{"id":72754,"date":"2022-06-09T10:30:19","date_gmt":"2022-06-09T08:30:19","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72754"},"modified":"2022-06-08T09:50:14","modified_gmt":"2022-06-08T07:50:14","slug":"usa-vs-russia-e-cina-debito-di-guerra-o-guerra-del-debito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72754","title":{"rendered":"Usa vs. Russia (e Cina): debito di guerra o guerra del debito?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>ECONOPOLY<\/strong><\/p>\n<div class=\"entry-content\" style=\"text-align: justify\">\n<article>\n<div class=\"sharedaddy sd-sharing-enabled\">\n<div class=\"robots-nocontent sd-block sd-social sd-social-icon sd-sharing\">\n<h3 class=\"sd-title\">RES PUBLICA<\/h3>\n<\/div>\n<\/div>\n<section class=\"post-body\"><em>L\u2019autore di questo post \u00e8\u00a0Antonino Iero, gi\u00e0 responsabile del Centro Studi e Ricerche Economiche e Finanziarie di UnipolSai \u2013<\/em><\/p>\n<p>Una delle tipiche conseguenze di una guerra \u00e8 l\u2019accumulo di imponenti debiti da parte dei governi dei Paesi belligeranti. Questo \u00e8 frutto delle necessit\u00e0 produttive che la macchina bellica impone (armamenti, munizioni, stipendi del personale, riattivazione di fabbriche e infrastrutture distrutte, etc.). Ma come si configura una nazione che, gi\u00e0 all\u2019inizio di un confronto (pi\u00f9 o meno) armato, si trovi con un imponente\u00a0<em>stock<\/em>\u00a0di debito?<\/p>\n<p>I rapporti tra conflitti militari e attivit\u00e0 economica sono stati efficacemente sintetizzati da un esponente della\u00a0<em>Vereenigde Nederlansche Geotroyeerde Oostindische<\/em><a href=\"https:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2022\/06\/06\/debito-guerra-usa-russia\/?uuid=96_1iJ6Ryu1&amp;refresh_ce=1#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, Jan Pieterszoon Coen: \u201cNon possiamo condurre la guerra senza commerci, non possiamo condurre i commerci senza guerra\u201d.<\/p>\n<p>Allora, quello che a prima vista sorprende del conflitto in atto in Ucraina \u00e8 che l\u2019aggressore, la Russia, sia un Paese di dimensione economica estremamente pi\u00f9 modesta di quello la cui architettura egemonica sta sfidando: il PIL della Federazione Russa ammontava, nel 2021, a 1.776 miliardi di dollari, una modesta frazione (meno dell\u20198%) di quello degli Stati Uniti, pari a 22.996 miliardi di dollari<a href=\"https:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2022\/06\/06\/debito-guerra-usa-russia\/?uuid=96_1iJ6Ryu1&amp;refresh_ce=1#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. Certo, la Russia di Putin conta sull\u2019appoggio (peraltro piuttosto ambiguo) della Cina (PIL 17.458 miliardi di dollari). Ma, se aggiungiamo al prodotto interno lordo degli Stati Uniti i dati degli altri Paesi aderenti alla NATO emerge un confronto comunque largamente impari<a href=\"https:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2022\/06\/06\/debito-guerra-usa-russia\/?uuid=96_1iJ6Ryu1&amp;refresh_ce=1#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p>L\u2019attacco all\u2019Ucraina si configura allora come una mossa avventata da parte di Mosca (e in subordine di Pechino) o, nel contesto attuale, la semplice dimensione economica non \u00e8 in grado di spiegare la dinamica degli avvenimenti e la percezione degli equilibri strategici da parte dei contendenti?<\/p>\n<p>Qui tornano utili gli spunti derivanti da un\u2019interessante analisi recentemente proposta da Emiliano Brancaccio<a href=\"https:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2022\/06\/06\/debito-guerra-usa-russia\/?uuid=96_1iJ6Ryu1&amp;refresh_ce=1#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>. Evidentemente, al di l\u00e0 della sproporzione tra i PIL degli attori sul palcoscenico, vi sono delle fragilit\u00e0 pi\u00f9 profonde che vale la pena esaminare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-34702\" src=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2022\/06\/Public_Debt-600x339.png\" alt=\"public_debt\" width=\"600\" height=\"339\" \/><\/p>\n<p>In primo luogo vi \u00e8 il debito pubblico, fattore in grado di condizionare la capacit\u00e0 di mobilitare risorse aggiuntive da parte dei governi. Il grafico sotto evidenzia bene la situazione: in media, le nazioni dell\u2019Occidente sono oberate da un elevato debito pubblico (in rapporto al PIL), la Cina appare in una situazione sostanzialmente gestibile e la Russia \u00e8, in pratica, priva di debito pubblico. Chi si aspetta, in conseguenza delle sanzioni imposte da Stati Uniti e Unione Europea, un default russo sulle obbligazioni sovrane rischia di dover aspettare a lungo!<\/p>\n<p>Ma il debito pubblico \u00e8 solo un aspetto dell\u2019indebitamento, perch\u00e8 a fronte delle passivit\u00e0 governative vi possono essere attivit\u00e0 dei privati (famiglie e imprese) in grado di pi\u00f9 che compensare il disequilibrio patrimoniale dello Stato. Si pensi alla situazione del Giappone, per esempio.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 interessante, quindi, appare esaminare un dato che sintetizza la condizione debitoria complessiva del sistema economico di un Paese. Mi riferisco alla posizione netta sull\u2019estero (<em>Net international investment position<\/em>, o NIIP)<a href=\"https:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2022\/06\/06\/debito-guerra-usa-russia\/?uuid=96_1iJ6Ryu1&amp;refresh_ce=1#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>. Essa registra le consistenze di attivit\u00e0 e passivit\u00e0 finanziarie nei confronti di soggetti non residenti. \u00c8 un dato di\u00a0<em>stock<\/em>, misurato ad una data prestabilita e influenzato sia dall\u2019andamento nel tempo del saldo delle partite correnti, sia dalle fluttuazioni del cambio della moneta nazionale. Una posizione netta passiva configura una nazione come debitrice, una positiva come creditrice. Vediamo come si caratterizzano alcuni Paesi relativamente alla posizione netta sull\u2019estero.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-34703\" src=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2022\/06\/NIIP-600x339.png\" alt=\"niip\" width=\"600\" height=\"339\" \/><\/p>\n<p>Il grafico sopra riporta i dati alla fine del 2021 (in miliardi di dollari) dei principali undici debitori (istogrammi in rosso) e undici creditori mondiali (istogrammi in blu). \u00c8 immediato rilevare il precipizio debitorio che caratterizza gli Stati Uniti: il Paese nordamericano totalizza oltre diciotto mila miliardi di dollari di debiti verso il resto del mondo! Si tratta di un importo pari al 78,7% del PIL USA. In questo valore si legge bene l\u2019accumularsi, a partire del 1976, di costanti saldi commerciali negativi. Tra le nazioni creditrici spicca la Cina (inclusa Hong Kong) con un attivo di oltre 4.100 miliardi, seguita da Giappone e Germania. Si tratta di Paesi con ampia base manifatturiera, vocati ad esportare<a href=\"https:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2022\/06\/06\/debito-guerra-usa-russia\/?uuid=96_1iJ6Ryu1&amp;refresh_ce=1#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>.<\/p>\n<p>Questa rappresentazione rende il quadro pi\u00f9 comprensibile, rimanda ad alcune considerazioni espresse dal professor Brancaccio nell\u2019articolo citato in precedenza e pone un dubbio: con un tale volume di debito, come potranno gli Stati Uniti continuare ad esercitare l\u2019egemonia mondiale cui aspirano?<\/p>\n<p>Fino ad oggi, tale precario equilibrio \u00e8 stato reso \u201csostenibile\u201d dal ruolo di moneta globale svolto dal dollaro USA. Ma la contrapposizione che si sta sviluppando tra Occidente da una parte e Russia e Cina dall\u2019altra sta avendo anche l\u2019effetto di sminuire il predominio della valuta USA, quantomeno nella denominazione dei prezzi di una discreta quota delle materie prime. Questo rappresenta una sfida all\u2019architettura finanziaria che ha sostenuto il pesante squilibrio commerciale degli Stati Uniti per oltre 46 anni.<\/p>\n<p>Naturalmente, la possibile insolvenza di un debitore della dimensione degli Stati Uniti pone problemi anche ai suoi creditori. Tuttavia, non vi \u00e8 dubbio che il meccanismo alla base dello squilibrio dei conti con l\u2019estero degli USA (tuttora in azione) stia minando la forza e la credibilit\u00e0 (economica, finanziaria e, in prospettiva, anche militare) dello Stato nordamericano.<\/p>\n<p>Da un punto di vista teorico vi sarebbero due strade per affrontare il problema: la prima consisterebbe nel riportare sotto controllo la bilancia commerciale degli Stati Uniti, diminuendo le importazioni e aumentando le esportazioni; la seconda prevederebbe la svalutazione del dollaro, operazione intesa a riportare in parit\u00e0 gli aggregati patrimoniali sottostanti la posizione netta sull\u2019estero.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-34704\" src=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2022\/06\/Net_Export-600x326.png\" alt=\"net_export\" width=\"600\" height=\"326\" \/><\/p>\n<p>Per quanto riguarda il primo punto, nonostante tentativi di\u00a0<em>reshoring<\/em>, accordi o, viceversa, guerre commerciali esplicite o sottotraccia (per esempio il\u00a0<em>dieselgate<\/em>) non si vedono risultati significativi, A tal proposito, si osservi il grafico sopra che riporta, per il periodo 1945 \u2013 2021, il saldo commerciale USA espresso in punti di PIL. Per intervenire efficacemente su questo aggregato occorrerebbe rivoluzionare il sistema produttivo americano, con rilevanti effetti anche sulla distribuzione dei redditi. Dubito vi sia la volont\u00e0 politica di procedere in tale direzione.<\/p>\n<p>Allora, passando alla seconda opzione, di quanto occorrerebbe svalutare il dollaro per riportare in equilibrio la posizione netta sull\u2019estero degli Stati Uniti? Poich\u00e9 la NIIP misura la differenza tra gli\u00a0<em>asset<\/em>\u00a0esteri posseduti dagli Stati Uniti e gli\u00a0<em>asset<\/em>\u00a0americani detenuti da non residenti, non si va lontano dal vero se consideriamo i primi espressi in monete diverse dal dollaro e i secondi espressi in dollari. Lo sbilancio di 18.101 miliardi di dollari \u00e8 il frutto di passivit\u00e0 USA per 53.312 miliardi e attivit\u00e0 USA all\u2019estero pari a 35.211 miliardi. Quindi, per ridurre i 53.312 miliardi di dollari ai 35.211 miliardi di dollari (denominati in valute di altri Paesi) occorrerebbe una svalutazione del dollaro (rispetto alla media delle monete in cui sono espressi gli attivi detenuti dagli USA) pari al 34%! Si tratta di un esercizio puramente teorico, anche perch\u00e9 un deprezzamento di questa entit\u00e0 sarebbe, a tutti gli effetti, un\u00a0<em>default<\/em>, anche se parziale. Tuttavia le implicazioni concettuali che ne derivano sono di grande interesse pratico: le dimensioni e, pi\u00f9 specificatamente, la stessa struttura dell\u2019economia americana non sono pi\u00f9 tali da consentire agli USA il predominio mondiale esercitato fino ad oggi. Nuovi equilibri planetari si stanno profilando.<\/p>\n<p>Se ne conclude che la sfida lanciata dalla Russia e, sebbene in termini affatto diversi, dalla Cina non sia cos\u00ec avventata come potrebbe apparire a prima vista.<\/p>\n<p><a href=\"mailto:toni_iero@virgilio.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>toni_iero@virgilio.it<\/em><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>NOTE<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2022\/06\/06\/debito-guerra-usa-russia\/?uuid=96_1iJ6Ryu1&amp;refresh_ce=1#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 Compagnia olandese delle Indie Orientali.<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2022\/06\/06\/debito-guerra-usa-russia\/?uuid=96_1iJ6Ryu1&amp;refresh_ce=1#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 Tutti i dati presentati in questo articolo sono di fonte International Monetary Fund.<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2022\/06\/06\/debito-guerra-usa-russia\/?uuid=96_1iJ6Ryu1&amp;refresh_ce=1#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 Nel 2021, i 30 Paesi aderenti alla NATO hanno realizzato un PIL complessivo di 44.674 miliardi di dollari.<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2022\/06\/06\/debito-guerra-usa-russia\/?uuid=96_1iJ6Ryu1&amp;refresh_ce=1#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 Emiliano Brancaccio, Oltre l\u2019Ucraina, le segrete cause materiali della guerra, Econopoly, 1 giugno 2022.<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2022\/06\/06\/debito-guerra-usa-russia\/?uuid=96_1iJ6Ryu1&amp;refresh_ce=1#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 Antonino Iero, Debito, cos\u00ec export e mercato interno possono metterlo in sicurezza, Econopoly, 28 aprile 2021.<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2022\/06\/06\/debito-guerra-usa-russia\/?uuid=96_1iJ6Ryu1&amp;refresh_ce=1#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 Vale la pena di notare come anche l\u2019Italia abbia ormai consolidato una posizione netta sull\u2019estero attiva (150 miliardi di dollari alla fine del 2021) che ridimensiona (almeno in parte) l\u2019emergenza del debito pubblico e richiama la necessit\u00e0 di addivenire ad una pi\u00f9 equilibrata ridistribuzione delle risorse all\u2019interno del Paese.<\/em><\/p>\n<\/section>\n<\/article>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2022\/06\/06\/debito-guerra-usa-russia\/?uuid=96_1iJ6Ryu1&amp;refresh_ce=1\">https:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2022\/06\/06\/debito-guerra-usa-russia\/?uuid=96_1iJ6Ryu1&amp;refresh_ce=1<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ECONOPOLY RES PUBLICA L\u2019autore di questo post \u00e8\u00a0Antonino Iero, gi\u00e0 responsabile del Centro Studi e Ricerche Economiche e Finanziarie di UnipolSai \u2013 Una delle tipiche conseguenze di una guerra \u00e8 l\u2019accumulo di imponenti debiti da parte dei governi dei Paesi belligeranti. Questo \u00e8 frutto delle necessit\u00e0 produttive che la macchina bellica impone (armamenti, munizioni, stipendi del personale, riattivazione di fabbriche e infrastrutture distrutte, etc.). Ma come si configura una nazione che, gi\u00e0 all\u2019inizio di&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":97,"featured_media":17317,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/econopoly.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-iVs","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/72754"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/97"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=72754"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/72754\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":72755,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/72754\/revisions\/72755"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17317"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=72754"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=72754"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=72754"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}