{"id":72431,"date":"2022-05-25T12:10:33","date_gmt":"2022-05-25T10:10:33","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72431"},"modified":"2022-05-25T12:27:56","modified_gmt":"2022-05-25T10:27:56","slug":"la-costruzione-dellalleanza-antieuropeista-e-per-la-costituzione-procede-alla-grande","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72431","title":{"rendered":"La costruzione dell&#8217;Alleanza antieuropeista e per la Costituzione procede alla grande."},"content":{"rendered":"<p>di\u00a0 <strong>STEFANO D&#8217;ANDREA<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-72432\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Arca-dellalleanza-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Arca-dellalleanza-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Arca-dellalleanza-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Arca-dellalleanza-768x432.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Arca-dellalleanza.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La costruzione dell\u2019Alleanza antieuropeista e per la Costituzione \u00e8 un processo lento e denso di ostacoli, il quale, perci\u00f2, richiede sofisticatezza, disciplina, pragmatismo e anche la necessaria riservatezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se cos\u00ec non fosse, qualunque gruppo di cretini o comunque di uomini privi di ogni attitudine e qualit\u00e0, riuscirebbe, anche a livello nazionale, a costruire l&#8217;alleanza o il partito, e vi sarebbe riuscito in tutte le altre occasioni elettorali. Ma cos\u00ec non \u00e8 e non \u00e8 mai stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Basti pensare che in Italia, dal 1948, sono state costruite centinaia di grandi imprese, anche multinazionali, ma soltanto 4 partiti nuovi (Partito Radicale, Lega, Forza Italia e M5S) \u2013 gli altri, i partiti nati da scissioni e aggregazioni di classi dirigenti non vanno presi in considerazione, avendo diversa natura &#8211; e soltanto uno di essi per un processo di alleanza, tra l&#8217;altro tra soggetti territorialmente definiti (la lega lombarda che si allea e assorbe altre leghe e diventa lega nord). Un conto sono le alleanze politiche locali, agevoli da costruire e delle quali, infatti, dal 1948 ne sono state realizzate migliaia e migliaia. Un conto \u00e8 costruire un&#8217;alleanza politica nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il processo \u00e8 lento perch\u00e9 la formula per raggiungere l\u2019obiettivo non \u00e8 &#8220;sedersi tutti intorno a un tavolo&#8221; e dar vita all&#8217;alleanza anzi all&#8217;unit\u00e0, come crede la parte pi\u00f9 ingenua, per fortuna minoritaria, della nostra area di riferimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono sicuro che le persone che suggeriscono questo metodo, se sono attori e decidono di costruire una compagnia teatrale, se sono avvocati o commercialisti e decidono di dar vita ad un&#8217;associazione professionale, se sono imprenditori e decidono di dar vita ad una societ\u00e0, non invitano 7-9 attori o professionisti o imprenditori davanti a un tavolo e propongono ad essi il progetto di compagnia teatrale, di studio professionale o di societ\u00e0 commerciale, bens\u00ec individuano il collega pi\u00f9 affine e rivolgono a lui una proposta. Poi i due, uniti da un accordo preliminare, rivolgono la proposta, che gi\u00e0 comincia ad avere contenuti pi\u00f9 definiti, a una terza persona, che a loro parere potrebbe dare un valido apporto e che ad essi appare affidabile sotto il profilo dell&#8217;intelligenza, della seriet\u00e0, dell&#8217;affidabilit\u00e0 e cos\u00ec via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, la formula ovvia per la costruzione dell\u2019alleanza, non \u00e8 quella che fa passare magicamente da zero a 10, bens\u00ec 1 + 1=2; poi 2 + 1=3; e cos\u00ec via fino al punto in cui la condizione ottimale \u00e8 stata raggiunta (ma sul punto torner\u00f2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque chi dice &#8220;sedetevi tutti attorno a un tavolo e fate un patto&#8221;, salvo i pochi casi in cui si tratti di persone davvero inette, sta proponendo un metodo che non gli viene nemmeno in mente di adottare nella sua vita personale. Anzi nemmeno lo prende in considerazione, tanto \u00e8 assurdo. Vi \u00e8 dunque ingenuit\u00e0 nel proporre e addirittura nel dare per scontato un metodo che nemmeno \u00e8 considerato nelle vicende personali da chi lo propone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si comprende, pertanto, come sia importante anche una certa sofisticatezza (che maggiore \u00e8 e meglio \u00e8). Scegliere di rivolgere una proposta prima a Tizio o prima a Caio o prima a Sempronio, non \u00e8 indifferente ma addirittura fondamentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto perch\u00e9 dopo che si \u00e8 rivolta la proposta a Tizio, ed \u00e8 stato raggiunto un primo accordo, si perde totalmente la libert\u00e0. Infatti, dopo questo accordo preliminare, i due soggetti collettivi non hanno pi\u00f9 nessuna possibilit\u00e0 di fare passi da soli, perch\u00e9 ormai sono vincolati l&#8217;un l&#8217;altro in un percorso di costruzione di una pi\u00f9 vasta alleanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perci\u00f2 nel rivolgere la prima proposta bisogna essere sofisticati nella scelta dell&#8217;alleato migliore, ossia pi\u00f9 sofisticato, riflessivo, disciplinato utile e capace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si sceglie il gruppo sbagliato, dopo poco tempo, il percorso \u00e8 interrotto: sorgono fastidi, per azioni unilaterali intraprese da uno dei gruppi o per rapporti paralleli intrattenuti con estranei al patto, cominciano a serpeggiare dubbi, scetticismo, nascono sospetti anzich\u00e9 svilupparsi la fiducia, si verificano momenti di rottura e l&#8217;avventura finisce in un precoce fallimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un discorso identico si pone al momento in cui i due gruppi che hanno raggiunto per primi l&#8217;accordo, scelgono il terzo possibile alleato. Anche in questo caso, i due presidenti o segretari delle due associazioni politiche devono scegliere il terzo soggetto collettivo, valutando sia il soggetto collettivo che il leader e dovranno scegliere il gruppo che sia capeggiato da persona sofisticata, ragionevole, pragmatica e disciplinata e che sia a capo di un gruppo che almeno 90% lo seguir\u00e0, perch\u00e9 si tratta di gruppo strutturato, organizzato, che ha delegato al segretario o presidente la partecipazione al tentativo di costruire l\u2019alleanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E poi bisogner\u00e0 che i tre leader si vedano, frequentino, che tra essi vi sia completa fiducia e stima reciproca per le qualit\u00e0 che gli altri hanno. Altrimenti si sta costruendo sulle sabbie mobili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 detto, tuttavia, che l&#8217;alleanza debba comprendere necessariamente <em>tutti<\/em> i possibili soggetti collettivi, come pure con enorme ingenuit\u00e0 sostengono alcuni. Anzi \u00e8 certo che <em>non deve comprendere tutti i soggetti collettivi<\/em> che si trovano, per cos\u00ec dire, sulla piazza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evidentemente, le persone che sostengono questa assurda tesi (\u201cunitevi tutti\u201d) non si rendono conto delle possibili conseguenze di ci\u00f2 che affermano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, bisogna costruire un&#8217;alleanza che duri per una intera fase politica, o nella forma dell&#8217;alleanza o addirittura nella forma del partito unico. E se si aggregano soggetti collettivi troppo diversi, allora vuol dire che si sta proponendo, con consapevolezza o senza consapevolezza, una semplice alleanza elettorale <em>una tantum<\/em>, <em>un&#8217;accozzaglia elettorale<\/em>, anzi, piuttosto che una alleanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vediamo per esempio, tre possibili problemi che possono sorgere se, senza usare il cervello, si tenta di unire tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Consideriamo, in primo luogo, i militanti del PC e i militanti di Italexit. Essi sono molto diversi, per storie, culture, modi di ragionare, priorit\u00e0. Nessuno pu\u00f2 ragionevolmente affermare che, per molti anni e per una intera fase politica, la cui durata \u00e8 in genere di vent\u2019anni, possano stare assieme, in cene, riunioni, assemblee, banchetti, manifestazioni, alleanze locali e strutture di coordinamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre, \u00e8 forse possibile che una alleanza composta anche dal PC candidi Paragone come indipendente, in un collegio importante, o che una alleanza composta da Italexit candidi Rizzo come indipendente, in un collegio importante, o che si abbia qualche lista civica locale che comprenda militanti o simpatizzanti di entrambi i partiti, non ha alcun senso proporre un\u2019alleanza strutturata tra i due partiti, perch\u00e9 significherebbe desiderare nichilisticamente <em>la grande accozzaglia elettorale<\/em>, destinata con immediatezza a sfasciarsi, ossia l&#8217;ennesimo nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E credo che si debba ammettere francamente che, se il popolo italiano, dopo aver prodotto e dato fiducia al nulla pentastellato (il nulla pentastellato era gi\u00e0 nel modello del 2009, per chi aveva capacit\u00e0 di analizzare), producesse un secondo nulla, allora bisogner\u00e0 cominciare ad avanzare l&#8217;ipotesi che il popolo italiano, in questo momento storico, non valga nulla, perch\u00e9 non \u00e8 in grado di partorire nulla di valido. Serve perci\u00f2 che l&#8217;alleanza sia costruita da persone che comprendono questi elementari concetti e che siano dotate di sufficiente pragmatismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un secondo enorme problema sorge quando si domanda se aggregare nell&#8217;alleanza anche soggetti collettivi fluidi, privi di un centro capace di decidere per tutti, aggregazioni pluriregionali (non nazionali), che \u201cassociano\u201d (ma in senso molto relativo e non tecnico) aggregazioni regionali, che \u201cassociano\u201d (ancora in senso molto relativo e non tecnico) aggregazioni locali. \u201cSoggetti\u201d collettivi, dunque, che non hanno voluto o non hanno saputo darsi una organizzazione partitica e che quindi non sono autonomi \u201csoggetti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, il tavolo dell&#8217;alleanza si trover\u00e0 a prendere molte decisioni. Elenco le prime che mi vengono in mente: andiamo con un simbolo unico che raccoglie elementi dei vari movimenti o con un simbolo radicalmente nuovo? quale nome diamo all&#8217;alleanza? a chi affidiamo la scrittura della bozza del programma che poi i leader, anche tramite iscritti ai partiti, correggeranno e limeranno? come discipliniamo il finanziamento comune? Ci facciamo la concorrenza ovunque o cerchiamo di assicurare almeno un rappresentante ad ogni gruppo, nel caso si entri in Parlamento? I candidati dovranno tutti parlare un linguaggio comune che sar\u00e0 fissato in una ventina di pagine, che conterranno prese di posizione su svariati problemi (anche se ovviamente non su tutti)? E si potrebbe continuare all\u2019infinito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; evidente che l&#8217;alleanza si pu\u00f2 fare soltanto con soggetti collettivi che siano strutturati e che diano agli alleati, da un lato, la sicura affidabilit\u00e0 che le decisioni che saranno prese al tavolo dell&#8217;alleanza saranno seguite, senza discussioni, critiche e litigi dal 90% dei partecipanti a quei soggetti collettivi (ogni gruppo, alleandosi, pu\u00f2 ben perdere un 10% di iscritti simpatizzanti e fiancheggiatori, senza che sorga alcun problema per l\u2019alleanza, che anzi si rafforza), dall&#8217;altro, la certezza che dinanzi ad ogni questione da risolvere, il rappresentante del movimento fluido abbia il potere di decidere e non debba rimettersi ad assemblee, oppure a deliberazioni di coordinamenti, nazionali, regionali, locali, reali o virtuali o a interminabili telefonate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prendiamo la questione tipica delle candidature e immaginiamo che vi siano al tavolo dell&#8217;alleanza 7 persone fisiche che rappresentino 7 partiti o movimenti. Ipotizziamo che proseguendo un ordine che si sono dati, e che stanno percorrendo, tre dei rappresentanti scelgano un capolista in un collegio plurinominale in Emilia Romagna (sono tre i collegi plurinominali) e altri tre in Toscana (dove pure i collegi plurinominali sono tre). Vi sar\u00e0 un soggetto collettivo (il settimo) che dovr\u00e0 accettare la certezza di non eleggere nessun rappresentante in Emilia Romagna e in Toscana. Poi, ipotizziamo, questo soggetto sceglier\u00e0 per primo in Veneto, dove sceglierebbe uno dei quattro collegi plurinominali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ipotizziamo che questo soggetto collettivo sia fluido e non strutturato, un movimento, dunque non un partito. E&#8217; sicuro che un soggetto collettivo fluido, non strutturato, senza un centro decisionale solido e da tutti delegato e rispettato accetterebbe la decisione? Gli attivisti toscani ed emiliani di questo soggetto fluido darebbero ugualmente il finanziamento e si impegnerebbero nella raccolta delle sottoscrizioni e nella campagna elettorale? O si scatenerebbe una guerra con accuse e allontanamenti?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E se non si ha la certezza della prima ipotesi, ha senso un patto con un soggetto fluido? I soggetti fluidi sono per definizione allergici ai patti di ferro. Nell\u2019esempio recato, non sarebbe forse meglio allearsi direttamente soltanto con i veneti del movimento fluido? E chi deve prendere queste decisioni, e prima ancora fare queste valutazioni e ragionamenti, se non i rappresentanti dei gruppi che hanno gi\u00e0 raggiunto l&#8217;accordo di allearsi? Solo i mentalmente pentastellati, ossia i cretini, i fanatici e gli ingenui, potrebbero preferire assemblee virtuali, e chiacchiere su facebook, alle quali magari parteciperebbero persone che non hanno mai dato una mano e nemmeno la darebbero in campagna elettorale e la cui unica &#8220;attitudine&#8221; \u00e8 teorizzare ci\u00f2 che gli altri devono fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, un terzo tipo di problema. Esistono o possono esistere differenze politiche che sono insormontabili. Se alcuni gruppi sono antieuropeisti e credono che quello dell\u2019Unione Europea sia il problema fondamentale &#8211; al quale tutti gli altri si collegano &#8211; e che il compito principale dell\u2019Alleanza sia di mostrare a milioni e milioni di italiani che tutto ci\u00f2 che loro desiderano \u00e8 ostacolato o impedito dall\u2019Unione Europea, allora \u00e8 evidente che questi gruppi <em>non devono<\/em> allearsi con soggetti collettivi che siano semplicemente euroscettici o euro-critici o per \u201cun\u2019altra Europa\u201d, perch\u00e9 questi ultimi soggetti sono <em>avversari<\/em> politici dei primi. Non \u00e8 che non possono allearsi: <em>non devono<\/em>. Gli \u201cavversari\u201d possono fornire, se vogliono, qualche candidato indipendente, che abbia personalmente idee antieuropeiste o possono sostenerci nella campagna elettorale, credendo che l\u2019alleanza antieuropeista che stiamo formando sia la formazione \u201cmeno peggiore\u201d tra quelle che si presentano agli italiani. Ma non possono far parte dell\u2019alleanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In definitiva, ho il sospetto che molti tra coloro che dicono \u201cunitevi tutti\u201d o non si sono mai sposati e non hanno mai proposto la costituzione di associazioni e societ\u00e0 (non sanno dunque cosa significhi creare un vincolo durevole), oppure si sono sposati e poi divorziati, hanno visto disintegrarsi la societ\u00e0, lo studio associato o l\u2019associazione che avevano promosso e tuttavia, come tutti gli inetti e i depressi che rimuovono i propri limiti e non imparano mai nulla dai propri errori, anzich\u00e9 dare a s\u00e9 stessi la colpa di aver sbagliato a scegliere il coniuge o i soci o gli associati o i colleghi, danno la colpa dei loro fallimenti agli altri. Unitevi tutti \u00e8 uno slogan da pentastellati, ossia privo di senso. Esso non indica n\u00e9 un metodo n\u00e9 una strategia. E\u2019 puro sfogo, vuoto urlo da piazza, il nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna costruire <em>un\u2019alleanza di soggetti collettivi strutturati<\/em> e non fluidi; <em>politicamente omogenei<\/em> e <em>identici nella idea fondamentale<\/em> (ricollocare la Costituzione nel posto che le spetta, liberandoci dei Trattati europei);<em> i cui militanti abbiano un livello di diversit\u00e0 relativo<\/em>, tale da non impedire ad essi di trascorrere assieme, nelle medesime assemblee, nei medesimi cortei, nelle medesime strutture di coordinamento, ecc., un paio di decenni. E questa alleanza deve essere i<em>n grado di raccogliere le 73.800 sottoscrizioni<\/em> necessarie e di <em>esprimere candidati di valore<\/em> in tutti i collegi elettorali, uninominali e plurinominali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, \u00e8 necessario anche un certo livello di riservatezza e di pazienza. Noi del direttivo di Riconquistare l\u2019Italia abbiamo avuto dall\u2019assemblea del 2021 l\u2019incarico di promuovere l\u2019alleanza tra gruppi strutturati, che abbiano dimostrato di radicarsi nei territori e di saper essere e rimanere uniti. Quindi, il direttivo non avrebbe problemi a stringere patti ufficiali e a ufficializzarli, rendendoli pubblici. Ma esistono potenziali alleati che devono svolgere congressi o che devono assumere decisioni nel rispetto degli statuti, le quali richiedono deliberazioni di organi collegiali ora ristretti, ora estesi e composti da numerose persone. Perci\u00f2, i militanti di Riconquistare l&#8217;Italia devono essere pazienti e riservati, se vengono a conoscenza di notizie ufficiose e incerte. Si procede lentamente, con pazienza, per piccoli passi, che danno luogo a iniziative unitarie, che in qualche modo rivelano la strada che si sta ipotizzando e tentando di percorrere, fin quando, nel rispetto delle esigenze statutarie di tutti i soggetti coinvolti, le ipotesi e gli itinerari percorsi diverranno patti ufficiali e pubblici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Svolte queste considerazioni, mi sento di poter dire a tutti i militanti, i simpatizzanti e i curiosi che apprezzano Riconquistare l\u2019Italia e vogliono darci una mano, che il direttivo di Riconquistare l\u2019Italia, dopo aver assunto nell\u2019assemblea del 2021, l\u2019impegno a promuovere un\u2019alleanza tra soggetti collettivi politicamente omogenei, strutturati e radicati su tutto o quasi tutto il territorio nazionale, sta agendo con ingegno e impegno e che l\u2019azione sta dando risultati rilevanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra non molto annunceremo una iniziativa di carattere nazionale che vedr\u00e0 come promotori i partiti che si stanno parlando, che stanno formulando ipotesi e progetti, che stanno svolgendo analisi approfondite, e che stanno cercando di creare tra i leader quel rapporto di stima, di fiducia, di affidabilit\u00e0 e persino di amicizia, che \u00e8 indispensabile per ottenere il difficilissimo risultato di far entrare in Parlamento l\u2019Alleanza antieuropeista per l\u2019attuazione della Costituzione: un\u2019alleanza che sar\u00e0 popolare e democratica, e che avr\u00e0 sia componenti sociali che componenti socialiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre avanti, con intelligenza e pazienza!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0 STEFANO D&#8217;ANDREA La costruzione dell\u2019Alleanza antieuropeista e per la Costituzione \u00e8 un processo lento e denso di ostacoli, il quale, perci\u00f2, richiede sofisticatezza, disciplina, pragmatismo e anche la necessaria riservatezza. 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