{"id":72921,"date":"2022-06-17T01:47:52","date_gmt":"2022-06-16T23:47:52","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72921"},"modified":"2022-06-17T06:59:42","modified_gmt":"2022-06-17T04:59:42","slug":"lirresistibile-ascesa-della-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72921","title":{"rendered":"L&#8217;irresistibile ascesa della Cina"},"content":{"rendered":"<p>di SALVATORE SCRASCIA (RI Lecce)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alberto Bradanini, laureato in Scienze politiche alla Sapienza di Roma, \u00e8 un diplomatico di lungo corso. La sua carriera comincia nel 1975: tra gli incarichi ricoperti, ricordiamo quello di ambasciatore d\u2019Italia in Iran dal 2008 al gennaio 2013 e, dal 2013 al maggio 2015, quello di ambasciatore in Cina. Attualmente \u00e8 presidente del Centro Studi sulla Cina contemporanea. \u00c8 un profondo conoscitore della Cina ed autore di numerosi saggi ed articoli sul gigante asiatico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cina.<\/em> <em>L\u2019irresistibile ascesa<\/em> (Sandro Teti editore, pp. 368, 18 euro) \u00e8 la sua ultima opera, finita di stampare nel gennaio 2022. Il libro acquista ulteriore importanza ed interesse in questo periodo storico, proprio perch\u00e9 pubblicato prima dell\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina. La disanima di assetti, interessi e strategie geopolitiche delle grandi potenze USA, Russia e Cina, arricchiti dallo sguardo cinese, offrono al lettore il quadro aggiornato della situazione geopolitica ed il suo divenire nel tempo fino ad oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi ucraina del 2014, \u201cfabbricata a tavolino dagli Usa in funzione antirussa\u201d, viene affrontata a proposito del riavvicinamento tra Cina e Russia. Le due superpotenze, infatti, dopo lo strappo degli anni &#8217;70, cominciano un lento riavvicinamento dopo l\u2019implosione dell\u2019Unione Sovietica ed in funzione difensiva dall\u2019espansionismo USA. Nel 2014, come ricordato, le relazioni si intensificano sensibilmente, a partire dalla cooperazione militare, energetica e su tanto altro ancora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo studio della Cina, dichiara l\u2019autore in una intervista, \u00e8 una scelta professionale e culturale da rinvenire nel fascino di un paese che \u00e8 allo stesso tempo \u201cpaese continente\u201d, un \u201cpaese civilt\u00e0\u201d (una civilt\u00e0 di 2500 anni, variabile storica indipendente dall\u2019Occidente giunta ai nostri giorni in grande spolvero) e un \u201cpaese ideologia\u201d perch\u00e9 governato dal Partito Comunista. Lo sguardo della Cina e sulla Cina \u00e8 affrontato dall\u2019autore con quell\u2019umilt\u00e0 che caratterizza gli uomini di profonda e raffinata cultura, consapevoli che pi\u00f9 si sa e meno si sa, soprattutto se a venire osservato \u00e8 un paese come la Cina, oggetto misterioso agli occhi spesso superficiali e presuntuosi degli occidentali e di per se ricchissimo di contraddizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio la caratteristica pi\u00f9 conosciuta dagli occidentali di oggi, cio\u00e8 il fatto di essere un paese socialista, rappresenta l\u2019emblema della complessit\u00e0 e delle contraddizioni del gigante asiatico. Il tema del \u201csocialismo con caratteristiche cinesi\u201d viene affrontato ampiamente nel libro. \u00c8 stata l\u2019apertura di Deng Xiaoping, con le riforme avviate a partire dal 1978, a dare vita al \u201csocialismo con caratteristiche cinesi\u201d attraverso la liberalizzazione economica vigilata ed il controllo politico del partito unico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Difficile, sia per l\u2019autore che per la stessa dirigenza cinese, fornire una definizione esaustiva del \u201csocialismo con caratteristiche cinesi\u201d: quindi particolarmente arduo fornirne per me una breve sintesi. \u201cEssenziale \u00e8 catturare il topo, non importa il colore del gatto\u201d disse Deng; il fine giustifica i mezzi diremmo noi. Giustificare cosa, per\u00f2, del \u201csocialismo con caratteristiche cinesi\u201d? Innanzitutto lo sdoganamento della libert\u00e0 di arricchirsi e le notevoli disuguaglianze, equiparabili a quelle americane, difficilmente conciliabili con i concetti di socialismo; ma il socialismo cinese non \u00e8 dogmatico, non fa riferimento ad una ideologia rigida. O per meglio dire, ne prende spunto per sperimentarne gli effetti attraverso l\u2019applicazione di prassi adeguate ai tempi ed al contesto, correggendone eventualmente il tiro a posteriori, giustificandone appunto gli scostamenti con l\u2019inevitabile adattamento richiesto dai fatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mercantilismo cinese \u00e8 quindi considerato e giustificato come il mezzo, il percorso che porter\u00e0 in futuro alla societ\u00e0 socialista. Lascio al lettore l\u2019approfondimento teorico e pratico del \u201csocialismo con caratteristiche cinesi\u201d, per andare invece all\u2019analisi dei risultati di questo percorso. I fatti ci dicono che la qualit\u00e0 della vita di tutto il popolo cinese \u00e8 mediamente aumentata in modo straordinario negli ultimi quarant\u2019anni e tuttavia il modello cinese, lungi dall\u2019essere lodato dagli occidentali, viene additato come un modello liberticida, irrispettoso dell\u2019ambiente e dei diritti umani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente parliamo di accuse parzialmente fondate: ma se la Cina fosse riuscita a sconfiggere la povert\u00e0 di un numero enorme di persone in cos\u00ec poco tempo rispettando anche i \u201ccanoni\u201d occidentali, di cosa parleremmo? E i diritti umani, tanto sbandierati dagli occidentali, non avranno un significato diverso in Cina? A proposito dei diritti umani, l&#8217;ambasciatore Bradanini ci offre una chiave di lettura utilissima per interpretarne la strumentalizzazione mediatica che ne fa l\u2019Occidente, USA in primis.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la Cina i primi diritti umani sono quelli alla vita, quindi al cibo, ad una casa e, nei limiti del possibile, alle cure sanitarie. L\u2019aspirazione del popolo a condizioni di vita dignitose e quindi umane \u00e8 imprescindibile, mentre nelle ossimoriche democrazie liberali, cosi definite solo perch\u00e9 il popolo sceglie i governanti con il voto (sic!), miseria e disuguaglianze non destano scandalo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora pi\u00f9 interessante \u00e8 indagare sull\u2019origine filosofica dei diritti umani occidentali. Essi infatti, nascono con il liberalismo classico, quindi con il capitalismo, trovando fondamento nell\u2019economia politica senza ricorso ad altre categorie filosofiche ed includono, oltre alla libert\u00e0 di espressione, religione e stampa, anche e soprattutto il diritto alla propriet\u00e0, illimitato e senza restrizioni. Tale concetto di propriet\u00e0 illimitata e senza restrizioni, che ha una matrice britannica, viene esaltato e quasi divinizzato dalla colonia americana: perci\u00f2 negli Usa esso viene filosoficamente valorizzato insieme alla richiesta che sia garantito dallo Stato: quando gli Stati Uniti agitano la bandiera dei diritti umani, rafforzando il loro potere di convincimento attraverso bombardamenti etici, contro paesi deboli e privi dell\u2019arma nucleare (perch\u00e9 &#8220;non si sa mai&#8221;), essi lanciano un messaggio chiaro alle classi possidenti locali seguaci del &#8220;partito americano locale&#8221;, che esiste e prospera ovunque.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passiamo a questioni che ci riguardano pi\u00f9 da vicino. Lo sguardo del gigante asiatico sull\u2019Unione Europea ce ne fa constatare, anche da questa prospettiva, la desolante inconsistenza politica. Infatti la Cina considera la UE solo un partner economico, mentre dal punto di vista politico \u00e8 vista come \u201cuna costola dell\u2019impero americano\u201d con un \u201cdeficit di soggettivit\u00e0 risultato congiunto della subordinazione agli USA e dello stato di guscio tecnocratico antidemocratico\u201d. Per Bradanini non \u00e8 un caso che l\u2019UE non abbia un vero e proprio governo n\u00e9 un vero Parlamento e che la sua Banca Centrale sia deprivata nelle normali funzioni di cui sono dotate le altre banche centrali. In questo ibrido, la prospettiva federalista \u00e8 semplicemente uno specchietto per le allodole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo proposito le parole di Bradanini meritano di essere riportate per intero: \u201dEssa [la prospettiva di una Federazione Europea, <em>ndr<\/em>] \u00e8 fatta lampeggiare come i fuochi fatui a consumo di anime candide, senza che alcun documento politico europeo l\u2019abbia mai evocata o sia mai stata proferita da un leader europeo di qualche peso\u201d. La forte critica all\u2019Unione Europea viene ripresa in pi\u00f9 parti dell\u2019opera ed \u00e8 tanto razionale quanto spietata, dimostrando come ci\u00f2 che viene occultato agli occhi dei cittadini europei dalla vuota ma pressante propaganda eurocentrica non pu\u00f2 sfuggire agli occhi attenti delle classi dirigenti degli altri paesi, in particolare a quella cinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La priorit\u00e0 assoluta della Cina \u00e8 la stabilit\u00e0 politica: per assicurare la stabilit\u00e0 e l\u2019indipendenza politica \u00e8 necessario garantire al popolo il benessere, ottenuto attraverso la crescita economica che, quindi, giustifica anche qualche \u201cdeviazione\u201d del socialismo con caratteristiche cinesi. La stabilit\u00e0 politica necessita quindi di crescita economica, la crescita economica necessit\u00e0 di pace; la Cina \u00e8 un paese pacifico (e ci\u00f2 corrisponde ai suoi preminenti interessi nazionali) che non ha mai pensato all\u2019esportazione del suo modello o alla \u201dprotezione\u201d di altri paesi socialisti del pianeta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nuova guerra fredda dichiarata dagli USA nei confronti della Cina, oltre che da motivi economici dipende soprattutto dall\u2019alternativit\u00e0 del modello cinese a quello occidentale, fondato sul primato della politica sull\u2019economia e degli interessi collettivi su quelli privati, in assoluta antitesi, dunque, allo strapotere delle <em>corporation<\/em> private del modello statunitense. Con un po\u2019 di fantasia e, a seconda dei casi, con nostalgia, si potrebbe intravedere nello sviluppo cinese parte della strategia del nostro Paese nel trentennio glorioso, soprattutto per quanto riguarda il dirigismo economico e la forte presenza dell\u2019impresa pubblica, seconda in Europa solo all\u2019URSS: il tutto senza partito unico ed in regime democratico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il libro \u00e8 ricchissimo di note ed \u00e8 impreziosito dalle pregevoli fotografie di Andrea Cavazzuti. \u00c8 stata una bella esperienza leggerlo e, soprattutto, apprezzare la cultura, l\u2019intelligenza ed il pensiero dell\u2019autore seguendolo nel suo viaggio alla scoperta della Cina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SALVATORE SCRASCIA (RI Lecce) Alberto Bradanini, laureato in Scienze politiche alla Sapienza di Roma, \u00e8 un diplomatico di lungo corso. 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