{"id":72452,"date":"2022-05-27T02:26:27","date_gmt":"2022-05-27T00:26:27","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72452"},"modified":"2022-05-29T10:40:23","modified_gmt":"2022-05-29T08:40:23","slug":"72452","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72452","title":{"rendered":"Vincolo esterno vs sovranit\u00e0: la battaglia di una vita"},"content":{"rendered":"<div>\n<p dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">di GILBERTO TROMBETTA (RI Roma)<\/p>\n<p dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">L\u2019olandese Rutte, il presidente del consiglio di quel Paese che campa rubando entrare fiscali ai suoi vicini di casa, ci chiede di cedere ulteriore sovranit\u00e0. Stavolta in politica estera (quella fiscale e monetaria l\u2019abbiamo gi\u00e0 ceduta entrando nella UE prima e nell\u2019Eurozona, poi). Dispiace per il simpatico Rutte, ma arriva con quasi 80 anni di ritardo.<\/p>\n<p dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">S\u00ec perch\u00e9 l\u2019Italia la sovranit\u00e0 in politica estera l\u2019ha ceduta con la sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale, quando agli occupanti nazisti si sostituirono gli occupanti a stelle e strisce. Non a caso eravamo anche prima della UE uno dei cosiddetti Paesi a sovranit\u00e0 limitata. Eravamo insomma una colonia americana. Ma almeno avevamo una classe politica e imprenditoriale disposta anche a dare la vita per costruire un\u2019Italia migliore. Chiedete a Moro e Mattei, tanto per citare due nomi.<\/p>\n<p dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">A partire dalla fine degli anni &#8217;70, invece, in Parlamento abbiamo avuto un numero crescente di partiti \u2013 e quindi di politici \u2013 che, anzich\u00e9 tutelare gli interessi del Paese e dei lavoratori italiani, ci ha svenduti per tutelare gli interessi dei grandi capitali esteri: americani, inglesi, tedeschi, francesi. Insomma di tutti tranne che italiani.<\/p>\n<p dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 colpa del destino cinico e baro se siamo stati il Paese a privatizzare pi\u00f9 di tutti al grido \u201cce lo chiede l\u2019Europa\u201d, sia in termini di PIL (10,8%) che in valore assoluto (121,3 miliardi di euro). Non \u00e8 un caso se siamo stati il Paese a inanellare la sfilza pi\u00f9 lunga di avanzi primari dal 1992 a oggi (pari a circa 1.000 miliardi di euro sottratti ai cittadini). Non \u00e8 un caso se abbiamo tagliato del 30% gli investimenti pubblici.<\/p>\n<p dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 un caso neanche che siano fallite migliaia di aziende e botteghe artigiane (pi\u00f9 di 200.000 solo negli ultimi 10 anni) e che altrettante (compresi grandi marchi storici) siano state svendute al miglior offerente (ovviamente straniero). Non \u00e8 un caso se ogni anno costringiamo circa 200.000 italiani a scappare all\u2019estero in cerca di lavoro e salari dignitosi. Molti dei quali sono giovani laureati formati a nostre spese per andare a fare le fortune di Paesi e aziende straniere. Non \u00e8 un caso, infine, se il numero di italiani in povert\u00e0 assoluta \u00e8 triplicato passando da 1,9 milioni a 5,7.<\/p>\n<p dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Insomma, dispiace per Rutte, ma non ci \u00e8 rimasta nessuna sovranit\u00e0 da cedere. Col PNRR e il Recovery Fund siamo ormai commissariati di fatto per i prossimi decenni. In attesa del colpo di grazia del MES riformato (ma \u00e8 solo questione di tempo). Ma non \u00e8 neanche un caso se per 100 anni circa, dal 1896 al 1992 (anno infame) \u201cl\u2019Italietta della liretta\u201d \u00e8 stato il Paese a crescere pi\u00f9 di tutti al mondo in termini di PIL.<\/p>\n<p dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Siamo \u201cvittime\u201d di una propaganda pluridecennale, di cui gi\u00e0 si lamentava Mattei negli anni 50, finalizzata a convincerci che siamo un popolo di incapaci, di corrotti, di evasori, di nullafacenti. E che, quindi, tutto quello che ci hanno fatto negli ultimi 30\/40 anni, in fondo, ma neanche troppo, ce lo siamo meritato.<\/p>\n<p dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Invece no. Avremmo tutte le potenzialit\u00e0 per far tornare l\u2019Italia un Paese in cui valga davvero la pena vivere. Abbiamo le capacit\u00e0 per farlo. C\u2019\u00e8 un intero Paese da ricostruire dopo pi\u00f9 di 30 anni di scempi. Avremmo lavoro da dare, di tutti i tipi e ben retribuito, per le prossime 5 generazioni almeno.<\/p>\n<p dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Ci manca una classe dirigente in grado di farlo. Quella attuale non ha n\u00e9 le competenze n\u00e9 la volont\u00e0. Ci manca la sovranit\u00e0 che ci consentirebbe di fare quello che siamo chiamati a fare. Per noi. Per i nostri cari. Per lasciare alle nuove generazioni un Paese migliore.<\/p>\n<p dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Quindi, caro Rutte, ci dispiace. Ma noi di cessioni di sovranit\u00e0 non vogliamo pi\u00f9 sentire parlare. Noi la nostra sovranit\u00e0 vogliamo riprendercela. Perch\u00e9 preferiamo morire combattendo per un Paese libero che vivere da schiavi in una colonia.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GILBERTO TROMBETTA (RI Roma) L\u2019olandese Rutte, il presidente del consiglio di quel Paese che campa rubando entrare fiscali ai suoi vicini di casa, ci chiede di cedere ulteriore sovranit\u00e0. Stavolta in politica estera (quella fiscale e monetaria l\u2019abbiamo gi\u00e0 ceduta entrando nella UE prima e nell\u2019Eurozona, poi). Dispiace per il simpatico Rutte, ma arriva con quasi 80 anni di ritardo. 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