \u201cSi prevede \u2014 dice Roventini \u2014 di produrre per la mobilit\u00e0 sostenibile pubblica e\/o per la produzione di idrogeno verde attraverso elettrolizzatori, per partecipare cos\u00ec alla creazione di una hydrogen valley in Toscana. Entrambe le strategie, possibilmente complementari, sono in linea con gli obiettivi del Pnrr.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Il Piano \u201cprevede la partecipazione attiva del Centro di Competenza Artes 4.0 a supporto delle strategie dell\u2019impresa, della realizzazione e test di prototipi e nella formazione dei lavoratori. L\u2019intervento di Artes 4.0 non si limita alla GKN ma si rivolge anche alle altre imprese della zona per realizzare concretamente lo sviluppo dell\u2019industria 4.0,\u201d introducendo un uso preponderante di strumenti informatici e l\u2019analitica dei dati nelle attivit\u00e0 industriali.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Piano pone fin da subito le basi concrete per una collaborazione con il Centro di competenza Artes, poich\u00e9 delinea gli interventi da realizzare per favorire il trasferimento tecnologico e, soprattutto, lo coinvolge gi\u00e0 in partenza fra i promotori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Pnrr non basta per la politica industriale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo Lorenzo Cresti, dottorando in Economia al Sant\u2019Anna di Pisa e membro del gruppo che ha redatto il Piano, la proposta Gkn \u201csupera la logica orizzontale e neutrale che ha caratterizzato i timidi interventi degli ultimi anni. Le chiusure e le crisi industriali non si risolvono con gli incentivi e gli ammortizzatori, ma attuando una vera politica industriale che sappia costruire filiere produttive, mettere in collegamento imprese, centri di ricerca e attori istituzionali e che sia ambiziosa nel cogliere le sfide che ci troviamo davanti, a partire dalla transizione verde.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Neanche il Pnrr sfugge agli errori del passato: \u201cLa politica industriale \u00e8 debole e frammentata. Non ci si rende conto \u2014 continua Cresti \u2014 che per avere davvero un trasporto locale verde o delle valli dell\u2019idrogeno serve una politica industriale che metta insieme fornitori e commesse, dagli stabilimenti che potrebbero fabbricare componenti agli enti locali che domandano gli autobus elettrici, per esempio. L\u2019innovativit\u00e0 sta nell\u2019affrontare questioni fondamentali, per esempio: cosa si produce, dove e come; tenendo insieme buona occupazione, innovazione e sostenibilit\u00e0.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Il Pnrr manca di una visione complessiva nei suoi interventi di politica industriale, che appaiono slegati e poco ambiziosi. Inoltre, non tiene in dovuta considerazione le possibilit\u00e0 e i vincoli dell\u2019industria italiana. Manca la consapevolezza di quali siano i settori realmente strategici su cui puntare, e non ci sono riferimenti alle aree di crisi industriale precedenti alla pandemia.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A dicembre 2019, infatti, al Ministero dello sviluppo economico (Mise) si contavano ben 149 tavoli di crisi. Oggi quel numero \u00e8 sceso a 69, ma ci\u00f2 \u00e8 dovuto anche al fatto che alcune aziende hanno ormai chiuso i battenti, mentre altre sono passate al ministero del Lavoro per indennit\u00e0 e cassa integrazione. Per non parlare delle aziende con meno di 250 dipendenti, che rimangono ai tavoli regionali. Il settore in maggiore difficolt\u00e0 \u00e8 quello metalmeccanico. Secondo la Fim-Cisl, sono 51 i tavoli al Mise e 56 quelli regionali che la riguardano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il piano Gkn \u00e8 un primo passo in una direzione diversa. Esso indica che \u00e8 necessario recuperare gli strumenti della programmazione economica, da decenni messi in soffitta , attraverso l\u2019aggiornamento e il confronto con i vincoli tecnici e politici oggi esistenti. Ecco perch\u00e9 il collettivo e i solidali hanno svolto, accanto all\u2019attivismo, un\u2019opera profonda di elaborazione concettuale e costruzione di alleanze e relazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fra le altre cose, da questo lavoro emerge una risposta alla delicata crisi del settore automotive. Una risposta che, come ha sottolineato Dario Salvetti della Rsu Gkn l\u201911 marzo, \u201csi muove verso l\u2019idea di fabbrica socialmente integrata\u201d: una fabbrica che dialoghi con i bisogni dei lavoratori, della comunit\u00e0 locale e dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Convergenza, competenza, dialogo con le istituzioni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Innanzitutto, il movimento nato dal Collettivo di Fabbrica Gkn si configura come una piattaforma dal potenziale federativo enorme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come ci dice Francesca Gabbriellini del gruppo di ricerca solidale Gkn, \u201calla fatidica domanda \u2018che fare?\u2019, il Collettivo di Fabbrica ha risposto \u2018convergenza,\u2019 tra lotte operaie e lotte per la giustizia climatica, tra lotte transfemministe e studentesche, con l\u2019obiettivo di disarticolare i rapporti di forza vigenti e cancellare il ricatto salute contro lavoro, contro l\u2019ambiente, contro la cura.\u201d Non si tratta di un\u2019innovazione \u2014 l\u2019innesto tra la lotta operaia e quella studentesca ha reso possibile il Sessantotto \u2014 ma di una caratteristica che negli scorsi decenni si era fatta sempre pi\u00f9 rara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 dello stesso parere Lorenzo Cresti, secondo il quale siamo di fronte a \u201cun esempio di vera e propria convergenza di mondi e settori che hanno sempre fatto fatica a comunicare \u2014 figuriamoci a fare fronte comune nelle lotte \u2014 ma che hanno condiviso le stesse dinamiche di precariet\u00e0, sfruttamento e impoverimento economico e sociale.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli \u201cesperti\u201d coinvolti nella stesura del piano, si sono impegnati nel progetto Gkn per lla comunanza di visione politica con gli operai. La competenza tecnica, dunque, viene messa al servizio di certi obiettivi politici. A questo si aggiunge il ruolo delle maestranze operaie. I lavoratori, in questo modo, dimostrano di possedere saperi industriali indispensabili, al contrario di un management che sempre pi\u00f9 finisce per avere competenze esclusivamente finanziarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un\u2019altra caratteristica che distingue l\u2019azione politica del collettivo \u00e8 il rapporto costruttivo con le istituzioni nazionali, di cui si critica l\u2019indirizzo politico, senza rifiutarne il valore. Fra le altre cose, il Piano propone il coinvolgimento diretto di Invitalia (l\u2019Agenzia governativa italiana che si occupa di investimenti) come garante dell\u2019interesse pubblico. In generale, tutta la proposta si richiama al ruolo dell\u2019attore pubblico, alla politica industriale, all\u2019aspirazione degli operai di essere classe dirigente. Insomma, non \u00e8 la protesta antipolitica che abbiamo conosciuto negli ultimi anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come dice Roventini, questo movimento \u00e8 \u201cuna speranza concreta per le prospettive politiche ed economiche del Paese.\u201d Non solo perch\u00e9 \u201coffre un nuovo modello di gestione aziendale e di organizzazione del lavoro dato che i lavoratori partecipano alle scelte aziendali ed i loro saperi sono valorizzati,\u201d ma anche perch\u00e9 \u201cil movimento dei lavoratori della Gkn ha inaugurato una nuova e salutare stagione di confronto sociale che potrebbe rimettere temi centrali come la protezione del lavoro, la politica industriale e la lotta alla disuguaglianza al centro dell\u2019agenda politica.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/thesubmarine.it\/2022\/04\/13\/il-piano-gkn-per-salvare-il-lavoro-nellindustria-italiana\/\">https:\/\/thesubmarine.it\/2022\/04\/13\/il-piano-gkn-per-salvare-il-lavoro-nellindustria-italiana\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di THE SUBMARINE (Alberto Bonetti) Il collettivo di Campi Bisenzio ha creato una rete tra il mondo operaio, studenti e lavoratori. 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