{"id":71854,"date":"2022-04-27T12:00:06","date_gmt":"2022-04-27T10:00:06","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71854"},"modified":"2022-04-27T12:01:13","modified_gmt":"2022-04-27T10:01:13","slug":"i-love-you-baby","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71854","title":{"rendered":"I love you baby"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GIORGIO BIANCHI PHOTOJOURNALIST (Giorgio Bianchi)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La conferenza a Cecina che ho tenuto sabato scorso \u00e8 stato un evento speciale sotto molti punti di vista. In primo luogo sicuramente per l\u2019affluenza: c\u2019erano addirittura persone in piedi e altre sedute in terra. In secondo luogo per l\u2019attenzione e la partecipazione. E\u2019 inutile dire che sono serate come queste che danno un senso al mio lavoro.<br \/>\nSicuramente i riconoscimenti virtuali fanno piacere, ma lo sguardo delle persone, il fiato sospeso nella sala mentre scorrono le immagini e le testimonianze al momento dei saluti sono qualcosa di impagabile. Rientri a casa con la sensazione di essere sulla strada giusta, nonostante tutte le difficolt\u00e0.<br \/>\nMa non \u00e8 questo ci\u00f2 di cui volevo parlare in questo post.<\/p>\n<p>Come sempre accade in queste serate, ad un certo punto mando lo slideshow con la storia di Alina, una ballerina del Teatro dell\u2019Opera e del Balletto di Donetsk; Alina, come del resto molti suoi colleghi, nonostante la guerra, ha continuato a danzare per dare sollievo alla popolazione della citt\u00e0 sfiancata da anni di bombardamenti e attacchi ucraini.<br \/>\nAd un certo punto del filmato, appare la foto del pranzo a casa del nonno di Alina.<br \/>\nNel vederla mi si pone sempre un dubbio.<br \/>\nRiuscir\u00f2 a dire qualcosa senza che le parole mi si strozzino in gola?<br \/>\nMentre le foto camminano una dietro l\u2019altra, penso attentamente alle frasi che vorrei proferire e mi ripeto che questa volta sar\u00e0 diverso e riuscir\u00f2 a dire qualcosa.<\/p>\n<p>Quella fu una delle giornate pi\u00f9 serene della mia vita.<br \/>\nL\u2019atmosfera era conviviale, mi sentivo uno di famiglia.<br \/>\nAvevamo pranzato insieme e bevuto con il nonno, che tra un bicchierino e l\u2019altro, ci deliziava con i suoi aneddoti di quando era militare in URSS e con le sue barzellette.<br \/>\nC\u2019era anche Andrej quel giorno, il fidanzato di una delle ballerine.<br \/>\nAndrej \u00e8 un ragazzone di 19 anni grosso come una montagna e bonario come solo gli uomini di quella mole, essendo consapevoli della loro forza, possono essere.<br \/>\nAndrej ci fece morire letteralmente dalle risate. Era una miniera inesauribile di battute.<br \/>\nE\u2019 veramente raro trovare una persona dotata di un umorismo cos\u00ec intelligente.<br \/>\nRimasi veramente colpito dalla sua energia.<\/p>\n<p>Due mesi dopo quel pranzo mi ritrovai di nuovo in quella casa questa volta per fare le riprese del mio documentario.<br \/>\nC\u2019erano le stesse persone, la luce era identica, ma quel giorno in casa aleggiava una sorta di patina che inizialmente non riuscii a decifrare.<br \/>\nTutti erano allegri come sempre, il nonno in grandissimo spolvero, eppure mancava qualcosa.<br \/>\nAd un certo punto chiesi come mai Andrej non fosse dei nostri quella volta.<br \/>\nLa domanda fece calare il gelo nella sala.<br \/>\nAncora oggi non riesco a dimenticare quel rimbalzare di sguardi smarriti.<br \/>\nAd un certo punto Alina ruppe gli indugi e mi disse che Andrej aveva avuto un incidente. Nel tentativo di rimuovere un ordigno che aveva rinvenuto in un terreno abbandonato, questo gli era esploso tra le mani.<br \/>\nMi sembr\u00f2 incredibile.<br \/>\nEra stato proprio lui a fermarmi mentre mi avventuravo in un campo per fare una foto, dicendomi che era pericoloso in quanto in quella zona avevano sparato molto e era ancora pieno di bombe inesplose.<br \/>\nE\u2019 un uomo saggio Andrej.<br \/>\nMa anche uno che non si tira indietro.<br \/>\nAvendo rinvenuto quell\u2019esplosivo non se l\u2019era sentita di lasciarlo nel campo nel mentre avvisava la polizia (stava facendo sport e non aveva con s\u00e9 il cellulare). Pertanto si era fatto coraggio e aveva deciso di portarlo al primo presidio delle autorit\u00e0.<br \/>\nQuesta scelta gli era stata fatale.<br \/>\nOggi Andrej ha perso l\u2019utilizzo di entrambe le mani, e tutto sommato deve ritenersi fortunato ad essere ancora vivo.<br \/>\nProprio lui che con quella sporca guerra civile non aveva nulla a che fare.<\/p>\n<p>Ad un certo punto le ragazze presero la decisione di chiamarlo e di farlo venire.<br \/>\nSi present\u00f2 con Lera, la sua bellissima fidanzata, anche lei ballerina.<br \/>\nEra commovente il modo con il quale lei gli era rimasta vicina.<br \/>\nNon lo ha mollato un secondo, per tutta la durata del pranzo.<br \/>\nAndrej fece di tutto per non far ricadere sul gruppo il peso della sua condizione.<br \/>\nCon il direttore della fotografia decidemmo di non raccogliere la sua testimonianza e comunque di fermare le riprese.<br \/>\nLa giornata comunque and\u00f2 avanti, tutti si sforzarono di essere allegri e di far sentire Andrej a suo agio.<\/p>\n<p>Fino alla serata di Cecina non ero riuscito a trovare un modo adatto per identificare la sensazione che provai durante quel pranzo.<br \/>\nLe riflessioni sul mio comportamento durante la serata, il cercare di capire perch\u00e9 non riesca a raccontare questo episodio senza che le frasi mi si strozzino in gola, mi hanno fatto finalmente trovare un esempio per concettualizzare quell\u2019episodio.<br \/>\nPurtroppo mi capir\u00e0 solo chi ha bene in mente il capolavoro di Michael Cimino \u201cIl cacciatore\u201d.<br \/>\nIl film si divide in due parti.<br \/>\nC\u2019\u00e8 un prima e un dopo la guerra.<br \/>\nCi sono due scene in particolare, praticamente speculari, in cui gli amici si ritrovano per passare una serata in allegria tutti assieme nel loro locale preferito.<br \/>\nUna \u00e8 prima del conflitto in Vietnam, la seconda dopo.<br \/>\nNella prima si vede il gruppo ancora vergine, innocente.<br \/>\nIl divertimento \u00e8 genuino, totale.<br \/>\nIl momento in cui tutti assieme ballano \u201cCan\u2019t Take My Eyes Off You\u201d \u00e8 da antologia del cinema.<br \/>\nQuella scena esprime gioia pura.<br \/>\nDopo la guerra si ritrovano nel medesimo luogo.<br \/>\nAnche la musica \u00e8 la stessa.<br \/>\nLa grandezza di Cimino e del suo cast risiede nel fatto che riesce a descrivere in maniera magistrale quella patina che avevo riscontrato nella stanza dopo l\u2019incidente.<br \/>\nTutto era come prima, niente era come prima.<br \/>\nQuelle persone erano cambiate in modo irreversibile.<br \/>\nChe poi \u00e8 il senso della tragedia, una porta varcata che si chiude definitivamente alle nostre spalle.<br \/>\nLa tragedia \u00e8 la presa di coscienza del punto di non ritorno.<\/p>\n<p>La vicenda di Andrej \u00e8 la pi\u00f9 grande tragedia che ho potuto testimoniare, perch\u00e9 ho respirato l\u2019atmosfera del prima e del dopo.<br \/>\nL\u2019inalazione di quella irreversibilit\u00e0 degli eventi intossica l\u2019organismo per sempre.<br \/>\nChe poi \u00e8 quello che ha mirabilmente scritto Thomas Wolfe nel suo capolavoro \u201cNon puoi tornare a casa\u201d (You can\u2019t go home again).<br \/>\nI personaggi del Cacciatore non potevano tornare a \u201ccasa\u201d perch\u00e9 la loro casa non esisteva pi\u00f9.<br \/>\nO meglio esisteva, ma era oramai in un\u2019altra dimensione.<br \/>\nEra nella dimensione del prima della guerra.<br \/>\nLa loro casa era l\u2019innocenza perduta.<br \/>\nLa tragedia deriva dal fatto che tu entri nello stesso luogo e pensi che automaticamente ti restituisca le sensazioni di sempre.<br \/>\nPurtroppo spesso non \u00e8 cos\u00ec.<br \/>\nSpesso quel luogo esiste solo nella dimensione dei tuoi ricordi.<br \/>\nLa distanza incolmabile tra le due dimensioni \u00e8 il senso stesso della tragedia.<br \/>\nE\u2019 come trovarsi di fronte ai propri desideri ma essere separati da essi da un vetro blindato.<br \/>\nIl vetro blindato \u00e8 quella patina che percepisci ma che non riesci a spiegarti.<br \/>\nE\u2019 il separatore tra la felicit\u00e0 e il ricordo della felicit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.giorgiobianchiphotojournalist.com\/blog\/i-love-you-baby\/\">https:\/\/www.giorgiobianchiphotojournalist.com\/blog\/i-love-you-baby\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIORGIO BIANCHI PHOTOJOURNALIST (Giorgio Bianchi)\u00a0 La conferenza a Cecina che ho tenuto sabato scorso \u00e8 stato un evento speciale sotto molti punti di vista. 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