{"id":73188,"date":"2022-06-30T09:30:18","date_gmt":"2022-06-30T07:30:18","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73188"},"modified":"2022-06-29T11:51:35","modified_gmt":"2022-06-29T09:51:35","slug":"finlandia-e-svezia-nella-nato-cercando-limprobabile-sicurezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73188","title":{"rendered":"Finlandia e Svezia nella Nato, cercando l\u2019improbabile sicurezza"},"content":{"rendered":"<p><strong>di IL MANIFESTO (Giuseppe Cassini)<\/strong><\/p>\n<div class=\"PostTitleFirst_postHeader__3Lazx\">\n<div class=\"PostTitleFirst_marginTop__q69af container\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-lg-9\">\n<div class=\"PostTitleFirst_summary__YGgV_\">\n<div class=\"PostSummary_PostSummary__RhOh4\">Dal Mar nero al Baltico, nuovi venti di guerra. Aspettando l\u2019incidente: in Lettonia con le minoranze russofone (un terzo degli abitanti), o nel corridoio lituano, o a Kaliningrad&#8230;<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"container\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-lg-9\">\n<div class=\"PostTitleFirst_featuredImage__2JSLS\">\n<div class=\"PostImage_PostImage__lIAl_ PostImage_standard__CcpH9\">\n<figure class=\"figure\">&lt;img src=&#8221;data:;base64,&#8221; alt=&#8221;&#8221; aria-hidden=&#8221;true&#8221; \/&gt;<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/_next\/image?url=https%3A%2F%2Fstatic.ilmanifesto.it%2F2022%2F06%2F20lettere1-no-alla-nato-svezia-ap.jpg&amp;w=3840&amp;q=75\" alt=\"Finlandia e Svezia nella Nato, cercando l\u2019improbabile sicurezza\" \/><\/figure>\n<div class=\"p-0 container\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"container\">\n<div class=\"justify-content-md-center row\">\n<div class=\"col-lg-10\">\n<div class=\"PostTitleFirst_articleBody__V0naw\">\n<div class=\"ArticleBody\">\n<p>Non svanir\u00e0 mai la memoria di cos\u2019era la Finlandia nel dopoguerra, dopo due epici scontri con le armate sovietiche e la perdita di parte della Carelia perch\u00e9 \u201ctroppo\u201d vicina a Leningrado. Grazie a un danese amico di famiglia che presiedeva la missione della Croce Rossa Internazionale nella guerra lass\u00f9, ebbi modo di viaggiare da sud a nord lungo il nuovo confine, invalicabile, dove famiglie ormai divise si salutavano commosse attraverso le recinsioni. La Finlandia che ricordo era povera e periferica; averla \u00abneutralizzata\u00bb ha contribuito a renderla prospera come pochi altri in Europa e centrale nella distensione Est-Ovest. Helsinki \u00e8 diventata una seconda Ginevra, deputata ad ospitare conferenze al vertice. Se anche l\u2019Ucraina, alle prime avvisaglie di ci\u00f2 che era prevedibile accadesse, fosse stata \u00abneutralizzata\u00bb, sarebbe diventata un florido ponte con la Russia \u2013 come proponeva Kissinger \u2013 invece che un cimitero.<\/p>\n<p>Scoppiato il conflitto in Ucraina, uno smarrimento collettivo ha investito finlandesi e svedesi. L\u2019anno scorso Magdalena Andersson, premier di Svezia, proclamava che la neutralit\u00e0 garantisce la stabilit\u00e0 della regione nordica; adesso sostiene esattamente il contrario. Anche il presidente finlandese Sauli Niinisto ora assicura che l\u2019adesione alla Nato \u00abpermette di stabilizzare ulteriormente la situazione\u00bb. Come? Non si capisce. Niinisto era sempre stato in cordiali rapporti con Putin, tanto che il 14 maggio ha voluto informarlo al telefono che Helsinki intendeva entrare nella Nato. \u00ab\u00c8 un errore che potr\u00e0 influenzare negativamente le relazioni bilaterali\u00bb gli ha risposto Putin, e intanto ha tagliato le forniture elettriche alla Finlandia.<\/p>\n<p>Se c\u2019\u00e8 una nazione europea universalmente rispettata, questa \u00e8 la Svezia. Infatti, nessuno al mondo ha applaudito l\u2019affrettata decisione di infrangere l\u2019ideale nordico, a parte i membri della Nato. Ma la Turchia, ad esempio, condiziona la propria ratifica a una richiesta ricattatoria: che Svezia e Finlandia consegnino i rifugiati curdi accusati da Ankara di \u00abterrorismo\u00bb. In sintesi, per i due Paesi scandinavi l\u2019abbandono della neutralit\u00e0 significa rinunciare a una parte essenziale della loro identit\u00e0, nel cui nome sono caduti Raoul Wallenberg, Folke Bernadotte, Dag Hammarskjold e Olof Palme. Cosa ci guadagneranno in cambio? Vediamo.<\/p>\n<p>1. La nuova \u00abcortina di ferro\u00bb si allungher\u00e0 in Finlandia di 1.340 km verso nord, tra laghi, foreste e pochi abitanti: un\u2019area che finir\u00e0 fortificata su entrambi i lati con mine, missili ed eventualmente ordigni nucleari. Una potenziale area di crisi in pi\u00f9.<br \/>\n2. L\u2019intero Baltico diventer\u00e0 un bacino della Nato. Per la Russia gli unici sbocchi al mare sono la piccola exclave di Kaliningrad e la Neva a San Pietroburgo. Da l\u00ec le navi russe in uscita devono navigare nella strettoia controllata da Estonia e Finlandia, poi evitare la ben munita isola svedese di Gotland in mezzo al Baltico, e infine attraversare gli stretti del Kattegat sotto gli occhi di svedesi e danesi.<br \/>\n3. Militarmente, non si ravvisa alcun rafforzamento per i due Paesi candidati, viste le robuste difese gi\u00e0 in loro dotazione e integrate con la Nato. \u00c8 appena terminata nel Baltico l\u2019annuale esercitazione navale Baltops, forte di 45 navi, 75 aerei e 7000 militari provenienti da 14 alleati Nato. Chiss\u00e0 che pensano gli abitanti di Kaliningrad assistendo a spettacoli del genere\u2026 L\u2019unica cosa che pu\u00f2 rassicurarli sono i temibili missili Iskander piazzati da Mosca a difesa della exclave.<\/p>\n<p>L\u2019ulteriore rafforzamento della Nato \u2013 che gi\u00e0 spende per la difesa 17 volte la Russia \u2013 non contribuir\u00e0 certo a calmare i bollenti spiriti degli aggressori dell\u2019Ucraina n\u00e9 ad esperire nuove vie di disgelo con Mosca. Al contrario, frutter\u00e0 a Putin maggior consenso popolare, come sempre accade quando ci si sente assediati, perch\u00e9 \u00e8 questo il sentimento dominante in Russia nonostante tutto. Bisogna esser sordi per non udire i venti di guerra soffiare dal mar Nero al mar Baltico. Da dove si sprigioner\u00e0 la prossima scintilla? Potrebbe essere provocata da un incidente in Lettonia con le minoranze russofone, che contano un terzo della popolazione. O in Lituania, sul corridoio di congiunzione fra Kaliningrad e la Bielorussia. O nella stessa Kaliningrad, dove per ironia della storia nacque e visse Immanuel Kant, il grande filosofo che ci lasci\u00f2 in eredit\u00e0 il manuale \u201cPer la Pace Perpetua\u201d.<\/p>\n<p>Al Consiglio Nato di Madrid Svezia e Finlandia \u2013 sostenuti da Washington e dall\u2019iperattivo e ciarliero Segretario della Nato Stoltenberg \u2013 scalpitano per ottenere una procedura d\u2019urgenza. C\u2019\u00e8 un motivo: temono che il loro elettorato cambi idea sull\u2019abbandono della neutralit\u00e0, un po\u2019 come \u00e8 successo a molti britannici dopo la Brexit. Nel Patto Atlantico esiste per\u00f2 anche l\u2019articolo 10: \u00abSono ammissibili quali nuovi membri i Paesi in grado di contribuire alla sicurezza della regione\u00bb. I membri della Nato dovrebbero invocare l\u2019art.10 per non ratificare le due nuove adesioni. Basta domandarsi, infatti: potranno i due Paesi candidati \u00abcontribuire alla sicurezza della regione\u00bb quali membri della Nato meglio che da neutrali? Chiaramente no, come si \u00e8 spiegato prima: si innescheranno nuove micce nel Baltico. Temiamo, tuttavia, che prevarr\u00e0 una scelta irrazionale e fatale, perch\u00e9, come insegnava proprio Kant, \u00abda un legno storto come \u00e8 fatta l\u2019umanit\u00e0 non si pu\u00f2 costruire nulla di perfettamente dritto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/finlandia-e-svezia-nella-nato-cercando-limprobabile-sicurezza\">https:\/\/ilmanifesto.it\/finlandia-e-svezia-nella-nato-cercando-limprobabile-sicurezza<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL MANIFESTO (Giuseppe Cassini) Dal Mar nero al Baltico, nuovi venti di guerra. 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