{"id":73369,"date":"2022-07-11T10:30:17","date_gmt":"2022-07-11T08:30:17","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73369"},"modified":"2022-07-09T14:08:56","modified_gmt":"2022-07-09T12:08:56","slug":"cina-italia-brics-mondo-multipolare-intervista-a-fausto-sorini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73369","title":{"rendered":"Cina, Italia, BRICS, mondo multipolare. Intervista a Fausto Sorini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di PIANO CONTRO MERCATO (Pasquale Cicalese)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ho gi\u00e0 ospitato Fausto Sorini su questo blog con un suo intervento. Il pi\u00f9 letto in assoluto. 4 settimane fa gli ho chiesto un\u2019intervista, mi ha fatto attendere ma vi assicuro che ne \u00e8 valsa la pena, come potete leggere. Fausto Sorini, dirigente Pci e Rifondazione poi, responsabile esteri del Pdci, decenni di relazioni con tanti paesi al mondo, in primis Urss e Cina, dice la sua sulla situazione attuale. Sono felice che me l\u2019abbia concessa, voglio bene a Fausto, ogni tanto lo faccio penare, ma lui, uomo di mondo, si fa scivolare il tutto. E\u2019 tramite lui, assieme a Vladimiro Giacch\u00e8, che ho avuto una lunga collaborazione con Marx 21. Molti di quei scritti fanno parte del libro Piano contro mercato. Fausto mi ha invitato come relatore diverse volte a convegni con accademici cinesi di cui sono tuttora molto orgoglioso. Non collaboro da un p\u00f2 con Marx 21, ogni tanto mando materiali, ma il rapporto con Fausto non \u00e8 mai venuto meno. Parla bene de Lantidiplomatico dove scrivo da anni, mi sostiene e mi aiuta. Un amico, insomma. Buona lettura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>1-Nell\u2019intervista che ho concesso all\u2019Antidiplomatico mi contesti il quadro che d\u00f2 della Cina nel periodo denghista, vedendolo come un approccio sindacalese e non politico. La tua opinione della Cina di quel periodo qual \u00e8?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non ho detto \u201csindacalese\u201d, ma troppo economicistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Esistono almeno due fasi della direzione di Deng. La prima \u00e8 quella che inizia con le riforme annunciate nel 1978, che traggono la loro origine da una considerazione critica sul modello sovietico di statalizzazione integrale dell\u2019economia. Un modello che in quegli anni sta producendo crisi e stagnazione, e che Deng considera comunque inadeguato per la Cina, che ha come primo problema quello della modernizzazione e dell\u2019uscita dal sottosviluppo. Deng riprende, in un contesto diverso, il Lenin della Nep ed elabora un modello di lunga transizione in cui piano e mercato, pubblico e privato, devono coesistere e integrarsi proficuamente. Siamo in presenza di un approccio non meramente economicista, ma di una inedita teoria generale della transizione al socialismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Esiste poi una seconda fase della direzione di Deng, che segue alla crisi e poi al crollo dell\u2019Unione Sovietica. Sono gli anni di Tienanmen, in cui anche la Cina rischia una forte destabilizzazione e persino un crollo del sistema. In questa fase Deng reagisce con ferma e necessaria durezza, riporta la situazione sotto il controllo del partito e dello Stato e scoraggia ogni tentativo dell\u2019imperialismo di far fare alla Cina la stessa fine dell\u2019Urss. Seguono gli anni di Jang Zemin, che pone al centro l\u2019esigenza di uno sviluppo economico accelerato, anche a costo di gravi squilibri economici e sociali tra regioni e gruppi sociali. Ma la ragione \u00e8 sempre politica: solo se la Cina accelera la sua modernizzazione \u00e8 in grado di far fronte alla crescente minaccia di un imperialismo reso pi\u00f9 baldanzoso dal crollo dell\u2019Urss.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo Jang Zemin, che ottiene grandi successi in termini di sviluppo e crescita economica, verr\u00e0 \u2013 dialetticamente e in modo complementare \u2013 la fase della direzione di Hu Jintao, caratterizzata da un grande sforzo di riduzione degli squilibri sociali e territoriali. Una fase oggi consolidata dalla direzione di Xi, ma che richiederebbe un\u2019analisi a parte per la sua rilevanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In estrema sintesi: non siamo in presenza, dal 1978 a oggi, di scelte meramente economiciste, bens\u00ec dettate da una visione teorico-politica profonda della transizione al socialismo in un contesto internazionale in cui le minacce imperialiste alla sicurezza della Cina sono ancora molto forti; e che richiedono una economia forte e competitiva su scala mondiale, ancorch\u00e8 orientata al socialismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>2-La Cina basa tutto sul partito, sulle consultazioni dal basso che permettono di stare vicino alle richieste della popolazione e a mandare avanti i quadri solo per meriti e capacit\u00e0. Finora questa \u00e8 stata la sua forza, piaccia o meno agli occidentali. Nel futuro che prospettive vedi?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Credo che finch\u00e8 la Cina si sentir\u00e0 minacciata dall\u2019imperialismo nella sua sicurezza e piena sovranit\u00e0 non allenter\u00e0 il controllo anche istituzionale del partito sulla vita interna del Paese. Un controllo che \u00e8 politico, ideologico ma anche meritocratico (rossi ed esperti, diceva Mao). Ovvero: non vi sar\u00e0 alcuno spazio politico per forze interne legate alle grandi potenze imperialiste, Stati Uniti in primo luogo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ritengo invece che vi sar\u00e0 un graduale allargamento dello spazio politico e intellettuale per tutte le forze che si muove dentro il quadro e le compatibilit\u00e0 della Costituzione cinese, ivi compresi quegli 8 partiti che fanno parte del Fronte nazionale, e che non sono una finzione, come sa bene chi conosce la Cina in profondit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Credo anche che vi sar\u00e0 un allargamento di forme di consultazione interna ed esterna al partito, anche con candidature plurali, nella elezione dei gruppi dirigenti del partito e dello Stato: dal livello locale (dove esse sono operanti da molti anni), via via verso i livelli superiori. Una sperimentazione del genere \u00e8 in corso da anni in alcune situazione; e quando tale sperimentazione sar\u00e0 conclusa, cos\u00ec come avvenne per le zone speciali, verranno avviate le relative generalizzazioni o estensioni su scala nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo non avverr\u00e0 seguendo i criteri della democrazia liberale occidentale (e perch\u00e8 mai dovrebbe, considerati i limiti crescenti e i processi degenerativi che la caratterizzano, a partire da un astensionismo che sfiora ormai il 50%?); esso avverr\u00e0 sperimentando forme inedite di democrazia socialista che forse \u2013 se ragioniamo senza pregiudizi \u2013 hanno ed avranno qualcosa da insegnare anche a noi, che non abbiamo alcun diritto razionale di considerarci il migliore dei mondi possibili. E\u00e8 vero: la democrazia \u00e8 un valore universale. Ma le sue forme concrete di attuazione sono storicamente determinate, e non ammettono modelli astratti e immutabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>3-Si \u00e8 passati dall\u2019accordo della via della seta del 2019 al raffreddamento dei rapporti italo cinesi. Come ci vedono ora i cinesi e che sviluppi benefici per noi ci possono essere?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I dirigenti cinesi conoscono bene il nostro Paese, pi\u00f9 di quanto noi conosciamo il loro. E sanno bene che il nostro \u00e8 un popolo amante della pace e della cooperazione con tutti gli altri popoli e Paesi, indipendentemente dal loro sistema politico e sociale. I due governi Conte, soprattutto il primo, avevano manifestato una volont\u00e0 significativa di ampliare la cooperazione con Russia e Cina, in sintonia con le aspirazioni largamente maggioritarie nel nostro popolo. E ci\u00f2 aveva creato grosse e dichiarate inquietudini negli ambienti politici italiani (PD in testa), che hanno fatto della fedelt\u00e0 euro-atlantica, prona ai voleri degli Usa, una vera e propria religione. Ci\u00f2 ha portato alla crisi prima del Conte 1, poi del Conte 2, e all\u2019ascesa di Draghi ad una premiership di tipo monarchico. Ci\u00f2 ha portato anche ad una politica di crescente ostilizzazione verso Russia e Cina, accentuatasi in modo esponenziale con la crisi Ucraina e l\u2019allineamento del governo italiano alla linea degli Usa e della Nato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma i cinesi hanno una pazienza millenaristica, e sanno molto bene che alla lunga (e gi\u00e0 i primi segni si avvertono) una linea come quella di Draghi, che non corrisponde alle aspirazioni della grande maggioranza del nostro popolo e agli interessi generali della nazione, verr\u00e0 prima o poi superata e sostituita da posizioni pi\u00f9 avanzate e collaborative. Nell\u2019interesse reciproco di Cina e Italia. E\u2019 solo una questione di tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>4-Il Pil dei Brics allargati ha ormai superato il Pil occidentale, a parit\u00e0 di potere d\u2019acquisto. Che effetti avr\u00e0 questo nel mondo multipolare e nelle relazioni internazionali?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Avr\u00e0 un effetto dirompente. Se il secolo scorso \u00e8 stato dominato dalla triade imperialista Usa, Ue, Giappone (che all\u2019indomani della seconda guerra mondiale esprimevano oltre il 75% del PIL mondiale), il prossimo secolo (il 22\u00b0) vedr\u00e0 l\u2019affermarsi compiuto di un mondo multipolare in cui almeno i due terzi del PIL mondiale saranno espressi dai BRICS e dai paesi a loro affini. La principale potenza imperialista che la storia dell\u2019umanit\u00e0 abbia mai espresso, gli Stati Uniti d\u2019America, sar\u00e0 solo solo dei principali poli del sistema mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quello che stiamo vivendo in questo secolo \u00e8 il processo di transizione da un mondo ad un altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli Stati Uniti cercano disperatamente di arrestare questo processo puntando sulla superiorit\u00e0 militare, sulla guerra o sulla minaccia di guerra, fino alla minaccia di una terza guerra mondiale. Ma il potenziale di ritorsione (nucleare e non) delle potenze che essi vorrebbero subalterne (tra cui Russia, Cina, India, Pakistan, Iran\u2026) \u00e8 tale da scoraggiare avventure militari globali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Naturalmente non si pu\u00f2 escludere che, nonostante ci\u00f2, possa prevalere a Whashington un gruppo dirigente alla Stranamore, di tipo hitleriano, che possa portare l\u2019umanit\u00e0 vicina all\u2019autodistruzione. N\u00e8 si pu\u00f2 escludere (non siamo deterministi) che l\u2019Occidente capitalistico e imperialistico \u2013 che non \u00e8 una tigre di carta \u2013 sia ancora in grado di produrre un salto scientifico e tecnologico (con relative applicazioni militari) capace di dotarlo, per una certa fase, di una superiorit\u00e0 strategica cos\u00ec grande e superiore all\u2019attuale, tale da consentirgli di mettere in ginocchio o di ricattare pesantemente i suoi avversari, cercando pure di dividerli. Anche per questo \u00e8 fondamentale che il progresso scientifico e tecnologico dei Paesi che aspirano ad un modo multipolare e di pace sia sempre in grado di tener testa e possibilmente superare quello dei fautori di guerra. Cina, Russia e India hanno fatto grandi progressi in questo campo, ma non ancora tali da considerare trascurabile il vantaggio che gli Stati Uniti conservano in alcuni campi, con le relative e inquietanti ricadute militari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>5-Ormai si \u00e8 capito che l\u2019asse russo cinese nonostante tutto \u00e8 forte, gli Usa e l\u2019Ue non ci stanno e attaccano sui due fronti, chi con sanzioni chi, al momento, con guerre commerciali. Come andr\u00e0 a finire?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questa domanda ho gi\u00e0 risposto sostanzialmente nel punto precedente. Sar\u00e0 un processo storico-politico lungo, con avanzamenti e arretramenti, come tutti i processi rivoluzionari. E non sar\u00e0 un pranzo di gala. Noi in Italia, uomini e donne amanti della pace, dobbiamo fare la nostra parte, che in ambito internazionale pu\u00f2 essere cos\u00ec riassunto: una collocazione dell\u2019Italia per una politica di pace, cooperazione e sovranit\u00e0 a 360\u00b0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.pianocontromercato.it\/2022\/06\/26\/cina-italia-brics-mondo-multipolare-intervista-a-fausto-sorini\/\">https:\/\/www.pianocontromercato.it\/2022\/06\/26\/cina-italia-brics-mondo-multipolare-intervista-a-fausto-sorini\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PIANO CONTRO MERCATO (Pasquale Cicalese) Ho gi\u00e0 ospitato Fausto Sorini su questo blog con un suo intervento. Il pi\u00f9 letto in assoluto. 4 settimane fa gli ho chiesto un\u2019intervista, mi ha fatto attendere ma vi assicuro che ne \u00e8 valsa la pena, come potete leggere. 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