{"id":72822,"date":"2022-06-13T09:30:24","date_gmt":"2022-06-13T07:30:24","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72822"},"modified":"2022-06-11T06:46:05","modified_gmt":"2022-06-11T04:46:05","slug":"potrebbe-esserci-uno-scambio-russo-turco-in-ucraina-e-siria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72822","title":{"rendered":"Potrebbe esserci uno scambio russo-turco in Ucraina e Siria?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di MARX XXI (Andrew Korybko)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-72823\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/SY_UA_Flags-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/SY_UA_Flags-300x225.jpeg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/SY_UA_Flags.jpeg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">da <strong>https:\/\/oneworld.press\/<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Presidente turco Erdogan ha recentemente rivelato che il suo Paese intende presto mettere in atto i suoi piani per la creazione di una \u201czona sicura\u201d di 30 chilometri di profondit\u00e0 nel nord della Siria, dopo il parziale successo ottenuto a tal fine qualche anno fa. Sia la Russia che gli Stati Uniti hanno messo in guardia contro la mossa: la prima ha affermato che sarebbe illegale senza l\u2019approvazione di Damasco e che solo il governo legittimo della Repubblica araba pu\u00f2 garantire la sicurezza lungo la parte siriana della frontiera internazionale, mentre i secondi hanno avvertito che \u201cattori maligni\u201d potrebbero sfruttare la situazione per creare maggiore instabilit\u00e0 regionale. Comunque sia, Ankara rimane impegnata a ripristinare l\u2019integrit\u00e0 di quelle che considera le sue linee rosse di sicurezza nazionale nel vicino Stato, in un modo che alcuni hanno paragonato alla motivazione di Mosca per la sua operazione militare speciale in corso in Ucraina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Russia e la Turchia hanno coordinato le loro mosse in Siria nell\u2019ultimo mezzo decennio, a partire dai primi colloqui di pace di Astana del gennaio 2017, al fine di prevenire qualsiasi scontro involontario tra queste Grandi Potenze. I loro leader sono finora riusciti a regolare responsabilmente la loro rivalit\u00e0, anche se \u00e8 chiaro che continuano a competere l\u2019uno con l\u2019altro sia in Siria che altrove, in Afro-Eurasia, come in Nord Africa e nel Caucaso meridionale. Il conflitto ucraino \u00e8 un altro caso in cui i loro interessi non sono perfettamente allineati, come dimostra la condanna pubblica di Ankara della campagna di Mosca e l\u2019invio di droni a Kiev da utilizzare contro le Forze armate russe (RAF). A onor del vero, gli armamenti che la Russia fornisce alle Forze armate siriane (SAA) potrebbero in teoria essere usati contro la Turchia, quindi in un certo senso la situazione si equilibra, anche se si tratta di un paragone imperfetto perch\u00e9 le due parti non sono in ostilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante le divergenze in Ucraina e in Siria, le relazioni russo-turche rimangono piuttosto stabili, contraddicendo le aspettative di molti che pensavano che i legami tra i due paesi si fossero ormai rotti de facto. In realt\u00e0, sul fronte ucraino, Ankara \u00e8 stata piuttosto accomodante con Mosca. Rifiuta di sanzionare la Grande Potenza eurasiatica (mantenendo cos\u00ec importanti legami energetici), il Presidente Erdogan ha concordato con la sua controparte russa di esplorare i modi in cui il suo Paese potrebbe rimuovere le mine navali dell\u2019Ucraina per riaprire la navigazione internazionale, Ankara ha posticipato o cancellato le provocatorie esercitazioni NATO nel Mar Nero e la Turchia continua a mediare tra Mosca e Kiev. Queste non sono le azioni di un Paese che brama di entrare in guerra con il suo vicino, ma di una leadership molto pragmatica che comprende saggiamente che \u00e8 meglio attenuare le tensioni per perseguire interessi comuni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questi interessi potrebbero specularmente riguardare uno scambio in Ucraina e in Siria, in base al quale Ankara alleggerisce alcune delle pressioni occidentali guidate dagli Stati Uniti su Mosca nel primo caso, in cambio di un contraccambio da parte del Cremlino nel secondo, nonostante entrambi continuino a criticarsi pubblicamente per le rispettive campagne in ogni Paese vicino. In pratica, la seconda parte di questo potenziale accordo potrebbe comportare che Mosca si faccia da parte mentre Ankara sgomina i gruppi armati nel nord della Siria che considera terroristi, parallelamente a \u201cconsigliare\u201d discretamente a Damasco di \u201critirarsi\u201d e non rispondere a quella che entrambe considerano ufficialmente un\u2019operazione illegale. Il Cremlino potrebbe inviare pi\u00f9 armi al suo alleato, proprio come la Turchia ha fatto con l\u2019Ucraina, ma a differenza della seconda, \u00e8 improbabile che quelle siriane vengano usate contro queste forze armate straniere, poich\u00e9 la Russia non vuole una guerra per procura con la Turchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Indipendentemente dal punto di vista dell\u2019operazione speciale russa in Ucraina e di quella analoga pianificata dalla Turchia in Siria, non si pu\u00f2 negare che queste due Grandi Potenze si stiano comportando in modo molto pragmatico l\u2019una verso l\u2019altra, soprattutto Ankara nei confronti di Mosca, nonostante le spedizioni di droni a Kiev. Se il Presidente Erdogan fosse solo un altro burattino come la maggior parte dei suoi alleati occidentali guidati dagli Stati Uniti, a parte il Presidente ungherese Orban, allora avrebbe sanzionato la Russia, tagliato i legami energetici, aperto gli Stretti alle navi da guerra della NATO, minacciato di partecipare a un\u2019operazione navale per \u201csbloccare\u201d i porti marittimi ucraini e non si sarebbe preoccupato di mediare tra Mosca e Kiev. In realt\u00e0, ha fatto l\u2019esatto contrario, come spiegato in precedenza, il che \u00e8 impressionante e testimonia di una politica estera veramente indipendente, praticata con l\u2019obiettivo di massimizzare l\u2019autonomia strategica della Turchia nella Nuova Guerra Fredda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 comprensibile quindi che la Russia cerchi di \u201cpremiare\u201d la Turchia per il suo pragmatismo nei confronti del conflitto ucraino, ricambiando questa politica in Siria con la prevista operazione militare di Ankara. Sarebbe perfettamente sensato, poich\u00e9 una simile posizione rafforzerebbe la fiducia reciproca e aiuterebbe a gestire i sospetti occasionali sulle loro intenzioni, che terze parti come gli Stati Uniti cercano sempre di sfruttare, anche se finora senza successo. L\u2019Ucraina e la Siria sono di primaria importanza per la sicurezza nazionale rispettivamente della Russia e della Turchia, per questo \u00e8 importante che entrambe le Grandi Potenze non interferiscano direttamente con le operazioni dell\u2019altra, anche se le considerano sinceramente illegittime e non esitano a dirlo pubblicamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.marx21.it\/internazionale\/potrebbe-esserci-uno-scambio-russo-turco-in-ucraina-e-siria\/\">https:\/\/www.marx21.it\/internazionale\/potrebbe-esserci-uno-scambio-russo-turco-in-ucraina-e-siria\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI (Andrew Korybko) da https:\/\/oneworld.press\/ Traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it Il Presidente turco Erdogan ha recentemente rivelato che il suo Paese intende presto mettere in atto i suoi piani per la creazione di una \u201czona sicura\u201d di 30 chilometri di profondit\u00e0 nel nord della Siria, dopo il parziale successo ottenuto a tal fine qualche anno fa. 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