{"id":72697,"date":"2022-06-09T08:30:14","date_gmt":"2022-06-09T06:30:14","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72697"},"modified":"2022-06-07T10:11:32","modified_gmt":"2022-06-07T08:11:32","slug":"corridoi-del-pane-a-odessa-ma-la-fame-ormai-e-unarma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72697","title":{"rendered":"Corridoi del pane a Odessa. Ma la fame ormai \u00e8 un\u2019arma"},"content":{"rendered":"<p><strong>di IL MANIFESTO (Roberto Zanini) <\/strong><span style=\"text-align: justify\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify\">Il grano c\u2019\u00e8, a milioni di tonnellate. Nei porti contesi tra Russia e Ucraina. Su camion che viaggiano verso la Russia, Su misteriose navi russe che spengono il transponder in mezzo al mare e non si sa pi\u00f9 dove facciano prua. Nei depositi di stoccaggio dei grandi produttori mondiali, mai cos\u00ec pieni. Il grano c\u2019\u00e8, ovunque. Ma non sulla tavola di milioni di abitanti di nazioni povere, per lo pi\u00f9 in Africa e Medio Oriente. E\u2019 la battaglia del grano, la carestia senza che manchi il cibo. Ed \u00e8 appena cominciata.<\/span><\/p>\n<div class=\"PostTitleFirst_postHeader__3Lazx\">\n<div class=\"PostTitleFirst_marginTop__q69af container\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-lg-9\">\n<div class=\"PostTitleFirst_summary__YGgV_\">\n<div class=\"PostSummary_PostSummary__RhOh4\"><span style=\"text-align: justify\">Ieri \u00e8 stato annunciato un accordo preliminare tra Mosca e Kiev, con la mediazione della Turchia di Erdogan, per le 25 milioni di tonnellate di grano accatastate nei silos ucraini: genieri turchi smineranno il Mar Nero (minato dagli ucraini dopo l\u2019invasione russa dei loro porti, dice Mosca) e potrebbero metterci un mese, poi la marina militare di Ankara scorterebbe i cargo dai porti ucraini catturati fino ad acque neutrali, e da qui versi i mercati della fame. Tra Bosforo e Dardanelli, secondo la Convenzione di Montreux del 1936, solo la Turchia decide chi pi\u00f9 passare, e solo Bulgaria e Romania (rivieraschi e membri della Nato) potrebbero scortare i convogli.<\/span><\/div>\n<div class=\"PostSummary_PostSummary__RhOh4\"><span style=\"text-align: justify\">Per ora limitato a Odessa, l\u2019accordo \u00e8 stato annunciato dal giornale russo Izvestia come raggiunto tra Russia e Ucraina e dall\u2019agenzia americana Bloomberg come raggiunto solo da Russia e Turchia. L\u2019Ucraina in effetti non si fida. \u00abPutin dice che non user\u00e0 le vie commerciali per attaccare Odessa? \u00c8 lo stesso Putin \u2013 afferma il ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba \u2013 che diceva al cancelliere Scholz e al presidente Macron che non avrebbe attaccato l\u2019Ucraina\u00bb. Trattative sono in corso, alla scorta potrebbero aggiungersi altri paesi, potrebbero persino muoversi sotto ombrello Onu. Ma Kiev avrebbe una soluzione migliore, la solita: armi. \u00abDateci armamenti navali \u2013 ha chiesto il presidente Zelensky \u2013 e scorteremo noi i nostri convogli. Da qui all\u2019autunno il grano fermo nei silos arriver\u00e0 a 75 milioni di tonnellate\u00bb. \u00c8 il nostro grano, ce lo trasportiamo e ce lo vendiamo noi, oltretutto i russi ce lo stanno gi\u00e0 saccheggiando.<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"PostSummary_PostSummary__RhOh4\"><span style=\"text-align: justify\">A caccia del grano rubato si \u00e8 messo il Dipartimento di Stato americano. Un cablogramma da Washingtion ha avvertito 14 paesi, per lo pi\u00f9 africani, che navi russe cariche di 500mila tonnellate di cereali saccheggiati sono stati imbarcati su navi russe che potrebbero arrivare nei loro porti. Le navi sarebbero tre, almeno quelle individuate, e avrebbero spento i transponder una volta al largo, sparendo dalla mappa marittima. Potrebbero riapparire ovunque \u2013 gli Stati uniti chiedono persino segnalazioni a chiunque le vedesse da riva \u2013 e la richiesta americana \u00e8 quella di non comprare il loro contenuto, per non diventare complici di un crimine di guerra.<\/span><\/div>\n<div class=\"PostSummary_PostSummary__RhOh4\"><span style=\"text-align: justify\">Chiedere a un paese affamato di non comprare decine o centinaia di migliaia di tonnellate di grano in quanto sarebbe refurtiva \u00e8 piuttosto impraticabile. Ai reporter del New York Times che hanno lanciato la notizia delle navi pirata cerealicole, scritto onestamente che solo nel Corno d\u2019Africa ci sono dai 14 ai 17 milioni di affamati (colpa della siccit\u00e0 e un pochino anche del neoliberismo, non della guerra) e chiesto interviste all\u2019Istituto di studi strategici Horn in Kenya, il direttore Hassan Kannenje ha risposto tagliente: \u00abNon \u00e8 proprio un dilemma, agli africani non importa da dove viene il loro cibo, e se qualcuno vuole farci sopra del moralismo si sbaglia di grosso. Il bisogno di cibo \u00e8 cos\u00ec forte che non c\u2019\u00e8 proprio niente da dibattere\u201d.<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"PostSummary_PostSummary__RhOh4\"><span style=\"text-align: justify\">La fame africana, naturalmente, interessa anche all\u2019Italia. Domani alla Farnesina si svolger\u00e0 un\u2019iniziativa multilaterale con 24 paesi dell\u2019area mediterranea e 7 organizzazioni internazionali, la principale delle quali \u00e8 la Fao, che porter\u00e0 il direttore generale Qu Dongyu. Per trovare \u201cmisure concrete per affrontare l\u2019impatto\u201d della crisi del grano, e \u201ctrovare una soluzione che eviti una crisi alimentare che provocher\u00e0 maggiori flussi migratori verso l\u2019Italia\u201d. Flussi migratori, per questo ci interessa. E per questo potrebbe interessare anche Putin: usare la fame come grimaldello di instabilit\u00e0 per punire paesi renitenti e premiare quelli che lo chiamano \u201cil caro amico Putin\u201d \u2013 come ha fatto di recente il presidente del Senegal (e dell\u2019Unione africana) Macky Sall in visita alla residenza putiniana di Sochi. Criticatissimo, ma spiegatelo ai senegalesi, che compravano il 20% del loro grano dall\u2019Ucraina e il 46% dalla Russia\u2026<\/span><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"container\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-lg-9\">\n<div class=\"container\">\n<div class=\"justify-content-md-center row\">\n<div class=\"col-lg-10\">\n<div class=\"PostTitleFirst_articleBody__V0naw\">\n<div class=\"ArticleBody\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/corridoi-del-pane-a-odessa-ma-la-fame-ormai-e-unarma\">https:\/\/ilmanifesto.it\/corridoi-del-pane-a-odessa-ma-la-fame-ormai-e-unarma<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL MANIFESTO (Roberto Zanini) \u00a0 Il grano c\u2019\u00e8, a milioni di tonnellate. Nei porti contesi tra Russia e Ucraina. 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