{"id":73286,"date":"2022-07-07T09:30:37","date_gmt":"2022-07-07T07:30:37","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73286"},"modified":"2022-07-05T13:03:29","modified_gmt":"2022-07-05T11:03:29","slug":"il-samovar-rovesciato-di-helsinki-la-finlandia-fra-svolta-atlantista-e-linvasione-russa-dellucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73286","title":{"rendered":"Il samovar rovesciato di Helsinki. La Finlandia fra svolta atlantista e l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina"},"content":{"rendered":"<p><strong>di LE PAROLE E LE COSE (Corrado Piroddi)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-thumbnail\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-full size-full wp-post-image\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/juhannus.jpg?fit=1450%2C500&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"1450\" height=\"500\" data-attachment-id=\"44550\" data-permalink=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?attachment_id=44550\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/juhannus.jpg?fit=1450%2C500&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1450,500\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"juhannus\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/juhannus.jpg?fit=300%2C103&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/juhannus.jpg?fit=525%2C181&amp;ssl=1\" \/><\/div>\n<div class=\"content-wrap\">\n<div class=\"entry-content\">\n<h4><\/h4>\n<p>[<em>L\u2019articolo \u00e8 stato redatto diversi giorni prima della firma del memorandum di Madrid da parte di Turchia, Svezia e Finlandia. L\u2019autore ha preferito non modificare il pezzo, anche in virt\u00f9 del fatto che i contenuti del memorandum confermano quanto riportato nella prima parte del testo.<\/em>]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come spesso capita negli ultimi mesi, mi alzo dal letto all\u2019alba, malvolentieri. Mi svegliano gli aerei e gli elicotteri militari che partono da una base aeronautica lontana pochi chilometri dal mio quartiere. Da aprile, mi sembrano in esercitazione costante. Mi faccio un caff\u00e8. Qui in Finlandia \u00e8 estate. Nonostante siano le cinque e mezza del mattino, c\u2019\u00e8 un sole che sembra di stare a mezzogiorno. Mezzo rincoglionito, comincio la mia rassegna stampa mattutina. Rituale ormai fisso, dai tempi dell\u2019inizio della pandemia.<\/p>\n<p>A leggere i commenti di molti, sui media e sui social italiani, mi viene da pensare che preferivo di gran lunga i giorni della famigerata dittatura sanitaria. Il termine raccapricciante \u00abucronazisti\u00bb, spesso in bocca a sedicenti militanti da social, \u00e8 quello che pi\u00f9 mi infastidisce. Ha un disgustoso sapore para-leghista, colonialista, etnicizzante. Gli ucronazisti. I brasiliani col ballo nel sangue. Gli africani stupratori. Twitter mi suggerisce dei post in cui un paio di intellettuali pubblici chiedono, con parole accorate, di bloccare l\u2019ingresso nella Nato di Svezia e Finlandia. Eppure, dovrebbero abbastanza contenti in questi giorni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il processo di accesso \u00e8 in una fase di stallo. Erdogan sembra intenzionato a farsi pagare profumatamente da Svezia e Finlandia l\u2019ingresso nell\u2019Alleanza Atlantica. Le ragioni del contingente ostruzionismo del leader turco sembrano essere relative sia a questioni di politica interna che di relazioni internazionali.<\/p>\n<p>Sul fronte interno, Erdogan si trova a fronteggiare una crisi del debito e della lira turca che dura dal 2018, e le elezioni generali del 2023. Da questo punto di vista, usare la voce alta in politica estera vuol dire spingere i suoi alleati militari a prender pi\u00f9 seriamente le preoccupazioni turche in tema di sicurezza militare e antiterrorismo. Questo serve a Erdogan per guadagnare punti sul fronte elettorale, rinsaldare le alleanze coi partiti pi\u00f9 nazionalisti, rinvigorire la fiducia verso il governo di quei settori della popolazione turca pi\u00f9 colpiti dalla difficile situazione economica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le questioni di sicurezza militare e le relazioni internazionali sono l\u2019aspetto che \u00e8 forse pi\u00f9 visibile nella querelle fra Turchia, Svezia, e Finlandia. Erdogan non mira solo ad ottenere dagli USA la riammissione al programma F-35, da cui la Turchia era stata espulsa dopo l\u2019acquisto dalla Russia del sistema di difesa missilistico S-400. Vuole assicurarsi che Svezia e Finlandia pongano fine all\u2019embargo sulla vendita di armi imposto dai due paesi a causa del violento intervento turco nel conflitto siriano. Ma, soprattutto, vuole spingere i due paesi a tagliare i rapporti con YPG e PKK. Nel fare questo, Erdogan chiede che i due paesi nordici (in particolare la Svezia, che ospita circa 100000 rifugiati curdi) modifichino radicalmente le loro politiche in tema di estradizione e accoglienza dei richiedenti asilo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La mossa \u00e8 stata, prevedibilmente, mal tollerata dall\u2019<em>establishment\u00a0<\/em>svedese e finlandese. Da un lato, Svezia e Finlandia sono giustamente orgogliose della loro natura democratica avanzata, e non accettano di farsi dettare l\u2019agenda su diritti politici e civili da parti terze. Dall\u2019altro, i due governi nordici e i loro cittadini si sentono presi in giro del governo di Ankara. Quest\u2019ultimo prima aveva dato informalmente il nulla osta alla procedura veloce di ammissione dei due paesi alla Nato. Solo in un secondo momento, ha iniziato ad accampare richieste pesanti e minacce di veto, pochi giorni prima che le camere svedesi e finlandesi votassero per l\u2019invio della richiesta di ammissione.<\/p>\n<p>Ma come si \u00e8 arrivati a questo punto? Perch\u00e9 la Finlandia ha deciso nel giro di poche settimane di mettere da parte una decennale politica di non-allineamento militare? In un articolo su\u00a0<em>Limes<\/em>, Nicola Guerra sostiene che questo cambio di rotta \u00e8 dovuto principalmente a paure ed emotivit\u00e0 inconsce. Questi timori sarebbero radicati nella memoria collettiva finlandese della invasione sovietica seguita al patto Molotov-Ribentropp, e nei traumi prodotti dalla Guerra d\u2019Inverno e da quella di Continuazione.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_edn1\" name=\"_ednref1\">[1]<\/a>\u00a0Donatella Di Cesare ha bollato l\u2019evento (nientemeno) come una provocazione gratuita nei confronti della Russia e una annessione operata dalla Nato. Franco Cardini ha sostenuto che Svezia e Finlandia hanno inoltrato la domanda sotto pressione statunitense.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_edn2\" name=\"_ednref2\">[2]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nei prossimi paragrafi, prover\u00f2 a fare delle considerazioni di carattere militare, economico e politico su alcuni fatti che, mi pare, sono importanti per comprendere le ragioni che stanno dietro alla storica decisione della Finlandia. La mia speranza \u00e8 di mostrare quanto poco le emozioni, l\u2019inconscio, la paura dei finlandesi contino in tal senso. Al netto della geopolitica reazionaria e del realismo da bar tanto in voga in Italia.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_edn3\" name=\"_ednref3\">[3]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La neutralit\u00e0 armata e l\u2019idea di sicurezza onnicomprensiva in Finlandia.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con buona pace di Cardini e Di Cesare, la Finlandia ha votato democraticamente l\u2019invio di richiesta di ammissione alla Nato dopo aver sentito, fra febbraio e maggio, il parere della Commissione della Difesa<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_edn4\" name=\"_ednref4\">[4]<\/a>\u00a0e di una decina di altre commissioni, la posizione del presidente della Repubblica Niinist\u00f6,<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_edn5\" name=\"_ednref5\">[5]<\/a>\u00a0i 212 interventi di un dibattito parlamentare durato quattordici ore e conclusosi con 188 voti a favore, 8 contrari<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_edn6\" name=\"_ednref6\">[6]<\/a>\u00a0e 3 assenti.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_edn7\" name=\"_ednref7\">[7]<\/a>\u00a0L\u2019intero processo \u00e8 avvenuto sulla scorta del crescente sostegno popolare all\u2019<em>application<\/em>. Con lo scoppio della guerra in Ucraina, infatti, il sostegno all\u2019adesione, nei sondaggi, \u00e8 cresciuto dal 53% di febbraio al 62% di marzo e del 76% a maggio. Prima dell\u2019attacco russo all\u2019Ucraina, la maggioranza dei finlandesi si era opposta per lungo tempo all\u2019adesione.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_edn8\" name=\"_ednref8\">[8]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un primo punto da chiarire a tal riguardo \u00e8 quello della neutralit\u00e0 finlandese. Il concetto di \u00abfinlandizzazione\u00bb \u00e8 usato spesso a sproposito dall\u2019opinione pubblica, dai media, e da molti intellettuali italiani. Il principio di non-allineamento militare non \u00e8 visto dai finlandesi solo come una scelta nobile in termini politici e di giustizia internazionale, sulla falsa riga della tradizione neutralista svedese. Molti, qui, lo hanno piuttosto inteso come un\u2019opzione funzionale, determinata dal fatto di condividere con l\u2019URSS prima, con la Russia poi, un confine di circa 1300 km. Fino al febbraio 2022, dunque, i cittadini e le istituzioni finlandesi hanno ritenuto che la neutralit\u00e0 fosse la scelta pragmaticamente migliore per il paese, date per\u00f2 due condizioni fondamentali: il rispetto del diritto internazionale e la deterrenza militare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Parlando del primo aspetto, per i finlandesi il non-allineamento ha avuto senso nella misura in cui i paesi della comunit\u00e0 internazionale hanno rispettato l\u2019idea che la guerra sia ammessa solo come mezzo di autodifesa in caso di aggressione; che sia legittimo aiutare o assistere qualsiasi altro paese che subisca un\u2019aggressione militare; che ogni altro uso della forza militare non sia n\u00e9 giusto n\u00e9 legittimo. Come vedremo pi\u00f9 avanti, per almeno tre diverse ragioni, i finlandesi ritengono che i gruppi dirigenti russi si siano messi intenzionalmente fuori dal sistema di leggi internazionali che l\u2019Unione Sovietica aveva contribuito a definire e legittimare dopo la Seconda Guerra Mondiale. Non solo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In Finlandia pensano anche che uno degli obiettivi di Putin e della sua classe dirigente sia quello di mettere il diritto internazionale definitivamente in soffitta. Si porta avanti e si cerca di legittimare, agli occhi altri paesi della comunit\u00e0 internazionale, quella che \u00e8 ormai chiaramente una barbara guerra di annessione territoriale, con russificazione forzata dei territori occupati, distruzione delle infrastrutture vitali per il paese, saccheggi, terrorismo e bombardamenti contro la popolazione civile.<\/p>\n<p>Sotto il secondo rispetto, va detto innanzitutto che la particolare condizione orografica del paese ha portato i finlandesi a sviluppare, a partire dalla fine della Second Guerra Mondiale,\u00a0<em>public<\/em>\u00a0<em>policies<\/em>\u00a0di sicurezza totali che coinvolgono tutti gli aspetti della vita sociale della nazione. In base al principio della sicurezza onnicomprensiva (<em>Comprehensive Security Model<\/em>\u00a0o CSM), le autorit\u00e0 pubbliche, l\u2019esercito, le aziende pubbliche e private, i cittadini sono chiamati a collaborare per garantire il funzionamento dei gangli vitali della societ\u00e0 finlandese nei momenti di emergenza.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_edn9\" name=\"_ednref9\">[9]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un simile modello di policy non ha comportato una totale militarizzazione della societ\u00e0 finlandese, per quanto il paese abbia mantenuto la coscrizione obbligatoria e le spese militari fra l\u20191.3% e il 2% del PIL.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_edn10\" name=\"_ednref10\">[10]<\/a>\u00a0Il CSM si \u00e8 sviluppato sulla base di una idea socialdemocratica di vita comune volta a minimizzare i conflitti interni e valorizzare il consenso sociale; la cooperazione fra i diversi attori sociali, politici, istituzionali; la fiducia fra cittadinanza e istituzioni pubbliche.<\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 economiche, sociali, politiche finlandesi sono quindi organizzate e sviluppate, nella vita di tutti i giorni, tenendo conto degli interessi strategici del paese e della massimizzazione della sicurezza della societ\u00e0 finlandese. La sicurezza nazionale riguarda aspetti della vita collettiva e comunitaria come le politiche ambientali e i disastri naturali (importanti in un paese con un clima cos\u00ec estremo come la Finlandia), le emergenze sanitarie e, ovviamente, la guerra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Finlandia ripudia costituzionalmente la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti politici e di politica estera. Tuttavia, il paese ha sviluppato, nel pieno rispetto del diritto internazionale e in armonia col principio di sicurezza onnicomprensiva, una fra le forze di difesa pi\u00f9 grandi e strutturate d\u2019Europa. Si tratta di un esercito di 280.000 soldati regolari, capace di superare le 800.000 unit\u00e0 in caso di mobilitazione generale, dotato di uno dei sistemi di artiglieria pi\u00f9 grandi del continente.<\/p>\n<p>La dottrina militare finlandese si regge sull\u2019idea che le principali minacce belliche arrivino da est e che la migliore strategia sia prevenirle tramite la deterrenza. Deterrenza, in questo caso, significa organizzare la propria forza armata in maniera tale da indurre il potenziale aggressore a desistere. Questi deve infatti considerare i costi che si troverebbe a pagare da un punto di vista umano, economico, e politico in caso di attacco. Qual \u00e8 il prezzo di invadere un territorio insidioso per il dispiegamento di truppe corazzate e battaglioni di fanteria, controllato da un esercito costruito con l\u2019unico obiettivo della difesa territoriale e aerea del paese?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A tal proposito il generale Kivinen ha dichiarato: \u00abAbbiamo sistematicamente sviluppato la nostra difesa militare proprio per questo tipo di guerra che si sta conducendo l\u00ec (in Ucraina), con un massiccio uso di potenza di fuoco, forze armate e anche forze aeree\u00bb.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_edn11\" name=\"_ednref11\">[11]<\/a>\u00a0Tale organizzazione militare si \u00e8 sviluppata, a partire dall\u2019inizio degli anni 2000, sulla base di studi cha hanno funzionato da linea guida per la pianificazione strategica e l\u2019approvvigionamento di armi nel paese. La guerra della Russia in Ucraina ha perci\u00f2 confermato l\u2019accuratezza di analisi iniziate venti anni fa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La crescita dell\u2019apparato militare russo e la guerra ibrida del Cremlino<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo storico delle spese militari russe e l\u2019intensificarsi di azioni di guerra convenzionale e ibrida nel corso degli ultimi venti anni sono i primi fattori che hanno allarmato i finlandesi. La Russia ha fatto infatti registrare un aumento esponenziale delle spese militari fra la fine degli anni \u201990 e il 2022. Nel 1993, la spesa militare russa si attestava intorno ai 7.7 miliardi di dollari. Ad oggi la Russia spende in armi e ricerca militare circa pi\u00f9 del 6% del PIL, circa 60 miliardi di dollari, con spese superiori agli 80 miliardi nel 2013 e nel 2014.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_edn12\" name=\"_ednref12\">[12]<\/a><\/p>\n<p>Questi soldi sono stati poi utilizzati per costruire non un esercito di difesa, ma di attacco. Basta osservare numeri e proporzioni esagerate delle forzate armate russe rispetto a quelle americane e cinesi. La Cina ha 1 miliardo e 400 milioni di abitanti; 2,18 milioni di soldati; 5750 carri armati. Gli Stati Uniti hanno 332 milioni di abitanti; 1,4 milioni di soldati; 6612 carri armati. Ed ora i numeri della Russia: 142 milioni di abitanti; un esercito da pi\u00f9 di 1 milione di soldati; pi\u00f9 di 12 mila carri armati.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_edn13\" name=\"_ednref13\">[13]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come ormai dovrebbe essere noto, l\u2019impiego di questo esercito enorme non \u00e8 rimasto sulla carta: due sanguinose guerre in Cecenia; l\u2019invasione della Georgia nel 2008; l\u2019intervento in Siria al fianco di Assad; l\u2019annessione della Crimea nel 2014; la guerra in incognito iniziata in Donbass lo stesso anno. Allo stesso tempo, la Russia ha manifestato un certo protagonismo militare in Africa, avviando cooperazioni con pi\u00f9 di 20 paesi africani, piazzando mercenari in Mali, Libia, Sudan, Repubblica Centrafricana, e aumentando la vendita di armi nel continente.<\/p>\n<p>A questo approccio militarmente aggressivo, la Russia ha affiancato strategie di guerra ibrida (o non lineare, se si preferisce).<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_edn14\" name=\"_ednref14\">[14]<\/a>\u00a0Negli ultimi quindici anni, le azioni russe hanno colpito in particolare i paesi baltici e nordici, inclusa la Finlandia: cyberattacchi (per esempio, quello massivo contro l\u2019Estonia nel 2007); disinformazione atta a destabilizzare le opinioni pubbliche di altre nazioni (in questo la Russia, si \u00e8 dimostrata attiva e particolarmente efficace anche in altri paesi europei, come il caso italiano dimostra); minacce nucleari (come la simulazione di un attacco nucleare contro Stoccolma avvenuta nel 2013); frequenti violazioni dello spazio aereo e marittimo dei paesi confinanti o vicini.\u00a0 Consapevole di quanto la Russia basi le campagne di guerra non-lineare sulla disinformazione e la guerriglia informatica, la Finlandia, a partire dal 2008, non ha solo mantenuto le spese militari ad un livello piuttosto elevato per gli standard europei (mai sotto l\u20191,3% del PIL, fino a toccare l\u20191.9% per l\u2019anno corrente). Il paese ha investito molto nello sviluppo della\u00a0<em>cyber security<\/em>\u00a0e nelle strategie di\u00a0<em>preparedness<\/em>\u00a0correlate; e si \u00e8 impegnato a promuovere la\u00a0<em>digital literacy<\/em>\u00a0dei suoi cittadini fin dalla scuola primaria, piazzandosi al primo posto della classifica Media Literary Index 2021 (l\u2019Italia si attesta al ventunesimo posto).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019alto livello di educazione digitale della popolazione ha impedito, negli anni, che nel paese diventassero radicate idee antivacciniste, credenze sbagliate riguardo alla denazificazione dell\u2019Ucraina e alla guerra in Donbass,<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_edn15\" name=\"_ednref15\">[15]<\/a>\u00a0idee ridicole circa la minaccia costituita dalla Nato per l\u2019integrit\u00e0 territoriale russa. Per quest\u2019ultimo punto, vale la pena spendere due parole in pi\u00f9.<\/p>\n<p>Chi, in Finlandia, \u00e8 contrario all\u2019adesione del paese alla Nato lo \u00e8 per ragioni che riguardano l\u2019eventuale scarsa deterrenza militare e nucleare che la nazione acquisirebbe in caso di adesione; la poca considerazione che diversi membri dell\u2019Alleanza hanno per i diritti civili e politici; il timore di essere coinvolti in operazioni militari disastrose e fondamentalmente ingiuste come quelle avvenute in Afghanistan e Iraq. Qui tutti sanno bene che la Nato non \u00e8 un pericolo strategico-militare per la Russia, che anzi aveva collaborato con l\u2019Alleanza Atlantica in Afghanistan nella\u00a0<em>war on terror<\/em>,<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_edn16\" name=\"_ednref16\">[16]<\/a>\u00a0e partecipato alle sue esercitazioni fino al 2014.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_edn17\" name=\"_ednref17\">[17]<\/a>\u00a0Attaccare una potenza nucleare come la Russia sarebbe suicida, vista anche la disinvoltura con cui Mosca mette l\u2019opzione sul piatto. Occupare e controllare il suo territorio immenso con eserciti di difesa e proiezione come quelli Nato \u00e8 militarmente e logisticamente impossibile. Se la Nato vede con favore l\u2019ingresso di Finlandia e Svezia nell\u2019Alleanza, \u00e8 perch\u00e9 le loro forze di difesa meglio garantirebbero la protezione della regione baltica e di stati come Estonia, Lettonia, e Lituania, che non hanno un organico militare capace di reggere l\u2019impatto di un eventuale attacco russo. A sua volta, se la Finlandia ha deciso per una svolta in tal senso \u00e8 perch\u00e9, oltre alla dimensione militare, diversi segnali economici e politici provenienti dalla Russia sono apparsi poco rassicuranti. Di certo, un paese di meno sei milioni di abitanti non si sogna di aderire alla pi\u00f9 grande alleanza militare del mondo per invadere il suo irrequieto vicino e riconquistare la Carelia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>L\u2019economia russa fra dipendenza energetica, integrazione globale, politica di potenza<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019attivismo militare russo riflette le scelte di economia politica compiute dal Cremlino. Proprio queste scelte e la loro ventennale traiettoria costituiscono il secondo elemento alla base delle preoccupazioni finlandesi. La Russia post-sovietica, e in particolare la Russia di Putin, \u00e8 caratterizzata da un capitalismo estrattivo, basato principalmente sull\u2019esportazione di risorse naturali, e di guerra, dato che il paese \u00e8 il secondo al mondo per export di armi, dopo gli USA. Il commercio di gas naturale e petrolio, in particolare, rappresenta un punto di intersezione importante fra interessi economici e politici: il 13% delle entrate dello stato russo \u00e8 rappresentato dai rubli versati da Gazprom. In generale, la met\u00e0 dei soldi che entrano nelle casse dello stato derivano dal gas e del petrolio, che costituiscono anche 2\/3 delle entrate in valuta estera. Un\u2019economia fortemente dipendente dalle risorse naturali, dunque, con importanti carenze strutturali in termini di capacit\u00e0 di innovazione tecnologica, limitata capacit\u00e0 manifatturiera e una bassa produttivit\u00e0 per ora lavorata (sotto il livello di Gracia e Cile). Ilya Matveev ha evidenziato come la Russia sia passata da una fase in cui le sue \u00e9lite politiche, militari e politiche ambivano ad affermare il paese come potenza regionale, a una in cui mirano a vendere il paese come un\u00a0<em>player\u00a0<\/em>geopolitico di caratura globale sullo scacchiere internazionale.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_edn18\" name=\"_ednref18\">[18]<\/a>\u00a0Una superpotenza, al pari di Cina e USA, con una chiara postura imperialista di tipo reattivo, nonostante un\u2019economia debole e una situazione demografica non favorevole.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La prima fase va dall\u2019inizio della presidenza di Putin fino al 2014. \u00c8 stata caratterizzata dall\u2019idea che la Russia potesse essere un agente politico dominante nello spazio post-sovietico e, al tempo stesso, un attore pienamente integrato nel mercato globale e nelle sue logiche di libero scambio. Dopo il default del 1998 e gli aiuti ricevuti da IMF e World Bank (pari a 22 miliardi di dollari), gli interessi militari e strategici del Cremlino e quelli economici dei grandi capitalisti russi sono sembrati coincidere, o per lo meno andare di pari passo, per un decennio almeno. Sulla spinta di un crescente aumento dei prezzi del gas e del petrolio, la Russia aveva favorito all\u2019interno la privatizzazione di settori strategici dell\u2019economia. Al tempo stesso, aveva creato organizzazioni come l\u2019Unione Economica Euroasiatica (EAEU), che mirava a mettersi in diretta concorrenza col mercato unico dell\u2019Unione Europea. Espansione economica e politica, ed egemonia sugli stati vicini basata sul\u00a0<em>soft<\/em>\u00a0<em>power<\/em>, piuttosto che sull\u2019uso della forza.<\/p>\n<p>La seconda fase inizia con l\u2019annessione della Crimea e segna un passaggio deciso alle politiche di potenza da parte del Cremlino, anche a scapito dello sviluppo socioeconomico del paese e degli interessi economici del gruppo dominante. La paura di perdere il controllo delle basi navali a Sebastopoli, la volont\u00e0 ucraina di entrare nella UE piuttosto EAEU, la stagnazione dell\u2019economia interna, il crollo interno di consensi, spingono Putin ad adottare una soluzione di tipo militare per risolvere questioni di tipo politico e economico.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_edn19\" name=\"_ednref19\">[19]<\/a>\u00a0Matveev nota come questa svolta militarista e imperialista abbia prodotto conseguenze prevedibili che sono andate a minare direttamente l\u2019economia del paese e la sua integrazione nel sistema economico globale: la distruzione di terminali e infrastrutture russe in Ucraina (come la raffineria di Lisichansk di propriet\u00e0 Rosneft); l\u2019imposizione di sanzioni da parte occidentale; la perdita di valore di molti asset russi in Ucraina; la fuga dei capitali stranieri; una dipendenza crescente e asimmetrica dalla Cina, che vede invece aumentare la sua quota di investimenti diretti all\u2019estero nella stessa finestra temporale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Osservando il bilancio pubblico, in Finlandia si sono resi conto che il passaggio di Putin e dei suoi accoliti da una logica razionale di calcolo in termini di costi\/benefici a una logica di tipo bellico e imperialista non \u00e8 stato solo l\u2019esito di una fatalit\u00e0 o di una serie di eventi avversi. Nonostante le ingenti risorse naturali e un mercato globale a suo favore, a partire dai primi anni del 2000, il PIL della Russia rimane costante, mentre quello di Cina e India aumenta. Il debito pubblico russo rimane basso, con avanzi cospicui nella bilancia commerciale, ma il governo di Mosca non fa nulla per aumentare il tenore di vita dei suoi cittadini. Accumula riserve, ma non rilancia la domanda interna. Mosca non fa nulla per ristrutturare e innovare il proprio sistema economico, risolvendo le debolezze strutturali sopra elencate. Perch\u00e9?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la Russia, secondo gli analisti finlandesi, si stava preparando a organizzare la propria economia per reggere l\u2019impatto di azioni politico-militari di grave portata. E, in effetti, gi\u00e0 dal 2016 l\u2019Istituto finlandese per gli affari esteri e il Supo, i servizi segreti finlandesi, mettevano in guardia Helsinki sue due aspetti: la militarizzazione del mercato energetico da parte della Russia<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_edn20\" name=\"_ednref20\">[20]<\/a>\u00a0e gli acquisti di territorio finlandese, in posizioni strategiche rispetto ad alcune basi militari russe, da parte di privati russi.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_edn21\" name=\"_ednref21\">[21]<\/a>\u00a0I fatti del 2022 sembrano dare ragione all\u2019intelligence finlandese e ai suoi analisti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La politica russa fra \u00abdemocrazia sovrana\u00bb e \u00abrusskiy mir\u00bb<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019ultimo aspetto che ha determinato le scelte finlandesi degli ultimi mesi \u00e8 la parabola della politica interna ed estera di Putin. In tema di politica interna, non \u00e8 passato inosservato il concatenarsi di riforme istituzionali e costituzionali che ha gradualmente portato, sotto il nome altisonante \u00abdemocrazia sovrana\u00bb, all\u2019accentramento del potere politico russo nelle mani di Putin e del suo entourage. Di seguito elenco alcuni degli aspetti critici che pi\u00f9 hanno ricevuto attenzione dagli analisti e studiosi finlandesi: il presidenzialismo spinto del sistema politico russo e lo strapotere dell\u2019esecutivo, i cui ministri non devono rispondere alla Duma. Il ruolo pivotale dell\u2019Amministrazione Presidenziale, i cui tecnici hanno cooptato i principali di opposizione e dirigono di fatto il dibattito politico russo. La passivizzazione politica dei cittadini, che si sono trovati stretti fra la repressione poliziesca del dissenso e lo smantellamento strutturale di spazi di agibilit\u00e0 politica nella societ\u00e0. La crescita del peso politico dei\u00a0<em>siloviki<\/em>, gli uomini della sicurezza e dei servizi segreti russi (a cui, dal 2012, \u00e8 di fatto proibito lasciare il paese), a scapito degli oligarchi, gradualmente estromessi dal controllo delle leve del potere del Cremlino.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_edn22\" name=\"_ednref22\">[22]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A questa evoluzione in senso autocratico del sistema politico russo, ha fatto da controcanto la progressiva promozione di una narrazione, estremamente inquietante per i finlandesi, riguardante la salvaguardia e protezione del mondo russo, il\u00a0<em>russkiy mir<\/em>. Il revanchismo proposto da Putin non ha basi ideali e concettuali di tipo etno-nazionalista. Al contrario, concepisce la Russia come comunit\u00e0 delle comunit\u00e0, la cui estensione non ha ancora raggiunto il suo apice. In questo spazio spirituale, i grandi russi hanno il compito storico di cementare quello stato russo (sia esso un impero o una federazione) che garantisce la coesistenza delle diverse etnie che abitano il mondo russo nel passaggio dalla Rus\u2019, all\u2019Impero Russo, all\u2019Urss, all\u2019attuale Federazione Russa. Un\u2019idea, questa, esplicitamente rivendicata da Putin nell\u2019articolo \u00abSull\u2019unit\u00e0 storica dei russi\u00a0e degli ucraini\u00bb<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_edn23\" name=\"_ednref23\">[23]<\/a>, in cui sostiene che la cultura e l\u2019identit\u00e0 nazionale ucraine (o piccolo-russe) siano derivative rispetto a quelle grandi russe.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In breve, il carattere allarmante di questa idea di\u00a0<em>russkiy mir<\/em>, per i finlandesi, sta in una visione radicalmente storicista e reazionaria dei rapporti fra popoli, stati, nazioni. A leggere gli scritti e le dichiarazioni di Putin (cos\u00ec come gli editoriali di Akopov<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_edn24\" name=\"_ednref24\">[24]<\/a>\u00a0e Sergejcev<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_edn25\" name=\"_ednref25\">[25]<\/a>\u00a0apparsi negli ultimi mesi su\u00a0<em>Ria Novosti<\/em>), le responsabilit\u00e0 politiche degli esseri umani di oggi paiono essere indistinguibili, ed esaurite, da quelle storiche degli antenati. La forma del mondo sembra dipendere dal carattere storico-universale che i fini di un popolo hanno, e dalla differente\u00a0<em>passionariet\u00e0<\/em>\u00a0delle nazioni. Una visione metafisica e teologica della dottrina Monroe che non pu\u00f2 lasciare indifferenti i finlandesi.<\/p>\n<p>Non sorprende quindi che il discorso visceralmente antibolscevico con cui Putin, nel febbraio scorso, annunciava l\u2019inizio dell\u2019\u00aboperazione speciale\u00bb in Ucraina li abbia particolarmente colpiti. In quell\u2019occasione, l\u2019autonomia politica dello stato ucraino e il processo di\u00a0<em>nation-building<\/em>\u00a0del suo popolo sono state dipinte da Putin come un errore tremendo di Lenin e del gruppo dirigente bolscevico. Nel creare uno stato federale sovietico incline a garantire le autonomie nazionali, questi avrebbero inferto una ferita profonda alla missione storica del mondo russo e alla sua stessa esistenza. Cosa dovrebbero pensare dunque i finlandesi, che raggiunsero la loro indipendenza anche in virt\u00f9 delle scelte dei bolscevichi in tema di politica estera e autodeterminazione dei popoli?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I recenti commenti fatti da Putin a Mosca nella sede della\u00a0<em>VDNCh<\/em>, poi, rafforzano questa visione del modo di intendere gli interessi russi sullo scenario internazionale. Putin ha infatti esplicitamente asserito che il mondo delle relazioni internazionali \u00e8 definitivamente cambiato, che la citt\u00e0 estone di Narva \u00e8 russa, e che la Seconda Guerra del Nord contro la Svezia per il controllo di Estonia e Lettonia rappresentava una legittima riappropriazione di terre russe operata da Pietro I.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_edn26\" name=\"_ednref26\">[26]<\/a><\/p>\n<p>A queste latitudini, \u00e8 anche chiaro che la definizione stessa della guerra avanzata da Putin in termini di \u00aboperazione speciale\u00bb ha due diverse dimensioni di significato. Da un lato, mira a copiare le strategie comunicative con cui gli USA hanno promosso le loro disastrose \u00abguerre preventive\u00bb, o l\u2019idea di esportare la democrazia, bypassando il diritto internazionale (specialmente nel caso iracheno). Dall\u2019altro lato, ha l\u2019obiettivo di negare l\u2019esistenza politica e internazionale dell\u2019Ucraina come stato e come nazione. Difatti, \u00e8 chiaro che le guerre convenzionali avvengono solo fra stati sovrani che riconoscono la reciproca esistenza sul piano delle relazioni internazionali. E l\u2019Ucraina, per Putin e la dirigenza russa, non \u00e8 n\u00e9 uno stato n\u00e9 una nazione. Vedendo spuntare in rete\u00a0<em>meme<\/em>\u00a0che, sulla falsa riga di quelli a tema ucraino, mettono in dubbio l\u2019esistenza stessa della Finlandia come entit\u00e0 culturale e politica, qualche legittima preoccupazione i finlandesi se la pongono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E fin dove si estende il\u00a0<em>russkiy mir<\/em>? Gli interessi vitali di cui parla Mosca coincidono con lo spazio politico-istituzionale della Federazione Russa o si estendono oltre, a dispetto dei paletti fissati dal diritto internazionale? E se cos\u00ec fosse, quale destino spetta alla Finlandia, che \u00e8 stata sotto il controllo dell\u2019Impero Russo, pur con una certa autonomia, fra il 1807 e il 1917, resistendo per\u00f2 ai tentativi di russificazione attuati dallo zar Nicola II?<\/p>\n<p>Se l\u2019idea di\u00a0<em>russkiy mir\u00a0<\/em>va presa seriamente, allora, gli interessi che l\u2019\u00e9lite russa percepisce come legittimi potrebbero estendersi fin dove ci sono persone che parlano russo e professano il cristianesimo ortodosso. Questo metterebbe la Finlandia in una posizione ambigua, se non pericolosa, dal momento che ospita decine di migliaia di russi residenti o con doppio passaporto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da qui, e anche alla luce dei fattori militari ed economici sopra considerati, la scelta dei cittadini e della classe dirigente finlandese di attuare chiaramente una svolta atlantista. Tale cambiamento \u00e8 visto come il male minore in questa congiuntura storica, in cui il diritto internazionale \u00e8 drammaticamente congelato e le politiche di potenza sembrano dominare i rapporti fra stati. Questa scelta non \u00e8 il frutto di panico ed emotivit\u00e0, ma la naturale conseguenza di una decennale politica di deterrenza militare che ha nella sicurezza del popolo finlandese il proprio principio cardine e regolatore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_ednref1\" name=\"_edn1\">[1]<\/a>\u00a0Nicola Guerra, \u201cLa profezia di Koivisto: cos\u00ec la Finlandia abbandona la neutralit\u00e0\u201d,\u00a0<em>Limes<\/em>\u00a05\/2022,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/la-profezia-di-koivisto-cosi-la-finlandia-abbandona-la-neutralita\">https:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/la-profezia-di-koivisto-cosi-la-finlandia-abbandona-la-neutralita<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_ednref2\" name=\"_edn2\">[2]<\/a>\u00a0Detto fuori dai denti, queste posizioni tradiscono una crassa ignoranza delle circostanze storiche e politiche inerenti ai rapporti fra Russia e Finlandia. Forse malafede. Di sicuro, una certa cecit\u00e0 ideologica e permeabilit\u00e0 intellettuale alla spazzatura informativa e propagandistica presente sui social. Difetti, questi, che mi pare affliggano una buona parte degli intellettuali italiani, giovani e meno giovani. Molti sembrano apparentemente proni, ormai, a seguire le logiche\u00a0<em>prosumer<\/em>\u00a0dell\u2019industria culturale targata Facebook e Twitter, per affermarsi come\u00a0<em>influencer<\/em>\u00a0in qualche bolla virtuale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_ednref3\" name=\"_edn3\">[3]<\/a>\u00a0Contro il\u00a0<em>trend<\/em>\u00a0del momento, si legga:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2022\/06\/13\/geopolitica-cosa-non-spiega\/\">https:\/\/www.ilpost.it\/2022\/06\/13\/geopolitica-cosa-non-spiega\/<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_ednref4\" name=\"_edn4\">[4]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/yle.fi\/news\/3-12439150\">https:\/\/yle.fi\/news\/3-12439150<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_ednref5\" name=\"_edn5\">[5]<\/a><a href=\"https:\/\/www.presidentti.fi\/en\/press-release\/joint-statement-by-the-president-of-the-republic-and-prime-minister-of-finland-on-finlands-nato-membership\/\">https:\/\/www.presidentti.fi\/en\/press-release\/joint-statement-by-the-president-of-the-republic-and-prime-minister-of-finland-on-finlands-nato-membership\/<\/a>. Il ruolo del presidente della Repubblica, in Finlandia, \u00e8 particolarmente rilevante. Chi \u00e8 in carica ha non solo il comando delle Forze di Difesa Finlandesi ma, storicamente, anche particolare peso nel gestire e determinare la politica estera del paese e la gestione delle emergenze. La necessit\u00e0 di una figura istituzionale alta e non soggetta ai marosi della normale vita politica per la gestione degli affari esteri nasce anche dall\u2019esigenza di intrattenere rapporti diplomatici delicati con un paese confinante come la Russia.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_ednref6\" name=\"_edn6\">[6]<\/a>\u00a0La posizione dei contrari, appartenenti principalmente all\u2019Alleanza di Sinistra e al Partito Socialdemocratico Finlandese, \u00e8 ben sintetizzata dalla prospettiva critica di Heikki Patom\u00e4ki (Universit\u00e0 di Helsinki):\u00a0<a href=\"https:\/\/patomaki.fi\/en\/2022\/05\/finland-and-sweden-in-nato-where-we-stand-and-with-what-possible-consequences\/\">https:\/\/patomaki.fi\/en\/2022\/05\/finland-and-sweden-in-nato-where-we-stand-and-with-what-possible-consequences\/<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_ednref7\" name=\"_edn7\">[7]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/yle.fi\/news\/3-12449487\">https:\/\/yle.fi\/news\/3-12449487<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_ednref8\" name=\"_edn8\">[8]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/yle.fi\/news\/3-12437506\">https:\/\/yle.fi\/news\/3-12437506<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_ednref9\" name=\"_edn9\"><sup>[9]<\/sup><\/a>\u00a0Per informazioni pi\u00f9 dettagliate si legga Minna Branders, Vesa Valtonen \u201cTracing the Finnish Comprehensive Security Model\u201d. In Sebastian Larson, Mark Rhinard (eds.)\u00a0<em>Nordic Societal Security<\/em>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.taylorfrancis.com\/chapters\/oa-edit\/10.4324\/9781003045533-7\/tracing-finnish-comprehensive-security-model-vesa-valtonen-minna-branders\">https:\/\/www.taylorfrancis.com\/chapters\/oa-edit\/10.4324\/9781003045533-7\/tracing-finnish-comprehensive-security-model-vesa-valtonen-minna-branders<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_ednref10\" name=\"_edn10\">[10]<\/a>\u00a0Questo al contrario, almeno fino al 2022, della maggior parte dei paesi europei, che ha ridotto le proprie forze armate e le spese per la difesa, spostando l\u2019attenzione sulla gestione delle crisi e le politiche di\u00a0<em>peacekeeping<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_ednref11\" name=\"_edn11\">[11]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/yle.fi\/uutiset\/3-12507617\">https:\/\/yle.fi\/uutiset\/3-12507617<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_ednref12\" name=\"_edn12\">[12]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.statista.com\/statistics\/1203160\/military-expenditure-russia\/\">https:\/\/www.statista.com\/statistics\/1203160\/military-expenditure-russia\/<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_ednref13\" name=\"_edn13\">[13]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/armedforces.eu\/compare\/country_USA_vs_Russia\">https:\/\/armedforces.eu\/compare\/country_USA_vs_Russia<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_ednref14\" name=\"_edn14\">[14]<\/a>\u00a0Per chiarire l\u2019approccio russo alla guerra asimmetrica o ibrida si rimanda alle parole di Valery Gerasimov, capo di stato maggiore generale delle Forze armate russe:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.armyupress.army.mil\/Journals\/Military-Review\/Online-Exclusive\/2019-OLE\/Jan\/Gerasimov\/\">https:\/\/www.armyupress.army.mil\/Journals\/Military-Review\/Online-Exclusive\/2019-OLE\/Jan\/Gerasimov\/<\/a>;\u00a0<a href=\"https:\/\/www.armyupress.army.mil\/Portals\/7\/Army-Press-Online-Journal\/documents\/2019\/Gerasimov-2019.pdf\">https:\/\/www.armyupress.army.mil\/Portals\/7\/Army-Press-Online-Journal\/documents\/2019\/Gerasimov-2019.pdf<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_ednref15\" name=\"_edn15\">[15]<\/a>\u00a0Sul Donbass e la storia dei rapporti fra Russia e Ucraina, si rinvia alla lettura di \u201cIl destino dell\u2019Ucraina\u201d di Simone Attilio Bellezza e \u201cStoria e geopolitica dell\u2019Ucraina\u201d di Giorgio Cella. Si consiglia inoltre la visione della registrazione delle due sessioni del convegno \u201cAlle radici della guerra in Ucraina\u201d promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Z5S7iDsmgmk\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Z5S7iDsmgmk<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=hnMcEYKtfAU\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=hnMcEYKtfAU<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_ednref16\" name=\"_edn16\">[16]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/usrussiarelations.org\/3\/geopolitics\/map\/northern-distribution-network\">https:\/\/usrussiarelations.org\/3\/geopolitics\/map\/northern-distribution-network<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_ednref17\" name=\"_edn17\">[17]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natolive\/news_75370.htm\">https:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natolive\/news_75370.htm<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_ednref18\" name=\"_edn18\">[18]<\/a>\u00a0Per l\u2019analisi completa, si rimanda a Ilya Matveev, \u201cBetween Political and Economic Imperialism: Russia\u2019s Shifting Global Strategy\u201d,\u00a0<em>Journal of Labor and Society<\/em>, 2021,\u00a0 https:\/\/doi.org\/10.1163\/24714607-bja10043.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_ednref19\" name=\"_edn19\">[19]<\/a>\u00a0Questa \u00e8 l\u2019opinione di Sergei Guriev, ex consigliere economico di Putin professore di economia presso Sciences Po: https:\/\/www.ft.com\/content\/e58832c5-a35a-4bf4-8be7-359b4563c1c9.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_ednref20\" name=\"_edn20\">[20]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/yle.fi\/news\/3-9130673\">https:\/\/yle.fi\/news\/3-9130673<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_ednref21\" name=\"_edn21\">[21]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/yle.fi\/news\/3-9266358\">https:\/\/yle.fi\/news\/3-9266358<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_ednref22\" name=\"_edn22\">[22]<\/a>\u00a0Questi aspetti sono stati evidenziati e ripresi dalle dichiarazioni di Giovanni Savino (Universit\u00e0 di Parma) in questa intervista:\u00a0<a href=\"https:\/\/contropiano.org\/news\/internazionale-news\/2022\/04\/16\/lopposizione-sociale-e-politica-ai-tempi-di-putin-0148476\">https:\/\/contropiano.org\/news\/internazionale-news\/2022\/04\/16\/lopposizione-sociale-e-politica-ai-tempi-di-putin-0148476<\/a>. Altri due significativi contributi di Savino sul tema sono \u201cLa Russia ostaggio del nazionalismo\u201d,\u00a0<em>MicroMega<\/em>, 2\/2014, pp. 176-188; e con Fabio Bartoli \u201cDa Bre\u017enev a Putin\u201d,\u00a0<em>Micromega<\/em>, 2019, pp. 135-151.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_ednref23\" name=\"_edn23\">[23]<\/a>\u00a0Vladimir Putin, \u201cOb istori\u010deskom edinstve russkikh i ukraincev\u201d (\u201cSull\u2019unit\u00e0 storica dei russi e degli ucraini\u201d), kremlin.ru, 12\/7\/2021.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_ednref24\" name=\"_edn24\">[24]<\/a>\u00a0\u00a0P\u00ebtr Akopov, \u201cNastuplenie Rossii i novyj mir\u201d (\u201cL\u2019avanzata della Russia e il nuovo mondo\u201d),\u00a0<em>Ria Novosti<\/em>, 26\/2\/2022: \u00abLa Russia ristabilisce la sua integrit\u00e0 storica uni\ufb01cando mondo russo e popolo russo nell\u2019insieme di grande-russi, russi bianchi e piccolo-russi. Se ci\u00a0ri\ufb01utassimo di adempiere a tale compito permetteremo a\u00a0questa divisione di radicarsi nei secoli e tradiremmo non solo la memoria dei nostri avi, ma\u00a0verremmo maledetti dai nostri discendenti per aver consentito lo smembramento della terra russa\u00bb. Trad. di G. Savino.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_ednref25\" name=\"_edn25\"><sup>[25]<\/sup><\/a>\u00a0Timofej Sergejcev, \u201c\u010dto Rossija dol\u017ena sdelat\u2019 s Ukrainoj\u201d, (\u201cChe cosa deve fare la Russia con l\u2019Ucraina\u201d),\u00a0<em>Ria<\/em>\u00a0<em>Novosti<\/em>, 3\/4\/2022.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537#_ednref26\" name=\"_edn26\">[26]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/estonianworld.com\/security\/putin-vaguely-threatens-the-estonian-town-of-narva\/\">https:\/\/estonianworld.com\/security\/putin-vaguely-threatens-the-estonian-town-of-narva\/<\/a>.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537\">https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=44537<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LE PAROLE E LE COSE (Corrado Piroddi) [L\u2019articolo \u00e8 stato redatto diversi giorni prima della firma del memorandum di Madrid da parte di Turchia, Svezia e Finlandia. L\u2019autore ha preferito non modificare il pezzo, anche in virt\u00f9 del fatto che i contenuti del memorandum confermano quanto riportato nella prima parte del testo.] &nbsp; Come spesso capita negli ultimi mesi, mi alzo dal letto all\u2019alba, malvolentieri. Mi svegliano gli aerei e gli elicotteri militari che&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":51153,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Le-parole-e-le-cose.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-j42","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73286"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=73286"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73286\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":73287,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73286\/revisions\/73287"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/51153"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=73286"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=73286"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=73286"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}