{"id":73173,"date":"2022-06-29T09:00:53","date_gmt":"2022-06-29T07:00:53","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73173"},"modified":"2022-06-28T22:01:39","modified_gmt":"2022-06-28T20:01:39","slug":"la-ue-a-tutto-gas-verso-disastro-economico-e-irrilevanza-strategica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73173","title":{"rendered":"La UE \u201ca tutto gas\u201d verso disastro economico e irrilevanza strategica"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>ANALISI DIFESA<\/strong> (Gianandrea Gaiani)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/rsz_1646057749996_20220228_ep-127160b_pb9_474_download_large.jpg\" alt=\"rsz_1646057749996_20220228_ep-127160b_pb9_474_download_large\" \/><\/p>\n<p>L\u2019Unione Europea accelera nella corsa verso il disastro economico e l\u2019irrilevanza politico-strategica rinunciando a ogni velleit\u00e0 da \u201cgrande potenza\u201d che pure avrebbe potuto esercitare tentando di imbastire una gestione ponderata e autonoma dagli Stati Uniti della crisi determinata dal conflitto in Ucraina, delle sanzioni (specie quelle energetiche) alla Russia e del via libera a nuove candidature all\u2019ingresso nell\u2019Unione.<\/p>\n<p>Tra le opzioni ragionevoli la Ue avrebbe potuto subordinare ogni decisione alla conclusione del conflitto, incentivando cos\u00ec un negoziato tra Kiev Mosca, sempre pi\u00f9 urgente per scongiurare gravissimi danni all\u2019intera Europa.<\/p>\n<p>Utilizzando l\u2019arma energetica la Ue, che da anni compra gas e petrolio da Mosca e finanzia Kiev per il transito lungo i gasdotti che la attraversano, avrebbe potuto e forse dovuto negli 8 anni di guerra nel Donbass imporsi come mediatore per \u201csollecitare\u201d, forte del suo peso finanziario, i due rivali a trovare una soluzione diplomatica. Magari garantita da una forza d\u2019interposizione europea in cui porre sul tavolo la normalizzazione dei rapporti con Mosca e l\u2019accesso dell\u2019Ucraina all\u2019Unione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-154993 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/20220418_afp_ukraineu-360x245.jpg\" alt=\"20220418_afp_ukraineu\" width=\"419\" height=\"285\" \/><\/p>\n<p>Nulla di tutto questo \u00e8 stato fatto negli ultimi otto anni ma neppure oggi pare che la Ue intenda sfruttare queste potenzialit\u00e0.\u00a0Nessuna occasione \u00e8 stata colta e, rispetto a Washington, la Ue sembra composta oggi da tante \u201cPorto Rico\u201d pi\u00f9 che da nazioni che, tutte insieme, hanno espresso finora la maggiore potenza economica mondiale in termini di PIL.<\/p>\n<p>Un primato che rischia di venire irrimediabilmente perduto, complici una politica energetica dominata da deliri \u201cgreen\u201d (che tramontano nella riapertura di centrali a carbone e nel ritorno delle stufe a legna nelle case) e la rinuncia a firmare contratti a lungo termine per il gas: elementi che gi\u00e0 ben prima della guerra avevano portato a un brusco rialzo dei prezzi.<\/p>\n<p>Mentre i vertici politici europei impostano razionamenti e austerity che determineranno una \u201cdecrescita\u201d ben poco felice rischiando di far uscire dai mercati il \u201cmade in Europe\u201d ingigantendo la disoccupazione e condannandoci all\u2019impoverimento, centri studi e associazioni industriali ribadiscono in tutto il Vecchio Continente che non sar\u00e0 possibile rimpiazzare in breve tempo le forniture di gas russo e che le acquisizioni da altri fornitori non saranno sufficienti in termini quantitativi e saranno molto pi\u00f9 costose in termini finanziari.<\/p>\n<p>Inoltre il nuovo corso energetico basato sullo sganciamento dalla dipendenza dalla Russia, ci render\u00e0 nuovamente dipendenti da aree geopolitiche instabili quali Medio Oriente e Africa stringendo accordi con nazioni che non ambiscono certo al podio nel ranking mondiale quanto a democrazia, diritti umani e trasparenza.\u00a0Valori che del resto sembrano avere sempre meno rilievo per la Ue come dimostra l\u2019attribuzione all\u2019Ucraina dello status di candidato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Il ranking ucraino<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Certo, pare ci vorranno molti anni prima della reale adesione di Kiev ma il messaggio che lancia la Commissione non \u00e8 certo edificante quanto a tutela dei principi su cui dovrebbe fondarsi l\u2019Unione e rispetto delle candidature balcaniche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-154992 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/06fe42cd5a5143f92800044c06d5dbed_1656004525_extra_large-e1656054633344-360x245.jpg\" alt=\"06fe42cd5a5143f92800044c06d5dbed_1656004525_extra_large-e1656054633344\" width=\"420\" height=\"286\" \/><\/p>\n<p>Seconda il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.economist.com\/graphic-detail\/2021\/02\/02\/global-democracy-has-a-very-bad-year\">Global Democracy Index 2020<\/a>\u00a0redatto da The Economist, l\u2019Ucraina era al 79\u00b0 posto (l\u2019Italia al 29\u00b0) e quest\u2019anno resta\u00a0<a href=\"https:\/\/www.visualcapitalist.com\/mapped-the-state-of-global-democracy-2022\/\">sul podio dei paesi europei meno democratici<\/a>\u00a0superata solo da Russia, Bielorussia e Bosnia-Herzegovina.<\/p>\n<p>La classifica sulla qualit\u00e0 della democrazia (Ranking of Countries by Quality of Democracy)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.democracymatrix.com\/ranking\">stilata nel 2020 dall\u2019Universit\u00e0 di Wurzburg<\/a>\u00a0vedeva l\u2019Ucraina del presidente Zelenski 92a dietro alla Birmania e davanti allo Sri Lanka (l\u2019Italia era 22a).<\/p>\n<p>Si tratta di classifiche realizzate da istituti di ricerca che non potrebbero certo venire inseriti nelle \u201cliste di proscrizione\u201d dei putiniani che tanto sono in voga in Italia.<\/p>\n<p>Ma soprattutto si tratta di classifiche stilate prima dell\u2019inizio dell\u2019attacco russo e quindi prima che il governo ucraino ponesse fuori legge 11 partiti (incluso il secondo per consensi elettorali), reprimesse pi\u00f9 duramente la stampa non allineata e punisse i reati di opinione, incluso quello di contraddire la narrazione ufficiale sulla guerra contro l\u2019aggressione russa, che di fatto impedisce a chiunque di parlare del conflitto anche come di una guerra civile in atto da 8 anni e che vede parte della popolazione e dei combattenti ucraini schierati al fianco dei russi.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 del resto ignorare il tema del nazionalismo ucraino in salsa nazista, che molti media occidentali e anche italiani hanno pi\u00f9 volte evidenziato negli anni scorsi sottolineando le derive autoritarie e illiberali di Kiev, la glorificazione di Stepan Bandera (cui l\u2019Ucraina di oggi dedica piazze, strade e monumenti), delle SS ucraine e del regime filo-nazista della seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-154994 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/svoboda-party-nazi4-10.jpg\" alt=\"svoboda-party-nazi4-10\" width=\"415\" height=\"311\" \/><\/p>\n<p>Analisi Difesa affront\u00f2 gi\u00e0 nel 2014 la questione del fenomeno culturale e politico del nazismo nell\u2019Ucraina post-Maidan, alimentato in funzione anti-russa e di come l\u2019Europa lo stesse gestendo in modo superficiale\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2014\/03\/quei-nazisti-che-piacciono-tanto-a-ue-e-nato\/\">con un editoriale<\/a>\u00a0che negli ultimi mesi in molti hanno riletto e \u00a0persino riproposto.<\/p>\n<p>Pur collocando il fenomeno nella sua dimensione storica di contrapposizione a Stalin e all\u2019Unione Sovietica, \u00e8 difficile non notare che le stesse nazioni europee pronte a gridare all\u2019allarme-fascismo a ogni affermazione elettorale di movimenti sovranisti pienamente democratici, oggi\u00a0mitizzano i combattenti dei diversi reggimenti che si richiamano alle SS in modo inequivocabile, come dimostrano anche svastiche e frasi emblematiche tratte da Mein Kampf che decorano i corpi tatuati di diversi prigionieri catturati dai russi a Mariupol.<\/p>\n<p>Anche il peso della corruzione e della criminalit\u00e0 organizzata in Ucraina rappresenta o dovrebbe rappresentare una valida limitazione per l\u2019accesso alla candidatura all\u2019Unione.\u00a0Per primi,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/03\/i-rischi-della-belligeranza\/\">gi\u00e0 l\u201911 marzo abbiamo posto interrogativi<\/a>\u00a0ed espresso dubbi circa il rischio che parte delle forniture belliche occidentali a Kiev finissero per alimentare traffici illeciti di armi verso paesi lontani e organizzazioni criminali e terroristiche.<\/p>\n<p>Dubbi e perplessit\u00e0 poi presi in esame\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/05\/che-fine-faranno-le-armi-fornite-allucraina\/\">dal Washington Post<\/a>\u00a0in maggio, \u00a0poi\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/06\/armi-allucraina-le-perplessita-dellintelligence-statunitense\/\">dal New York Times<\/a>\u00a0in giugno e soprattutto\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/06\/dove-finiranno-le-armi-donate-allucraina-i-timori-e-le-certezze-dellinterpol\/\">dal direttore dell\u2019Interpol<\/a>\u00a0ma che non sembrano aver fatto riflettere i leader politici sulle due sponde dell\u2019Atlantico.<\/p>\n<p>Eppure quanto sia strutturata e ramificata la malavita organizzata ucraina in traffici su vasta scala anche di armi \u00e8 noto fin dalla dissoluzione dell\u2019URSS, quando miliardi di dollari in armi sovietiche presenti in Ucraina vennero venduti sul mercato nero, cos\u00ec come \u00e8 ben noto il livello di corruzione della politica e della pubblica amministrazione ucraina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-154995 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/5996635198852281997_121-002.jpg\" alt=\"-5996635198852281997_121 (002)\" width=\"450\" height=\"337\" \/><\/p>\n<p>Lo sancisce anche il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.transparency.org\/en\/cpi\/2021\">Corruption Perceptions Index\u00a0che nel 2021<\/a>\u00a0attribuiva all\u2019Ucraina il 122\u00b0 posto su 180 nazioni prese in esame in una classifica in cui l\u2019Italia era posizionata in un poco dignitoso 42\u00b0 posto:<\/p>\n<p>Lo\u00a0<a href=\"https:\/\/worldpopulationreview.com\/country-rankings\/freedom-index-by-country\">Human Freedom Index<\/a>\u00a0pubblicato quest\u2019anno congiuntamente dal\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cato.org\/\">Cato Institute<\/a>, il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.fraserinstitute.org\/\">Fraser Institute<\/a>\u00a0e il\u00a0<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Friedrich_Naumann_Foundation\">Friedrich Naumann Foundation<\/a>\u00a0for Freedom vede l\u2019Ucraina al 98\u00b0 posto, beh 72 posizioni pi\u00f9 indietro rispetto all\u2019Italia (26a).<\/p>\n<p>Se ancora non bastasse per chiedersi che senso abbia per la Ue aprire le porte alla candidatura a un paese ancora cos\u00ec lontano dai fondamentali di democrazia, trasparenza, legalit\u00e0 e diritti umani, aggiungiamo le rilevazioni che appaiono nella\u00a0<a href=\"https:\/\/www.heritage.org\/index\/ranking\">classifica delle libert\u00e0 economiche<\/a>\u00a0stilata dall\u2019Economic Freedom Heritage Foundation.<\/p>\n<p>Qui il risultato \u00e8 ancora pi\u00f9 imbarazzante: l\u2019Ucraina occupa il 130\u00b0 posto, dietro a paesi tra i pi\u00f9 poveri del mondo come Niger, Mauritania e Burkina Faso mentre l\u2019Italia \u00e8 57a.<\/p>\n<p>Va un po\u2019 meglio all\u2019Ucraina (e un po\u2019 peggio all\u2019Italia) nella classifica della\u00a0<a href=\"https:\/\/rsf.org\/en\/index\">Libert\u00e0 di Stampa redatta da Reporter Sans Fronti\u00e9res<\/a>\u00a0che vede quest\u2019anno l\u2019Ucraina 106a, dietro a Gabon e Ciad ma davanti al Burundi, mentre l\u2019Italia relegata ad un umiliante (per una democrazia che si vorrebbe compiuta) ma indicativo dei tempi che viviamo 58\u00b0 posto: dietro a Buthan, Sierra Leone e Guyana ma appena davanti a Niger e Ghana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><u><\/u><strong><u>Reazioni balcaniche\u00a0<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Di fronte a tutto questo \u00e8 impossibile non comprendere le sarcastiche reazioni dei leader dei Balcani Occidentali, da tempo in attesa di vedere accettata la propria candidatura.\u00a0A Belgrado il presidente Aleksander Vucic ha evitato di alzare i toni ma c\u2019\u00e8 chi evidenzia che la mancata adesione serba alle sanzioni contro la Russia potrebbero aver influito sul mancato riconoscimento dello status di candidato.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 incisivo il ministro dell\u2019interno serbo Aleksandar Vulin. \u201cSe per la Serbia la condizione di avanzare pi\u00f9 rapidamente verso la Ue \u00e8 quella di stare in guerra con qualcuno, allora no grazie, non ne vale la pena\u201d ha commentato con sarcasmo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-154997 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Vucic-Stojanovski-Rama-800x450.jpg\" alt=\"Vucic-Stojanovski-Rama-800x450\" width=\"546\" height=\"307\" \/><\/p>\n<p>\u201cL\u2019Ucraina ha ottenuto lo status di candidato pur senza rispettare gli standard che con tanta attenzione vengono applicati ai Paesi balcanici. Ha evitato alcuni decenni di pressioni, ricatti e burocrazia, n\u00e8 ha dovuto penare nella lotta alla corruzione e nel rispetto dei criteri in fatto di giustizia e di riforme economiche, senza parlare della collaborazione con i tribunali che accertano i crimini di guerra\u201d, ha detto il ministro Vulin.<\/p>\n<p>\u201cSpero che la Moldavia non abbia dovuto promettere di guerreggiare con qualcuno e che lo status di candidato lo abbiano concesso sulla parola d\u2019onore\u201d, ha osservato il ministro, secondo il quale se il criterio decisivo per lo status di Paese candidato o per l\u2019avvio del negoziato \u00e8 di essere in guerra, \u201callora la Serbia avrebbe potuto cominciare il negoziato di adesione gi\u00e0 nel 1999, quando si trovava sotto i bombardamenti della NATO\u201d, ha aggiunto.<\/p>\n<p>\u201cE invece sembra che tali regole non si applichino a quelli che sono stati bombardati dalla NATO, per avanzare rapidamente verso l\u2019adesione all\u2019Unione europea bisogna essere in guerra con la Russia\u201d, ha concluso Vulin.\u00a0Si pu\u00f2 replicare al sarcasmo di Vulin evidenziando che la Serbia \u00e8 tradizionalmente amica della Russia ma certo questo non si pu\u00f2 affermare per altre nazioni balcaniche.<\/p>\n<p>\u201cQuello che sta accadendo ora \u00e8 un problema serio e un duro colpo per la credibilit\u00e0 dell\u2019Ue. Stiamo perdendo tempo prezioso che non abbiamo\u201d, ha detto il premier macedone Dimitar Kovacevski esprimendo \u201cil malcontento del governo e del popolo macedoni\u201d bloccati dal veto della Bulgaria.<\/p>\n<p>\u201cOggi sono in lutto per l\u2019Unione europea, mi dispiace molto per loro. Abbiamo offerto l\u2019aiuto di cui potrebbero aver bisogno\u201d, ha dichiarato ironicamente il premier albanese, Edi Rama rinnovando l\u2019intenzione di continuare su questa strada per entrare nell\u2019Ue \u201cmagari il prossimo secolo\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Conseguenze<\/u><\/strong><\/p>\n<p>La decisione di aprire alle candidature di Ucraina e Moldova, oltre a quella in prospettiva della Georgia, ha quindi obiettivi ben precisi che nulla hanno a che fare con l\u2019ampliamento equilibrato, armonico e coerente della \u201ccasa comune europea\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019Ucraina viene premiata perch\u00e9 combatte la Russia e del resto pu\u00f2 apparire comprensibile che in un\u2019Europa i cui leader usano da quattro mesi toni bellicosi invocando \u201cla sconfitta militare russa\u201d, lasciando per\u00f2 che a combattere siano solo ed esclusivamente gli ucraini, qualcuno consideri quasi un dovere aprire le porte della Ue a Kiev.<\/p>\n<p>Quanto meno per esprimere in modo concreto la riconoscenza dell\u2019Europa verso una nazione che, a detta di molti premier e ministri delle nazioni europee (anche italiani) e di commissari Ue, combatte anche per noi frenando un\u2019offensiva russa che non si fermerebbe e travolgerebbe tutto il Vecchio Continente, come si temeva nella prima Guerra Fredda, per nutrire gli appetiti imperiali di Putin.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-154714 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/zsu-1.jpg\" alt=\"zsu-1\" width=\"411\" height=\"274\" \/><\/p>\n<p>Se la percezione della minaccia da Mosca \u00e8 davvero questa, di fronte a cos\u00ec alte motivazioni sarebbe molto pi\u00f9 efficace sul piano militare e pi\u00f9 credibile sul piano politico e morale se l\u2019Unione inviasse truppe europee a combattere a Severdonetsk, Kharkiv, Mikolayv.<\/p>\n<p>In trincea, \u201cspalla a spalla\u201d con le reclute ucraine, sostenendo con i fatti e i morti in battaglia l\u2019aspirazione ribadita anche ieri dal presidente Zelensky di \u201criconquistare le citt\u00e0 che sono cadute\u201d.<\/p>\n<p>La Ue non sembra per\u00f2 voler essere solidale fino a questo punto con Kiev, preferisce fare la guerra con la pelle dei \u201ccandidati\u201d ucraini pur ringraziandoli perch\u00e9 combattono anche per noi.\u00a0 Bench\u00e8 in Europa nessuno sia pronto a \u201cmorire per Kiev\u201d, le posizioni assunte rischiano di farci perdere comunque una guerra che non abbiamo neppure combattuto.<\/p>\n<p>Con le nuove candidature l\u2019Unione accelera infatti nella rotta di collisione con la Russia a cui non \u00e8 sfuggito che alle ex sovietiche Moldova e Georgia verr\u00e0 imposto di accettare la politica Ue di contrasto a Mosca basata sulle sanzioni. Iniziativa che, al pari dell\u2019allargamento a Svezia e Finlandia della NATO, aumenter\u00e0 a Mosca la percezione della minaccia posta dall\u2019Occidente.<\/p>\n<p>Non importa se troviamo o meno giustificate e comprensibili la valutazioni di Mosca, occorre invece chiedersi se una pesante, nuova Cortina di Ferro e una frattura con la Russia che potrebbe durare decenni coincidano con gli interessi delle nazioni e dei popoli europei.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-154421 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/tank-2.jpg\" alt=\"tank (2)\" width=\"382\" height=\"207\" \/><\/p>\n<p>Di certo rientra perfettamente nella strategia messa a punto da Washington e Londra che ha determinato negli ultimi anni il confronto con la Russia in Ucraina: una linea che ha contraddistinto le amministrazioni statunitensi espresse dal Partito Democratico, prima con Barack Obama e ora con Joe Biden.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo dichiarato anglo-americano (il 25 giugno il premier Boris Johnson ha affermato che \u201cnon \u00e8 il momento di mollare, l\u2019Ucraina\u00a0pu\u00f2 vincere e vincer\u00e0 la guerra\u201d) \u00e8 stato indicato nel prolungamento del conflitto per indebolire e logorare la Russia.\u00a0O addirittura sconfiggerla, come ha sostenuto Ursula von der Leyen, che per\u00f2 non \u00e8 pronta a schierare nelle trincee del Donbass un solo\u00a0<em>battlegroup<\/em>\u00a0europeo per conseguire questo nobile risultato.<\/p>\n<p>Difficile dire oggi se si tratti di un obiettivo realmente perseguibile e con quali tempistiche ma di certo nel frattempo \u00e8 molto probabile che l\u2019Ucraina verr\u00e0 totalmente devastata e l\u2019Europa impoverita economicamente e annullata sul piano politico se non addirittura profondamente destabilizzata a causa delle gravi conseguenze sociali che ne deriveranno in tutto il continente.<\/p>\n<p>L\u2019aver aderito su tutta la linea alle posizioni anglo-americane, oltre a compromettere ogni ipotesi di vedere finalmente la Ue come protagonista geopolitico, rischia di rendere ancora pi\u00f9 drammatica la crisi energetica poich\u00e9 Mosca potrebbe decidere di rispondere alle iniziative della Ue (tra cui va inserita anche la provocatoria decisione della Lituania \u00a0di bloccare parte del traffico di merci su gomma e rotaia diretto all\u2019\u00e9nclave russa di Kaliningrad) con lo stop immediato alle forniture di gas.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-154996 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/ursuly-fon-der-lyayen-1024x683.jpg\" alt=\"ursuly-fon-der-lyayen\" width=\"430\" height=\"287\" \/><\/p>\n<p>Forniture che dopo oltre quattro mesi di guerra continuano paradossalmente a giungere in Europa e persino in Ucraina lungo i gasdotti che l\u2019attraversano, guarda caso tra le poche infrastrutture ucraine finora risparmiate dal conflitto.<\/p>\n<p>Accogliere l\u2019Ucraina nella Ue bench\u00e9 non soddisfi nessuno dei parametri richiesti, sposter\u00e0 ancora di pi\u00f9 l\u2019asse politico dell\u2019Unione su posizioni ostili alla Russia sostenute apertamente, anche per ragioni storiche, da Polonia e Repubbliche Baltiche con il crescente supporto di altre nazioni mitteleuropee e balcaniche incoraggiate dagli anglo-americani.<\/p>\n<p>Un contesto che accentuer\u00e0 le tensioni, non solo militari, con Mosca quando l\u2019interesse dell\u2019Europa \u00e8 invece riposto nel ridare ordine e stabilit\u00e0 alle sue frontiere orientali e penalizzer\u00e0 ulteriormente le nazioni europee meridionali che da anni chiedono una maggiore attenzione alle sfide strategiche poste sul \u201cFianco Sud\u201d caratterizzato dagli scenari in atto in Nord Africa e Sahel.<\/p>\n<p>In tema di salvaguardia degli interessi europei \u00e8 impossibile non rilevare che tutte le decisioni assunte dalla Commissione guidata da Ursula von der Leyen dall\u2019inizio dell\u2019offensiva russa in Ucraina hanno determinato conseguenze gravissime per la stabilit\u00e0 delle nazioni europee senza peraltro generare per ora riscontri evidenti circa una diminuita determinazione russa a conseguire gli obiettivi militari annunciati all\u2019inizio della \u201coperazione speciale\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/06\/la-ue-a-tutto-gas-verso-disastro-economico-e-irrilevanza-strategica\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/06\/la-ue-a-tutto-gas-verso-disastro-economico-e-irrilevanza-strategica\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) L\u2019Unione Europea accelera nella corsa verso il disastro economico e l\u2019irrilevanza politico-strategica rinunciando a ogni velleit\u00e0 da \u201cgrande potenza\u201d che pure avrebbe potuto esercitare tentando di imbastire una gestione ponderata e autonoma dagli Stati Uniti della crisi determinata dal conflitto in Ucraina, delle sanzioni (specie quelle energetiche) alla Russia e del via libera a nuove candidature all\u2019ingresso nell\u2019Unione. Tra le opzioni ragionevoli la Ue avrebbe potuto subordinare ogni decisione alla&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":101,"featured_media":34021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/analisidifesa.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-j2d","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73173"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/101"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=73173"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73173\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":73174,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73173\/revisions\/73174"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=73173"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=73173"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=73173"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}