{"id":72233,"date":"2022-05-17T11:16:18","date_gmt":"2022-05-17T09:16:18","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72233"},"modified":"2022-05-16T11:19:28","modified_gmt":"2022-05-16T09:19:28","slug":"una-pace-radicale-dalla-storia-ditalia-al-confronto-interiore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72233","title":{"rendered":"Una pace radicale: dalla storia d\u2019Italia al confronto interiore"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (Davide Sabatino e &#8220;L&#8217;indispensabile&#8221;)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel Libro dei Proverbi c\u2019\u00e8 un versetto che pu\u00f2 aiutarci a comprendere meglio di molte analisi politologiche il comportamento del governo italiano in questo preciso momento storico. \u00c8 il versetto 15,1 che recita in latino: \u00abResponsio mollis frangit iram; sermo durus suscitat furorem\u00bb. Che tradotto in italiano corrente sarebbe all\u2019incirca cos\u00ec: una risposta gentile calma la collera; una parola dura eccita l\u2019ira. Ora, se provassimo a trasferire l\u2019insegnamento profondo di queste antiche parole nella realt\u00e0 politica contemporanea (una realt\u00e0 che ci vede sostanzialmente co-belligeranti in una guerra che minaccia di essere mondiale e nucleare) cosa potremmo riscontrare? Di sicuro la prima cosa che verrebbe naturale constatare \u00e8 che non stiamo affatto seguendo il \u201csaggio consiglio\u201d di questa perspicua frase biblica. Anzi, se si vuol essere ancora pi\u00f9 precisi, dovremmo dire che si sta procedendo esattamente nella direzione di una <em>parola dura che eccita l\u2019ira<\/em>, come indicato dalla seconda parte della formula sapienziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infatti la durezza e la sprovvedutezza delle parole che vengono proferite dalla maggioranza dei ministri che compongono questo pessimo governo, non solo fa crescere la rabbia delle forze belliche ormai gi\u00e0 scatenate nella rissa sanguinolenta, ma ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 preoccupante \u00e8 che rischia di far infuriare le menti dei <em>dominatori di questo mondo<\/em> (per restare nel linguaggio biblico) che, essendo completamente obnubilati dalla loro mania di grandezza, non si sa quando decideranno di fermarsi. Ebbene s\u00ec, uso con cognizione di causa questo verbo al plurale: fermarsi. Perch\u00e9 si \u00e8 colpevolmente in errore quando si fa finta di non vedere che questa guerra non \u00e8 iniziata con l\u2019invasione di Putin il 24 febbraio di quest\u2019anno, ma \u00e8 invece uno scontro aperto fra la Russia e la Nato che dura da quasi un decennio e che minaccia di durare per altrettanto tempo.<br \/>\nA questo punto una domanda di senso nasce spontanea: cosa c\u2019entriamo noi con questa nuova guerra fredda? Ma soprattutto: come mai \u00e8 cos\u00ec difficile parlare autonomamente, piuttosto che seguire ad occhi chiusi le logiche atlantiste? Come possiamo sottometterci ai diktat che arrivano da oltreoceano quando sappiamo tutti che questi condurranno a un affossamento inevitabile del nostro Sistema Paese? Nel porci seriamente queste radicali domande <em>pacifiste<\/em>, riaffiorano dal dimenticatoio della storia d\u2019Italia le parole di Harold Macmillan, il pi\u00f9 accorto esponente del partito conservatore nonch\u00e9 alto commissario alleato nell\u2019Italia meridionale nel 1944, il quale ebbe a scrivere, in tempi non sospetti, che gli italiani avevano \u00abavuto la duplice esperienza di essere occupati dai tedeschi e liberati dagli Alleati\u00bb; concludendo poi dicendo che \u00ab\u00e8 difficile dire quale dei due processi fu maggiormente penoso e sconvolgente\u201d\u00bb.<a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/05\/10\/una-pace-radicale-dalla-storia-ditalia-al-confronto-interiore\/#_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi, forse, possono suonarci meno iperboliche queste affermazioni estreme di Macmillan, dato che il nostro rapporto con gli Alleati risulta essere palesemente un rapporto di sottomissione, di sudditanza nei confronti del potere egemonico americano. Ecco allora spiegato il perch\u00e9 della nostra inconsistenza culturale sui temi di politica estera e di cooperazione internazionale; ecco allora comprensibile l\u2019eco preciso delle dichiarazioni di Biden che l\u2019Italia trasmette al mondo intero senza nessun imbarazzo, nemmeno nei confronti della \u2013 fino all\u2019altro ieri \u2013 amica Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La situazione contemporanea sta facendo riemergere dal pozzo dei ricordi tutte le ferite rimosse tenute all\u2019oscuro e che abbiamo fatto finta di non vedere. Ci\u00f2 che accadde in Italia dal dopoguerra a oggi non \u00e8 qualcosa di lineare e di facilmente decifrabile. L\u2019interconnessione fra le nostre forze interne e le potenze economico-politiche transnazionali, come sappiamo dai molteplici documenti storici, non \u00e8 avvenuta in modo pacifico e naturale. Dalla rivendicazione dell\u2019Italia da parte degli americani e degli inglesi gi\u00e0 nel 1943 al pi\u00f9 recente riposizionamento dovuto al fenomeno della globalizzazione a inizi anni ottanta, tutto ci\u00f2 \u00e8 stato vissuto come un trauma ancora mai elaborato. Quelli che noi chiamiamo Alleati in realt\u00e0 \u2013 come sottolinea anche Dario Fabbri in una recente intervista realizzata da noi de L\u2019Indispensabile<a id=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/05\/10\/una-pace-radicale-dalla-storia-ditalia-al-confronto-interiore\/#_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a> \u2013 sono i nostri egemoni, che ci trattano quindi da coloni e da territorio satellite. Questa, per chi conosce la storia, non \u00e8 certamente una novit\u00e0. Ci\u00f2 che per\u00f2 oggi risulta essere nuovo \u00e8 il carattere incontestabile e nichilisticamente fatalista di tale rapporto di subalternit\u00e0. Un asservimento totale dell\u2019Italia alla potenza dominatrice \u2013 in questo caso gli Stati Uniti \u2013 non si era davvero mai visto. Nessuno infatti prima del governo Draghi era riuscito a cancellare ogni voce di dissenso nei confronti delle decisioni prese da Washington, e quindi a parlare come un pappagallo non a nome degli europei ma direttamente a nome degli americani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dov\u2019\u00e8 finito il nostro pur minimo senso di orgoglio? Come possiamo farci zerbini in questo modo?<br \/>\nPer evitare di essere troppo patriottico dir\u00f2 subito che le nostre colpe sono molte. Infatti per cantare la pace in modo serio e credibile occorre prima di tutto promuovere un vero e proprio esame di coscienza. Le nostre sbagliate selezioni delle classi dirigenti, il nostro scarso sentire comune e la nostra debole formazione artistica e culturale degli ultimi decenni se da una parte \u00e8 il frutto del progressivo smantellamento del nostro Stato sociale, causato delle strette logiche del vincolo esterno, dall\u2019altra parte \u00e8 pur vero che come popolo abbiamo dormito sonni tranquilli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La cultura del narcisismo<\/em> ben descritta nel famoso libro di Christopher Lasch \u00e8 riuscita a insinuarsi dentro le coscienze di ognuno di noi, mettendo in \u201cfuga dal sociale\u201d l\u2019individuo atrofizzato e disilluso. Adesso \u00e8 arrivato il tempo di svegliarsi. Questo sistema corrotto e ipocrita sta mostrando la corda. Da qui fino alle prossime elezioni nazionali dobbiamo riuscire a ridestare l\u2019entusiasmo della critica e la volont\u00e0 della ragione, contro ogni forma di vittimismo e di rabbia disperata. Sono proprio i tempi pi\u00f9 critici, come sappiamo anche osservando le nostre vite private, che ci permettono di rientrare nella storia con nuovo slancio e nuove idee politiche. Cerchiamo insieme di valorizzare l\u2019immenso patrimonio creativo che ci contraddistingue tanto sul piano politico quanto su quello culturale, e approfittiamo di questo tragico declino momentaneo per prendere coraggio e costruire una dimensione di alleanze \u2013 vicine e globali \u2013 che siano governate dal senso di comunit\u00e0 umana e non dal solito meccanismo di competizione e di predazione, spacciato come funzionale da chi fa della menzogna il proprio metodo di governo.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/05\/10\/una-pace-radicale-dalla-storia-ditalia-al-confronto-interiore\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/05\/10\/una-pace-radicale-dalla-storia-ditalia-al-confronto-interiore\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Davide Sabatino e &#8220;L&#8217;indispensabile&#8221;) Nel Libro dei Proverbi c\u2019\u00e8 un versetto che pu\u00f2 aiutarci a comprendere meglio di molte analisi politologiche il comportamento del governo italiano in questo preciso momento storico. \u00c8 il versetto 15,1 che recita in latino: \u00abResponsio mollis frangit iram; sermo durus suscitat furorem\u00bb. 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