{"id":73010,"date":"2022-06-21T08:40:53","date_gmt":"2022-06-21T06:40:53","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73010"},"modified":"2022-06-20T23:33:44","modified_gmt":"2022-06-20T21:33:44","slug":"bdv-la-sardegna-i-preti-a-la-page-e-la-tristezza-di-cio-che-le-manca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73010","title":{"rendered":"BDV, la Sardegna, i Preti \u00e0 la Page e la Tristezza di Ci\u00f2 che le Manca"},"content":{"rendered":"<p><strong>di STILUM CURIAE, BLOG PAPI E DINTORNI (Marco Tosatti, Benedetta De Vito)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Carissimi StilumCuriali, Benedetta De Vito, dalla sua Sardegna (a proposito,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.marcotosatti.com\/2022\/05\/11\/benedetta-de-vito-ha-scritto-un-libro-cuore-sardo-da-prenotare\/\">vi ricordiamo il suo libro, Cuore Sardo<\/a>) ci ha mandato questo messaggio accorato, che offriamo alla vostra attenzione. Anche se forse al posto suo opportune et importune avrei chiesto e richiesto. \u00a0La vigilia del giorno in cui la liturgia \u00a0celebra il Corpus Domini\u2026buona lettura.<\/strong><\/em><\/p>\n<h3><strong>\u00a7\u00a7\u00a7<\/strong><\/h3>\n<p>Domenica scorsa mentre me ne andavo, guidando la mia Cinquecento, verso la Santa Messa, in una bella chiesa moderna, affrescata in squillante ardore, d\u2019un paesino bianco, mi dicevo, qui in Sardegna ho tutto quello che amo, eppure, eppure, mi pare di non avere niente. E guidavo e pensavo e andavo a ritroso per capire come mai, pur nel ringraziamento, mancava qualcosa o forse tutto. E d\u2019un tratto ho capito: \u00a0ma certo, mi manca la Santa Eucarestia! Non ho il pane di vita e quindi non ho nulla.<\/p>\n<div class=\"code-block code-block-2\"><ins class=\"adsbygoogle\" data-ad-client=\"ca-pub-9902101193667263\" data-ad-slot=\"4433558044\" data-ad-format=\"auto\" data-full-width-responsive=\"true\" data-adsbygoogle-status=\"done\" data-ad-status=\"unfilled\"><ins id=\"aswift_2_expand\" title=\"Advertisement\" aria-label=\"Advertisement\"><ins id=\"aswift_2_anchor\"><\/ins><\/ins><\/ins><\/div>\n<p>Ed ecco perch\u00e9, tutta convinta e messi in un paniere coraggio e fortezza, ho deciso di riprovare anche quest\u2019anno a chiedere al parroco del paesino bianco di poter avere la Particola sulla lingua, che \u00e8 l\u2019unico modo, per me, per prenderla. E il percome \u00e8, detto in semplicit\u00e0, che io non ho le mani consacrate, come avevano gli apostoli, con i quali il Signore spezz\u00f2 il pane nell\u2019ultima Sua Cena (e questo per rispondere a un certo sacerdote che, al contrario di me, pensa sia un abuso prender l\u2019Ostia senza toccarla con le dita o con il palmo\u2026). E piango nel cuore, ma avanti e gi\u00f9 d\u2019un rigo con un salto con l\u2019asta, opl\u00e0.<\/p>\n<p>Sicch\u00e9, fattami verde speranza, eccomi ancora una volta di fronte al parroco e gli rivolgo la mia richiesta che ora \u00e8 anche legittima in quanto la Cei ha decretato che si pu\u00f2 tornare al vecchio modo. Invece lui, il parroco, che \u00e8 giovane e sardo, mi risponde di no, anche un poco alterato, e mi spiega che altrimenti dovrebbe darla a tanti altri che la chiedono. Vorrei rispondergli che allora dovrebbe, visto che in tanti la chiedono e che \u00e8 bellissimo che la chiedano, ma lui ha altro da fare. Qualcuno denuncia che in Chiesa gli han portato via il cellulare e cos\u00ec via al galoppo e io dietro, fatta muta.<\/p>\n<p>Fatta muta e senza la speranza di trovar chi mi dia il mio \u201cpanis angelicus\u201d, me ne vado a orecchie basse, il mento spalmato sul marciapiedi. Penso e ripenso e mi viene in mente che, lungo il litorale, ci sono altre parrocchie e una, verso sud, la scarto da subito perch\u00e9 il parroco, che ho avuto la sorte di conoscere lo scorso anno, mi ha gi\u00e0 dato del filo da torcere (dicendomi che la mia non \u00e8 la sua di Chiesa e, in pratica, mi ha mandata via come se fossi stata un\u2019appestata). Cos\u00ec penso a quelle tutte intorno e comincio ad informarmi. E pi\u00f9 mi informo pi\u00f9 la speranza si fa microbo, perch\u00e9 scopro che, in una parrocchia (quella dove andavo, bambina, con i miei genitori e dove parroco era l\u2019adorabile Don Pala, con la sua talare nera ondeggiante nel vento sardo) ora c\u2019\u00e8 un sacerdote canterino, che organizza anche dei balli in chiesa per attirare i giovani, mi dicono.<\/p>\n<p>Eppure un giovane, che ha l\u2019et\u00e0 di mio figlio, e che con me si \u00e8 confidato, mi ha detto che lui non ci va perch\u00e9 gli sembrano tutte \u201cbuffonate\u201d. Allora, penso, l\u2019entroterra. L\u00ec, tra i monti galluresi foderati di mirti, lentischi, olivastri e pitosfori, \u00e8 rimasto di certo lo spirito dell\u2019Ave Maria in sardo. S\u00ec, col fischio! Il giovane di cui sopra mi mostra il profilo Instagram del parroco di un altro paesino solitario, un paesino piccolo cos\u00ec che respira nella campagna e guarda da lontano il mare. Clicco e\u2026 oh Signore, non \u00e8 possibile! E invece s\u00ec: il parroco compare in una fotografia mentre emerge dalle acque, con il torace bronzeo e muscoloso, l\u2019acqua sensuale a scendergli dai capelli sulle spalle insieme, mi pare. In un\u2019altra foto c\u2019\u00e8 sempre lui che fa la linguaccia. In un\u2019altra\u2026 ma basta, chiudo e non voglio saperne oltre. Anche se ci sarebbe di pi\u00f9 da scrivere e da dire, ma il cuore mi duole. \u201cMa guardi che \u00e8 cos\u00ec in tutta la Sardegna!\u201d, mi dice un altro signore sulla cinquantina con il quale mi \u00e8 capitato di fare quattro chiacchiere in un bar. Basta, chiudo gli occhi, e penso con tanta gratitudine alla Beata Elisabetta Sanna, che mi ha insegnato, forse sapendo tutto questo, a fare la Comunione spirituale.<\/p>\n<p>S\u00ec, s\u00ec, dovr\u00e0 bastarmi la Comunione spirituale e quindi per sostituire l\u2019ieri all\u2019oggi e pensare alla mia Sardegna com\u2019era, tutta spirituale, mariana, sprofondata nel mistero, risveglio nel ricordo il dolce Don Pala e com\u2019\u00e8 come non \u00e8, lo associo sempre ala canto \u201cResta con noi\u201d, che \u00a0lui cantava con una bella voce sonora e stringendo il \u201cresta\u201d, alla maniera sarda. Se, invece, andavamo nella chiesa di Straulas, e celebrava sempre Don Pala, un coro di donne anziane, in costume quotidiano, cio\u00e8 gonna a piegoline nere e camicetta bianca, c\u2019era la grazia dell\u2019Ave Maria in sardo. Che ancora oggi, nella parrocchia del paesino bianco, dove non posso prendere il Signore in sacramento, viene cantata da un bel coro di giovani e giovanissime. E mi accontento\u2026<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.marcotosatti.com\/2022\/06\/18\/bdv-la-sardegna-i-preti-a-la-page-e-la-tristezza-di-cio-che-le-manca\/\">https:\/\/www.marcotosatti.com\/2022\/06\/18\/bdv-la-sardegna-i-preti-a-la-page-e-la-tristezza-di-cio-che-le-manca\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di STILUM CURIAE, BLOG PAPI E DINTORNI (Marco Tosatti, Benedetta De Vito)\u00a0 Carissimi StilumCuriali, Benedetta De Vito, dalla sua Sardegna (a proposito,\u00a0vi ricordiamo il suo libro, Cuore Sardo) ci ha mandato questo messaggio accorato, che offriamo alla vostra attenzione. 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