{"id":73381,"date":"2022-07-12T08:30:05","date_gmt":"2022-07-12T06:30:05","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73381"},"modified":"2022-07-11T14:48:47","modified_gmt":"2022-07-11T12:48:47","slug":"le-backrooms-allassalto-della-nostalgia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73381","title":{"rendered":"Le backrooms all&#8217;assalto della nostalgia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di I DIAVOLI (Redazione)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-73382\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/download-15-300x121.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"121\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/download-15-300x121.jpeg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/download-15-768x311.jpeg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/download-15.jpeg 840w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Infiniti corridoi con stanze vuote tappezzate di vecchie moquette e illuminate da fioche luci al neon in grado di evocare antiche paure e incubi contemporanei fondendo insieme esoterismo, horror, fisica quantistica, filosofia e gaming. Sono le backrooms, non luoghi inquietanti e stranianti. Ma forse, dietro il loro immaginario orrorifico e apocalittico, si cela una nuova forma di resistenza.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Su Google Maps e Google Earth le coordinate 34\u00b042\u201903\u201dN 135\u00b049\u201916\u201dE rimandano a due misteriosi edifici di forma semisferica. Arcane cupole che sembrano fuoriuscire dal nulla, fendendo il terreno nel mezzo di un parco incolto e trascurato nei pressi di Narazakacho, prefettura di Nara, Giappone. Pi\u00f9 che zoomare dalle mappe virtuali non si pu\u00f2 fare, non si pu\u00f2 accedere agli edifici a livello terra. Google non ci arriva. Eppure, secondo uno dei tanti video che in poco pi\u00f9 di due mesi ha superato le 3 milioni di visualizzazioni su YouTube, questi misteriosi e arcani edifici sono la porta di accesso per entrare nelle backrooms.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutto nasce nella primavera del 2019. Un utente anonimo mette sulla pagina \/x\/ board di 4chan (l&#8217;imageboard della rete per eccellenza, diventato famoso in epoca trumpiana per le sue posizioni sempre pi\u00f9 deliranti, complottiste e razziste) un post in cui si chiede agli utenti di condividere immagini di luoghi che suscitino sensazioni inquietanti e stranianti. Qualcuno posta la foto di una stanza vuota: moquette e tappezzeria tra il giallo e il verdino, luci al neon. Di per s\u00e9 l\u2019immagine \u00e8 fastidiosa, ma non \u00e8 finita qui. La stanza vuota sembra infatti essere solo la piccola parte di un enorme ufficio, o negozio, prigione, ospedale, vuoto e abbandonato. La stanza vuota diventa quindi immediatamente un punto di transito. Da e verso cosa, non \u00e8 dato saperlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo stesso utente anonimo poi, o forse un altro, offre questa didascalia all\u2019immagine. \u00abSe non fai attenzione e ti allontani dalla realt\u00e0 nelle aree sbagliate, finirai nelle backrooms, dove non c\u2019\u00e8 altro se non la puzza di un vecchio tappeto umido, la follia di un giallo monotono, l\u2019infinito rumore di fondo di luci fluorescenti al massimo ronzio, e circa seicento milioni di miglia quadrate di stanze vuote suddivise a caso per intrappolarti. Dio ti salvi se senti qualcosa che vaga nelle vicinanze, perch\u00e9 sicuramente ti ha sentito.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 la scoperta o la rivelazione, dipende dai punti di vista e dalle preferenze religiose, delle backrooms. Nulla sar\u00e0 pi\u00f9 come prima. Lasciate ogni speranza voi ch\u2019entrate, diceva il sommo poeta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019immagine \u00e8 perturbante, l\u2019immagine \u00e8 il perturbante. <em>Das Unheimliche<\/em>, l\u2019avrebbe definita Sigmund Freud. Non \u00e8 la prima in rete, dove da anni spopola il creepypasta, crasi tra creepy (disgustoso, inquietante) e copy and paste (immagini replicabili all\u2019infinito). Sempre uguali, nel loro essere vuote, nella moquette e nella tappezzeria, nel loro ripetersi infinito di stanze, corridoi, colonne, entrate che non portano a nulla e uscite che diventano ingressi. Sempre diverse, nel loro essere vuote ma allo stesso tempo piene di minime discordanze quali sedie, telefoni, scrivanie, mostri, fantasmi, robot, occhi estranei che osservano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In breve le backrooms diventano i non luoghi per eccellenza, spazi infiniti che trascendono la linearit\u00e0 dello spazio e del tempo. A volte appaiono da finestre che aprono su mondi che sembrano reali. A questo punto, per\u00f2, il concetto di realt\u00e0 \u00e8 saltato del tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La loro estetica proviene dai videogiochi. I nomi pi\u00f9 comuni sono The Stanley Parable, Portal o Superliminal. Il richiamo \u00e8 a quell\u2019epoca a cavallo tra la fine degli anni \u201870 e gli \u201880 che sta dominando l\u2019immaginario contemporaneo attraverso il pi\u00f9 lungo revival nostalgico di una decade mai sperimentato nella cultura di massa. Basti pensare ai sequel, remake e reboot di film come Star Wars, Blade Runner o Top Gun, a film come Super 8 o Us o a serie tv come Dark, Stranger Things, Black Mirror o Severance (ambientata in un ufficio\u2026 o in una backroom?). Tutte queste opere, a loro modo, si richiamano alla medesima estetica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Su YouTube nascono nuovi fenomeni. Video delle backrooms che in breve fanno milioni di visualizzazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo perch\u00e9 le backrooms sono dappertutto, dentro e fuori di noi. Tutti noi abbiamo gi\u00e0 visto una backrooms prima ancora di rivederla in foto o in video. Chris Frewerd, che quando vede l\u2019immagine su 4chan nel 2019 ha solo 16 anni, \u00e8 tra i primi a commentarla. Spiega a Vice che quella stanza vuota dentro altre stanze vuote gli ricorda la biblioteca della citt\u00e0 in Kansas in cui \u00e8 cresciuto, la sua vecchia scuola e quelle strane aree giochi nel mezzo dei centri commerciali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abTanti del luoghi pubblici nella mia vita erano simili a questi edifici vecchi, un po\u2019 decadenti, con interni datati e strane auree a circondarli\u00bb dice Frewerd. \u00abThe Backrooms \u00e8 la somma perfetta di questo concetto.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma le backrooms non rincuorano nella nostalgia di bei tempi mai esistiti, non avvolgono nel tepore di un passato vissuto come porto sicuro. Sono luoghi spaventosi, perturbanti. Nel post originale di 4chan in cui si decreta la loro nascita, o si fa la loro scoperta, \u00e8 infatti usato il termine noclip: quella possibilit\u00e0 nei videogiochi di utilizzare un glitch \u2013 un problema tecnico, una rottura del flusso dello spazio tempo \u2013 per passare attraverso i muri, le scenografie o i livelli di gioco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo caso per\u00f2, il noclip non \u00e8 solo virtuale. Quando si attraversano le backrooms si giunge a un livello di alienazione assoluta, di abbandono e di depersonalizzazione totale. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nessuno, restano solo stanze vuote.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un\u2019abdicazione del soggetto che porta le backrooms nell\u2019alveo dei liminal spaces: \u00abluoghi di transizione tra due altri luoghi, o tra due stati dell\u2019essere. Di solito sono abbandonati, e spesso vuoti \u2013 un centro commerciale alle quattro del mattino, oppure l\u2019atrio di una scuola durante il periodo estivo, ad esempio. Per questo appaiono come congelati e lievemente inquietanti, ma anche familiari per la nostra mente\u201d secondo Aesthetics Wiki.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se infatti Chris Frewerd racconta a Vice che queste stanze rimandano a \u00abuna di quelle strane esperienze condivise da tutti\u00bb, in realt\u00e0 si tratta di esperienze mai vissute da nessuno. L\u2019esperimento ricorda quello di Ever Dream This Man? inventato nel 2008 dal sociologo e artista Andrea Natella, che inond\u00f2 la rete con l\u2019immagine del viso di un uomo comune chiedendo se qualcuno lo avesse mai sognato. In breve arrivarono decine di migliaia di risposte positive da tutte le parti del mondo e l\u2019immagine di This Man divenne quasi oggetto di culto, oltre che archetipo junghiano, prima di essere svelato come semplice beffa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come scrive su Not la storica dell\u2019arte e curatrice Valentina Tanni, \u00e8 \u00abun\u2019immagine simbolica dal potere ammaliante, in grado di evocare antiche paure e incubi contemporanei, mettendo insieme esoterismo, horror, fisica quantistica, filosofia e gaming\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo quadro desolante e devastante, in queste stanze vuote dove ci si pu\u00f2 e ci si vuole perdere per un tempo e uno spazio che sembrano infiniti, c\u2019\u00e8 per\u00f2 forse un tenue brandello di speranza. La funzione delle backrooms, indipendentemente dalla sua volont\u00e0, pu\u00f2 essere letta come fenomeno politico di resistenza. Un immaginario che sembra infatti voler rigettare il facile afflato consolatorio di quelle che le hanno precedute. La backroom non si limita alla rievocazione nostalgica: la chiama a s\u00e9 per ribaltarla e distruggerla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il panico, la paura, le allucinazioni, il senso di inquietudine che pervade mentre si attraversano questi spazi liminali non sono un ripiegamento ombelicale su se stessi, ma un ribaltamento del concetto stesso di nostalgia. Lo stesso immaginario di fine anni \u201870 inizio anni \u201880, spiegava Fredric Jameson a partire dal film American Graffiti, non era altro che il tentativo reazionario e conservatore di riprodurre la felicit\u00e0 fittizia del boom degli anni Cinquanta in un contesto in cui i conflitti di classe, razza e genere stavano raggiungendo il loro apice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo l\u2019esplosione dei movimenti femministi e anticoloniali, che invitavano il primo mondo maschio bianco privilegiato a guardare il mostro in s\u00e9 e non nell\u2019altro da s\u00e9, quella retromania era l\u2019ultimo disperato tentativo di credere nella superiorit\u00e0 morale di un Occidente che si andava sgretolando davanti all\u2019emergere delle nefandezze e dei soprusi su cui si era edificato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per questo se oggi, in tempi altrettanto critici, le generazioni che negli anni \u201870 e \u201880 sono cresciute cercando di replicare nei film, nelle serie tv e nella musica la stessa operazione reazionaria di quei film visti da bambini, sforzandosi di riproporre la nostalgia come il ritorno a una presunta et\u00e0 dell\u2019oro priva di contraddizioni e conflitti, le nuove generazioni inseriscono in questi sequel, remake e reboot privi di nerbo e di significato le armi che hanno a disposizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E le loro armi sono appunto il <em>Das Unheimliche<\/em>, il perturbante di Sigmund Freud. O <em>l\u2019eerie<\/em>, l\u2019inquietante di Mark Fisher.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Improvvisamente, il tranquillizzante e consolatorio ricordo di spazi che chiunque sembra aver visto e attraversato si trasforma nel delirio violento e mostruoso della Twin Peaks raccontata da David Lynch. L\u2019artista che pi\u00f9 si \u00e8 adoperato per inserire glitch nel passato idilliaco per poi farli esplodere come dinamite. La Loggia Nera, non solo controcanto ma cuore pulsante e perturbante dell\u2019intero paese di Twin Peaks diventa la prima backroom: il panico e la paura come armi per dare l\u2019assalto a una realt\u00e0 devastata e vile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come raccontava Mark Fisher, infatti, questi non luoghi, queste infinite sale d\u2019attesa fuori dallo spazio e dal tempo dove il soggetto \u00e8 costretto ad abdicare, impongono la formulazione di una serie di domande. Quesiti alienanti, quasi brechtiani: dove sono gli altri? dove sono andati tutti? perch\u00e9 qui non \u00e8 rimasto pi\u00f9 nessuno? perch\u00e9 questo sistema, cos\u00ec ben rappresentato da questi suoi luoghi tipici eppure inusuali, ricordati e mai vissuti, ha portato alla scomparsa del genere umano? siamo giunti all\u2019estinzione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ecco che allora i glitch diventano non pi\u00f9 quegli errori di sistema attraverso cui un eletto potr\u00e0 salvare l\u2019intera umanit\u00e0, come in Matrix, ma strumenti attraverso cui diventa possibile sabotare il sistema stesso, come nell\u2019opera di David Lynch. Se la prossima rivoluzione sar\u00e0 un pranzo di gala, avr\u00e0 luogo nella Loggia Nera, ovvero in una backroom.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.idiavoli.com\/it\/article\/le-backrooms-allassalto-della-nostalgia\">https:\/\/www.idiavoli.com\/it\/article\/le-backrooms-allassalto-della-nostalgia<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di I DIAVOLI (Redazione) Infiniti corridoi con stanze vuote tappezzate di vecchie moquette e illuminate da fioche luci al neon in grado di evocare antiche paure e incubi contemporanei fondendo insieme esoterismo, horror, fisica quantistica, filosofia e gaming. Sono le backrooms, non luoghi inquietanti e stranianti. Ma forse, dietro il loro immaginario orrorifico e apocalittico, si cela una nuova forma di resistenza. Su Google Maps e Google Earth le coordinate 34\u00b042\u201903\u201dN 135\u00b049\u201916\u201dE rimandano a due&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":95,"featured_media":30386,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/i-diavoli.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-j5z","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73381"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/95"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=73381"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73381\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":73383,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73381\/revisions\/73383"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/30386"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=73381"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=73381"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=73381"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}