{"id":73212,"date":"2022-07-01T13:00:45","date_gmt":"2022-07-01T11:00:45","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73212"},"modified":"2022-07-01T12:53:13","modified_gmt":"2022-07-01T10:53:13","slug":"svezia-e-finlandia-nella-nato-il-via-libera-turco-lo-pagano-curdi-e-dissidenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73212","title":{"rendered":"Svezia e Finlandia nella NATO: il via libera turco lo pagano curdi e dissidenti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-73213\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/220628-madrid-1_rdax_775x440p-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/220628-madrid-1_rdax_775x440p-300x171.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/220628-madrid-1_rdax_775x440p-768x437.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/220628-madrid-1_rdax_775x440p.jpg 774w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Turchia ha infine revocato Il veto posto all\u2019ingresso nella NATO di Svezia e Finlandia, che domani saranno formalmente invitate ad aderire all\u2019alleanza. L\u2019annuncio, il 28 giugno a Madrid, \u00e8 giunto al termine di un vertice a quattro durato quasi tre ore e condotto dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha visto riuniti i presidenti turco, Recep Tayyip Erdogan e il finlandese Sauli Niinisto con il premier svedese Magdalena Andersson.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019intesa soddisfa le condizioni che Erdogan aveva posto per rinunciare al diritto di veto che ogni membro della NATO ha a disposizione per dare IL via libera a Helsinki e Stoccolma. \u201cLa Turchia ha ottenuto ci\u00f2 che voleva, risultati significativi nella lotta contro le organizzazioni terroristiche\u201d ha riferito la presidenza turca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il documento di tre pagine (che pubblichiamo qui sotto), firmato dai tre ministri degli Esteri, vede nei punti principali Svezia e Finlandia impegnarsi a:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>consegnare alla Turchia i militanti curdi ricercati,<\/li>\n<li>cessare il sostegno politico, finanziario e umanitario ai movimenti curdi YPG e PYD, braccio militare e braccio politico dei curdi siriani ma anche al Movimento Gulem definito in Turchia \u201cFethullahist Terrorist Organisation\u201d, accusato di aver tentato il golpe del 2016 contro Erdogan<\/li>\n<li>conferma che i due paesi scandinavi condividono la definizione di \u201cgruppo terroristico\u201d per il PKK (Partito Kurdo dei Lavoratori attivo in Turchia e Nord Iraq)<\/li>\n<li>revocare l\u2019embargo alle esportazioni di armi in Turchia che era stato imposto nel 2019 proprio in risposta all\u2019occupazione da parte delle truppe turche di una fascia consistente di territorio siriano lungo il confine settentrionale del paese arabo.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre, Ankara \u00e8 riuscita a strappare persino il supporto di Helsinki e Stoccolma a una eventuale cooperazione turca con la Difesa comune europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cL\u2019ingresso di Finlandia e Svezia render\u00e0 l\u2019alleanza pi\u00f9 sicura e potente: dispongono di forze armate ben attrezzate, hanno tecnologia avanzata e istituzioni politiche stabili e ci\u00f2 rafforzer\u00e0 la Nato e ovviamente anche Svezia e Finlandia\u201d ha dichiarato Stoltenberg pur senza sbilanciarsi sulle possibili tempistiche dell\u2019adesione che, come recita un tweet del premier britannico Boris Johnson, \u201crender\u00e0 la nostra brillante alleanza pi\u00f9 forte e sicura\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di \u201cpotente boccata d\u2019ossigeno\u201d ha parlato un funzionario della Casa Bianca che si \u00e8 affrettato a chiarire che Ankara non ha chiesto nulla agli Stati Uniti in cambio della rinuncia al veto nei confronti dei due nuovi membri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Impossibile per\u00f2 non notare che il via libera ufficiale alla vendita ad Ankara di 40 nuovi velivoli da combattimento F-16 della versione pi\u00f9 recente e avanzata Viper (e all\u2019aggiornamento a tale standard di 80 dei circa 200 F-16 pi\u00f9 vecchi in dotazione alle forze aeree turche) \u00e8 avvenuto proprio nelle ultime ore con la conferma che la Casa Bianca sosterr\u00e0 la richiesta di Ankara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 29 giugno l\u2019assistente del segretario alla Difesa, Celeste Wallander, ha espresso il sostegno di Washington per dotare Ankara di una forza aerea pi\u00f9 moderna: \u201cLe forti capacit\u00e0 di difesa turche contribuiscono a forti capacit\u00e0 di difesa della Nato. Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti sostiene pienamente i piani di modernizzazione della Turchia per la sua flotta di F-16\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli F-16V rappresentano la richiesta turca \u201cdi ripiego\u201d dopo che l\u2019acquisto del sistema di difesa aerea a lungi raggio russo S-400 ha indotto Washingt8n a negare la venduta gi\u00e0 contrattualizzata di 100 velivoli da combattimento di 5a generazione F-35A.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Turchia di Erdogan esce quindi ancora una volta vincitrice su tutta la linea da una complessa crisi internazionale confermando il suo ruolo centrale in tanti scacchieri di estrema rilevanza strategica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Soprattutto oggi nella crisi determinata dalla guerra in Ucraina in cui la Turchia appare come \u00e8 l\u2019unico interlocutore in grado di imbastire negoziati tra i belligeranti, trattative sul trasporto di grano dai porti ucraini nel Mar Nero e di condizionare l\u2019ampliamento dell\u2019Alleanza Atlantica nel Nord dell\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Erdogan sembrava aver dovuto rinunciare in queste settimane all\u2019ennesima operazione militare contro i curdi in Siria, bloccata da veti incrociati giunti da Stati Uniti e Russia, gi\u00e0 sufficientemente coinvolti nella guerra in Ucraina, ma ha incassato una vittoria senza precedenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In realt\u00e0 poche ore dopo la firma dell\u2019intesa a Madrid hanno preso il via intensi bombardamenti e raid turchi sulla Siria settentrionale che ieri sera avevano provocando almeno 11 morti , inclusi 2 civili e 9 miliziani fedeli al governo di Damasco mentre fonti turche riferiscono di 28 combattenti curdi uccisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ieri il governo siriano, amico di Mosca, ha riconosciuto \u201cl\u2019indipendenza e la sovranit\u00e0\u201d delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Luhansk, come ha reso noto l\u2019agenzia stampa nazionale Sana citando una fonte ufficiale del ministero degli Esteri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Erdogan, che contesta da sempre gli aiuti forniti anche da europei e Stati Uniti ai curdi siriani che combattono l\u2019ISIS all\u2019interno delle Forze Democratiche Siriane, movimento armato, addestrato e sostenuto dagli USA, ottiene quindi un grande successo politico e diplomatico incassando pure i ringraziamenti di tutti gli alleati per aver consentito l\u2019ampliamento del fronte che riunisce le democrazie contro la Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Niente male per un presidente turco definito circa un anno or sono \u201cun dittatore\u201d da Mario Draghi, che con Mosca ha gestito diverse crisi, dalla Libia alla Siria al Nagorno-Karabakh e che con l\u2019intesa raggiunta ridicolizza le posizioni filo-curde sostenute da molte nazioni europee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Svezia e Finlandia si sono infatti impegnati a impedire qualsiasi forma di raccolta fondi a sostegno del PKK sul proprio suolo e \u201cprenderanno in considerazione\u201d la richiesta di estradizione presentata da Ankara nei confronti di 33 \u201cterroristi\u201d. Il ministro della giustizi turco Bekir Bozdag ha dichiarato che Ankara sta gi\u00e0 preparando le richieste di estradizione per i 33 ricercati ma in realt\u00e0 si tratta di 17 membri del PKK e di 16 sospetti affiliati alla rete FETO, ritenuta responsabile del tentato golpe in Turchia del 2016. Estradizioni che per venire autorizzate obbligheranno Svezia e Finlandia a cambiare le legislazioni in vigore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come spesso accade in queste circostanze, le ipocrisie si sprecano. \u201cNessun Paese alleato ha subito la brutalit\u00e0 del terrorismo come la Turchia\u201d ha detto il Segretario generale Nato Jens Stoltenberg dimenticando l\u2019ambiguit\u00e0 di Ankara nel consentire alle milizie dello Stato Islamico di assediare citt\u00e0 curde come Kobane o di vendere sottocosto a commercianti turchi il petrolio estratto dai pozzi occupati dall\u2019ISIS in Iraq e Siria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Meglio lasciare da parte facili ma insostenibili moralismi. Diciamo che oggi la priorit\u00e0 per la NATO le dettano come sempre i due maggiori azionisti anglo-americani e l\u2019ingresso di Svezia e Finlandia ha un valore strategico prioritario perch\u00e9 raddoppia la lunghezza della nuova Cortina di Ferro, il confine \u201ccaldo\u201d degli stati membri europei e la Russia e consente di disporre di nuove basi NATO nel teatro operativo dell\u2019Artico sempre pi\u00f9 conteso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Semmai il successo di Ankara dimostra ancora una volta la debolezza politica, strategica e morale delle nazioni europee, incapaci di elaborare una politica autonoma nei confronti della Russia, di sviluppare una linea diplomatica indipendente per cercare di fermare il conflitto ucraino e costretti a umiliarsi rinunciando a principi consolidati e fino a ieri ritenuti inviolabili e intoccabili, come il diritto di asilo e le libert\u00e0 politiche dei popoli oppressi, particolarmente \u201csacri\u201d proprio nei paesi scandinavi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un imbarazzo evidente nelle parole del ministro degli Esteri svedese, Ann Linde: \u201cNon tutti amano il testo dell\u2019accordo, ma \u00e8 appropriato e possiamo accettarlo\u201d. Vedremo se sar\u00e0 davvero cos\u00ec quando i parlamenti di Stoccolma ed Helsinki dovranno ratificare gli impegni presi a Madrid con la Turchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oltre tutto se sui membri di PKK o YPG il termine \u201cterrorista\u201d pu\u00f2 venire sdoganato in quanto movimenti dediti alla lotta armata contro Ankara, nel caso dei membri del Movimento Gulem (o FETO per i turchi) si tratter\u00e0 di estradare dei semplici dissidenti politici che in Turchia rischiano la condanna a morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre i due paesi scandinavi che dei diritti umani hanno fatti finora un bastione della propria societ\u00e0 e cultura politica, dovranno oggi violare un bel po\u2019 di articoli delle convenzioni internazionali di cui si sono sempre eretti a paladini, che garantiscono il diritto all\u2019asilo dei perseguitati politici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nazioni che rimproveravano l\u2019Italia o la Grecia per la non sempre puntuale accoglienza di immigrati clandestini che avrebbero potuto chiedere asilo potranno oggi mandare a morte dissidenti turchi estradandoli ad Ankara nel nome del contrasto a Vladimir Putin? E noi tutti in Europa staremo a guardare in silenzio?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019accordo patrocinato dalla NATO tra Turchia, Finlandia e Svezia umilia tutto l\u2019Occidente tenuto conto del supporto morale, economico e militare fornito da tutto l\u2019Occidente ai combattenti curdi in Iraq e Siria (nella foto a lato) affinch\u00e9 combattessero anche per noi le milizie dello Stato Islamico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci siamo stracciati le vesti per i curdi assediati a Kobane, pi\u00f9 o meno come facciamo oggi per i morti ucraini, ma giova ricordare (soprattutto a Kiev) che dai sud vietamiti ai curdi (\u201ctraditi\u201d pi\u00f9 volte negli ultimi 30 anni) fino agli afghani appena un anno or sono, USA e Occidente confermano l\u2019abitudine di abbandonare gli alleati quando non servono pi\u00f9 o appena mutano le priorit\u00e0 strategiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infine non pu\u00f2 sfuggire che l\u2019accordo con la Turchia per l\u2019ingresso di Svezia e Finlandia nella NATO \u00e8 stato celebrato da molti leader dell\u2019alleanza come un successo delle democrazie contro il regime di Mosca. Giusto per aggiungere qualche ulteriore tema di riflessione, su questo tema i paradossi si sprecano: una NATO che vuole ergersi a bastione della democrazia non dovrebbe avere al suo interno la Turchia, oppure potrebbe accogliervi anche la Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al tempo stesso non risultano esserci molti leader in Europa e in Occidente i cui successi elettorali e di consenso popolare siano paragonabili per rappresentativit\u00e0 a quelli di Putin ed Erdogan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/06\/in-ginocchio-ai-piedi-del-sultano-per-fare-un-dispetto-alla-zar\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/06\/in-ginocchio-ai-piedi-del-sultano-per-fare-un-dispetto-alla-zar\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) La Turchia ha infine revocato Il veto posto all\u2019ingresso nella NATO di Svezia e Finlandia, che domani saranno formalmente invitate ad aderire all\u2019alleanza. 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