{"id":73057,"date":"2022-06-23T11:00:11","date_gmt":"2022-06-23T09:00:11","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73057"},"modified":"2022-06-22T21:07:16","modified_gmt":"2022-06-22T19:07:16","slug":"kaliningrad-odessa-ed-i-rapporti-di-forza-nei-mari-marginali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73057","title":{"rendered":"Kaliningrad, Odessa ed i rapporti di forza nei mari marginali"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di FEDERICO DEZZANI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-73058\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Screenshot_2022-06-22-14-00-10-230-720x856-1-252x300.jpg\" alt=\"\" width=\"252\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Screenshot_2022-06-22-14-00-10-230-720x856-1-252x300.jpg 252w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Screenshot_2022-06-22-14-00-10-230-720x856-1.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 252px) 100vw, 252px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Mentre nel sud-est dell\u2019Ucraina prosegue l\u2019avanzata russa, un nuovo focolaio di tensione sembra accendersi sul versante opposto dell\u2019Europa: la Lituania, infatti, ha deciso in via unilaterale di istituire un blocco ai danni di Kaliningrad, enclave russa sul Mar Baltico. Pi\u00f9 i russi rafforzano la presa sul Mar Nero, maggiore diventa la pressione delle potenze marittime anglosassoni a settentrione. Come i missili anti-nave impatteranno sul corso della prossima guerra.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La linea Kaliningrad-Odessa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Uno degli aspetti pi\u00f9 interessanti della guerra per procura che si svolge in Ucraina tra russi ed anglosassoni \u00e8 certamente la sua capacit\u00e0 di produrre effetti concomitanti nel Mar Nero e in quello Baltico, come gi\u00e0 sottolineato nel nostro articolo sull\u2019adesione di Finlandia e Svezia alla NATO (adesione ancora osteggiata da Recep Erdogan, ma di fatto gi\u00e0 avvenuta grazie al patto di assistenza militare siglato tra Londra ed i due Paesi scandinavi). In linea generale, si pu\u00f2 affermare che ad ogni rafforzamento della Russia in direzione del Mar Nero corrisponda una pressione opposta degli anglosassoni in quello Baltico, storicamente pi\u00f9 accessibile alle potenze atlantiche in virt\u00f9 della sua collocazione geografica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si parta dalla costatazione che, sul piano prettamente militare, i russi stanno progressivamente liberando il Donbass dalle forze nazionaliste ucraine e, qualsiasi sia l\u2019aiuto promesso e fornito dagli occidentali a Kiev, tale dinamica andr\u00e0 avanti fino al pieno raggiungimento degli obiettivi di Mosca: troppo lunghe e accidentate le linee di rifornimento ucraine (le armi partono dall\u2019Europa occidentale e devono percorrere quasi tutta l\u2019Ucraina per raggiugere il teatro bellico, servendosi di ferrovie a strade largamente bombardate) e troppo vicini i centri di approvvigionamento russi, perch\u00e9 il governo di Kiev possa anche soltanto sperare di arrestare l\u2019avanzata russa. Data per assodata la vittoria russa nel Donbass e, rafforzato in questo modo il ponte terrestre con la Crimea, ai russi mancherebbe soltanto un obiettivo strategico-militare di pregio: il porto di Odessa, il cui controllo consentirebbe di privare il regime nazionalista di Kiev di qualsiasi affaccio al Mar Nero. Che la battaglia per Odessa costituir\u00e0 la prossima ed ultima fase della guerra, \u00e8 comprovato anche dai reiterati tentativi di Kiev (l\u2019ultimo risale al 21 giugno) di riconquistare la piccola Isola dei Serpenti, cruciale per tenere sotto scacco la citt\u00e0 di Odessa. Tali tentativi, \u00e8 bene evidenziare, sono sempre caldeggiati e ampiamente sostenuti dagli anglosassoni che, allo scopo, elargiscono uomini e mezzi a volont\u00e0: consulenti, ricognizioni, satelliti, droni di produzione occidentale ed i missili anti-nave Harpoon, forniti dagli USA attraverso un altro alleato \u201cscandinavo\u201d, la Danimarca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per quante risorse gli anglosassoni profondano a Kiev, difficilmente la morsa russa su Odessa si allenter\u00e0, spianando la strada al pieno controllo delle coste ucraine da parte di Mosca. Di fronte allo scenario di un\u2019Ucraina amputata del suo accesso al mare e di una Russia padrona del Mar Nero, agli anglosassoni non rimane altra possibilit\u00e0 che aumentare la pressione politico-militare nel Mar Baltico, servendosi degli alleati locali. \u00c8 di questi giorni, infatti, la notizia che la Lituania, membro NATO nonch\u00e9 capofila dei Paesi baltici \u201crussofobici\u201d, ha deciso in via unilaterale di sospendere i rifornimenti su rotaia e su gomma diretti all\u2019enclave russa di Kaliningrad. La mossa lituana ha immediatamente innescato la sdegnata reazione di Mosca che, ora, si trova a fare affidamento essenzialmente al traffico via mare per rifornire questo cruciale distretto militare, che ospita importanti installazioni militari in funzione anti-NATO. La vecchia K\u00f6nigsberg, roccaforte dell\u2019Ordine teutonico, citt\u00e0 simbolo della corona prussiana, passata sotto controllo russo nel quadro degli accordi di Potsdam, torna cos\u00ec al centro di un contenzioso, dagli effetti potenzialmente mondiali, a distanza di 83 anni dal conflitto tra Germania e Polonia, innescato proprio dalla questione dei collegamenti tra Germania e Prussia orientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 palese che, dietro l\u2019azzardo del governo di Vilnius, si nascondano precise direttive delle potenze anglosassoni che devono aver promesso alla Lituania un appoggio illimitato, nel quadro dell\u2019Alleanza nord-atlantica, nel caso in cui il braccio di ferro degeneri in un\u2019escalation militare. \u00c8 alquanto improbabile, tuttavia, che le potenze marittime anglosassoni vogliano arrivare ad un confronto militare diretto contro la Russia in questa fase: l\u2019obiettivo politico-militare degli anglosassoni \u00e8 e rimane la Cina e, come pi\u00f9 volte sottolineato nelle nostre analisi, la guerra in Ucraina \u00e8 per cos\u00ec dire \u201cancillare\u201d al confronto con la Cina (tentare il cambio di regime in Russia o, quantomeno, indebolirla il pi\u00f9 possibile cosicch\u00e9 non possa influire sui futuri eventi). Come gi\u00e0 detto, si pu\u00f2 affermare che il blocco lituano imposto a Kaliningrad rientri quindi in quella strategia di pressione \u201csettentrionale\u201d posta in essere dagli anglosassoni per controbilanciare l\u2019avanzata della Russia in direzione del Mar Nero. Tuttavia, un confronto diretto tra potenze marittime anglosassoni e Russia \u00e8 ormai nell\u2019ordine delle cose e si pu\u00f2 persino definire probabile nell\u2019arco temporale del prossimo decennio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ebbene, cosa accadrebbe nel Baltico in caso di un conflitto militare tra russi ed anglosassoni? Chi avrebbe la meglio in questo cruciale \u201cmare marginale\u201d su cui affacciano alcune delle pi\u00f9 importanti citt\u00e0 russe? Negli ultimi mesi, da quando \u00e8 scoppiata la guerra per procura in Ucraina, la stampa occidentale ha pi\u00f9 volte incensato il ruolo dei missili anti-nave forniti dagli occidentali agli ucraini, missili cui va quasi certamente imputato l\u2019affondamento nell\u2019aprile scorso dell\u2019incrociatore Moskva, la nave ammiraglia russa del Mar Nero. Ebbene, queste \u201ccelebrazioni\u201d sono molto frivole e, in termini geopolitici, del tutto infondate: si pu\u00f2 addirittura asserire che la stampa occidentale lodi gli strumenti che saranno alla base della prossima disfatta militare anglosassone. Fino a prova contraria, il prossimo duello per l\u2019egemonia mondiale vedr\u00e0 infatti affrontarsi le potenze continentali (Russia e Cina) e quelle marittime anglosassoni proprio nel Rimland e nei mari marginali. Partendo dalla loro posizione strategica nel cuore dell\u2019Eurasia, sar\u00e0 facile per Russia e Cina servirsi dei moderni missili anti-nave supersonici (sviluppati con grande profusione di energie sia dai russi che dai cinesi), proprio per spazzare via qualsiasi presenza aeronavale nemica negli specchi d\u2019acqua antistanti le coste, in primis nei mari \u201cchiusi\u201d come quello Baltico o quello Cinese. Con la stessa facilit\u00e0 con un cui un missile Harpoon ha affondato il Moskva, domani russi e cinesi potrebbero spazzare via le navi anglosassoni nel Baltico, nel Mare del Nord o attorno a Taiwan. Considerazioni geopolitiche che Mackinder e Spykman gi\u00e0 avevano fatto nel 1943 e che oggi, nessuno, sembra pi\u00f9 ricordare in Occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/kaliningrad-odessa-ed-i-rapporti-di-forza-nei-mari-marginali\/\">http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/kaliningrad-odessa-ed-i-rapporti-di-forza-nei-mari-marginali\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FEDERICO DEZZANI Mentre nel sud-est dell\u2019Ucraina prosegue l\u2019avanzata russa, un nuovo focolaio di tensione sembra accendersi sul versante opposto dell\u2019Europa: la Lituania, infatti, ha deciso in via unilaterale di istituire un blocco ai danni di Kaliningrad, enclave russa sul Mar Baltico. Pi\u00f9 i russi rafforzano la presa sul Mar Nero, maggiore diventa la pressione delle potenze marittime anglosassoni a settentrione. 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