{"id":72370,"date":"2022-05-24T08:00:50","date_gmt":"2022-05-24T06:00:50","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72370"},"modified":"2022-05-24T10:48:51","modified_gmt":"2022-05-24T08:48:51","slug":"la-lotta-di-classe-nellepoca-della-finanza-moderna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72370","title":{"rendered":"La lotta di classe nell&#8217;epoca della finanza moderna"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di SINISTRA IN RETE (Antonio Pagliarone)1<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_72371\" style=\"width: 309px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-72371\" class=\"size-full wp-image-72371\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ISBN_LA_LOTTA_DI_CLASSE.jpg\" alt=\"\" width=\"299\" height=\"193\" \/><p id=\"caption-attachment-72371\" class=\"wp-caption-text\"><em>CREATOR: gd-jpeg v1.0 (using IJG JPEG v80), quality = 100<\/em><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Introduzione al volume La lotta di classe nell&#8217;epoca della finanza moderna, Asterios editore, Trieste 2022<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La pubblicazione di questi articoli, come COVID-19 e la catastrofe del debito delle corporation in arrivo di Joseph Baines e Sandy Brian Hager, La lotta di classe nell\u2019epoca della finanza moderna di Julius Krein un commentatore che pubblica regolarmente su America Affair, \u00e8 utile per introdurre nel dibattito una immagine del capitalismo moderno degli Stati Uniti che non viene assolu\u00adtamente presa in considerazione dalla stragrande maggioranza degli osservatori del vecchio continente anche da quelli ritenuti pi\u00f9 affidabili. Sin dai primi anni del nuovo millennio sono stati fatti dei tentativi per stimolare una riflessione su quella che a suo tempo alcuni di noi, pochissimi in effetti, definivano la \u201cfinanza speculativa\u201d. Uno dei primi studiosi che hanno analizzato la di\u00adnamica dello Speculative Capital fu Nasser Saber, che pubblic\u00f2 nel 1993 con questo titolo il primo di una serie di volumi per le edizioni Financial Times Management. Naturalmente non esiste alcuna traduzione dall\u2019inglese dei suoi lavori ma essi si rivelarono utilissimi per poter approfondire in maniera empirica la trasfor\u00admazione del capitalismo verificatasi in maniera intensiva dopo il 20011 2, anno che rappresenta lo spartiacque tra due ere: quella del capitalismo classico e quella del capitale speculativo che ha pro\u00addotto i suoi guai peggiori con la Great Recession del 2007-2008 dalla quale a quanto pare non riusciamo assolutamente ad uscirne. Krein presenta un quadro della cosiddetta \u201cfinanziariz\u00adzazione\u201d che risulta interessante nelle sue caratteristiche generali, ma i presupposti avanzati per spiegare la dinamica della finanza speculativa non sono cos\u00ec precisi anche se il risultato d\u2019insieme \u00e8 efficace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Egli non ci spiega perch\u00e9 sono declinati gli investimenti in capitale fisso nel settore delle corporation non finanziarie, ne prende atto e lo spiega con la mania del riacquisto dei titoli azio\u00adnari da parte delle societ\u00e0 quotate per farne aumentare il valore. Il fenomeno \u00e8 reale ma il quadro presentato deve essere invertito, infatti il riacquisto delle azioni societarie non \u00e8 la causa ma la con\u00adseguenza del declino degli investimenti. Il grafico sottostante preso da Lazonick indica la dinamica crescente del riacquisto delle azioni a partire dai primi anni \u201880.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-72372\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/peagliar876-1-300x212.webp\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/peagliar876-1-300x212.webp 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/peagliar876-1.webp 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Riacquisizioni di azioni (RP) e dividendi di cassa (DV) in dollari (2012) e come percentuale delle entrate nette (NI) di 251 aziende presenti nello S&amp;P 500 a Gen\u00adnaio del 2013, resi pubblici dal 1981 al 2012.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dal grafico risulta poi estremamente evidente l\u2019aumento del va\u00adlore delle azioni rappresentato dall\u2019andamento in crescita dell\u2019In\u00addice S&amp;P 500 e dall\u2019aumento dei dividendi per gli azionisti derivato dalle politiche adottate dalle corporation descritte feli\u00adcemente da Krein e Lazonick. Krein afferma che gli utili prove\u00adnienti dal riacquisto vengono reinvestiti nel settore finanziario per cui siamo di fronte ad uno \u201cspreco\u201d di capitale che porta alla crisi del settore produttivo, l\u2019unico in cui si possono realizzare profitti che rientrerebbero nel settore facendo crescere l\u2019accumulazione. Egli quindi vede nell\u2019aumento degli investimenti, grazie all\u2019intervento dello stato, la possibilit\u00e0 di tornare ad un capitali\u00adsmo \u201cnormale\u201d, una speranza condivisa con Lazonick che \u00e8 stato tra i primi a descrivere la trasformazione finanziaria del capitali\u00adsmo americano e non solo3. Una pia illusione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-72373\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/pagliar877-300x195.webp\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"195\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/pagliar877-300x195.webp 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/pagliar877.webp 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Grafico US. NFC. Trend non lineari del saggio di profitto, Massa dei pro\u00adfitti (Indice 1936=0,01) e quota di accumulazione 1936-2014.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In realt\u00e0 ci\u00f2 che bisogna osservare \u00e8 l\u2019aumento della massa dei profitti accumulati dalle Corporation non finanziarie a partire dagli anni \u201880, come si nota nella figura soprastante dove vengono rappresentati contemporaneamente gli andamenti del saggio di profitto e della quota di accumulazione di capitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">All\u2019aumento progressivo della massa dei profitti corrisponde un declino progressivo della quota di accumulazione che, raggiunto il picco massimo all\u2019inizio del 1980, continua a cadere fino al 2014 (e lo fa tuttora). Quindi il progressivo declino dell\u2019accumulazione in capitale fisso viene alla fine evidenziata dalla crescita della fi\u00adnanza speculativa che provoca una divaricazione fra l\u2019andamento del saggio del profitto e quello del saggio di accumulazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il saggio del profitto dopo il continuo declino a partire dalla fine degli anni \u201860 raggiunge il minimo nel 1990 e poi inizia a ripren\u00addersi. Se osserviamo la figura soprastante che mostra in partico\u00adlare solo l\u2019andamento del saggio del profitto netto nelle corporation NF si nota l\u2019inversione di tendenza piuttosto decisa a partire dal 1990.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-72374\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/pagliar878-300x161.webp\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"161\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/pagliar878-300x161.webp 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/pagliar878.webp 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Saggio del profitto del settore produttivo USA. 1946-2017.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quindi risulta chiaro che la trasformazione dell\u2019economia e so\u00adprattutto la crisi derivata dalla Great Recession non \u00e8 stata cau\u00adsata dal crollo del saggio del profitto, come affermano alcuni marxisti che ne hanno fatto una ideologia, ma da qualcosa d\u2019altro che occorre indagare. Ci\u00f2 che risulta evidente \u00e8 un aumento della liquidit\u00e0 a disposizione delle imprese in seguito alla fine del pe\u00adriodo del boom postbellico con l\u2019inizio della crisi degli anni 70, che ha colpito tutti i paesi capitalisti, che porta ad una fragilit\u00e0 economica estremamente grave tanto da provocare enormi diffi\u00adcolt\u00e0 alle imprese di ogni settore. Nel contempo si assiste ad un livello estremamente basso del valore delle azioni e poich\u00e9 la stra\u00adgrande maggioranza delle corporation \u00e8 costituita ormai da so\u00adciet\u00e0 per azioni, di vario genere, matura la tendenza verso fusioni e acquisizioni, con il conseguente aumento della concentrazione di capitale, che fa scattare in alto gli indici di borsa, e da qui, verso l\u2019inizio degli anni \u201980, comincia lo spostamento del capitale mo\u00adnetario dalla sfera produttiva a quella finanziaria-speculativa. Si genera cos\u00ec un circolo vizioso per cui i profitti generati nella pro\u00adduzione e nella finanza rimangono intrappolati nella dinamica speculativa in un maelstrom vorticoso che coinvolge le corpora\u00adtion produttive, protagoniste indiscusse della trasformazione. Il vortice \u00e8 talmente intenso che l\u2019assorbimento continuo di capitale nella sfera speculativa porta le corporation anche ad indebitarsi continuamente ed \u00e8 proprio questo continuo innalzamento del debito che fa aumentare la probabilit\u00e0 di nuovi crack altrettanto gravi quanto l\u2019ultima Great Recession. In queste condizioni una crescita economica di qualche rilevanza la possiamo solo sognare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In una situazione del genere, maturata a partire dai fatidici anni \u201880, si manifesta sempre pi\u00f9 una divaricazione dei redditi con la conseguente disuguaglianza divenuta ormai il brend del capitale speculativo. Come sottolinea Paolo Giussani in un suo vecchio scritto4 \u201cLa contrazione dell\u2019accumulazione prima e l\u2019outsourcing e il trasferimento all\u2019estero di grossi segmenti produttivi poi, at\u00adtraverso l\u2019aumento dell\u2019esercito di riserva, tendono a distruggere il potere contrattuale dei lavoratori salariati e mettono in moto un movimento di deintegrazione, diametralmente opposto a quello dominante dalla seconda met\u00e0 del secolo XIX in poi. Quello che fu il cosiddetto movimento operaio sparisce dalla scena della storia mentre l\u2019intensit\u00e0 della lotta concorrenziale di tutti contro tutti raggiunge livelli mai visti. L\u2019esercito di riserva tende ovunque ad accrescersi e a moltiplicare le sue forme\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La \u201cguerra di classe\u201d assume di conseguenza dei connotati nuovi rispetto ai tanto mitizzati anni \u201870, infatti il prodotto di questi tempi \u00e8 la lotta contro ogni forma di sottoproletariato del proprio paese e straniero proprio per la paura che hanno i lavoratori di \u201cscivolarci dentro\u201d ma soprattutto perch\u00e9 li considerano, assieme ai dipendenti statali, dei parassiti che sottraggono reddito e be\u00adnefit (anche sotto forma di welfare) a coloro che \u201cfaticano per sbarcare il lunario\u201d. Ormai la lotta contro il capitale \u00e8 limitata a sporadiche reazioni oppure viene confusa con l\u2019idea assurda di riuscire a spuntare aumenti salariali dalla lotta contro le tasse al pari di un qualsiasi bottegaio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ecco l\u2019amara realt\u00e0 alla quale si affianca il divario socio-econo\u00admico all\u2019interno del quadro presentato da Krein in cui \u201cLa vera guerra di classe \u00e8 compresa tra lo 0,1% e il 10% (al top), o, pi\u00f9 pre\u00adcisamente, tra le \u00e9lite che dipendono principalmente dalle plu\u00adsvalenze e quelle che dipendono principalmente dal lavoro professionale\u201d. Questo strato di \u201cdeclassati\u201d rappresentati se\u00adcondo Krein dalle nuove, ormai desuete, figure professionali della Silicon Valley, gli associati e gli avvocati stipendiati che lavorano nei mega-studi legali delle grandi metropoli, fino agli impiegati di Uber e WeWork per non tralasciare i tecnici professionalizzati delle imprese High-tech. Questa nuova classe sottoposta alle pres\u00adsioni generate dalla struttura e dalle dinamiche dello speculative capital teme non solo per il posto di lavoro come o forse pi\u00f9 di un operaio comune ma soffre in maniera pesante la disuguaglianza che genera sempre pi\u00f9 insicurezza per se e per le nuove genera\u00adzioni in quanto \u201csono rapidamente aumentati i costi per trasferire lo status di \u00e9lite ai propri figli\u201d ossia i costi per un\u2019istruzione di alto livello. Questa condizione della \u201cclasse medio alta\u201d porta di conseguenza ad una sua \u201cradicalizzazione\u201d, rispetto al conserva\u00adtorismo che essa ha sempre sostenuto in passato. Questo strato sociale \u00e8 andato via via sostituendo la classe dei lavoratori nei con\u00adsensi e nell\u2019attivismo a favore dei democratici arrivando ad assu\u00admere posizioni pi\u00f9 radical dello stesso establishment del partito. Non facciamoci illusioni non sar\u00e0 certo questo ceto medio declas\u00adsato a creare le condizioni per il superamento di un sistema de\u00adgenerato dalla speculazione in ogni sua manifestazione, possiamo quindi concludere che la crisi non ha risolto n\u00e9 cancellato nulla, l\u2019indebitamento resta altissimo e continua ad essere elevata la probabilit\u00e0 di nuovi crolli finanziari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019ultimo decennio, il debito globale ha raggiunto i 250 trilioni di dollari (dagli 84 trilioni nel 2000 e i 173 trilioni nel 2008) pari al 320% del PIL globale, il 50% in pi\u00f9 rispetto al decennio prece\u00addente. Il debito pubblico globale \u00e8 aumentato del 77%, il debito delle corporation globale del 51% per cui nessuno che abbia un po\u2019 di cervello pu\u00f2 credere che questo debito verr\u00e0 mai ripagato. Al contrario, continuer\u00e0 a crescere, poich\u00e9 molte imprese e go\u00adverni devono prendere in prestito per pagare gli interessi sul loro vecchio debito. Ecco perch\u00e9 \u00e8 indispensabile che i tassi di inter\u00adesse siano mantenuti pi\u00f9 bassi possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dieci anni fa il debito interno della Cina era pari solo al 18,8% del PIL cinese e da allora \u00e8 quasi triplicato raggiungendo il 51%. Il debito delle corporate \u00e8 salito al 65% del PIL, il pi\u00f9 rapido au\u00admento di tutte le principali economie. Nel frattempo, i profitti sono crollati. Nell\u2019anno precedente la Great Recession, l\u2019utile complessivo netto dell\u2019economia cinese era di 726 miliardi di dol\u00adlari. Dieci anni dopo, il suo bilancio mostrava una perdita di 34 miliardi. Ancor prima che si diffondesse la pandemia, in Cina sembrava quasi inevitabile un\u2019ondata di fallimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Negli Stati Uniti il quadro appare in qualche modo un po\u2019 di\u00adverso, infatti anche in questo caso, sia il debito pubblico che il deb\u00adito delle corporation non finanziarie sono pi\u00f9 che raddoppiati. Tuttavia, negli Stati Uniti, il saggio di profitto in questo decennio \u00e8 aumentato, in parte grazie al ristagno dei salari, ma questo au\u00admento \u00e8 dovuto quasi esclusivamente al successo delle corporation al top del 10%, mentre i margini di profitto delle imprese nella met\u00e0 inferiore sono rimasti per lo pi\u00f9 in territorio negativo come dimostra l\u2019articolo di Joseph Baines e Sandy Brian Hager. Resta il fatto che i bilanci aziendali sono pericolosamente fragili ed in tutte le principali economie, sono aumentate le preoccupazioni relative all\u2019aumento del debito societario. Negli Stati Uniti, sullo sfondo di un accesso decennale a denaro a buon mercato, le corporation non finanziarie hanno visto i loro debiti pi\u00f9 che raddoppiare, passando da 3,2 trilioni di $ nel 2007 a 6,6 trilioni di $ nel 2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In queste condizioni risulta sempre meno possibile una crescita economica di una qualche rilevanza, come stiamo sperimentando continuamente, ma men che meno si pu\u00f2 ristabilire una nuova fase speculativa, oppure potrebbe verificarsi solo riproducendo condizioni peggiori di quelle esistenti. Mentre rivedo queste note \u00e8 scoppiato il dramma della Pandemia che, come il cacio sui mac\u00adcheroni, contribuir\u00e0 inevitabilmente a peggiorare, e di molto, la situazione di crisi perdurante trasformandola probabilmente nella pi\u00f9 Grande Depressione della storia. L\u2019OCSE prevede che i paesi ricchi si addosseranno un debito pubblico aggiuntivo di almeno 17 trilioni di dollari, un aumento del 28% sul PIL rispetto alla Great Recession del 2007. Mentre combattono le conseguenze economiche della pandemia si verificher\u00e0 contemporaneamente, ed inevitabilmente, un enorme calo delle entrate fiscali che ridur\u00adranno le misure di stimolo messe in atto per contrastare la grave situazione economica e sociale che si sta delineando5. \u201cNon \u00e8 in\u00adsensato pensare che una seconda scossa del tipo e magnitudo di quella sorta con la Great Recession possa produrre grandissime sorprese\u201d. Il modo di produzione capitalistico potrebbe fallire de\u00adfinitivamente per dar vita ad uno nuovo6, altrimenti saremo co\u00adstretti a vivere un lunghissimo periodo di povert\u00e0 e disperazione in un sistema che potrebbe addirittura regredire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Col rallentamento dell\u2019accumulazione di capitale negli ultimi anni in Cina, le lotte portate avanti dai lavoratori iniziano a spostarsi geograficamente e subiscono una trasformazione delle loro forme. Sulla base di analisi empiriche dettagliate l\u2019articolo di Zhun Xu e Ying Chen \u201cLo spostamento nel territorio delle lotte dei lavoratori in Cina: prove ed implicazioni\u201d pone in evidenza un evidente trasferimento territoriale dei conflitti del lavoro dalle re\u00adgioni costiere a quelle interne. Nel frattempo, la repressione delle lotte sta diventando sempre pi\u00f9 aggressiva e violenta e quindi ci troviamo di fronte alla fine del breve periodo di attivismo nell\u2019et\u00e0 dell\u2019oro delle regioni costiere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Note\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>1 Antonio.pagliarone@fastwebnet.it. Milano, Gennaio 2020.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>2 Non \u00e8 un caso che questo \u00e8 l\u2019anno dell\u201911 settembre (vedi il mio Contractors pub\u00adblicato da Sedizioni nel 2008).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>3 Vedi William Lazonick \u201cProfitti Senza Prosperit\u00e0: come le riacquisizioni delle azioni manipolano il mercato e rendono pi\u00f9 povera la maggioranza degli ameri\u00adcani\u201d pubblicato in Countdown studi sulla crisi n 2 Colibr\u00ec Marzo 2016.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>4 Paolo Giussani \u201cIl capitalismo \u00e8 morto\u201d paper del Novembre 2010.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>5 Ancora una volta, possiamo fare tesoro delle lezioni dal Giappone. Il primo mi\u00adnistro Abe \u00e8 famoso per lo stimolo economico, il suo mandato ha comportato due aumenti dell\u2019imposta sui consumi, dal 5 all\u20198% nel 2014 e poi al 10% lo scorso ot\u00adtobre. In entrambe i casi gli aumenti hanno portato l\u2019economia giapponese alla recessione mentre il rapporto debito\/PIL ha raggiunto il 240% provocando non poche preoccupazioni per l\u2019economia mondiale.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>6 A tale proposito faremo uscire prossimamente una raccolta di Countdown studi sulla crisi dedicata specificamente all\u2019Economia dei Liberi Produttori Associati.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/neoliberismo\/23091-antonio-pagliarone-la-lotta-di-classe-nell-epoca-della-finanza-moderna.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/neoliberismo\/23091-antonio-pagliarone-la-lotta-di-classe-nell-epoca-della-finanza-moderna.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA IN RETE (Antonio Pagliarone)1 Introduzione al volume La lotta di classe nell&#8217;epoca della finanza moderna, Asterios editore, Trieste 2022 La pubblicazione di questi articoli, come COVID-19 e la catastrofe del debito delle corporation in arrivo di Joseph Baines e Sandy Brian Hager, La lotta di classe nell\u2019epoca della finanza moderna di Julius Krein un commentatore che pubblica regolarmente su America Affair, \u00e8 utile per introdurre nel dibattito una immagine del capitalismo moderno degli&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":95,"featured_media":26572,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Schermata-2016-12-13-alle-15.57.26.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-iPg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/72370"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/95"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=72370"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/72370\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":72376,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/72370\/revisions\/72376"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/26572"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=72370"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=72370"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=72370"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}