{"id":72492,"date":"2022-05-30T09:30:58","date_gmt":"2022-05-30T07:30:58","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72492"},"modified":"2022-05-29T10:30:11","modified_gmt":"2022-05-29T08:30:11","slug":"zero-spread","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72492","title":{"rendered":"Zero spread!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TELEBORSA (Guido Salerno Aletta)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-72493\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/25470.t.W300.H188.M4.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"188\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Una nuova crisi dei debiti pubblici polverizzerebbe euro ed UE<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono davvero dei Sonnambuli, a Bruxelles ed a Francoforte: pur sapendo di andare incontro ad un precipizio, hanno paura di aprire gli occhi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La situazione \u00e8 drammatica, e se sfugge di mano non basteranno n\u00e9 il MES, il Fondo Salva Stati, n\u00e9 gli interventi disperati della BCE con l&#8217;OMT, con l&#8217;acquisto illimitato di titoli di Stato quando non vi sia pi\u00f9 accesso ai mercati in condizioni di sostenibilit\u00e0 finanziaria: l&#8217;euro andrebbe in frantumi. La Unione europea, pure, evaporerebbe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Bisogna trovare un meccanismo idoneo a bloccare gli spread sui debiti pubblici, decidendo subito, visto che la BCE ha gi\u00e0 deciso di chiudere l&#8217;ombrello della liquidit\u00e0 e che la Commissione ha ripreso ad agitare il bastone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da una parte, infatti, i debiti pubblici negli scorsi due anni sono cresciuti a dismisura per le misure volte a contrastare la emergenza pandemica e poi sono stati imbottiti, soprattutto in Italia, di nuovi impegni di spesa per finanziare il PNRR. Dall&#8217;altra, la BCE ha gi\u00e0 dichiarato concluso il programma di emergenza PEPP e si appresta ad alzare i tassi di interesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per l&#8217;Italia si prospettano tempi duri: il costo del finanziamento del debito pubblico salir\u00e0 e sar\u00e0 ancora pi\u00f9 difficile rispettare gli obiettivi di riduzione del rapporto debito\/PIL.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Paradossalmente, solo l&#8217;inflazione ci verrebbe incontro: essendo un parametro basato su grandezze nominali, in euro correnti, l&#8217;aumento dei prezzi andrebbe a gonfiare artificialmente il PIL e dunque il rapporto migliorerebbe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se i tassi non salissero affatto rispetto ai livelli attuali, ci troveremmo nel paradosso di essere in una situazione di stagnazione o anche di contrazione del PIL reale, cio\u00e8 in recessione, con una inflazione che taglieggia comunque i redditi, e con tassi di interesse che non remunerano il capitale investito: una situazione in cui perdono tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma con la libert\u00e0 di movimento dei capitali, \u00e8 difficile fermare i disinvestimenti e dunque le vendite dei titoli che rendono troppo poco: lo spread, che \u00e8 misurato sul mercato secondario, salirebbe comunque. E quindi, al momento delle emissioni per il rinnovo del debito in scadenza, sarebbe gioco forza adeguarvisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quale che sia la decisione della BCE in materia di tassi, le prospettive sono queste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C&#8217;\u00e8 una incognita, per\u00f2: se i costi del servizio del debito, e quindi i tassi di interesse, crescono in modo troppo rapido come \u00e8 successo negli anni Ottanta, in questo caso i debiti pubblici crescono ad una velocit\u00e0 superiore anche a quella del PIL nominale, e quindi il rapporto debito\/ PIL peggiora. La situazione sfuggirebbe di mano rapidamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C&#8217;\u00e8 un altro aspetto da considerare: poich\u00e9 si tratta di inflazione importata, come successe con la seconda crisi petrolifera degli anni Ottanta, una stretta monetaria non avrebbe altro effetto se non quello di far piantare l&#8217;economia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo \u00e8 il dilemma per tutti: Commissione europea, BCE, governi, investitori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A Bruxelles fanno i cerchiobottisti: mentre hanno rinviato di un altro anno ancora la operativit\u00e0 del Fiscal Compact, la Commissione ha mandato segnali di forte preoccupazione per la situazione italiana: ripete il solito mantra delle riforme, liberalizzazioni e fisco, mentre ha tolto il piede dall&#8217;acceleratore per la giustizia e le pensioni. Fanno politica pure loro, visto che sono temi divisivi dal punto di vista istituzionale e sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il catenaccio sull&#8217;Italia \u00e8 stato chiuso a tripla mandata: se non fa le riforme concordate non ottiene i fondi per gli investimenti programmati con il PNRR; e se non ottiene questi fondi per investimenti la economia va subito in recessione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le spese per investimenti iscritte nel bilancio dello Stato sono infatti prevalentemente finanziate dal NGUE, i 209 miliardi di fondi europei legati alla attuazione del PNRR attraverso la erogazione di prestiti condizionati alla attuazione delle riforme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Niente scostamenti ulteriori di bilancio, dunque, cio\u00e8 niente maggiori deficit per affrontare le sempre nuove emergenze, controllo ferreo della spesa corrente che ha ripreso a crescere, impegno a ridurre il debito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non possiamo andare avanti ad occhi chiusi: nella misura in cui si rispettano i vincoli europei, quali che essi siano ed anche se non ci piacciono affatto, abbiamo tutto il diritto a pretendere una garanzia di protezione rispetto alle ubbie dei Mercati ed alle tempeste finanziarie che hanno origini ed obiettivi spesso oscuri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Bloccare gli spread, prima che sia troppo tardi<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Allacciare le cinture non basta<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.teleborsa.it\/Editoriali\/2022\/05\/27\/zero-spread-1.html#.YpIWq2TONPw\">https:\/\/www.teleborsa.it\/Editoriali\/2022\/05\/27\/zero-spread-1.html#.YpIWq2TONPw<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TELEBORSA (Guido Salerno Aletta) Una nuova crisi dei debiti pubblici polverizzerebbe euro ed UE Sono davvero dei Sonnambuli, a Bruxelles ed a Francoforte: pur sapendo di andare incontro ad un precipizio, hanno paura di aprire gli occhi. 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