{"id":73049,"date":"2022-06-23T10:00:35","date_gmt":"2022-06-23T08:00:35","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73049"},"modified":"2022-06-22T15:12:22","modified_gmt":"2022-06-22T13:12:22","slug":"su-decrescita-e-marxismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73049","title":{"rendered":"Su decrescita e marxismo"},"content":{"rendered":"<p><strong>da BADIALE &amp; TRINGALI BLOG (Marino Badiale)<\/strong><\/p>\n<p>Sono stato invitato a partecipare alla seguente iniziativa, organizzata da Paolo Cacciari e Maurizio Ruzzene:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.venezia2022.it\/verso-venezia\/eventi\/dettaglievento\/23\/-\/decrescita-e-marxismi\">https:\/\/www.venezia2022.it\/verso-venezia\/eventi\/dettaglievento\/23\/-\/decrescita-e-marxismi<\/a><\/p>\n<p>Ringraziando gli organizzatori per l&#8217;invito, segnalo che nella pagina del sito si trovano vari materiali, fra i quali gli appunti del mio intervento. Li riporto qui di seguito, aggiungendo qualche riferimento bibliografico:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\"><b>Ancora su Marx e decrescita<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\"><b>(appunti di Marino Badiale)<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Nel mio intervento affronter\u00f2 rapidamente tre punti: cosa pu\u00f2 dare Marx alla decrescita, cosa pu\u00f2 dare la decrescita all\u2019anticapitalismo che si ispira a Marx, qual \u00e8 la situazione attuale.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>I.<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Cosa pu\u00f2 dare Marx alla decrescita, e in generale ai movimenti ecologisti? In sostanza, la teoria del Modo di Produzione Capitalistico (MPC).<\/p>\n<p align=\"justify\">a. Naturalmente la premessa \u00e8 la lettura del divenire storico come successione di modi di produzione, cio\u00e8 il materialismo storico. Ma non approfondiamo adesso questa nozione, e restiamo all\u2019analisi marxiana del MPC.<\/p>\n<p align=\"justify\">b. La nozione fondamentale per la discussione su marxismo e decrescita \u00e8 quella di accumulazione del capitale, che Marx indaga in particolare nel capitolo XXII del Primo Libro del Capitale, dedicato al \u201cprocesso di produzione capitalistica su scala allargata\u201d. Il punto fondamentale \u00e8 ormai, io credo, ben noto: il rapporto sociale capitalistico non pu\u00f2 perdurare senza una continua espansione della sfera produttiva, una espansione, come talvolta si dice, \u201csenza fine e senza fini\u201d, che inevitabilmente \u00e8 portata a superare ogni limite, naturale o sociale. Questo superamento dei limiti \u00e8 la radice ultima delle devastazioni ambientali sempre pi\u00f9 massicce e pericolose con le quali oggi dobbiamo confrontarci.<\/p>\n<p align=\"justify\">c. Questa espansione si presenta anche come \u201cmercificazione\u201d sempre pi\u00f9 spinta, come trasformazione continuamente perseguita di ogni tipo di \u201cbene\u201d in \u201cmerce\u201d: si tratta di uno dei fenomeni fortemente sottolineati dalla critica decrescista al mondo attuale.<\/p>\n<p align=\"justify\">d. Si potrebbe ipotizzare che l\u2019espansione del capitale possa avvenire nel regno dell\u2019immateriale (per esempio nei campi della conoscenza o dei servizi alla persona), senza quindi incidere sulla realt\u00e0 fisica del pianeta: \u00e8 questa la tesi del \u201cdisaccoppiamento\u201d fra crescita economica e impatto ambientale. Gli studi in proposito [1] sembrano per\u00f2 indicare che tale disaccoppiamento non c\u2019\u00e8, o almeno non in misura sufficiente ad evitare i pericoli che ci fronteggiano, e la cosa sembra ragionevole: i redditi guadagnati con i lavori \u201cimmateriali\u201d alla fine verranno spesi anche per merci \u201cmateriali\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">e. In sostanza, per riassumere, il pensiero di Marx \u00e8 in grado di radicare l\u2019attuale crisi ambientale dentro la logica del MPC, fornendo cos\u00ec una fondamentale base teorica alla critica ecologista del mondo attuale.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>II.<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Cosa pu\u00f2 dare la decrescita, e in generale l\u2019ecologismo, al pensiero marxista attuale?<\/p>\n<p align=\"justify\">a. Il marxismo in genere ha chiari i meccanismi fondamentali della dinamica capitalistica, ma non sempre riesce a usarli per la comprensione delle situazioni storiche specifiche in cui di volta in volta si viene a trovare. L\u2019ecologismo ha il merito di indicare quello che \u00e8 oggi il punto fondamentale: il fatto cio\u00e8 che le contraddizioni del capitalismo si traducono in una invasione distruttiva di ogni ambito della natura, mettendo in crisi i fondamentali meccanismi omeostatici del sistema-Terra e quindi, in prospettiva, la stessa autoriproduzione dell\u2019attuale organizzazione sociale.<\/p>\n<p align=\"justify\">b. Si potrebbe aggiungere che anche la societ\u00e0 subisce un simile processo di \u201cinvasione\u201d, per cui vengono assoggettate alla logica del profitto realt\u00e0 che funzionavano secondo altre logiche (per cui la scuola diventa un\u2019azienda, l\u2019ospedale diventa un\u2019azienda, e cos\u00ec via). Si tratta di una dinamica distruttiva del rapporto sociale, per la quale \u00e8 stata coniata l\u2019espressione \u201ccapitalismo assoluto\u201d [2].<\/p>\n<p align=\"justify\">c. Per chiarire quale potrebbe essere il rapporto fra ecologismo e marxismo pu\u00f2 forse essere utile una analogia coi movimenti anticoloniali del Novecento. Anche in quel caso si trattava di inquadrare all\u2019interno delle analisi marxiste nuovi fenomeni: prima la fase imperialistica del capitalismo, con gli scontri fra le potenze europee che portarono alla Prima Guerra Mondale, poi la fase delle lotte anticoloniali. Si trattava di fenomeni relativamente nuovi, rispetto al capitalismo indagato da Marx, che erano per\u00f2 analizzabili razionalmente con gli strumenti teorici forniti dallo stesso Marx. Il marxismo successivo, a partire ovviamente da Lenin, ha saputo sia fornire una analisi convincente del fenomeno, sia rapportarsi con le nuove realt\u00e0 politiche e sociali che esso faceva sorgere, e questo ha rappresentato un successo importante del movimento comunista del XX secolo.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>III.<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Qual \u00e8 la situazione attuale?<\/p>\n<p align=\"justify\">I punti precedenti erano in sostanza il contenuto del saggio scritto nel 2010 con Massimo Bontempelli [3]. Facciamo ora qualche rapida osservazione sulla situazione attuale.<\/p>\n<p align=\"justify\">a. L\u2019impostazione intellettuale delineata nei punti precedenti mi sembra ormai abbastanza diffusa nella letteratura marxista internazionale\u00a0[4]. In sostanza, dal punto di vista della capacit\u00e0 di comprensione, di analisi teorica, mi sembra si possa essere ottimisti: il pensiero ecomarxista si sta dimostrando attivo, vitale, interessante.<\/p>\n<p align=\"justify\">b. Il problema \u00e8 naturalmente quello di passare dalla teoria alla prassi: l\u2019eterno problema del \u201cche fare?\u201d. Credo che per impostare la discussione su questo occorra per\u00f2 essere d\u2019accordo su quale sia la situazione attuale. La questione fondamentale \u00e8 se vi siano ancora possibilit\u00e0 concrete per evitare il collasso dell\u2019attuale organizzazione sociale, oppure no. La discussione sul \u201cche fare\u201d dipende fortemente dalla risposta che si d\u00e0 a questa domanda.<\/p>\n<p align=\"justify\">c. La mia personale risposta \u00e8 che non ci siano tali possibilit\u00e0: siamo ormai entrati nei primi stadi di una fase storica nella quale vivremo (o vivranno i nostri figli) il collasso delle societ\u00e0 attuali, e non si vede nessuna forza sociale che sia realmente interessata o capace di agire per prevenire tale collasso nel tempo molto ridotto che ci resta. La tematica del \u201ccollasso di civilt\u00e0\u201d \u00e8 anch\u2019essa ben studiata nella letteratura internazionale, sia in riferimento al crollo di civilt\u00e0 passate, sia in riferimento ai pericoli che sovrastano la civilt\u00e0 attuale [5]. Il cambiamento climatico \u00e8 ovviamente il primo riferimento che viene in mente, ma non \u00e8 l\u2019unico. Il punto fondamentale, a mio avviso, \u00e8 che la drammatica crisi ambientale, nei suoi vari aspetti, si intreccia con le crisi sociali e geopolitiche in modi che rendono impossibile sperare che la prima possa essere efficacemente affrontata (cosa che sarebbe comunque un\u2019impresa non banale). Per fare solo un esempio (simbolico), basti pensare al fatto che Draghi, in risposta alla guerra in Ucraina, ha prospettato la riapertura delle centrali a carbone. Il punto \u00e8 che, per parlare solo del cambiamento climatico, l\u2019abbandono dell\u2019energia fossile implica un drastico cambiamento di ogni aspetto dell\u2019attivit\u00e0 produttiva di un paese: e si tratta di un cambiamento che comporta rischi e costi, con esiti non chiaramente prevedibili. Ma nessuna potenza vorr\u00e0 mai impegnarsi seriamente in un\u2019impresa cos\u00ec rischiosa, nel momento in cui \u00e8 coinvolta in uno scontro con altre potenze per l\u2019egemonia mondiale. Non c\u2019\u00e8 quindi da sperare che le attuali potenze mondiali facciano passi decisivi nella direzione della fuoriuscita dal \u201ccapitalismo fossile&#8221; (A.Malm). Il cambiamento climatico, di cui gi\u00e0 subiamo i primi effetti, proseguir\u00e0 nella sostanza indisturbato, sommandosi a tutti gli altri fattori di crisi.<\/p>\n<p align=\"justify\">d. Se tutto questo \u00e8 vero, la domanda sul \u201cche fare\u201d non va allora posta nei termini di cosa sia possibile fare per evitare il crollo di questa civilt\u00e0. La domanda da porsi \u00e8: cosa \u00e8 possibile, sensato, umanamente dignitoso fare in una fase storica di crollo di una civilt\u00e0? Cosa diciamo ai nostri figli?<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00c8 mia opinione che queste siano le vere domande di fondo, alle quali cercare di dare risposta, ammesso e non concesso che una risposta esista.<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">Note<\/p>\n<p align=\"justify\">[1] AA.VV., <i>Il mito della crescita verde<\/i>, Lu::Ce Edizioni 2020<\/p>\n<p align=\"justify\">[2] M.Badiale, M.Bontempelli, <i>La sinistra rivelata,<\/i> Massari editore 2007, in particolare alle pagine 169 e seguenti.<\/p>\n<p align=\"justify\">[3]M.Badiale, M.Bontempelli, <i>Marx e la decrescita<\/i>, Asterios 2010.<\/p>\n<p align=\"justify\">[4] Indichiamo solo qualche titolo, per dare un\u2019idea degli sviluppi in questa vivace area del marxismo attuale:<\/p>\n<p align=\"justify\">J.Bellamy Foster, B.Clark, R.York, <i>The ecological rift, <\/i>Monthly Review Press 2010; F.Magdoff, J. Bellamy Foster, <i>What every environmentalist needs to know about capitalism, <\/i>Monthly Review Press 2011; M.L\u00f6wy, <i>\u00c9cosocialisme, <\/i>Mille et une nuits, 2011; A.Malm, <i>Fossil capital, <\/i>Verso 2016; K.Saito, <i>Karl Marx\u2019s ecosocialism, <\/i>Monthly Review Press 2017; F.Magdoff, C.Williams, <i>Creating an ecological society, <\/i>Monthly Review Press 2017; I.Angus, <i>Anthropocene. Capitalismo fossile e crisi del sistema Terra, <\/i>Asterios 2020; D.Tanuro <i>\u00c8 troppo tardi per essere pessimist<\/i><i>i, <\/i>Alegre 2020;<\/p>\n<p align=\"justify\">[5] Per una analisi pi\u00f9 approfondita, e i riferimenti bibliografici, rimando al mio intervento:<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/www.badiale-tringali.it\/2021\/03\/fine-partita.html\">http:\/\/www.badiale-tringali.it\/2021\/03\/fine-partita.html<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p><strong>FONTE: <a href=\"http:\/\/www.badiale-tringali.it\/2022\/06\/su-decrescita-e-marxismo.html\">http:\/\/www.badiale-tringali.it\/2022\/06\/su-decrescita-e-marxismo.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da BADIALE &amp; TRINGALI BLOG (Marino Badiale) Sono stato invitato a partecipare alla seguente iniziativa, organizzata da Paolo Cacciari e Maurizio Ruzzene: https:\/\/www.venezia2022.it\/verso-venezia\/eventi\/dettaglievento\/23\/-\/decrescita-e-marxismi Ringraziando gli organizzatori per l&#8217;invito, segnalo che nella pagina del sito si trovano vari materiali, fra i quali gli appunti del mio intervento. 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