{"id":73052,"date":"2022-06-23T10:00:46","date_gmt":"2022-06-23T08:00:46","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73052"},"modified":"2022-06-22T20:53:56","modified_gmt":"2022-06-22T18:53:56","slug":"la-crisi-nera-della-pesca-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73052","title":{"rendered":"La crisi nera della pesca italiana"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di THE SUBMARINE (Alessandro Bonetti)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-73053\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/cover-sciopero-porti-2-300x158.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"158\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/cover-sciopero-porti-2-300x158.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/cover-sciopero-porti-2-1024x538.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/cover-sciopero-porti-2-768x403.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/cover-sciopero-porti-2.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>In tutta Italia i pescatori continuano uno sciopero frammentato contro l\u2019aumento del prezzo del carburante, ma non solo: la pesca italiana \u00e8 arrivata all\u2019acme di una crisi strutturale. Il racconto di pescatori e commercianti, dal porto peschereccio di San Benedetto del Tronto<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le banchine del porto peschereccio di San Benedetto del Tronto \u2014 il pi\u00f9 importante delle Marche \u2014 sono semi deserte. Sopra il porto si addensano nuvoloni grigi. Promettono pioggia. Le onde sono alte e il vento tira pi\u00f9 forte del solito e i pochi che si incontrano hanno facce cupe. Di fronte al bar Europa, vicino alle barche ormeggiate, si \u00e8 formato un capannello di avventori. Qualcuno arriva in motorino e discute con gli altri della situazione. Poi se ne va imprecando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da settimane i pescatori marchigiani, come in quasi tutta Italia, sono in sciopero. Solo per qualche altro giorno, per\u00f2, perch\u00e9 poi si torna in mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Davanti al bar uno dei pescatori \u2014 un uomo con la faccia bruciata dal sole esclama: \u201cLa nafta costa troppo. Un\u2019imbarcazione con quattro o cinque marinai ne usa 2mila litri al giorno. Con i prezzi di oggi arriviamo a spendere quasi 3mila euro. Il guadagno scompare.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fino a 70 centesimi al litro, i pescatori sono riusciti a gestire i prezzi al rialzo del carburante, ma il gasolio (la nafta, in gergo) ora arriva a costare anche 1,30 euro al litro: rispetto all\u2019anno scorso, quando oscillava intorno ai 30-40 centesimi, il prezzo \u00e8 triplicato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fra i pescatori che stanno discutendo sulla banchina c\u2019\u00e8 anche Giuseppe Pallesca, presidente della marineria locale. \u201cNon abbiamo neanche i soldi per aggiustare barche e motori. Con quello che ci rimane dopo aver pagato il carburante, riusciamo solo a pagare i dipendenti e i contributi. Lo Stato non ci \u00e8 venuto incontro.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ogni giorno di lavoro nella pesca ha costi certi, ma ricavi incerti. Quando si esce in mare, si devono pagare i marinai, il capitano e il gasolio, ma non si sa se le reti saranno riempite o no. L\u2019incertezza \u00e8 gestibile se i costi restano sotto controllo. Ma da tempo la pesca italiana \u00e8 strutturalmente in crisi. E con il caro gasolio la situazione \u00e8 precipitata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 per questo che in tutta Italia i pescatori sono in agitazione da settimane. Con lo sciopero, mirano a ottenere dal governo un calmiere sul prezzo del carburante (anche se per ora non ci sono riusciti). Inoltre, immettendo meno pesce sul mercato, sperano che i prezzi aumentino in modo da compensare (almeno in parte) le spese pi\u00f9 alte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Finora il governo ha tamponato la situazione. A fine maggio \u00e8 stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto salva-pesca, che ha stanziato 20 milioni di euro per il settore in crisi. Ora si discute di prorogare ulteriormente il credito d\u2019imposta, di estendere alla pesca la CISOA (Cassa Integrazione Salariale Operai Agricoli) e di includere nel fermo bellico anche le marinerie mediterranee. Ma i sussidi e le misure d\u2019emergenza non bastano. Nella pesca ci sono profondi problemi strutturali ed estesi a tutto il territorio nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le mobilitazioni si sono diffuse lungo tutte le coste, dal Sud al Centro-Nord. A Porto Empedocle (Agrigento) il 9 giugno i pescatori sono tornati a protestare, nonostante avessero incontrato qualche giorno prima il presidente della Regione Sicilia Musumeci, che si era impegnato a sostenerli. A Monopoli (Bari) hanno ricevuto la solidariet\u00e0 dei grossisti, che si sono uniti alla protesta con i loro tir. A San Benedetto del Tronto, a fine maggio, hanno bloccato le importazioni di pesce dalla Croazia. E a inizio giugno i pescatori che avevano raggiunto Roma per portare le loro proposte al governo sono stati caricati dalla polizia in piazza della Repubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo il rapporto 2020 degli Stati generali della pesca e dell\u2019acquacoltura, i pescatori in Italia sono 125mila (di cui 25mila imbarcati e 100mila che operano a terra) e il Pil generato direttamente da pesca e acquacoltura \u00e8 pari allo 0,05% del totale (dati Istat).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La flotta di pescherecci italiani \u2014 11.700 battelli \u2014 non riesce a garantire l\u2019autosufficienza dei consumi nazionali, che si basano sulle importazioni per circa l\u201980%.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il settore della pesca in Italia non rappresenta la parte fondamentale della grande industria, ma ha un valore dal punto di vista sociale ed economico. Basti pensare che la filiera ittica nel suo complesso conta oltre 33mila imprese, un tassello fondamentale dell\u2019economia del mare, che genera complessivamente il 3% del valore aggiunto nazionale, oltre il doppio rispetto al settore delle telecomunicazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il problema \u00e8 coordinare una realt\u00e0 tanto frammentata. Con un prezzo del gasolio cos\u00ec alto, uscire in mare \u00e8 molto difficile per le barche pi\u00f9 grandi, un po\u2019 meno per quelle di medio segmento. E la frammentazione colpisce anche a livello territoriale: alcune marinerie hanno appoggiato fin da subito lo sciopero, altre continuano a essere esitanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I dissidi non sono mancati. All\u2019inizio di giugno, i pescatori marchigiani avevano raggiunto un accordo ad Ancona con quelli del Nord Adriatico. Sarebbero usciti in mare per due giornate per testare la redditivit\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0. Ma questa decisione ha scontentato i pescatori pi\u00f9 agguerriti, soprattutto pugliesi e abruzzesi. Tanto che alcuni di loro, nella notte fra il 6 e il 7 giugno, hanno \u201cinvaso\u201d il porto di San Benedetto per convincere i pescatori locali che lo sciopero non poteva interrompersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le marinerie del Sud hanno avuto la meglio. E cos\u00ec gioved\u00ec 9 giugno a Civitanova Marche si sono riuniti un centinaio di pescatori di vari porti dell\u2019Adriatico per discutere sul da farsi. Alla fine \u00e8 stato raggiunto un accordo: si scender\u00e0 in mare due volte a settimana e dopo due settimane ci si incontrer\u00e0 di nuovo per fare il punto della situazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non tutti i pescatori, per\u00f2, vivono le stesse difficolt\u00e0. Un armatore di San Benedetto del Tronto, che ci ha chiesto di rimanere anonimo, ammette: \u201cAl Sud c\u2019\u00e8 molto malumore, ma \u00e8 ovvio che i tempi del governo non sono brevi. E non possiamo tenere ferma l\u2019attivit\u00e0 troppo a lungo, anche per i consumatori, gli stabilimenti, i ristoranti e le pescherie.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In una citt\u00e0 di mare, naturalmente, la pesca si intreccia con la politica locale. Entrando nel mercato ittico del porto, incontriamo Lorenzo Marinangeli, commerciante di pesce e consigliere comunale di opposizione della Lega: \u201cLa crisi non inizia oggi. Per varie ragioni le importazioni di pesce dall\u2019estero sono aumentate negli anni e ci\u00f2 ha impoverito il nostro mercato, con l\u2019ingresso dello stesso tipo di pesce a costo pi\u00f9 basso. Pesce ammazza pesce, come si dice.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando gli chiediamo che cosa pensa dello sciopero, risponde che oggi, di fatto, anche chi commercia pesce non lavora, anzi \u00e8 in \u201csciopero obbligatorio\u201d. E aggiunge: \u201cCon la riduzione delle giornate di pesca previste, il costo del pesce aumenter\u00e0 e quello locale che vendiamo noi non sar\u00e0 pi\u00f9 competitivo.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La preoccupazione serpeggia anche fra le imprese pi\u00f9 grandi, che operano a livello nazionale e internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>A causa degli scioperi, i grandi commercianti sono stati forzati a trattare quasi soltanto pesce d\u2019importazione. Probabilmente, molti di loro resisteranno allo shock di questi mesi, mentre le imprese pi\u00f9 piccole chiuderanno e il mercato diventer\u00e0 pi\u00f9 concentrato.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pescatori, commercianti, distributori, ristoratori e consumatori finali operano a livelli diversi e hanno interessi distinti, a volte anche in conflitto tra loro. Se il prezzo del pesce aumenta, i pi\u00f9 alti ricavi del pescatore saranno i maggiori costi del commerciante, che rischiano di essere scaricati a valle sui consumatori. La conseguenza \u00e8 la riduzione del potere di acquisto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo Francesco Petta, esperto di politiche comunitarie della pesca, il caro del gasolio \u00e8 solo la punta dell\u2019iceberg: \u201cAl fondo dei problemi della pesca italiana c\u2019\u00e8 una mancata programmazione. Il settore \u00e8 stato indebolito dall\u2019assenza di una corretta attuazione della politica comunitaria, perch\u00e9 le decisioni europee non sono state filtrate adeguatamente.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Petta spiega che l\u2019obiettivo condiviso da anni a livello europeo \u00e8 quello di diminuire i volumi della pesca (lo \u201csforzo di pesca,\u201d, in gergo), al fine di preservare lo stock ittico nel Mediterraneo e rendere il settore pi\u00f9 sostenibile. Le politiche comunitarie come l\u2019Agenda 2030 inducono gli Stati membri a effettuare una sorta di \u201cselezione naturale\u201d delle flotte, incentivando la demolizione delle imbarcazioni pi\u00f9 vecchie e inquinanti e scoraggiando gli investimenti in attivit\u00e0 di pesca non sostenibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma nella pesca italiana c\u2019\u00e8 un problema organizzativo. \u201cIl settore ittico non ha fatto i conti con gli effetti delle politiche europee e le trasformazioni in corso. La crisi era annunciata: la sua vera causa non \u00e8 il caro del gasolio, bens\u00ec la mancata programmazione a livello nazionale. Oltre al fatto che una politica standardizzata su scala europea non pu\u00f2 funzionare correttamente per tutti gli Stati membri, avendo biodiversit\u00e0 e caratteristiche troppo differenti.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora siamo arrivati a un punto di non ritorno:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u201cIl settore ittico fondato sulle cooperative rischia di saltare: in quel caso ci sar\u00e0 una deflazione dei valori delle licenze di pesca e delle imbarcazioni. Chi sopravvivr\u00e0 dar\u00e0 vita a un sistema armatoriale sul modello scandinavo, con tecnologia pi\u00f9 avanzata e barche in segmenti 12\/24 metri.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche nella pesca, dunque, emerge la necessit\u00e0 di un\u2019adeguata politica industriale. \u201cI pescatori vogliono lavorare,\u201d ci dice Petta. \u201cMa non bastano sussidi o sovvenzioni palliative: \u00e8 necessaria una vera programmazione a lungo termine, con piani di gestione regionalizzati. Diversificare le attivit\u00e0 di pesca, investire negli istituti nautici e nell\u2019indotto, stimolare l\u2019innovazione tecnologica. Questo \u00e8 ci\u00f2 che serve per avere una flotta competitiva in grado di reggere la pressione dei porti europei.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dunque, un approccio puramente emergenziale rischia di non cogliere il punto. Domenica 12 giugno i pescatori dell\u2019Adriatico sono tornati in mare, ma con la mente gi\u00e0 alle prossime decisioni del governo, in particolare della conferenza Stato-Regioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La buriana del caro gasolio sta mettendo in ginocchio la pesca, ma pu\u00f2 essere anche l\u2019occasione per costruire una nuova visione strategica per il settore. Una visione che dia risposte ai pescatori e agli altri lavoratori dell\u2019indotto e allo stesso tempo preservi i nostri mari. Perch\u00e9, dopotutto, navigare necesse est, come recita l\u2019epigrafe al porto di San Benedetto del Tronto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/thesubmarine.it\/2022\/06\/15\/la-crisi-nera-della-pesca-italiana\/\">https:\/\/thesubmarine.it\/2022\/06\/15\/la-crisi-nera-della-pesca-italiana\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di THE SUBMARINE (Alessandro Bonetti) In tutta Italia i pescatori continuano uno sciopero frammentato contro l\u2019aumento del prezzo del carburante, ma non solo: la pesca italiana \u00e8 arrivata all\u2019acme di una crisi strutturale. Il racconto di pescatori e commercianti, dal porto peschereccio di San Benedetto del Tronto Le banchine del porto peschereccio di San Benedetto del Tronto \u2014 il pi\u00f9 importante delle Marche \u2014 sono semi deserte. Sopra il porto si addensano nuvoloni grigi. 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