{"id":72336,"date":"2022-05-23T09:30:51","date_gmt":"2022-05-23T07:30:51","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72336"},"modified":"2022-05-21T21:51:54","modified_gmt":"2022-05-21T19:51:54","slug":"pfas-lacqua-contaminata-scorre-nei-nostri-fiumi-non-solo-in-veneto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72336","title":{"rendered":"PFAS: l\u2019acqua contaminata scorre nei nostri fiumi, non solo in Veneto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di THE SUBMARINE (Marta Clinco)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-72337\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/1-redder-300x158.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"158\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/1-redder-300x158.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/1-redder-1024x538.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/1-redder-768x403.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/1-redder.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Una falda acquifera inquinata dalle sostanze chimiche invisibili grande come il lago di Garda, 350 mila persone colpite. Il disastro ambientale dei Pfas in Veneto ha prodotto conseguenze invisibili, nella psiche degli abitanti: ne abbiamo parlato con due ricercatori che hanno studiato la psicologia sociale del disastro ecologico dell\u2019ex Miteni a Trissino<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I PFAS \u2014 o \u201csostanze perfluoro alchiliche\u201d \u2014 sono un gruppo di sostanze inquinanti su cui si sta concentrando negli ultimi anni un\u2019attenzione sempre maggiore, dopo il caso di contaminazione Dupont in Virginia, negli Stati Uniti. I PFAS hanno effetti dannosi soprattutto sul sistema endocrino e sulla fertilit\u00e0, oltre a essere comprovate sostanze cancerogene. \u00c8 notizia di questa settimana la conferma della loro presenza praticamente ovunque nei fiumi lombardi, con la presenza pi\u00f9 rilevante nelle acque di Olona e Adda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo l\u2019agenzia statunitense EPA, che si occupa di protezione dell\u2019ambiente, i PFAS consistono in circa 8163 diverse sostanze persistenti nell\u2019ambiente. Sono tutte sostanze chimiche di sintesi, prodotte a partire dagli anni Quaranta e usate, tra gli altri scopi, come rivestimento di contenitori di alimenti, nell\u2019antiaderente delle pentole (teflon), ma anche nei tessuti che rendevano resistenti all\u2019acqua e alla materia grassa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Italia la contaminazione pi\u00f9 nota e grave \u00e8 quella della provincia di Vicenza, dove queste sostanze sono state trovate in concentrazioni altissime su un bacino idrico molto ampio. Responsabile della contaminazione \u00e8 la ex Miteni di Trissino, che per decenni ha sversato queste sostanze nelle falde della zona, causando una calamit\u00e0 ecologica che ora \u00e8 molto difficile risolvere. La societ\u00e0 produttrice di prodotti chimici e farmaceutici \u00e8 fallita nel 2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il libro Cattive acque, edito da Padova University Press, di Adriano Zamperini e Marialuisa Menegatto, indaga le conseguenze psicosociali di questo disastro ecologico. Per tre anni i due ricercatori hanno fatto domande a donne e uomini che vivono nella zona rossa della contaminazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ciao Adriano, ciao Marialuisa. Perch\u00e9 Cattive acque?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A.Z: Il titolo, Cattive acque, \u00e8 un omaggio all\u2019omonimo film, su quella class action collettiva negli Usa per la vicenda Dupont, un caso di contaminazione da PFAS in Virginia. L\u2019idea del titolo nasce dall\u2019assonanza semantica: l\u2019acqua \u00e8 cattiva perch\u00e9 d\u00e0 l\u2019idea che \u00e8 marcia, imbevibile, fa male, ma cattiva d\u00e0 anche un senso di intenzionalit\u00e0. E in effetti quest\u2019acqua non solo si \u00e8 limitata a fare qualche cosa ma continuer\u00e0 nel tempo a fare del male.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Quando avete iniziato a studiare la contaminazione da PFAS in Veneto?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">M.M Lo studio sulla contaminazione da PFAS \u00e8 partito nel 2019, prendendo in considerazione luoghi e abitanti in modo sistemico, ma gi\u00e0 dal 2013 l\u2019Agenzia regionale per la protezione dell\u2019ambiente (Arpa) ha condotto studi per conoscere l\u2019entit\u00e0 di questa contaminazione. Nel 2017 la comunit\u00e0 e il mondo accademico ne sono venuti a conoscenza, precisamente quando \u00e8 stato avviato il biomonitoraggio per valutare i livelli della sostanza nel loro sangue. Noi ne abbiamo indagato nello specifico le conseguenze psicosociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Qual \u00e8 stato il vostro campione di riferimento?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">M.M In questo biomonitoraggio \u00e8 stata chiesta la collaborazione ai cittadini, sottoposti alla sorveglianza sanitaria \u2014 viene chiesto loro di collaborare tramite l\u2019analisi del proprio sangue per evidenziare la concentrazione e i livelli di questa sostanza. In questo modo abbiamo iniziato a conoscere questa vicenda a livello collettivo, con un progetto all\u2019interno dell\u2019Universit\u00e0 degli studi di Padova avviato qualche tempo dopo, nel 2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Qual \u00e8 la storia della contaminazione da PFAS in Veneto?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">M.M Nel 2017 abbiamo avviato il biomonitoraggio della sanit\u00e0 pubblica per capire l\u2019entit\u00e0, ovvero quanto prodotto chimico ci fosse nei corpi delle persone. PFAS \u00e8 una sostanza chimica che non si trova in natura, \u00e8 stata prodotta artificialmente. Miteni proveniva dalla ex Rimar, Fabbriche Marzotto, che nel boom economico avevano avviato studi di laboratorio sull\u2019impermeabilizzazione dei tessuti. Era stata cos\u00ec prodotta questa sostanza, PFAS \u2014 in chimica se ne trovano molteplici, non c\u2019\u00e8 solo un PFAS: \u00e8 molto resistente nell\u2019ambiente, non si spezza con facilit\u00e0 e non \u00e8 biodegradabile. Nel corpo funziona ad accumulo: una volta assunta rimane all\u2019interno del corpo e interferisce con il suo funzionamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Quali sono le aree geografiche maggiormente coinvolte?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">M.M Le aree coinvolte sono le province di Vicenza, Verona e Padova. C\u2019\u00e8 una cartina colorata suddivisa in 3 zone: rossa, gialla e verde \u2014 e anche arancione, su cui si dibatte ma non si dice molto. La contaminazione \u00e8 stata circoscritta, per\u00f2 \u00e8 anche vero che l\u2019acqua corre nel sottosuolo e col tempo diventa sempre pi\u00f9 difficile intercettare quali siano i confini. Sono stati riconosciuti dapprima 21 comuni coinvolti nell\u2019area rossa, poi estesi a 30.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019area rossa \u00e8 quella che d\u00e0 un indice di prossimit\u00e0 pi\u00f9 stretto rispetto alla contaminazione e scende dal nord di Vicenza, e che coincide con la sede ex Miteni. La parte residuale di questo prodotto chimico via via \u00e8 andata a inquinare una falda che grossomodo, per ampiezza, \u00e8 larga quanto il lago di Garda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa falda acquifera alimenta anche i flussi di acqua domestica e degli acquedotti, ed \u00e8 stata la prima fonte diretta di inquinamento per gli abitanti, che usavano l\u2019acqua del rubinetto per bere, cucinare e per irrigare gli orti. E anche le imprese usavano acque di canali e fiumi per gli animali, o per innaffiare prodotti vegetali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Quante sono le persone coinvolte?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">M.M Attualmente si parla di circa 350 mila persone direttamente coinvolte nella prossimit\u00e0 pi\u00f9 immediata della contaminazione, ma sono cifre destinate a salire: arriveremo a circa 800 mila persone contaminate in modo diretto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Quali sono le conseguenze della contaminazione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">M.M Le conseguenze le abbiamo notate negli Usa con il disastro Dupont. La letteratura medica e accademica oggi individua uno spettro di patologie associate ai PFAS: infertilit\u00e0 maschile, aborti, ma c\u2019\u00e8 ancora uno statuto d\u2019incertezza rispetto a questa ricaduta. Non sappiamo ancora come queste sostanze agiranno nel corpo delle persone in futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Nel vostro studio<\/strong> <strong>parlate di \u201ccosti indiretti\u201d della contaminazione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">M.M Nel nostro studio parliamo di conseguenze psicosociali: costi indiretti, che non sempre \u2014 anzi, raramente \u2014 vengono indagati. Oggi la salute non viene pi\u00f9 indicata come assenza di malattia, ma coinvolge una sfera molto pi\u00f9 ampia della persona: si parla di qualit\u00e0 della vita e di benessere psicosociale. Noi studiamo la relazione con l\u2019ambiente, e quali sono i fattori che rendono la qualit\u00e0 della vita negativa. Abbiamo evidenziato una serie di fattori che aggravano il benessere di queste popolazioni. \u00c8 una sorta di dinamica all\u2019interno delle comunit\u00e0 e dei cittadini su come far fronte a questo tipo di problema, sulle mancanze che ci sono state, sulle situazioni che potevano essere mitigate. C\u2019\u00e8 necessit\u00e0 di far fronte a questo evento apportando un sostegno psicosociale che oggi non c\u2019\u00e8, e che potrebbe in un certo senso sostenere la popolazione in un processo ahinoi molto lungo, anche negli anni a venire. Ci sar\u00e0 una bonifica, ma questo comporter\u00e0 tempistiche dai tempi non certi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Qual \u00e8 stato l\u2019approccio della stampa e dell\u2019opinione pubblica?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">M.M: Non si \u00e8 intervenuto tempestivamente come in altri tipi di disastri. La parte fondamentale di un disastro \u00e8 informare e il diritto di sapere. Se andiamo a interpellare persone in Veneto o poco fuori, ci dicono che non sapevano niente di questo evento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A.Z: I PFAS sono ovunque, non \u00e8 una vicenda locale. I media hanno trattato questo avvenimento a livello locale, ma con un respiro affannoso a livello nazionale. I PFAS pongono una questione a livello nazionale: nessuno \u00e8 immune da queste sostanze, sono nelle padelle antiaderenti, nei tessuti. La vicenda che si dischiude con questo processo ha una portata molto ampia. Seveso \u00e8 famosa nel mondo perch\u00e9 ha trasceso la sua territorialit\u00e0, arrivando a toccare la comunit\u00e0 europea, con la Direttiva Seveso. La vicenda PFAS in Veneto va dischiusa completamente per capirne la portata. I PFAS sono stati trovati addirittura negli orsi polari, non \u00e8 controllabile, non a caso vengono chiamati forever chemicals, chimici perenni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Le acque sono tuttora contaminate?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">M.M: S\u00ec, esattamente. Ci sono state iniziative della regione sull\u2019applicazione di filtri all\u2019acqua domestica e all\u2019acquedotto per farla arrivare depurata nelle case, ma non \u00e8 una questione risolta da questo punto di vista. Il problema permane, anche con una tematica di sfiducia nei confronti delle istituzioni, che non hanno informato adeguatamente la cittadinanza soprattutto nei primissimi momenti dell\u2019inquinamento, e non sono intervenute sul dare quel tipo di informazione che consente azioni di coping per far fronte al disastro stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Possiamo paragonare l\u2019evoluzione della contaminazione del Veneto alla vicenda Seveso?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">M.M C\u2019\u00e8 molta analogia con la vicenda del Seveso e s\u00ec, era una comunit\u00e0 totalmente impreparata al disastro e non ha saputo far fronte al disastro stesso, quando avrebbero dovuto essere le istituzioni a informare in prima linea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0<em> \u2013 leggi anche: Quarant\u2019anni dopo il disastro della diossina parte 1, parte 2, parte 3\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A.Z Se andiamo a leggere le vecchie cronache di quegli anni, si legge che i responsabili della Regione Lombardia dicevano \u201cSeveso sar\u00e0 un case study.\u201d Non solo Seveso \u00e8 diventato un case study per la Normativa Seveso, ma ha fatto scuola anche rispetto a che cosa facciamo davanti alla diossina, come la affrontiamo. Non dimentichiamoci che in quel periodo si chiedeva consulenza ai paesi attaccati con la diossina per i bombardamenti americani. Nel caso Seveso, \u00e8 rimasto nella storia il consiglio di lavare tutto con il sapone di Marsiglia, come se fosse in grado di lavare via la diossina dai corpi e dai luoghi, e qualcuno lo fece.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel caso della diossina, tuttavia, c\u2019era anche qualcosa a livello somatico che permetteva di percepire il danno, la cloracne \u2014 ma pensiamo a tutta la questione delle dinamiche, anche ideologiche, a Seveso sugli aborti. Sappiamo che chi ha praticato l\u2019aborto lo faceva in funzione di un\u2019aspettativa, ma vediamo che c\u2019era molta difficolt\u00e0 sull\u2019assumere una decisione in un contesto di incertezza. Perch\u00e9 non c\u2019era la certezza che quei feti fossero contaminati e con patologie molto gravi. La paura. Credo che anche la vicenda PFAS abbia queste caratteristiche tipiche dei disastri lenti e cronici \u2014 non come un terremoto, che d\u00e0 subito un\u2019idea del danno fatto e indica da subito che cosa va fatto per rimediare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Torniamo alla comunit\u00e0 interessata dalla contaminazione PFAS in Veneto: cosa avete potuto osservare a livello di consapevolezza?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">M.M Si tratta di una comunit\u00e0 che dall\u2019oggi al domani ha dovuto affrontare una situazione drammatica, con un capovolgimento totale del proprio stile di vita \u2014 si poteva pensare a sversamenti, ma mai avrebbero pensato che questa contaminazione fosse cos\u00ec estesa e ne fossero stati vittime per cos\u00ec tanti anni. Patrizia, una mamma NOPFAS, ci ha detto che la popolazione non \u00e8 stata informata di questa situazione fin dai primissimi momenti, che non sapevano di usare un\u2019acqua altamente contaminata, e per loro non \u00e8 stata possibile nessun tipo di scelta. Le persone coinvolte dicono che \u00e8 stato leso il loro diritto di sapere e di portare avanti poi delle scelte per il proprio bene, per la propria salute, per la qualit\u00e0 della vita per s\u00e9 e per i propri cari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Quali sono gli effetti psicologici della contaminazione sulle persone coinvolte?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A.Z Qui siamo davanti a un disastro ambientale dove la mano umana ha una responsabilit\u00e0 importante, ma distribuisce i suoi effetti nel futuro, con un grado di incertezza molto marcato. Non c\u2019\u00e8 da stupirsi che molti cittadini non vogliano quindi sapere nulla dei PFAS. \u00c8 una forma di negazione mista a protezione: se io riconosco che ho subito questa contaminazione \u2014 cosa evidente e palese \u2014 non posso nasconderla ma devo farvi fronte, mi impegna. C\u2019\u00e8 la paura di non essere all\u2019altezza del pericolo di fronte a noi. Questa paura genera altra paura, paura di dover rimettere in discussione tutta quanta la propria esistenza. Pensiamo a un\u2019area dove c\u2019\u00e8 il chilometro zero, attivit\u00e0 tipica di questa zona: pensiamo a un agricoltore che ha investito tutto s\u00e9 stesso in queste zone e prodotti. \u00c8 evidente che fare i conti con PFAS nell\u2019acqua, che poi utilizza nei campi e per le bestie \u2014 e che entrano nella catena alimentare \u2014 vuol dire fare i conti con un disastro economico ed esistenziale. Non stupisce che l\u2019essere umano, in base ai suoi diversi interessi e paure, possa denunciare, minimizzare, oppure negare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Qual \u00e8 il punto di vista della psicologia sociale sui disastri ecologici?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A.Z: Parlare di disastro da un punto di vista psicosociale vuol dire occuparsi di esseri umani e renderci conto che un essere umano \u00e8 incorporato all\u2019ambiente. Colpire l\u2019ambiente vuol dire colpire la persona. Un terremoto: l\u2019elemento naturale offende una comunit\u00e0, ma anche se non riusciamo a prevedere un terremoto sappiamo esattamente cosa provoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un disastro come questo fa in modo che gli esseri umani si aggreghino, nasce quella che si chiama in letteratura comunit\u00e0 terapeutica. C\u2019\u00e8 il tema della ricostruzione, infatti c\u2019\u00e8 grande unit\u00e0 da parte dei cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel caso dei PFAS invece parliamo di comunit\u00e0 corrosive, quelle comunit\u00e0 attraversate da un fatto negativo, dove ci sono delle difficolt\u00e0: c\u2019\u00e8 chi \u00e8 tacciato di essere un allarmista perch\u00e9 ha denunciato, o chi ha interessi economici e tende meno a denunciare. Guardare a un disastro dal punto di vista psicosociale significa gettare uno sguardo dentro le comunit\u00e0, guardare che cosa accade ai rapporti tra le persone e ai loro progetti esistenziali. In questi casi gli esseri umani sono derubati della progettualit\u00e0: abbiamo riscontrato che le persone si chiedono se sia opportuno trasferirsi, lasciare la propria casa e andare altrove. Una madre ci ha detto durante un\u2019intervista: \u201cOgni albero \u00e8 come mio figlio, perch\u00e9 li ho piantati quando sono nati i miei figli. Abbandonare questa terra significa per me rompere l\u2019unit\u00e0 familiare.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Queste sostanze, i PFAS, agiscono a livello endocrino: possono minare il desiderio di maternit\u00e0, la progettualit\u00e0 familiare. \u00c8 altrettanto vero che queste problematiche attraversano anche le generazioni: queste sostanze si depositano nell\u2019organismo. Le madri hanno trasmesso PFAS attraverso l\u2019allattamento ai figli, o con le pratiche ecologiche, come l\u2019utilizzo dell\u2019acqua del pozzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Come sta reagendo la comunit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">M.M: Abbiamo individuato alcune fasi del senso comunitario: all\u2019inizio ha prevalso la sensazione di dover stare fermi, alla scoperta del disastro, in un mondo che si capovolge. Non avendo risorse cui attingere nell\u2019immediato, la risposta \u00e8 una forma di immobilit\u00e0. Via via per\u00f2 si prendono contatti con alcune forme di conoscenza. Alcuni membri della comunit\u00e0 si sono documentati su esperienze analoghe in altre parti del mondo. Dopo c\u2019\u00e8 la fase dell\u2019agglomerazione: quando le persone iniziano a parlarsi e si formano i primi gruppi spontanei. In particolare le mamme, che hanno iniziato a informarsi e a studiare. Non si tratta di attivismo in senso stretto. Anche i medici di base erano ignari di questa situazione. L\u2019attivismo \u00e8 servito per avviare le prime trasformazioni personali e collettive: questi gruppi, fondamentalmente di genere e femminili, hanno trovato un obiettivo ancora pi\u00f9 grande. Questa causa dicono di portarla avanti per i figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Una sorta di macrofamiglia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">M.M S\u00ec, hanno stretto contatti anche con mamme in altre parti del mondo e in Italia, come ad esempio mamme della Terra dei fuochi, con una prospettiva oltre il qui e ora. Spesso in questo genere di disastri si vede solitamente l\u2019evento nel presente e si tende a dare una visione di causa-effetto: in questo processo vengono alla luce eventi negativi che possono infliggere dolore, e alcuni punti negativi non vengono presi in considerazione. I fattori cumulativi: faccio riferimento ad esempio alle preoccupazioni economiche, come la perdita delle propriet\u00e0 perch\u00e9 non possono essere vendute a un prezzo di mercato, perch\u00e9 subiscono lo stigma dei territori contaminati. Dall\u2019altra parte poi le istituzioni non danno un sostegno adeguato: in questo senso si sentono abbandonati. Anche il biomonitoraggio si rivela negativo, perch\u00e9 ti porta a conoscenza del livello delle sostanze nel corpo. \u00c8 un lato di conoscenza ma anche una situazione infausta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00c8 possibile risanare le ferite di queste comunit\u00e0 e guarirle?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A.Z: Abbiamo lavorato sulla giustizia ambientale: c\u2019\u00e8 chi ha agito, chi ha subito l\u2019evento, le vittime, e c\u2019\u00e8 la pubblica opinione, la comunit\u00e0 allargata. \u00c8 evidente che all\u2019interno di questa triangolazione sia importantissimo il dopo, il cambiamento. La violenza segnala un cambiamento biografico per cui o si va avanti facendo i conti con quello che \u00e8 accaduto, o si pratica la rimozione. Oggi siamo ancora in uno stato di incertezza rispetto al riconoscimento delle vittime. Qui gioca un piano importante l\u2019azione delle istituzioni, il processo \u2013 l\u2019agor\u00e0 pubblica dove lo statuto e la parola permettono di dare voce, e a un pubblico di ascoltare. L\u2019avvio del processo permette di dire a queste persone \u201cnon eravamo isteriche, non eravamo pazzi.\u201d Questo \u00e8 un primo passo del riconoscimento delle preoccupazioni, l\u2019esito del processo sar\u00e0 determinante per riorganizzare la comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci sono tanti modi per superare questo trauma, anche in modo collettivo, con la memoria o a livello individuale e familiare: non tutti hanno subito lo stesso trauma e hanno le risorse per affrontare l\u2019accaduto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/thesubmarine.it\/2022\/05\/19\/pfas-acqua-contaminata-veneto\/\">https:\/\/thesubmarine.it\/2022\/05\/19\/pfas-acqua-contaminata-veneto\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di THE SUBMARINE (Marta Clinco) Una falda acquifera inquinata dalle sostanze chimiche invisibili grande come il lago di Garda, 350 mila persone colpite. 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