{"id":71850,"date":"2022-04-27T11:47:04","date_gmt":"2022-04-27T09:47:04","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71850"},"modified":"2022-04-27T11:47:56","modified_gmt":"2022-04-27T09:47:56","slug":"la-fine-delluomo-in-scena-alla-biennale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71850","title":{"rendered":"La fine dell\u2019uomo in scena alla Biennale"},"content":{"rendered":"<p><strong>di MARCELLO VENEZIANI BLOG (Marcello Veneziani)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-71851\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Screenshot-14-620x350-1-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Screenshot-14-620x350-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Screenshot-14-620x350-1.jpg 620w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Finalmente l\u2019umanit\u00e0 sta per cessare. Finalmente il Pianeta potr\u00e0 sopravvivere senza il suo inquinatore e disturbatore, in via d\u2019estinzione. Finisce l\u2019uomo, sopraffatto dal Transumano, dal Fluid gender, dall\u2019Animale, dalla Macchina e dall\u2019Intelligenza artificiale. La liberazione arriva al suo ultimo stadio, la liberazione dall\u2019umano. Ad annunciarlo, con malcelata soddisfazione, \u00e8 la Biennale di Venezia, che si aperta ieri in laguna; il suo ambasciatore \u00e8 un\u00a0<strong>Elefante<\/strong>\u00a0che campeggia a dimensione naturale nel padiglione centrale, per dare la lieta novella agli umani (presumo che a visitare la mostra non verranno altri pachidermi o altre specie zoologiche ma solo umani). L\u2019uomo non \u00e8 pi\u00f9 al centro del mondo. Certo, se cos\u00ec fosse, la Biennale dovrebbe essere affidata e allestita direttamente da un team di bestie; pure gli artisti dovrebbero essere animali, che so, ippopotami, scimmie, sciacalli, zanzare, polpi. Ma con stridente contraddizione e lampante masochismo, \u00e8 ancora l\u2019uomo ad annunciare e inscenare la fine dell\u2019uomo\u2026<\/p>\n<p>Da tempo, la Biennale \u00e8 il barometro del tempo che fa, il tempo occidentale e global, ovviamente ripassato nella padella del mainstream e del\u00a0<strong>politically correct<\/strong>. La Biennale \u00e8 il catalogo dei nuovi pregiudizi, obblighi e tendenze dell\u2019epoca ed \u00e8 l\u2019apoteosi di un nuovo determinismo; la strada \u00e8 quella, senza alternative, si va in quella direzione. La Biennale raffigura, e spesso sfigura, l\u2019ideologia del presente e annuncia il futuro secondo i canoni vigenti.<\/p>\n<p>\u00c8 perfetta la progressione tematica di questa mostra: sparisce l\u2019umano tra l\u2019animale e l\u2019artificiale; sparisce l\u2019antropocentrismo per lasciare il posto all\u2019ecocentrismo, il protagonismo assoluto del pianeta, dell\u2019ambiente e dell\u2019animalismo; sparisce la differenza tra il maschile e il femminile, sopraffatti dal transgenico, l\u2019androgino e il femminismo militante; sparisce il corpo umano tra metamorfosi e cyborg; sparisce la nostra civilt\u00e0 per far posto al terzo mondo, nella versione sradicata e apolide; sparisce la storia per far posto ai discendenti delle \u201cvittime\u201d del colonialismo. Si crea cos\u00ec una nuova piramide o gerarchia, come la Fiera dell\u2019est di Angelo Branduardi. L\u2019artificiale vince sul naturale, l\u2019animale vince sull\u2019umano, il nero vince sul bianco, l\u2019Africa vince sull\u2019Europa, il primordiale vince sul civile, il trans vince sui due sessi, il femminile vince sul maschile. Evviva, siamo finalmente annientati. Che sollievo.<\/p>\n<p>Morte dell\u2019arte, verrebbe da dire, ma qui a morire con l\u2019arte \u00e8 pure il mondo che abbiamo finora conosciuto e frequentato; finisce il nostro statuto di uomini, la nostra differenza sessuale, la nostra identit\u00e0 civile e culturale. Vince l\u2019estraneo, muore il nostrano.<\/p>\n<p>Nell\u2019esposizione, l\u2019arte muta in spettacolo: si inscena la trovata, non il \u201cmanufatto\u201d, un po\u2019 come succedeva nei circhi coi fenomeni da baraccone (la donna cannone, il nano volante, il trasformista, il mangiafuoco). Tutto \u00e8 allestimento, performance, installazione; non opera d\u2019arte.<\/p>\n<p>Gli artisti prescelti per raccontare questa gioiosa catastrofe dell\u2019umanit\u00e0 sono naturalmente donne, nere, africane, meglio se espatriate, ancor meglio se appartenenti a quelle minoranze protette che ormai ben conosciamo.<\/p>\n<p>Per completare l\u2019opera del conformismo finto trasgressivo, c\u2019\u00e8 l\u2019atto eroico d\u2019impegno civile: \u00e8 stata cacciata la Russia dal suo padiglione nella Biennale, come se gli artisti russi abbiano responsabilit\u00e0 nella guerra, adottando cos\u00ec una discriminazione di tipo etnico-nazionale; al suo posto troneggia l\u2019Ucraina, che nella citt\u00e0 del Luogo Comune ha una piazza centrale tutta sua, con un cumulo di sacchi come set.<\/p>\n<p>Ma cos\u2019\u00e8 l\u2019arte, cosa resta dell\u2019arte secondo la Biennale? E\u2019 una domanda che ci facciamo non da oggi, anche a proposito della stessa Biennale, di cui la miglior critica sul campo resta quella di\u00a0<strong>Alberto Sordi<\/strong>\u00a0e Signora in un film del \u201978 dedicato alle Vacanze Intelligenti. In modo grossolano ma divertente, la coppia di fruttaroli romani in visita alla Biennale ne rivela il punto debole pi\u00f9 elementare: non distinguere ci\u00f2 che \u00e8 arte da ci\u00f2 che non \u00e8, al punto che i visitatori scambiano la pingue moglie seduta per un\u2019installazione di pop art. D\u2019altronde le stesse \u201copere\u201d esposte possono essere scambiate per oggetti comuni, scarabocchi puerili, scene per il teatro. Tanto \u00e8 vero che un manifestante antirusso, semi nudo con saluti nazista, \u00e8 stato scambiato ieri per un\u2019opera esposta.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 dell\u2019impressionismo naive del film, assai efficace non solo dal punto di vista della comicit\u00e0, qual \u00e8 il punto centrale dell\u2019arte contemporanea, espresso dalla Biennale? \u00c8 la sostituzione dell\u2019opera d\u2019arte con l\u2019intenzione dell\u2019autore; non conta la capacit\u00e0 di arrivare alle anime tramite gli occhi, non conta l\u2019opera e la maestria dell\u2019artista ma le intenzioni del soggetto che l\u2019ha prodotta (cosa ha voluto dire e denunciare l\u2019autore). Non il valore oggettivo dell\u2019opera ma il proposito soggettivo dell\u2019autore, che ho difficolt\u00e0 a definire artista. Conta il messaggio, meglio se in forma di denuncia e adesione militante, non la bellezza dell\u2019opera. Un lascito del vecchio impegno ideologico.<\/p>\n<p>\u00c8 caduto il confine tra arte e non arte, ha ragione Peter Burger. Frutto della convinzione, veicolata nel \u201968, che la creativit\u00e0 sia universale: tutti sono artisti, non ci sono pi\u00f9 confini tra bello e brutto, tra valore e disvalore, tra genio e banalit\u00e0. Il narcisismo e la psicanalisi stuprano la realt\u00e0; l\u2019arte perde la sua aura, il mito e la bellezza. Restano la vanit\u00e0 e l\u2019inconscio dell\u2019autore e il prevedibile sconcerto prodotto dalla sua perfomance. L\u2019arte perde il suo linguaggio e la sua motivazione; si confonde con la societ\u00e0, con la non arte, con la pubblicit\u00e0. A proposito, l\u2019arte sovverte il mondo, ma poi si piega ai voleri degli sponsor. E questo la dice lunga sulla finta trasgressione e sul vero conformismo dell\u2019arte odierna, sottomessa al mercato, all\u2019industria e alle ditte che la sostengono, anche a Venezia. L\u2019umanit\u00e0 sparisce ma ora dobbiamo andare in pubblicit\u00e0; restate con noi.<\/p>\n<p><em>La Verit\u00e0<\/em>, 24 aprile 2022<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.marcelloveneziani.com\/articoli\/la-fine-delluomo-in-scena-alla-biennale\/\">http:\/\/www.marcelloveneziani.com\/articoli\/la-fine-delluomo-in-scena-alla-biennale\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARCELLO VENEZIANI BLOG (Marcello Veneziani) Finalmente l\u2019umanit\u00e0 sta per cessare. Finalmente il Pianeta potr\u00e0 sopravvivere senza il suo inquinatore e disturbatore, in via d\u2019estinzione. Finisce l\u2019uomo, sopraffatto dal Transumano, dal Fluid gender, dall\u2019Animale, dalla Macchina e dall\u2019Intelligenza artificiale. La liberazione arriva al suo ultimo stadio, la liberazione dall\u2019umano. 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