{"id":72669,"date":"2022-06-07T11:07:06","date_gmt":"2022-06-07T09:07:06","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72669"},"modified":"2022-06-06T11:21:46","modified_gmt":"2022-06-06T09:21:46","slug":"guerra-e-psicopolitica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72669","title":{"rendered":"Guerra e psicopolitica"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (Federico Giovannini)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Uno dei temi pi\u00f9 frequenti nel dibattito pubblico italiano sulla guerra in Ucraina \u00e8 la salute mentale di Putin o, in alternativa, la sua bassezza morale.<br \/>\nLe principali testate giornalistiche italiane riferiscono come le <em>intelligence<\/em> occidentali si <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/esteri\/2022\/03\/08\/news\/ucraina_allarme_salute_fisica_e_mentale_putin-340669001\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">interroghino<\/a> sulla salute mentale dell\u2019autocrate di Mosca e di come il presidente degli USA, Joe Biden, abbia dichiarato l\u2019indagine una priorit\u00e0 di spionaggio. La priorit\u00e0 di numerosi giornalisti sembra essere proprio raccogliere testimonianze autorevoli di <a href=\"https:\/\/tg24.sky.it\/mondo\/2022\/03\/07\/putin-profilo-psicologico\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">esperti nostrani<\/a> e <a href=\"https:\/\/tg.la7.it\/esteri\/guerra-ucraina-i-dubbi-sulla-salute-mentale-di-putin-13-03-2022-169670\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">non<\/a>, al fine di determinare <a href=\"https:\/\/www.rollingstone.it\/politica\/e-sempre-piu-difficile-capire-se-putin-sia-un-pazzo-o-un-visionario\/622051\/#Part2\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">se Putin sia effettivamente \u201cpazzo\u201d<\/a>.<br \/>\nAlcuni spiegano in maniera metodica il perch\u00e9 abbiamo <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/mondo\/putin_cancro_news_malattia_mentale_che_cosa_ha_viso_gonfio_farmaci_news_ultime_oggi-6567183.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cchiari segnali\u201d<\/a> per sostenere che lo stato di salute psichica di Putin sia degenerato: l\u2019isolamento prolungato che lo ha \u201cdisconnesso dalla realt\u00e0\u201d, i tavoli di negoziati \u201cstranamente lunghi\u201d (cfr. incontro con Macron), il suo aspetto fisico, ecc.<br \/>\nQuando non si parla della psiche di Putin, ci si sofferma sul giudizio sulla sua persona: oltre a condannare l\u2019aggressione dello Stato russo nei confronti di quello ucraino, si indugia sulla moralit\u00e0 di Putin, denunciando sul piano etico individuale il capo di stato. Sia i media, sia parte della cittadinanza scelgono di discutere un fenomeno politico come la guerra in Ucraina in termini medici o morali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Putin \u00e8 un uomo che ha accentrato potere e che ha scelto di compiere un\u2019aggressione militare: chiedersi se \u00e8 pazzo o immorale \u00e8 un tentativo di cercare in lui un\u2019eccezionalit\u00e0, che spieghi il suo comportamento e che ci permetta di comprendere il perch\u00e9 dell\u2019invasione. Ma la ricerca dell\u2019eccezionalit\u00e0 psichica o morale di Putin si basa su una premessa antipolitica, ovvero che \u00e8 possibile e giusto avere un accentramento di potere responsabile. Infatti, se non pensassimo che il potere possa e debba essere responsabile, non ci daremmo da fare nel capire se chi usa il potere in maniera irresponsabile sia pazzo o cattivo. Da dove nasce questa premessa? Ed \u00e8 sostenibile?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La modernit\u00e0 come legittimazione artificiale del potere<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La credenza che l\u2019accentramento di potere possa essere responsabile ha una storia moderna, che va compresa scavando nella relazione tra potere e pensiero politico. Per farlo, dobbiamo ritornare alle origini del pensiero moderno, nel XVI secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Raffaele Laudani, professore ordinario di storia delle dottrine politiche all\u2019Universit\u00e0 di Bologna, offre una lettura del pensiero politico moderno che permette di interpretare la teoria politica degli ultimi cinque secoli come un tentativo di giustificare e legittimare l\u2019accentramento di potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La tesi \u00e8 che la modernit\u00e0 pu\u00f2 essere definita come l\u2019alba della \u201c<a href=\"https:\/\/www.mulino.it\/isbn\/9788815267726\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">politica come movimento<\/a>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fino al medioevo il potere politico aveva una giustificazione teologico-trascendentale e l\u2019obbedienza a esso era quindi considerata naturale. Nella modernit\u00e0, il potere politico perde tale giustificazione e quindi la disobbedienza acquisisce primariet\u00e0 sull\u2019obbedienza. Disobbedire \u00e8 lo stato naturale delle cose e non pi\u00f9 l\u2019eccezione alla normalit\u00e0 dell\u2019obbedienza. Inizia cos\u00ec il movimento della politica: la proliferazione e diffusione della disobbedienza come pratica di contestazione e destituzione del potere. Tra rivolte dei contadini nella Francia rurale e ammutinamenti pirateschi nell\u2019Atlantico, i grandi poteri terrestri e marittimi, come quello francese e inglese, vengono sconvolti dalla marea della disobbedienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A incapsulare lo spirito del tempo \u00e8 il pensiero di \u00c9tienne de la Bo\u00e9tie che, nel XVI secolo, si interroga di fronte alla repressione delle rivolte contadine e all\u2019affermazione della monarchia assoluta, chiedendosi come sia possibile che tanti uomini, villaggi e citt\u00e0 accettino di obbedire a un sovrano unico, il quale domina solo grazie al loro consapevole asservimento. La Bo\u00e9tie conclude che l\u2019obbedienza, fino ad allora considerata naturale, \u00e8 l\u2019artificiale risultato dell\u2019abitudine, dell\u2019educazione e del fascino. Da questo momento in poi, non \u00e8 pi\u00f9 la disobbedienza a dover essere giustificata, ma il suo contrario. Il fardello del potere diventa quindi la giustificazione dell\u2019obbedienza.<br \/>\nL\u2019altra faccia del pensiero politico moderno diventa quindi la legittimazione artificiale del potere che deve far fronte al movimento della politica. La soluzione pi\u00f9 affermata \u00e8 quella del filosofo inglese Hobbes (1588-1679), il quale dichiara che sono la paura dello stato di natura e la voglia di proteggere la propria vita a giustificare l\u2019obbedienza a un potere centrale. Da questa logica nasce lo Stato moderno. La teoria politica moderna \u00e8 quindi un costante tentativo di gestire l\u2019immanente possibilit\u00e0 di disobbedienza e resistenza al potere attraverso filosofie come quella di Hobbes, dedite a giustificare l\u2019obbedienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il potere responsabile alla fine della storia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alla fine del secolo scorso \u2013 teatro di lotta tra le tre grandi ideologie (fascismo, comunismo e capitalismo liberaldemocratico) \u2013 la caduta dell\u2019Unione Sovietica, nel 1991, ha decretato la vittoria definitiva del capitalismo liberaldemocratico e <a href=\"https:\/\/philosophynow.org\/issues\/106\/The_End_of_History_and_the_Last_Man_by_Francis_Fukuyama\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la fine della storia<\/a> (<em>sic<\/em>!).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In linea con la tradizione moderna, ogni sistema di accentramento di potere deve giustificare l\u2019obbedienza a s\u00e9. Con l\u2019affermazione del capitalismo liberaldemocratico, negli anni \u201890, la classe dominante occidentale ha partorito il mito del \u201ccapitalismo dal volto umano\u201d. In sostanza, si tratta di accettare il capitalismo come unico sistema economico possibile e desiderabile, con la garanzia che si possa domarlo e renderlo compatibile con le esigenze umane slegate dal profitto: ambiente, giustizia sociale, democrazia, diritti delle minoranze ecc. Il patto sociale si costituisce sull\u2019obbedienza allo Stato e al capitale in cambio della promessa di umanit\u00e0. L\u2019accentramento di potere su cui si fonda lo Stato e le diseguaglianze di classe alla base del capitalismo diventano la premessa per il raggiungimento di questi obiettivi dal volto umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non a caso, dagli anni \u201890 a oggi si \u00e8 affermata la sfera disciplinare della <em>corporate responsibility<\/em>, che raccoglie l\u2019insieme delle discipline professionali votate a \u201cmoderare\u201d e gestire le aziende nel mercato capitalista al fine di bilanciare competitivit\u00e0 ed etica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Putin e il potere (ir)responsabile<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cosa succede quando un potente non si comporta in maniera desiderabile o in linea con le nostre aspettative?<br \/>\nSe la nostra premessa \u00e8 che un potente pu\u00f2 e deve essere responsabile, allora esperiamo quella che in psicologia si chiama dissonanza cognitiva. Quest\u2019ultima \u00e8 la disarmonia tra pi\u00f9 idee o comportamenti contrastanti tra loro, che si attivano contemporaneamente rispetto a un tema. Questa contraddizione causa disagio psichico perch\u00e9 non permette un\u2019elaborazione coerente della realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando vediamo Putin, un potente, rompere le nostre aspettative sulla pace in Europa e permettere l\u2019uccisione di civili indifesi, viviamo una dissonanza cognitiva. L\u2019invasione dell\u2019Ucraina rappresenta la negazione della premessa del nuovo mondo nato negli anni \u201990: i potenti dovevano portare pace e umanit\u00e0, e invece, Putin porta la guerra e la disumanit\u00e0. La pretesa che il potere sia responsabile deve ora coesistere con l\u2019osservazione empirica che un potente sta agendo irresponsabilmente. La soluzione psicologica diventa la seguente: se Putin non \u00e8 nel pieno delle sue facolt\u00e0 mentali allora \u00e8 in uno stato di eccezionalit\u00e0. Quindi la regola \u00e8 confermata. Ne segue la corsa alla ricerca delle prove della sua follia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando l\u2019indagine collettiva sullo stato di salute mentale di Putin non \u00e8 disponibile, il disagio psichico causato dalla dissonanza cognitiva viene scaricato su una punizione morale nei confronti della persona di Putin. Lo stress della contraddizione si canalizza nel giudizio etico sull\u2019individuo. Dare del pazzo a Putin spiega il suo comportamento in contrasto con le nostre idee sul potere, chiamarlo cattivo sfoga la nostra frustrazione quando il contrasto non \u00e8 spiegato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019oppressione del potere accentrato<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019invasione dell\u2019Ucraina \u00e8 politica e va quindi letta in tal senso. Medicalizzare o moralizzare il comportamento di Putin \u00e8 antipolitico. La politica \u00e8 arte e scienza del potere. Per risolvere la contraddizione tra le nostre aspettative sul potere e la realt\u00e0 attorno a noi, dobbiamo ridiscutere le premesse e decostruire il mito del potere responsabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019accentramento di potere \u00e8 inerentemente oppressivo per due motivi: per poter essere responsabile, un potente deve essere in grado di comprendere bisogni e interessi di chi viene comandato e avere la volont\u00e0 di agire nel loro soddisfacimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La trasparenza e il dialogo reciproco possono favorire la comprensione di tali bisogni e interessi. Per far s\u00ec che ci\u00f2 avvenga per\u00f2, il potente deve essere in grado di empatizzare pienamente con gli altri. Nel testo <em>Il potere corrompe i migliori<\/em>, Mikhail Bakunin (1814-1876), padre del pensiero anarchico, spiega che il potere obbliga a coltivare l\u2019abitudine del comando e quindi a interiorizzare l\u2019idea di essere superiori. La convinzione della propria superiorit\u00e0 rispetto agli altri genera una distanza con essi che con il tempo diventa disprezzo. Ma il disprezzo rende impossibile la piena empatia, quindi troviamo il primo ostacolo alla realizzazione di un potere responsabile: a chi ha potere \u00e8 strutturalmente impossibile comprendere pienamente bisogni e interessi di chi lo subisce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Supponendo per assurdo che chi ha il potere riesca a comprendere i bisogni e gli interessi di chi non lo ha, ci\u00f2 non obbligherebbe il primo ad agire conseguentemente. Infatti, se il potente ha interessi e bisogni divergenti dagli altri, egli potr\u00e0 imporre la propria volont\u00e0 per definizione, causando quindi oppressione. A volte gli interessi possono coincidere, ma \u00e8 strutturalmente impossibile che gli interessi di chi vive in una condizione sociale di superiorit\u00e0 siano sempre gli stessi dei subalterni. La ragione di ci\u00f2 sta nel fatto che il loro accesso alla realt\u00e0 sociale \u00e8 configurato su basi necessariamente diverse: diverse abitudini, diversi spazi, diversi obiettivi. Questo significa che l\u2019accentramento di potere \u00e8 destinato a generare sistematicamente oppressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019idea di un potere responsabile \u00e8 una contraddizione che dovrebbe risultare tale da s\u00e9. La modernit\u00e0, nel XVIII secolo, produsse l\u2019idea del dispotismo illuminato, cio\u00e8 una situazione di governo ideale dove il potere \u00e8 nelle mani di un monarca assoluto che, coltivando la propria ragione, usa il proprio accentramento di potere per realizzare il progresso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi, per noi che siamo abituati all\u2019idea di democrazia liberale, quel despota illuminato sembra una simpatica contraddizione di in un contesto storico dove la libert\u00e0 non era ancora realizzata. Forse in futuro, quando saremo abituati ad affrontare la politica come arte e scienza del potere, l\u2019idea di un potere responsabile sembrer\u00e0 una altrettanto simpatica contraddizione di un tempo in cui la politica non era ancora realizzata.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/06\/03\/guerra-e-psicopolitica\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/06\/03\/guerra-e-psicopolitica\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Federico Giovannini) Uno dei temi pi\u00f9 frequenti nel dibattito pubblico italiano sulla guerra in Ucraina \u00e8 la salute mentale di Putin o, in alternativa, la sua bassezza morale. Le principali testate giornalistiche italiane riferiscono come le intelligence occidentali si interroghino sulla salute mentale dell\u2019autocrate di Mosca e di come il presidente degli USA, Joe Biden, abbia dichiarato l\u2019indagine una priorit\u00e0 di spionaggio. 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