{"id":71954,"date":"2022-05-03T10:30:35","date_gmt":"2022-05-03T08:30:35","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71954"},"modified":"2022-05-02T16:53:03","modified_gmt":"2022-05-02T14:53:03","slug":"mosca-gioca-la-carta-patriottica-le-falle-aperte-dalla-guerra-nascoste-dietro-la-grande-parata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71954","title":{"rendered":"Mosca gioca la carta patriottica, le falle aperte dalla guerra nascoste dietro la Grande Parata"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di STRISCIA ROSSA (Sergio Sergi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-71955\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/parata_2-768x480-1-300x188.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/parata_2-768x480-1-300x188.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/parata_2-768x480-1.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">All\u2019Aragvi si diceva che spesso vi pranzasse Stalin. Era stato aperto nel 1938 nel cuore di Mosca, sulla Gorki, proprio di fronte al palazzo del Comune dove c\u2019\u00e8 la statua del principe Dolgoruky, il fondatore di Mosca. Era, di sicuro, un ristorante georgiano per i quadri di partito, i dirigenti, gli intellettuali e gli artisti. Insomma, per la nomenklatura. Negli anni del post stalinismo ci portavano i turisti. Un ritrovo di prestigio. Ma pure un punto di incontro di strani uomini d\u2019affari, certamente di commensali privilegiati mischiati ad agenti del Kgb. I quali, tra piatti tipici come le polpette di verdura \u201cpkhali\u201d o la pizza al formaggio \u201ckhatchapuri\u201d, si preoccupavano meno del cambio nero di valuta tra moscoviti e stranieri o della vendita sottobanco delle scatole d\u2019alluminio con 500 grammi di caviale, ma molto di pi\u00f9 delle notizie e delle faccende politiche, interne ed esterne. Era un mondo anche affascinante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da qualche anno l\u2019Aragvi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Chiusa un\u2019epoca tra le tante chiuse in questo immenso Paese. E da qualche giorno non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nemmeno l\u2019acqua minerale che, insieme con la vodka e i vini di Tbilisi, scorreva a fiumi in quel ristorante, nell\u2019Urss e poi nella Russia. Era la \u201cBorjomi\u201d frizzante e saporita. L\u2019acqua in bottiglia dalle fonti termali nel centro della Georgia, era anche uno status symbol. Non mancava mai sui tavoli degli incontri ufficiali di Stato e di partito. La fabbrica, in questi giorni, l\u2019ha chiusa la guerra. L\u2019azienda georgiana ha avuto dei micidiali contraccolpi finanziari, il limitato accesso ai conti bancari, anche per via delle sanzioni occidentali, l\u2019ha privata di valuta estera destinata a saldare i creditori. Insomma, chiusura definitiva e sono stati spediti a casa i lavoratori georgiani. Anche con l\u2019addio alla Borjomi, uno dopo l\u2019altro, vengono meno nuovi punti di riferimento nella Russia in guerra contro l\u2019Ucraina. I primi giorni ricordammo la chiusura del primo Mac Donald sulla piazza Puskin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Le prove per la parata del 9 maggio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sulla Tverskaja, cos\u00ec come da anni \u00e8 stata ribattezzata la Ulitza Gorki, sfilano i mezzi pesanti dell\u2019armata russa. Fanno le prove per la parata del 9 maggio. Altre esercitazioni sono in programma mercoled\u00ec (in notturna) e sabato. Sar\u00e0, si promette, un evento come non mai. Come ai tempi pi\u00f9 eroici. Il Cremlino sta preparando la partecipazione. E anche il clima emotivo. La \u201cKonsomolskaja Pravda\u201d, il giornale che piace tanto a Vladimir Putin, va gi\u00f9 pesante. Pubblica tabelle, paese per paese, sugli aiuti militari all\u2019Ucraina e fa un parallelo storico: \u201cAnche Hitler era armato dall\u2019Europa\u201d. Insomma, ora come allora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La parata servir\u00e0 anche a questo scopo, a battere sullo spirito russo. Sulla piazza Rossa sono gi\u00e0 state erette le tribune ed \u00e8 stata smontata l\u2019impalcatura attorno al Mausoleo di Lenin. Il compito della Russia, oggi, \u00e8 quello di \u201csmilitarizzare\u201d l\u2019Ucraina imbottita sino all\u2019inverosimile di armi europee e dell\u2019Occidente tutto. Il commentatore del giornale dice: \u201cLoro riempiono la piscina di cento litri e noi dobbiamo svuotarla di cento litri\u201d. \u00c8 la missione che la Russia di Putin si \u00e8 intestata. Senza fare sconti, il giudizio si taglia con l\u2019accetta e l\u2019Ucraina diventa l\u2019\u201dUcro-Reich\u201d. Come la Germania di Hitler.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 poco da discettare: \u00e8 la \u201cdenazificazione\u201d. Che \u00e8 passata come parola d\u2019ordine, si \u00e8 incuneata nella percezione comune e viene giustificata perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un passato che \u201cnon si dimentica\u201d. Tocca alle \u201cIzvestja\u201d, giornale paludato e governativo per eccellenza, dare il senso dell\u2019operazione e della motivazione. Le parole della psicologa Veronika Nurkova, docente alla Statale di Mosca: \u201cLa grande guerra patriottica \u00e8 ancora al centro dell\u2019idea nazionale dopo tanti anni perch\u00e9 \u00e8 un evento di cui la gente si sente parte. Non abbiamo vinto la guerra solo perch\u00e9 guidati da un grande capo militare (il famoso maresciallo Zhukov, ndr.), ma anche grazie agli sforzi eroici di tutto un popolo. E contro ogni previsione. Si \u00e8 trattato di una scelta morale che \u00e8 estremamente importante per la prospettiva di un popolo\u201d. E, pertanto, si fa intendere che tutto il Paese sente questo richiamo e si convince \u2013 almeno si fa credere che sia cos\u00ec \u2013 che la \u201coperazione speciale\u201d \u00e8 stata una strada obbligata. Per la stessa sopravvivenza del mondo russo. Quanto \u00e8 davvero estesa questa consapevolezza? \u00c8 un fatto che da tante dimostrazioni, da centinaia di episodi grandi e piccoli, da eventi che corrono sulla Rete, anche documentati da video e foto, un adesivo \u201cno guerra\u201d alla fermata del bus, si ricava che esiste un movimento di opposizione di una certa consistenza. Ma che, per ovvi motivi, fa fatica a diventare massa. Perci\u00f2, \u00e8 pi\u00f9 forte la propaganda ufficiale che ha buon gioco a vellicare il patriottismo che sconfisse nel 1945 le forze occupanti naziste. La forza della &#8220;Velikaja Pobieda\u201d, della Grande Vittoria del 9 maggio prevale in questi giorni e in queste ore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019elenco delle armi all\u2019Ucraina<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E qui si torna alle motivazioni dell\u2019invasione in Ucraina. La \u201cKomsomolskaja Pravda\u201d, s\u2019\u00e8 detto, ha fatto l\u2019elenco di tutte le prime forniture d\u2019armi pervenute a Kiev dai governi europei e Usa (per curiosit\u00e0, secondo il giornale, l\u2019Italia avrebbe fornito sinora 200 lanciagranate anticarro, 30 mitragliatrici e piani per cannoni semoventi e cannoni antiaerei. Solo?). Fatto sta che ai russi tutto ci\u00f2 \u00e8 sufficiente per trarre una sola conclusione: \u201cStiamo assistendo alla nascita di un esercito mostruoso, che vale la pena di segnalare al Guinness dei primati. Dopo tutto, se teniamo conto che l\u2019esercito ucraino ha 255.000 militari, allora tutti avranno ricevuto un numero record di armi e munizioni\u201d. Si tratta di una cifra di armi giudicata \u201ccolossale\u201d e ci\u00f2 porr\u00e0 \u201cl\u2019esercito russo di fronte a compiti difficili per distruggerle\u201d. Il fatto \u00e8 che \u201cnon solo l\u2019Ucraina stessa dovr\u00e0 essere smilitarizzata, ma anche, a quanto pare, gli arsenali della NATO\u201d. Il Cremlino, dunque, come ha sempre sostenuto, \u00e8 cosciente che lo scopo di armare Kiev \u00e8 \u201cdi non permettere a Mosca di vincere\u201d, di conseguenza \u201ci combattimenti in Ucraina devono continuare il pi\u00f9 a lungo possibile\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questa guerra, per\u00f2, non si hanno dati precisi sulle perdite russe. C\u2019\u00e8 molto silenzio. Ma ai vertici l\u2019inquietudine si diffonde. La caduta sul campo, nelle settimane scorse, di alti ufficiali, la perdita di un numero elevato di mezzi, una nuova esplosione in una sede della Difesa in territorio russo a Belgorod, poco distante dal confine, il lieve ferimento ieri addirittura del capo di Stato Maggiore Valerij Gherasimov nel Donbass: sono tutte manifestazioni che allarmano, proprio alla vigilia della grande kermesse sulla Piazza Rossa tra una settimana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per\u00f2 le problematiche sullo stato generale della Russia in tempo di guerra emergono anche dalla stampa ufficiale e dai provvedimenti del governo. Si fa sentire soprattutto la complessit\u00e0 di governare le conseguenze delle sanzioni, specie di tipo finanziario. Nessuno ne parla ma quanto stanno incidendo nel bilancio i costi della guerra? L\u2019apparato militare-industriale lavora a pieno ritmo per rifornire il fronte, rimpiazzare i mezzi distrutti (gi\u00e0 mille carri armati?) mentre il governo deve fronteggiare le questioni sociali che si presentano con forza. Non sfugga un\u2019inchiesta del quotidiano \u201cKommersant\u201d sulle conseguenze delle sanzioni nella logistica. La Russia accusa un problema enorme sullo spostamento dei container, sulla loro disponibilit\u00e0 e sul flusso di merci via strada dall\u2019Europa occidentale. C\u2019\u00e8 in atto una intensa discussione sulla diversificazione dei movimenti verso l\u2019Est (Cina), anzi sulla stessa capacit\u00e0 di costruzione dei container. Poi si cerca anche di fronteggiare gli effetti dell\u2019inflazione che viaggia, secondo le cifre pubblicate, attorno al 17% su base annua. Questo stando alle ultime rilevazioni dell\u2019Ufficio nazionale di Statistica (RosStat). Si dice che \u201cil panico si \u00e8 placato\u201d rispetto alle precedenti rilevazioni legate alla corsa all\u2019accaparramento dei beni primari. Due categorie di beni sono diventate meno care e hanno frenato l\u2019inflazione. Guarda un po\u2019, sono state le verdure legate al \u201cborsch\u201d, il piatto di verdure storico, a favorire il trend, soprattutto il cavolo sceso del 5,1%. Il settore che mostra sofferenza grave \u00e8 quello dei trasporti. Il traffico aereo \u00e8 fortemente penalizzato e le tariffe sono alle stelle. I russi viaggiano di meno, anche perch\u00e9 molte rotte non sono pi\u00f9 coperte. L\u2019estate arriva e la guerra ha sconvolto tutti i programmi delle famiglie. I servizi di sicurezza avvertono: attenti alle spiagge del Mar Nero dove arrivano le mine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Misure sociali<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il governo del premier\u00a0<strong>Mikhail Mishustin<\/strong>, su imbeccata di Putin (cos\u00ec le agenzie ufficiali si premurano sempre di sottolineare) si \u00e8 premurato di allineare, per quanto possibile, i\u00a0<strong>redditi da pensione<\/strong>\u00a0e ha assunto alcuni provvedimenti sociali che dovrebbero tamponare l\u2019insofferenza generale. Il capo del governo ha firmato un decreto che abbassa il tasso d\u2019interesse \u2013 dal 12% al 9% \u2013 dei\u00a0<strong>mutui per la casa<\/strong>. Le banche danno sino ad un massimo di 12 milioni di rubli (circa 158 mila euro) nelle citt\u00e0 pi\u00f9 grandi come Mosca e San Pietroburgo. Il\u00a0<strong>salario minimo<\/strong>, a quanto pare, per via dell\u2019inflazione sar\u00e0 indicizzato del 9%: attualmente \u00e8 di 13.890 rubli, circa 185 euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratta di provvedimenti annunciati per queste festivit\u00e0 del mese di maggio quasi a mostrare il\u00a0<strong>volto buono<\/strong>\u00a0nonostante le gravissime difficolt\u00e0 del momento. Quel che conta di pi\u00f9, proprio in questi giorni, \u00e8 come si arriver\u00e0 al 9 maggio. La\u00a0<strong>festa del lavoro<\/strong>\u00a0\u00e8 stata onorata in molte citt\u00e0 ma non a Mosca. Qui si \u00e8 esibito solo il leader del partito comunista,\u00a0<strong>Ghennadi Ziugano<\/strong>v, il quale con bandiere rosse e qualche ritratto di Stalin e Lenin, accompagnato da alcune centinaia di persone, ha deposto fiori al monumento di Marx sulla piazza del Teatro Bolshoi. E, da parte governativa, al fine si sottolineare l\u2019attaccamento alla patria, \u00e8 stato anche raccomandato alle scuole che, all\u2019inizio delle lezioni, si svolga l\u2019alzabandiera e l\u2019esecuzione dell\u2019inno nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel frattempo, invece, per marcare che non si scherza sul piano dei diritti umani e della democrazia, a San Pietroburgo<strong>\u00a0sono stati arrestati due giornalisti della \u201cNovaja Gazeta\u201d<\/strong>, Elena Lukyanova e Alexei Dushutin, il giornale costretto a chiudere qualche settimana fa. Tutto come previsto. \u201c<strong>Vse normal\u2019no<\/strong>\u201d, tutto a posto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.strisciarossa.it\/mosca-gioca-la-carta-del-patriottismo-e-nasconde-le-falle-dietro-la-parata-del-9-maggio\/\">https:\/\/www.strisciarossa.it\/mosca-gioca-la-carta-del-patriottismo-e-nasconde-le-falle-dietro-la-parata-del-9-maggio\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di STRISCIA ROSSA (Sergio Sergi) All\u2019Aragvi si diceva che spesso vi pranzasse Stalin. Era stato aperto nel 1938 nel cuore di Mosca, sulla Gorki, proprio di fronte al palazzo del Comune dove c\u2019\u00e8 la statua del principe Dolgoruky, il fondatore di Mosca. Era, di sicuro, un ristorante georgiano per i quadri di partito, i dirigenti, gli intellettuali e gli artisti. Insomma, per la nomenklatura. Negli anni del post stalinismo ci portavano i turisti. 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