{"id":72924,"date":"2022-06-16T09:00:23","date_gmt":"2022-06-16T07:00:23","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72924"},"modified":"2022-06-15T16:15:17","modified_gmt":"2022-06-15T14:15:17","slug":"taiwan-linee-rosse-e-ambiguita-strategica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72924","title":{"rendered":"Taiwan: linee rosse e ambiguit\u00e0 strategica"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LA CITTA&#8217; FUTURA (Stefania Fusero)<\/strong><\/p>\n<div class=\"itemImageBlock clearfix\"><span class=\"itemImage\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/media\/k2\/items\/cache\/e10c37e1572613d99fd9802ee4c6a1e8_XL.jpg\" alt=\"Taiwan: linee rosse e ambiguit\u00e0 strategica\" \/> <\/span><\/p>\n<div class=\"clr\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"itemFullText\">\n<p>Mentre continua la <b>guerra per procura a guida Usa-Nato<\/b> contro la Russia in Ucraina, ci apprestiamo ad aprire un nuovo fronte contro un\u2019altra potenza nucleare, stavolta nel Sudest asiatico? Gi\u00e0 la nostra stampa ha cominciato a comparare la situazione in Ucraina con la <b>questione di Taiwan<\/b>, quindi possiamo aspettarci che fra non molto il grande circo mediatico si sposti sui mari della Cina \u2013 la forma narrativa sar\u00e0 con ogni probabilit\u00e0 analoga a quella a cui ci hanno ormai assuefatti.<\/p>\n<p>Impareremo dunque a riconoscere una nuova gloriosa bandiera da inserire nel fronte dei Paesi democratici, quella di Taiwan? Questa \u00e8 la parte facile, pi\u00f9 difficile sar\u00e0 capire che cosa sia Taiwan e perch\u00e9 sar\u00e0 diventata per le democrazie occidentali una questione vitale. Saremo ancora una volta sommersi da una propaganda martellante incentrata sull\u2019epica lotta di democrazia contro autocrazia, libert\u00e0 contro tirannia, luce contro tenebra, bene contro male?<\/p>\n<p><b>Brevi cenni storici<\/b><\/p>\n<p>Innanzitutto va notato che <b>Taiwan non \u00e8 uno Stato indipendente<\/b>, anzi non \u00e8 nemmeno uno Stato secondo il diritto internazionale.<\/p>\n<p>Dopo la sconfitta del Giappone nella seconda guerra mondiale, Taiwan torn\u00f2 ad essere parte integrante della Cina e, di conseguenza, dopo la sconfitta del Kuomintang di Chiang Kai-shek, della Repubblica Popolare Cinese.<\/p>\n<p>Il nome di Taiwan indica un\u2019isola (+ alcuni altri isolotti) a circa 160 km dalla costa sudorientale della Cina, circondata dal Mar Cinese Orientale a nord, dal Mar delle Filippine a est, dallo Stretto di Luzon a sud e dal Mar Cinese Meridionale a Sud Ovest. Gli abitanti sono circa <b>23 milioni<\/b>, la capitale \u00e8 Taipei.<\/p>\n<p>A partire dalla fine del XIII secolo gruppi di cinesi cominciarono ad arrivare dalla terraferma e a stabilirsi sull\u2019isola, ma durante il Seicento Taiwan, a cui esploratori portoghesi avevano dato il nome di Formosa, divenne un<b> polo di attrazione anche per l\u2019Europa<\/b>: gli <b>olandesi<\/b> ne colonizzarono la parte meridionale e gli <b>spagnoli<\/b> quella settentrionale.<\/p>\n<p>Nel 1644 la<b> dinastia Ming<\/b> fu sconfitta dai Manci\u00f9, che fondarono la nuova dinastia Qing, che sarebbe stata l\u2019ultima nella storia imperiale cinese. Il principe di Yanping, conosciuto in Occidente con il nome di Koxinga, non riconobbe l\u2019autorit\u00e0 della nuova dinastia Qing e tent\u00f2 di restaurare i Ming. Nel 1661 attravers\u00f2 lo stretto, attacc\u00f2 i coloni olandesi rivendicando l\u2019isola di Taiwan come propriet\u00e0 storica della Cina e pose fine alla colonizzazione olandese, durata quasi 40 anni. Taiwan divenne cos\u00ec una <b>base militare<\/b> da cui Koxinga e in seguito i suoi discendenti tentarono invano di <b>restaurare la dinastia Ming<\/b>. Dopo averli finalmente sconfitti nel 1683, i Qing integrarono Taiwan nel loro impero.<\/p>\n<p>La <b>Gran Bretagna sconfisse i Qing<\/b> nella <b>prima guerra dell\u2019oppio<\/b> nel 1842, inaugurando il cosiddetto <b>\u201csecolo dell\u2019umiliazione\u201d<\/b> per la Cina, che divenne preda dell\u2019avidit\u00e0 di diversi imperi. Al Giappone, ultimo nuovo arrivato nel club imperiale, la morente dinastia Qing fu costretta con il <b>trattato di Shimonoseki<\/b> del 1895 a cedere l\u2019isola di Taiwan, che rimase <b>colonia giapponese<\/b> fino al 25 ottobre 1945, quando il governo della Cina, divenuta una repubblica, riprese finalmente possesso di Taiwan e dell\u2019arcipelago Penghu, riassumendo la piena legittima sovranit\u00e0.<\/p>\n<p>La vittoria sui giapponesi, per\u00f2, non signific\u00f2 la fine delle ostilit\u00e0 militari in Cina, dove dal 1927 continuava ad intermittenza la <b>guerra civile fra il Partito Comunista guidato da Mao Zedong e il Kuomintang<\/b> (Kmt) di Chiang Kai-shek.<\/p>\n<p>La guerra civile si risolse nel <b>1949<\/b> con la <b>vittoria dei comunisti<\/b> e la sconfitta di <b>Chiang Kai-shek<\/b>, che proprio come aveva fatto Koxinga qualche secolo prima, abbandon\u00f2 la terraferma e <b>occup\u00f2 Taiwan<\/b>, in cui il suo regime assunse la denominazione di Roc (Repubblica della Cina), lo stesso nome usato dall\u2019entit\u00e0 statale nata dopo la caduta dell\u2019impero Qing nel 1912.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 l\u2019origine della cosiddetta \u201cquestione di Taiwan\u201d.<\/p>\n<p><b>Un\u2019unica Cina o due Cine?<\/b><\/p>\n<p>Da parte sua, il giorno stesso della sua fondazione, primo ottobre 1949, il governo della <b>Repubblica Popolare Cinese<\/b> (Rpc) annunci\u00f2 al mondo di essere\u201c&#8230; l\u2019<b>unico governo legittimo<\/b> che rappresenta l\u2019intero popolo della Repubblica Popolare Cinese\u201d. Alle Nazioni Unite dichiar\u00f2 che le autorit\u00e0 del Kmt avevano \u201cperso ogni base, sia <i>de jure<\/i> sia <i>de facto<\/i>, per rappresentare il popolo cinese\u201d e quindi non avevano alcun diritto di rappresentare la Cina. Dalla fondazione della Rpc condizione <i>sine qua non<\/i> per qualsiasi Paese che voglia avere relazioni con la Rpc \u00e8 che riconosca quello della Rpv come l\u2019unico governo legittimo dell\u2019<b>intera<\/b> Cina ed interrompa o si astenga dallo stabilire relazioni diplomatiche con le autorit\u00e0 di Taiwan.<\/p>\n<p>Almeno su questo Mao Zedong e Chiang Kai-shek si trovavano d\u2019accordo: la Cina \u00e8 una sola e ha un unico governo legittimo, che ovviamente per la Rpc \u00e8 quello di Pechino e per il Kmt quello di Taipei.<\/p>\n<p>Gli <b>Usa<\/b>, che durante la guerra civile avevano <b>puntato tutte le loro carte sul Kmt<\/b>, sostenendolo militarmente ed economicamente contro il partito comunista, non si rassegnarono alla vittoria di questo e continuarono ad elargire generosi aiuti al Kmt.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019inizio della <b>guerra di Corea<\/b> nel giugno 1950 il governo statunitense non soltanto invi\u00f2 <b>truppe a Taiwan<\/b>, che il generale Mac Arthur aveva definito \u201c<b>portaerei inaffondabile<\/b>\u201d, ma prese addirittura in considerazione l\u2019eventualit\u00e0 di usare armi nucleari contro la Rpc.<\/p>\n<p>Dal punto di vista diplomatico, intanto, gli Usa misero in discussione lo<b> status di Taiwan<\/b> e fecero pressioni sulla comunit\u00e0 internazionale perch\u00e9 riconoscesse due Cine separate, mentre il governo della Rpc, per salvaguardare la sovranit\u00e0 e l\u2019integrit\u00e0 territoriale della nazione, sostenne sempre il <b>principio di un\u2019unica Cina<\/b>: esiste una sola Cina al mondo, Taiwan ne \u00e8 parte integrante e il governo della Rpc \u00e8 l\u2019unico governo legittimato a rappresentare l\u2019intera Cina.<\/p>\n<p>Tale principio fu gradualmente accettato dalla comunit\u00e0 internazionale, finch\u00e9 il 25 ottobre 1971 l\u2019<b>Assemblea Generale delle Nazioni Unite<\/b> adott\u00f2 la <b>Risoluzione 2758<\/b>, che espulse i rappresentanti del regime di Taiwan e attribu\u00ec il <b>seggio alle Nazioni Unite<\/b> al governo della <b>Rpc<\/b>.<\/p>\n<p>L\u2019anno dopo, nel febbraio 1972, la storica <b>visita del presidente Nixon in Cina<\/b> port\u00f2 alla totale <b>revisione della posizione ufficiale degli Usa nei confronti di Taiwan<\/b>. Con il celebre <b>comunicato di Shanghai<\/b>, seguito da altri due nel 1979 e 1982, definiti in seguito \u201ci <b>tre comunicati congiunti<\/b>\u201d, gli Usa rinunciavano alla dottrina delle due Cine, riconoscevano l\u2019indivisibilit\u00e0 della Cina, affermavano che <b>Taiwan \u00e8 una provincia della Cina<\/b> e che la liberazione di Taiwan \u00e8 un affare interno della Cina; si impegnavano inoltre a <b>ritirare tutte le forze militari Usa di stanza a Taiwan<\/b>.<\/p>\n<p>Happy ending per la questione Taiwan, dunque? Purtroppo no, come dimostrano le tensioni che oggi, mentre ancora si combatte in Ucraina, si stanno intensificando intorno ai Mari della Cina.<\/p>\n<p><b>Il principio di un\u2019unica Cina e la cosiddetta ambiguit\u00e0 strategica degli Usa<\/b><\/p>\n<p>Se dal momento stesso della sua fondazione nel 1949 la <b>posizione della Rpc su Taiwan \u00e8 rimasta inequivocabile e costante nel tempo<\/b>, quella degli Usa si \u00e8 configurata invece in termini di \u201cambiguit\u00e0 strategica\u201d.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel 1979 il governo cinese di <b>Deng Xiaoping<\/b> enunciava la politica della \u201c<b>riunificazione pacifica e un Paese, due sistemi<\/b>\u201d: la Cina si impegna per ottenere una riunificazione pacifica, ma non esclude l\u2019uso della forza se si dovessero oltrepassare certe linee rosse, se ad esempio Taiwan cessasse di riconoscere il principio che la Cina \u00e8 una ed indivisibile e\/o proclamasse l\u2019indipendenza dalla Rpc oppure venisse occupata da Paesi terzi.<\/p>\n<p>La Rpc vuole raggiungere la riunificazione attraverso<b> negoziati pacifici<\/b> ed \u00e8 disponibile a negoziare qualsiasi questione tranne il <b>principio inderogabile della Cina unica<\/b>. Dopo la riunificazione, verr\u00e0 praticata la politica di \u201cun paese, due sistemi\u201d: la Cina continentale continuer\u00e0 con il suo sistema socialista e Taiwan manterr\u00e0 il suo sistema capitalista per un lungo periodo a venire. Dopo la riunificazione, Taiwan godr\u00e0 di un elevato grado di autonomia e il governo centrale non invier\u00e0 truppe o personale amministrativo da stazionare a Taiwan.<\/p>\n<p>Gli <b>scambi economici e culturali<\/b> e i contatti interpersonali tra le due sponde dello Stretto di Taiwan hanno compiuto rapidi progressi dalla fine del 1987, ed i dati economici dimostrano che le importazioni dalla Rpc e le esportazioni verso la Rpc superano di gran lunga quelle con tutti gli altri Paesi. Nonostante questi dati, l\u2019attuale partito di maggioranza a Taipei, il <b>Ppd (Partito Progressista Democratico)<\/b> guidato da Tsai Ing-wen, ha <b>aumentato le spese militari<\/b>, si \u00e8 avvicinato sempre di pi\u00f9 agli Usa e ha accentuato l\u2019ostilit\u00e0 del suo governo verso la Rpc.<\/p>\n<p>Nonostante i principi solennemente enunciati nei tre comunicati fra il 1972 e il 1982, gli Usa ne hanno nei fatti spesso contraddetto lo spirito e la lettera, adottando una <b>posizione rispetto a Taiwan<\/b> che pudicamente definiscono di \u201c<b>ambiguit\u00e0 strategica<\/b>\u201d, che non favorisce certo un clima di fiducia e distensione fra Usa e Rpc.<\/p>\n<p>Potremmo dare molti esempi per illustrare l\u2019ambigua politica Usa su Taipei, quali l\u2019<b>aumento della vendita di armi all\u2019isola<\/b>, le <b>dichiarazioni incendiarie<\/b> di membri del Congresso in visita ufficiale a quella che ufficialmente gli Usa non riconoscono come nazione, oltre al fatto rivelato lo scorso ottobre 2021 dal Washington Street Journal che almeno da un anno sul suolo di Taiwan si trovavano consiglieri militari Usa, tutto ovviamente in <b>flagrante violazione degli accordi presi con i tre comunicati<\/b>.<\/p>\n<p>Che dire poi di una<b> legge del 2002<\/b> che: \u201c&#8230; <b>Taiwan<\/b> sar\u00e0 trattata come se fosse stata designata un<b> importante alleato non Nato<\/b> (come definito nel &#8230; Foreign Assistance Act del 1961\u2026)\u201d?<\/p>\n<p>Meglio andare direttamente a fonti ufficiali statunitensi per capire meglio come intendere la loro politica di \u201cambiguit\u00e0 strategica\u201d. Credo che nulla sia pi\u00f9 istruttivo della lettura della <b>scheda informativa di Taiwan<\/b> sul sito ufficiale del <b>Dipartimento di Stato<\/b> statunitense, o meglio delle diverse schede apparse fra il 2019 e pochi giorni fa. Per facilitare il confronto a chi le volesse esaminare in dettaglio, ho preparato una scheda con le <b>tre versioni<\/b> in ordine cronologico evidenziandone le parti pi\u00f9 significative <a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/images\/StateDep-FactSheet_TimeMachine.pdf\">(<\/a><a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/images\/StateDep-FactSheet_TimeMachine.pdf\">vedi<\/a><a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/images\/StateDep-FactSheet_TimeMachine.pdf\">)<\/a>.<\/p>\n<p><b>8 giugno 2019<\/b>: la scheda esordisce proprio con il comunicato del 1979 che <b>riconosce la Rpc come unico governo legittimo di un\u2019unica Cina<\/b>. Dichiara che gli Usa non sostengono l\u2019indipendenza di Taiwan.<\/p>\n<p><b>8 maggio 2022<\/b>: colpo di scena! La scheda \u00e8 impostata in modo totalmente diverso: esordisce dicendo che <b>Taiwan \u00e8 un partner chiave degli Stati Uniti <\/b>nell\u2019Indo-Pacifico e che Stati Uniti e Taiwan condividono gli stessi valori. La politica degli Stati Uniti \u00e8 guidata dal <b><i>Taiwan Relations Act<\/i><\/b><b>,<\/b> dai tre comunicati congiunti Usa-Cina e dalle <b><i>Sei Rassicurazioni<\/i><\/b> (in quest\u2019ordine).<\/p>\n<p>Al governo della Rpc non sfugge che dalla scheda \u00e8 totalmente scomparsa la frase chiave: <i>gli Usa non sostengono l\u2019indipendenza di Taiwan<\/i>. Sono comparse in compenso le cosiddette <i>Sei Rassicurazioni<\/i>!<\/p>\n<p>Per capire il motivo della ferma e tempestiva reazione del governo cinese a queste modifiche dobbiamo dire almeno due parole sul <i>Taiwan Relations Act<\/i> e sulle <i>Sei Rassicurazioni<\/i>. Il <i>Taiwan Relations Act<\/i> \u00e8 una legge ispirata dalla <b>lobby pro-Taiwan<\/b> approvata dal Congresso nel 1979, per controbilanciare gli effetti del riconoscimente da parte del governo Usa della Rpc: \u201cper <b>fornire a Taiwan armi di carattere difensivo<\/b>\u201d e \u201cper mantenere la capacit\u00e0 degli Stati Uniti di resistere a qualsiasi ricorso alla forza o ad altre forme di coercizione che metterebbero a repentaglio la sicurezza, o il sistema sociale o economico del popolo di Taiwan\u201d.<\/p>\n<p>Il termine \u201c<i>Sei Rassicurazioni<\/i>\u201d si riferisce invece a <b>sei rassicurazioni in materia di sicurezza dell\u2019era Reagan fornite unilateralmente a Taiwan nel 1982<\/b> ma non formalmente rese pubbliche, che gli Stati Uniti hanno declassificato nel 2020. Fra queste: gli Stati Uniti non hanno fissato una data per la fine delle vendite di armi a Taiwan, n\u00e9 sono tenuti a consultazioni preventive con Pechino su tali vendite, n\u00e9 a rivedere il Taiwan Relations Act.<\/p>\n<p><b>28 maggio 2022<\/b>: alla chetichella la scheda \u00e8 stata nuovamente modificata ed \u00e8 <b>ricomparsa la dichiarazione che gli Usa non sostengono l\u2019indipendenza di Taiwan<\/b>.<\/p>\n<p>Giocare con i <i>Comunicati Congiunti<\/i> e leggi e disposizioni che regolano unilateralmente, in modo pi\u00f9 o meno manifesto, i rapporti fra Cina e Usa, insistendo ora su gli uni ora sulle altre, \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 sufficiente per trasmettere al mondo messaggi totalmente diversi e francamente<b> destabilizzanti<\/b>.<\/p>\n<p>Che fa la Cina nel frattempo? La sua politica resta coerentemente la stessa, preparare una <b>riunificazione graduale e pacifica<\/b>, ma intanto si prepara al peggio. Taiwan, infatti, per la Repubblica Popolare Cinese non \u00e8 una pedina da utilizzare per destabilizzare paesi distanti migliaia di km dal proprio territorio nazionale, ma \u201c\u2026 fa parte del territorio sacro della Repubblica popolare cinese. \u00c8 dovere inviolabile di tutto il popolo cinese, compresi i nostri connazionali a Taiwan, compiere il grande compito di riunificare la madrepatria.\u201d(dal <i>Preambolo della Costituzione della Rpc<\/i>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Fonti:<\/i><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/en.wikisource.org\/wiki\/Shanghai_Communiqu%C3%A9\">https:\/\/en.wikisource.org\/wiki\/Shanghai_Communiqu%C3%A9<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/en.wikisource.org\/wiki\/Joint_Communiqu%C3%A9_on_the_Establishment_of_Diplomatic_Relations\">https:\/\/en.wikisource.org\/wiki\/Joint_Communiqu%C3%A9_on_the_Establishment_of_Diplomatic_Relations<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/en.wikisource.org\/wiki\/US%E2%80%93PRC_Joint_Communique,_August_17,_1982\">https:\/\/en.wikisource.org\/wiki\/US%E2%80%93PRC_Joint_Communique,_August_17,_1982<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20190608140339\/https:\/www.state.gov\/u-s-relations-with-taiwan\/\">https:\/\/web.archive.org\/web\/20190608140339\/https:\/\/www.state.gov\/u-s-relations-with-taiwan\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.state.gov\/u-s-relations-with-taiwan\/\">https:\/\/www.state.gov\/u-s-relations-with-taiwan\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ndtv.com\/world-news\/us-state-department-website-deletes-taiwan-is-part-of-china-reference-2963338\">https:\/\/www.ndtv.com\/world-news\/us-state-department-website-deletes-taiwan-is-part-of-china-reference-2963338<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/docs.google.com\/document\/d\/1Zt8QW_jpHeoKXlWGJnh3bKAqswhdx3ei\/edit#bookmark=id.gjdgxs\">https:\/\/oec.world\/en\/profile\/country\/twn#Profile<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.mfa.gov.cn\/ce\/celt\/eng\/zt\/zgtw\/t125229.htm\">https:\/\/www.mfa.gov.cn\/ce\/celt\/eng\/zt\/zgtw\/t125229.htm<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.congress.gov\/bill\/96th-congress\/house-bill\/2479#:~:text=Taiwan%20Relations%20Act%20%2D%20Declares%20it,other%20people%20of%20the%20Western\">https:\/\/www.congress.gov\/bill\/96th-congress\/house-bill\/2479#:~:text=Taiwan%20Relations%20Act%20%2D%20Declares%20it,other%20people%20of%20the%20Western<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ait.org.tw\/our-relationship\/policy-history\/key-u-s-foreign-policy-documents-region\/six-assurances-1982\/\">https:\/\/www.ait.org.tw\/our-relationship\/policy-history\/key-u-s-foreign-policy-documents-region\/six-assurances-1982\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/uscode.house.gov\/view.xhtml?req=(title:22%20section:2321k%20edition:prelim\">https:\/\/uscode.house.gov\/view.xhtml?req=(title:22%20section:2321k%20edition:prelim<\/a>)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.npc.gov.cn\/englishnpc\/constitution2019\/201911\/1f65146fb6104dd3a2793875d19b5b29.shtml\">http:\/\/www.npc.gov.cn\/englishnpc\/constitution2019\/201911\/1f65146fb6104dd3a2793875d19b5b29.shtml<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/esteri\/taiwan-linee-rosse-e-ambiguit%c3%a0-strategica\">https:\/\/www.lacittafutura.it\/esteri\/taiwan-linee-rosse-e-ambiguit%c3%a0-strategica<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA CITTA&#8217; FUTURA (Stefania Fusero) Mentre continua la guerra per procura a guida Usa-Nato contro la Russia in Ucraina, ci apprestiamo ad aprire un nuovo fronte contro un\u2019altra potenza nucleare, stavolta nel Sudest asiatico? 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