{"id":72436,"date":"2022-05-26T11:00:41","date_gmt":"2022-05-26T09:00:41","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72436"},"modified":"2022-05-26T10:08:20","modified_gmt":"2022-05-26T08:08:20","slug":"putin-il-comuni-catore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72436","title":{"rendered":"Putin, il comuni&#8230;catore"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di PIANO CONTRO MERCATO ( Pasquale Cicalese)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Mojo<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>May 15, 2022<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Andrea Brodi<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Riportiamo uno degli ultimi post del Segretario Generale del Partito Comunista della Federazione Russia Gennady Zyuganov.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">IL NOME DI ZYUGANOV \u00c8 VIETATO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di recente, su molti computer delle scuole \u00e8 stato installato un programma speciale che blocca l\u2019accesso a \u201cinformazioni indesiderate\u201d e vieta la connessione a reti Internet di terze parti. Come puoi vedere da questo video, il nome del leader del Partito Comunista della Federazione Russa, Gennady Andreyevich Zyuganov, era nell\u2019elenco delle \u201cinformazioni indesiderabili\u201d. Allo stesso modo, non puoi visitare il sito del quotidiano \u201cPravda\u201d. Ad esempio, le informazioni su Putin e sul compianto Zhirinovsky possono essere trovate abbastanza tranquillamente. Durante la lotta alle minacce esterne, le autorit\u00e0 continuano ostinatamente a non ascoltare i milioni di elettori che hanno sostenuto il Partito Comunista nelle elezioni e fanno guerra ai comunisti, vietando ora anche l\u2019accesso a informazioni alternative e veritiere sulla situazione nel paese agli scolari e sul futuro della Russia. Il nostro paese continua a scivolare costantemente in una distopia!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Post originale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0https:\/\/t.me\/zyuganov_gennady\/556<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il comunicato del segretario Gennady Zyuganov del Partito Comunista della Federazione Russa, pu\u00f2 essere utile per ribadire alcune contraddizioni tutte interne al territorio russo e che spesso, anche per evidente isolamento linguistico, sfuggono a tanti compagni che in buona fede si muovono polarizzati su certe posizioni tenendo conto della sola politica estera perpetrata del governo di Putin; compiendo lo stesso errore di taluni compagni che provano il debole per la cosiddetta barricata. La notizia riportata dal segretario del Partito Comunista, seconda forza del parlamento russo, non oscura il ruolo della Russia in chiave antimperialista nello scacchiere mondiale. La Russia in questo momento mette in dubbio lecitamente la politica aggressiva del dollaro e l\u2019imposizione delle politiche monetarie statunitensi sulle economie del mondo di quei paesi fino ad oggi subalterni, ricchi di materie prime, ma che non vogliono svendersi al sistema delle multinazionali n\u00e9 essere condannate alla servit\u00f9 del dollaro, con le regole del dollaro. Si pu\u00f2 dire che la Russia in questo momento \u00e8 la capostipite, il rappresentante politico bellico, di quel folto gruppo di paesi (la maggioranza del mondo) che hanno deciso, grazie a rinnovati rapporti di forza, di alzare il capo e mettere in dubbio il giogo statunitense. Tra questi paesi troviamo anche la Cina, un paese complesso che negli ultimi anni si \u00e8 ritagliato il ruolo di produttore modiale che ha garantito il benessere dell\u2019occidente fino ad oggi. La Cina si \u00e8 resa protagonista di uno sforzo collettivo che ha portato una trasformazione straordinaria nel paese, come testimoniano i milioni di persone uscite dalla soglia della povert\u00e0 assoluta negli ultimi anni, questo processo verr\u00e0 sostenuto soprattutto sulla soddifazione della domanda interna. Un risultato che promuove la Cina come candidato a futuro detentore della bussula mondiale, scalzando un occidente che sa ormai di rancido. La Cina, cos\u00ec come la Russia, \u00e8 stata utile al capitale finanziario fin quando serviva sfruttarne il ruolo da gregario, ma i rapporti di forza ora sono cambiati. Sopratutto a confronto degli Stati Uniti e alla loro situazione economica che potremmo definire folle; sorretta solo da un enorme debito reso possibile dall\u2019imposizione della propria moneta sul mondo, un paradosso di una economia che gli USA riescono a mantenere sostenibile solo perch\u00e8 presidiata da un apparato militare senza scrupoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci\u00f2 detto, questo non significa prendere ad esempio il sistema politico su cui si basa la leadership di Putin, non significa esserne portatori di lodi e non significa vedere in Putin una sorta di novello Lenin. Posto che, alla luce delle dichiarazioni pubbliche, il leader russo pare essere di gran lunga il pi\u00f9 moderato di altri cosiddetti falchi russi, non servirebbe neanche puntualizzare che pensare alla Russia come un paese anche vagamente socialista sarebbe un esercizio assurdo oltre che pericoloso. A maggior ragione, alla luce di quanto denunciato dal segretario Gennady Zyuganov che si vede censurato pur rappresentando la seconda forza politica in parlamento, il monito \u00e8 sempre lo stesso: non cadere nella trappola della polarizzazione. Cos\u00ec come non cedere all\u2019immenso fascino esercitato dalla restaurazione dei nostri simboli durante i recenti scontri armati, ricordandosi di tirare una linea di demarcazione netta tra la lotta di classe e la nostalgia. N\u00e9 cedere a quella che purtroppo, per certi tratti, appare una strumentalizzazione della grande guerra patriottica, che \u00e8 la motivazione bellica ideologica (parallela a quella economica entrambe necessarie in ogni guerra) fornita indirettamente in un piatto d\u2019argento dagli StatiUniti con la testa di ponte ucraina, condizionata dalle drammatiche politiche nazionaliste che segnano il passo e dimostrano quanto il capitale statunitense sia oggi un animale ferito e rabbioso. Quella del governo di Putin \u00e8 un\u2019operazione per serrare le fila del popolo russo, rivendicare le conquiste storiche e stringersi intorno alla propria classe dirigente in un momento critico, un\u2019operazione che per\u00f2 sembra essere indirizzata anche oltre \u201ccortina di ferro\u201d. Non dimentichiamoci che proprio quei mass-media spinti da logiche capitaliste sono, prima ancora che dei divulgatori, i creatori su vasta scala di questo particolare sentimento, quasi del tutto sconosciuto fino alla modernit\u00e0 e che oggi \u00e8 diventato pervasivo e ingombrante: la nostalgia, manipolata da un secolo di cinema e mezzo secolo di televisione per riempire quel vuoto immenso di valori che si \u00e8 portato via il regime consumistico degli ultimi 20 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa operazione capiamo bene sia anche funzionale per le sorti del conflitto e per la sua buona riuscita, cos\u00ec come non mettiamo in dubbio l\u2019intelligenza del popolo russo nel riconoscere la sottile linea rossa che divide il significato storico patriottico della falce e martello dal significato politico, teorico e soprattutto pratico. Cos\u00ec come non mettiamo in dubbio che agitare il vessillo rosso provoca il terrore, non ironicamente, negli occhi dei padroni dell\u2019ordine unipolare. Ci\u00f2 detto per\u00f2, \u00e8 bene essere consapevoli che questa operazione di comunicazione da parte del governo di Putin, corroborata dalle contraddizioni della politica interna russa che non scopriamo certo ora, non \u00e8 troppo dissimile dal cosiddetto \u201cgreenwashing\u201c: la strategia di comunicazione finalizzata a costruire un\u2019immagine di s\u00e9 ingannevolmente positiva, in questo caso, sotto il profilo dell\u2019impatto capitalista piuttosto che ambientale. La denuncia del segretario Zyuganov \u00e8 l\u00ec a ricordarcelo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre, i compagni del Partito Comunista della Federazione Russa ci hanno provato con la recente proposta di restaurare come bandiera nazionale di Russia quella che fu dell\u2019Unione Sovietica. Questa, che ai pi\u00f9 \u00e8 sembrata solo una nota di colore, \u00e8 stata una mozione presentata con il solo scopo di legittimare l\u2019inclusione dei territori del Donbass perch\u00e9 la zona originariamente, prima della dissoluzione, era sotto il controllo politico dell\u2019URSS; il Donbass ne \u00e8 stato sottratto ingiustamente, tenendo conto dei confini amministrativi voluti da Lenin (per bilanciare il PIL dell\u2019Ucraina grazie alle industrie di carbone) e non quelli politici che appunto comprendevano il Donbass nell\u2019Unione Sovietica. La mozione ha un valore politico provocatorio perch\u00e9 in contrasto con l\u2019idea che si sta facendo largo che vede la Russia approfittare degli attuali rapporti di forza bellici per voler espandersi sulla linea sud, che va dalla Crimea fino ad Odessa per ricongiungersi alla Transinistria, a ragione o a torto, molto ben oltre il Donbass. Questi territori erano di fatto originari della RSS Ucraina e non dell\u2019URSS, l\u2019azione del Partito Comunista nella proposta della bandiera \u00e8 un tentativo di rimarcare l\u2019approvazione dell\u2019operazione speciale e l\u2019annessione dei territori limitatamente al Donbass e le repubbliche popolari che hanno subito l\u2019aggressione ucraina dal 2014. La Russia ha di recente lamentato atti terroristici di intimidazione in Transinistria contro la popolazione russofona e denunciato il tentativo di un probabile attacco ad un arsenale sovietico di enormi dimensioni (in realt\u00e0 \u00e8 molto pi\u00f9 modesto di quanto fatto credere), la paternit\u00e0 di questi atti terroristici non \u00e8 ancora stata chiarita a fondo, ma chiunque capisce che il pretesto, che in questo caso si regge su episodi deboli rispetto la crisi in Donbass, fornisce l\u2019occasione alla Russia per prendersi tutto lo sbocco sul mare (stiamo imparando a conoscere quanto sia strategico per un paese considerato il granaio europeo) e isolando ci\u00f2 che rimarr\u00e0 dell\u2019Ucraina. A ci\u00f2 si aggiunge anche l\u2019Isola dei Serpenti, conquistata fin da subito dalla marina russa e rivendicata di recente dalle forze Ucraine che poi si \u00e8 rivelata una fake news. L\u2019isola \u00e8 un piccolissimo lembo di terra a 35km dalla costa Ucraina, di enorme importanza strategica per il controllo delle rotte navali (e fin qui si potrebbe giustificare una presa temporanea per motivi bellici), ma soprattutto perch\u00e9 ricca di giacimenti di petrolio e gas naturale scoperti negli anni ottanta, cos\u00ec importanti tanto da generare un contenzioso tra Ucraina e Romania risolto in favore dei primi solo nel 2009. Va detto che l\u2019annessione de facto di questi territori \u00e8 un po\u2019 diverso dagli obbiettivi inizialmente posti limitatamente al riconoscimento del Donbass, la demilitarizzazione dell\u2019Ucraina e la denazificazione. Aggiungiamo che senz\u2019altro si \u00e8 arrivati a questo scenario anche con la complicit\u00e0 di Stati Uniti e Nato e la loro ostinazione bellicista sulla pelle del popolo ucraino, prima influenzando la condotta riguardo agli accordi di Minsk palesemente violati e successivamente negando ogni accordo a operazione speciale russa inziata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 imprudente immaginarsi che la tenuta di un paese come la Russia, in questo momento, passi anche da un patto tra l\u2019oligarchia e la politica; due entit\u00e0 che non parrebbero l\u2019una subordinata alla seconda come invece avviene palesemente in occidente (nella fattispecie nel nostro paese). Il governo di Putin in questo momento sta raccogliendo i frutti politici dell\u2019operazione speciale, il largo consenso della popolazione ad una campagna bellica che pare procedere come sperato, in aggiuta portata avanti per lo pi\u00f9 con un vecchio arsenale di epoca sovietica (solo qualche giorno fa si sono visti una decina di carriarmato di ultima generazione) e un conseguente e cospicuo riarmo dovuto al bottino in armi ottenuto sul campo di battaglia sottratto alle forze ucraine (comprese moderne armi NATO). E si pu\u00f2 dire lo stesso per le cosiddette oligarchie: in primis l\u2019Europa ha completamente perso la guerra del gas accettando lo schema per il pagamento in rubli proposto dalla Russia, che allo stesso tempo ha aumentato le esportazioni verso i paesi alleati del BRICS (Cina e India in testa); questo, dopo un momento di stallo dovuto alla speculazione delle sanzioni occidentali, ha dato linfa alla moneta nazionale russa che sta letteralmente galoppando, i dati sulla bilancia commerciale russa sono straordinarie ed inequivocabili, se pur probabilmente temporanei. Infine a conflitto concluso, molte societ\u00e0 russe potranno essere coinvolte alla ricostruzione dei territori che verranno annessi, in un modo o nell\u2019altro, sotto l\u2019influenza russa o nella Russia stessa; questo vale anche per le risorse che vi si trovano. In soldoni: le societ\u00e0 che mettono le mani su questo tesoretto ricavato dalla guerra non sono pubbliche e purtroppo non garantiranno una redistribuzione al popolo russo come ci piacerebbe che accadesse per il benessere dei cittadini. Pur non negando l\u2019attacco subito dalla Russia messa spalle al muro dalla mano statunitense in un processo che si \u00e8 voluto e preparato negando di proposito la diplomazia per quasi 10 anni, avere un paese strategico al centro dell\u2019Europa come l\u2019Ucraina, in uno stato di coma economico finanziario a causa del procrastinarsi della guerra, con la possibilit\u00e0 di provocare una metastasi di instabilit\u00e0 (con le conseguenze tragiche sulla catena di approvvigionamento alimentare che pagheranno i popoli pi\u00f9 esposti), \u00e8 uno scenario che torna utile senz\u2019altro agli Stati Uniti (con la rottura del complesso industriale tedesco non pi\u00f9 legato a Mosca), ma anche alla Russia che si trover\u00e0 come cuscinetto non pi\u00f9 l\u2019Unione Europea, ma decine di schegge impazzite e la possibilit\u00e0 di allargare la propria sfera di influenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se la Russia di Putin \u00e8 sotto minaccia, noi siamo ormai supini al giogo statunitense di Unione Europea e NATO, con la complicit\u00e0 della borghesia europea e una classe politica intaccabile quanto inetta, abbiamo un problema molto pi\u00f9 grande e non lo si risolve facendo l\u2019occhiolino a Putin, ma formulando una politica che non si faccia trasportare dal vento dell\u2019emotivit\u00e0 o della morale, orientata ai nostri bisogni, primo tra tutti la descalation e la pace tra i popoli. Il nostro obbiettivo \u00e8 una Italia neutrale autodeterminata, che non \u00e8 subordinata ad uno o l\u2019altro volere potenzialmente imperialista, ma tiene uguali rapporti sullo stesso piano. Una Italia che conduce il tavolo delle trattative diplomatiche, un ruolo che coincide perfettamente con la nostra tradizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con tutti i presupposti pacifici possibili \u00e8 evidente che davanti ad un tentativo del genere, il potere costituito riverser\u00e0 tutta il suo potenziale violento per detonare il dissenso e il furor di popolo. Non abbiamo idea del nemico che abbiamo in casa, farsi intrigare da questo o quello subendo il fascino esterofilo certo non aiuta, \u00e8 la nostra dignit\u00e0 di popolo che dobbiamo recupere. Il richiamo all\u2019analisi e a non cedere alla polarizzazione \u00e8 d\u2019obbligo, ma \u00e8 anche un\u2019enorme prova di forza alla quale il popolo italiano si presenta con un grosso deficit da colmare ed un vuoto da riempire. Questa tendenza alla polarizzazione becera, che indirettamente soffia sul fuoco dell\u2019escalation, \u00e8 altres\u00ec stimolata dai cosiddetti social appartenenti agli Stati Uniti, dove l\u2019opera di comunicazione politica rimane limitata ad un consumo di dati e lascia troppo spesso spazio al retaggio culturale imposto dal capitale, dove rischiano di trovare linfa vitale desideri di riscatto di una esistenza tradita che trova sfogo in modo reazionario. Appare evidente che i social sono le vere armi di distruzione delle masse, quelle che dovremmo temere, che oltre a soddisfare l\u2019obbiettivo della divisione in individui sono una potentissima macchina di profitto alimentata dai cittadini e che da luogo ad un binomio micidiale. Di questi meccanismi se ne serve il capitale e non fa differenza la bandiera sotto la quale opera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.pianocontromercato.it\/2022\/05\/23\/putin-il-comuni-catore\/\">https:\/\/www.pianocontromercato.it\/2022\/05\/23\/putin-il-comuni-catore\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PIANO CONTRO MERCATO ( Pasquale Cicalese) Mojo May 15, 2022 Andrea Brodi Riportiamo uno degli ultimi post del Segretario Generale del Partito Comunista della Federazione Russia Gennady Zyuganov. IL NOME DI ZYUGANOV \u00c8 VIETATO Di recente, su molti computer delle scuole \u00e8 stato installato un programma speciale che blocca l\u2019accesso a \u201cinformazioni indesiderate\u201d e vieta la connessione a reti Internet di terze parti. 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