{"id":71682,"date":"2022-04-21T09:00:16","date_gmt":"2022-04-21T07:00:16","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71682"},"modified":"2022-04-19T10:48:52","modified_gmt":"2022-04-19T08:48:52","slug":"ceramica-il-caso-del-distretto-emiliano-sommerso-dagli-ordini-ma-tra-rincari-del-gas-e-mancanza-delle-argille-del-donbass-fatica-a-produrre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71682","title":{"rendered":"Ceramica, il caso del distretto emiliano: sommerso dagli ordini, ma tra rincari del gas e mancanza delle argille del Donbass fatica a produrre"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ILFATTOQUOTIDIANO (Michele Zaccardi)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-ifq-primo-piano size-ifq-primo-piano wp-post-image\" title=\"STABILIMENTO MARAZZI GROUP PRODUZIONE PIASTRELLE CERAMICHE GRES PORCELLANATO OPERAIO AL LAVORO SULLA LINEA INDUSTRIALE\" src=\"https:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/15\/ceramica-1200-1050x551.jpg\" alt=\"Ceramica, il caso del distretto emiliano: sommerso dagli ordini, ma tra rincari del gas e mancanza delle argille del Donbass fatica a produrre\" width=\"1050\" height=\"551\" \/><\/p>\n<div class=\"article-wrapper\">\n<div id=\"top-container\" class=\"top-container screen-call-to-action playback-unstarted dockable layout-branded icon-style-small progress-full-wave draggable\" aria-label=\"Lettore con lettura ad alta voce\">\n<div class=\"player-container\">\n<div class=\"title-container\">\n<div class=\"title-text\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<section class=\"catenaccio\">Dall&#8217;Ucraina proveniva il 25% dell&#8217;argilla utilizzata dalle imprese del comparto. Ora manca il caolino, necessario per produrre piastrelle molto bianche e di grande formato. Si cercano fornitori alternativi, ma la qualit\u00e0 \u00e8 meno pregiata. Intanto l&#8217;aumento dei prezzi energetici ha costretto una trentina di imprese (su oltre 200) a bloccare per alcuni giorni gli impianti il mese scorso. I margini si sono ristretti e i listini ormai valgono solo per pochi giorni<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/section>\n<section id=\"article-body-6560874\" class=\"article-body\">\n<section class=\"article-content\">Il settore della\u00a0<strong>ceramica<\/strong>\u00a0italiana vive un paradosso: le imprese hanno\u00a0<strong>ordini<\/strong>\u00a0fino all\u2019anno prossimo ma faticano a soddisfarli. Insomma, \u00e8 un mondo capovolto, nel quale le aziende rischiano di chiudere perch\u00e9 non riescono a\u00a0<strong>produrre<\/strong>. Tra<strong>\u00a0rincari energetici<\/strong>, esplosione dei\u00a0<strong>costi di trasporto<\/strong>\u00a0e forniture che funzionavano a singhiozzo, gi\u00e0 nei mesi scorsi il comparto era sotto pressione. Ora, con la guerra, a questi problemi si \u00e8 aggiunto il blocco delle\u00a0<strong>spedizioni dall\u2019Ucraina<\/strong>, da dove proviene il\u00a0<strong>25% dell\u2019argilla<\/strong>\u00a0utilizzata dalle imprese ceramiche. Fino a pochi mesi fa, navi da 35mila tonnellate partivano dal porto di\u00a0<strong>Mariupol<\/strong>\u00a0e, dopo aver attraversato il<strong>\u00a0Mar d\u2019Azov<\/strong>\u00a0e il Mar Nero, sbarcavano a\u00a0<strong>Ravenna<\/strong>. Dagli scali del porto, i camion con le\u00a0<strong>argille<\/strong>\u00a0estratte nel\u00a0<strong>Donbass<\/strong>\u00a0rifornivano le aziende ceramiche di\u00a0<strong>Sassuolo<\/strong>,\u00a0<strong>Faenza<\/strong>,\u00a0<strong>Imola<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Scandiano<\/strong>, le pi\u00f9 grandi in Italia. Insieme alla\u00a0<strong>meccanica<\/strong>, infatti, il comparto \u00e8 il fiore all\u2019occhiello del territorio.<\/p>\n<p>Secondo i dati ancora provvisori del 2021, su una produzione nazionale di 6,1 miliardi di euro, il distretto emiliano<strong>\u00a0vale 5 miliardi ed esporta l\u201985% del fatturato.<\/strong>\u00a0\u201cLa\u00a0<strong>domanda<\/strong>\u00a0\u00e8 altissima ma le nostre aziende hanno difficolt\u00e0 di consegna\u201d spiega il presidente di Confindustria Ceramica,\u00a0<strong>Giovanni Savorani<\/strong>. A preoccupare gli imprenditori sono soprattutto i margini, risicatissimi a causa dei rincari energetici. Alcuni di loro preferiscono rimetterci piuttosto che\u00a0<strong>perdere quote di mercato.<\/strong>\u00a0\u201cNoi abbiamo fatto la scelta di tutelare i\u00a0<strong>clienti<\/strong>\u00a0che sono il nostro patrimonio principale\u201d prosegue Savorani, \u201csenza badare troppo al conto economico. Del resto la situazione \u00e8 talmente grave che riteniamo convenga fare cos\u00ec per proteggere le nostre fabbriche, i nostri\u00a0<strong>lavoratori<\/strong>\u00a0e per i 50 anni che ci abbiamo messo a conquistare i mercati di 160 Paesi in tutto il mondo\u201d. Anche perch\u00e9 l<strong>\u2018indotto<\/strong>\u00a0conta<strong>\u00a020mila addetti<\/strong>\u00a0ed eventuali chiusure avrebbero un impatto molto rilevante sul tessuto sociale.<\/p>\n<p>Ad aggravare una situazione gi\u00e0 critica sul fronte dell\u2019energia, poi, \u00e8 arrivata la guerra che ha causato il blocco delle importazioni italiane dall\u2019Ucraina. \u201cInizia a mancare in particolare il\u00a0<strong>caolino<\/strong>, un tipo di argilla necessario a produrre\u00a0<strong>piastrelle molto bianche e di grande formato<\/strong>\u201c, sottolinea<strong>\u00a0Ermes Ferrari,<\/strong>\u00a0responsabile dell\u2019ufficio studi della\u00a0<strong>Cna<\/strong>\u00a0di Modena. Per il momento, tuttavia, il settore ha retto abbastanza bene, cercando nuovi fornitori e aumentando le consegne da quelli vecchi. \u201cStiamo provando a\u00a0<strong>sostituire<\/strong>\u00a0le argille che venivano dal Donbass, e che coprivano il 25-30% delle nostre composizioni, con quelle\u00a0<strong>tedesche<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>francesi<\/strong>\u201c, sottolinea Savorani, che \u00e8 anche patron di\u00a0<strong>Gigacer<\/strong>, importante azienda ceramica di Faenza.<\/p>\n<p>Per sopperire al fabbisogno, inoltre, sono state aumentate le estrazioni da alcune cave in\u00a0<strong>Sardegna<\/strong>. Oltre al maggiore costo di queste argille, c\u2019\u00e8 per\u00f2 il problema della\u00a0<strong>qualit\u00e0<\/strong>: si tratta infatti di\u00a0<strong>creta<\/strong>\u00a0meno pregiata di quella ucraina. \u201cSono materie prime pi\u00f9 scure\u201d spiega il dirigente, \u201cquelle del Donbass invece sono bianchissime e molto plastiche. Per sostituirle ci stiamo rivolgendo all\u2019<strong>India<\/strong>, al\u00a0<strong>Brasile<\/strong>\u00a0e al\u00a0<strong>Venezuela<\/strong>. Sono in arrivo a Ravenna delle navi anche dalla\u00a0<strong>Turchia<\/strong>\u201c. Con un probabile aumento dei costi di trasporto dovuto alla maggiore distanza. \u201cCerchiamo di non badarci\u201d, prosegue Savorani, \u201cl\u2019obiettivo \u00e8 mantenere la barra dritta per servire i clienti: sarebbe un disastro abbandonare il mercato adesso\u201d.<\/p>\n<p>La fortuna \u00e8 che le imprese del settore avevano\u00a0<strong>scorte<\/strong>, in media, per un paio di mesi, e questo ha permesso loro di guardarsi intorno. Molte aziende, infatti, appena scoppiato il conflitto hanno iniziato a diversificare le forniture, mentre alcuni imprenditori avevano ridotto i propri acquisti di creta ucraina gi\u00e0 dal\u00a0<strong>2014<\/strong>, quando la Russia ha annesso la Crimea e nel Donbass si \u00e8 accesa la miccia del\u00a0<strong>separatismo<\/strong>\u00a0filorusso. \u201cAnche se la guerra ha influito moltissimo, sono abbastanza fiducioso che il problema sia risolvibile\u201d prosegue Savorani, \u201cfinora non abbiamo dovuto sospendere la produzione per la mancanza di argille\u201d.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il gas, invece, il discorso \u00e8 diverso. Una<strong>\u00a0trentina di imprese (su oltre 200)<\/strong>\u00a0sono state costrette a bloccare per alcuni giorni gli impianti il mese scorso, quando il metano \u00e8 schizzato a\u00a0<strong>3 euro al metro cubo<\/strong>, rispetto ai venti centesimi di un anno prima. Il prezzo poi \u00e8<strong>\u00a0calato a 1,20 euro<\/strong>\u00a0ma oscillazioni cos\u00ec brusche sono\u00a0<strong>deleterie<\/strong>\u00a0per un comparto energivoro come quello della ceramica. \u201cL\u2019energia \u00e8 un fattore primario per le nostre produzioni e i rincari incidono soprattutto su chi fa prodotti di bassa gamma\u201d, spiega\u00a0<strong>Michele Iacaruso<\/strong>, titolare di\u00a0<strong>Laek Sistemi,<\/strong>\u00a0azienda che si occupa di macchine per ceramiche. \u201cPer fare un metro quadro di piastrelle occorrono tre metri cubi di gas\u201d prosegue l\u2019imprenditore, \u201call\u2019inizio del 2021, con il metano a 0,20 euro,\u00a0<strong>il costo era di sessanta centesimi: oggi\u00a0<\/strong>invece si \u00e8 arrivati anche a<strong>\u00a03 o 4 euro<\/strong>\u201c.<\/p>\n<p>Inoltre, sono poche le aziende del settore che si sono tutelate con\u00a0<strong>contratti a lungo termine<\/strong>\u00a0e a prezzi fissi. \u201cCi sono state anche delle\u00a0<strong>rescissioni<\/strong>\u00a0unilaterali: alcuni fornitori di energia hanno preferito pagare le penali pur di uscire da contratti\u201d, sottolinea Savorani. \u201cLa nostra\u00a0<strong>bolletta\u00a0<\/strong>\u00e8 aumentata\u00a0<strong>da 60-70mila euro mensili<\/strong>\u00a0a\u00a0<strong>240mila<\/strong>\u00a0e a marzo sar\u00e0 ancora pi\u00f9 alta perch\u00e9 abbiamo prodotto di pi\u00f9\u201d, aggiunge l\u2019imprenditore e presidente di Confindustria Ceramica. Secondo Ferrari, responsabile di politica economica della Cna di Modena, il problema principale \u00e8 l\u2019incertezza: \u201cNon si riesce a programmare: le imprese lavorano con margini ridottissimi e con\u00a0<strong>listini la cui validit\u00e0 \u00e8 massimo di una settimana<\/strong>\u201c. \u201cSiamo al paradosso\u201d conclude l\u2019economista, \u201cci sono aziende con ordini fino all\u2019estate del 2023 ma che non possono pianificare e questo rischia di\u00a0<strong>bloccare<\/strong>\u00a0gli investimenti\u201d.<\/p>\n<p>Ma a far aumentare i prezzi del gas per il comparto della ceramica \u00e8 stato anche il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/in-edicola\/articoli\/2019\/11\/15\/fare-soldi-con-la-co%c2%b2-inquinare-conviene\/5564814\/\">sistema europeo per lo scambio delle quote di emissione\u00a0<strong>Ets<\/strong><\/a>\u00a0(European trading system), che<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2020\/12\/14\/clima-ce-laccordo-ue-sulle-emissioni-ma-la-riforma-contro-chi-inquina-gratis-e-piena-di-ostacoli-e-le-lobby-fanno-leva-su-crisi-covid-e-rischio-delocalizzazioni\/5941187\/\">\u00a0fissa un tetto alla<strong>\u00a0quantit\u00e0 di Co2<\/strong>\u00a0totale che pu\u00f2 essere emessa nell\u2019Ue e impone a chi lo fa di\u00a0<strong>acquistare<\/strong>\u00a0i relativi diritti su un mercato virtuale<\/a>. \u201cIl sistema Ets ci stava dando molte difficolt\u00e0 a crescere. L\u2019asticella delle emissioni \u00e8 stata abbassata nel corso degli anni e, non avendo tecnologie per abbatterle, abbiamo dovuto acquistare sempre pi\u00f9 quote\u201d, spiega il presidente di Confindustria Ceramica, Savorani. Inoltre, sul mercato Ets sono attive numerose societ\u00e0 di\u00a0<strong>trading<\/strong>\u00a0che comprano i certificati per rivenderli, contribuendo a gonfiarne i prezzi. Le quote \u201cinfluiscono moltissimo sui nostri costi\u201d, sottolinea Savorani \u201cquando \u00e8 partita la legge nel 2005 una tonnellata di CO2 era valutata\u00a0<strong>4 euro<\/strong>. Ora siamo arrivati a<strong>\u00a092 euro<\/strong>\u201c. Non solo, per\u00f2. All\u2019interno dell\u2019Unione europea, i Paesi pi\u00f9 arretrati dal punto di vista ambientale godono di regole pi\u00f9 morbide. \u201cCi sono\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2020\/12\/14\/clima-ce-laccordo-ue-sulle-emissioni-ma-la-riforma-contro-chi-inquina-gratis-e-piena-di-ostacoli-e-le-lobby-fanno-leva-su-crisi-covid-e-rischio-delocalizzazioni\/5941187\/\">nostri concorrenti in\u00a0<strong>Polonia<\/strong>\u00a0a cui non vengono applicate le quote,\u00a0<\/a>vengono premiati perch\u00e9 smettono di usare il\u00a0<strong>carbone<\/strong>\u00a0per produrre energia elettrica e passano al gas\u201d. Una disparit\u00e0 di trattamento che gli imprenditori ritengono\u00a0<strong>incomprensibile<\/strong>\u00a0per un comparto che, spiegano, ha investito negli ultimi cinque anni\u00a0<strong>2,2 miliardi di euro<\/strong>\u00a0e ha ridotto l\u2019impatto ambientale della propria produzione.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, seppur tra mille difficolt\u00e0, la ceramica italiana \u00e8 molto competitiva nei mercati internazionali. Nonostante l\u2019aumento dei costi di trasporto \u2013 i noli dei\u00a0<strong>container<\/strong>\u00a0sono passati da 1800 a 9mila euro \u2013 nel 2021 le\u00a0<strong>esportazioni<\/strong>\u00a0verso gli Stati Uniti sono risultate superiori del 17% rispetto al 2019. Questo mentre il settore detiene, ormai in modo stabile, il\u00a0<strong>31% del totale delle importazioni americane di piastrelle.<\/strong>\u00a0L\u2019anno scorso le vendite all\u2019estero hanno fruttato 5,5 miliardi di euro su un fatturato totale di 6,1.<\/p>\n<\/section>\n<div id=\"glfb\" class=\"inline-content\">\n<div id=\"outbrain_widget-22\" class=\"widget widget_outbrain_widget\">\n<div id=\"outbrain_widget_0\" class=\"OUTBRAIN\" data-src=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2022\/04\/19\/ceramica-il-caso-del-distretto-emiliano-sommerso-dagli-ordini-ma-tra-rincari-del-gas-e-mancanza-delle-argille-del-donbass-fatica-a-produrre\/6560874\/\" data-widget-id=\"AR_20\" data-ob-mark=\"true\" data-browser=\"chrome\" data-os=\"macintel\" data-dynload=\"\" data-idx=\"0\">\n<div class=\"ob-widget ob-grid-layout CRAB_20 ob-cmn-CRAB_20\" data-dynamic-truncate=\"true\">\n<div class=\"ob-widget-header\"><\/div>\n<div class=\"ob-widget-items-container\">\n<div class=\"ob-dynamic-rec-container ob-recIdx-0 ob-p\" data-pos=\"0\"><\/div>\n<div class=\"ob-dynamic-rec-container ob-recIdx-1 ob-p\" data-pos=\"1\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"ob-widget-footer\"><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2022\/04\/19\/ceramica-il-caso-del-distretto-emiliano-sommerso-dagli-ordini-ma-tra-rincari-del-gas-e-mancanza-delle-argille-del-donbass-fatica-a-produrre\/6560874\/\">https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2022\/04\/19\/ceramica-il-caso-del-distretto-emiliano-sommerso-dagli-ordini-ma-tra-rincari-del-gas-e-mancanza-delle-argille-del-donbass-fatica-a-produrre\/6560874\/<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ILFATTOQUOTIDIANO (Michele Zaccardi) &nbsp; Dall&#8217;Ucraina proveniva il 25% dell&#8217;argilla utilizzata dalle imprese del comparto. 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