{"id":71815,"date":"2022-04-26T12:51:33","date_gmt":"2022-04-26T10:51:33","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71815"},"modified":"2022-04-26T12:54:52","modified_gmt":"2022-04-26T10:54:52","slug":"andrea-zhok-la-metamorfosi-dellimpero-e-le-sue-vittime","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71815","title":{"rendered":"Andrea Zhok &#8211; La metamorfosi dell\u2019Impero e le sue vittime"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Andrea Zhok)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-71816\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/350x200c50-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/350x200c50-300x171.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/350x200c50.jpg 350w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<h3><strong>1. Il riflusso dell\u2019imperialismo globalista USA<\/strong><\/h3>\n<p>Nella frenesia angosciosa degli ultimi due anni, prima con la pandemia e ora con la guerra russo-ucraina, molti processi stanno accelerando e prendendo forme inedite.<\/p>\n<p>Per comprendere gli eventi recenti bisogna partire da una constatazione, ovvero dall\u2019esaurimento della\u00a0<em>spinta globalizzante<\/em>\u00a0dell\u2019economia capitalistica mondiale. Come noto, il sistema capitalistico si conserva in equilibrio soltanto se e nella misura in cui pu\u00f2 garantire ai detentori di capitale (investitori) una\u00a0<em>crescita<\/em>\u00a0futura del proprio capitale. Uno stato stazionario perdurante equivale senza resti ad un collasso per il sistema capitalistico, a partire dal fallimento degli istituti finanziari, che possono esistere soltanto sulla base di questo assunto di crescita.<\/p>\n<p>La globalizzazione \u00e8 stata la forma principale della crescita capitalistica (e delle promesse di crescita) a partire dagli anni \u201970 del XX secolo. Dopo la caduta dell\u2019URSS l\u2019espansione globalizzante ha iniziato ad accelerare.<\/p>\n<p>La globalizzazione tuttavia non \u00e8 semplicemente un moto acefalo del capitale, per quanto essa esprima tendenze strutturali del capitalismo in quanto tale. Nell\u2019ultimo mezzo secolo la globalizzazione \u00e8 stata la forma presa dall\u2019<em>espansionismo \u201cimperiale\u201d americano<\/em>.<\/p>\n<p>La narrazione liberista per cui l\u2019ampliamento e l\u2019intensificazione degli scambi creerebbero automaticamente benessere per tutti i transattori \u00e8 soltanto una fiaba per gonzi, che nasconde un punto cruciale: in ogni scambio \u00e8 sempre decisivo il\u00a0<em>rapporto tra i poteri contrattuali<\/em>\u00a0dei contraenti. Chi ha maggior potere contrattuale \u00e8 in grado di estrarre dallo scambio un profitto molto maggiore; chi estrae maggior profitto rafforza ulteriormente il proprio potere contrattuale futuro; e ci\u00f2 che conta nel sistema \u00e8 la gerarchia di potere che ne emerge (il capitale \u00e8 potere).<\/p>\n<p>Quando l\u2019asimmetria di potere contrattuale conferito dalla capitalizzazione \u00e8 grande, la parte \u201cperdente\u201d nello scambio \u00e8 di fatto in condizioni di\u00a0<em>dipendenza totale<\/em>, non dissimile da quella di uno schiavo nei confronti del padrone. Ci\u00f2 accade negli scambi tra individui non meno che in quelli tra nazioni. In uno scambio tra poteri contrattuali massivamente asimmetrici la parte debole \u00e8 disponibile a fornire qualunque servizio pur di evitare il collasso. Nel sistema mondiale degli scambi, all\u2019indomani della caduta dell\u2019URSS c\u2019era un solo paese in cima alla piramide alimentare: gli USA, mentre un gran numero di paesi, soprattutto africani, in parte asiatici e sudamericani, fornivano la base della piramide, in condizioni di dipendenza totale.<\/p>\n<p>In questa fase gli USA hanno alimentato la globalizzazione attraverso istituzioni internazionali (<em>World Bank, International Monetary Fund, World Trade Organization<\/em>) e hanno controllato il rispetto dei patti, dei contratti internazionali, e delle proprie aspettative, con l\u2019esercito pi\u00f9 forte del mondo.<\/p>\n<p>Con il nuovo millennio \u00e8 iniziata una fase caratterizzata da due principali fenomeni.<\/p>\n<p>Il primo fenomeno \u00e8 la comparsa sulla scena mondiale di un protagonista capace di sfruttare le occasioni offerte dalla globalizzazione in modo pi\u00f9 efficace degli USA, battendoli proprio sul punto che la teoria predicava come qualificante: la capacit\u00e0 di produrre meglio a costi minori. La Cina, diversamente da altri paesi, aveva caratteristiche politiche, geografiche e demografiche tali da non essere senz\u2019altro ricattabile e assoggettabile da parte americana. E sotto queste condizioni peculiari, invero uniche al mondo, il libero commercio ha operato effettivamente come capacit\u00e0 di trasferimento di capitali verso il produttore migliore. La Cina ha inoltre anche iniziato a fare affari con le parti pi\u00f9 sfruttate del mondo, fornendo condizioni di scambio migliori, e cos\u00ec ha esteso la propria influenza insieme economica e geopolitica.<\/p>\n<p>Il secondo fenomeno, parzialmente legato al primo, \u00e8 stata la crescente fragilit\u00e0 di catene produttive sempre pi\u00f9 estese e complesse. Quanto pi\u00f9 estese e complesse, tanto maggiore la possibilit\u00e0 che eventi locali, guerre, epidemie, rivolgimenti politici, bolle finanziarie, ecc. creassero bruschi crolli delle aspettative di profitto.<\/p>\n<p>La crisi\u00a0<em>subprime<\/em>\u00a0del 2007-2008 ha segnato qui la svolta, coinvolgendo l\u2019intero pianeta, ma in maniera particolarmente dura l\u2019Occidente a guida americana e i suoi satelliti. Dal 2008 il sistema finanziario e produttivo occidentale \u00e8 stato tenuto artificialmente in vita con somministrazioni massive di denaro. Queste somministrazioni non hanno per\u00f2 avuto carattere \u201ckeynesiano\u201d, anticiclico. Il denaro \u201cstampato\u201d dalle banche centrali \u00e8 stato destinato direttamente o indirettamente allo stesso sistema finanziario che aveva creato la crisi, entrando solo in minima percentuale nell\u2019economia reale. Dopo il 2008, a causa di queste politiche di trasferimento dalle banche centrali al sistema finanziario, il rischio di una bolla inflattiva senza crescita (stagflazione) era sempre pi\u00f9 forte. Questo processo non poteva durare indefinitivamente e ha dato ripetuti segni di essere sulla strada di un nuovo tracollo (l\u2019ultimo grave segno fu la crisi di liquidit\u00e0 bancaria del settembre 2019).<\/p>\n<p>La fase in cui siamo entrati \u00e8 quella in cui la \u201cglobalizzazione imperiale\u201d americana \u00e8 entrata in fase di riflusso. I vertici del complesso politico-finanziario-militare americano devono ripensare il proprio ruolo, modificando il modello propagandato negli ultimi decenni e riposizionando il proprio potere, mentre le catene produttive si accorciano.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 che ci sta succedendo da due anni a questa parte ricade nella cornice definita da questa inversione di una tendenza storica, inversione che ha una portata storica simile a quella della ritrazione dell\u2019Impero romano dalla propria fase di massima espansione dopo il II secolo d.C. Un sistema come quello romano sul piano militare, o come quello americano sul piano economico, che pu\u00f2 prosperare solo crescendo, quando inizia a decrescere deve cambiare pelle e, nel lungo periodo, natura.<\/p>\n<p>Questa fase di transizione pu\u00f2 essere lunga o breve, ma in ogni caso non pu\u00f2 non essere traumatica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"post-content-area\">\n<div class=\"entry-content\">\n<div class=\"w-100 excerpt article-body mb-1 pb-0 px-3 ng-tns-c230-1\">\n<h4>2. Il ruolo della pandemia di Covid-19<\/h4>\n<p>Che la pandemia di Covid sia stata scatenata appositamente, o che sia stato invece un accidente, questo probabilmente non lo sapremo mai con certezza. Quello che \u00e8 certo \u00e8 che una volta avviata, le sue opportunit\u00e0 di manipolazione di sistema sono state prontamente colte.<\/p>\n<p>Da anni si facevano simulazioni intorno a cosa sarebbe\u00a0<em>potuto<\/em>\u00a0e\u00a0<em>dovuto<\/em>\u00a0accadere in presenza di un grave evento pandemico (le pi\u00f9 note simulazioni:\u00a0<em>Clade-X<\/em>, del 2017-2018, e\u00a0<em>Event 201<\/em>\u00a0del settembre 2019, entrambe a guida americana). Queste simulazioni consideravano sia le ripercussioni economiche, sia le esigenze di \u201cindirizzo mediatico\u201d, cio\u00e8 di controllo del messaggio da rivolgere alla popolazione.<\/p>\n<p>Quale che ne sia stata l\u2019origine, dunque, quando la pandemia si \u00e8 presentata, esistevano indicazioni operative e previsioni circa gli effetti, ed esisteva un\u00a0<em>dominus<\/em>\u00a0della vicenda, ovvero gli USA, che avevano tutte le conoscenze e tutti i mezzi per orientare le scelte, se non del mondo, almeno di tutti i paesi da essi direttamente dipendenti sul piano politico-militare.<\/p>\n<p>E in effetti, la prima cosa da osservare \u00e8 che i paesi che hanno adottato, con piccole variazioni, il medesimo modello basato sulla vaccinazione a tappeto, con vari livelli di pressione sui renitenti,\u00a0<em>coincidono<\/em>\u00a0con l\u2019area di influenza geopolitica e militare diretta degli USA: questo modello \u00e8 stato adottato da tutta l\u2019Europa inclusa nella Nato, da Canada, Israele, Australia e Nuova Zelanda.<\/p>\n<p>Il modello di gestione della pandemia \u00e8 stato sin dall\u2019inizio di tipo militare, e militare \u00e8 stata la retorica della \u201cguerra al virus\u201d, dei \u201cno vax\u201d come disertori, ecc.<\/p>\n<p>Gli obiettivi di questa manipolazione sono stati due: l\u2019<em>incremento di controllo interno<\/em>\u00a0sulla popolazione e il\u00a0<em>compattamento internazionale delle catene di comando<\/em>\u00a0del blocco a guida americana.<\/p>\n<p>Ben prima dello scoppio della pandemia c\u2019erano stati tumulti e proteste diffuse in molti paesi europei, visto che dai postumi della crisi del 2008 non si era mai davvero usciti. I tumulti pi\u00f9 tenaci e minacciosi sono stati quelli promossi dai\u00a0<em>gilets jaunes<\/em>\u00a0in Francia, ma le proteste avevano punteggiato tutti i paesi. In Italia le proteste erano state contenute, trovando un\u2019apparente valvola di sfogo elettorale, con la nascita di un governo \u201catipico\u201d e apparentemente \u201cantisistema\u201d (che inizialmente suscitava alcune preoccupazioni a livello UE).<\/p>\n<p>Con la pandemia tutti i margini di protesta, contestazione e rivendicazione sono stati messi a tacere per \u201ccause di forza maggiore\u201d. Questo \u00e8 un\u00a0<em>desideratum<\/em>\u00a0di chiunque gestisca il potere, e ha un significato di lungo periodo. Infatti, che circostanze di stagnazione, inflazione, contrazione economica, disoccupazione, ecc. conducano a tumulti e proteste potenzialmente esplosive \u00e8 ovvio. In una fase di massiva contrazione e riflusso, come quella avviata, questo rischio \u00e8 previsto, e perci\u00f2 il potere si premunisce, procedendo a restrizioni, con incremento di controlli, limitazioni agli spostamenti, controllo intensivo sulle espressioni d\u2019opinione, ecc.<\/p>\n<p>Il secondo obiettivo ha carattere internazionale e geopolitico. La pandemia si presenta come un\u2019occasione per addomesticare e \u201cnormalizzare\u201d il contrarsi della globalizzazione, specificamente in rapporto al grande concorrente cinese. Con lo scoppio della pandemia la Cina venne immediatamente presentata (lo era invero gi\u00e0 in precedenza) come il\u00a0<em>grande untore mondiale<\/em>. Questo fatto ha iniziato una spinta a riportare la produzione in una sfera di nuovo direttamente controllabile da parte della potenza imperiale americana. \u00c8 un processo costoso, lungo e faticoso, che non si sarebbe potuto mai avviare se non grazie a qualcosa che venisse percepito come una inesorabile e fatale \u201ccausa di forza maggiore\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>3. Il ruolo della guerra russo-ucraina<\/h4>\n<p>Mentre nel caso della pandemia attribuirne l\u2019avvio ad un\u2019iniziativa volontaria da parte americana \u00e8 solo una congettura, nel caso della guerra attualmente in corso individuare un\u2019intenzione americana diretta di innescare il conflitto \u00e8 piuttosto facile.<\/p>\n<p>Nessuno, che non sia uno sfortunato lettore dei gemelli diversi Corriere-Repubblica, pu\u00f2 avere dubbi sul fatto che gli USA hanno fatto tutto ci\u00f2 che era in loro potere per provocare questo conflitto. Ci sono le prove che il golpe in Ucraina del 2014 sia stato, almeno in parte, finanziato dagli USA e che questi abbiano deciso unilateralmente (alla faccia della sovranit\u00e0 ucraina) chi sarebbe succeduto a Yanukovich. Ci sono le prove di attivit\u00e0 di armamento e addestramento militare americano delle forze armate ucraine ben prima del 2022. E c\u2019\u00e8, come evidenza macroscopica, l\u2019intero processo di espansione della Nato verso Est, in corso da oltre vent\u2019anni, rispetto a cui i conflitti diplomatici con la Russia sono stati ripetuti e crescenti. Dunque, che gli USA abbiano lavorato per creare la condizioni di tale conflitto \u00e8 certo. Questo, naturalmente, non significa che Putin sia stato\u00a0<em>costretto<\/em>\u00a0ad agire, visto che nessuna azione umana \u00e8 mai obbligata: Putin porta la responsabilit\u00e0 delle scelte fatte, scelte che, nella propria ottica di una potenza internazionale che vuole rimanere tale, erano non obbligate, ma solo fortemente motivate.<\/p>\n<p>Nell\u2019ottica dell\u2019impero americano la guerra perfeziona il processo avviato con la pandemia: questa volta l\u2019operazione di ritrazione delle dipendenza globali si rivolge all\u2019altro grande protagonista mondiale dopo la Cina, ovvero la Russia. La Russia non \u00e8 economicamente comparabile con la superpotenza produttiva cinese, ma \u00e8 l\u2019unico vero competitore militare degli USA, oltre ad essere il paese con la maggiori risorse naturali del mondo; dunque, dopo gli anni del declino con Eltsin, la Russia \u00e8 nuovamente di diritto una potenza capace di tenere testa all\u2019impero americano.<\/p>\n<p>Anche qui, come nel caso della pandemia, non bisogna mai cadere nell\u2019errore di pensare che sia il fatto in s\u00e9, nella sua oggettivit\u00e0 a creare certi esiti politici. Decisiva \u00e8 la specifica orchestrazione interpretativa che ne viene data.\u00a0<em>Non \u00e8 la pandemia<\/em>\u00a0ad aver causato i lockdown, n\u00e9 ad aver bloccato i consumi, n\u00e9 ad aver prodotto il Green Pass, ecc., parimenti,\u00a0<em>non \u00e8 la guerra<\/em>\u00a0a causare automaticamente il distacco economico e politico dell\u2019Europa dalla Russia.<\/p>\n<p>Cruciale \u00e8 invece il\u00a0<em>modo\u00a0<\/em>in cui la guerra \u00e8 stata interpretata e continua ad essere letta dai principali media europei, modo che nutre una narrazione volta a creare una barriera di filo spinato tra l\u2019\u201cOccidente liberale\u201d e l\u2019\u201cImpero del Male russo\u201d. La demonizzazione di Putin, e dei russi in toto, \u00e8 funzionale a creare una barriera durevole nel sentire popolare, che induca nel lungo periodo a separare Russia ed Europa, riconducendo economicamente l\u2019Europa pienamente sotto l\u2019ala americana.<\/p>\n<p>L\u2019Europa, cui gli USA avevano allentato la catena negli ultimi trent\u2019anni, lasciando che dopo il trattato di Maastricht essa divenisse un polo neoliberale autonomo, viene ora richiamata all\u2019ordine.<\/p>\n<p>L\u2019idea, cullata da molti europeisti, che l\u2019UE fosse il nucleo di una forza mondiale autonoma viene riportata alla dura realt\u00e0: salvo i fratelli minori degli USA nel Regno Unito, l\u2019Europa dal 1945 non \u00e8 mai stata altro che una colonia americana, territorio occupato. L\u2019americanizzazione culturale ha proceduto in maniera capillare a tutti i livelli, sempre per\u00f2 all\u2019ombra silente di una dipendenza militare e politica assoluta (cui solo la Francia ha occasionalmente opposto qualche mugugno).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>4. Chi guida il vascello?<\/h4>\n<p>Veniamo alla domanda pi\u00f9 difficile. Chi \u00e8 l\u2019agente di tutto questo processo? Chi sya ai posti di comando della nave su cui siamo nostro malgrado imbarcati? La domanda \u00e8 importante perch\u00e9 \u00e8 proprio l\u2019idea che il processo non sia nelle mani di nessuno, che sia qualcosa di \u201cspontaneo\u201d, a creare le condizioni della sua percezione pubblica come qualcosa di naturale, inevitabile, fatale.<\/p>\n<p>Purtroppo non essendo di fronte ad istituzioni ufficiali, le possibilit\u00e0 di fornire una sorta di &#8220;elenco esaustivo di congiurati\u201d \u00e8 altamente improbabile. Ma forse una tale risposta, una risposta che desse i nomi e i piani di una sorta di \u201cloggia segreta mondiale\u201d non \u00e8 richiesta, e non \u00e8 nemmeno necessario che davvero una tale entit\u00e0 esista (per quanto non lo si possa escludere).<\/p>\n<p>Forse invece di un tale \u201cclub di congiurati\u201d \u00e8 pi\u00f9 sensato nominare ci\u00f2 che li lega, prima e a prescindere dall\u2019entrare in tale (eventuale) club. La migliore risposta che si pu\u00f2 dare riecheggia la celebre espressione di Eisenhower, quando parlava del \u201ccomplesso militare-industriale\u201d americano.<\/p>\n<p>Oggi come quando parlava Eisenhower, gli USA rimangono alla guida dell\u2019impero globale, tuttavia la forma delle strutture di potere centrale ha subito una metamorfosi. La finanza ha una dimensione meno nazionalmente definita rispetto alla tradizionale economia industriale. E la dimensione militare negli USA \u00e8 riassorbita nella politica neoliberale americana, che ha imparato da tempo a usare la sfera militare come il proprio pi\u00f9 utile strumento. Lo stato neoliberale infatti non si affida al \u201clibero scambio\u201d, ma agisce energicamente per controllare gli approvvigionamenti di materie prime, usa l\u2019esercito come strumento di pressione nei \u201ctrattati di libero scambio\u201d, e usa le spese militari come mezzo di \u201cintervento anticiclico\u201d. Dunque invece che parlare di un \u201ccomplesso militare-industriale\u201d americano possiamo parlare di un \u201c<em>complesso politico-finanziario\u201d a guida americana<\/em>.<\/p>\n<p>Questo complesso ha capacit\u00e0 e moventi per gestire la situazione mondiale nelle forme attuali. Se non \u00e8 un\u2019entit\u00e0 statutaria, sul modello di una \u201csociet\u00e0 segreta\u201d, \u00e8 probabile che si tratti di un nucleo flessibile dove ideologia e potere convergono. L\u2019interesse primario \u00e8 la conservazione del potere dell\u2019attuale concentrazione finanziaria. Gli strumenti principali per implementare questo intento sono due: 1) la capacit\u00e0 di spostare i capitali internazionali (promuovendo politici graditi, condizionando gli apparati mediatici, ecc.) e 2) la minaccia militare rappresentata dall\u2019esercito americano e dai suoi \u201calleati\u201d (Nato in primis).<\/p>\n<p>Al livello di questi gestori apicali del potere non c\u2019\u00e8 qui bisogno che \u201ctutti siano d\u2019accordo\u201d, perch\u00e9 per ottenere spostamenti decisivi bastano accordi di minoranza di un gruppo compatto, capace di spostare i pesi nelle decisioni politiche e finanziarie che contano. Questo complesso \u00e8 s\u00ec accomunato dall\u2019interesse primario nel mantenimento del potere (la supremazia mondiale relativa), ma \u00e8 anche accomunato da un\u2019<em>ideologia liberale\u00a0<\/em>in cui si identifica senza resti. Questo gruppo di comando non richiede una struttura istituzionale, n\u00e9 una distribuzione di compiti, come avviene nelle organizzazioni formalizzate, essendo unito dalla coincidenza tra il proprio potere, da preservare, e la visione del mondo liberale che sostiene e\u00a0<em>giustifica<\/em>\u00a0tale potere.<\/p>\n<p>Queste caratteristiche di relativa indefinitezza rendono l\u2019imputabilit\u00e0 dei responsabili delle odierne vicende ardua. Nominare questo o quel personaggio della finanza internazionale (Bill Gates, George Soros, ecc.), questo o quell\u2019intellettuale di riferimento (Klaus Schwab, Bernard-Henry Levy, ecc.), questo o quel leader politico (Hilary Clinton, Emmanuel Macron, ecc.) non presenta mai un quadro di sufficiente distinzione, perch\u00e9 i confini di questo gruppo apicale del capitalismo liberale non sono netti ed \u00e8 improbabile che ci sia un club specifico la cui tessera tutti debbano necessariamente avere in tasca. Esistono numerose associazioni che coltivano questo campo ideologico e operativo (<em>World Economic Forum, Gruppo Bilderberg<\/em>, ecc.), ma probabilmente non esiste alcuna \u201ccupola\u201d cui tutti facciano riferimento. Ci\u00f2 che conta \u00e8 la comune ideologia e la comune posizione apicale nella distribuzione del potere politico-finanziario a guida americana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>5. Apocalypse Now<\/h4>\n<p>Concludendo, oggi ci troviamo in una fase di ritrazione della fase globalista dell\u2019impero americano, che sta richiamando una parte dei propri tentacoli, per consolidarsi ed arroccarsi sulle posizioni per gli USA pi\u00f9 facilmente difendibili dell\u2019Occidente egemonizzato o colonizzato.<\/p>\n<p>Questa fase ha, ed avr\u00e0, costi economici e sociali spaventosi. Essi devono venir fatti pagare alla periferia dell\u2019impero, in proporzione al potere contrattuale delle varie parti.<\/p>\n<p>Ne saranno esentati i gruppi apicali USA e minoranze scelte delle province dell\u2019impero. I costi interni agli USA dovranno essere tenuti bassi, perch\u00e9, come per la Roma imperiale, non ci si pu\u00f2 permettere di avere eccessivi tassi di malcontento sotto casa. Via via che ci si allontana dal centro dell\u2019impero verso le sue propaggini meno integrate i costi saliranno esponenzialmente, e alcuni paesi verranno semplicemente sacrificati.<\/p>\n<p>In questa fase, che durer\u00e0 certamente per diversi anni, il potenziale esplosivo delle proteste e dei moti di ribellione verr\u00e0 tenuto a bada con la duplice leva di \u201calte ragioni morali\u201d e \u201cdoverose strette repressive\u201d.<\/p>\n<p>Da un lato, grazie al controllo dei media, la propaganda promuove un \u201cbene superiore\u201d che esprime l\u2019adesione ideologica positiva, quella che identifica i \u201cbuoni\u201d e i \u201ccattivi\u201d. Nella cornice liberale il \u201cbene superiore\u201d ha tipicamente la forma di \u201csolidariet\u00e0 con le vittime\u201d, quali che siano (recentemente siamo passati dai morti per Covid alle vittime ucraine, ma la lista \u00e8 lunga). Una volta inventata mediaticamente una vittima acconcia, e suscitati i gridolini di sdegno della plebe telecomandata, si pu\u00f2 chiedere ogni sacrificio, fiduciosi nella malleabilit\u00e0 del pubblico.<\/p>\n<p>Simultaneamente, delle vittime reali di questa catastrofica trasformazione, delle popolazioni schiacciate, delle culture cancellate, dei nuovi schiavi, delle plebi emarginate e ricattate n\u00e9 oggi n\u00e9 domani sentir\u00e0 parlare nessuno.<\/p>\n<p>Se questa dimensione \u201cpositiva\u201d non basta come motivante, per gli altri, per i reprobi, per quelli che non si lasciano commuovere dai peana su commissione per le \u201cvittime\u201d col bollino, per questi bruti si ricorre, e si ricorrer\u00e0 sempre di pi\u00f9, a forme repressive: minacce, rappresaglie lavorative, sanzioni, censure, divieti di manifestazione, sistemi di controllo e ricatto, ecc.<\/p>\n<p>Il punto d\u2019arrivo di questo processo, se riuscir\u00e0 a dispiegare i propri effetti senza un\u2019opposizione dura ed efficace, sar\u00e0 l\u2019abbandono integrale, anche formale, del paradigma democratico (gi\u00e0 svuotato di fatto) e l\u2019avvento di un neo-feudalesimo a base tecnocratica e plutocratica.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-andrea_zhok__la_metamorfosi_dellimpero_e_le_sue_vittime\/39602_46075\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-andrea_zhok__la_metamorfosi_dellimpero_e_le_sue_vittime\/39602_46075\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"post-content-area\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Andrea Zhok) 1. Il riflusso dell\u2019imperialismo globalista USA Nella frenesia angosciosa degli ultimi due anni, prima con la pandemia e ora con la guerra russo-ucraina, molti processi stanno accelerando e prendendo forme inedite. Per comprendere gli eventi recenti bisogna partire da una constatazione, ovvero dall\u2019esaurimento della\u00a0spinta globalizzante\u00a0dell\u2019economia capitalistica mondiale. Come noto, il sistema capitalistico si conserva in equilibrio soltanto se e nella misura in cui pu\u00f2 garantire ai detentori di capitale (investitori) una\u00a0crescita\u00a0futura&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":103,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-iGj","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/71815"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/103"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=71815"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/71815\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":71818,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/71815\/revisions\/71818"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=71815"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=71815"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=71815"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}