{"id":72617,"date":"2022-06-02T10:09:30","date_gmt":"2022-06-02T08:09:30","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72617"},"modified":"2022-06-02T10:09:30","modified_gmt":"2022-06-02T08:09:30","slug":"nyt-se-la-guerra-non-si-ferma-la-responsabilita-e-made-in-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72617","title":{"rendered":"NYT: se la guerra non si ferma, la responsabilit\u00e0 \u00e8 made in Usa"},"content":{"rendered":"<p><strong>da PICCOLE NOTE (Davide Malacaria)<\/strong><\/p>\n<h2><\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-56097 size-large\" src=\"https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/NEWYORKTIMES-1024x686.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"686\" \/>Sul<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2022\/05\/31\/opinion\/us-ukraine-putin-war.html?searchResultPosition=1\"> New York Times<\/a> Christopher Caldwell porta un attacco pesantissimo all\u2019amministrazione americana sulla guerra ucraina, come si nota fin dal titolo dell\u2019articolo: \u201cPotrebbe risultare impossibile fermare la guerra in Ucraina. E gli Stati Uniti hanno gran parte della colpa\u201d.<\/p>\n<p>Riprendendo uno scritto da Henri Guaino, ex consigliere di Nicolas Sarkozy, Caldwell scrive: \u201cGli Stati Uniti hanno contribuito a trasformare questo conflitto tragico, locale e ambiguo in una potenziale conflagrazione mondiale. Fraintendendo la logica della guerra, sostiene Guaino, l\u2019Occidente, guidato dall\u2019amministrazione Biden, sta dando al conflitto uno slancio che potrebbe essere impossibile da fermare. Ha ragione\u201d.<\/p>\n<p>Il cronista ripercorre quanto avvenuto prima della guerra, a iniziare dal 2014, quando, con la rivoluzione e\/o colpo di Stato di Maidan, gli Stati Uniti hanno preso il controllo di Kiev, innescando una guerra locale che si \u00e8 conclusa con la conquista della Crimea da parte della Russia (va ricordato che l\u2019esercito ucraino fu annientato: se Mosca avesse voluto conquistare l\u2019Ucraina, poteva farlo tranquillamente allora).<\/p>\n<p>\u201cSi pu\u00f2 discutere sulle pretese russe riguardo la Crimea \u2013 spiega Caldwell \u2013 ma i russi le prendono sul serio. Centinaia di migliaia di soldati russi e sovietici morirono difendendo la citt\u00e0 di Sebastopoli, in Crimea, dalle forze europee durante due assedi: il primo durante la guerra di Crimea e il secondo nel corso della Seconda guerra mondiale. Negli ultimi anni, il controllo russo della Crimea sembr\u00f2 assicurare un accordo regionale stabile\u201d avendo guadagnato l\u2019acquiescenza dei Paesi europei.<\/p>\n<p>\u201cMa gli Stati Uniti non hanno mai accettato l\u2019accordo. Il 10 novembre 2021, gli Stati Uniti e l\u2019Ucraina hanno firmato una \u2018carta sul partenariato strategico\u2019 che chiedeva all\u2019Ucraina di aderire alla NATO, condannava \u2018l\u2019aggressione russa in corso\u2019 (1) e affermava un \u2018impegno incrollabile\u2019 per la reintegrazione della Crimea all\u2019Ucraina. Quella carta \u2018convinse la Russia che doveva attaccare o essere attaccata\u2019, ha scritto Guaino. \u2018<strong>\u00c8 l\u2019ineluttabile processo del 1914 in tutta la sua terrificante purezza\u2019<\/strong>\u201c.<\/p>\n<p>Non solo tale accordo, ad allarmare la Russia era anche il flusso crescente di armi Nato nel Paese confinante, che ne ha fatto un Paese \u201carmato fino ai denti\u201d. Armi che hanno continuato a fluire copiose anche dopo l\u2019invasione russa, tanto che Caldwell trova \u201cfuori luogo\u201d le narrazioni che descrivono la disfatta della campagna russa.<\/p>\n<p>\u201cLa Russia \u2013 scrive, infatti, il cronista \u2013 non si sta scontrando contro un coraggioso paese agricolo grande un terzo di essa; sta tenendo testa, almeno per ora, contro le avanzate armi economiche, informatiche e da guerra della NATO\u201d (osservazione interessante per tanti motivi).<\/p>\n<p>\u201cEd \u00e8 qui\u00a0 \u2013 aggiunge Caldwell \u2013 che ha ragione Guaino ad accusare l\u2019Occidente di sonnambulismo. Gli Stati Uniti stanno cercando di mantenere la finzione che armare i propri alleati non sia la stessa cosa che partecipare a una guerra\u201d.<\/p>\n<p>\u201cOltrepassare il confine tra l\u2019essere un fornitore di armi e l\u2019essere un combattente, \u00e8 facile quanto oltrepassare il confine tra una guerra per procura e una guerra segreta. Nell\u2019era informatica, questa distinzione sta diventando sempre pi\u00f9 artificiale\u201d.<\/p>\n<p>E osserva: \u201cAnche se non accettiamo le dichiarazioni di Putin secondo cui l\u2019armamento americano affluito in Ucraina \u00e8 stato causa della guerra, \u00e8 certamente il motivo per cui la guerra ha assunto la forma cinetica, esplosiva e letale che ha adesso. Il nostro ruolo in tutto ci\u00f2 non \u00e8 passivo o incidentale. Abbiamo dato agli ucraini motivo di credere che possono vincere attraverso una guerra fatta di escalation\u201d.<\/p>\n<p>Quindi, dopo aver accennato ai tanti \u201cvolontari\u201d (leggi mercenari) stranieri presenti in Ucraina, Caldwell elenca tutte le defaillance della comunicazione dell\u2019amministrazione Usa, a iniziare dalle dichiarazioni che chiedevano un regime-change a Mosca per finire alla promessa di sostenere l\u2019Ucraina fino alla \u201cvittoria\u201d sulla Russia. Tutte dichiarazioni il cui \u201ceffetto, voluto o meno, \u00e8 stato quello di precludere qualsiasi via ai negoziati di pace\u201d. Non solo, anche continuare a inviare armi \u00e8 \u201cun potente incentivo a non far finire la guerra in tempi brevi\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMa se la guerra non finisce presto, i pericoli connessi aumenteranno. \u2018I negoziati devono iniziare nei prossimi due mesi\u2019, ha ammonito la scorsa settimana l\u2019ex segretario di Stato americano Henry Kissinger, \u2018prima che si creino sconvolgimenti e tensioni tali\u201d da rendere difficilissima la risoluzione del conflitto.<\/p>\n<p>\u201cNel chiedere un ritorno allo status quo ante bellum, [Kissinger] ha aggiunto: \u2018Perseguire la guerra oltre quel punto non sarebbe pi\u00f9 garantire la libert\u00e0 dell\u2019Ucraina, ma sarebbe una nuova guerra contro la stessa Russia\u2019\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIn questo, Kissinger concorda con Guaino \u2013 scrive Caldwell \u2013 \u201c<strong>Fare concessioni alla Russia significherebbe cedere all\u2019aggressione\u201d, ha avvertito Guaino. \u201cNon farne nessuno sarebbe cedere alla follia\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>E conclude: \u201cGli Stati Uniti non faranno concessioni, perch\u00e9 perderebbe la faccia. Ci sono elezioni in arrivo. Quindi l\u2019amministrazione sta chiudendo le vie dei negoziati e sta lavorando per intensificare la guerra. Siamo in questo gioco per vincere. Con il tempo, l\u2019enorme flusso di armi mortali, comprese quelle provenienti dallo stanziamento di 40 miliardi di dollari appena autorizzato, potrebbe portare la guerra a un livello diverso. Il presidente dell\u2019Ucraina Volodymyr Zelensky,questo mese, in un discorso agli studenti ha avvertito che i giorni pi\u00f9 sanguinosi della guerra stavano arrivando\u201d.<\/p>\n<p>Quadro fosco quello dipinto, forse troppo, dal momento che sottotraccia qualcosa si muove. Ma \u00e8 bene tenere presente certe analisi permeate di sano realismo che adagiarsi sulle tante narrazioni consegnate a un vacuo quanto folle ottimismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/56081\/nyt-se-la-guerra-non-si-ferma-la-responsabilita-e-made-in-usa\">https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/56081\/nyt-se-la-guerra-non-si-ferma-la-responsabilita-e-made-in-usa<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da PICCOLE NOTE (Davide Malacaria) Sul New York Times Christopher Caldwell porta un attacco pesantissimo all\u2019amministrazione americana sulla guerra ucraina, come si nota fin dal titolo dell\u2019articolo: \u201cPotrebbe risultare impossibile fermare la guerra in Ucraina. E gli Stati Uniti hanno gran parte della colpa\u201d. 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