{"id":72687,"date":"2022-06-07T08:30:40","date_gmt":"2022-06-07T06:30:40","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72687"},"modified":"2022-06-06T20:04:57","modified_gmt":"2022-06-06T18:04:57","slug":"crisi-del-grano-ideologie-e-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72687","title":{"rendered":"Crisi del grano: ideologie e realt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Federico Dezzani)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-72689\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/FB_IMG_1654538242199-300x204.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/FB_IMG_1654538242199-300x204.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/FB_IMG_1654538242199.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al terzo mese di operazioni militari e all\u2019avvicinarsi della stagione estiva, la guerra in Ucraina sembrerebbe aver assunto una nuova dimensione, quella della crisi alimentare internazionale: la Russia, rendendo impossibile la semina e soprattutto la partenza del grano dai porti del Mar Nero, sarebbe responsabile della prossima carestia che si abbatter\u00e0 su Nord Africa e Medio Oriente. In realt\u00e0, il prezzo del grano aveva iniziato ad aumentare gi\u00e0 prima della guerra a causa della manipolazione finanziaria ed il suo rincaro rientra nella destabilizzazione ad ampio raggio condotta dagli anglosassoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Incetta, rincaro, rivolta<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un approccio semplificato, altamente ideologizzato e, si pu\u00f2 dire, manicheo, domina oramai i media occidentali, il cui compito \u00e8 preparare l\u2019opinione pubblica al prossimo confronto militare tra il blocco continentale-euroasiatico e quello marittimo-anglosassone. Come la Cina era stata \u201cla responsabile\u201d dell\u2019epidemia che ha sconquassato l\u2019economia mondiale nel 2020, cos\u00ec oggi la Russia sarebbe \u201cla responsabile\u201d delle gravi ferite inflitte al mercato globale, sempre pi\u00f9 lacerato e frammentato. In particolare, la Russia sarebbe colpevole del forte rialzo dei prezzi dell\u2019energia e delle materie prime, che sta spingendo in molti Paesi occidentali l\u2019inflazione oltre la soglia del 10%, e, in particolare, della prossima crisi alimentare che rischia di colpire duramente quei Paesi mediorientali ed africani che pi\u00f9 dipendono dalla produzione cerealicola dell\u2019Ucraina. Come sempre, la verit\u00e0 si colloca agli antipodi della propaganda. Cos\u00ec, \u00e8 facile dimostrare come la \u201ccrisi del grano\u201d in nuce, non sia imputabile alla Russia, bens\u00ec rientri nella pi\u00f9 ampia strategia anglosassone di destabilizzazione dell\u2019Isola Mondo (Africa, Europa ed Asia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si parta col dire che la \u201ccrisi del grano\u201d \u00e8 apparsa sui media mainstream occidentali solo alla fine del secondo mese di guerra. Chi, come noi, avesse analizzato gli avvenimenti con un respiro geopolitico di lungo periodo, aveva invece evidenziato sin dai primissimi giorni della guerra, come il conflitto in Ucraina sarebbe sfociato, nel volgere di poco tempo, in una crisi alimentare che avrebbe duramente colpito i Paesi dipendenti dal grano del Mar Nero. Il nostro ragionamento era molto semplice: gi\u00e0 alla base delle Primavere Arabe del 2011, l\u2019ampia destabilizzazione del Medioriente condotta da angloamericani e francesi e culminata con le guerre in Libia a Siria, c\u2019era stato il forte rialzo dei prezzi cereali, rialzo che aveva impoverito i ceti medio-bassi dei Paesi mediorientali e preparato il terreno alle rivolte di piazza. Posto che la volont\u00e0 delle potenze anglosassoni \u00e8 sempre quella di mantenere il Medio Oriente ed il Nord Africa nella condizione di massima debolezza possibile (con un focus particolare su Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Libano e Siria), agli inizi del marzo 2022 avevamo quindi scritto che il conflitto in Ucraina sarebbe stato utilizzato dalle potenze occidentali per attuare una seconda e, auspicabilmente definitiva, destabilizzazione della regione, spingendo alle stelle i prezzi dei generi alimentari di prima necessit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Occorre infatti sottolineare subito un elemento. Nonostante il conflitto in Ucraina (che, producendo 25 milioni di tonnellate, \u00e8 circa l\u2019ottavo produttore di grano al mondo), non ci sarebbe alcuna carenza fisica di cereali, proprio come gas e petrolio abbonderebbero e sarebbero in grado di soddisfare ampiamente la domanda. La manovra di destabilizzazione verte totalmente sulla manipolazione dei prezzi. Eliminando alcuni produttori dal mercato (l\u2019Ucraina), sanzionandone altri (la Russia), consentendo che altri impongano divieti alle esportazioni (l\u2019India), vietando l\u2019utilizzo delle proprie riserve strategiche (USA in primis) ed agendo sui prezzi dei derivati quotati in borsa (i \u201cfutures\u201d sui prezzi del grano sono vere e proprie armi impiegate per fini politici), le potenze anglosassoni mirano infatti a fare lievitare il prezzo dei cereali. Si tratta di una vera e propria manovra speculativa, che si innesta perfettamente su quel rialzo generalizzato dei prezzi alimentato ad hoc subito dopo la pandemia (vedi grafico in immagine). \u00c8 bene ricordare, infatti, che USA, Canada e Francia sono tra i maggiori produttori al mondo di grano e che, se volessero evitare quel rischio di \u201ccarestia\u201d di cui i media incolpano la Russia, potrebbe semplicemente vendere a prezzi calmierati i propri cereali, soprattutto ai Paesi pi\u00f9 fragili della fascia mediorientale, o anche soltanto tarpare le ali alla speculazione in borsa. Al contrario, l\u2019intera strategia delle potenze occidentali mira scientificamente alla corsa forsennata dei prezzi, secondo la classica tecnica di manipolare il valore delle materie prime per conseguire obiettivi geopolitici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo quadro, come avevamo evidenziato sin da subito, l\u2019Europa si candida ad essere la vittima sacrificale della prossima crisi alimentare progettata dagli anglosassoni. Innanzitutto, il brusco aumento dei beni di prima necessita rischia di innescare l\u2019ennesima ondata migratoria dall\u2019Africa e del Medio Oriente verso il Vecchio Continente, gi\u00e0 alle prese col pi\u00f9 sanguinoso conflitto militare dal 1945. In secondo luogo, come sottolineato nella nostra analisi geopolitica sull\u2019Algeria, la fiammata dei prezzi alimentare sar\u00e0 quasi certamente impiegata per gettare nel caos quei Paesi africani che dovrebbero \u201csostituire\u201d la Russia negli approvvigionamenti energetici verso l\u2019Europa. Nello specifico caso italiano, ad esempio, \u00e8 facile immaginare che la Libia, che non si \u00e8 mai ripresa dalla Primavera Araba e dall\u2019intervento NATO del 2011, scivoli ulteriormente nell\u2019anarchia nei prossimi mesi, bloccando del tutto quei flussi energetici che, oggi, sarebbero preziosissimi per l\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 un ultimo canale, infine, attraverso cui l\u2019Europa sar\u00e0 colpita dalla \u201ccrisi del grano\u201d in nuce, quello dell\u2019inflazione e della correlata destabilizzazione finanziaria. Il rincaro del grano, che si ripercuote immediatamente sul costo di pane e pasta, sommato alle bollette energetiche e al prezzo dei carburanti sempre pi\u00f9 esosi, dar\u00e0 un contributo significativo alla spinta dell\u2019inflazione verso la soglia psicologica del 10% che \u201cobbligher\u00e0\u201d le banche centrali a rialzare i tassi, nonostante i sinistri scricchiolii dell\u2019economia reale. Pi\u00f9 volte abbiamo sottolineato quali obiettivi gli angloamericani intendono raggiungere con la prossima stretta monetaria, che far\u00e0 leva sulla mole di debito pubblico accumulata per fronteggiare lo choc della pandemia. Di nuovo, occorre soffermarsi sullo specifico caso dell\u2019Italia che, per posizione geografica e livello di indebitamento, si candida ad essere colpita sia dall\u2019ennesima destabilizzazione del Nord Africa che dalla prossima stretta monetaria. Il differenziale tra Btp e Bund, ormai stabilmente sopra i 200 punti base, conferma che l\u2019Italia sar\u00e0 il punto in cui il caos che risale dall\u2019Africa si salder\u00e0 all\u2019Europa. La piccola minoranza della cittadinanza che \u00e8 consapevole della scellerata distruzione cui \u00e8 sottoposta l\u2019Italia \u00e8, al momento, costretta ad osservare impotente il compiersi degli avvenimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>#TGP #USA #Russia #Ucraina #Grano #Italia #Europa #Usa #Geopolitica<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>[Fonte: http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/crisi-del-grano-ideologie-e-realta\/]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/1518147318236235\/posts\/pfbid028u6QsZ3QmS7BdfowdeKNjahdNepduNR9QjseNg9EXqxaRiaxj9ihX7ZUFkmpKnFtl\/\">https:\/\/www.facebook.com\/1518147318236235\/posts\/pfbid028u6QsZ3QmS7BdfowdeKNjahdNepduNR9QjseNg9EXqxaRiaxj9ihX7ZUFkmpKnFtl\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Federico Dezzani) Al terzo mese di operazioni militari e all\u2019avvicinarsi della stagione estiva, la guerra in Ucraina sembrerebbe aver assunto una nuova dimensione, quella della crisi alimentare internazionale: la Russia, rendendo impossibile la semina e soprattutto la partenza del grano dai porti del Mar Nero, sarebbe responsabile della prossima carestia che si abbatter\u00e0 su Nord Africa e Medio Oriente. 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