{"id":72038,"date":"2022-05-06T08:30:27","date_gmt":"2022-05-06T06:30:27","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72038"},"modified":"2022-05-05T06:07:08","modified_gmt":"2022-05-05T04:07:08","slug":"uneuropa-non-meno-guerrafondaia-degli-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72038","title":{"rendered":"Un&#8217;Europa non meno guerrafondaia degli Usa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di COMIDAD<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se una guerra nucleare fosse scoppiata cinquanta o sessanta anni fa, essa avrebbe avuto il crisma e la solennit\u00e0 di uno scontro ideologico, mentre nell\u2019attuale contrapposizione nella crisi ucraina non si riscontra niente del genere, semmai una miseria di motivazioni. Ci sono stati goffi tentativi di inquadrare l\u2019attuale situazione di conflitto tra sedicente \u201cOccidente\u201d e Russia nell\u2019ambito di una dicotomia tra globalismo da un lato e societ\u00e0 tradizionaliste\/identitarie dall\u2019altra. Questa interpretazione si regge esclusivamente sul rovesciamento della propaganda occidentale, in quanto la Russia da trenta anni sta operando un sistematico tentativo di integrazione nell\u2019economia globale e nelle sue istituzioni di riferimento. L\u2019adesione della Russia al Fondo Monetario Internazionale data al 1992 e quindi potrebbe essere liquidata come un tradimento da parte dell\u2019occidentalista Eltsin. L\u2019adesione alla World Trade Organization per\u00f2 \u00e8 del 2012, perci\u00f2 sarebbe farina del sacco di Putin; ammesso, e non concesso, che sia lui l\u2019unico decisore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La realt\u00e0 \u00e8 che il collasso dell\u2019Unione Sovietica \u00e8 stato determinato solo in parte dallo stress della guerra fredda e dalla sconfitta in Afghanistan, dato che forse ancora pi\u00f9 determinanti sono state le spinte interne alla classe dirigente sovietica per riconvertire il tradizionale imperialismo politico-militare russo in un imperialismo commerciale-finanziario. La linea Gorbaciov prevedeva una ritirata strategica dell\u2019URSS dall\u2019impero europeo, ma non la liquidazione della stessa URSS e neppure la rinuncia all\u2019azione di contenimento dell\u2019imperialismo americano, come si vide durante l\u2019attacco degli USA e dei suoi sodali contro l\u2019Iraq del 1991, quando tecnici balistici russi diedero una mano determinante al regime di Saddam Hussein per sopravvivere. La fine dell\u2019URSS voluta da Eltsin e da Gazprom, comport\u00f2 il rischioso ritiro anche dall\u2019Ucraina e dalla Georgia, con la conseguente perdita del controllo del Mar Nero, poich\u00e9 si trovava pi\u00f9 conveniente trasformare gli antichi sudditi in clienti paganti di Gazprom. C\u2019\u00e8 da ricordare che la Russia non aiut\u00f2 Saddam nel 2003 e neppure Gheddafi nel 2011. Solo la perdita dell\u2019Ucraina nel 2014 e la prospettiva della trasformazione del Mar Nero in un mare americano, ha comportato la riattivazione da parte russa dell\u2019opera di contenimento dell\u2019imperialismo USA in Siria, in Venezuela, in Libia e nell\u2019Africa sub-sahariana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I dirigenti ex sovietici avevano una concezione del capitalismo da scuola-quadri, quindi edulcorata con astrazioni mitologiche come il &#8220;Mercato&#8221;, la &#8220;logica del profitto (http:\/\/www.comidad.org\/dblog\/articolo.asp?articolo=1095)\u201d, o il cosiddetto \u201cindividualismo borghese\u201d. Si illudevano quindi di essere lasciati in pace a far soldi, senza sapere che nel capitalismo sono i soldi a fare te, a trasformarti in quegli zombi e dispositivi automatici che sono i lobbisti. Il capitalismo si basa sulla combinazione esplosiva di capitali privati di Borsa e di denaro pubblico, cio\u00e8 il denaro privato segue soprattutto i business senza rischio in cui il cliente \u00e8 lo Stato, quindi paga sicuramente il contribuente. Nulla perci\u00f2 \u00e8 in grado di movimentare i capitali come il business delle armi, dove il governo \u00e8 il committente. Anche i vaccini hanno sempre attirato tanti capitali per gli stessi motivi: la ricerca su di essi si \u00e8 sviluppata all\u2019interno di programmi per le bio-armi ed alla fine \u00e8 sempre il contribuente a pagare il conto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se il tentativo russo di trasformarsi in un imperialismo commerciale \u00e8 riuscito solo in parte, \u00e8 stato infatti per il boicottaggio americano, in particolare per l\u2019azione delle lobby delle armi che occupano da decenni il Dipartimento di Stato. La linea del Dipartimento di Stato \u00e8 quella di provocare i militari russi con continue estensioni della NATO e, quando arrivavano delle reazioni, punire Gazprom con le sanzioni commerciali e finanziarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In assenza di una contrapposizione ideologica, la propaganda occidentalista deve ripiegare sulla demonizzazione di Putin: \u201cil criminale, l\u2019 animale, l\u2019autocrate delirante, l\u2019avvelenatore, il despota sanguinario\u201d, cio\u00e8 la solita fiaba del dittatore pazzo. A differenza di Hitler, che aveva alle spalle un\u2019ideologia preesistente alla sua leadership, Putin fa invece la figura del \u201cmutante\u201d, il \u201cMule\u201d, del romanzo di Asimov, un\u2019anomalia antropologica in grado di modificare il corso della Storia e di mettere in pericolo la sopravvivenza dell\u2019umanit\u00e0 con la sua stessa esistenza. Anche se si tratta di fiabe, il troppo \u00e8 troppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A meno che non siano stati ipnotizzati da questa scadente propaganda, i leader europei dovrebbero sapere bene che Putin \u00e8 solo una figura di mediazione tra i due potentati che dominano in Russia: Gazprom e l\u2019esercito. Indebolire Gazprom comportava automaticamente far crescere il potere dei militari russi poich\u00e9 veniva meno la capacit\u00e0 di Gazprom di corromperli. La decisione cruciale che ha messo fuori gioco Gazprom quindi non l\u2019ha presa Biden, ma il cancelliere tedesco Olaf Scholz, quando ha deciso di bloccare la messa in opera del gasdotto Nord Stream 2. Il pretesto ufficiale per il blocco \u00e8 stato il riconoscimento da parte del governo russo delle repubbliche indipendentiste del Donbass. Si trattava ancora di un atto puramente diplomatico, quindi niente di irreparabile; mentre la sospensione del Nord Stream 2, quella s\u00ec, ha messo la Russia nella condizione di perdere i soldi, ma dopo anche la faccia se non avesse invaso l\u2019Ucraina. In effetti col blocco del Nord Stream 2 la Russia non aveva pi\u00f9 niente da perdere, poich\u00e9 nessuna successiva sanzione avrebbe potuto risultare cos\u00ec grave come quella.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Molti osservatori, preoccupati per la piega che stanno prendendo gli avvenimenti, lamentano una presunta \u201cassenza dell\u2019Europa\u201d invocando un\u2019iniziativa diplomatica dei Paesi europei che possa impedire il peggio. Biden si sbraccia, straparla e d\u00e0 i numeri, quindi attira su di s\u00e9 tutta l\u2019attenzione, ma forse la realt\u00e0 \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 complicata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 ancora chiaro l\u2019atteggiamento della Francia. Per quanto riguarda la Germania invece non \u00e8 da escludere che nella decisione di Scholz abbia avuto un ruolo determinante il lobbying degli armamenti, dato che la tensione con la Russia ha indirizzato i flussi di capitale verso la prospettiva di un riarmo tedesco in grande stile. I tempi sono troppo ravvicinati per non essere sospetti: il 22 febbraio arriva la decisione di Scholz sul blocco del gasdotto, il 24 febbraio c\u2019\u00e8 stata l\u2019invasione russa, ed il 28 febbraio Scholz ha annunciato i primi cento miliardi di investimenti in armi, come se la decisione fosse ineluttabile a causa dei capitali che si erano gi\u00e0 smossi e perci\u00f2 si aspettassero solo le condizioni per renderla nota.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019impressione \u00e8 che anche l\u2019attuale, ed inconsueto, estremismo italiano faccia da sponda servile all\u2019inconfessato estremismo tedesco, secondo lo schema del poliziotto buono e del poliziotto cattivo. L\u2019oligarchia italica ha messo da parte il Green Pass (ma solo per il momento!), ponendo in standby gli annessi sogni di grandeur dell\u2019Italietta per il primato nella corsa ai programmi di controllo sociale digitale, con la rinuncia, per ora, agli atteggiamenti da prima della classe tenuti durante l\u2019emergenza Covid. Oggi la priorit\u00e0 \u00e8 mettersi in fila per agganciarsi al flusso di denaro pubblico che il governo tedesco riversa sulle armi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"http:\/\/www.comidad.org\/dblog\/articolo.asp?articolo=1095\">http:\/\/www.comidad.org\/dblog\/articolo.asp?articolo=1095<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di COMIDAD Se una guerra nucleare fosse scoppiata cinquanta o sessanta anni fa, essa avrebbe avuto il crisma e la solennit\u00e0 di uno scontro ideologico, mentre nell\u2019attuale contrapposizione nella crisi ucraina non si riscontra niente del genere, semmai una miseria di motivazioni. Ci sono stati goffi tentativi di inquadrare l\u2019attuale situazione di conflitto tra sedicente \u201cOccidente\u201d e Russia nell\u2019ambito di una dicotomia tra globalismo da un lato e societ\u00e0 tradizionaliste\/identitarie dall\u2019altra. 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