{"id":72646,"date":"2022-06-06T09:30:31","date_gmt":"2022-06-06T07:30:31","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72646"},"modified":"2022-06-04T16:48:56","modified_gmt":"2022-06-04T14:48:56","slug":"cavalieri-damerica-i-valori-delloccidente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72646","title":{"rendered":"Cavalieri d&#8217;America: i &#8220;valori dell&#8217;Occidente&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di ARIANNA EDITRICE (Franco Cardini)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-72647\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/0-17043-300x157.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"157\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/0-17043-300x157.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/0-17043.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Forse non tutti lo sanno, ma gli Stati Uniti sono uno dei paesi al mondo nei quali la letteratura cavalleresca medievale e i suoi succedanei di ogni tipo hanno il massimo successo. Dagli studi accademici alle pubblicazioni scientifiche, ma anche dalla letteratura popolare ai \u201cgiochi di ruolo\u201d la passione per le gesta dei paladini di Art\u00f9 dilaga: del resto, la Disney Co. ne \u00e8 uno dei maggiori veicoli a livello mondiale. E il fenomeno sta tracimando da oltre due secoli in tutte le possibili direzioni: dall\u2019architettura neoromanica e neogotica ai \u201cristoranti medievali\u201d dove si fanno anche i tornei, dal cinema alla TV, dal \u201cteutonismo\u201d come fenomeno antropologico-giuridico e antropologico-militare (l\u2019Accademia di West Point) alle infinite derivazioni del tolkienismo ai continui revivals del mito del Santo Graal.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Argomenti di questo genere sono ormai da tempo anche oggetto di seri studi specialistici. Il fenomeno del \u201cmedievalismo\u201d \u00e8 accuratamente indagato da ottimi specialisti: basti pensare, in Italia, ai lavori di Maria Giuseppina Muzzarelli, di Francesca Roversi Monaco, di Tommaso di Carpegna Falconieri e di moltissimi altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa passione collettiva \u00e8 radicata in aspetti non trascurabili della stessa \u201cmentalit\u00e0 collettiva\u201d (e ci rendiamo conto della problematicit\u00e0 di questa espressione). Nello \u201cspirito americano\u201d, nel \u201cmanifesto destino\u201d degli Stati Uniti, la componente cavalleresca ha un rilievo del tutto speciale. Pensiamo al mito del Lontano Occidente, ricalcato su quello antico e diffuso dell\u2019Antico Oriente. E \u201cLontano Occidente\u201d, com\u2019\u00e8 ben noto, si traduce in inglese con l\u2019espressione Far West. Il \u201cmito della Frontiera\u201d rigurgita di elementi cavallereschi, sia pure semplicizzati e stereotipati: l\u2019Avventura anzitutto, dimensione com\u2019\u00e8 noto basilare della Weltanschauung arturiana; la ricerca della ricchezza e dell\u2019amore, appiattimento banale ma fascinoso dei fini ultimi dell\u2019Avventura stessa; la difesa dei deboli e degli oppressi, anche se spesso non correttamente identificati; il parallelo odio contro tutte le personificazioni del Male, a cominciare dai \u201cPellerossa\u201d. La destra ha elaborato e sviluppato al riguardo una decisa categoria etico-antropologica, incarnata dai cosiddetti Libertarians che anni fa riempivano le fila dei neoconservative impegnati contro l\u2019Islam e che sembrano aver trovato oggi una loro nuova Isola Felice nella lotta contro tutto quello che sa di russo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella \u201ccultura libertarian\u201d (da non confondersi con liberal: fra i due concetti esiste una fitta rete di elementi di affinit\u00e0 e di opposizione che li rende complementari ed opposti al tempo stesso) il mito della Frontiera ha un ruolo fondamentale: la libert\u00e0 dell\u2019eroe western, che al di sopra di s\u00e9 ha solo il cielo stellato e Dio e dentro di s\u00e9 una legge morale intima infallibile e indiscutibile, \u00e8 autoreferenzialmente riconosciuta da chi vi s\u2019identifica come una libert\u00e0 cavalleresca. Col risultato paradossale che l\u2019individualismo assoluto, questo caratteristico fondamento primario della Modernit\u00e0 occidentale, viene identificato con la figura archetipica del cavaliere medievale che \u00e8 invece l\u2019uomo della dedizione a Dio e al prossimo, miles pacificus nella definizione agostiniana passata ai rituali di addobbamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">D\u2019altronde un uomo libero non \u00e8 tale se non \u00e8 armato, se non \u00e8 un guerriero. Si tratta di un principio di base del diritto germanico, ben riconoscibile in tutte le leges barbariche la raccolta delle quali occupa vari volumi dei Monumenta Germaniae Historica, i leggendari M.G.H. D\u2019altronde un cavaliere non \u00e8 solo un guerriero: \u00e8 molto di pi\u00f9. Il guerriero \u00e8 libert\u00e0 e ferocia; il cavaliere \u00e8 spirito di servizio, disposizione al martirio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ed ecco uno degli elementi di base che oggi osta al riconoscimento della \u201ccultura europea\u201d come \u201ccultura occidentale\u201d, anzi del carattere sinonimico delle due espressioni, che ha viceversa conosciuto un\u2019allarmante diffusione mediatica. La giovane America (ormai non pi\u00f9 giovanissima) dei self-made men, degli illimitati diritti individuali, del \u201cdiritto alla ricerca della felicit\u00e0\u201d di ciascuno conseguita \u2013 forse \u2013 da pochissimi a scapito di troppi, quella che ha fondato la \u201cprima democrazia del mondo\u201d la quale coincide con il paese della pi\u00f9 profonda disuguaglianza e della pi\u00f9 tragica ingiustizia sociale \u00e8 divenuta il modello trainante di un mondo strettamente connesso a quello dei paesi del Commonwealth e della sua stessa antica Madrepatria, l\u2019Inghilterra, dalla quale provenivano i Pilgrim Fathers calvinisti per i quali la ricchezza era il segno del favore divino e la povert\u00e0 quello della Sua maledizione: quelli che bruciavano le streghe e consideravano i native Americans dei barbari preda di Satana. Su queste premesse si conquist\u00f2 la frontiera sempre pi\u00f9 spinta vero ovest: sulle canne delle Colt ch\u2019erano le spade dei Nuovi Cavalieri e sulle rotaie dei treni coast to coast.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La nostra vecchia Europa \u00e8 stata profondamente invasa, negli ultimi tre quarti di secolo, da quest\u2019Occidente iperindividualista e predatore: ma, attraverso la sua antica storia di guerre e di sofferenze, ha saputo costruire un\u2019altra Weltanschauung. Anch\u2019essa si \u00e8 resa responsabile di aver seminato conversione al cristianesimo e democrazia parlamentare raccogliendo per\u00f2, nel mondo, i ricchi frutti dello sfruttamento coloniale e delle ingiustizie del capitalismo: mantenendo per\u00f2 nel contempo fede anche a una dimensione di progressiva giustizia sociale e di costante solidarismo. Ecco perch\u00e9 nella felice America chi non ha una carta di credito in ordine non ha accesso agli ospedali mentre l\u2019umiliata e decaduta Europa, pur equivocamente rappresentata da un\u2019Unione Europea ormai fallimentare, continua a far di tutto per tenere in piedi uno straccio di quel welfare state alla base del quale c\u2019\u00e8 anche il contributo di pensiero di studiosi e di statisti americani. Noialtri europei abbiamo assicurazioni obbligatorie ma ci \u00e8 difficile poter tenere legittimamente in casa un\u2019arma; gli americani possono comprarsi interi arsenali da guerra, ma se si ammalano e non hanno abbastanza soldi in banca sono fottuti. Ecco la differenza, punto d\u2019arrivo di altre pi\u00f9 profonde e significative differenze. Ed \u00e8 il caso di dirlo: Vive la difference!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ecco perch\u00e9, parafrasando il vecchio Kipling, West is West, Europe is Europe. L\u2019America \u00e8 la patria d\u2019infiniti diritti riconosciuti a tutti ma conseguiti e goduti da pochissimi; l\u2019Europa \u00e8 la patria di popoli che non hanno ancora del tutto dimenticato che a qualunque diritto corrisponde un dovere, e che soprattutto sul piano sociale i doveri vengono prima dei diritti. E le radici di Europa e di Occidente possono ben essere anche le stesse: ma l\u2019albero si riconosce dai suoi frutti. Ecco perch\u00e9, da oltre due secoli almeno \u2013 ma a causa di un processo avviato circa mezzo millennio fa, con il decollo della globalizzazione \u2013, noialtri europei non possiamo pi\u00f9 dirci occidentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qualcuno ha detto e scritto, su organi mediatici della \u201cdestra\u201d, che io sono \u201cantiatlantista\u201d e \u201cantiamericano\u201d e che all\u2019\u201cEuramerica\u201d preferisco l\u2019\u201cEurasia\u201d. Sia chiaro che non sono un eurasiatista, ammesso che un eurasiatismo come valore politico esista. Certo, all\u2019Euramerica e al suo cane da guardia, la NATO, preferisco l\u2019Eurasia: ma proprio in quanto ostinatamente credo alla possibilit\u00e0 che l\u2019Europa ritrovi le sue autentiche radici e che sappia costruire in futuro una solida compagine indipendente dai blocchi che si vanno configurando e fra loro mediatrice in funzione di una politica di pace. Nel loro sistema di costruzione dell\u2019America come grande potenza nel contesto dei blocchi contrapposti, gli USA non ci lasciano sufficiente autonomia: n\u00e9, pertanto, ci lasciano scelta. Se non vogliamo restar subalterni (e uso un eufemismo) bisogna stare dall\u2019altra parte nella prospettiva di rimanere autonomi e sovrani: sar\u00e0 poi loro compito rimediare agli errori fatti e recuperare la nostra fiducia, ma per questo momento non c\u2019\u00e8 spazio. In questo momento sostengo pertanto la necessit\u00e0 che l\u2019Occidente \u00e0 t\u00eate americaine non consegua il disegno della Casa Bianca e\/o del Pentagono di stravincere sul mondo eurasiatico reimponendo un\u2019egemonia ch\u2019\u00e8 storicamente tramontata in modo irreversibile e attuando le strategie e le tattiche del totalitarismo liberista, il pi\u00f9 subdolo ma non il meno infame dei totalitarismi (e ce lo sa dimostrando nell\u2019Europa d\u2019oggi: tentando di fare strame di qualunque libert\u00e0 di pensiero degradandone sistematicamente le espressioni a forme di fake news, facendo il deserto su qualunque differenza di giudizio e chiamando tale deserto \u201cdemocrazia\u201d). Certo che, al limite, una tirannia lontana \u00e8 un male minore rispetto a una tirannia vicina e incombente. Ma il fatto che il totalitarismo occidentale sia quello del \u201cpensiero unico\u201d e della negazione di troppi diritti sostanziali dei pi\u00f9 (a cominciare non dalla ricchezza, bens\u00ec dalla dignit\u00e0 civile e sociale) nel nome del diritto di sfruttamento da parte delle lobbies conferisce alla \u201ctirannia vicina\u201d che ci minaccia un carattere particolarmente odioso: e il fatto che essa, almeno per il momento, possa permettersi il lusso di forme di \u201clibert\u00e0\u201d nella sostanza irrilevanti se non addirittura socialmente illusorie e pericolose anche perch\u00e9 utilizzate come anestetico morale di massa la rende ancora pi\u00f9 infame.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Federico Rampini, ch\u2019\u00e8 un giornalista di rara intelligenza ed efficacia, ha di recente pubblicato un \u201cbest seller annunziato\u201d \u2013 70.000 copie vendute ancor prima dell\u2019uscita, annunzia l\u2019Editore: potenza dei media, specie se Zio Sam veglia sulla buona riuscita di qualcosa\u2026 \u2013 dal titolo Suicidio occidentale (Mondadori) il cui sottotitolo, illuminante, recita: \u201cPerch\u00e9 \u00e8 sbagliato processare la nostra storia e cancellare i nostri valori\u201d. Si tratta di un libro da leggere con la massima attenzione, cercando nelle sue pagine l\u2019esposizione (o la non-spiegazione) dei tre grandi temi che il suo titolo propone usando l\u2019aggettivo \u201coccidentale\u201d e le espressioni \u201cnostra storia\u201d e \u201cnostri valori\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Occidente: che cosa significa, quali sono i suoi confini cronologici, geografici, antropologici, culturali? \u00c8 un valore immobile, metastorico, o dinamico, soggetto quindi ai mutamenti? E quanto vi ha inciso, nella seconda ipotesi, la Modernit\u00e0 quale trionfo dell\u2019individualismo e del primato di economia-finanza e di tecnologia su altri valori, a cominciare da quelli religiosi ed etici?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nostra storia: nostra di chi? Valutata alla luce di quali parametri, di quali giudizi? E poi, chi siamo noi? Quali sono i confini e i contorni etnici, culturali, etici, geostorici del nostro \u201cessere noi stessi\u201d? Da che momento in poi possiamo considerarci \u201cnoi\u201d trascurando o superando dinamiche e addirittura soluzioni di continuit\u00e0? Siamo tutti gli stessi, tutti concordi, tutti uguali?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nostri valori: nostri di chi? Quali sono? Fino a che punto sono universalmente condivisi? Sono davvero perfettamente condivisibili? Sono perfetti o suscettibili di perfettibilit\u00e0? Li enunziamo con chiarezza, li pratichiamo con coerenza e fedelt\u00e0? O sono pi\u00f9 spesso alibi per quella che Nietzsche definiva \u201cVolont\u00e0 di Potenza\u201d o, per altri versi, papa Francesco definisce \u201ccultura dell\u2019indifferenza\u201d e \u201cdello scarto\u201d? E Rampini, questi valori, li riconosce e li accetta in blocco oppure opera delle selezioni, delle esclusioni?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Muniti di questo companion per affrontare una lettura che oggi si presenta come ineludibile, cerchiamo di renderci conto di quali siano questi valori in ordine a una questione civile ed etica fondamentale: la violenza, che da noi in Europa sia pure in modo e in grado diverso abbiamo deciso di negare ai singoli cittadini espropriandone il diritto \u2013 nel nome del bene comune \u2013 per trasferirlo al monopolio della societ\u00e0 costituita in quanto tale, quindi dello stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cDa noi\u201d in Europa, da Lisbona e Mosca e da Oslo ad Atene con molte diversit\u00e0, articolazioni e sfumature, la \u201cviolenza privata\u201d \u00e8 stata messa con chiarezza da circa due secoli e mezzo al bando in tutte le sue forme (comprese la \u201cvendetta\u201d e la \u201cdifesa privata\u201d entro certi limiti): nel nome dello stato di diritto, che garantisce a tutti la libert\u00e0 ma perci\u00f2 stesso la limita per mezzo di leggi miranti alla sicurezza pubblica e alla garanzia contro la possibilit\u00e0 che un eccesso di libert\u00e0 esercitato da qualcuno (in forza per esempio della sua superiorit\u00e0 civile o economica) si risolva con un danno di libert\u00e0 altrui. Da noi, salvo precise eccezioni quali forze armate o forze dell\u2019ordine, il disarmo \u00e8 regola generale cui possono essere esentati solo pochi cittadini in possesso di requisiti speciali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cAltrove\u201d nell\u2019Occidente, non \u00e8 cos\u00ec: questo, che potrebbe essere valutato \u2013 e senza dubbio con ragione \u2013 un grave limite alla libert\u00e0 individuale, viene respinto. Le armi private sono considerate beni lecitamente commerciabili. I risultati di tutto ci\u00f2, associati con evidenza ad altri fattori, hanno determinato autentiche tragedie: ultima in ordine di tempo quella di Uvalde in Texas della quale in questo numero dei MC parla David Nieri. Subito dopo la tragedia gli affiliati della NRA (National Rifle Association), ricchissimo e potentissimo sodalizio che contribuisce costruire l\u2019imponente fatturato delle industria che producono armi e che \u00e8 soggetto privilegiato nella stessa scelta del presidente degli USA con il suo massiccio intervento finanziario e mediatico in sede elettorale, si sono riuniti a Houston, dove in un applaudito intervento di venerd\u00ec 27 scorso Donald Trump ha difeso anzi esaltato tanto i costruttori quanto i possessori di armi, entrambi \u201cpaladini della libert\u00e0\u201d. Al pari della spada al fianco degli aristocratici d\u2019ancien r\u00e9gime, l\u2019arme sarebbe per molti cittadini americani \u2013 solo conservative?\u2026 \u2013 simbolo di libert\u00e0 di chi la porta e garanzia di sicurezza per la societ\u00e0 civile tutta, dal momento che tale \u00e8 lo spirito secondo il quale la costituzione degli USA consente ai cittadini di armarsi privatamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma la realt\u00e0 \u00e8 ben diversa da queste rosee intenzioni. L\u2019articolo di Nieri lo documenta con puntualit\u00e0 impressionante (Minima Cardiniana 380\/4 | I valori dell\u2019Occidente (francocardini.it)).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si delinea qui un confine preciso tra la societ\u00e0 civile della nostra Europa e quella del \u201cnostro\u201d Occidente, che tale per fortuna non \u00e8 o non \u00e8 ancora del tutto. Noi europei preponiamo la libert\u00e0 e la sicurezza comunitarie alla libert\u00e0 e alla possibilit\u00e0 d\u2019arbitrio dei singoli. La nostra libert\u00e0 \u00e8 concettualmente infinita, ma strutturalmente e fenomenologicamente si arresta l\u00e0 dove comincia la libert\u00e0 altrui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Allo stesso modo ci comportiamo in modo differente per quanto concerne altre forme di libert\u00e0: sia quella \u201cdi\u201d, sia quelle \u201cda\u201d. Nella nostra vecchia Europa siamo sensibili da molto tempo nei confronti della libert\u00e0 di parola, di stampa, di pensiero, di associazione: e ciascuna di queste libert\u00e0 \u00e8 definita nei suoi limiti in quanto non deve nuocere alla libert\u00e0 di nessuno dei nostri concittadini. Ma i risultati conseguiti fino ad oggi dalla \u201clibert\u00e0 di\u201d sono comunque sempre soggetti a minacce (nelle ultime settimane, troppi sono stati minacciati da attentati alla loro libert\u00e0 d\u2019opinione da parte di censori che ai sensi della legge hanno loro impedito di diffondere notizie ch\u2019essi giudicavano fake news); mentre a nostro avviso \u00e8 ancora troppo carente \u2013 a livello europeo e, a maggior ragione, in tutto il mondo \u2013 la lotta contro le \u201clibert\u00e0 da\u201d: dalla fame, dalla miseria, dalla malattia, dalla paura. Una corretta societ\u00e0 civile deve lottare per il conseguimento della liberazione da questi mali; cos\u00ec come deve difendere il suo passato, ma ha pieno diritto di denunziarne quegli aspetti che hanno condotto, oggi, al pubblico instaurarsi di un regime solidamente fondato sulla giustizia sociale. Il ricorrere allo \u201cstrumento dell\u2019oblio\u201d, cio\u00e8 per esempio alla cancel culture, non \u00e8 n\u00e9 civicamente, n\u00e9 culturalmente, n\u00e9 moralmente corretto: ma la condanna storica di modelli che hanno condotto al manifestarsi o all\u2019instaurarsi di sistemi politici fondati sull\u2019ingiustizia e sull\u2019ingiusto privilegio, questo s\u00ec. Non si giustificano le violenze e i soprusi commessi nel nome della conversione dei popoli alla fede cristiana o di quella che grottescamente venne a suo tempo definita \u201cesportazione della democrazia\u201d; non si nega il diritto alla libert\u00e0, al rispetto delle tradizioni, all\u2019autodeterminazione, nel nome di quelli che a nostro avviso sono soluzioni migliori e \u201cpi\u00f9 civili\u201d. Anche perch\u00e9 di solito non lo sono. L\u2019aggressione del 2001 all\u2019Afghanistan controllato dai fondamentalisti di al-Qaeda ha condotto a una \u201cesportazione della democrazia\u201d che ha finito con una prospettiva di occupazione straniera e di un progressivo deterioramento che ha sfociato un ventennio pi\u00f9 tardi all\u2019instaurazione di un regime fondamentalista ancora peggiore di quello sradicato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articoli\/cavalieri-d-america-i-valori-dell-occidente\">https:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articoli\/cavalieri-d-america-i-valori-dell-occidente<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ARIANNA EDITRICE (Franco Cardini) Forse non tutti lo sanno, ma gli Stati Uniti sono uno dei paesi al mondo nei quali la letteratura cavalleresca medievale e i suoi succedanei di ogni tipo hanno il massimo successo. 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