{"id":73066,"date":"2022-06-24T10:00:13","date_gmt":"2022-06-24T08:00:13","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73066"},"modified":"2022-06-23T21:04:36","modified_gmt":"2022-06-23T19:04:36","slug":"le-prime-amare-indicazioni-dalla-guerra-in-ucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73066","title":{"rendered":"Le prime (amare) indicazioni dalla guerra in Ucraina"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ANALISI DIFESA<\/strong> (Gianandrea Gaiani)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/gaubitsa-d-30-12-e1653927094545.jpg\" alt=\"gaubitsa-d-30-12-e1653927094545\" \/><\/p>\n<p>Il ritorno della guerra, quella \u201cvera\u201d, convenzionale, brutale e ad alta intensit\u00e0 sta determinando reazioni e riflessioni in Europa oltre a decisioni politiche e finanziarie di rilievo come l\u2019adesione ormai diffusa presso molte nazioni (Italia inclusa) all\u2019obiettivo di portare le spese militari al 2 per cento del PIL, addirittura\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/06\/spese-per-la-difesa-al-3-per-cento-del-pil-il-riarmo-di-varsavia\/\">al 3 per cento nel caso della Polonia<\/a>\u00a0che ha varato un massiccio riarmo, o come il fondo speciale per Difesa tedesco da 100 miliardi di euro.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019Europa si sente vulnerabile non solo per il fatto che i missili russi potrebbero colpirla ma anche perch\u00e9, facendo un inventario delle capacit\u00e0 disponibili in termini di dotazioni i singoli Paesi si sono resi conto di non essere in grado di affrontare questo scenario\u201d,\u00a0 ha affermato\u00a0<strong>Emanuele Serafini<\/strong>, direttore per l\u2019Europa Occidentale e Nato di Lockheed Martin nel corso del convegno \u201cIndustria della Difesa, scenari e prospettive nella crisi post\u00a0Ucraina\u201d, organizzato al palazzo dell\u2019Esercito, a Roma l\u20198 giugno.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-154714 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/zsu-1.jpg\" alt=\"zsu-1\" width=\"806\" height=\"537\" \/><\/p>\n<p>Una definizione che ben fotografa la drammatica realt\u00e0 emersa dalle prime indicazioni fornite dal conflitto in Ucraina.<\/p>\n<p>Difficile prevedere quando e con quali esiti potr\u00e0 avere termine la guerra che prese il via nel 2014 nella regione orientale del Donbass ma ha subito una rapida escalation dal 24 febbraio scorso con l\u2019intervento militare russo e il coinvolgimento indiretto degli stati membri della NATO quali fornitori di massicci aiuti militari e programmi di addestramento alle truppe di Kiev.<\/p>\n<p>Dopo quasi 4 mesi di combattimenti ad alta intensit\u00e0 \u00e8 forse presto per parlare di \u201clezioni\u201d ma \u00e8 certo possibile tracciare alcune indicazioni che questo conflitto fornisce all\u2019Occidente e alle nazioni europee, determinate non solo dagli sviluppi bellici sul campo di battaglia ma anche dalla natura di questa guerra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Tra guerra convenzionale\u2026.<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Bench\u00e9 i russi la considerino \u201cun\u2019operazione speciale\u201d, la campagna in atto pu\u00f2 essere considerata la prima guerra convenzionale combattuta su vasta scala in Europa dalle ultime offensive alleate contro la Germania nazista nei primi mesi del 1945.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-154726 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/2022-05-24-artyleriya-korolivskoyi-brygady-nyshhyt.jpg\" alt=\"2022-05-24-artyleriya-korolivskoyi-brygady-nyshhyt\" width=\"1200\" height=\"662\" \/><\/p>\n<p>La penetrazione iniziale delle forze russe lungo tutto il confine orientale e settentrionale ucraino ha costituito in fronte di circa 1.500 chilometri, ridottosi poi a circa la met\u00e0 dopo il ritiro russo dalle aree di Kiev, Cernihiv e Sumy e il concentramento delle forze nei settori del Donbass (sud-est), di Kherson\/Mikolayv e Melitopol\/Zaporizhzhia (sud).<\/p>\n<p>Le forze in campo vedono schierati fino a 180 mila militari russi affiancati da circa 50 mila combattenti delle repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk contrapposti ad almeno 250 mila ucraini tra forze regolari, Guardia nazionale e milizie popolari arruolate per difendere i centri urbani.<\/p>\n<p>Un numero di forze in campo senza precedenti in Europa dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, anche per il numero di mezzi coinvolti nelle operazioni che comprendono migliaia di mezzi corazzati tra tank e cingolati da combattimento, altrettanti blindati ruotati, centinaia di pezzi d\u2019artiglieria campale tra obici e lanciarazzi multipli oltre a mortai, missili balistici, da crociera, anticarro e antiaerei e centinaia di aerei, elicotteri e droni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-154720 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/284134802_317429180552574_756027028461223924_n.jpg\" alt=\"284134802_317429180552574_756027028461223924_n\" width=\"788\" height=\"525\" \/><\/p>\n<p>Nulla di paragonabile neppure alle lunghe guerre balcaniche che insanguinarono la ex Jugoslavia negli anni \u201890 e che furono per lo pi\u00f9 conflitti a bassa intensit\u00e0 con alcune sporadiche battaglie pi\u00f9 intense, se si escludono i 78 giorni di campagna aerea scatenata dalla NATO contro la Serbia nel 1999.<\/p>\n<p>Nulla a che vedere soprattutto con le guerre che hanno coinvolto negli ultimi 20 anni le nazioni occidentali in Iraq e Afghanistan dove gli scontri sono stati per lo pi\u00f9 asimmetrici (a parte i 40 giorni tra marzo e aprile 2003 in cui venne invaso l\u2019Iraq dagli anglo-americani) caratterizzati da una logorante campagna anti-insurrezionale.<\/p>\n<p>Se si escludono le due battaglie di Fallujah nel 2004 e alcune grandi operazioni a Ramadi e nel cosiddetto \u201cTriangolo Sunnita\u201d, che hanno impegnato forze statunitensi a livello divisionale, la quasi totalit\u00e0 degli scontri in Iraq e Afghanistan sono stati spesso combattuti a livello di compagnia (spesso di plotone) contro poche decine o al massimo poche centinaia di insorti. Scontri che si risolvevano solitamente in breve tempo con l\u2019intervento del supporto aereo ravvicinato e il disimpegno dei miliziani.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-154727 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/photo1652535416.jpeg\" alt=\"photo1652535416\" width=\"827\" height=\"543\" \/><\/p>\n<p>In Ucraina invece manovrano e combattono intere brigate con azioni ad ampio respiro a livello di divisione se non di corpo d\u2019armata come nel caso dell\u2019offensiva russa in Donbass.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che delle migliaia di volontari stranieri accorsi a combattere sotto le bandiere ucraine (circa 7mila secondo dati russi) poco meno di 2mila sarebbero stati uccisi (inclusi 59 francesi, 378 polacchi, 120 georgiani, 162 canadesi e 214 statunitensi) e altri 1779 avrebbero abbandonato il fronte rientrando in patria dopo i primi scontri lamentando l\u2019estrema intensit\u00e0 delle operazioni belliche e del fuoco di artiglieria.<\/p>\n<p>Testimonianze apparse soprattutto sulla stampa britannica che ha intervistato veterani dei conflitti in Iraq e Afghanistan: non certo dei \u201cnovellini\u201d ma combattenti addestrati ed esperti di conflitti asimmetrici, certo molto meno intensi della campagna nel Donbass.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>\u2026.e guerra civile<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Al tempo stesso questa guerra va considerata anche un conflitto civile poich\u00e9 parte della popolazione e dei combattenti ucraini sono schierati dalla parte di Mosca: una ragione che spiega perch\u00e9 i russi nella prima fase del conflitto abbiamo puntato su un\u2019azione militare ad ampio raggio ma che aveva l\u2019obiettivo di ridurre al minimo le perdite, barattando il ritiro delle forze Mosca dai dintorni di Kiev con il ritiro delle truppe ucraine dal Donbass abitate da una popolazione che nell\u2019ottica russa deve essere liberata.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-154728 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/o_1g0cehc4u4h91dump7b73f1hum1k-1-1.jpg\" alt=\"o_1g0cehc4u4h91dump7b73f1hum1k-1\" width=\"800\" height=\"447\" \/><\/p>\n<p>Il fallimento dei colloqui russo-ucraini con la mediazione turca ha lasciato a Mosca la sola opzione militare per assumere il pieno controllo del Donbass e delle aree tra la Crimea e il fiume Dnepr.<\/p>\n<p>Un aspetto rilevante e delicato quello della guerra civile, che non pu\u00f2 essere ignorato se si vuole cercare possibili via d\u2019uscita e soprattutto comprendere la natura del conflitto, incluse le violenze su prigionieri e civili e le rappresaglie tipiche di ogni guerra di questo tipo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-154729 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/obstril-dytyachoyi-likarni-mariupol-1.jpg\" alt=\"obstril-dytyachoyi-likarni-mariupol\" width=\"1200\" height=\"675\" \/><\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che l\u2019uso del termine \u201cguerra civile\u201d come di altre terminologie che non rispettino rigidamente il diktat della propaganda di Kiev della guerra di aggressione russa sono puniti severamente dalle leggi di guerra ucraine che hanno portato allo scioglimento di ben 11 partiti, incluso il secondo per voti ottenuti nelle ultime elezioni. sulla base di queste norme tese a contrastare una narrazione \u201cdisfattista\u201d.<\/p>\n<p>Al tempo stesso a Mosca \u00e8 bandita la parola \u201cguerra\u201d\u00a0 poich\u00e9 si tratta di una \u201coperazione speciale\u201d tesa a liberare le popolazioni russe dell\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>Comprensibile forse che l\u2019Ucraina e la Russia affrontino la guerra con una rigida censura a idee e opinioni ma \u00e8 altrettanto lecito attendersi che in Europa non ci si allinei alla \u201cmilitanza\u201d, mantenendo una capacit\u00e0 politica e militare di analisi e comprensione degli eventi necessaria a darci qualche possibilit\u00e0 di fermare un conflitto il cui prolungarsi \u00e8 gi\u00e0, e sar\u00e0 ancora di pi\u00f9 domani, devastante per la sicurezza anche economica dell\u2019Europa.<\/p>\n<p><strong><u>\u00a0<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Pi\u00f9 truppe<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Alla luce degli sviluppi bellici il primo elemento che appare inevitabilmente da prendere in considerazione in Europa \u00e8 l\u2019entit\u00e0 numerica delle forze armate e in particolare degli eserciti oggi presenti nel Vecchio Continente.<\/p>\n<p>Forze in molti casi ad alto contenuto tecnologico ma numericamente sempre pi\u00f9 ridotte negli ultimi due decenni, forse nell\u2019illusione che le sfide militari sarebbero state rappresentate da guerre asimmetriche in cui confrontarsi con guerriglieri e insorti da contrastare con piccole unit\u00e0 ad elevata mobilit\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-154721 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/aczauczuaczu.jpg\" alt=\"aczauczuaczu\" width=\"814\" height=\"461\" \/><\/p>\n<p>I quattro maggiori eserciti del Vecchio Continente (britannici, italiani, francesi e tedeschi) hanno ormai forze terrestri al di sotto degli 80mila effettivi, peraltro non tutti ovviamente impiegabili in prima linea, mentre gli altri stati europei della NATO hanno eserciti ancora pi\u00f9 contenuti, spesso di entit\u00e0 quasi \u201csimbolica\u201d.<\/p>\n<p>Se immaginiamo un conflitto convenzionale in cui dover avvicendare ogni due settimane i battaglioni in prima linea e ogni mese le brigate per assicurare loro un periodo di riposo nelle retrovie \u00e8 facile intuire che i pi\u00f9 grandi eserciti europei non sarebbero in grado di impiegare in battaglia pi\u00f9 di 10\/15 mila militari contemporaneamente: una divisione su due o tre brigate.<\/p>\n<p>\u201cLe guerre si combattono ormai nelle cinque dimensioni operative, ma si decidono sempre nella dimensione terrestre\u201d ha detto il 14 giugno il capo di Stato maggiore dell\u2019Esercito, generale\u00a0<strong>Pietro\u00a0Serino,<\/strong>\u00a0in audizione alla commissione Difesa del Senato sul disegno di legge n.2597 che rivede il modello delle Forze Armate.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-154730 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/banderomobili-ta-amerykanski-granatomety-mark-19-v-zsu-pokazaly-strashnyj-son-okupanta1.jpg\" alt=\"banderomobili-ta-amerykanski-granatomety-mark-19-v-zsu-pokazaly-strashnyj-son-okupanta1\" width=\"960\" height=\"640\" \/><\/p>\n<p>\u201cIl conflitto in Ucraina conferma ancora una volta l\u2019importanza dell\u2019Esercito per la difesa, per il presidio e per il controllo del territorio. Il Modello Di Paola barattava uomini per qualit\u00e0: la realt\u00e0 di oggi ci dice ad alta voce che abbiamo urgente bisogno di entrambi.<\/p>\n<p>La programmata riduzione dell\u2019Esercito a 89.000 posizioni organiche propria del Modello Di Paola \u2013 oggi l\u2019Esercito consta di 100.000 posizioni tabellari e 93.000 uomini e donne in servizio \u2013 compromette irreparabilmente l\u2019uno e l\u2019altro, non potendo la Forza Armata sottrarsi, nel quadro legislativo vigente, a ulteriori dolorosissime chiusure di Enti\/Reparti operativi e logistici, dolorosissime per l\u2019Esercito e per le comunit\u00e0 locali che dovranno assorbirle\u201d ha ribadito il generale<strong>.\u00a0<\/strong>Inoltre oggi i volontari in servizio permanente dell\u2019Esercito hanno un\u2019et\u00e0 media di 39,8 anni e il 57% ne ha pi\u00f9 di 40.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-154731 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/37_main.jpg\" alt=\"37_main\" width=\"816\" height=\"539\" \/><\/p>\n<p>Recentemente il generale\u00a0<strong>Mark Carleton-Smith,<\/strong>\u00a0capo di stato maggiore dell\u2019esercito britannico, in un\u2019intervista rilasciata in maggio a \u201cSoldier Magazine\u201d ha ammesso che la preparazione \u00e8 stata incentrata a fronteggiare una \u201cguerra ibrida\u201d mentre Vladimir Putin ha sorpreso tutti scatenando un conflitto \u201cvecchio stile\u201d. Per il generale la guerra in Ucraina \u201cha messo in evidenza il fatto che la massa e le dimensioni contano\u201d confessando di non concordare con la decisione del governo di ridurre ulteriormente il British Army da 82 mila ad appena 73 mila militari.<\/p>\n<p>Il 18 giugno, il successore di Carleton-Smith, il generale\u00a0<strong>Patrick Sanders,<\/strong>\u00a0ha affermato che il Regno Unito deve essere preparato a combattere in Europa ancora una volta, dopo le due guerre mondiali e lo schieramento in Germania dell\u2019Armata Britannica del Reno, durante la Guerra Fredda.<\/p>\n<p>\u201cSiamo la generazione che deve essere pronta al fatto che l\u2019esercito combatta di nuovo in Europa. E\u2019 un imperativo bruciante creare un esercito capace di combattere al fianco dei nostri alleati e battere la Russia in battaglia\u201d ha detto. \u201cSono il primo capo dello Stato maggiore dal 1941 che prende il comando dell\u2019Esercito all\u2019ombra di una guerra in Europa che coinvolge le potenze continentali\u201d, ha aggiunto sottolineando che l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina sottolinea la chiave dei compiti dell\u2019esercito, \u201cproteggere il Regno Unito ed essere pronti a combattere e vincere la guerra\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-154732 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/okupant-1.jpg\" alt=\"okupant-1\" width=\"920\" height=\"465\" \/><\/p>\n<p>Al di l\u00e0 dei proclami e dei richiami storici di Sanders, eserciti con organici cos\u00ec limitati e privi di ampie riserve richiamabili e di strutture e armamenti in grado di ospitarli ed equipaggiarli possono risultare idonei a condurre campagne asimmetriche e a bassa intensit\u00e0 ma appaiono del tutto inadeguati rispetto alle esigenze che emergono dal conflitto in Ucraina che impone una seria riflessione anche sulla necessit\u00e0 di disporre di una consistente Riserva, da mantenere addestrata con frequenti richiami e da mobilitare per rimpolpare i ranghi dei reparti, ripianare le perdite o creare nuove unit\u00e0 in caso di necessit\u00e0.<\/p>\n<p>La complessit\u00e0 tecnologica degli strumenti militari, armi ed equipaggiamenti, rende difficile poter credere di riuscire a trasformare in poche settimane un civile in un combattente per di pi\u00f9 specializzato come carristi o artiglieri. come stanno facendo gli ucraini.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-154457 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/620_324_1647037195-2074.jpg\" alt=\"620_324_1647037195-2074\" width=\"829\" height=\"433\" \/><\/p>\n<p>L\u2019esperienza dell\u2019Esercito Italiano con i volontari in ferma breve (un anno) insegna che in 12 mesi si pu\u00f2 addestrare un soldato ma solo per compiti limitati e non di \u201cguerra\u201d.<\/p>\n<p>Questo significa che in caso di conflitto aperto occorrer\u00e0 poter disporre di eserciti pi\u00f9 numerosi di quelli attuali e con una riserva addestrata richiamabile e integrabile nei reparti esistenti o in nuove unit\u00e0 per operazioni militari dopo qualche settimana di amalgama e preparazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Pi\u00f9 mezzi<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Anche il numero di mezzi in dotazione alle forze armate delle nazioni europee appare del tutto inadeguato a un conflitto convenzionale. Soprattutto se mettiamo a confr8nmto i dati (da prendere con le molle) forniti dai belligeranti sulle perdite inflitte al nemico.<\/p>\n<p>Al 9 giugno i russi vantavano la distruzione 336 sistemi missilistici antiaerei, 3.471 carri armati e veicoli corazzati da combattimento, 493 sistemi di lancio multiplo di razzi, 1.834 artiglierie da campo e mortai, 3.512 veicoli militari di vario tipo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-154722 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/c130638000c5e3966e592076fd7c4ee7.jpeg\" alt=\"c130638000c5e3966e592076fd7c4ee7\" width=\"1036\" height=\"648\" \/><\/p>\n<p>Il ministero della Difesa ucraino ha ammesso il 17 giugno perdite pari \u201ca circa il 50 percento Si tratta di circa 1.300 veicoli da combattimento di fanteria, 400 carri armati e 700 sistemi di artiglieria\u201d, ha detto il viceministro della Difesa<strong>\u00a0Vladimir Karpenko.<\/strong><\/p>\n<p>Da almeno due mesi per\u00f2 le richieste ucraine alla NATO includono ogni tipo di armi ed equipaggiamenti inclusi molti veicoli ruotati, corazzati e artiglierie che inducono a ritenere le perdite sofferte da Kiev ben pi\u00f9 altre del 50 per cento.<\/p>\n<p>Il 18 giugno lo stato maggiore di Kiev ha annunciato che dal 24 febbraio sono stati distrutti 1.486 tank, 3.577 mezzi corazzati da combattimento, 745 pezzi di artiglieria, 235 lanciarazzi campali multipli, 98 sistemi di difesa aerea e 2.523 veicoli.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-153597 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/278358299_295111699468582_1609478520732294033_n-1.jpg\" alt=\"278358299_295111699468582_1609478520732294033_n-1\" width=\"813\" height=\"542\" \/><\/p>\n<p>Pur considerandoli esagerati nel nome della propaganda bellica, perdite elevate sono state certamente riscontrate su ambo i lati del fronte imponendo serie riflessioni all\u2019Europa.<\/p>\n<p>Le flotte di carri armati schierate da ognuno dei quattro principali eserciti europei citati sono comprese tra i 200 e i 330 tank (peraltro non tutti operativi) contro i 1.300\/5.000 in servizio durante la Guerra Fredda. Numeri di poco superiori sono riscontrabili per i veicoli da combattimento o per le artiglierie campali.<\/p>\n<p>Andando a rileggere il Military Balance 1989-90, si rileva che l\u2019Italia schierava 1.750 tank tra Leopard 1, M-60 e M-47 con 800 pezzi d\u2019artiglieria da 105 e 155 mm: la Germania quasi 5.000 carri Leopard 1, Leopard 2 e M-48A5 con e 1.300 pezzi d\u2019artiglieria da 105, 155 e 203 mm; la Francia disponeva di 1.500 carri AMX-30 e AMX-13 e 850 obici da 105 e 155 mm mentre la Gran Bretagna poteva mettere in campo 1320 tank Challenger e Chieftain e 550 artiglierie tra 105 e 203 mm di calibro.<\/p>\n<p>Da un lato sarebbe impossibile oggi ristrutturare le forze armate europee sui modelli del periodo della Guerra Fredda, quando esisteva quasi ovunque la leva militare e le forze armate erano organizzate per gestire ampie mobilitazioni.<\/p>\n<p>Dall\u2019altro \u00e8 evidente che con le attuali forze la capacit\u00e0 operativa dei maggiori eserciti europei sarebbe limitata a poche settimane in un conflitto simile a quello attuale con unit\u00e0 corazzate e meccanizzate che, con i ritmi di perdite e usura riscontrati, cesserebbero probabilmente di esistere in non pi\u00f9 di due settimane.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-153448 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/630_360_1647507904-825.jpg\" alt=\"630_360_1647507904-825\" width=\"816\" height=\"466\" \/><\/p>\n<p>I 150 carri armati Ariete e i circa 200 cingolati da combattimento Dardo dell\u2019Esercito Italiano avrebbero ben poche speranze di sopravvivenza nel tipo di battaglie che si combattono nel Donbass.<\/p>\n<p>Anche gli altri eserciti dei maggiori paesi europei sul piano numerico risulterebbero comunque cos\u00ec limitati da non poter sostenere perdite e usura per molto tempo pur tenendo conto che i mezzi corazzati occidentali sono pi\u00f9 pesanti e meglio protetti degli omologhi impiegati dai russi, che hanno messo in campo in Ucraina soprattutto carri e veicoli da combattimento, datati ma in grandi quantit\u00e0.<\/p>\n<p>Il conflitto ucraino ha inoltre costituito un contesto in cui il massiccio impiego di moderne armi anticarro come Javelin, NLAW e munizioni circuitanti (droni-suicidi) ha evidenziato l\u2019estrema vulnerabilit\u00e0 dei mezzi corazzati nonostante le corazzature reattive adottate.<\/p>\n<p>La capacit\u00e0 delle armi anticarro occidentali pi\u00f9 moderne di colpire con cariche in tandem tese a neutralizzare prima le corazzature reattive e poi a perforare lo scafo del carro e a colpire dall\u2019alto la pi\u00f9 vulnerabile torretta, ha determinato una parte non irrilevante delle perdite sofferte dai russi che peraltro hanno messo in campo soprattutto i carri pi\u00f9 vecchi, T-72 e T-80 pur se nelle versioni aggiornate.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-152806 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/550wfefaefae.jpg\" alt=\"550wfefaefae\" width=\"809\" height=\"574\" \/><\/p>\n<p>Anche l\u2019impiego di \u201cgabbie metalliche\u201d poste a protezione delle torrette per far esplodere le armi anticarro prima dell\u2019impatto sullo scafo non ha avuto un grande successo e alcuni carristi russi hanno raccontato di averle dovute smontare per consentire i movimenti all\u2019esterno dei mezzi e l\u2019impiego della mitragliatrice pesante in torretta.<\/p>\n<p>In un campo di battaglia dominato da armi anticarro cos\u00ec efficaci occorreranno forze corazzate non solo numericamente consistenti ma composte da mezzi altamente protetti da corazzature passive e reattive di ultima generazione, idonee a fronteggiare armi con testata esplosiva in tandem ma anche da sistemi automatizzati in grado di neutralizzare molteplici tipologie di proiettili in arrivo come l\u2019israeliano Rafael Trophy utilizzato dai corazzati israeliani e statunitensi o\u00a0<a href=\"https:\/\/www.armyrecognition.com\/weapons_defence_industry_military_technology_uk\/analysis_russian_afganit_active_protection_system_is_able_to_intercept_uranium_tank_ammunition_tass_11012163.html\">il russo Afganit<\/a>\u00a0di cui sono equipaggiati il nuovo carro T-14 Armata e il veicolo da combattimento T-15.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-153441 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/1646979649-7356.jpg\" alt=\"1646979649-7356\" width=\"1200\" height=\"838\" \/><\/p>\n<p>Le stesse valutazioni possono essere estese anche all\u2019artiglieria, presente ormai negli eserciti europei in numeri troppo limitati di obici trainati, semoventi e lanciarazzi campali multipli, per sostenere un conflitto convenzionale anche solo per qualche mese, tenuto anche conto che le munizioni disponibili potrebbero esaurirsi in realt\u00e0 in pochi giorni con i consumi rilevati nel conflitto ucraino e le scorte disponibili press le forze armate europee.<\/p>\n<p>A conferma di questa situazione \u00e8 sufficiente rilevare il dibattito accesosi in diversi stati europei in cui i comandi militari hanno opposto resistenze alla volont\u00e0 politica\u00a0<a href=\"https:\/\/www.publicsenat.fr\/article\/politique\/selon-christian-cambon-l-armee-francaise-est-une-force-complete-pouvant-prendre-en\">di cedere armi e munizioni<\/a>\u00a0agli ucraini attingendoli dai reparti operativi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Pi\u00f9 velivoli<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Sul piano aeronautico la situazione \u00e8 ugualmente preoccupante anche se molti aspetti restano da chiarire sul ruolo e i limiti del potere aereo espresso in questo conflitto in particolare dai russi.<\/p>\n<p>Kiev ha affermato il 19 giugno di avere abbattuto 216 aerei, 180 elicotteri e 594 droni mentre il bilancio di Mosca delle perdite inflitte agli ucraini registrava la distruzione al 9 giugno di 193 aerei, 130 elicotteri e ben 1.163 velivoli senza pilota.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-154725 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/578.png\" alt=\"578\" width=\"826\" height=\"434\" \/><\/p>\n<p>Pur considerando esagerate le perdite fornite dai bollettini russi e ucraini non \u00e8 improbabile che in quattro mesi di guerra oltre un centinaio di aerei ed elicotteri russi e ucraini siano stati abbattuti (diversi altri danneggiati) insieme a un numero ancor maggiore di UAV\/droni. Quanti paesi europei potrebbero sostenere un simile tasso di perdite prima di esaurire l\u2019intera disponibilit\u00e0 di velivoli o di pezzi di ricambio o semplicemente di missili e munizioni per le armi imbarcate?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-154715 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/5269687506985664160_121-002.jpg\" alt=\"-5269687506985664160_121 (002)\" width=\"1280\" height=\"960\" \/><\/p>\n<p>Teniamo conto che negli ultimi anni l\u2019adozione di velivoli molto costosi e sofisticati come gli F-35 a permesso di rimpiazzare aerei pi\u00f9 vecchi e \u201cspendibili\u201d in un rapporto di circa 1 a 3.<\/p>\n<p>Dopo i primi due mesi di guerra l\u2019Aeronautica Ucraina ha potuto contare sulle scorte di pezzi di ricambio (e forse armi) per i caccia Mig 29 fornite da Slovacchia e Polonia che a fine maggio risultavano per\u00f2 quasi esaurite.<\/p>\n<p>L\u2019impiego di aerei da combattimento in ambienti a forte presenza di sistemi di difesa aerea attivi a tutte le quote (inclusi S-300 e S-400 a lungo raggio) e di elicotteri da attacco impiegati in volo a bassa quota su campi di battaglia a forte presenza di sistemi antiaerei missilistici e d\u2019artiglieria hanno comportato perdite considerevoli e un alto tasso di usura.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-154716 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/4-54-1536x1025.jpg\" alt=\"4-54-1536x1025\" width=\"814\" height=\"543\" \/><\/p>\n<p>Discorso forse ancor pi\u00f9 valido per i droni, rivelatisi utilissimi nei diversi compiti loro assegnati (sorveglianza, intelligence, ricognizione, lancio di armi e come munizioni circuitanti) ma anche molto vulnerabili ai sistemi di difesa aerea e anti-drone. Velivoli di cui \u00e8 quindi necessario disporre in quantit\u00e0 rilevanti per sostenere un conflitto convenzionale prolungato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Perdite sostenibili?<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Le perdite in questo conflitto sono elevate con migliaia di uomini uccisi, feriti e dispersi, anche tra gli ufficiali impegnati a rifosso della prima linea fino al livello di comandanti di reggimento e di brigata. Perdite alte anche per i mezzi e i velivoli, distrutti, danneggiati o usurati dall\u2019impiego e dalle condizioni ambientali come il fango che ha a lungo ostacolato le fasi iniziali dell\u2019offensiva russa.<\/p>\n<p>Meglio prendere con le molle i dati diffusi da Mosca e Kiev che riferiscono le perdite del nemico, con ogni evidenza gonfiate dalla propaganda, ma in ogni caso il numero di militari uccisi e feriti \u00e8 di molte migliaia cos\u00ec come centinaia di carri armati, mezzi corazzati, blindati, veicoli e pezzi d\u2019artiglieria sono andati perduti nei primi tre mesi di guerra.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-154755 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/IMG-20220330-WA0025.jpg\" alt=\"IMG-20220330-WA0025\" width=\"815\" height=\"611\" \/><\/p>\n<p>I russi non forniscono da tre mesi dati sulle proprie perdite n\u00e9 su quelle inflitte agli ucraini. Kiev riferisce che al 18 giugno sono stati uccisi 33.600 militari russi.<\/p>\n<p>I servizi d\u2019intelligence britannici hanno reso noto a fine maggio perdite russe superiori in tre mesi a quelle registrate in 9 anni di guerra in Afghanistan, guerra asimmetrica in cui le perdite dell\u2019Armata Rossa vennero stimate in circa 14 mila militari. Probabile che la stima di Londra sia esagerata pur combaciando con quella del Pentagono che valutava in circa 15mila i caduti russi, la met\u00e0 di quanto sostenuto da Kiev.<\/p>\n<p>Numeri che in ogni caso possono apparire esagerati tenuto conto che in un conflitto di tale intensit\u00e0 a ogni caduto corrispondono in media 4 o 5 feriti: difficile per Mosca poter continuare a combattere dopo aver perso 150\/180 mila uomini (30 mila morti e 120\/150 mila feriti) o anche solo 75\/90 mila (15 morti e 60\/75 mila feriti) anche per le drammatiche ricadute sanitarie, sociali e politiche che sarebbero inevitabilmente legate a tali perdite.<\/p>\n<p>Se i caduti russi fossero la met\u00e0 di quanto annunciato dagli anglo-americani, cio\u00e8 \u201csolo\u201d 8.000 con circa 32\/40 mila feriti occorre chiedersi se vi siano nazioni europee in grado di reggere sul piano politico e sociale perdite simili in appena tre mesi di guerra.<\/p>\n<p>Il presidente\u00a0<strong>Volodymyr Zelenski<\/strong>\u00a0ha ammesso recentemente che nella battaglia in atto nel Donbass le sue truppe registrano in media 100 caduti e 500 feriti al giorno: una media quindi di 3mila caduti e 15 mila feriti al mese. Se il vertice politico ucraino ammette simili perdite con l\u2019obiettivo di incentivare l\u2019afflusso di aiuti militari da USA ed Europa, \u00e8 lecito ritenere che le perdite reali sofferte dagli ucraini siano ancora pi\u00f9 elevate.<\/p>\n<p>Il bilancio delle perdite \u00e8 salito addirittura a mille al giorno tra morti e feriti secondo\u00a0<strong>David Arakhamia,<\/strong>\u00a0uno tra i principali consiglieri di Zelensky, ma potrebbe trattarsi di numeri gonfiati per indurre gli alleati della NATO a fornire maggiori aiuti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-154735 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/5787154843369060805_121-002.jpg\" alt=\"-5787154843369060805_121 (002)\" width=\"800\" height=\"600\" \/><\/p>\n<p>del resto la stessa Defence intelligence Agency statunitense stima che le perdite umane tra russi e ucraini possano essere circa equivalenti ma ammette di non ricevere informazioni dettagliate da Kiev circa il numero di morti e feriti in battaglia.<\/p>\n<p>Pur facendo la tara a tutte e le cifre diffuse circa le perdite reali di russi e ucraini si tratta in ogni caso di molte migliaia di caduti e un numero ben maggiore di feriti. \u00a0Europei a parte, siamo certi che anche la super potenza statunitense sia in grado di sopportare perdite analoghe in cos\u00ec pochi giorni?<\/p>\n<p>Non dimentichiamoci che la NATO ha lasciato l\u2019Afghanistan dopo aver subito circa 3.600 caduti in 20 anni (incluse le vittime di incidenti e suicidi) di cui 2.450 circa statunitensi.\u00a0 Secondo fonti militari russe nella battaglia di Severodonetsk alcuni reparti ucraini avrebbero sofferto perdite pari al 90 per cento degli effettivi.<\/p>\n<p>Da quanto risulta da appelli e video postati sui social media. battaglioni e brigate ucraine lamentano di essere stati lasciati in prima linea senza armi d\u2019appoggio, senza ordini e con poche munizioni.\u00a0Un segnale di come un conflitto convenzionale possa mettere a dura prova, usurandole, anche le catene logistiche e di comando e controllo come confermerebbero anche le elevate perdite tra gli ufficiali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Pi\u00f9 munizioni\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0<\/u><\/strong><\/p>\n<p>A met\u00e0 maggio il rapporto della Commissione Difesa del Parlamento francese fece emerge chiaramente che le riserve di armi e munizioni sono del tutto inadeguate a far fronte a un conflitto come quello in atto in Ucraina.<\/p>\n<p>Il senatore\u00a0<a href=\"https:\/\/www.europe1.fr\/international\/ukraine-nous-navons-pas-de-munitions-en-quantite-suffisante-pour-un-tres-long-conflit-4100432\"><strong>Christian Cambon<\/strong>,<\/a>\u00a0presidente della commissione ha valutato che il numero di munizioni impiegate dall\u2019esercito russo in un solo giorno di guerra in Ucraina equivale alle munizioni impiegate in un anno dall\u2019Arm\u00e8e de Terre.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-154736 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/ugivrebuivhreiugg.jpg\" alt=\"ugivrebuivhreiugg\" width=\"449\" height=\"299\" \/><\/p>\n<p>Le scorte presenti consentirebbero all\u2019esercito francese di sostenere per tre o quattro giorni un conflitto come quello in Ucraina e ricostituire gli arsenali di munizioni, razzi e missili richiederebbe non meno di tre o quattro anni e una spesa di 6\/7 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Meglio ricordare inoltre che le forze armate francesi sono forse quelle meglio equipaggiate e rifornite d\u2019Europa, quindi \u00e8 lecito ipotizzare che per le altre \u201cpotenze\u201d europee la situazione sia ancora pi\u00f9 grave come hanno evidenziato ad esempio negli ultimi anni rapporti parlamentari relativi alle forze armate tedesche.<\/p>\n<p>Il ministro della Difesa tedesco,\u00a0<strong>Christine Lambrech<\/strong>t (SPD), ha stimato che aumentare le riserve di munizioni per renderle adeguate a un contesto bellico convenzionale coster\u00e0 circa 20 miliardi di euro \u00a0\u00a0richiedendo qualche anno.<\/p>\n<p>Fonti giornalistiche \u201cembedded\u201d con le forze russe e filo-russe riferiscono che nel Donbass vengono esplosi dagli obici e dai lanciarazzi campali multipli russi circa 8mila proiettili d\u2019artiglieria al giorno.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-154737 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/5764834091605277680_120-002.jpg\" alt=\"-5764834091605277680_120 (002)\" width=\"442\" height=\"332\" \/><\/p>\n<p>Il vice capo dell\u2019intelligence militare\u00a0ucraino,\u00a0<strong>Vadym Skibitsky<\/strong>, in un\u2019intervista pubblicata dal quotidiano britannico \u201cThe Guardian\u201d. Ha riferito di grosse carenze di artiglieria e munizioni lamentando una inferiorit\u00e0 rispetto ai russi di 15 a 1 ma affermando che l\u2019artiglieria ucraina impiega 5\/6mila proiettili al giorno.<\/p>\n<p>Proporzione probabilmente eccessive e numero di proiettili forse esagerato ma in ogni caso i report dal fronte anche a questo proposito impongono di chiedersi quanti eserciti europei dispongano di simili riserve di munizioni per far fronte a un confronto del genere.<\/p>\n<p>Occorre per\u00f2 anche riflettere sulla necessit\u00e0 di addestrare le truppe europee a reggere lo stress di un fuoco infernale, prolungato e preciso sulle loro postazioni. Un tipo di addestramento che richiederebbe peraltro poligoni e aree addestrative di dimensioni estese ormai rari da trovare in Europa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>\u00a0Carenze gi\u00e0 note<\/u><\/strong><\/p>\n<p>La guerra in Ucraina ha quindi messo in luce carenze nelle forze armate europee che non sono per\u00f2 certo nuove in termini di organici e dotazioni.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel 2011 le operazioni aree contro le forze libiche fedeli a\u00a0<strong>Muammar Gheddafi<\/strong>\u00a0videro dopo poche settimane il ritiro della componente statunitense che lasci\u00f2 agli alleati europei il compito di completare l\u2019opera. La NATO impieg\u00f2 ben sette mesi (da marzo a ottobre) per avere ragione delle ben poco consistenti forze libiche ma soprattutto gi\u00e0 nella tarda primavera gli europei dovettero chiedere aiuto agli USA per fornire bombe d\u2019aereo perch\u00e9 i magazzini si erano rapidamente svuotati pur se in un conflitto a intensit\u00e0 certo bassa dove ogni aeronautica metteva in campo non pi\u00f9 di 6\/12 aerei da combattimento.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-154738 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/48560ca5a6b4cf41.jpg\" alt=\"48560ca5a6b4cf41\" width=\"1200\" height=\"650\" \/><\/p>\n<p>Una situazione imbarazzante che determin\u00f2 reazioni sbalordite al Pentagono dove in molti si chiesero quale tipo di guerra si preparassero a combattere gli europei.<\/p>\n<p>Nel novembre 2020 l\u2019allora capo di stato maggiore della Difesa italiano, generale\u00a0<strong>Enzo Vecciarelli,<\/strong>\u00a0evidenzi\u00f2 in un\u2019audizione alle commissioni e Difesa parlamentari l\u2019inadeguatezza dei mezzi e dei sistemi a disposizione e dell\u2019organizzazione gi\u00e0 nel caso di scenari militari a bassa intensit\u00e0 mentre con l\u2019aumento di intensit\u00e0 si concretizzerebbero immediatamente limiti strutturali incluso il fatto che i nostri sistemi d\u2019arma potrebbero sostenere la richiesta solo per pochi giorni citando inoltre l\u2019assenza di dispositivi adeguati per rispondere alla minaccia di missili balistici e ipersonici, le prime impiegate su vasta scala nel conflitto ucraino che ha visto il battesimo del fuoco delle seconde.<\/p>\n<p>I primi due tipi impiegati su vasta scala nel conflitto ucraino che ha visto il battesimo del fuoco dei missili ipersonici russi Kinzhal.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-154739 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/maxresdefault-2.jpg\" alt=\"maxresdefault-2\" width=\"1010\" height=\"678\" \/><\/p>\n<p>All\u2019epoca la relazione del generale Vecciarelli evidenzi\u00f2 come le nostre Forze Armate (e con esse molte di quelle europee) non sarebbero state in grado di affrontare con efficacia un conflitto come quello tra azeri e armeni nel Nagorno-Karabakh nel secondo semestre del 2020: guerra caratterizzata da un elevato impiego di missili balistici, munizioni circuitanti e droni armati.<\/p>\n<p>Da mesi in Europa si dibatte intorno alle carenze emerse nell\u2019apparato militare russo ma va tenuto conto che un conflitto convenzionale nessuno in Europa lo aveva combattuto negli ultimi 77 anni\u00a0 e nessuna forza armata europea e forse occidentale sembrerebbe oggi in grado di poterlo sostenere sul piano militare ma anche su quello politico e sociale.<\/p>\n<p>La guerra in Ucraina ci impone quindi di correre ai ripari e soprattutto di farlo in fretta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/06\/le-prime-amare-indicazioni-dalla-guerra-in-ucraina\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/06\/le-prime-amare-indicazioni-dalla-guerra-in-ucraina\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) Il ritorno della guerra, quella \u201cvera\u201d, convenzionale, brutale e ad alta intensit\u00e0 sta determinando reazioni e riflessioni in Europa oltre a decisioni politiche e finanziarie di rilievo come l\u2019adesione ormai diffusa presso molte nazioni (Italia inclusa) all\u2019obiettivo di portare le spese militari al 2 per cento del PIL, addirittura\u00a0al 3 per cento nel caso della Polonia\u00a0che ha varato un massiccio riarmo, o come il fondo speciale per Difesa tedesco da&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":101,"featured_media":34021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/analisidifesa.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-j0u","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73066"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/101"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=73066"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73066\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":73067,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73066\/revisions\/73067"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=73066"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=73066"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=73066"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}