{"id":71735,"date":"2022-04-22T10:58:30","date_gmt":"2022-04-22T08:58:30","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71735"},"modified":"2022-04-21T22:02:41","modified_gmt":"2022-04-21T20:02:41","slug":"sui-fronti-ucraini-si-delinea-la-fase-2-delloffensiva-russa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71735","title":{"rendered":"Sui fronti ucraini si delinea la Fase 2 dell\u2019offensiva russa"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>ANALISI DIFESA<\/strong> (Mirko Molteni)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/276168134_354536910053637_5215648778666576840_n.jpg\" alt=\"276168134_354536910053637_5215648778666576840_n\" \/><\/p>\n<p>A quasi due mesi dall\u2019inizio, lo scorso 24 febbraio 2022, dell\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina (a Mosca definita \u201coperazione speciale\u201d)\u00a0 si registra un prolungamento del conflitto sia per l\u2019inattesa capacit\u00e0 ucraina di reagire alle azioni russe, le quali a loro volta sono state piuttosto graduali, sia per il sostegno incessante a Kiev da parte degli alleati occidentali.<\/p>\n<p>Dal 19 aprile si considera iniziata la nuova offensiva russa nel Donbass, corredata dalla puntata da Nord, dal settore Kharkiv-Izjum, che potrebbe portare all\u2019accerchiamento di 90.000 soldati ucraini schierati sul fronte Est, evitando di doverli snidare dai trinceramenti realizzati nei lunghi anni della guerriglia endemica contro le milizie filorusse di Donetsk e Lugansk.<\/p>\n<p>Forte \u00e8 il timore che anche un\u2019azione del genere possa non essere risolutiva di un conflitto che rischia di devastare totalmente l\u2019Ucraina. Da giorni il presidente ucraino Volodymor Zelensky lancia appelli all\u2019Occidente affinch\u00e9 gli vengano fornite armi sempre pi\u00f9 potenti, col presupposto che \u201cpi\u00f9 armi ci mandate, pi\u00f9 breve sar\u00e0 la guerra\u201d.<\/p>\n<p>Il 16 aprile, il suo consigliere Mykhailo Podolyak ha aggiunto: \u201cL\u2019Ucraina chiede armi all\u2019Europa. L\u2019Unione europea fornisce le armi, ma non quelle che abbiamo chiesto. Le armi impiegano troppo tempo ad arrivare. La democrazia non vincer\u00e0 facendo questo gioco. L\u2019Ucraina ha bisogno di armi. Non tra un mese. Ora\u201d.<\/p>\n<p>Forte \u00e8 infatti il contrasto tra le forniture militari, finora limitate, da parte dell\u2019UE e quelle ben pi\u00f9 generose provenienti da USA e Gran Bretagna, non a caso le due potenze anglosassoni pi\u00f9 interessate da un punto di vista geopolitico a compromettere il pi\u00f9 possibile i rapporti economici fra la Russia e l\u2019Europa continentale.<\/p>\n<p>E quale occasione migliore di un conflitto come quello ucraino, alle porte dell\u2019Unione Europea e che costringa, di fatto, anche grandi paesi tendenzialmente moderati verso Mosca, come Italia, Germania e Francia, a schierarsi decisamente contro il presidente Vladimir Putin e il suo governo? Anche a costo di farne pagare il prezzo agli alleati, dato che gli Stati Uniti sono i meno toccati, per ora, dalle turbolenze economiche causate dalle sanzioni.<\/p>\n<p>A parole, gli Stati Uniti si dicono anch\u2019essi interessati a far cessare il conflitto \u201cal pi\u00f9 presto\u201d, ma il continuo rafforzamento di Kiev avr\u00e0 sicuramente l\u2019effetto contrario. Tanto che il 15 aprile la CNN ha riportato che il segretario di Stato americano Antony Blinken avrebbe chiaramente detto agli alleati dell\u2019Unione Europea che il conflitto potrebbe durare \u201ctutto l\u2019anno\u201d e che, perlomeno, i combattimenti nell\u2019Est dell\u2019Ucraina potrebbero protrarsi \u201cper quattro o fino anche a sei mesi\u201d.<\/p>\n<p>Non stupiscano quindi le parole pronunciate la mattina del 19 aprile dal ministro della Difesa russo, generale Sergei Shoigu, che presiedendo un\u2019ampia riunione con decine di generali, insieme al capo di Stato Maggiore generale Valery Gerasimov, che sedeva alla sua sinistra: \u201cGli Stati Uniti e i paesi occidentali stanno facendo di tutto per prolungare il pi\u00f9 possibile l\u2019operazione militare speciale. Il crescente volume di armi straniere dimostra chiaramente le loro intenzioni di provocare il regime di Kiev a combattere fino all\u2019ultimo ucraino\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Il flusso di armi e materiali<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Nel corso del vertice in teleconferenza del 19 aprile con i principali alleati europei e anche asiatici, il presidente americano Joe Biden li ha esortati a varare nuove sanzioni antirusse, giocando sempre sull\u2019imperativo morale dell\u2019opposizione al \u201ctiranno del Cremlino\u201d, come l\u2019ha definito il fedele premier britannico Boris Johnson.<\/p>\n<p>I leaders di Washington e Londra si sono mostrati ancora una volta i pi\u00f9 decisi nel voler consegnare ingenti quantitativi di armamenti agli ucraini, in particolare \u201cartiglieria e munizioni\u201d. E\u2019 noto che gi\u00e0 dal 13 aprile Biden ha annunciato un nuovo pacchetto di sistemi d\u2019arma del valore di 800 milioni di dollari che comprende 18 obici da 155 mm, completi di 45.000 proiettili di artiglieria, sistemi radar AN\/TPQ-36 e AN\/MPQ-64 Sentinel, mine anti-uomo Claymore M18A1. Ma soprattutto mezzi che iniziano a farsi \u201cpesanti\u201d, ovvero 100 veicoli blindati HMWV \u201cHumvee\u201d, 200 cingolati da trasporto truppe M113 e 11 elicotteri Mi-17, oltre a 300 droni \u201ckamikaze\u201d (in altre parole \u201cmunizioni circuitanti\u201d) Switchblade, e ulteriori missili Javelin, attrezzature mediche, giubbotti antiproiettile ed elmetti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-152896 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/5963143816972187452_121-002.jpg\" alt=\"-5963143816972187452_121 (002)\" width=\"1280\" height=\"961\" \/><\/p>\n<p>Il trasporto di questi nuovi armamenti, che hanno portato a complessivi 3 miliardi di dollari l\u2019impegno economico dell\u2019Amministrazione Biden nell\u2019armare l\u2019Ucraina, \u00e8 stato molto velocizzato dagli americani, tanto che \u201cun alto funzionario del Pentagono\u201d ha spiegato alla CNN: \u201cGli Stati Uniti lavorano H24 per inviare armi all\u2019Ucraina con una velocit\u00e0 senza precedenti.<\/p>\n<p>L\u2019intero processo \u00e8 stato ridotto a 48-72 ore. E\u2019 una procedura che inizia con la lista delle richieste stabilita assieme agli ucraini, prevede una serie di passaggi e autorizzazioni per i quali normalmente ci vogliono mesi, ma ora viene compiuto in 48-72 ore\u201d. La sera del 19, il New York Times ha anticipato che la Casa Bianca si prepara a varare un ulteriore tranche di aiuti militari, del valore ancora di 800 milioni di dollari, alzando la posta.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 impone un grosso sacrificio anche a una grande potenza come gli Stati Uniti. E infatti il Washington Center for Strategic and International Studies, ha gi\u00e0 segnalato che gli USA hanno esaurito, dandole agli ucraini, un terzo delle loro scorte di missili anticarro Javelin e un quarto di quelle di antiaerei Stinger, tanto che si pronosticano \u201cda 3 a 5 anni\u201d per ricostituirle.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-151828 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FGGhCU4UUAQyoom-1.jpg\" alt=\"FGGhCU4UUAQyoom\" width=\"815\" height=\"489\" \/><\/p>\n<p>Cos\u00ec il Pentagono ha mobilitato tutto il complesso militar-industriale della superpotenza, convocando i rappresentanti degli otto maggiori produttori americani di armi, fra cui Boeing, Lockheed Martin e Raytheon. La vice ministra della Difesa Kathleen Hicks, ha in pratica spronato i colossi Usa degli armamenti ad ampliare la capacit\u00e0 produttiva per far fronte alle necessit\u00e0 ucraine ipotizzando ancora vari mesi di guerra e anche un periodo di sicurezza stimato fino a un massimo di 4 anni, anche nel caso che il conflitto si risolvesse quest\u2019anno.<\/p>\n<p>Le aziende dovranno inoltre \u201celaborare una strategia per rifornire le riserve di quei partner della NATO che hanno ceduto parte dei loro armamenti a Kiev, nonch\u00e9 pensare anche a come rimpinguare i magazzini delle stesse forze armate americane, il tutto tenendo conto \u201cdella crisi della catena degli approvvigionamenti e della carenza di forza lavoro\u201d.<\/p>\n<p>Una sfida non facile, ma se gli Stati Uniti intendono raccoglierla \u00e8 evidentemente perch\u00e8 considerano come priorit\u00e0 strategica impegnare la Russia sui campi di battaglia ucraini a tempo prolungato.<\/p>\n<p>Peraltro, l\u2019addestramento di militari ucraini all\u2019uso dei nuovi sistemi americani avverr\u00e0, come ha detto il portavoce della Difesa statunitense, John Kirby, \u201cfuori dal territorio ucraino, in un paese vicino\u201d, che potrebbe essere probabilmente la Polonia, principale crocevia per l\u2019ingresso degli equipaggiamenti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-152897 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Exercise_MedMan_in_BATUS_Canada._Stormer_Combat_Vehicles_MOD_45148088.jpg\" alt=\"Exercise_MedMan_in_BATUS,_Canada._Stormer_Combat_Vehicles_MOD_45148088\" width=\"814\" height=\"542\" \/><\/p>\n<p>La Gran Bretagna, dal canto suo, dopo aver annunciato nei giorni scorsi l\u2019invio di non precisati \u201cmissili antinave\u201d, invier\u00e0 in Ucraina cingolati lanciamissili Stormer, in grado di lanciare missili antiaerei Starstreak (nella foto sopra), che possono abbattere velivoli in un raggio di 7 chilometri e fino a una quota di 5,000 metri. La fornitura \u00e8 stata preannunciata dal giornale The Sun, che ha citato come fonte il ministero della Difesa britannico. I primi Stormer dovrebbero arrivare in Ucraina a giorni trasportati con velivoli C-17, i quali presumibilmente dovrebbero atterrare in Polonia, o comunque in un paese limitrofo per non invadere lo spazio aereo ucraino col rischio di essere abbattuti dall\u2019aviazione russa.<\/p>\n<p>Quanto alla Germania, \u00e8 probabile che nel corso del vertice del 19 con Biden, abbia subito rimproveri per la freddezza che era calata nei giorni scorsi fra Berlino e Kiev. Il 13 aprile, infatti, Zelensky aveva rifiutato al collega tedesco Frank-Walter Steinmeier, che da ex-ministro degli Esteri della cancelliera Angela Merkel era stato \u201ccolpevole\u201d di aver intrecciato rapporti economici sempre pi\u00f9 stretti fra Germania e Russia, il permesso di recarsi a Kiev. Zelensky non aveva chiuso le porte in faccia al cancelliere Olaf Scholz solo perch\u00e9 \u201cpu\u00f2 prendere decisioni pratiche sull\u2019invio di armi\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-152747 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/210707-M-EA659-1117-1-1.jpg\" alt=\"210707-M-EA659-1117-1\" width=\"825\" height=\"478\" \/><\/p>\n<p>Ma Scholz aveva reagito di stizza: \u201cCi\u00f2 \u00e8 irritante\u201d.\u00a0Il 20 aprile il vicecapo di Stato maggiore della Difesa tedesco, il generale di corpo d\u2019armata Markus Laubenthal, ha respinto la fornitura di armi pesanti da parte della Germania evidenziando che tali armamenti sono necessari a \u201cfar funzionare\u201d le Forze armate tedesche. In particolare, i mezzi da combattimento per fanteria Marder, chiesti da Kiev, servono per \u201cvari adempimenti\u201d, anche in sede Nato.<\/p>\n<p>Non era il primo caso di spaccatura fra il presidente ucraino e alcuni governi occidentali, come la Francia. Nella lontana America, al presidente Joe Biden non era costato nulla parlare di \u201cgenocidio degli ucraini\u201d. Se Kiev plaudiva all\u2019appiglio morale per farsi mandare armi su armi, il presidente francese Emmanuel Macron si era invece dissociato da Biden: \u201cNon sono sicuro che l\u2019escalation delle parole serva a ricostruire la pace\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-152756 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/whatsapp-image-2022-04-14-at-16.03.04.jpeg\" alt=\"whatsapp-image-2022-04-14-at-16.03.04\" width=\"1200\" height=\"675\" \/><\/p>\n<p>La prudenza di Macron era stata attaccata dagli ucraini, il cui portavoce Oleg Nikolenko ha parlato di \u201cdelusione per la riluttanza del presidente francese a riconoscere il genocidio\u201d. Cos\u00ec, il governo ucraino \u00e8 riuscito a litigare con due capisaldi dell\u2019Unione Europea, Francia e Germania, le quali sanno che i loro interessi geopolitici non collimano al 100% con quelli americani.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 nonostante, Scholz si \u00e8 fatto convincere a mobilitare risorse tedesche da spendere in armi, proprie e, in teoria, per l\u2019Ucraina. Si tratta di 2 miliardi di euro in spese militari, dei quali, secondo il settimanale \u201cDer Spiegel\u201d, circa 400 milioni andranno allo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/it\/policies\/european-peace-facility\/\">Strumento europeo per la pace (EPF),<\/a>\u00a0con cui l\u2019UE acquista armi da inviare all\u2019Ucraina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-152228 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FN6VfYIXsAc7U8T-1.jpg\" alt=\"FN6VfYIXsAc7U8T\" width=\"800\" height=\"455\" \/><\/p>\n<p>Altri fondi andranno alle Forze armate tedesche (Bundeswehr), nonch\u00e8 alle forniture di armi dirette ancora all\u2019Ucraina. Kiev dovrebbe dunque totalizzare nei prossimi mesi almeno 1 miliardo di euro in armi dalla Germania.<\/p>\n<p>Inoltre, il portavoce del Pentagono John Kirby ha detto la sera del 19 aprile che \u201cl\u2019Ucraina ha ricevuto aerei da caccia e pezzi di ricambio da alcuni paesi, ma non dagli Stati Uniti\u201d.<\/p>\n<p>Non ha fornito altri dettagli, ma \u00e8 probabile che, almeno in parte, si tratti di Mig-29 che aveva messo a disposizione la Polonia, proponendo di inviarli alla base americana di Ramstein, in Germania, da cui poi gli americani si sarebbero occupati del trasporto in Ucraina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-151822 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FNU7j4WXIAAdBZK.jpg\" alt=\"FNU7j4WXIAAdBZK\" width=\"818\" height=\"460\" \/><\/p>\n<p>Oggi per\u00f2 il comando dell\u2019Aeronautica Ucraina ha reso noto con un comunicato sul canale Telegram che le Forze armate ucraine non hanno ricevuto nuovi aerei da combattimento dagli alleati ma soltanto pezzi di ricambio e componenti per la riparazione dei propri velivoli.<\/p>\n<p>Ma Kirby \u00e8 stato volutamente enigmatico. Dal Canada, il premier Justin Trudeau ha promesso \u201cagli ucraini che combattono per i nostri valori democratici\u201d, artiglieria pesante, nel quadro di aiuti militari canadesi per un valore di 400 milioni di dollari.<\/p>\n<p>La Norvegia ha donato agli ucraini 100 missili antiaerei Mistral impiegato su cacciamone e pattugliatori della Marina Norvegese la cui sostituzione \u00e8 gi\u00e0 stata pianificata, come ha affermato il ministro della Difesa Bjorn Arild Gram. Il governo di Oslo ha precedentemente deciso di donare un totale di 4 mila missili anticarro e diversi tipi di dispositivi di protezione e altri equipaggiamenti militari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><u><\/u><strong><u>Verso una guerra prolungata<\/u><\/strong><\/p>\n<p><u><\/u>Ora, \u00e8 chiaro che tutti questi investimenti in armi per l\u2019Ucraina saranno sensati solo se \u00e8 fattibile la prospettiva di una vittoria di Kiev nel conflitto, il che pare improbabile sul lungo periodo per la mole enormemente superiore della Russia. Se le armi occidentali servono solo a imbaldanzire l\u2019Ucraina perch\u00e8 prolunghi una resistenza che, nelle intenzioni di Washington dovr\u00e0 essere la pi\u00f9 dannosa e sanguinosa possibile per i russi, senza riguardo per i danni ulteriori che si aggiungeranno al paese e alla sua popolazione, si potr\u00e0 ben dire che l\u2019Ucraina sia in sostanza \u201cusata\u201d dalla NATO e soprattutto dagli Stati Uniti in funzione antirussa.<\/p>\n<p>Oltretutto, se le prospettive di una vittoria ucraina non sono rosee, in caso di lotta prolungata, si accentua quella sensazione di sperpero di ingenti somme di denaro in un Occidente (Italia compresa) in grave crisi economica e che solo ora tentava di riprendersi dalla crisi dovuta alla pandemia Covid.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-152226 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/9DBD9E0E-0F8D-4FC8-9A72-8C37FC890EC0_w1023_r1_s-1-360x245.jpg\" alt=\"9DBD9E0E-0F8D-4FC8-9A72-8C37FC890EC0_w1023_r1_s\" width=\"434\" height=\"295\" \/><\/p>\n<p>In effetti il Fondo Monetario Internazionale ha calcolato che \u201cla guerra rallenter\u00e0 in maniera notevole la ripresa, frenando la crescita e portando a un ulteriore aumento dell\u2019inflazione\u201d, tanto che \u201cgli effetti economici del conflitto si stanno diffondendo in ogni direzione, come le onde sismiche che partono dall\u2019epicentro di un terremoto\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019FMI stima poi una catastrofe per la Russia e l\u2019Ucraina, la prima condizionata dalle spese militari e dalle sanzioni, la seconda dalle distruzioni sul territorio, vedranno il loro PIL crollare nel 2022 dell\u20198,5% per Mosca e addirittura del 35% per Kiev.<\/p>\n<p>I russi stessi, non stanno certo ad aspettare che le armi occidentali vengano utilizzate in prima linea, ma spesso le distruggono prima, bombardando i centri logistici.<\/p>\n<p>Peraltro, il 13 aprile il viceministro degli esteri russo, Sergei Ryabkov, ha ammonito che \u201cla Russia considerer\u00e0 veicoli statunitensi e NATO che trasportano armi in territorio ucraino come bersagli militari legittimi\u201d.<\/p>\n<p>Per ora viene colpita solo la logistica ucraina. Il 16 aprile il portavoce del Ministero della Difesa russo, il loquace generale Igor Konashenkov, ha comunicato la distruzione di un aereo da trasporto ucraino che portava a destinazione un carico di armi occidentali: \u201cI sistemi di difesa aerea russi nella regione di Odessa hanno abbattuto un aereo da trasporto militare ucraino in volo, che trasportava un grande lotto di armi fornite all\u2019Ucraina dai Paesi occidentali\u201d.<\/p>\n<p>Poi, il 18 aprile, ancora Konashenkov annunciava che \u201cmissili aerotrasportati ad alta precisione delle forze aerospaziali russe hanno attaccato il 124\u00b0 Centro Logistico Congiunto delle forze ucraine vicino a Leopoli\u201d.<\/p>\n<p>Secondo Mosca: \u201cIl centro logistico e le grandi spedizioni di armi straniere che sono state consegnate all\u2019Ucraina dagli Stati Uniti e dai paesi europei negli ultimi sei giorni sono stati distrutti\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-152227 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/3-72.jpg\" alt=\"3-72\" width=\"1097\" height=\"826\" \/><\/p>\n<p>E\u2019 stato distrutto anche un grande deposito di munizioni vicino al villaggio di Vasylkiv, nella regione di Kiev. Nella sola notte fra 18 e 19 aprile, inoltre, l\u2019aviazione russa ha annunciato di aver colpito \u201c60 strutture militari dell\u2019Ucraina\u201d fra cui \u201cdue depositi di stoccaggio per testate di missili tattici Tochka-U nelle aree di Chervonaya Polyana e Balakleya\u201d, oltre a \u201ctre posti di comando delle truppe ucraine e 53 aree di concentrazione di equipaggiamenti e personale militare\u201d.<\/p>\n<p>Come si vede, quindi, la partita fra il ritmo di arrivo delle armi straniere e il ritmo di distruzione delle stesse con incursioni strategiche \u00e8 ancora aperta. Del resto, nella nottata fra il 19 e il 20 aprile, il vice rappresentante permanente russo alle Nazioni Unite, Dmitry Polyansky, durante una sessione del Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU ha fatto notare con sarcasmo che \u201ci membri della NATO dell\u2019Europa centrale sembrano soddisfatti. Non devono pi\u00f9 pensare a come sbarazzarsi delle armi dell\u2019era sovietica. Sebbene promettano di consegnare all\u2019Ucraina armi nuove di zecca spediscono attrezzature che non sparano o non si muovono, sapendo che le forze russe le triteranno e cos\u00ec si tolgono il problema dello smaltimento\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>L\u2019affondamento dell\u2019incrociatore Moskva<\/u><\/strong><\/p>\n<p><u><\/u>L\u2019attesa offensiva russa nel Donbass, che sembra aver preso il via belle ultime ore, si manifesta poco dopo lo smacco subito dai russi, il 14 aprile, con l\u2019affondamento dell\u2019incrociatore lanciamissili Moskva, che secondo gli ucraini \u00e8 stato colpito da missili antinave Neptune di fabbricazione ucraina. I russi sostengono tuttora che \u201cla causa \u00e8 stata un incendio a bordo nel deposito munizioni\u201d.<\/p>\n<p>Per gli ucraini, invece, i missili Neptune avrebbero superato le difese antimissile dello scafo, 6 torrette di cannoni a tiro ultrarapido AK-630 da 30 mm, con cadenza di 5.000 colpi al minuto asserviti al radar, secondo la metodologia CIWS (Close-In-Weapon-System) per l\u2019ingaggio ravvicinato di bersagli veloci. La nave \u00e8 colata a picco mentre, ormai sbandata, veniva rimorchiata verso Sebastopoli.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-152726 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/moskva-russia-navy-missile-cruiser.jpg\" alt=\"moskva-russia-navy-missile-cruiser\" width=\"815\" height=\"455\" \/><\/p>\n<p>Che l\u2019attacco ucraino sia tutto farina del sacco di Kiev o sia stato favorito da assistenza di navi e droni NATO, o da eventuale sabotaggio a bordo, non si pu\u00f2 appurare. Teoricamente appare inspiegabile che missili Neptune (nell\u2019immagine sotto), che sono subsonici, dunque non particolarmente veloci, abbiano superato lo sbarramento dei sistemi CIWS.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-152889 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/278533371_677338150152391_7313007240622012111_n.jpg\" alt=\"278533371_677338150152391_7313007240622012111_n\" width=\"821\" height=\"518\" \/><\/p>\n<p>Secondo l\u2019esperto Chris Owen, gli ucraini avrebbero usato un drone Bayraktar TB-2 per \u201cdistrarre\u201d i radar della nave, in modo da poter colpire al fianco l\u2019incrociatore. Pare per\u00f2 una ricostruzione dubbia, poich\u00e9 la nave disponeva di pi\u00f9 radar, ognuno dei quali poteva presumibilmente seguire pi\u00f9 di un bersaglio per volta. Forse, pi\u00f9 che semplicemente \u201cdistrarre i radar\u201d con la mera presenza, droni di altro tipo, ucraini o eventualmente anglo-americani, avrebbero potuto pi\u00f9 probabilmente attuare contromisure elettroniche per confondere i sistemi antiaerei.<\/p>\n<p>Da Mosca, l\u2019ex-consigliere politico di Putin, Sergei Markov, ha azzardato, intervistato dalla BBC, che l\u2019incrociatore Moskva sia stato colpito da missili della NATO, \u201ctrasferiti in Ucraina da gennaio\u201d, senza specificare alcun dettaglio ulteriore.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-152886 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/800px-Nikolaj_Evmenov_2019.jpg\" alt=\"800px-Nikolaj_Evmenov_(2019)\" width=\"424\" height=\"403\" \/><\/p>\n<p>Il 16 aprile il comandante della Marina Russa, ammiraglio Nikolay Evmenov (nella foto a lato), ha incontrato nel porto di Sebastopoli l\u2019equipaggio del Moskva, secondo quanto riferito dall\u2019agenzia Interfax. Non \u00e8 chiaro quanti membri dei 510 che componevano l\u2019equipaggio siamo rimasti uccisi o feriti.<\/p>\n<p>Per l\u2019agenzia ADN Kronos, l\u2019ammiraglio italiano Giuseppe De Giorgi (capo di stato maggiore della Marina dal 2013 al 2016), ha commentato: \u201cLa Russia rinforzer\u00e0 la flotta del Mar Nero. Ci\u00f2 sarebbe possibile nonostante la Turchia abbia bloccato il transito dei Dardanelli alle navi militari dei Paesi in guerra, in ottemperanza al trattato di Montreux, tramite una clausola che consente alle navi militari di uno stato che si affaccia sul Mar Nero di raggiungere la propria base\u201d. L\u2019aviazione russa ha comunque gi\u00e0 reagito bombardando il 15 aprile la fabbrica di missili Vizar, che sforna i Neptune, situata a Vyshneve, un sobborgo di Kiev.<\/p>\n<p>Il 19 aprile il Comando operativo sud delle Forze armate ucraine sulla propria pagina Facebook ha reso noto che il gruppo navale russo si \u00e8 allontanato dalle coste di fronte a Odessa a quasi 200 chilometri di distanza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>La \u201cFase 2\u201d dell\u2019offensiva russa<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Intervistato il 19 aprile da India Today, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha confermato che in quel giorno \u00e8 ufficialmente iniziata la \u201cFase 2 dell\u2019operazione militare speciale\u201d, che mira \u201calla completa liberazione delle repubbliche di Donetsk e Luhansk\u201d.<\/p>\n<p>Lavrov, che non a caso ha parlato di fronte a uno dei maggiori mass media indiani, sia per ribadire che l\u2019India, la democrazia pi\u00f9 popolosa del mondo, \u00e8 al fianco della Russia non meno che la Cina e un\u2019altra met\u00e0, grossomodo, dei paesi del pianeta, ha inoltre assicurato che \u201cla Russia non user\u00e0 armi nucleari, ma solo convenzionali\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-152887 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/550wfefaefae-2.jpg\" alt=\"550wfefaefae (2)\" width=\"818\" height=\"580\" \/><\/p>\n<p>E cos\u00ec in quelle ore l\u2019esercito russo ha iniziato ad attaccare, con oltre 100.000 soldati lungo un fronte di 480 chilometri. Nel Sudovest, sul fronte da Kherson a Mykolaiv, la pressione russa si era intensificata gi\u00e0 il 17 aprile con consistenti bombardamenti, probabilmente allo scopo di premere verso Odessa per distrarre notevoli forze ucraine a sua difesa.<\/p>\n<p>Due giorni dopo i russi annunciavano di aver distrutto a Mykolaiv un\u2019officina di manutenzione di veicoli militari mentre il ritiro delle navi russe nel Mar Nero a 200 chilometri dalla costa, se confermato, sembrerebbe allontanare il pericolo per Odessa, sebbene essa resti sempre nel raggio d\u2019azione dei missili da crociera pi\u00f9 prestanti, come il Kalibr.<\/p>\n<p>La vera partita \u00e8 per\u00f2 pi\u00f9 a Est dove il 18 aprile i russi hanno preso Kremnina, circa 30 chilometri a nordest di Kramatorsk, come confermato anche dal governatore ucraino della regione di Luhansk, Sergei Haidai anche se per il capo dell\u2019amministrazione militare locale, Oleksandr Dunets, \u201ci combattimenti continuano in periferia\u201d. Ora la prossima puntata russa sar\u00e0 su Kramatorsk, gi\u00e0 pesantemente bombardata con missili, per tentare di sfondare le linee.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-152890 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/aec966e4d63ac2912607398e38323d51.jpg\" alt=\"aec966e4d63ac2912607398e38323d51\" width=\"900\" height=\"450\" \/><\/p>\n<p>I russi sarebbero per\u00f2 ancora esposti pi\u00f9 a Sud, dalla persistenza di un movimento partigiano nel retroterra di Melitopol e dalla possibilit\u00e0 che unit\u00e0 ucraine tentino di puntare su Berdyansk, riguadagnando, anche solo simbolicamente, un punto della costa del Mar d\u2019Azov e vanificando gli immensi sforzi per spezzare le ultime resistenze a Mariupol.<\/p>\n<p>Come vedremo, Mariupol \u00e8 ancora importante perch\u00e8 distrae circa 10.000 soldati russi e filorussi i quali, finch\u00e8 impegnati contro le ultime sacche di resistenza, non possono convergere a Nord per gettarsi nella mischia della grande battaglia per il Donbass, dove le milizie filorusse delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Luhansk vengono equipaggiate con mezzi e armi di preda bellica, cio\u00e8 catturati alle truppe di Kiev e, quando necessario, rimessi in sesto da officine mobili dell\u2019Esercito Russo (nella foto sotto).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-152888 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/550ereredred.jpg\" alt=\"550ereredred\" width=\"799\" height=\"566\" \/><\/p>\n<p>Fra 18 e 19 aprile l\u2019esercito russo ha bombardato anche il distretto di Kryvyi Rih nella regione di Dnipropetrovsk, secondo il capo dell\u2019amministrazione militare Oleksandr Vilkul: \u201cHanno sparato con lanciagranate e razzi d\u2019artiglieria contro gli insediamenti di Zelenodolsk, Maryanske, Velyka Kostromka, vicino al confine amministrativo tra le regioni di Dnipropetrovsk e Zaporizhia\u201d.<\/p>\n<p>Oggi\u00a0il governatore dell\u2019Amministrazione militare regionale di Luhansk, Serhii Haidai, in un\u2019intervista all\u2019emittente statunitense CNN, ha ammesso che l\u201980 per cento del territorio della regione di Luhansk \u00e8 sotto il controllo russo.\u00a0\u201cAbbiamo stabilito le nostre difese in tante citta\u00e0. I russi) stanno cercando di accerchiare le nostre truppe, ma finora non hanno avuto successo. Tuttavia la situazione \u00e8 molto seria.<\/p>\n<p>Nella stessa regione la citt\u00e0 di Rubizhne \u00e8 passata sotto il controllo delle truppe russe secondo quanto dichiarato nel pomeriggio di oggi (20 aprile) dal leader ceceno, Ramzan Kadyrov, sul proprio canale Telegram. \u201cI combattenti del centro di addestramento Akhmat, insieme al personale militare russo e alle unit\u00e0 della milizia popolare della LPR, hanno \u201cscacciato la spazzatura nazista\u201d fuori dalla citt\u00e0, ha scritto Kadyrov.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Valutazioni non disinteressate<\/u><\/strong><\/p>\n<p><u><\/u>Il Washington Post citando fonti del Pentagono e l\u2019analista Mick Ryan, generale australiano a riposo, scriveva il 19 aprile: \u201cLe prossime 48 ore ci aiuteranno a capire: se le forze di Mosca otterranno una significativa svolta sar\u00e0 un segnale di maggiore competenza. Se non sar\u00e0 cos\u00ec vorr\u00e0 dire che i russi non hanno imparato dagli errori e gli ucraini sono bravi come pensiamo che siano\u201d.<\/p>\n<p>I russi \u201cstanno dispiegando artiglieria pesante, comandanti e controllori, l\u2019aviazione, in particolare il sostegno con gli elicotteri\u2026 sembra che stiano imparando la lezione\u201d della fallita offensiva verso Kiev, quando non avevano capacit\u00e0 di rifornimento, nota un alto funzionario del Pentagono.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-152891 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/622b2bcbc427a-khar-kov-70.jpg\" alt=\"622b2bcbc427a-khar-kov-70\" width=\"1366\" height=\"570\" \/><\/p>\n<p>Tuttavia, grazie alle sanzioni, i russi hanno ancora problemi per la riparazione e la sostituzione dei mezzi, specie per i pezzi di ricambio, nota il funzionario. Gli analisti militari sottolineano anche come l\u2019esercito russo abbia un problema \u201cculturale\u201d con un comando super centralizzato che non permette alle truppe sul terreno di prendere decisioni importanti. \u201cPossono aver pi\u00f9 artiglieria e una migliore logistica\u201d ma servir\u00e0 pi\u00f9 tempo per aggiustare la cultura di comando\u201d, nota Ryan.<\/p>\n<p>Il Pentagono stima che la Russia abbia inviato al fronte 11 nuovi battaglioni, arrivando a un totale di 76, concentrati a Est e a Sud: \u201cSe la Russia riuscir\u00e0 a prendere Mariupol, ci\u00f2 permetter\u00e0 di utilizzare su altri fronti una dozzina di battaglioni tattici. Per ora feroci combattimenti sono in corso a Popasna, una citt\u00e0 sotto controllo ucraino prima dell\u2019invasione, situata fra le autoproclamate repubbliche separatiste di Luhansk e Donetsk. I soldati russi intendono muovere dalla citt\u00e0 di Izyum, con l\u2019obiettivo di cacciare i soldati ucraini dai centri abitati di Popasna e Slovyansk, circa 200 km a nord di Mariupol\u201d.<\/p>\n<p>In tutto questo, pochi giorni fa si \u00e8 segnalata una sorta di \u201cpurga\u201d nell\u2019intelligence russa, almeno stando a quanto scrive il Times britannico. Pare che Putin, arrabbiato per gli sbagli nel fornire informazioni sulla reale forza dell\u2019Ucraina, abbia licenziato circa 150 agenti dell\u2019FSB, il servizio di sicurezza erede del KGB.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-152892 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/e7817d9798f86e1fb46ba72a0a749c0c-360x245.jpg\" alt=\"e7817d9798f86e1fb46ba72a0a749c0c\" width=\"444\" height=\"302\" \/><\/p>\n<p>Gli agenti erano membri di una speciale divisione, il cosiddetto Quinto Servizio, che era stato costituito nel 1998 dall\u2019allora giovane Putin quando era direttore dell\u2019FSB, allo scopo di operare nei paesi dell\u2019ex-Unione Sovietica per mantenervi intatta l\u2019influenza della Russia.<\/p>\n<p>Inoltre, l\u2019ex-capo del Quinto Servizio, Sergei Beseda, sarebbe stato imprigionato nel carcere di Lefortovo. La fonte primaria da cui ha attinto il Times \u00e8 Christo Grozev, direttore del sito investigativo Bellingcat, il quale a sua volta non ha rivelato la sua fonte.<\/p>\n<p>Quanto a intelligence \u00e8 curioso ricordare come il servizio informazioni del ministero della Difesa ucraino abbia ripetuto un allarme gi\u00e0 lanciato nei primi giorni della guerra, sostenendo di nuovo che si sarebbe fermata la produzione di carri armati nella maggiore fabbrica di corazzati della Russia, la celebre Uralvagonzavod di Nizhni Tagil, presso gli Urali.<\/p>\n<p>Secondo gli ucraini, la produzione dei carri da battaglia russi si sarebbe arrestata per la carenza di fondi e di pezzi di ricambio dovuta alle sanzioni e inoltre: \u201cLa Russia in realt\u00e0 \u00e8 incapace di produrre armi innovative senza la componentistica straniera. Si tratta per lo pi\u00f9 dei carri T-72, ma anche di quelli moderni come T-90 e T-14\u201d. Sembrano per\u00f2, al momento, voci prive di fondamento dati i grandi sforzi compiuti negli ultimi anni dall\u2019industria militare russa, in genere, per rendersi autarchica rispetto all\u2019estero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Battaglia finale a Mariupol<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Negli ultimi giorni la residua resistenza ucraina a Mariupol si \u00e8 sempre pi\u00f9 ridotta e dagli almeno 3.500 uomini stimati ancora attivi contro le forze di Mosca ai primi di aprile 2022, si sarebbe scesi ormai a 1.500 o anche meno, asserragliati soprattutto nell\u2019enorme complesso delle acciaierie Azovstal e in piccoli scampoli del porto, ma forse anche in alcune aree del quartiere Primorskye.<\/p>\n<p>Le due formazioni principali sono la 36a Brigata della Fanteria di Marina ucraina, in pratica i \u201cmarines\u201d di Kiev, equipaggiati anche con autoblindo BTR-80 di cui non si sa quante ancora funzionanti, e il noto \u201cbattaglione\u201d Azov, d\u2019ispirazione neonazista, che a dispetto del suo nome originario \u00e8 da tempo assurto al rango di reggimento strutturato su due battaglioni di fanteria e un battaglione corazzato con carri armati T-64.<\/p>\n<p>Il 12 aprile le fonti ucraine hanno parlato di una \u201coperazione speciale\u201d tramite la quale una parte della 36a Brigata avrebbe rotto l\u2019accerchiamento riuscendo a congiungersi con il reggimento Azov, rinforzandone quindi la sacca, ma la situazione resta disperata. Infatti la stessa 36a Brigata ha reso noto in quelle ore su Facebook: \u201cLe nostre munizioni stanno finendo. Sar\u00e0 la morte per alcuni e la prigionia per altri. Stiamo scomparendo e non sappiamo cosa accadr\u00e0, ma vi chiediamo di ricordarci con una parola gentile. Per 47 giorni abbiamo combattuto senza rifornimenti di munizioni, senza cibo, senza acqua, facendo il possibile e l\u2019impossibile. Il nemico ci ha circondato e ora cerca di distruggerci\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-152893 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/FQkAln1XsAIyFEy-2.jpg\" alt=\"FQkAln1XsAIyFEy (2)\" width=\"1024\" height=\"512\" \/><\/p>\n<p>E\u2019 interessante come i \u201cmarines\u201d ucraini abbiano espressamente criticato i loro stessi vertici politico-militari, accusando Kiev di non averli aiutati abbastanza, se non a parole: \u201cCi sono state solo promesse non mantenute e nessuno vuol pi\u00f9 comunicare con noi perch\u00e8 siamo tagliati fuori\u201d.<\/p>\n<p>Il comandante in capo delle forze armate ucraine, generale Valery Zaluzhny, ha negato che i difensori di Mariupol siano stati abbandonati, limitandosi a dire: \u201cIl collegamento con le unit\u00e0 che presiedono eroicamente Mariupol \u00e8 stabile\u201d. In realt\u00e0 \u00e8 noto come non esista alcuna possibilit\u00e0 pratica per il grosso delle truppe ucraine di soccorrere l\u2019ultimo baluardo nella citt\u00e0 costiera.<\/p>\n<p>Una testimonianza molto interessante sulla situazione a Mariupol attorno a met\u00e0 aprile, \u00e8 quella di un italiano residente da anni a Donetsk, diffusa su Telegram, e raccolta da media come l\u2019agenzia di stampa ADN Kronos.<\/p>\n<p>Si tratta del reporter Vittorio Rangeloni, originario di Lecco, che da anni vive nel Donbass. \u201cL\u201980-90% di Mariupol, il cuore della citt\u00e0 e la maggior parte dei quartieri, sono sotto stretto controllo dell\u2019esercito russo e delle milizie popolari. Le ultime sacche della resistenza ucraina si concentrano nell\u2019Azovstal, l\u2019acciaieria pi\u00f9 grande d\u2019Europa a ridosso del porto, e nella zona vicina allo stadio a 200-300 metri dall\u2019ospedale pediatrico numero 3, quello bombardato a met\u00e0 marzo\u201d. Rangeloni \u00e8 stato uno dei primi a ricordare come l\u2019area della Azovstal costituisca una sorta di fortezza urbana che per la sua conformazione pu\u00f2 moltiplicare la forza di pochi difensori, essendo anzitutto l\u2019impianto siderurgico pi\u00f9 grande d\u2019Europa il cui complesso copre una superficie totale, compresi i vasti scali ferroviari, ampia oltre 11 km quadrati.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-152911 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/photo5395399163925084532.jpg\" alt=\"photo5395399163925084532\" width=\"1200\" height=\"801\" \/><\/p>\n<p>Una citt\u00e0 nella citt\u00e0, insomma, che cela nelle sue viscere un dedalo di gallerie che offrono rifugio contro bombardamenti e cannoneggiamenti, ma anche numerose vie alternative che consentono ai militi ucraini di spostarsi rapidamente da una casamatta all\u2019altra, cambiando continuamente posizione di tiro ed evitando di soffermarsi in postazioni vulnerabili. Inoltre le aree ferroviarie attorno al complesso rendono difficile alle fanterie russe e filorusse avvicinarsi senza farsi avvistare da lontano.<\/p>\n<p>Narra Rangeloni: \u201cL\u2019acciaieria presenta una fitta rete di tunnel sotterranei di epoca sovietica costruiti per far fronte a eventuali attacchi con bombe atomiche che rendono difficile l\u2019operazione di bonifica da parte dell\u2019esercito russo. L\u2019area della fabbrica \u00e8 molto grande, c\u2019\u00e8 anche una stazione ferroviaria. Alcuni militari russi sono riusciti a entrare, ma si parla di ostaggi tra i civili e tra i marinai di diverse imbarcazioni che si trovavano nel porto di Mariupol. Si dice che la resistenza pi\u00f9 forte si concentri proprio a ridosso di questo impianto perch\u00e9 potrebbero esserci istruttori NATO tra i militari ucraini\u201d. La presenza di elementi occidentali fra gli ultimi difensori di Mariupol, come vedremo, \u00e8 stata poi accreditata da varie fonti.<\/p>\n<p>Rangeloni aggiunge inoltre dettagli interessanti. \u201cSono anche stati trovati due camion della Croce Rossa internazionale che si diceva fossero stati catturati da russi e invece si trovano nella struttura controllata dal reggimento Azov.<\/p>\n<p>Alcuni militari ucraini cercano di forzare il fronte a bordo di carri armati e veicoli militari, sui quali viene disegnata la \u2018Z\u2019 per confonderli con quelli russi. Altri con abiti civili, molti quelli vengono scoperti ai posti di blocco. In questi ultimi tre giorni (si riferisce al lasso dal 10 al 12 aprile, n.d.r.), ogni giorno un centinaio di militari ucraini depongono le armi. Quattro giorni fa 273 fanti della 36\u00b0 Brigata si sono consegnati in un\u2019unica tranche\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-152895 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/img_1225.jpg\" alt=\"img_1225\" width=\"358\" height=\"238\" \/><\/p>\n<p>Per quanto riguarda poi l\u2019aspetto delle perdite civili, aggiunge: \u201cCi sono cadaveri di civili per le strade, ho visto fosse comuni nei giardini e nelle aiuole. Ma a Mariupol la situazione non \u00e8 come quella ritratta a Bucha.<\/p>\n<p>I cadaveri di civili che si vedono per le strade non sono tutti di persone morte per i bombardamenti. Piuttosto sono morti di infarto, fonte primaria dei decessi in et\u00e0 avanzata, per la totale assenza di cure mediche. E sono stati portati fuori dalle case per essere sepolti. Ci sono morti causate dall\u2019incoscienza. Forse sembrer\u00f2 cinico, ma credo che le persone abbiano abbassato la guardia rispetto ai bombardamenti e si spingano un po\u2019 troppo a cercare cibo e acqua con poca cautela. Ho visto con i miei occhi civili in bicicletta sfilare davanti a carri armati pronti al combattimento.<\/p>\n<p>Questi atteggiamenti portano a un aggiornamento costante delle vittime. Posso smentire che la citt\u00e0 di Mariupol sia completamente distrutta. Non \u00e8 cos\u00ec, ci sono quartieri che sono stati solamente sfiorati dai bombardamenti. Palazzi rimasti in piedi, ai quali magari manca solo un balcone e dove la popolazione continua a vivere. Non \u00e8 vero che tutti gli edifici sono stati colpiti dalla guerra, alcuni quartieri sono stati solo sfiorati di striscio, centinaia di palazzine hanno solo qualche balcone colpito\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><u><\/u><strong><u>Vietato arrendersi<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Nei giorni di luned\u00ec 18 e marted\u00ec 19 aprile il complesso Azovstal ha subito nuovi pesanti bombardamenti russi, mentre il comandante filorusso Eduard Basurin, vice capo del dipartimento della milizia popolare della Repubblica Popolare del Donetsk, dichiarava che \u201c\u00e8 stato trovato ucciso il comandante della 36a Brigata ucraina, Volodymyr Baranyuk\u201d.<\/p>\n<p>Gli ultimi resistenti, forse un migliaio o poco pi\u00f9 non danno ancora segno di voler deporre le armi, nonostante gli appelli dei giorni precedenti. E nel pomeriggio del 19 il vice comandante del battaglione Azov, Sviatoslav Palamar, \u00e8 riuscito a testimoniare a Radio Svoboda: \u201cLo stabilimento dell\u2019acciaieria Azovstal \u00e8 praticamente distrutto. Sull\u2019acciaieria sganciano delle pesanti bombe e sotto le macerie ci sono tante persone\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-152637 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/277098208_277994711180281_8328330436350401476_n.jpg\" alt=\"277098208_277994711180281_8328330436350401476_n\" width=\"783\" height=\"598\" \/><\/p>\n<p>E\u2019 stata di certo appurata la presenza di civili insieme ai militari nei bunker del colossale stabilimento. Luned\u00ec, infatti, il capo della polizia di Mariupol, Mykhailo Vershinin ha dichiarato che \u201ccentinaia di civili\u201d si sono rifugiati nell\u2019acciaieria. Secondo lui \u201cquesti civili non si fidano dei russi, hanno visto cosa sta succedendo in citt\u00e0 ed \u00e8 per questo che hanno deciso di restare all\u2019interno dell\u2019acciaieria\u201d.<\/p>\n<p>Lo stesso comandante del reggimento Azov, Denis Prokopenko, comunicava su Telegram: \u201cIn questo momento, a Mariupol, centinaia di civili si stanno rifugiando presso l\u2019acciaieria Azovstal. Tra loro ci sono persone di tutte le et\u00e0, donne, bambini, famiglie di difensori di Mariupol, che hanno trovato qui l\u2019unico rifugio disponibile accanto ai soldati ucraini, che stanno ancora difendendo la citt\u00e0 dagli invasori. I russi utilizzano bombe aeree e tutti i tipi di artiglieria, sia terrestre che navale, per attacchi indiscriminati\u201d. Il 19 aprile la quantit\u00e0 di civili rifugiati nella Azovstal veniva stimata in circa mille persone.<\/p>\n<p>E perci\u00f2 nella mattinata di marted\u00ec \u00e8 stato diffuso un nuovo ultimatum del Ministero della Difesa di Mosca, che invitava i civili a uscire dall\u2019acciaieria, e i militari a cessare la resistenza: \u201cA tutti coloro che depongono le armi sar\u00e0 garantita la vita se uscirete tra le 14.00 e le 16.00 ora di Mosca (in Italia fra le 13.00 e le 15.00, n.d.r.) senza eccezioni, senza armi e senza munizioni\u201d. Sempre nella giornata del 19 aprile \u201coltre 120 civili\u201d, come dichiarato dai russi e come confermato da immagini eloquenti, hanno in effetti approfittato della momentanea tregua per lasciare l\u2019acciaieria e subito dopo sarebbero ripresi i bombardamenti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-152635 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/photo1649501195-1-2.jpg\" alt=\"photo1649501195-1 (2)\" width=\"813\" height=\"610\" \/><\/p>\n<p>E\u2019 certo curioso che anziani, donne e bambini scelgano di loro iniziativa di andare a ficcarsi in una sicura trappola, cio\u00e8 l\u2019ultimo consistente calderone di combattimenti tuttora in atto nella citt\u00e0 portuale.<\/p>\n<p>Ricorderemo come pochi giorni fa Rangeloni avesse evocato dicerie su presunti \u201costaggi civili\u201d catturati dai militi dell\u2019Azov. Ovviamente non si pu\u00f2 dire con certezza se una parte di questi civili siano davvero ostaggi, oppure se in realt\u00e0 siano tutti, o in maggioranza, parenti dei difensori. Il fatto che Prokopenko abbia chiesto \u201cl\u2019istituzione di un corridoio verde\u201d per evacuarli e la successiva uscita di circa 120 di essi sembrerebbero smentire l\u2019ipotesi ostaggi, ma restano dubbi e incertezze sulla vicenda e non si sa nemmeno quanti altri possano essere presenti nei bunker.<\/p>\n<p>E\u2019 da giorni, comunque, che i russi intimano pi\u00f9 volte la resa a ci\u00f2 che resta delle forze ucraine che continuano a resistere, anche perch\u00e8 il presidente Zelensky ha in pratica proibito loro di alzare bandiera bianca.<\/p>\n<p>Da Kiev si considera questo episodio come un corrispettivo moderno delle Termopili, utile politicamente e sul piano della propaganda come esempio di eroismo e per spronare gli alleati occidentali a inviare ancora pi\u00f9 armi. Oltre al fatto di tenere impegnate consistenti forze russe e filorusse in citt\u00e0. \u201cLa distruzione delle nostre forze nella citt\u00e0 costiera metter\u00e0 fine ai negoziati con la Russia\u201d, ha detto Zelensky fin dal 16 aprile.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-152707 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/pivdennyj-bug.jpg\" alt=\"pivdennyj-bug\" width=\"900\" height=\"540\" \/><\/p>\n<p>\u201cSe i nostri uomini dovessero alzare bandiera bianca potrebbero essere vittime della ritorsione dei russi ed essere uccisi. Non scambiamo i nostri territori e la nostra gente\u201d. Incurante della sorte dei propri militari, e forse dei civili eventualmente presenti con essi nei bunker del complesso siderurgico, il governo ucraino vuole farne un mito, pensando probabilmente a un parallelo con l\u2019antica guerra fra i Greci e i Persiani, quando nel 480 avanti Cristo il re spartano Leonida si sacrific\u00f2 con 300 guerrieri al passo delle Termopili per ritardare il pi\u00f9 possibile l\u2019avanzata persiana.<\/p>\n<p>Negando la possibilit\u00e0 di una resa, il presidente ucraino ha cos\u00ec rigettato una pur velata richiesta in tal senso che pareva essergli giunta il giorno prima dal maggiore Serhy Volyna della 36a Brigata, intervistato dalla Ukrainska Pravda: \u201cSbloccate Mariupol il prima possibile, militarmente o politicamente perch\u00e8 sono in corso feroci combattimenti e i russi avanzano in modo aggressivo. La situazione \u00e8 critica, non abbiamo intenzione di arrenderci, ma la situazione sta precipitando\u201d.<\/p>\n<p>Molti difensori, tuttavia, hanno gi\u00e0 deposto le armi. Il 13 aprile il generale russo Konashenkov annunciava che nelle ore precedenti si erano arresi \u201c1.026 elementi della 36a Brigata, fra i quali 162 ufficiali\u201d.<\/p>\n<p>Pare molti di essi appartenessero a un distaccamento che occupava un\u2019altra acciaieria della citt\u00e0, assai pi\u00f9 piccola della Azovstal, l\u2019impianto Ilyich. I russi hanno dichiarato anche la zona del porto commerciale \u201ccompletamente liberata dai membri del battaglione Azov, di cui erano stati liberati marinai stranieri presi in ostaggio sulle navi ormeggiate\u201d.<\/p>\n<div class=\"wp-video\"><\/div>\n<p>Il 16 aprile, ancora la Difesa russa dava per \u201cripulita l\u2019intera area urbana di Mariupol\u201d, esclusa la Azovstal. \u201cLa loro unica possibilit\u00e0 di salvare le loro vite \u2013 incalzava Konashenkov \u2013 \u00e8 quella di deporre volontariamente le armi e arrendersi\u201d. Secondo i russi, fino a quel momento si erano arresi a Mariupol 1.464 militari ucraini, mentre il totale delle perdite ucraine nella citt\u00e0 era valutato sui 4.000 uomini.<\/p>\n<p>Il 15 aprile il generale russo Mikhail Mizintsev, capo del Centro di gestione della difesa nazionale e considerato il responsabile delle operazioni a Mariupol, ha invitato una volta di pi\u00f9 i difensori ad arrendersi: \u201cTutti coloro che deporranno le armi avranno salva la vita\u201d.<\/p>\n<p>Lo stesso giorno, per la prima volta, l\u2019aviazione russa impiegava anche bombardieri pesanti Tupolev Tu-95, Tu-160 e Tu-22M3 per attaccare le ultime sacche con missili da crociera che gli aerei avrebbero sganciato mentre si trovavano in volo sopra la regione di Krasnodar, stando al portavoce del Ministero della Difesa ucraino, Oleksandr Motuzianyk.<\/p>\n<p>Riguardo ai bombardamenti, nella mattinata del 19 aprile il servizio d\u2019informazione ucraino SBU ha anticipato l\u2019uso sull\u2019Azovstal di pesantissime bombe antibunker, citando come fonte l\u2019intercettazione di una telefonata fra militari russi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-152898 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/russia-war-vladimir-putin-bomber-nuclear-world-3-tu-22m3m-nato-backfire-cold-us-1312901.jpg\" alt=\"russia-war-vladimir-putin-bomber-nuclear-world-3-tu-22m3m-nato-backfire-cold-us-1312901\" width=\"809\" height=\"437\" \/><\/p>\n<p>Secondo l\u2019SBU: \u201cNonostante il numero superiore, gli occupanti russi vogliono radere al suolo l\u2019acciaieria Azovstal, dove i nostri combattenti tengono la difesa. Gli occupanti trascurano il fatto che anche dei civili si nascondono nell\u2019impianto. I russi stanno preparando bombe da tre tonnellate dal cielo\u201d.<\/p>\n<p>Si tratterebbe delle grosse bombe a caduta libera FAB-3000, 3mila chili di peso totale, di cui 1400 della sola carica esplosiva.<\/p>\n<p>Ordigni di origine sovietica gi\u00e0 utilizzati negli anni Ottanta in Afghanistan contro i mujhaeddin e in grado di penetrare nel sottosuolo grazie al massiccio involucro, per poi esplodere nei bunker.<\/p>\n<p>Avrebbero un raggio letale di circa 46 metri dal punto dell\u2019impatto e tipicamente verrebbero trasportate nella stiva dei Tupolev Tu-22M3, che evidentemente dovrebbero sorvolare Mariupol per sganciarle sulla verticale della Azovstal, dato che non si tratta di ordigni autopropulsi. Si \u00e8 anche parlato dell\u2019utilizzo di lanciarazzi campali TOS-1 con testate termobariche, per \u201cammorbidire\u201d il coriaceo obbiettivo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-152899 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/ptrk-kornet-t.jpg\" alt=\"ptrk-kornet-t\" width=\"900\" height=\"600\" \/><\/p>\n<p>Dal 17 aprile, fonti dello Stato Maggiore ucraino hanno diffuso la voce secondo cui \u201ci russi starebbero preparando un\u2019operazione di paracadutisti\u201d sull\u2019Azovstal. Che i bombardamenti, aerei o con artiglierie, costituiscano il fuoco preliminare per un successivo colpo di mano dei reparti par\u00e0 russi, inquadrati nella storica formazione VDV (Vozdushno Desantnye Voyska, alias Truppe Aviotrasportate) \u00e8 possibile, sebbene non ci siano prove a riguardo.<\/p>\n<p>Storicamente, si pu\u00f2 dire che la discesa di truppe dal cielo pu\u00f2 essere risolutiva quando sono in gioco fortificazioni ben munite in grado di infliggere gravi perdite ad attaccanti che avanzino da un campo aperto. Lo si vide per esempio nella Seconda Guerra Mondiale, quando, il 10 maggio 1940, i par\u00e0 tedeschi (Fallschirmjaeger), attuando un piano concepito personalmente da Hitler, atterrarono con alianti direttamente sul tetto della fortezza belga di Eben Emael, piazzando cariche esplosive e sgominando cos\u00ec la guarnigione nemica.<\/p>\n<div class=\"wp-video\"><\/div>\n<p>Gi\u00e0 il 17 aprile Konashenkov ribadiva l\u2019ultimatum: \u201cAl gruppo di forze ucraine, accerchiato e bloccato nell\u2019acciaieria, \u00e8 stato offerto di deporre volontariamente le armi e di arrendersi per salvare le loro vite, ma Kiev ha proibito al reggimento Azov di negoziare la resa. Se continuano a opporre resistenza, saranno tutti eliminati\u201d.<\/p>\n<p>E il capo della Repubblica popolare filorussa di Donetsk, Denis Pushilin, aggiungeva, parlando al canale Rossiya 24: \u201cQuei membri dell\u2019esercito regolare, come i marines che avete visto, che sono pronti ad arrendersi si sono arresi. Ma i membri dei battaglioni nazionalisti (Azov, n.d.r.), a quanto pare non hanno intenzione di arrendersi, ecco perch\u00e9 devono essere eliminati\u201d.<\/p>\n<p>Il ruolo delle milizie filorusse di Donetsk a Mariupol \u00e8 molto importante dato che negli ultimi giorni, avanzando da Nord verso il porto, hanno occupato le caserme della 12a Brigata della Guardia Nazionale ucraina, oltre a una stazione di polizia. Per giunta, Pushilin ha aperto in citt\u00e0 un ufficio del partito Edinaja Rossija (Russia Unita) di Putin, il che, secondo il consigliere del sindaco di Mariupol, Petro Andryushenko, \u201cindica che si preparano a governare direttamente la citt\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Combattenti stranieri in prima linea<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Proprio gli ultimi combattimenti a Mariupol sarebbero una delle \u201cspie\u201d della presenza di militari stranieri, soprattutto di paesi occidentali, nelle file ucraine, almeno a dar retta a quanto dichiarano i russi. Il che rende sempre pi\u00f9 plausibile quello scenario, da noi paventato gi\u00e0 nei mesi scorsi, della guerra in Ucraina come possibile corrispettivo moderno della guerra civile spagnola del 1936-1939, quando i due schieramenti, quello franchista e quello repubblicano, si avvalsero rispettivamente, il primo di contingenti italiani e tedeschi inviati da Mussolini e Hitler, il secondo di un contingente sovietico mandato da Stalin.<\/p>\n<p>E cos\u00ec come la Spagna fu per molti aspetti \u201cbanco di prova\u201d per la Seconda Guerra Mondiale, anche l\u2019Ucraina, come abbiamo visto, \u00e8 teatro dello scontro \u201cindiretto\u201d fra NATO e Russia.<\/p>\n<p>Confermata la cattura di due britannici a Mariupol che combattevano nelle file ucraine, per la precisione nella 36a Brigata. Arresisi fra il 14 e il 16 aprile, Aiden Aslin e Shaun Pinner (nelle foto sotto) sono stati mostrati come trofei il 19 aprile dalle telecamere della tv Rossija 1, occasione in cui Pinner ha parlato a nome di entrambi chiedendo di essere liberati tramite scambio col politico ucraino filorusso Viktor Medvedchuk, agli arresti a Kiev da alcuni giorni perch\u00e8 considerato un traditore da Zelensky.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-152900 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/download-2-360x245.jpg\" alt=\"download\" width=\"373\" height=\"254\" \/><\/p>\n<p>A quanto si sa, Aslin, 28 anni, originario di Newark, nel Nottinghamshire, era gi\u00e0 stato volontario in Siria per combattere contro l\u2019Isis nel 2015, per poi spostarsi nel 2018 in Ucraina e l\u00ec arruolarsi col nome di battaglia \u201cJohnny\u201d. Gi\u00e0 il 12 aprile aveva diramato via Twitter ai suoi parenti e amici la sua intenzione di arrendersi dato che aveva finito viveri e munizioni. Pinner, pi\u00f9 maturo, \u00e8 un ex-soldato di 48 anni del reggimento Royal Anglian, al che il Ministero degli Esteri britannico si \u00e8 preso la briga di diramare esso stesso un commento dalla famiglia.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 un uomo divertente, molto amato, ben intenzionato e considera l\u2019Ucraina suo paese di adozione. E\u2019 stato un soldato rispettato all\u2019interno dell\u2019esercito britannico in servizio nel Royal Anglian Regiment per molti anni. Ha prestato servizio in molte zone, tra cui l\u2019Irlanda del Nord e con le Nazioni Unite in Bosnia. Nel 2018 Shaun ha deciso di trasferirsi in Ucraina per utilizzare la sua esperienza e il suo addestramento all\u2019interno dell\u2019esercito ucraino. Negli ultimi quattro anni Shaun ha apprezzato lo stile di vita ucraino e ha considerato l\u2019Ucraina come il suo paese d\u2019adozione. Durante questo periodo ha incontrato sua moglie, ucraina, che \u00e8 molto concentrata sui bisogni umanitari del paese. E\u2019 diventato un membro orgoglioso dei marines ucraini\u201d.<\/p>\n<p>La cattura dei due inglesi potrebbe essere la punta di un iceberg, dato che il ruolo di truppe occidentali, come i Berretti Verdi americani e forse le SAS britanniche era stato acclarato per quanto riguarda l\u2019addestramento delle truppe di Kiev appena prima del conflitto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-152901 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/w1280-p16x9-2022-04-18T162003Z_1151972769_RC2QPT9MJGY8_RTRMADP_3_UKRAINE-CRISIS-RUSSIA-BRITAIN-PRISONERS-360x245.jpg\" alt=\"A still image taken from Russian state TV footage that it said shows Shaun Pinner, a British fighter captured in the Ukrainian city of Mariupol by Russian forces, at an unknown location, in a still image from a video released on April 18, 2022. RURTR\/RUSSIAN STATE TV CHANNEL ROSSYIA 1\/Handout via REUTERS TV ATTENTION EDITORS - THIS IMAGE WAS PROVIDED BY A THIRD PARTY. NO RESALES. NO ARCHIVES. MANDATORY CREDIT. RUSSIA OUT. NO COMMERCIAL OR EDITORIAL SALES IN RUSSIA.\" width=\"378\" height=\"257\" \/><\/p>\n<p>Ma che molti militari o ex-militari occidentali siano rimasti nel territorio ucraino, come consiglieri o anche come truppe combattenti, pare plausibile. Certo, la valenza di \u201cvolontari\u201d o \u201cmercenari\u201d che li qualifica tenderebbe a escludere che essi stiano combattendo nelle file ucraine su ordine dei propri governi, ma lo si diceva anche di molti \u201cvolontari\u201d inviati in Spagna nel 1936 su ordini superiori e poi camuffati dietro false generalit\u00e0.<\/p>\n<p>Comunque, il 17 aprile Konashenkov ha dichiarato che \u201csecondo i militari ucraini che si sono arresi, fino a 400 mercenari stranieri sono parte del gruppo ucraino sono ora circondati sul territorio dell\u2019impresa Azovstal e la maggior parte di loro sono cittadini di paesi europei e canadesi\u201d. Pu\u00f2 darsi che la cifra di 400 militari stranieri nella sola acciaieria Azovstal sia esagerata dalla propaganda, ma la cattura dei due inglesi \u00e8 un fatto confermato e rende fattibile che, pochi o tanti che siano, anche combattenti volontari provenienti da paesi NATO siano presenti nei bunker. Se poi allarghiamo lo sguardo alle altre zone dell\u2019Ucraina, \u00e8 possibile che gli stranieri arruolati con le truppe ucraina possano ammontare anche ad alcune migliaia.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 il 15 aprile, del resto, il parlamentare russo Andrei Klimov, vice presidente della commissione per le relazioni internazionali del Senato, aveva detto all\u2019agenzia di stampa RIA Novosti: \u201cAbbiamo gi\u00e0 prigionieri tra il personale militare dei Paesi Nato, mostreremo tutto questo quando condurremo i processi e il mondo intero vedr\u00e0 cosa davvero \u00e8 successo\u201d.<\/p>\n<p>Secondo Klimov i mercenari nell\u2019esercito ucraino proverrebbero da Gran Bretagna e Stati Uniti, ma anche da Asia e Africa. Sempre Klimov ha chiosato: \u201cL\u2019operazione militare speciale russa terminer\u00e0 molto presto, non la allungheremo deliberatamente. Non appena renderemo l\u2019Ucraina sicura per la Russia, la fase militare si fermer\u00e0\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-152904 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/golovna-17.jpg\" alt=\"golovna-17\" width=\"1152\" height=\"768\" \/><\/p>\n<p>Quasi a ribadire che, dipendesse dalla Russia, la guerra finirebbe al pi\u00f9 presto, mentre \u00e8 proprio il continuo rafforzamento esterno dell\u2019Ucraina a protrarre lo spargimento di sangue. Lo stesso giorno, il Ministero della Difesa russo sosteneva che l\u2019esercito di Mosca aveva bersagliato con missili tattici una vera e propria compagnia di ventura polacca operante sul fronte di Kharkiv, portando all\u2019uccisione di ben 30 mercenari polacchi in un colpo solo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la TASS: \u201cUn attacco lanciato dalle forze missilistiche ha ucciso un\u2019unit\u00e0 di mercenari di una compagnia militare privata polacca a Izyumske, nella regione di Kharkiv. Fino a 30 mercenari polacchi sono morti\u201d.<\/p>\n<p>Appena l\u2019indomani, 16 aprile, una fonte britannica autorevole come il Times scriveva della presenza di militari di Londra in Ucraina, ufficialmente per scopi addestrativi, ma che, intuibilmente, potrebbero anche aver partecipato, o partecipare tuttora, alla lotta.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-152909 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/278421942_295111652801920_586710498627318012_n.jpg\" alt=\"278421942_295111652801920_586710498627318012_n\" width=\"960\" height=\"720\" \/><\/p>\n<p>Stando al giornale inglese \u201cle forze speciali britanniche sono in Ucraina ad addestrare i militari locali a Kiev e nei dintorni della capitale\u201d. Fonti sarebbero i comandanti ucraini di due battaglioni addestratisi nei giorni precedenti con gli inglesi. Il capitano Yuriy Myronenko, acquartierato col suo reparto a Obolon, a Nord di Kiev, ha riferito che i militari britannici hanno insegnato a lui e ai suoi uomini l\u2019impiego dei missili anticarro NLAW (Next generation Light Anti-tank Weapon), ordigni spalleggiabili sviluppati in collaborazione dalla svedese Bofors e dalla britannica Thales che sarebbero stati forniti all\u2019Ucraina in numero di ben 3.600 gi\u00e0 entro met\u00e0 marzo, ai quali starebbe seguendo un nuovo pacchetto da ben 6.000 esemplari.<\/p>\n<p>Il secondo comandante ucraino sentito dal Times, noto col soprannome \u201cSkiff\u201d, ha detto che il 112\u00b0 Battaglione era stato addestrato dai britannici: \u201cErano bravi gli inglesi. Ci hanno invitato a far loro visita quando la guerra sar\u00e0 finita\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-152818 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/1352819-360x245.jpg\" alt=\"MOSCOW, RUSSIA \u0096 FEBRUARY 24, 2022: Russian Defence Ministry Spokesman Igor Konashenkov gives a briefing on the situation in Ukraine, at the Russian National Defence Management Centre. Video screen grab\/Russian Defence Ministry\/TASS A STILL IMAGE TAKEN FROM VIDEO PROVIDED BY A THIRD PARTY. EDITORIAL USE ONLY \u00d0\u00ee\u00f1\u00f1\u00e8\u00ff. \u00cc\u00ee\u00f1\u00ea\u00e2\u00e0. \u00ce\u00f4\u00e8\u00f6\u00e8\u00e0\u00eb\u00fc\u00ed\u00fb\u00e9 \u00ef\u00f0\u00e5\u00e4\u00f1\u00f2\u00e0\u00e2\u00e8\u00f2\u00e5\u00eb\u00fc \u00ec\u00e8\u00ed\u00e8\u00f1\u00f2\u00e5\u00f0\u00f1\u00f2\u00e2\u00e0 \u00ee\u00e1\u00ee\u00f0\u00ee\u00ed\u00fb \u00d0\u00d4 \u00e3\u00e5\u00ed\u00e5\u00f0\u00e0\u00eb-\u00ec\u00e0\u00e9\u00ee\u00f0 \u00c8\u00e3\u00ee\u00f0\u00fc \u00ca\u00ee\u00ed\u00e0\u00f8\u00e5\u00ed\u00ea\u00ee\u00e2 \u00e2\u00ee \u00e2\u00f0\u00e5\u00ec\u00ff \u00e1\u00f0\u00e8\u00f4\u00e8\u00ed\u00e3\u00e0 \u00e2 \u00cd\u00e0\u00f6\u00e8\u00ee\u00ed\u00e0\u00eb\u00fc\u00ed\u00ee\u00ec \u00f6\u00e5\u00ed\u00f2\u00f0\u00e5 \u00f3\u00ef\u00f0\u00e0\u00e2\u00eb\u00e5\u00ed\u00e8\u00ff \u00ee\u00e1\u00ee\u00f0\u00ee\u00ed\u00ee\u00e9 \u00d0\u00d4. 24 \u00f4\u00e5\u00e2\u00f0\u00e0\u00eb\u00ff \u00ef\u00f0\u00e5\u00e7\u00e8\u00e4\u00e5\u00ed\u00f2 \u00d0\u00d4 \u00c2\u00eb\u00e0\u00e4\u00e8\u00ec\u00e8\u00f0 \u00cf\u00f3\u00f2\u00e8\u00ed \u00ee\u00e1\u00fa\u00ff\u00e2\u00e8\u00eb \u00ee \u00ed\u00e0\u00f7\u00e0\u00eb\u00e5 \u00e2\u00ee\u00e5\u00ed\u00ed\u00ee\u00e9 \u00f1\u00ef\u00e5\u00f6\u00ee\u00ef\u00e5\u00f0\u00e0\u00f6\u00e8\u00e8 \u00e2 \u00ee\u00f2\u00e2\u00e5\u00f2 \u00ed\u00e0 \u00ee\u00e1\u00f0\u00e0\u00f9\u00e5\u00ed\u00e8\u00e5 \u00e3\u00eb\u00e0\u00e2 \u00c4\u00cd\u00d0 \u00e8 \u00cb\u00cd\u00d0 \u00ee\u00e1 \u00ee\u00ea\u00e0\u00e7\u00e0\u00ed\u00e8\u00e8 \u00e2\u00ee\u00e5\u00ed\u00ed\u00ee\u00e9 \u00ef\u00ee\u00ec\u00ee\u00f9\u00e8. \u00d1\u00ed\u00e8\u00ec\u00ee\u00ea \u00f1 \u00e2\u00e8\u00e4\u00e5\u00ee. \u00cc\u00e8\u00ed\u00ee\u00e1\u00ee\u00f0\u00ee\u00ed\u00fb \u00d0\u00d4\/\u00d2\u00c0\u00d1\u00d1 \u00cf\u00d0\u00c5\u00c4\u00ce\u00d1\u00d2\u00c0\u00c2\u00cb\u00c5\u00cd\u00ce \u00d2\u00d0\u00c5\u00d2\u00dc\u00c5\u00c9 \u00d1\u00d2\u00ce\u00d0\u00ce\u00cd\u00ce\u00c9. \u00d2\u00ce\u00cb\u00dc\u00ca\u00ce \u00c4\u00cb\u00df \u00d0\u00c5\u00c4\u00c0\u00ca\u00d6\u00c8\u00ce\u00cd\u00cd\u00ce\u00c3\u00ce \u00c8\u00d1\u00cf\u00ce\u00cb\u00dc\u00c7\u00ce\u00c2\u00c0\u00cd\u00c8\u00df\" width=\"403\" height=\"274\" \/><\/p>\n<p>Il 17 aprile, il Ministero della Difesa russo ha quantificato il numero totale di \u201cmercenari stranieri\u201d arruolati dall\u2019esercito ucraino in ben 6.824 uomini, provenienti da 63 nazioni diverse. \u201cIl loro numero \u00e8 in costante calo\u201d, dice Mosca, secondo cui 1.035 sarebbero i mercenari\/volontari direttamente eliminati in combattimento dai russi a partire dall\u2019inizio della cosiddetta \u201coperazione speciale\u201d mentre 912 si sarebbero rifiutati di combattere in prima linea e avrebbero lasciato il paese: resterebbero quindi \u201c4.877 mercenari stranieri attualmente (met\u00e0 aprile, n.d.r.) in attivit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Per la Difesa russa: \u201cIl gruppo pi\u00f9 numeroso \u00e8 quello dalla Polonia con 1.717 persone. Sono arrivati circa 1.500 mercenari da Stati Uniti, Canada e Romania. Fino a 300 persone dalla Gran Bretagna e altrettante dalla Georgia. Sono invece 193 quelli provenienti dalle zone della Siria controllate dalla Turchia. La stragrande maggioranza dei mercenari \u00e8 ora distribuita nelle citt\u00e0 di Kiev, Kharkiv, Odessa, Nikolaev e Mariupol\u201d.<\/p>\n<p>Poco meno di 5.000 combattenti stranieri in servizio nelle forze armate ucraine (ma Koev aveva riferito prima di 12mila e poi di 20mila volontari stranieri) non sono un\u2019enormit\u00e0, ma non sono nemmeno pochi, potendo rappresentare circa un 2% del totale delle forze ucraine di prima linea.<\/p>\n<p>Inoltre, nel caso in cui si tratti non di soldati semplici, bens\u00ec di ufficiali e sottufficiali con esperienza operativa negli eserciti di provenienza, specie in missioni internazionali degli scorsi anni, la loro importanza ne risulterebbe moltiplicata al di l\u00e0 del mero fattore numerico, data il contributo in addestramento, organizzazione e perfino comando in azione che possono portare agli ucraini.<\/p>\n<p>Il 19 aprile il governo della Romania ha negato decisamente la presenza in Ucraina di suoi cittadini in armi. E\u2019 stato il ministro della Difesa rumeno, Vasile Dincu, a dire alla tiv\u00f9 Digi 24 che si tratta di \u201cpropaganda, una falsa informazione. Possiamo verificare quanti romeni hanno attraversato il confine con l\u2019Ucraina. Non possiamo verificare se ci sono cittadini stranieri in Russia o Ucraina. Non possiamo sapere chi \u00e8 arrivato l\u00ec e per quale scopo. Conosciamo il flusso verso l\u2019Ucraina e non ci sono persone che si sono recate in Ucraina durante questo periodo, abbiamo statistiche accurate. Sono informazioni per l\u2019opinione pubblica non specializzata. Vogliono dimostrare di avere dati molto accurati. E\u2019 un tentativo di dimostrare che \u00e8 presente una coalizione mondiale contro la Russia ed \u00e8 per questo che in Ucraina non stanno riuscendo a ottenere risultati\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-152906 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/maxresdefault-1.jpg\" alt=\"maxresdefault-1\" width=\"1200\" height=\"675\" \/><\/p>\n<p>E\u2019 abbastanza ovvio che i governi stranieri tendano a negare la presenza di propri cittadini schierati a combattere in Ucraina contro la Russia, dato che gi\u00e0 il crescente flusso di armi per Kiev costituisce un potenziale casus belli col Cremlino.<\/p>\n<p>A gettare benzina sul fuoco ha provveduto il vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione russa Dmitry Medvedev che a una riunione del Presidium del Consiglio per la scienza e l\u2019istruzione, ripreso dalla TASS, ha parlato del rischio concreto di un\u2019aggressione della NATO alla Russia.<\/p>\n<p>\u201cStiamo parlando principalmente di un tentativo di espandere la presenza della Nato vicino ai nostri confini. E questa non \u00e8 pi\u00f9 una figura retorica oggi, questo non \u00e8 un insieme di minacce standard. Dobbiamo essere preparati per quelle azioni aggressive che potrebbero accadere. E\u2019 importante costruire un sistema che permetta di fornire al Paese le armi pi\u00f9 moderne. Ci\u00f2 richiede attrezzature affidabili, ad alta tecnologia e potenti, sia militari che a duplice uso\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/04\/sui-fronti-ucraini-si-delinea-la-fase-2-delloffensiva-russa\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/04\/sui-fronti-ucraini-si-delinea-la-fase-2-delloffensiva-russa\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Mirko Molteni) A quasi due mesi dall\u2019inizio, lo scorso 24 febbraio 2022, dell\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina (a Mosca definita \u201coperazione speciale\u201d)\u00a0 si registra un prolungamento del conflitto sia per l\u2019inattesa capacit\u00e0 ucraina di reagire alle azioni russe, le quali a loro volta sono state piuttosto graduali, sia per il sostegno incessante a Kiev da parte degli alleati occidentali. 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