{"id":72403,"date":"2022-05-25T09:00:25","date_gmt":"2022-05-25T07:00:25","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72403"},"modified":"2022-05-24T13:31:11","modified_gmt":"2022-05-24T11:31:11","slug":"lassenza-della-verita-una-riflessione-sul-presente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72403","title":{"rendered":"L\u2019assenza della verit\u00e0: una riflessione sul presente"},"content":{"rendered":"<div><strong>di OLTRELALINEA (Flores Tovo)<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"elementor-element elementor-element-20d97c5e elementor-widget elementor-widget-theme-post-featured-image elementor-widget-image\" data-id=\"20d97c5e\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"theme-post-featured-image.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<div class=\"elementor-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-large size-large\" title=\"L'assenza della verit\u00e0: una riflessione sul presente\" src=\"https:\/\/oltrelalinea.news\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/verita.jpg\" alt=\"verit\u00e0\" width=\"960\" height=\"720\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"elementor-element elementor-element-127e2ba8 elementor-widget elementor-widget-theme-post-title elementor-page-title elementor-widget-heading\" data-id=\"127e2ba8\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"theme-post-title.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"elementor-element elementor-element-612d19b elementor-widget elementor-widget-breadcrumbs\" data-id=\"612d19b\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"breadcrumbs.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<p id=\"breadcrumbs\">\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"elementor-element elementor-element-23cccb5d elementor-widget elementor-widget-theme-post-content\" data-id=\"23cccb5d\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"theme-post-content.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<h2>Fenomenologia della verit\u00e0<\/h2>\n<p>L\u2019<strong>assenza della verit\u00e0<\/strong>\u00a0non \u00e8 da intendersi come il semplice\u00a0<strong>dominio della menzogna<\/strong>\u00a0che l\u2019ha sostituita. L\u2019assenza della verit\u00e0 \u00e8 soprattutto\u00a0<strong>assenza del pensiero<\/strong>, poich\u00e9 il pensiero nasce e si compie interamente solo attraverso la verit\u00e0. Comunque, prima di rispondere sul perch\u00e9 di tale assenza, bisogna cercar di capire cos\u2019\u00e8 la verit\u00e0.<\/p>\n<p>E\u2019 assai probabile che l\u2019etimologia della parola verit\u00e0 sia di origine sanscrita, che \u00e8 una lingua indoeuropea: la parola \u00e8\u00a0<em>vrtta<\/em>, che significa fatto, accadimento. Pure nei testi antichi zoroastriani troviamo la radice\u00a0<em>var,<\/em>\u00a0che significa credere e che corrisponde alla parola sanscrita\u00a0<em>varami\u00a0<\/em>che si traduce come scegliere o volere. Ovviamente ci sono altre interpretazioni dell\u2019origine della parola. Ma non ci stiamo curando di questo.<\/p>\n<p>Ora si sa che la tradizionale formula che definisce la verit\u00e0 \u00e8 espressa in latino dagli Scolastici sulla scorta della\u00a0<a href=\"https:\/\/www.allaboutsophia.it\/appunti-di-filosofia\/la-metafisica-di-aristotele\/\">filosofia aristotelica<\/a>\u00a0(<em>Metafisica<\/em>, libro VII): essa stabilisce l\u2019essenza della verit\u00e0 come \u201c<em>adaequatio rei et intellectus<\/em>\u201d. Vale a dire che ci deve essere una adeguazione, o meglio una conformit\u00e0 o una corrispondenza fra un giudizio pensato e una cosa rappresentata. La\u00a0<em>vrtta<\/em>, appunto. Bisogna aver chiaro comunque che il vero e il falso nascono solo con un\u00a0 giudizio o proposizione. Infatti se si usano\u00a0 singolarmente concetti come \u201cuomo\u201d, \u201ccorre\u201d, \u201cvince\u201d, \u201cbianco\u201d questi non \u00e8 n\u00e9 veri, n\u00e9 falsi, giacch\u00e9 sono vere o false solo le combinazioni fra di loro. Se per esempio dico che \u201cquell\u2019uomo corre\u201d e sta in effetti correndo, il giudizio \u00e8 vero. Aristotele stabil\u00ec inoltre che la verit\u00e0 sta nelle proposizioni dichiarative o apofantiche e non nella cosa rappresentata. Il fatto in s\u00e9, o fenomeno, \u00e8 muto.<\/p>\n<p>Solo col giudizio la verit\u00e0 o la falsit\u00e0 vengono poste. I fatti sono solo la misura, il punto di riferimento, ma essi, poich\u00e9 sono muti, non sono perci\u00f2 la verit\u00e0: essa si compie solo nel\u00a0<strong>pensiero articolato<\/strong>. Aristotele aggiunge inoltre che il fatto deve accadere realmente, perch\u00e9 anche un ragionamento perfetto, come \u00e8 il sillogismo, sebbene sia logicamente valido, cio\u00e8 rispettoso di tutte le regole logiche, \u00e8 falso se il fatto non sussiste (<em>nisi est in intellectu, quod prius non fuerit in sensu<\/em>). E\u2019 chiaro quindi che la corrispondenza fra pensiero e cosa deve essere perci\u00f2 conforme.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Approfondimento del concetto di verit\u00e0<\/h2>\n<p>Ci\u00f2 che si \u00e8 scritto sinora \u00e8 l\u2019espressione corrente e comune del concetto di verit\u00e0. Tuttavia abbiamo visto che l\u2019etimologia della parola verit\u00e0 pu\u00f2 essere intesa come scelta, come libert\u00e0 di volere. Un grande approfondimento di tale punto di vista lo dobbiamo a\u00a0<a href=\"https:\/\/oltrelalinea.news\/2020\/01\/24\/concetto-salvezza-presente-storico\/\"><strong>Martin Heidegger<\/strong><\/a>, quando si interroga sull\u2019essenza della verit\u00e0. Nel suo saggio \u201c<em>Dell\u2019essenza della verit\u00e0<\/em>\u201d (1) egli scrive la seguente meditazione:<\/p>\n<p><em>\u201cLa questione dell\u2019essenza della verit\u00e0 non si cura di stabilire se la verit\u00e0 \u00e8 una verit\u00e0 dell\u2019esperienza pratica della vita o di un calcolo economico, se \u00e8 la verit\u00e0 di una riflessione tecnica o di una forma artistica, o se invece \u00e8 la verit\u00e0 di una meditazione pensante\u00a0 o di una fede che si esprime nel culto. La questione dell\u2019essenza prescinde da tutto questo e guarda ad una sola cosa: che cosa in generale caratterizza ogni \u201cverit\u00e0\u201d in quanto verit\u00e0\u201d<\/em>\u00a0(2).<\/p>\n<p>Heidegger si interroga allora sul perch\u00e9 \u00e8 possibile la corrispondenza fra pensiero e cosa, ossia su qual \u00e8 il fondamento che la rende possibile. Egli ritiene che la consegna di conformarsi ad una qualsiasi rappresentazione oggettuale \u00e8 possibile solo perch\u00e9 l\u2019esserci umano \u00e8\u00a0<strong>aperto<\/strong>\u00a0ad adeguarsi con essa, cio\u00e8 di decidere con una deliberazione atta a vincolare il pensiero con la realt\u00e0. Questa apertura implica la\u00a0<strong>libert\u00e0,<\/strong>\u00a0che consiste sempre nel voler vincolarsi o svincolarsi da un eventuale rapporto.<\/p>\n<p>\u201c<em>L\u2019essenza della verit\u00e0, compresa come conformit\u00e0 dell\u2019asserzione, \u00e8 la libert\u00e0<\/em>\u201d (3).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>La questione della libert\u00e0 e dell\u2019apertura dell\u2019Essere<\/h2>\n<p>Ecco che cos\u00ec si spiega il temine antico di \u201c<em>varami\u201d,<\/em>\u00a0che intendeva la verit\u00e0 come scelta e volere, ossia come un atto razionale che implica apertura positiva verso ci\u00f2 che \u00e8 manifesto, e come proposito di conformarsi ad essa. Una libert\u00e0 tuttavia che pu\u00f2 scegliere l\u2019opposto, cio\u00e8 la non-conformazione e il non-adeguamento. In tal caso si ha la menzogna voluta.<\/p>\n<p>L\u2019uomo, secondo Heidegger, \u00e8\u00a0<strong>Esserci,<\/strong>\u00a0cio\u00e8 un ente (il Ci) aperto all\u2019Essere. Questa apertura nasce quando i primi pionieri della civilt\u00e0 cominciarono a lavorare collettivamente lungo i grandi fiumi, e quindi a progettare. Il progetto implica sia il pensiero sul cosa fare e sia l\u2019intuizione temporale del futuro, poich\u00e9 il pro-getto si attua verso il futuro, che di rimbalzo implica il ricordo di ci\u00f2 che si \u00e8 fatto, ossia il rimando al passato (4): \u00a0ma non \u00e8 questo il tema che si vuole ora trattare.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 l\u2019esserci \u00e8 sostanzialmente apertura e possibilit\u00e0, vien da s\u00e9 che egli pu\u00f2 scegliere, e questo costituisce la sua essenza. Ecco perch\u00e9 egli pu\u00f2 incamminarsi sulla via della verit\u00e0 o sulla via dell\u2019erranza. Quando si sceglie l\u2019erranza, scrive Heidegger, essa \u00a0\u201c\u2026<em>domina l\u2019uomo e lo fuorvia<\/em>\u201d (5). Nello stesso tempo l\u2019uomo, per\u00f2, pu\u00f2 scegliere di non lasciarsi fuorviare. La verit\u00e0 \u00e8 quindi l\u2019<strong>evento fondante del pensiero umano<\/strong>, e in tale evento \u201csi trova\u201d anche il suo contrario, cio\u00e8 la menzogna. La vita diventa perci\u00f2 un gioco, un tragico gioco d\u2019azzardo, in cui il rischio di una caduta nel non-pensiero, e nel non-essere, cio\u00e8 nella menzogna, \u00e8 sempre presente.<\/p>\n<p>Proprio per questo Heidegger concep\u00ec la verit\u00e0 come \u201c<em>al\u00e8theia<\/em>\u201d, come svelamento o non-nascondimento dell\u2019Essere stesso, da lui inteso principalmente come pensiero e tempo, ispirandosi al pensiero di Parmenide ed\u00a0<a href=\"https:\/\/oltrelalinea.news\/2021\/04\/18\/eraclito-filosofo-essere-divenire\/\">Eraclito<\/a>. La verit\u00e0, in base a questa prospettiva filosofica, era intesa come un\u2019apertura pre-discorsiva, ontologica, ovvero come l\u2019intuizione originaria: essa \u00e8 l\u2019accadere stesso dell\u2019Essere in cui l\u2019uomo viene ad essere coinvolto. Heidegger in seguito, dopo un lunga polemica col filologo classico\u00a0<strong>Paul Friel\u00e4nder<\/strong>, riconobbe comunque che la verit\u00e0 viene esperita subito e soltanto come correttezza del rappresentare e dell\u2019esperire (<em>orth\u00f2tes<\/em>), restando per\u00f2 fermo nella convinzione che la verit\u00e0 \u00e8 l\u2019apertura all\u2019Essere che a sua volta si apre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>La diatriba filosofica greca su dubbio e certezza<\/h2>\n<p>Ora, in relazione a ci\u00f2 che si \u00e8 scritto, osserviamo che nel corso della storia umana ci sono state epoche soggiogate dall\u2019erranza ed altre invece rivolte verso la ricerca della verit\u00e0. Anche il pensiero filosofico, se lo si studia nel suo complesso, \u00e8 segnato talvolta dal trionfo di filosofie scettiche e\u00a0<strong>nichiliste<\/strong>\u00a0basate sul\u00a0<strong>dubbio<\/strong>\u00a0e sul\u00a0<strong>caos,<\/strong>\u00a0e altre da filosofie che si contrapponevano all\u2019incertezza dubitante, e che cercarono di fondare sistemi di un conoscere saldo e certo. In altre parole si \u00e8 assistito alla lotta fra coloro che affermavano che non ci sono verit\u00e0 n\u00e9 assolute, n\u00e9 indubitabili, e coloro che invece ponevano con forza spirituale verit\u00e0 ferme ed incontrovertibili. Il primo importantissimo esempio di tale conflitto filosofico risale all\u2019antichit\u00e0, e ha avuto effetti su tutta la filosofia successiva (intesa come spirito che si attua nella storia) fino a quella moderna. Si tratta dello scontro fra lo scetticismo radicale di Gorgia da Lentini e Socrate-Platone.<\/p>\n<p>Il vegliardissimo siceliota siracusano\u00a0<strong>Gorgia da Lentini<\/strong>\u00a0(camp\u00f2 pi\u00f9 di 100 anni) divenne famoso affermando le sue tre principali tesi: 1) nulla c\u2019\u00e8; 2) se anche qualcosa c\u2019\u00e8, non \u00e8 conoscibile all\u2019uomo; 3) se anche \u00e8 conoscibile, \u00e8 incomunicabile agli altri. Tesi che hanno suscitato una discussione filosofica interminabile, per cui \u00e8 inutile aggiungere altro. Certamente Gorgia negava che ci fosse una Unit\u00e0 trascendente, in quanto escludeva ogni adesione alla realt\u00e0 di un Essere inteso come Dio eterno ed infinito. Da queste affermazioni discendeva l\u2019impossibilit\u00e0 di una scienza vera, ontologica e assoluta. L\u2019unica via per la comunicazione restava quella del\u00a0<strong>sentimento<\/strong>\u00a0capace di persuadere gli ascoltatori (<em>peith\u00f2<\/em>), che per\u00f2 poteva aprire le porte all\u2019<strong>inganno<\/strong>\u00a0(<em>ap\u00e0te<\/em>). La retorica diventava l\u2019arte della persuasione (che fruttava molti soldi a Gorgia per il suo insegnamento), la quale spianava la strada al caos derivante dall\u2019inganno. La verit\u00e0, la morale, la giustizia precipitavano nelle spire di una\u00a0<strong>dialettica<\/strong>\u00a0puramente discorsiva che distruggevano il senso ed ogni predicabilit\u00e0 permanente ad un qualsiasi soggetto. Si giungeva perci\u00f2, alla fine del percorso, alla tragedia spalancata sull\u2019orlo di un caos abissale.<\/p>\n<p><strong>Socrate<\/strong>\u00a0fu il primo filosofo che reag\u00ec contro tale relativismo radicale, proponendo, a cominciare da una prospettiva etica imperniata sul concetto di bene, verit\u00e0 intersoggettive condivise. Egli per\u00f2 ragionava ancora in termini umanistici, che erano pur sempre messi sotto la cappa del dubbio, proprio perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che \u00e8 umano \u00e8 limitato e finito.<\/p>\n<p>La grande reazione profonda, d\u2019immensa portata storica, fu quella di\u00a0<strong>Platone<\/strong>, allievo di Socrate. La morte ingiusta di questi lo sconvolse al punto tale da spingerlo a costruire una scienza filosofica assoluta (<em>epist\u00e8me<\/em>), con lo scopo di sradicare definitivamente lo scetticismo totalizzante di Gorgia e dei Sofisti in generale. Egli si convinse che la catastrofe\u00a0 che si era abbattuta in Grecia con le due guerre del Peloponneso erano da imputare proprio alla\u00a0<strong>degenerazione<\/strong>\u00a0di tutti i valori fondanti dell\u2019essere umano, a partire dalla distruzione della verit\u00e0 operata da una filosofia perniciosa. Platone fond\u00f2 il sistema delle idee (da\u00a0<em>ide\u00ecn<\/em>, vedere), visioni intellettuali della verit\u00e0, ossia gli \u201c\u201d<em>Immutabili<\/em>\u201d, a cui pochi (i filosofi)\u00a0 possono accedere. Solo il Sommo Bene, che \u00e8 l\u2019Uno che trascende le stesse idee, \u00e8 inaccessibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>L\u2019essenza umana fra verit\u00e0 e menzogna<\/h2>\n<p>Abbiamo riportato, in estrema sintesi, questo esempio filosofico, perch\u00e9 esso rivela sinteticamente il destino che costituisce l\u2019essenza stessa dell\u2019esserci umano, sempre oscillante fra menzogna e verit\u00e0. Menzogne colossali sono sempre presenti in ogni epoca, che possono durare secoli o decenni (si veda ad esempio la \u201c<em>Donazione<\/em>\u201d di\u00a0<strong>Costantino<\/strong>\u00a0o \u201c<em>I decretali dello Pseudo-Isidoro\u201d\u00a0<\/em>o il dispaccio di Ems da parte di\u00a0<a href=\"https:\/\/oltrelalinea.news\/2021\/03\/21\/bismarck-cancelliere-di-ferro-prussiano\/\"><strong>Bismark<\/strong><\/a>, per non dire dei\u00a0<strong>falsi storici perpetrati dagli USA<\/strong>\u00a0per entrare in guerra da aggrediti). La prima e potente reazione allo scetticismo fu quella di\u00a0<strong>S. Agostino<\/strong>, quando confut\u00f2 in modo decisivo il pensiero degli Scettici. Egli infatti sanc\u00ec l\u2019inoppugnabile \u00a0\u201c<em>si fallor sum<\/em>\u201d, che anticip\u00f2 di un millennio e pi\u00f9 il \u201c<em>cogito<\/em>\u201d cartesiano. Il \u201c<em>si fallor sum<\/em>\u201d \u00a0ha il significato ontologico che si pu\u00f2 anche sbagliare su tutto, ma non sulla realt\u00e0 della propria esistenza (<em>De civitate dei<\/em>, XI, 26). Va da s\u00e9, aggiungeva S. Agostino, che l\u2019uomo \u00e8 \u00a0s\u00ec aperto alla verit\u00e0, ed \u00e8 capace persino di cogliere una verit\u00e0 indubitabile, ma essendo un ente finito, non pu\u00f2 cogliere quella assoluta che appartiene a Dio.<\/p>\n<p>Verit\u00e0 e menzogna nascono, come s\u2019\u00e8 detto, dalla possibilit\u00e0 e dalla\u00a0<strong>libert\u00e0 di scelta<\/strong>: esse sono, come ben rivelava Heidegger, perennemente\u00a0 e strutturalmente costitutive dell\u2019esserci umano. Non a caso egli era stato uno studioso attento\u00a0 di\u00a0 Sant\u2019Agostino, del\u00a0<strong>Cusano<\/strong>\u00a0 de \u201c<em>La dotta ignoranza<\/em>\u201d e de \u201c<em>Il Dio nascosto<\/em>\u201d e dei grandi mistici tedeschi (in particolare di Silesio). Possiamo con ci\u00f2 constatare che le epoche storiche contrassegnate dalla ricerca della verit\u00e0, sono anche quelle epoche in cui il pensiero umano conosce capacit\u00e0 artistiche, filosofiche e scientifiche straordinarie, mentre, all\u2019opposto, le epoche in cui la menzogna penetra non solo nelle classi dirigenti, ma anche all\u2019interno dei popoli, il caos regna sovrano. Con la menzogna radicale e pervasiva il pensiero declina fino al\u00a0<strong>delirio.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Il dominio della menzogna nel tempo presente<\/h2>\n<p>E\u2019 quasi una banalit\u00e0 constatare che la nostra epoca \u00e8 governata in tutti i suoi gangli dalla\u00a0<strong>menzogna<\/strong>\u00a0ingannevole, la quale trova il fondamentale supporto di quasi tutti i mezzi di comunicazione. Mai la penetrazione della frode \u00e8 stata cos\u00ec penetrante in tutta la storia umana, grazie all\u2019imposizione totalitaria della tecnica (il\u00a0<em>Gestell<\/em>). Ciarlatani, bari, imbroglioni e millantatori sono al servizio permanente ed effettivo e al soldo di pochissimi detentori di ricchezze esorbitanti e folli. Viviamo nell\u2019epoca della \u201c<em>compiuta peccaminosit\u00e0<\/em>\u201d prevista da\u00a0<strong>Fiche;<\/strong>\u00a0un\u2019 epoca senza vera autorit\u00e0, senza disciplina, indifferente verso ogni verit\u00e0, sfrenata e senza un filo conduttore, poich\u00e9 la ragione e la logica vengono rifiutate. \u201c<em>Ci troviamo in una nova gigantesca Babele in cui gli uomini parlano nel vuoto<\/em>\u201d (6).<\/p>\n<p>La domanda su come \u00e8 potuto accadere questo, ha ormai avuto questa migliaia di risposte, che si possono riassumere con poche parole:\u00a0<strong>trionfo del macchinismo<\/strong>, tirannia del calcolo e del profitto, riduzione dell\u2019uomo nella dimensione di un\u00a0<strong>individualismo<\/strong>\u00a0atomistico, privo cio\u00e8 di ogni senso comunitario. Mettiamoci anche la conseguente\u00a0<a href=\"https:\/\/oltrelalinea.news\/2019\/10\/06\/il-bello-la-sua-storia-e-la-sua-scomparsa-nellepoca-contemporanea\/\"><em>distruzione del sacro, del bello<\/em><\/a>, del giusto, del bene e del pensare profondo e si ottiene cos\u00ec il quadro completo. Parole che comunque rappresentano un percorso che parte all\u2019incirca nel \u2018500 e che \u00e8 giunto ai nostri giorni. Insomma stiamo assistendo alla vittoria dell\u2019erranza e dell\u2019inganno perpetrate nei secoli, in cui la verit\u00e0 si ritira.<\/p>\n<p>\u201c<em>Nihil sub soli novi<\/em>\u201d scrive l\u2019Ecclesiaste. La tragedia umana consiste appunto in questa\u00a0<strong>continua oscillazione fra il vero e il falso, fra il pensare e la sua negazione<\/strong>. Questa oscillazione sembrerebbe dar origine a cicli storici che in diverse forme si ripetono, poich\u00e9 la struttura mentale degli uomini non muta, mentre per\u00f2 mutano i movimenti sociali. Ma oggi \u00e8 assai probabile che non sia pi\u00f9 cos\u00ec. Il dominante regno della quantit\u00e0,\u00a0<a href=\"https:\/\/oltrelalinea.news\/2022\/01\/16\/capitalismo-considerazioni-presente-storico\/\"><em>creato dal sistema capitalistico<\/em><\/a>, che riguarda l\u2019aspetto demografico, economico, tecnico, e spazio-temporale ci ha condotto verso la terza guerra mondiale, sebbene moltissimi non l\u2019abbiano ancora compreso. Si va diritti verso l\u2019Indifferenziato. Se questo accadr\u00e0, e purtroppo ci sono molte probabilit\u00e0 che accada, nulla avr\u00e0 pi\u00f9 senso, poich\u00e9 ci sar\u00e0 solo il\u00a0<strong>vuoto dell\u2019abisso<\/strong>.<\/p>\n<p>Note:<\/p>\n<ol>\n<li>HEIDEGGER,\u00a0<em>Dell\u2019essenza della verit\u00e0<\/em>, p.133. Sta in \u201c<em>Segnavia<\/em>\u201d, sta in Adelphi Edizioni, Milano 1987.<\/li>\n<li>IDEM, p.133.<\/li>\n<li>IDEM, p.142.<\/li>\n<li>Si veda M.HEIDEGGER,\u00a0<em>Logica<\/em>,\u00a0<em>Il problema della verit\u00e0<\/em>, ed. Mursia, Milano 1986.<\/li>\n<li>HEIDEGGER,\u00a0<em>Dell\u2019essenza, op. cit<\/em>., p. 152.<\/li>\n<li>Si veda J.G. FICHTE, \u201c<em>I tratti fondamentali dell\u2019epoca presente<\/em>, ed. Guarini ed Associati, Milano 1999.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/oltrelalinea.news\/2022\/05\/20\/assenza-della-verita-una-riflessione-sul-presente\/\">https:\/\/oltrelalinea.news\/2022\/05\/20\/assenza-della-verita-una-riflessione-sul-presente\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLTRELALINEA (Flores Tovo) Fenomenologia della verit\u00e0 L\u2019assenza della verit\u00e0\u00a0non \u00e8 da intendersi come il semplice\u00a0dominio della menzogna\u00a0che l\u2019ha sostituita. L\u2019assenza della verit\u00e0 \u00e8 soprattutto\u00a0assenza del pensiero, poich\u00e9 il pensiero nasce e si compie interamente solo attraverso la verit\u00e0. Comunque, prima di rispondere sul perch\u00e9 di tale assenza, bisogna cercar di capire cos\u2019\u00e8 la verit\u00e0. E\u2019 assai probabile che l\u2019etimologia della parola verit\u00e0 sia di origine sanscrita, che \u00e8 una lingua indoeuropea: la parola \u00e8\u00a0vrtta,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":99,"featured_media":46132,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/oltrelalinea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-iPN","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/72403"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/99"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=72403"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/72403\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":72404,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/72403\/revisions\/72404"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/46132"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=72403"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=72403"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=72403"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}