{"id":71946,"date":"2022-05-02T12:00:12","date_gmt":"2022-05-02T10:00:12","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71946"},"modified":"2022-05-02T11:42:57","modified_gmt":"2022-05-02T09:42:57","slug":"la-guerra-e-lalternanza-dei-partiti-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71946","title":{"rendered":"La guerra e l&#8217;alternanza dei partiti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di FEDERICO DEZZANI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mentre in Europa infuria la guerra russo-ucraina, Cina e Iran rafforzano la cooperazione strategica in vista delle prossime sfide. Entrambe le potenze asiatiche hanno gi\u00e0 vissuto momenti di forte tensione sotto l\u2019amministrazione Trump: tutto lascia supporre che la pressione si sposter\u00e0 nuovamente su di loro dopo le prossime presidenziali americane. Alternando democratici e repubblicani, gli USA spostano infatti il focus bellico su una o l\u2019altra zona dell\u2019Eurasia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u201cWhighs\u201d anti-russi e \u201ctories\u201d anti-cinesi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Uno dei segreti alla base della potenza inglese tra il Settecento e l\u2019inizio del Novecento, fu l\u2019alternanza dei governi. I due principi della politica inglese, l\u2019uno \u201cconservatore\u201d ed espressione dell\u2019aristocrazia e della grande propriet\u00e0 terriera (i tories), l\u2019altro \u201cprogressista\u201d ed espressione della borghesia e dei ceti legati alla finanza e ai commerci transoceanici (i whighs) non rispecchiavano solo gli interessi della politica interna inglese, ma avevano anche precisi obiettivi di politica estera. Facendo cadere un governo e creandone un altro, l\u2019oligarchia britannica poteva aprire o chiudere un conflitto, inasprire le ostilit\u00e0 contro un nemico o sospenderle, favorire o combattere le rivoluzioni sul continente: il tutto, sempre e comunque, per accrescere la potenza dell\u2019impero britannico. L\u2019ingenua Italia fascista, ad esempio, speriment\u00f2 questa insidiosa tattica britannica nel 1937 quando, l\u2019avvento di Neville Chamberlain a Downing Street, apr\u00ec un effimero ravvicinamento italo-britannico chiusosi, appena tre anni dopo, con l\u2019uscita di scena dello stesso Chamberlain e l\u2019avvio delle ostilit\u00e0 tra Italia ed Inghilterra, nonostante la volont\u00e0 di Mussolini di conservare l\u2019allenza con Londra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I due principi, \u201cconservatore\u201d e \u201cprogressista\u201d, sono quindi storicamente dosati dalle potenze marittime anglosassoni per condurre la propria politica di potenza. Man mano che il sistema internazionale si avvicina alla guerra egemonica, questo fenomeno deve essere compreso e messo in luce, per evitare di subire inganni vecchi ormai di diversi secoli. Da una parte ci sono le potenze marittime anglosassoni, dall\u2019altra l\u2019Eurasia: questo \u00e8 l\u2019elemento cardine di qualsiasi analisi geopolitica. Le apparenti \u201csuddivisioni\u201d o \u201ccorrenti\u201d all\u2019interno dell\u2019establishment angloamericano servono solo a condurre pi\u00f9 agevolmente la guerra contro l\u2019Eurasia, ammiccando ora a uno ora all\u2019altro nemico, cos\u00ec da non dover affrontare all\u2019unisono una coalizione che sarebbe troppo forte per essere vinta. Questo punto deve essere evidenziato: come gi\u00e0 evidenziato da Nicholas Spykman nel suo lavoro del 1943, gli anglosassoni non hanno mai combattuto nella loro storia un conflitto terra-mare puro, che non sarebbero in grado di vincere, ma hanno sempre trovato un \u201calleato\u201d, volente o nolente, sul continente euroasiatico. L\u2019alleanza tra Cina, Russia ed Iran \u00e8 troppo forte per essere sconfitta dagli anglosassoni, avvalendosi solo di qualche alleato periferico e di dubbio valore come la Francia, Israele, la Corea del sud od il Giappone. Gli anglosassoni devono pertanto cercare di dividere la coalizione euroasiatica o, quantomeno, affrontare un avversario alla volta, evitando un catastrofico \u201cshowdown\u201d con russi, iraniani e cinesi che dilagherebbero contemporaneamente in tutto il Rimland euroasiatico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Giunti nell\u2019aprile 2022, c\u2019\u00e8 ormai sufficiente materiale per dimostrare la validit\u00e0 della nostra tesi e, soprattutto, cercare di dedurne gli sviluppi con una buona approssimazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si parta quindi dalla presidenza di Donald Trump (2017-2021). Trump \u00e8 espressione dell\u2019elemento \u201cconservatore\u201d e dei ceti rurali e impoveriti dell\u2019America interna: un\u2019America che sarebbe stata \u201cdistrutta\u201d dalla stessa America che, dal 1991 in avanti, si \u00e8 fatta paladina della globalizzazione pi\u00f9 sfrenata. In virt\u00f9 di improbabili affinit\u00e0 \u201cautoritarie\u201d o \u201ccristiane\u201d, l\u2019elemento Trump-conservatore vorrebbe stringere un patto strategico con la Russia (si suppone spartendo l\u2019Europa in zone d\u2019influenza), cos\u00ec da avere le mani libere contro gli altri due membri della coalizione euroasiatica: Iran e Cina. In questi tumultuosi tempi c\u2019\u00e8 pochissima memoria storica, ma \u00e8 bene ricordare che l\u2019amministrazione Trump \u00e8 coincisa con la cancellazione dell\u2019accordo sul nucleare iraniano, coll\u2019assassinio del generale Qasem Soleimani, con la prospettiva di un raid contro l\u2019Iran negli ultimi giorni della presidenza, con la guerra commerciale sino-americana e con la prospettiva un raid contro la Nord Corea che, inevitabilmente, avrebbe coinvolto anche la Cina. Si noti che lo spostamento dell\u2019aggressivit\u00e0 americana su alcuni membri della coalizione euroasiatica, non implica mai l\u2019abbandono della strategia nel suo complesso: sebbene Trump abbia sondato il terreno per un riavvicinamento russo-americano, sotto la sua presidenza si sono ad esempio moltiplicati i tentativi di affossare il Nord Stream 2, distruggendo i ponti tra Germania e Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo quattro anni di principio \u201cconservatore\u201d, \u00e8 giunto il momento di una sana alternanza col principio \u201cprogressista\u201d, la presidenza di Joe Biden, espressione delle coste e dei ceti urbani abbienti. La strategia risulta ribaltata, o meglio, completata: si sottolinea, completata. Si \u201clasciano respirare\u201d Cina e Iran e, questa volta, a differenza di quanto fatto dal progressista Barack Obama nel 2014, che si era limitato ad una rivoluzione colorata in Ucraina, si inizia a picchiare duro contro la Russia, scatenando il conflitto armato in Ucraina. Gli obiettivi anglosassoni nella guerra russo-ucraina concernono, come pi\u00f9 volte evidenziato nelle nostre analisi, la posizione della Russia all\u2019interno della coalizione euroasiatica. In altre parole, con la guerra in Ucraina, gli angloamericani mirano a indebolire a tal punto la Russia da \u201crenderla inoffensiva nei prossimi anni\u201d (come esplicitamente detto dal capo del Pentagono Lloyd Austin) o, ancor meglio, a rovesciare Putin, favorendo l\u2019avvento di un governo liberal-nazionalista che tagli i legami con Cina e Iran. Questi due Paesi, nel frattempo, rafforzano la cooperazione strategica (come testimonia il recente viaggio del ministero della Difesa cinese a Teheran), in vista del prossimo \u201cribaltamento\u201d a Washington, che porter\u00e0 quasi certamente alla Casa Bianca di nuovo il principio \u201cconservatore\u201d, incarnato da Trump o da una figura equipollente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Proiettiamo cos\u00ec l\u2019analisi nel futuro. Quasi certamente Vladimir Putin superer\u00e0 indenne la guerra in Ucraina e, al costo di perdite umane e materiali non ancora quantificabili, rafforzer\u00e0 comunque la posizione della Russia sul piano internazionale, ottenendo l\u2019indiscussa egemonia del Mar Nero ed aumentando cos\u00ec la capacit\u00e0 di proiezione della Russia in Medio Oriente. Di fronte a questo scenario, l\u2019elemento \u201cconservatore\u201d alla Casa Bianca, comporterebbe molteplici vantaggi per gli anglosassoni: consentirebbe di siglare una tregua o di instaurare un momentaneo modus vivendi con la Russia, cosicch\u00e9 le potenze anglosassoni possano spostare il focus militare su Cina e\/o Iran, evitando il saldarsi dei vari fronti in un catastrofico fronte euroasiatico esteso dal Mar Baltico allo Stretto di Taiwan, passando per il Mar Arabico. Un fronte unico che comporterebbe la sconfitta certa degli anglosassoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La dicotomia \u00e8 quindi terra-mare. Le \u201ccorrenti\u201d o i \u201cpartiti\u201d negli USA sono solo effimere distinzioni con cui le potenze anglosassoni conducono la propria politica di potenza, che \u00e8 monolitica e unitaria, interamente concentrata contro l\u2019Eurasia. Di fronte ai prossimi sviluppi, la Russia dovr\u00e0 semplicemente comportarsi come la Cina si sta ora comportando nei confronti della guerra in Ucraina: massima solidariet\u00e0, perch\u00e9 nell\u2019unit\u00e0 sta la forza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/la-guerra-e-lalternanza-dei-partiti\/\">http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/la-guerra-e-lalternanza-dei-partiti\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FEDERICO DEZZANI Mentre in Europa infuria la guerra russo-ucraina, Cina e Iran rafforzano la cooperazione strategica in vista delle prossime sfide. Entrambe le potenze asiatiche hanno gi\u00e0 vissuto momenti di forte tensione sotto l\u2019amministrazione Trump: tutto lascia supporre che la pressione si sposter\u00e0 nuovamente su di loro dopo le prossime presidenziali americane. Alternando democratici e repubblicani, gli USA spostano infatti il focus bellico su una o l\u2019altra zona dell\u2019Eurasia. \u201cWhighs\u201d anti-russi e \u201ctories\u201d anti-cinesi&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":95,"featured_media":17732,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/federico-dezzani.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-iIq","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/71946"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/95"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=71946"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/71946\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":71947,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/71946\/revisions\/71947"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17732"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=71946"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=71946"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=71946"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}