{"id":72926,"date":"2022-06-16T10:00:27","date_gmt":"2022-06-16T08:00:27","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72926"},"modified":"2022-06-15T16:20:24","modified_gmt":"2022-06-15T14:20:24","slug":"la-polonia-e-lucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=72926","title":{"rendered":"La Polonia e l\u2019Ucraina"},"content":{"rendered":"<p><strong>da RETE VOLTAIRE (Thierry Meyssan)<\/strong><\/p>\n<p><em>Polonia e Ucraina hanno una storia complessa di reciproci massacri. Ciononostante, da otto anni fanno fronte comune contro la Russia. Dopo aver accarezzato l\u2019idea di annettersi una porzione di territorio russo in caso di sconfitta di Mosca, ora Varsavia intravede la possibilit\u00e0 di annettere una parte del territorio ucraino, qualora fosse Kiev a perdere la guerra.<\/em><\/p>\n<div class=\"article-text-images crayon article-texte-217217 \">\n<div class=\"spip_document_238134 spip_document spip_documents spip_document_image spip_documents_center spip_document_center spip_document_avec_legende\" data-legende-len=\"115\" data-legende-lenx=\"xx\">\n<figure class=\"spip_doc_inner\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH300\/217206-1-6-d210c.jpg?1655197278\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"300\" \/><figcaption class=\"spip_doc_legende\">\n<div class=\"spip_doc_titre  crayon document-titre-238134 \"><strong>Il 22 maggio 2022 i presidenti polacco e ucraino, Andrzej Duda e Volodymyr Zelensky, alla Verkhovna Rada di Kiev. <\/strong><\/div>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<blockquote class=\"spip\">\n<p class=\"lettrine\">\n<\/blockquote>\n<div class=\"spip_document_238132 spip_document spip_documents spip_document_image spip_documents_center spip_document_center\">\n<figure class=\"spip_doc_inner\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH301\/217206-2-5-dd349.jpg?1655197278\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"301\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<p>Dalla catena montuosa dei Carpazi agli Urali non ci sono rilievi. L\u2019Europa orientale \u00e8 una vasta pianura da cui sono passati molti popoli. Alcuni vi si sono insediati, senza catene montuose a delimitare i confini dei loro territori. Polonia, Moldavia, Ucraina, Bielorussia, Paesi Baltici, come pure la parte europea della Russia sono corridoi di passaggio, la cui storia \u00e8 dominata da flussi migratori. La maggior parte di questi Stati \u00e8 addossata al mare o alla montagna. Solo Ucraina e Bielorussia non hanno confini naturali.<\/p>\n<p>Alla fine della prima guerra mondiale la Conferenza di Pace di Versailles tent\u00f2, senza successo, di fissare delle frontiere in Europa orientale. A seconda che si fossero adottati criteri storici, linguistici, etnici o economici ne sarebbero risultate mappe differenti; ma gli interessi dei vincitori (Stati Uniti, Francia e Regno Unito) erano contrastanti, sicch\u00e9 le decisioni assunte soddisfecero solo met\u00e0 degli interessati. Ancora oggi, da qualsiasi angolazione si affronti il problema, i confini di Bielorussia e Ucraina saranno comunque artificiali. \u00c8 una situazione particolarissima, difficilmente comprensibile a popoli che hanno una lunga storia nazionale.<\/p>\n<p>Assunta questa premessa, bisogna ammettere che n\u00e9 Bielorussia n\u00e9 Ucraina possono essere nazioni nel senso consueto del termine, il che non significa che non possano essere Stati. Il \u201cnazionalismo ucraino\u201d \u00e8 un\u2019ideologia artificiosa, che pu\u00f2 costruirsi solo rifiutando altri popoli. \u00c8 quanto fecero i banderisti nel periodo tra le due guerre e che ancor oggi fanno contro i \u201cmoscoviti\u201d o i \u201cgrandi russi\u201d. Una forma di nazionalismo che non pu\u00f2 che essere distruttiva. L\u2019esempio della Bielorussia dimostra che un\u2019altra strada \u00e8 percorribile.<\/p>\n<p>La Polonia, completamente scomparsa nel XIX secolo, \u00e8 stata ricostituita dopo la disfatta dell\u2019impero austroungarico e la rivoluzione russa. Tuttavia la Conferenza di Versailles, che non ebbe problemi a fissare la frontiera occidentale della Polonia, non sapeva come delimitarne la parte orientale. Cos\u00ec la Seconda Repubblica polacca tent\u00f2 di allargarsi facendo guerra all\u2019Ucraina. Giunse ad annettersi l\u2019intera Galizia. Oggi Cracovia \u00e8 ancora polacca, ma Leopoli \u00e8 ucraina. In realt\u00e0 non ci sono ragioni evidenti per questa divisione, se non l\u2019esito di conflitti armati.<\/p>\n<p>Quando il presidente Volodymyr Zelensky afferma che Donbass e Crimea sono ucraini, descrive una situazione contingente delle mappe, ma non pu\u00f2 addurre giustificazioni.<\/p>\n<p>Nel 1792 l\u2019impero russo conquist\u00f2 la Crimea sottraendola all\u2019impero ottomano, acquis\u00ec inoltre il diritto per la propria flotta di passare dagli stretti dei Dardanelli e del Bosforo. La zarina Caterina II voleva estendere l\u2019influenza russa verso i mari del Sud, ma i britannici, valutando l\u2019ingresso dei russi nel Mediterraneo un pericolo per la loro egemonia navale, organizzarono una coalizione con Francia e impero ottomano. Riuscirono a sconfiggere l\u2019esercito russo, ma non riconquistarono la Crimea, territorio che nel 1917 l\u2019Unione Sovietica riusc\u00ec a salvaguardare.<\/p>\n<p>In Crimea, a Sebastopoli, avvenne la battaglia decisiva della seconda guerra mondiale (o della Grande Guerra Patriottica, come la chiamano i russi) che segn\u00f2 l\u2019inizio della fine del III Reich.<\/p>\n<div class=\"spip_document_238104 spip_document spip_documents spip_document_image spip_documents_right spip_document_right\">\n<figure class=\"spip_doc_inner\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L324xH243\/voltairenet.org_-_1-345-ec48e.jpg?1654983758\" alt=\"\" width=\"324\" height=\"243\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<p>Nel 1954 il primo segretario dell\u2019URSS, l\u2019ucraino Nikita Krusciov, decise di amnistiare i banderisti, nonch\u00e9 di annettere amministrativamente la Crimea alla Repubblica Socialista Sovietica di Ucraina. Si trattava di voltare la pagina dei crimini di banderisti e nazisti durante la guerra, nonch\u00e9 quella dei crimini di banderisti e CIA ai primordi della guerra fredda.<\/p>\n<p>Dopo il crollo dell\u2019Unione Sovietica, il 12 febbraio 1991 la Crimea dichiar\u00f2 con un referendum la propria indipendenza e si diede il nome di Repubblica Socialista Sovietica Autonoma di Crimea. La rimanente parte dell\u2019attuale Ucraina conferm\u00f2 la propria indipendenza solo nove mesi dopo, il 1\u00b0 dicembre 1991. Ma il presidente russo Boris Eltsin rifiut\u00f2 di annettere alla Russia la Crimea, che il 26 febbraio 1992 decise di rientrare nell\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>Quando il presidente democraticamente eletto Viktor Yanukovich fu rovesciato con una rivoluzione colorata organizzata dagli Stati Uniti, il nuovo governo coopt\u00f2 una dozzina di banderisti<span class=\"spip_note_ref\">\u00a0[<a id=\"nh1\" class=\"spip_note\" title=\"\u201cChi sono i nazisti nel governo ucraino?\u201d, di Thierry Meyssan, Rete Voltaire,\u00a0(...)\" href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article217217.html#nb1\" rel=\"appendix\">1<\/a>]<\/span>. La Crimea si rifiut\u00f2 di subire un regime politico razzista e con un referendum decise di riprendersi l\u2019indipendenza e di chiedere l\u2019adesione alla Federazione di Russia.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019installazione di basi militari russe in Siria, Londra vide nella presenza russa in Crimea la riproposizione di un rivale in grado di minacciare la sua egemonia marittima.<\/p>\n<p>Dopo aver conquistato la Crimea, la zarina Caterina II invi\u00f2 la flotta russa a Beirut e a Laodicea. Install\u00f2 inoltre una colonia d\u2019insediamento nel sud dell\u2019Ucraina, la Nuova Russia (<i>Novorossia<\/i>). Questo territorio comprendeva Donbass, Mykolaiv, Kirovograd (oggi Kropynytsky\u00ef), Kherson, Odessa, Gagauzia e Transnistria (l\u2019attuale Repubblica moldava del Dnestr). Anche Pavel Gubarev, che nel 2014 era governatore di Donetsk, ricus\u00f2 il nuovo regime di Kiev, imposto dal \u201ccolpo di Stato\u201d o dalla \u201crivoluzione\u201d, secondo i punti di vista. Gubarev propose la secessione dall\u2019Ucraina, insieme a tutti i territori della Nuova Russia della zarina Caterina II. Gubarev non era n\u00e9 filorusso n\u00e9 filostatunitense, ma filoeuropeo. Ma quando Kiev lo arrest\u00f2 e lo mise in prigione divenne filorusso. Quando il presidente Zelensky ha rifiutato la proposta di pace della Russia, il presidente Putin gli ha risposto che gli obiettivi della Russa con l\u2019andar del tempo si sarebbero allargati. La liberazione della Nuova Russia (<i>Novorossia<\/i>, come detto) \u00e8 ora l\u2019intento strategico delle forze armate russe. In quasi tutte le guerre il vincitore pretende compensazioni, solitamente territoriali. Per la guerra in corso si tratter\u00e0 della Novorossia.<\/p>\n<p>Creando le Nazioni Unite i vincitori della seconda guerra mondiale speravano di porre fine alle guerre di conquista. Riconobbero tuttavia che la guerra pu\u00f2 essere una risposta legittima ad alcuni tipi di conflitto. Le grandi potenze si sono astenute dalla guerra fino allo smembramento della Jugoslavia in sette Stati. Il Kosovo si \u00e8 trasformato in base militare statunitense nei Balcani, sulla cui sicurezza veglia costantemente un contingente della Nato. La Bosnia-Erzegovina \u00e8 tuttora una colonia dell\u2019Unione Europea ed \u00e8 governata da un Alto Rappresentante Internazionale. Questi deplorevoli esempi sono un precedente che non consentir\u00e0 di contestare l\u2019eventuale adesione della Novorossia alla Federazione di Russia.<\/p>\n<p>La Polonia, che non ha mai accettato la perdita della Galizia orientale, nel 2014 partecip\u00f2 all\u2019operazione degli anglosassoni per rovesciare il presidente eletto. All\u2019epoca pubblicai un articolo in cui rivelavo che 86 rivoltosi della milizia banderista Pravy Sector a settembre 2013 furono addestrati dalla Polonia nel centro di polizia di Legionowo<span class=\"spip_note_ref\">\u00a0[<a id=\"nh2\" class=\"spip_note\" title=\"\u201cUcraina: la Polonia ha addestrato i golpisti due mesi prima\u201d, di Thierry\u00a0(...)\" href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article217217.html#nb2\" rel=\"appendix\">2<\/a>]<\/span>. Supervision\u00f2 l\u2019operazione Radoslaw Sikorski, allora ministro della Difesa e in seguito ministro degli Esteri. La notizia fu smentita dall\u2019interessato, ma il Procuratore Generale polacco fin\u00ec con l\u2019aprire un\u2019informativa giudiziaria sulla curiosa vicenda.<\/p>\n<p>Il sostegno della Polonia ai banderisti contro il presidente ucraino pu\u00f2 essere stato un\u2019autentica manipolazione. Nel 1934 Stepan Bandera aveva infatti sovrinteso all\u2019assassinio del ministro polacco dell\u2019Interno, Bronislaw Pieracki, per conto della Gestapo e durante la seconda guerra mondiale ordin\u00f2 molti massacri di polacchi.<\/p>\n<div class=\"spip_document_238133 spip_document spip_documents spip_document_image spip_documents_center spip_document_center spip_document_avec_legende\" data-legende-len=\"194\" data-legende-lenx=\"xxx\">\n<figure class=\"spip_doc_inner\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH300\/217206-3-5-dabe5.jpg?1655197278\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"300\" \/><figcaption class=\"spip_doc_legende\">\n<div class=\"spip_doc_titre  crayon document-titre-238133 \"><strong>Lo specialista polacco di sicurezza Jerzy Dziewulski e il presidente ad interim ucraino Oleksandr Turchynov sovrintendono alle operazioni militari contro gli insorti del Donbass (giugno 2014). <\/strong><\/div>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p>Fu presto evidente che i diplomatici straussiani Victoria Nuland (attuale numero due della segreteria di Stato USA) e Derek Chollet (attuale consigliere del segretario di Stato Usa) sovrintesero alla rivoluzione colorata\/colpo di Stato ucraino, messo in atto per\u00f2 dai canadesi e dai polacchi Radoslaw Sirkorsky e Jerzy Dziewulski. Quest\u2019ultimo \u00e8 un prestigioso poliziotto, formatosi in Israele, diventato in seguito consigliere del presidente della repubblica, nonch\u00e9 parlamentare. Una foto del giugno 2014 lo mostra mentre dirige le forze d\u2019intervento, a fianco del presidente a interim ucraino Oleksandr Turchynov.<\/p>\n<p>All\u2019inizio dell\u2019operazione militare speciale russa del 2022 la Polonia \u00e8 tornata alla carica. Quando la Nato annunciava l\u2019imminente disfatta russa, il generale Waldemar Skrzypczak chiese che Kaliningrad (che non \u00e8 mai stata polacca) fosse trasferita dalla Russia alla Polonia, a titolo d\u2019indennizzo dei danni di guerra. Siccome \u00e8 stato presto evidente che la Russia avanzava e che a perdere sarebbero stati gli ucraini, il presidente Andrzej Duda ha cominciato ad accarezzare l\u2019idea di recuperare la Galizia orientale, persa con la seconda guerra mondiale. Dapprima ha proposto agli ucraini di dispiegare una forza di pace polacca per proteggere la Galizia. Poi ha pronunciato un vibrante discorso per assicurare ai vicini il sostegno polacco contro la Russia. Infine si \u00e8 recato a Kiev dove ha tenuto un discorso alla Verkhovna Rada. Alla fine la Polonia ha cominciato ad attuare un piano di cooperazione a senso unico. Ha dispiegato alti funzionari per amministrare il Paese, che gran parte della popolazione ha abbandonato. Ma non l\u2019inverso: non c\u2019\u00e8 alcun funzionario ucraino in Polonia. Inoltre, dopo aver accolto due milioni di rifugiati politici ucraini, la Polonia ha fatto sapere che dal 1\u00b0 luglio cesser\u00e0 di sostenerli con sussidi economici.<\/p>\n<p>L\u2019accettazione entusiasta da parte dei banderisti dell\u2019aiuto di Varsavia in cambio della cessione di territori attesta la natura artificiosa del loro \u201cnazionalismo\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"clear\"><\/div>\n<div class=\"article-text-translator\">Traduzione<br \/>\n<a title=\"Rachele Marmetti\" href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/auteur126121.html?lang=it\">Rachele Marmetti<\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article217217.html\">https:\/\/www.voltairenet.org\/article217217.html<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da RETE VOLTAIRE (Thierry Meyssan) Polonia e Ucraina hanno una storia complessa di reciproci massacri. Ciononostante, da otto anni fanno fronte comune contro la Russia. 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