{"id":71788,"date":"2022-04-26T10:30:06","date_gmt":"2022-04-26T08:30:06","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71788"},"modified":"2022-04-25T15:35:06","modified_gmt":"2022-04-25T13:35:06","slug":"chi-ha-paura-dellorso-cattivo-storia-dellodio-antirusso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71788","title":{"rendered":"\u201cChi ha paura dell\u2019orso cattivo?\u201d. Storia dell\u2019odio antirusso"},"content":{"rendered":"<p><strong style=\"text-align: justify\">di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Eugenio Di Rienzo)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-71789\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/FB_IMG_1650893109443-300x210.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"210\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/FB_IMG_1650893109443-300x210.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/FB_IMG_1650893109443.jpg 696w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un saggio racconta la millenaria vicenda dei pregiudizi contro la Russia e il suo popolo. Un filo rosso che affonda le radici nel Medioevo, attraversa tutto l\u2019Evo Moderno per montare e gonfiarsi quanto pi\u00f9 l\u2019impero moscovita si espandeva nel cuore dell\u2019Eurasia ed entrando in concorrenza con potenze oceaniche (Gran Bretagna e Giappone, poi gli USA) e continentali (ottomani e Asburgo, Polonia, Francia, Germania). Ma nell\u2019epoca in cui tutte le \u00abfobie\u00bb sembrano essere diventate reato penale, proprio la \u00abrussofobia\u00bb sembra invece godere di ottima salute nei media occidentali. E in parecchie cancellerie\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abLa Russia \u00e8 l\u2019incarnazione del male assoluto, tutto il suo popolo ha lavorato nel corso dei secoli per la rovina degli altri popoli\u00bb. Questa frase non \u00e8 tratta dalla sceneggiatura \u00abDottor Stranamore\u00bb di Stanley Kubrick, una delle pellicole che meglio ha saputo interpretare il clima avvelenato della Guerra Fredda. Questa frase, invece, \u00e8 stata detta a chi scrive da un valoroso studioso di storia dell\u2019Europa orientale nel corso di un\u2019accesa discussione sulla crisi ucraina avvenuta poco pi\u00f9 di un anno fa. Benvenuta allora, per avere a disposizione un efficace contro-veleno contro tali perversioni mentali, la traduzione italiana del volume \u00abRussofobia. Mille anni di diffidenza\u00bb (Teti Editore, pp. 399, \u20ac 22,00), opera del politico e giornalista Guy Mettan, gi\u00e0 direttore del Club Suisse de la Presse e deputato del Parti d\u00e9mocrate-chr\u00e9tien elvetico, che \u00e8 ora disponibile con la bella introduzione di Franco Cardini nella collana \u00abHistoros\u00bb, diretta da Luciano Canfora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Partendo dal Medioevo, fino ad arrivare al recente confronto tra Mosca e Kiev, Guy Mettan ricostruisce le linee di forza religiose, geopolitiche e ideologiche di cui si nutre la russofobia europea (britannica, francese polacca, tedesca), e americana. Attraverso una serrata discussione critica delle fonti l\u2019autore mette in luce le debolezze e le mistificazioni del pregiudizio che ancora oggi porta l\u2019Occidente a demonizzare la Russia e a temere, anche contro evidenza, il suo presunto imperialismo. La russofobia \u00e8 un male antico radicatosi nella coscienza europea gi\u00e0 alla fine del XVI secolo, quando, nel 1591, il letterato inglese Philip Sydney scriveva: \u00abi Moscoviti nati-schiavi, godono nel vivere sotto la tirannia e a opprimere le altre nazioni\u00bb. Parole cui avrebbe fatto eco, nel 1835, il giudizio del poligrafo francese, Saint-Marc Girardin, secondo il quale se la Russia fosse riuscita a sottoporre al suo gioco tutti gli Slavi per servirsi di essi in modo da arrivare a dominare l\u2019Europa, il vecchio continente avrebbe perso ineluttabilmente la sua libert\u00e0, la sua cultura, la sua anima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nello spazio temporale che separa queste due affermazioni, la sindrome-antirussa avrebbe fatto progressi giganteschi, meglio articolando progressivamente i suoi temi costitutivi e il suo retroterra mentale fino a fare della Russia l\u2019\u00abanti-Europa\u00bb, concependola come un Impero-Nazione, separato, distante, opposto, antagonista ai valori della civilt\u00e0 classica e cristiana, che affondava le sue radici nella corruzione etica e biologica del mondo asiatico. Il 19 ottobre 1797 il governo francese ricevette dal generale polacco, Micha\u0142 Sokolnicki, il cosiddetto \u00abTestamento di Pietro il Grande\u00bb: un falso storico che fu pubblicato durante l\u2019invasione della Russia decisa da Napoleone Bonaparte, in appendice al \u00abDes Progr\u00e8s de la Puissance russe\u00bb di Charles Louis-Lesur, dove si tentava di dimostrare che fin dal XVIII secolo gli ospiti del Cremlino si erano prefissi di impadronirsi di Parigi, Berlino, Madrid. Dopo la caduta dell\u2019Imperatore, la propaganda contro la Russia fu continuata dal suo ex Grande elemosiniere, Dominique Georges-Fr\u00e9d\u00e9ric de Pradt, che in una serie di volumi ritrasse l\u2019Impero zarista come una Potenza \u00abasiatica e dispotica, obbligata dalla sua stessa, libido dominandi ad espandersi verso occidente con la violenza e l\u2019inganno\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questi temi riapparivano immutati, alla vigilia della Guerra di Crimea, nel volume di Charles Hippolyte Barault-Roullon, \u00abDangers pour l\u2019Europe: origine, progr\u00e8s et \u00e9tat actuel de la Puissance russe\u00bb, per essere poi contraddetti, dopo il 1856, da numerosi libelli, commissionati dallo stesso Napoleone III, che insistevano sulla necessit\u00e0 di un\u2019alleanza franco-russa per arginare lo strapotere della perfida Albione. Alla russofobia preconcetta si altern\u00f2, infatti, per tutto l\u2019Ottocento, una russofilia opportunistica, che non riusc\u00ec per\u00f2 a spegnere il contagio dell\u2019odio congenito, a matrice razzista, contro la grande nazione slava. Questo trov\u00f2 nuovo alimento dopo la rivoluzione bolscevica del 1971. Nel 1932, infatti, l\u2019economista democratico, John Maynard Keynes scrisse che l\u2019oppressione dittatoriale dei Soviet non era altro che \u00abil logico risultato della bestialit\u00e0 della natura russa e di quella giudaica ora fusesi insieme\u00bb, essendo \u00abla crudelt\u00e0 e la follia della \u201cNuova Russia\u201d (comunista) del tutto identiche a quelle della \u201cVecchia Russia\u201d (zarista)\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un filo rosso che si trascina fino alla geopolitica contemporanea, come mostra Mettan esponendo il progetto Prometeizm del 1904 e quello Intermarium del 2012. Subito dopo la fine della Prima guerra mondiale l\u2019Ucraina divenne il perno del progetto Prometeizm, elaborato dalmaresciallo J\u00f3zef Pi\u0142sudski fin dal 1904 e perseguito dai suoi successori ancora alla vigilia del secondo conflitto mondiale con l\u2019obiettivo di mettere la Polonia a capo di un movimento destinato a emancipare le nazionalit\u00e0 non russe (ucraini, caucasici, turco-tatari) dell\u2019impero zarista e poi sovietico. Il Prometeizm doveva portare alla creazione di una Federazione politico-militare (Mi\u0119dzymorze), diretta a provocare la distruzione della potenza economica e militare russa, estesa dal Mare del Nord, al Golfo di Botnia, al Baltico, al Mar Nero, al Mediterraneo, comprensiva in primo luogo dell\u2019Ucraina e poi di Cecoslovacchia, Ungheria, Paesi scandinavi e baltici, Italia, Romania, Jugoslavia, Grecia. Questo programma, significativamente riproposto nel 2012 in una versione solo leggermente modificata, all\u2019attenzione del Dipartimento di Stato statunitense, ha dato luogo, in coincidenza con la crisi ucraina, al cosiddetto progetto Intermarium. Un patto di mutua assistenza, promosso dal Pentagono, esteso dal Baltico al Mar Nero al Caspio, che avrebbe dovuto essere sottoscritto da Polonia, Lituania, Estonia, Lettonia, Moldavia, Romania, Georgia, Azerbaigian, Turchia, indirizzato a rendere possibile lo smembramento della Federazione Russa e la sua definitiva liquidazione come Potenza eurasiatica. Si avverava cos\u00ec l\u2019auspicio formulato da un altro polacco, Zbigniew Brzezinski (gi\u00e0 consigliere della sicurezza nazionale sotto la presidenza di Jimmy Carter), nel 1997, nel 2004 e ancora nel 2012, che puntava all\u2019obiettivo di \u00abuna Russia frammentata in una Repubblica europea, una Repubblica di Siberia e una Repubblica asiatica, pi\u00f9 idonee ad assicurare agli occidentali lo sfruttamento delle risorse e del potenziale economico di quella terra troppo a lungo dilapidati dall\u2019ottusa burocrazia moscovita\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>#TGP #Russia #USA #Europa<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>[Fonte: http:\/\/www.storiainrete.com\/chi-ha-paura-dellorso-cattivo-storia-dellodio-antirusso\/]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/1518147318236235\/posts\/5239394396111490\/\">https:\/\/www.facebook.com\/1518147318236235\/posts\/5239394396111490\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Eugenio Di Rienzo) Un saggio racconta la millenaria vicenda dei pregiudizi contro la Russia e il suo popolo. 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