{"id":73408,"date":"2022-07-13T09:30:26","date_gmt":"2022-07-13T07:30:26","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73408"},"modified":"2022-07-12T22:22:17","modified_gmt":"2022-07-12T20:22:17","slug":"guerra-in-ucraina-quanto-pesa-il-fattore-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73408","title":{"rendered":"Guerra in Ucraina: quanto pesa il fattore tempo?"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>ANALISI DIFESA<\/strong> (Mirko Molteni)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/292389744_359350193044732_2329068265461553746_n.jpg\" alt=\"292389744_359350193044732_2329068265461553746_n\" \/><\/p>\n<p>Dopo quattro mesi e mezzo di sanguinoso conflitto in Ucraina, la Russia avanza nel Donbass e non si mostra intenzionata a fermarsi mentre gli ucraini lamentano l\u2019insufficienza delle forniture di armi occidentali. La NATO esce dal vertice di Madrid rafforzata, dopo aver utilizzato la crisi ucraina per giustificare sia l\u2019allargamento a Svezia e Finlandia, sia per sdoganare sempre di pi\u00f9 un concetto di \u201cOccidente allargato\u201d che comprenda dal punto di vista militare i paesi della regione del Pacifico che facciano da barriera alla Cina.<\/p>\n<p>Tutto si gioca sul fattore tempo, sulla capacit\u00e0 di non deviare dalla propria traiettoria sperando che sia l\u2019altra parte a cedere per prima. In una sfida del genere, la Russia \u00e8 avvantaggiata non solo dalla sua storica capacit\u00e0 di sopportare avversit\u00e0, ma dalla coscienza di combattere per uno spazio geopolitico che considera di sua pertinenza, ergo per lottare per una questione considerata dalla dirigenza di Mosca molto pi\u00f9 vitale e cruciale rispetto a quanto i paesi occidentali possano considerare l\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>E prova indiretta sembrerebbe proprio il fatto che le consegne di armamenti alle forze di Kiev risultano largamente insufficienti per il tipo di guerra ad alta intensit\u00e0 che sta sconvolgendo non solo le pianure ucraine, ma anche trent\u2019anni di dottrine militari occidentali fondate, in un eccesso di fiducia nel futuro, sull\u2019agilit\u00e0 di forze numericamente scarse studiate per avversari di livello insurrezionale o con limitate capacit\u00e0 convenzionali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Muro contro muro<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Vladimir Putin il 7 luglio 2022, intervenendo alla Duma di Mosca, ha invitato i paesi della NATO a non illudersi che la Russia possa cedere, perlomeno in tempi brevi:\u00a0<em>\u201cOggi sentiamo dire che vogliono sconfiggerci sul campo di battaglia. Che dire, che ci provino. Abbiamo sentito molte volte che l\u2019Occidente vuole combatterci fino all\u2019ultimo ucraino. \u00c8 una tragedia per il popolo ucraino, ma sembra che tutto vada in questa direzione\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-153477 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ztmwu3uUWjHjCWIQm0Ji1ZOXvzz4Yu3a.jpg\" alt=\"ztmwu3uUWjHjCWIQm0Ji1ZOXvzz4Yu3a\" width=\"468\" height=\"289\" \/><\/p>\n<p>Ha poi precisato:\u00a0<em>\u201cTutti devono sapere che in linea di massima non abbiamo ancora iniziato nulla di serio in Ucraina. Allo stesso tempo, non rifiutiamo nemmeno di tenere colloqui di pace. Ma coloro che rifiutano devono sapere che pi\u00f9 andremo avanti, pi\u00f9 sar\u00e0 difficile per loro negoziare con noi\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Il messaggio \u00e8 chiaro. Putin ha voluto ostentare sicurezza, tenendo aperta la porta a negoziati, ma alle condizioni russe, essendo in questo momento le forze di Mosca in vantaggio sul campo. E\u2019 un messaggio rivolto pi\u00f9 all\u2019Occidente che al governo ucraino, essendo il Cremlino sempre pi\u00f9 convinto che siano le cancellerie occidentali a condizionare il governo di Kiev incoraggiandolo a non cedere.<\/p>\n<p>Non a caso l\u20198 luglio, il presidente ucraino Volodymir Zelensky \u00e8 tornato a tarpare le ali a una ipotesi di compromesso, ritenendo che, per il semplice fatto che i russi hanno deciso di evacuare la loro piccola guarnigione dall\u2019isola dei Serpenti, per conseguenza possa esser possibile un giorno recuperare la Crimea.<\/p>\n<p><em>\u201cColoro che sono condannati a strisciare<\/em>\u00a0(i russi, per Zelensky, n.d.r.) non\u00a0<em>toglieranno nemmeno l\u2019Isola dei Serpenti a coloro che sono destinati a volare<\/em>\u00a0(gli ucraini, n.d.r.).\u00a0<em>Ecco perch\u00e9 la bandiera blu e gialla \u00e8 tornata sull\u2019isola, e un giorno sar\u00e0 sicuramente sulla penisola<\/em>\u00a0(la Crimea n.d.r.),\u00a0<em>cos\u00ec come in tutte le nostre citt\u00e0 e villaggi occupati, mentre il nostro inno nazionale sar\u00e0 suonato in ognuna di esse\u201d.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-154424 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/thumb-newsdocument-900x600-3fc9.jpg\" alt=\"thumb-newsdocument-900x600-3fc9\" width=\"428\" height=\"285\" \/><\/p>\n<p>Simili toni, da una parte e dall\u2019altra, non fanno che allontanare la fine della crisi, rischiando di renderla un fattore permanente della vita politica internazionale.<\/p>\n<p>Ulteriori segnali si sono avuti durante la conferenza dei ministri degli Esteri del G20, tenutasi il 7-8 luglio a Bali, in Indonesia.<\/p>\n<p>Era il primo evento internazionale a cui partecipavano sia la Russia, sia i maggiori paesi occidentali dopo l\u2019inizio del conflitto russo-ucraino e gi\u00e0 alla cena di gala della prima serata i rappresentanti delle nazioni del G7 (USA, Giappone, Germania, Gran Bretagna, Francia, Italia, Canada, pi\u00f9 l\u2019Unione Europea) hanno disertato la tavolata per non volersi sedere a fianco del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov.<\/p>\n<p>Il che, fra le righe, potrebbe essere considerato sotto sotto offensivo anche da parte dei numerosi altri convitati. Del resto, i padroni di casa indonesiani, per bocca della ministra degli Esteri Retno Marsudi, hanno cercato di chiedere, in via neutrale, la fine del conflitto, senza incolpare direttamente una delle due parti.<\/p>\n<p><em>\u201cE\u2019 nostra responsabilit\u00e0 porre fine alla guerra prima o poi e risolvere le nostre divergenze al tavolo dei negoziati, non sul campo di battaglia\u201d.<\/em>\u00a0Senza contare che l\u2019equidistanza dell\u2019Indonesia era stata gi\u00e0 dimostrata dal suo stesso presidente Joko Widodo, che fra il 29 e il 30 giugno aveva visitato sia Kiev sia Mosca, invitando Zelensky e Putin a partecipare entrambi alla sessione principale del G20, prevista a Bali il prossimo 15-16 novembre, nella speranza di favorire una mediazione. Quanto si \u00e8 visto a Bali, per\u00f2, conferma il muro contro muro.<\/p>\n<p>Dal segretario di Stato americano Anthony Blinken \u00e8 giunta l\u2019accusa alla Russia di bloccare le esportazioni di grano ucraino: \u201cPer i nostri colleghi russi: l\u2019Ucraina non \u00e8 il vostro Paese, il suo grano non \u00e8 il vostro grano. Perch\u00e9 state bloccando i porti? Dovete far uscire il grano\u201d. Nessun accenno alle sanzioni comminate alla Russia, oltre al rifiuto di un bilaterale Blinken-Lavrov (che secondo alcune fonti darebbe invece avvenuto segretamente).<\/p>\n<p>Lavrov ha abbandonato i lavori in anticipo nel pomeriggio dell\u20198 luglio, ricordando che \u201cil grano bloccato nei porti ucraini \u00e8 meno dell\u20191% del grano prodotto in tutto il mondo\u201d e ricordando che comunque la Russia \u00e8 pronta a colloqui con l\u2019Ucraina con la mediazione della Turchia proprio sul problema delle navi frumentarie.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-153655 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/1354901-360x245.jpg\" alt=\"MOSCOW, RUSSIA - APRIL 26, 2022: Russia's Foreign Minister Sergei Lavrov attends a meeting with UN Secretary-General Antonio Guterres at the Reception House. Valery Sharifulin\/TASS \u00d0\u00ee\u00f1\u00f1\u00e8\u00ff. \u00cc\u00ee\u00f1\u00ea\u00e2\u00e0. \u00cc\u00e8\u00ed\u00e8\u00f1\u00f2\u00f0 \u00e8\u00ed\u00ee\u00f1\u00f2\u00f0\u00e0\u00ed\u00ed\u00fb\u00f5 \u00e4\u00e5\u00eb \u00d0\u00d4 \u00d1\u00e5\u00f0\u00e3\u00e5\u00e9 \u00cb\u00e0\u00e2\u00f0\u00ee\u00e2 \u00e2\u00ee \u00e2\u00f0\u00e5\u00ec\u00ff \u00e2\u00f1\u00f2\u00f0\u00e5\u00f7\u00e8 \u00f1 \u00e3\u00e5\u00ed\u00e5\u00f0\u00e0\u00eb\u00fc\u00ed\u00fb\u00ec \u00f1\u00e5\u00ea\u00f0\u00e5\u00f2\u00e0\u00f0\u00e5\u00ec \u00ce\u00ce\u00cd \u00c0\u00ed\u00f2\u00ee\u00ed\u00e8\u00f3 \u00c3\u00f3\u00f2\u00e5\u00f0\u00f0\u00e8\u00f8\u00e5\u00ec \u00e2 \u00c4\u00ee\u00ec\u00e5 \u00ef\u00f0\u00e8\u00e5\u00ec\u00ee\u00e2 \u00cc\u00c8\u00c4 \u00d0\u00d4 \u00ed\u00e0 \u00d1\u00ef\u00e8\u00f0\u00e8\u00e4\u00ee\u00ed\u00ee\u00e2\u00ea\u00e5. \u00c2\u00e0\u00eb\u00e5\u00f0\u00e8\u00e9 \u00d8\u00e0\u00f0\u00e8\u00f4\u00f3\u00eb\u00e8\u00ed\/\u00d2\u00c0\u00d1\u00d1\" width=\"422\" height=\"287\" \/><\/p>\n<p>Ha inoltre ammonito:\u00a0<em>\u201cSe l\u2019Occidente non vuole che si svolgano colloqui, ma desidera che l\u2019Ucraina sconfigga la Russia sul campo di battaglia, poich\u00e9 sono state espresse entrambe le opinioni, allora, forse, non c\u2019\u00e8 nulla di cui parlare con l\u2019Occidente. Non siamo noi che abbiamo cessato i contatti reciproci. Questo \u00e8 stato fatto dagli Stati Uniti. Non corriamo dietro a nessuno, offrendo di incontrarci. Se non lo vogliono, \u00e8 una loro scelta\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Mosca sa di avere il coltello dalla parte del manico in tutta una serie di settori. Sulla sua potenza militare, soprattutto quantitativa, \u00e8 difficile dubitare sulla capacit\u00e0 del colossale paese di sostenere uno sforzo pi\u00f9 prolungato rispetto alle forze occidentali, per come sono state concepite negli ultimi anni.<\/p>\n<p>Dal punto di vista economico, se le sanzioni colpiscono pi\u00f9 i fondi e i sistemi di pagamento internazionale, la Russia \u00e8 per\u00f2 troppo ricca di materie prime e di fonti energetiche perch\u00e9 la sua economia reale, basata sulla concretezza dei prodotti e dei servizi, possa davvero esserne sconvolta, senza contare che intrattiene rapporti commerciali con numerose nazioni emergenti, BRICS e non. Sotto tale aspetto, la sfida di resistenza prolungata fra l\u2019Occidente e la Russia potrebbe, col passare del tempo, essere deleteria proprio alla \u201cnarrazione\u201d occidentale, e in particolare americana, della presunta preminenza del credito puro, in termini monetari (fisici o elettronici) e obbligazionari, rispetto alla produzione materiale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-154867 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/1357797.jpg\" alt=\"MOSCOW, RUSSIA - MAY 17, 2022: Deputy Chief of Staff of the Russian Presidential Executive Office, Russian Presidential Spokesman Dmitry Peskov attends the New Horizons Educational Marathon held by the Znanie [Knowledge] society at the Russia - My History pavilion at the VDNKh exhibition center. Alexander Ryumin\/TASS Host Photo Agency \u00d0\u00ee\u00f1\u00f1\u00e8\u00ff. \u00cc\u00ee\u00f1\u00ea\u00e2\u00e0. \u00c7\u00e0\u00ec\u00e5\u00f1\u00f2\u00e8\u00f2\u00e5\u00eb\u00fc \u00f0\u00f3\u00ea\u00ee\u00e2\u00ee\u00e4\u00e8\u00f2\u00e5\u00eb\u00ff \u00c0\u00e4\u00ec\u00e8\u00ed\u00e8\u00f1\u00f2\u00f0\u00e0\u00f6\u00e8\u00e8 \u00ef\u00f0\u00e5\u00e7\u00e8\u00e4\u00e5\u00ed\u00f2\u00e0 \u00d0\u00d4 - \u00ef\u00f0\u00e5\u00f1\u00f1-\u00f1\u00e5\u00ea\u00f0\u00e5\u00f2\u00e0\u00f0\u00fc \u00ef\u00f0\u00e5\u00e7\u00e8\u00e4\u00e5\u00ed\u00f2\u00e0 \u00d0\u00d4 \u00c4\u00ec\u00e8\u00f2\u00f0\u00e8\u00e9 \u00cf\u00e5\u00f1\u00ea\u00ee\u00e2 \u00e2\u00ee \u00e2\u00f0\u00e5\u00ec\u00ff \u00ef\u00f0\u00e5\u00f1\u00f1-\u00ef\u00ee\u00e4\u00f5\u00ee\u00e4\u00e0 \u00e2 \u00f0\u00e0\u00ec\u00ea\u00e0\u00f5 \u00f0\u00e0\u00e1\u00ee\u00f2\u00fb \u00f1\u00e5\u00ea\u00f6\u00e8\u00e8 &quot;\u00cd\u00ee\u00e2\u00fb\u00e5 \u00e3\u00ee\u00f0\u00e8\u00e7\u00ee\u00ed\u00f2\u00fb. \u00d0\u00ee\u00eb\u00fc \u00d0\u00ee\u00f1\u00f1\u00e8\u00e8 \u00e2 \u00ec\u00e8\u00f0\u00e5&quot; \u00ef\u00f0\u00ee\u00f1\u00e2\u00e5\u00f2\u00e8\u00f2\u00e5\u00eb\u00fc\u00f1\u00ea\u00ee\u00e3\u00ee \u00ec\u00e0\u00f0\u00e0\u00f4\u00ee\u00ed\u00e0 &quot;\u00cd\u00ee\u00e2\u00fb\u00e5 \u00e3\u00ee\u00f0\u00e8\u00e7\u00ee\u00ed\u00f2\u00fb\u0094 \u00d0\u00ee\u00f1\u00f1\u00e8\u00e9\u00f1\u00ea\u00ee\u00e3\u00ee \u00ee\u00e1\u00f9\u00e5\u00f1\u00f2\u00e2\u00e0 &quot;\u00c7\u00ed\u00e0\u00ed\u00e8\u00e5&quot; \u00e2 \u00ef\u00e0\u00e2\u00e8\u00eb\u00fc\u00ee\u00ed\u00e5 &quot;\u00d0\u00ee\u00f1\u00f1\u00e8\u00ff - \u00ec\u00ee\u00ff \u00e8\u00f1\u00f2\u00ee\u00f0\u00e8\u00ff&quot; \u00ed\u00e0 \u00c2\u00c4\u00cd\u00d5. \u00c0\u00eb\u00e5\u00ea\u00f1\u00e0\u00ed\u00e4\u00f0 \u00d0\u00fe\u00ec\u00e8\u00ed\/\u00f4\u00ee\u00f2\u00ee\u00f5\u00ee\u00f1\u00f2-\u00e0\u00e3\u00e5\u00ed\u00f2\u00f1\u00f2\u00e2\u00ee \u00d2\u00c0\u00d1\u00d1\" width=\"365\" height=\"233\" \/><\/p>\n<p>Il portavoce del Cremlino, Dimitri Peskov (nella foto a lato) ha ammonito: \u201cIl potenziale della Russia \u00e8 cos\u00ec grande che solo una piccola porzione \u00e8 stata usata per l\u2019operazione speciale\u201d. E per prepararsi a un assedio sul versante occidentale, gi\u00e0 il 5 luglio la Camera bassa della Duma, il parlamento di Mosca, ha approvato una legge chiesta dallo stesso Putin il 30 giugno e volta a favorire la mobilitazione dell\u2019economia nazionale a scopi militari. Le nuove norme comprendono la possibilit\u00e0 che le industrie siano \u201ccostrette a rifornire le forze armate\u201d.<\/p>\n<p>I lavoratori, in caso di necessit\u00e0, dovranno inoltre lavorare di notte, nei weekend e nei giorni festivi, anche rinunciando alle ferie. Secondo il vice premier Yuri Borisov la nuova legge \u00e8 motivata \u201cdelle sanzioni occidentali e della fornitura occidentale di armi all\u2019Ucraina\u201d.<\/p>\n<p>Non si parla ancora di \u201cguerra\u201d, n\u00e9 di \u201ceconomia di guerra\u201d, dato che si resta nell\u2019ambito propagandistico della \u201coperazione speciale\u201d, ma il significato profondo della legge sulla mobilitazione totale \u00e8 palese. A corollario, Dmitry Rogozin, direttore dell\u2019agenzia spaziale russa Roscosmos, ha pure chiesto che vengano nazionalizzate tutte le societ\u00e0, localizzate sul territorio russo, che producono componenti di microelettronica per satelliti e veicoli spaziali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Quali obbiettivi?<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019arco di circa 140 giorni dall\u2019inizio dell\u2019offensiva russa in Ucraina, lo scorso 24 febbraio 2022, abbiamo visto la Russia tentare dapprima una puntata su Kiev per poi ritirarsi quando in marzo parevano plausibili trattative dirette con gli ucraini grazie alla mediazione turca, e infine, dopo settimane di riorganizzazione e rischieramento strategico abbiamo assistito all\u2019avvio dell\u2019offensiva tuttora in corso nel Donbass, che ha portato nelle ultime settimane alla conquista praticamente completa del Lugansk e a ulteriori guadagni territoriali nel Donetsk.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-155450 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Donetsk-Battle-Map-Draft-July-102022.jpg\" alt=\"Donetsk Battle Map Draft July 10,2022\" width=\"797\" height=\"1202\" \/><\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 dubbio che le tappe simboliche della lenta, ma inesorabile avanzata russa, possano essere sintetizzate nella conquista, dopo un lungo assedio, di Mariupol il 17 maggio, lungo la costa del Mar d\u2019Azov, seguita pi\u00f9 a Nord, nel Lugansk, dalla presa di Severodonetsk il 25 giugno e di Lysychansk il 3 luglio. Il tutto senza dimenticare che l\u2019essersi assicurati una fascia di sicurezza nel Kherson, a nord della Crimea, fin dalle prime settimane di guerra ha contribuito a dare stabilit\u00e0 e continuit\u00e0 territoriale a tutta una fascia omogenea occupata dai russi che assommerebbe ormai a quasi il 20% dell\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>Siamo arrivati a un punto in cui, mentre l\u2019Occidente fa mostra di unit\u00e0, ma concretamente non pu\u00f2, per ovvie ragioni, fare nulla sul campo, Mosca pu\u00f2 invece permettersi il lusso di pi\u00f9 opzioni.<\/p>\n<p>In qualsiasi momento i russi possono decidere di cessare la lotta nella misura in cui si ritengano soddisfatti delle conquiste territoriali effettuate fino a quel punto. Viceversa possono, finch\u00e9 lo ritengono opportuno, tentare di pressare ancora il fronte, avendo in tal caso due possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-155453 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Kharkiv-Battle-Map-Draft-July-102022-3.jpg\" alt=\"Kharkiv Battle Map Draft July 10,2022 (3)\" width=\"816\" height=\"1383\" \/><\/p>\n<p>O ulteriori guadagni territoriali marginali, fin dove possa risultare conveniente una nuova linea di frontiera, oppure perfino (col tempo) lo sfondamento del fronte, a esaurimento dell\u2019esercito ucraino, puntando a un cambio di regime a Kiev e la nascita di una Ucraina \u201cbielorussizzata\u201d (nonch\u00e9 mutilata sul piano territoriale) nell\u2019orbita di Mosca, a fare da cuscinetto con la NATO.<\/p>\n<p>Possibilit\u00e0 cos\u00ec diverse rendono assai pi\u00f9 difficile capire quali possano essere i veri obbiettivi del Cremlino e molto dipender\u00e0 dalla volont\u00e0 di tutti di dar vita a una trattativa che porti a un cessate il fuoco e dalla tenuta delle forze ucraine il cui indebolimento potrebbe risultare pi\u00f9 veloce del tasso di consegna di nuove armi dagli alleati o di formazione di nuove reclute, ammesso che ce ne siano a sufficienza e che la voglia di resistere all\u2019invasore permanga intatta come nei primi mesi di guerra.<\/p>\n<p>Il 4 luglio, il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha quantificato in \u201c2000 soldati morti, 196 mezzi corazzati distrutti e 12 velivoli abbattuti\u201d le pesanti perdite subite dagli ucraini nella sola battaglia che ha portato alla conquista di Lysychansk da parte delle truppe del Cremlino.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-155454 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/286893406_342447504735001_7933436193316413352_n.jpg\" alt=\"286893406_342447504735001_7933436193316413352_n\" width=\"960\" height=\"640\" \/><\/p>\n<p>I miliziani filorussi del Lugansk hanno annunciato che convergeranno sia sul fronte della regione di Kharkiv, per distogliervi forze ucraine proteggendo nel contempo il fianco settentrionale dello schieramento principale russo, sia nel Donetsk, l\u2019altra regione del Donbass che, anche secondo lo Stato Maggiore ucraino e l\u2019intelligence britannica, \u201csar\u00e0 il prossimo obbiettivo di Mosca\u201d.<\/p>\n<p>Nel settore Slovjansk-Kramatorsk \u00e8 prevista la nuova concentrazione di artiglieria russa e filorussa. Kiev si consola issando la bandiera ucraina sull\u2019isola dei Serpenti (subito dopo colpita da missili lanciati dai cacciabombardieri Sukhoi Su-30 russi), abbandonata giorni fa dai russi, ma intanto nuovi bombardamenti hanno flagellato il Donetsk e il settore di Kharkiv.<\/p>\n<p>A Melitopol, dove agiscono partigiani antirussi, \u00e8 esploso un ponte ferroviario utilizzato dai russi, mentre a Izyum un attacco ucraino ha centrato un deposito di munizioni nemico. Intanto a Kherson, la Rosgvardija, la Guardia Nazionale Russa, dice d\u2019aver \u201ctrovato, in casa del generale nemico Alexander Savchenko, documenti che proverebbero la complicit\u00e0 degli osservatori OSCE con i servizi segreti ucraini SBU\u201d.<\/p>\n<p>Gli esperti americani dell\u2019ISW, Institute for the Study of War, hanno rilevato che \u201cper la prima volta da 133 giorni, il 6 luglio la Russia non ha rivendicato alcuna conquista territoriale\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-155455 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/285634100_329462076033544_8283929067097046933_n-1536x1022-1.jpg\" alt=\"285634100_329462076033544_8283929067097046933_n-1536x1022\" width=\"826\" height=\"549\" \/><\/p>\n<p>L\u2019ISW sostiene che \u201ci russi conducono attacchi limitati e privi di successo su tutti gli assi\u201d. Tentativi definiti dall\u2019ISW \u201ccoerenti con una pausa operativa russa, che non implica la completa cessazione delle ostilit\u00e0\u201d. Questi piccoli attacchi russi potrebbero essere ricognizioni per saggiare le difese ucraine, mentre il grosso dell\u2019esercito starebbe riprendendo fiato in attesa di riattivare un\u2019avanzata in grande stile. Sulla lentezza, pur inesorabile, dell\u2019avanzata russa aveva parlato il 5 luglio il Ministero della Difesa britannico, che diffondendo il suo quotidiano rapporto d\u2019intelligence rilevava che \u201cnell\u2019ultima settimana i russi sono avanzati di 5 km lungo la strada E40 da Izyum, di fronte alla resistenza ucraina estremamente determinata, e sono arrivati a 16 km a Nord di Sloviansk\u201d.<\/p>\n<p>Cinque chilometri in una settimana possono sembrare pochi, sarebbero pari in media a soli 700 metri al giorno, ma non va dimenticato che i russi muovono con una tattica ben diversa da quella degli eserciti occidentali moderni, ovvero dedicando molto tempo alla demolizione delle difese nemiche con artiglieria e missili e avanzando lentamente per proteggersi da eventuali contrattacchi nemici sui fianchi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-155456 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/154155-1_large.jpg\" alt=\"154155-1_large\" width=\"1140\" height=\"762\" \/><\/p>\n<p>Gli ucraini hanno certo conteso il terreno ai russi, favoriti dal fatto di aver per anni potuto trincerarsi nel Donbass su linee difensive sequenziali, ma l\u2019impressione \u00e8 che ora stiano cedendo, anche perch\u00e9 le perdite in uomini ed equipaggiamenti non sembrano ripianate a sufficienza dalle forniture occidentali e da nuovi reparti addestrati.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 il 24 giugno l\u2019intelligence americana citata dalla CNN ammetteva: \u201cLe nuove armi fornite agli ucraini, inclusi i lanciarazzi HIMARS, non cambieranno subito la situazione. Hanno portata limitata per evitare il territorio russo, inoltre i russi hanno distrutto alcune delle armi fornite dall\u2019Occidente con attacchi mirati\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-155457 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/282202593_317428867219272_4737921844011380353_n.jpg\" alt=\"282202593_317428867219272_4737921844011380353_n\" width=\"408\" height=\"272\" \/><\/p>\n<p>Il Pentagono ha annunciato che, dopo l\u2019arrivo dei primi quattro lanciarazzi M142 Himars, \u201ci prossimi quattro arriveranno a met\u00e0 luglio\u201d. Negli stessi giorni gli ucraini diffondevano un filmato in cui mostravano per la prima volta in azione un M142 HIMARS sul fronte di Zaporizhia, mentre sparava una salva di sei razzi M31 da 80 km di gittata.<\/p>\n<p>Ebbene, gi\u00e0 il 6 luglio il portavoce della Difesa russa, generale Igor Konashenkov, sosteneva che l\u2019aviazione russa aveva distrutto gi\u00e0 due M142: \u201cPresso il villaggio di Malotaranovi, nella repubblica popolare di Donetsk, due lanciarazzi Himars e due depositi di munizioni a loro associati sono stati distrutti con missili lanciati da aerei\u201d.<\/p>\n<p>La perdita di due su quattro dei gi\u00e0 rari lanciarazzi pesanti ricevuti dall\u2019America, \u00e8 certo un brutto colpo. Anche perch\u00e9 soltanto in questi giorni, attorno a met\u00e0 luglio, \u00e8 previsto che ne arrivino appena altri quattro esemplari mentre altri 4 sono stati autorizzati dal Pentagono.<\/p>\n<p>In pi\u00f9, lo stesso 6 luglio l\u2019aeronautica russa ha centrato un deposito di munizioni a Soledar, secondo Konashenkov, distruggendo \u201c1500 proiettili d\u2019artiglieria e 100 razzi anticarro stranieri\u201d. Un caccia russo Sukhoi Su-35 avrebbe inoltre abbattuto due elicotteri Mi-24 e un caccia Su-25 ucraini nel sud del paese, il che sarebbe plausibile essendo il Su-35 russo un aereo molto pi\u00f9 veloce e agile delle sue vittime.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Vecchi missili e danni collaterali<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Circa l\u2019aviazione russa alla fine di giugno si \u00e8 fatto un gran parlare dell\u2019impiego di bombardieri Tupolev Tu-22M3 che decollati dalla base di Shaikovka, nella regione russa di Kaluga hanno talvolta sparato grossi missili Raduga Kh-22 \u201cBurya\u201d (\u201cTempesta\u201d) della portata di 600 chilometri, pezzi da museo entrati in servizio nel 1962, il cui margine d\u2019errore massimo arriverebbe a 5 chilometri.<\/p>\n<p>Si tratta infatti di un missile concepito in origine come arma antinave a testata nucleare, per spazzare via le portaerei americane, ma se \u201criciclato\u201d per obbiettivi terrestri con testata convenzionale da 1000 kg di esplosivo, sarebbe soggetto a maggiori errori, probabilmente perch\u00e9 il suo radar pu\u00f2 meglio distinguere grandi navi sulla superficie marina, anzich\u00e9 un complesso paesaggio di terra dagli innumerevoli echi radar.<\/p>\n<p>L\u2019uso di questi missili ha portato a vittime civili e l\u2019episodio pi\u00f9 noto si \u00e8 avuto il 26 giugno, quando un Kh-22 ha colpito il centro commerciale Amstor di Kremenchuk, oppure le sue immediate adiacenze, vicino alla stazione ferroviaria, mentre un altro ordigno ha colpito un complesso metalmeccanico, l\u2019azienda Kredmash, posta immediatamente a Nord del centro commerciale, e dove ci sono stati solo 2 feriti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-155385 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/VKSLTU-550_6.jpg\" alt=\"VKSLTU-550_6\" width=\"412\" height=\"292\" \/><\/p>\n<p>L\u2019azienda ha sostenuto di non \u201cprodurre nulla di militare dal 1989\u201d, ma per i russi essa verrebbe usata \u201cper la manutenzione di mezzi militari\u201d. La Kredmash, stando alle foto satellitari, sembrerebbe grande quanto uno dei vecchi kombinat di era sovietica, con capannoni estesi per 300 metri sul lato nord del centro Amstor. Area estesa su cui i russi speravano di piazzare perfino i vecchi Kh-22. Il generale Konashenkov ha sostenuto: \u201cLa nostra aviazione ha colpito un deposito di armi fornite da USA e Unione Europea in hangar presso la fabbrica di macchinari di Kremenchuk (la Kredmash appunto). L\u2019incendio s\u2019\u00e8 propagato a un centro commerciale chiuso, vicino alla fabbrica\u201d.<\/p>\n<p>Altri Kh-22 e la loro versione pi\u00f9 evoluta Kh-32 sono stati impiegati, per esempio su Serhivka, non lontano da Odessa, e il 2 luglio l\u2019intelligence inglese, nel suo rapporto ha sostenuto che i russi ricorrono a \u201cvecchi e imprecisi missili antinave contro obbiettivi terrestri\u201d perch\u00e8 \u201cstanno terminando le scorte di armi moderne\u201d. Per l\u2019intelligence britannico \u201cSono missili inadatti a obbiettivi in ambiente urbano, aumentano il rischio di danni collaterali\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 dubbio comunque che i russi stiano ricorrendo ai vecchi missili aviolanciati degli anni Sessanta e Settanta solo perch\u00e9 sono a corto di armi moderne, sembra invece pi\u00f9 plausibile che preferiscano sgombrare i magazzini da armamenti obsoleti e ormai in scadenza, conservando i sistemi pi\u00f9 moderni, quelli grossomodo costruiti negli ultimi vent\u2019anni, in previsione di un possibile, malaugurato scontro con la NATO.<\/p>\n<p>D\u2019altronde, sul problema delle vittime civili dei bombardamenti una vera chiarezza sar\u00e0 fatta solo dopo la fine del conflitto. Anche nelle ultime settimane si sono moltiplicate le denunce da parte russa circa il fatto che le forze armate ucraine utilizzino infrastrutture o perfino luoghi residenziali civili come copertura, veri e propri \u201cscudi\u201d, di proprie unit\u00e0 militari.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-154312 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/800px-Tupolev_Tu-95_in_flight.jpg\" alt=\"800px-Tupolev_Tu-95_in_flight\" width=\"800\" height=\"536\" \/><\/p>\n<p>Fra le pi\u00f9 recenti, ovviamente tutte da verificare, ma che qui ci preme ricordare anche solo come beneficio d\u2019inventario, in quanto praticamente ignorate dall\u2019informazione \u201cmainstream\u201d, ci sono quelle del generale russo Mikhail Mizintsev, capo del Centro gestione Difesa nazionale russo, che il 5 luglio ha affermato: \u201cNel Donetsk, gli ucraini hanno appostato lanciarazzi e veicoli blindati presso una scuola a Seversk e posizioni di cecchini in un\u2019altra scuola a Shcherbinovka\u201d.<\/p>\n<p>Ha aggiunto che \u201cposizioni d\u2019artiglieria sono vicino alla scuola n.25 di Odessa\u201d e che \u201cpostazioni di militari ucraini sono nei palazzi residenziali nella via Rymarskaya di Kharkhiv, ai cui residenti civili \u00e8 stato vietato di andarsene\u201d.<\/p>\n<p>Che i massicci bombardamenti russi causino molte vittime civili \u00e8 assodato, allo stesso modo in cui anche gli ucraini, nella limitatezza dei loro meno numerosi missili e razzi campali, come i Tochka-U o i Grad, ne causano tartassando centri abitati del Donetsk e del Lugansk.<\/p>\n<p>Se il governo di Kiev pone grande attenzione a questi episodi \u00e8 per forzare l\u2019Occidente, per quanto possibile, a dare pi\u00f9 armi, ma le quantit\u00e0 sono modeste e mantengono l\u2019Ucraina sul livello minimo di sopravvivenza militare, e con tendenza al peggio, visti gli sviluppi nel Donbass. Paiono quindi ridicoli i ripetuti appelli a \u201cnon far vincere Putin\u201d, basati pi\u00f9 su desideri che su una efficace strategia di lungo periodo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Aiuti a met\u00e0<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Certamente la NATO non \u00e8 in guerra contro la Russia, ma si potrebbe dire che ci sia vicina dal punto di vista delle forniture militari e del possibile coinvolgimento di forze speciali o mercenari che potrebbero non essere del tutto volontari, come vedremo pi\u00f9 oltre. I paesi occidentali non hanno per\u00f2 intenzione di fornire tutte le armi che chiede Zelensky, poich\u00e9 non basterebbero quelle presenti negli arsenali dei paesi europei, pertanto si tratta di aiuti \u201ca met\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>A Washington, a Londra e nelle capitali \u201cancillari\u201d sperano che siano le sanzioni economiche la vera arma contro la Russia, mentre le armi sul campo cedute da Ovest sono in realt\u00e0 il minimo per ripianare le perdite di materiale bellico da parte ucraina, a patto per\u00f2 che non aumenti il tasso di distruzione di armi e munizioni ucraine da parte dei sistemi russi d\u2019artiglieria e missilistica, altrimenti il \u201cgioco\u201d rischia di saltare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-155458 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/5801171576513738667_121-002.jpg\" alt=\"-5801171576513738667_121 (002)\" width=\"441\" height=\"662\" \/><\/p>\n<p>Di giorno in giorno, si rincorrono notizie che indicano nuovi \u201cpacchetti\u201d di aiuti militari decisi di volta in volta in modo estemporaneo, ma senza un piano di lungo periodo, condiviso e coordinato fra alleati. Ad esempio, il 29 giugno, proprio mentre si apriva il vertice NATO a Madrid, Germania e Olanda annunciavano la prossima consegna di altri 6 obici semoventi Panzerhaubitze 2000, 3 per ciascuno, stando alla ministra della Difesa tedesca Christine Lambrecht: \u201cIn Germania abbiamo deciso di dare all\u2019Ucraina altri 3 Pzh 2000. Insieme a quelli dell\u2019Olanda, saranno sei\u201d.<\/p>\n<p>La Lambrecht ha anche ammesso che la Germania non fornir\u00e0 altre unit\u00e0 di questo tipo poich\u00e9 altrimenti vedr\u00e0 ridurre le proprie stesse capacit\u00e0 di difesa. Quei 6 Pzh2000 germano-olandesi si aggiungeranno ad altri 7 gi\u00e0 confermati in maggio, ma che reale utilit\u00e0 militare possono avere inviati col contagocce, cos\u00ec scaglionati nel tempo?<\/p>\n<p>Lo stesso giorno la Norvegia ha promesso, stando al suo titolare della Difesa, Bjorn Arild Gram, tre lanciarazzi M270. Dalla Francia, il 1\u00b0 luglio \u00e8 stato lo stesso presidente Emmanuel Macron in persona a promettere ai dirigenti di Kiev \u201caltri 6 obici semoventi Caesar, e un numero significativo di veicoli blindati\u201d.<\/p>\n<p>Il 3 luglio, da Kiev, dov\u2019era in visita, il premier australiano Anthony Albanese, ha garantito a Zelensky \u201cun nuovo sostegno militare di 99,5 milioni di dollari australiani (67,8 mln di dollari USA)\u201d, che porta a 388 milioni il totale degli aiuti di Canberra. Previsti, in particolare, 14 veicoli blindati M113 e 20 blindati Bushmaster. L\u20198 luglio, ecco un nuovo pacchetto di aiuti militari americani, annunciato da Biden, per 400 milioni di dollari che comprende ulteriori 4 lanciarazzi M142 HIMARS che porteranno il totale consegnato agli ucraini a 12 sistemi di questo tipo in ben due mesi da parte degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 credere che sia efficace un\u2019assistenza militare di questo tipo, decisa alla giornata, il pi\u00f9 delle volte a beneficio della stampa e delle opinioni pubbliche, dai paesi occidentali in ordine sparso, quasi in una gara di solidariet\u00e0 che non sembra avere un briciolo di criterio strategico?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-155459 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/arta_7.jpg\" alt=\"arta_7\" width=\"960\" height=\"640\" \/><\/p>\n<p>Se davvero si voleva aiutare l\u2019Ucraina a difendersi, opponendo all\u2019aggressore russo un prezzo troppo alto da pagare, tale da indurlo a cessare le ostilit\u00e0 dopo poche settimane, perch\u00e9 fin da marzo-aprile la NATO non ha stabilito linee guida e un programma coordinato che imponesse, ad esempio, di standardizzare gli aiuti in termini di artiglieria semovente o lanciarazzi pesanti razionalizzando consegne pi\u00f9 cospicue numericamente?<\/p>\n<p>Una risposta \u00e8 senz\u2019altro nella ricordata carenza di armi pesanti negli stessi arsenali occidentali, aggravata forse anche dalla eccessiva sofisticazione e da costi troppo alti che impediscono, in caso di emergenza nazionale di avviare una produzione di massa di simili mezzi in tempi brevi. Il che fa capire come la NATO sia esposta alla Russia, se non fosse per la risposta nucleare a una ipotetica offensiva convenzionale.<\/p>\n<p>Risposta che per\u00f2 dovrebbe fare i conti con l\u2019immediato superamento anche da parte russa della soglia atomica. L\u2019altra risposta \u00e8 che i governi occidentali sembrano davvero navigare a vista, a dispetto dell\u2019ostentata sicurezza. V\u2019\u00e8 quasi l\u2019impressione che ci si affidi all\u2019effetto dimostrativo del semplice appoggio militare, per quanto scoordinato e limitato, nella speranza che i russi, prima o poi, semplicemente gettino la spugna. Ma Mosca ha un vantaggio decisivo nell\u2019unit\u00e0 di comando e nell\u2019avere un piano strategico programmato sul medio-lungo termine, che la NATO non sembra avere.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-155460 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/292782240_358880163091735_6733554559371047904_n.jpg\" alt=\"292782240_358880163091735_6733554559371047904_n\" width=\"800\" height=\"478\" \/><\/p>\n<p>L\u2019alleanza occidentale reagisce ad azioni decise da un avversario le cui vere intenzioni sono ancora in larga parte ignote, posto che la conquista di tutto il Donbass e della fascia del Kherson siano obbiettivi minimi ai quali si potrebbe aggiungere la costa di Odessa.<\/p>\n<p>Per non parlare di pi\u00f9 ghiotte occasioni che si potrebbero presentare nel caso, non impossibile, di un collasso totale dei vertici politici ucraini a causa di un crollo militare al fronte. Soprattutto il mondo occidentale pare non voler ammettere che la Russia possa davvero persistere nella sua offensiva per un periodo di tempo eccessivamente lungo, una prospettiva che metterebbe a mal partito le democrazie occidentali, troppo abituate a ragionare in termini di \u201cbreve periodo\u201d, soprattutto a fini elettorali.<\/p>\n<p>Peraltro, Stati Uniti e Unione Europea sono stati prodighi pi\u00f9 che altro di armi portatili e relative munizioni, gli unici sistemi d\u2019arma il cui conteggio, per tipo, supera il centinaio e il migliaio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-155463 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/5996635198852281992_121-002.jpg\" alt=\"-5996635198852281992_121 (002)\" width=\"445\" height=\"334\" \/><\/p>\n<p>Anticarro efficaci come i Javelin o gli NLAW, possono aumentare molto attriti e perdite per il nemico, ma senza da sole vincere una guerra convenzionale di questo tipo. Fra l\u2019altro, il 5 luglio, il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, ha perfino insinuato che parte delle armi in arrivo in Ucraina possano (o lo siano gi\u00e0) \u201cessere dirottate sul mercato nero e finire in Medio Oriente\u201d.<\/p>\n<p>Lo riportava perfino il Guardian, scrivendo che Shoigu avrebbe valutato in \u201c28.000 tonnellate\u201d la massa totale delle armi e munizioni occidentali per l\u2019Ucraina. Al momento non esiste prova delle affermazioni di Shoigu, ma se \u00e8 vero che l\u2019Ucraina \u00e8 sempre stata considerata a livello internazionale uno dei paesi pi\u00f9 corrotti del mondo, salvo poi ricordare questo scomodo aspetto a bassissima voce dopo il 24 febbraio 2022, per evidenti motivi di opportunit\u00e0 politica, \u00e8 facile intuire che possa esserci almeno una minima base di verit\u00e0.<\/p>\n<p>Il 6 luglio Zelensky si \u00e8 sbilanciato promettendo al suo popolo che \u201centro la fine dell\u2019anno tutto il paese sar\u00e0 protetto da sistemi antimissile moderni, per i quali stiamo trattando\u201d. Nelle scorse settimane si era vociferato di un interesse di Kiev per il sistema israeliano Iron Dome, ma l\u2019ipotesi pare dubbia data l\u2019importanza strategica di questo sistema per Israele.<\/p>\n<p>Fra l\u2019altro viene da chiedersi con quali soldi gli ucraini sperano di assicurare al loro paese, ben pi\u00f9 esteso dell\u2019Italia un ombrello antimissile nazionale completo, che al momento attuale solo Israele, con la sua limitata superficie, pu\u00f2 permettersi. Lo stesso giorno, a Berlino, il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha annunciato di fronte ai parlamentari del Bundestag \u201cla prossima consegna a Repubblica Ceca, Grecia, Polonia e Slovenia delle armi tedesche che permetteranno a questi stati di cedere all\u2019Ucraina le loro armi ex-sovietiche\u201d, nella fattispecie carri armati T-72 o blindati BTR.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-155499 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/FWpYp2oXgAIS9cq.jpg\" alt=\"FWpYp2oXgAIS9cq\" width=\"811\" height=\"541\" \/><\/p>\n<p>Sembra la volta buona, dopo che tutti gli scrupoli tedeschi in fatto di esportazione di armi stavano facendo perdere la pazienza alla Rheinmetall che da tempo si diceva pronta a rimettere in sesto i vecchi Marder, ma era bloccata dalle lungaggini politiche. Sempre il 6 luglio, il ministro britannico della Difesa, Ben Wallace, ha dato per certo l\u2019arrivo \u201cdei primi ucraini in Gran Bretagna, per essere addestrati dalla nostra 11\u00b0 Security Force Assistance Brigade\u201d.<\/p>\n<p>Sono i primi di 10.000 soldati, in base a un accordo Londra-Kiev, ma tenuto conto dei tempi di addestramento e di avvicendamento, faranno in tempo prima che il conflitto finisca?<\/p>\n<p>Di certo la Gran Bretagna si conferma seconda solo agli Stati Uniti negli aiuti militari all\u2019Ucraina, avendo portato il totale del suo contributo a 2,3 miliardi di sterline, contro gli 8 miliardi di dollari degli americani.<\/p>\n<p>Il maggior contributo inglese \u00e8 costituito da circa 5000 armi anticarro leggeri NLAW, diversi antiaerei Starstreak e da un numero non determinato di missili Brimstone e da 120 veicoli blindati fra cui i Mastiff a ruote, mentre i lanciarazzi pesanti M270 per ora sono soltanto tre e altri successivi non sono ancora stati quantificati.<\/p>\n<p>Fra le armi di provenienza britannica, anche i missili antinave Harpoon, alcuni dei quali per\u00f2 gi\u00e0 distrutti dai russi, come \u201ci due sistemi lanciatori Harpoon\u201d che secondo Konashenkov sarebbero stati colpiti l\u20198 luglio \u201csulla costa di Odessa da missili di precisione lanciati dal mare\u201d, ovvero da navi o sottomarini della flotta russa del Mar Nero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Volontari o consiglieri militari?<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Si \u00e8 tornato a riparlare della presenza in Ucraina di militari, o ex-militari occidentali. E\u2019 sicuro che ci siano alcune migliaia di stranieri che passano per volontari o mercenari che dir si voglia, ma quanti di essi sono davvero in Ucraina di loro sponte e quanti sotto copertura su incarico dei governi?<\/p>\n<p>Pi\u00f9 di una volta, in altri interventi precedenti, abbiamo vagheggiato per il conflitto ucraino un parallelo con la Guerra di Spagna del 1936-1939, quando, ad esempio, il contingente italiano era formalmente costituito da volontari, con nome di battaglia che nascondeva la vera identit\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-155465 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/2022-07-11-u-chasovomu-yaru2-e1657520595541.jpg\" alt=\"2022-07-11-u-chasovomu-yaru2-e1657520595541\" width=\"1200\" height=\"771\" \/><\/p>\n<p>Ebbene, il 26 giugno sul New York Times, che non pu\u00f2 certo essere sospettato di essere filo-russo, \u00e8 trapelato che \u201cforze speciali della NATO starebbero operando tuttora in Ucraina\u201d, sicuramente per addestramento, ma forse anche per dare qualche \u201clezione pratica\u201d sulla linea del fronte, in altre parole per partecipare ai combattimenti.<\/p>\n<p>Il quotidiano newyorchese cita \u201ctre fonti diverse\u201d, definite \u201cufficiali statunitensi ed europei\u201d, secondo i quali \u201calcune dozzine\u201d di commandos di vari paesi, fra cui specialmente \u201cGran Bretagna, Francia, Canada e Lituania\u201d, sono tuttora presenti nel paese e stanno addestrando gli ucraini all\u2019uso delle nuove armi ricevute dall\u2019Occidente.<\/p>\n<p>Scrive il NYT: \u201cGli USA ritirarono i loro 150 consiglieri militari prima dell\u2019inizio della guerra in febbraio, ma commandos di questi paesi alleati sono rimasti, oppure entrano ed escono dal paese, dopo lo scoppio del conflitto, addestrando e consigliando le truppe ucraine, nonch\u00e9 assicurando l\u2019impiego sul campo delle armi, oltre ad altro sostegno\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-155466 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/279898764_2873649349596433_3354287332284146895_n.jpg\" alt=\"279898764_2873649349596433_3354287332284146895_n\" width=\"1200\" height=\"553\" \/><\/p>\n<p>I consiglieri americani ritirati alla vigilia del conflitto erano, si ricorder\u00e0, elementi dei Berretti Verdi dell\u2019US Army e della Guardia Nazionale USA, senza contare un ruolo dei SAS britannici, ma la recente cattura di militari statunitensi, ufficialmente volontari in congedo, forse come copertura, fa capire come anche consiglieri USA possano essere tuttora presenti.<\/p>\n<p>L\u2019impiego \u201csul campo\u201d delle armi occidentali, per mostrarne il funzionamento, farebbe presupporre che questi militari della NATO possano aver direttamente sparato pi\u00f9 di un colpo contro le truppe russe, possibilmente con effetti letali, anche solo a titolo di \u201cesempio\u201d per mostrare agli ucraini come si usano gli armamenti ricevuti da USA e Unione Europea.<\/p>\n<p>Il New York Times cita anche la CIA come fonte di informazioni, comunque vaghe e velate, circa una presunta rete organizzativa di questi incursori, che avrebbero come sede principale in Ucraina la capitale Kiev, ma che conterebbero su una sorta di \u201ccellula\u201d, cos\u00ec definita, organizzata in Germania per la logistica e l\u2019addestramento da un preciso reparto dell\u2019esercito americano, citato espressamente, ovvero il 10\u00b0 Special Forces Group dell\u2019US Army.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-155471 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/DPR.jpg\" alt=\"DONETSK REGION, UKRAINE - MAY 22, 2022: Servicemen of the People's Militia of the Donetsk People's Republic at a military vehicle in Mariupol which is controlled by the Donetsk People's Republic. Tension began to escalate in Donbass in February 2022. The Russian Armed Forces are conducting a special military operation in Ukraine following requests for assistance from the leaders of the Donetsk People's Republic and Lugansk People's Republic. Vladimir Gerdo\/TASS \u00d3\u00ea\u00f0\u00e0\u00e8\u00ed\u00e0. \u00c4\u00ee\u00ed\u00e5\u00f6\u00ea\u00e0\u00ff \u00ee\u00e1\u00eb\u00e0\u00f1\u00f2\u00fc. \u00cc\u00e0\u00f0\u00e8\u00f3\u00ef\u00ee\u00eb\u00fc. \u00c2\u00ee\u00e5\u00ed\u00ed\u00ee\u00f1\u00eb\u00f3\u00e6\u00e0\u00f9\u00e8\u00e5 \u00cd\u00e0\u00f0\u00ee\u00e4\u00ed\u00ee\u00e9 \u00ec\u00e8\u00eb\u00e8\u00f6\u00e8\u00e8 \u00c4\u00cd\u00d0 \u00f3 \u00e2\u00ee\u00e5\u00ed\u00ed\u00ee\u00e9 \u00f2\u00e5\u00f5\u00ed\u00e8\u00ea\u00e8. \u00c2 \u00ee\u00f2\u00e2\u00e5\u00f2 \u00ed\u00e0 \u00ee\u00e1\u00f0\u00e0\u00f9\u00e5\u00ed\u00e8\u00e5 \u00f0\u00f3\u00ea\u00ee\u00e2\u00ee\u00e4\u00e8\u00f2\u00e5\u00eb\u00e5\u00e9 \u00f0\u00e5\u00f1\u00ef\u00f3\u00e1\u00eb\u00e8\u00ea \u00c4\u00ee\u00ed\u00e1\u00e0\u00f1\u00f1\u00e0 \u00f1 \u00ef\u00f0\u00ee\u00f1\u00fc\u00e1\u00ee\u00e9 \u00ee \u00ef\u00ee\u00ec\u00ee\u00f9\u00e8 \u00c2\u00ee\u00ee\u00f0\u00f3\u00e6\u00e5\u00ed\u00ed\u00fb\u00e5 \u00f1\u00e8\u00eb\u00fb \u00d0\u00d4 \u00ef\u00f0\u00ee\u00e2\u00ee\u00e4\u00ff\u00f2 \u00f1\u00ef\u00e5\u00f6\u00e8\u00e0\u00eb\u00fc\u00ed\u00f3\u00fe \u00e2\u00ee\u00e5\u00ed\u00ed\u00f3\u00fe \u00ee\u00ef\u00e5\u00f0\u00e0\u00f6\u00e8\u00fe \u00ed\u00e0 \u00d3\u00ea\u00f0\u00e0\u00e8\u00ed\u00e5. \u00c2\u00eb\u00e0\u00e4\u00e8\u00ec\u00e8\u00f0 \u00c3\u00e5\u00f0\u00e4\u00ee\/\u00d2\u00c0\u00d1\u00d1\" width=\"1020\" height=\"649\" \/><\/p>\n<p>La \u201ccellula\u201d sarebbe costituita da militari provenienti da un totale di \u201c20 nazioni diverse\u201d. Numericamente potrebbe trattarsi dei due terzi della NATO, che come noto annovera 30 stati membri. Al che \u00e8 lecita la domanda se non vi siano eventualmente compresi militari italiani e se, forse, la riservatezza imposta dal governo di Roma sulle forniture d\u2019armi italiane per gli ucraini non possa in qualche modo essere collegata a questa vicenda.<\/p>\n<p>Probabilmente non lo si sapr\u00e0 mai. Una delegata del segretario USA alla Difesa Lloyd Austin, la sottosegretaria all\u2019US Army Christine Elizabeth Wormuth, ha sentenziato: \u201cPoich\u00e9 gli ucraini tentano di evitare gli attacchi dei russi ai convogli, noi stiamo tentando di aiutarli a coordinare i movimenti dei differenti tipi di forniture\u201d.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 farebbe intuire che parte del compito dei membri delle forze speciali occidentali sia anche aiutare il trasporto delle armi in territorio ucraino, su strada o ferrovia, in modo da cercare di eludere, per quanto possibile, gli attacchi aerei e missilistici russi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-155473 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/121531721_034808fa-9575-4632-a833-210a9cfb9920.jpg\" alt=\"121531721_034808fa-9575-4632-a833-210a9cfb9920\" width=\"809\" height=\"455\" \/><\/p>\n<p>Poich\u00e9 l\u2019aeronautica russa spesso bombarda centri di addestramento e di raccolta di miliziani stranieri, \u00e8 plausibile che, se fra essi ci sono sotto copertura militari NATO tuttora in servizio, si sia gi\u00e0 verificata qualche uccisione reciproca fra personale NATO e russo.<\/p>\n<p>Il 29 giugno, ad esempio, Konashenkov comunicava che una salva di missili sull\u2019area di Mykolaiv avrebbe \u201cdistrutto un centro di addestramento di mercenari stranieri\u201d. Gi\u00e0 il 21 giugno era giunta notizia della morte in combattimento di un secondo mercenario americano, arruolato fra gli ucraini. Sarebbe tale Stephen D. Zabielski, 52 anni di New York, pare saltato su una mina.<\/p>\n<p>La notizia \u00e8 apparsa su un necrologio di The Reporter e confermata da \u201cun funzionario del Dipartimento di Stato\u201d citato dal Washington Post. Sarebbe quindi il secondo combattente USA caduto sul campo dopo Willy Joseph Cancel, perito a 22 anni fin dal 29 aprile scorso.<\/p>\n<p>Frattanto, il 28 giugno, Alexander Drueke, uno dei due combattenti statunitensi catturati dai filorussi del Donbass ha potuto parlare con un funzionario del Dipartimento di Stato USA, stando a quanto rivelato alla CNN da sua madre Bunny Drueke.<\/p>\n<p>E\u2019 prigioniero della Repubblica Popolare di Donetsk e sarebbe \u201ctrattato bene\u201d, inoltre si starebbe trattando per un suo rilascio. L\u2019altro americano prigioniero \u00e8 di origine vietnamita, tale Andy Tai Ngoc Huynh, \u00e8 tenuto separato da Drueke, ma lo ha visto almeno una volta. Il 5 luglio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-155474 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/5-5.jpg\" alt=\"5-5\" width=\"800\" height=\"600\" \/><\/p>\n<p>E\u2019 morto intanto un secondo combattente francese in Ucraina. \u00a0Adrien D., 20 anni, spirato in un ospedale da campo di Kharkiv per le ferite riportate su quel fronte: un mese prima a causa dei medesimi cannoneggiamenti era stato ucciso il suo compatriota Wilfried Bl\u00e9riot. E l\u20198 luglio, nell\u2019area di Seversk, le milizie filorusse della repubblica di Lugansk hanno distrutto \u201cun convoglio di mercenari georgiani\u201d, affermando: \u201cI mercenari si stavano ritirando a bordo di auto e furgoncini quando sono stati colpiti dall\u2019artiglieria\u201d. Secondo l\u2019agenzia russa TASS sono stati uccisi \u201calmeno 30 georgiani\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Il \u201cfronte di Kaliningrad<\/u><\/strong><\/p>\n<p>\u201cPrima dobbiamo sconfiggere la Russia, poi negoziare\u201d, affermava il 29 giugno 2022 a Madrid la ministra degli Esteri britannica, Liz Truss, all\u2019apertura del vertice della NATO a Madrid.<\/p>\n<p>Una frase non certo degna di un diplomatico, tanto pi\u00f9 che il concetto stesso di una \u201csconfitta\u201d della Russia presupporrebbe una conflagrazione globale che nessuno pu\u00f2 davvero desiderare. Pi\u00f9 sfumato \u00e8 stato il segretario generale dell\u2019alleanza, Jens Stoltenberg parlando di un vertice \u201cstorico e trasformativo\u201d che, conclusosi il 30 giugno ha sancito il via libera all\u2019adesione di Svezia e Finlandia, dopo il compromesso con la refrattaria Turchia e l\u2019aumento da 40.000 a 300.000 della forza di reazione rapida dell\u2019alleanza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-154866 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/125568968_kaliningrad_profile_640x2-nc.jpg\" alt=\"_125568968_kaliningrad_profile_640x2-nc\" width=\"805\" height=\"552\" \/><\/p>\n<p>Il vertice \u00e8 stato segnato dalla crescente paura dovuta alla crisi fra Russia e Lituania per l\u2019exclave di Kaliningrad, l\u2019unico sbocco russo sul Baltico che sia libero dai ghiacci per tutto l\u2019anno, tanto da essere quartier generale della Flotta del Baltico, nonch\u00e9 un avamposto strategico per il lancio di missili balistici a breve-medio raggio Iskander-M che possono battere, anche con testate nucleari se necessario, la Polonia e parte della Germania.<\/p>\n<p>Dal 19 giugno la Lituania ha decretato il blocco del transito dal suo territorio di merci dirette a Kaliningrad, base russa sul Mar Baltico, incuneata fra la stessa Lituania e la Polonia e separata dal territorio nazionale russo, essendo un\u2019exclave. Il governo di Vilnius ha bloccato dapprima le merci su ferrovia, poi dal 21 giugno quelle trasportate su strada con autocarri, giustificando il tutto con le sanzioni economiche applicate dall\u2019Unione Europea verso Mosca, la quale ha negli ultimi giorni aumentato gli avvertimenti ai lituani, evocando non meglio specificate \u201cdure reazioni\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-154865 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Screen-Shot-2022-02-01-at-6.45.52-PM.jpg\" alt=\"Screen-Shot-2022-02-01-at-6.45.52-PM\" width=\"807\" height=\"460\" \/><\/p>\n<p>E\u2019 cos\u00ec aumentata la gi\u00e0 alta tensione fra Russia e NATO, di cui la Lituania \u00e8 parte. Il Cremlino ha minacciato \u201ccontromisure non diplomatiche\u201d se Kaliningrad verr\u00e0 assediata. Di riflesso, gi\u00e0 il 27 giugno Stoltenberg si \u00e8 detto \u201cpreoccupato per il rafforzamento militare russo a Kaliningrad\u201d, spiegando: \u201cSono fiducioso che Vladimir Putin capisca le conseguenze di attaccare un Paese Nato, provocherebbe la risposta di tutta l\u2019alleanza: siamo preoccupati per l\u2019aumento delle capacit\u00e0 militari russe a Kaliningrad e lo abbiamo visto per molti anni, anche con armi moderne.<\/p>\n<p>La Lituania non fa altro che implementare le sanzioni decise dall\u2019UE\u201d. L\u2019exclave russa non \u00e8 che la ex-Konigsberg tedesca conquistata dall\u2019Armata Rossa di Stalin nel 1945. La Lituania ha gi\u00e0 segnalato di aver subito a fine giugno un \u201cattacco informatico massiccio\u201d che Jonas Skardinskas, direttore del National Cybersecurity Center, di Vilnius ritiene \u201coriginato probabilmente dalla Russia\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Tempi lunghi<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Sul pericolo russo, ha fatto rapporto il 30 giugno la direttrice dell\u2019intelligence nazionale americana, Avril Haines, che coordina CIA, NSA, FBI e DIA, evocando ancora la Spada di Damocle delle forze nucleari: \u201cCol prolungarsi del conflitto la Russia potrebbe ricorrere alle armi nucleari. In questo lasso di tempo \u00e8 possibile che le forze di Vladimir Putin facciano affidamento su altri mezzi come i cyberattacchi, i ricatti energetici o le armi nucleari per cercare di gestire e proiettare potere e influenza a livello globale\u201d.<\/p>\n<p>Sul discorso delle armi nucleari, tuttavia, poich\u00e9 il loro uso \u00e8 quasi impossibile, a meno di un confronto diretto con la NATO, va da s\u00e9 che la funzione resta quella di deterrenza reciproca. Sempre la Haines ha fatto sapere che secondo l\u2019intelligence USA la guerra pu\u00f2 durare a lungo.<\/p>\n<p>\u201cPercepiamo una frattura fra gli obiettivi militari a breve termine di Putin in questa regione e le sue capacit\u00e0 militari\u201d ha detto.<\/p>\n<p>Una mancata corrispondenza fra le sue ambizioni e quello che i militari sono in grado di ottenere. Tre gli scenari: il pi\u00f9 probabile \u00e8 un conflitto al rallentatore, con la Russia che riesce a fare passi avanti incrementali ma senza sfondare. Le altre possibilit\u00e0 includono un risultato importante della Russia o la stabilizzazione delle linee del fronte, con gli ucraini che riescono ad avanzare, anche se di poco\u201d. Intanto fonti della Casa Bianca divulgavano che \u201cgli alleati della NATO ritengono che il conflitto in Ucraina si protrarr\u00e0 per i prossimi mesi e potrebbe durare fino al 2023\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-155497 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/5812196177741986317_121-002.jpg\" alt=\"-5812196177741986317_121 (002)\" width=\"960\" height=\"867\" \/><\/p>\n<p>E\u2019 la malcelata preoccupazione degli Stati Uniti, il protrarsi di un conflitto in cui la Russia non dia segni di cedimento e cos\u00ec facendo sfidi apertamente il monopolio della superpotenza a stelle e strisce.<\/p>\n<p>Indice del nervosismo d\u2019oltreoceano potrebbe essere l\u2019indiscrezione pubblicata il 5 luglio dal Washington Post secondo cui ci sarebbe una \u201cspaccatura\u201d fra i vertici politici e quelli militari degli Stati Uniti proprio dovuta alle previsioni sbagliate sull\u2019andamento del conflitto.<\/p>\n<p>Scrive il WP: \u201cC\u2019\u00e8 una spaccatura fra analisti e legislatori americani. Alcuni si chiedono se le autorit\u00e0 USA non abbiano usato termini eccessivamente rosei, altri affermano che il governo di Kiev pu\u00f2 vincere con maggiore sostegno da parte occidentale\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-155498 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/1650545003-4288.jpg\" alt=\"1650545003-4288\" width=\"1200\" height=\"800\" \/><\/p>\n<p>Al vertice NATO di Madrid, il presidente Joe Biden ha invitato a sostenere l\u2019Ucraina \u201cfino a quando sar\u00e0 necessario, per evitare una sconfitta dell\u2019Ucraina in Ucraina\u201d. Secondo il giornale: \u201cIl governo americano sminuisce i progressi dell\u2019avanzata russa, definendoli discontinui e incrementali e sottolineano il numero significativo di vittime militari russe che ne sono derivate.<\/p>\n<p>Ma anche gli ucraini hanno subito pesanti perdite. Stime indipendenti indicano che ciascuna parte ha avuto decine di migliaia di soldati uccisi e feriti. Il Pentagono non ha voluto discutere pubblicamente le sue valutazioni su morti e feriti\u201d.<\/p>\n<p>Per il Washington Post sembra di rivedere il vecchio film dell\u2019Afghanistan: \u201cNella guerra afghana i funzionari statunitensi sorvolavano abitualmente sulle disfunzioni e sulla corruzione diffuse, evitando di chiedersi se i successi sul campo di battaglia fossero non solo raggiungibili ma anche sostenibili\u201d. Ancora una volta rispunta lo spettro dell\u2019Afghanistan, che se negli anni Ottanta terrorizz\u00f2 i sovietici, negli ultimi vent\u2019anni, dall\u2019ottobre 2001 all\u2019agosto 2021 ha tormentato gli Stati Uniti e i loro alleati.<\/p>\n<p>Una Russia che persista nella sua guerra in Ucraina e che alla fine vinca, potrebbe tradursi per l\u2019Occidente in uno shock paragonabile alla sconfitta in Afghanistan e alla convulsa fuga dell\u2019agosto 2021?<\/p>\n<p>In termini politici \u00e8 plausibile, anche perch\u00e9 \u00e8 la stessa constatazione che la Russia non \u00e8 isolata ad azzoppare il meccanismo delle sanzioni. Se la Russia \u00e8 stata definita \u201cla minaccia principale all\u2019alleanza\u201d, il nuovo concetto strategico, complice la partecipazione come ospiti di vari paesi dell\u2019Indo-Pacifico, come il Giappone e la Corea del Sud, ha per la prima volta considerato anche la Cina come una sfida per la NATO. Un messaggio esplicito a Pechino perch\u00e9 non appoggi la Russia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-155464 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/ilyustratyvne-foto-2.jpg\" alt=\"ilyustratyvne-foto-2\" width=\"1200\" height=\"853\" \/><\/p>\n<p>Gi\u00e0 il 23 giugno, il presidente cinese Xi Jinping ha ospitato in via virtuale, per teleconferenza il primo vertice dei paesi emergenti BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) dopo l\u2019inizio della guerra. Putin, per l\u2019occasione, ha evocato un mondo multipolare che rigetti l\u2019egemonia USA.<\/p>\n<p><em>\u201cI paesi occidentali si servono di meccanismi finanziari per rendere il mondo intero responsabile dei loro errori di politica macroeconomica. Ruolo dei BRICS \u00e8 sviluppare una politica volta a un sistema multipolare\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Ha ricordato che\u00a0<em>\u201ci BRICS possono contare sul sostegno di vari paesi dell\u2019Asia, dell\u2019Africa e dell\u2019America Latina che aspirano a una politica indipendente\u201d. In effetti i soli BRICS contano il 40% della popolazione terrestre, con circa 3,1 miliardi di persone, l\u2019equivalente di \u201cdue Occidenti\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Gli ha fatto eco Xi, che si \u00e8 scagliato contro gli Stati Uniti e la NATO:\u00a0<em>\u201cBisogna abbandonare la mentalit\u00e0 da Guerra Fredda, opporsi alle sanzioni unilaterali e all\u2019abuso delle sanzioni. Alcuni paesi, nel tentativo di allargare alleanze militari in nome di una sicurezza assoluta, hanno costretto altri a scegliere da che parte stare e hanno creato contrapposizioni\u201d.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-155500 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/56456564-550.jpg\" alt=\"56456564-550\" width=\"819\" height=\"581\" \/><\/p>\n<p>Riferimento all\u2019allargamento a Est della NATO che ha creato tensioni sfociate nella guerra in Ucraina. E poich\u00e9 i contraccolpi economici del conflitto stanno causando danni soprattutto ai paesi del Terzo Mondo, se ne \u00e8 fatto alfiere il presidente brasiliano Jair Bolsonaro affermando che \u201ci BRICS sono un fattore di stabilit\u00e0 e devono contribuire a creare occupazione e reddito nelle nostre popolazioni\u201d. Certo, nel blocco BRICS resta come crepa la diffidenza fra Cina e India, tanto che Nuova Delhi \u00e8 parte dell\u2019alleanza Quad con USA, Giappone e Australia. Ma i russi mediano fra i giganti asiatici, grazie agli ottimi rapporti con entrambi.<\/p>\n<p>Tra Russia e Cina non \u00e8 tutto rose e fiori, come dimostra la vicenda di due scienziati russi arrestati a Novosibirsk tra il 28 e il 30 giugno dall\u2019FSB per presunto spionaggio in favore di Pechino. I due, Dimitri Kolker e Anatoly Maslov, avrebbero passato ai cinesi, rispettivamente \u201cinformazioni su ricerche quantistiche\u201d, Kolker, e \u201cdati sugli ipersonici\u201d, Maslov.<\/p>\n<p>Rinchiusi nel carcere di Lefortovo, l\u00ec Kolker \u201cgi\u00e0 malato di cancro al pancreas\u201d, sarebbe morto il 3 luglio. La competizione fra Mosca e Pechino, che in un futuro prevedibile avrebbe come teatro la Siberia, rester\u00e0 sottotraccia finch\u00e9 avranno come comune interesse l\u2019opposizione all\u2019egemonia statunitense.<\/p>\n<p>E d\u2019altronde, se il Brasile di Bolsonaro riafferma la sua neutralit\u00e0 sulla questione ucraina, cos\u00ec come il Messico e l\u2019Argentina, quest\u2019ultima chiedendo perfino di aderire al BRICS, mentre anche il Vietnam, pur ostile alla Cina, resta in equilibrio fra Russia e Stati Uniti, significa che il mondo multipolare \u00e8 gi\u00e0 una realt\u00e0, checch\u00e9 ne pensino a Washington e Bruxelles, con tutto ci\u00f2 che ne consegue.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/07\/guerra-in-ucraina-quanto-pesa-il-fattore-tempo\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/07\/guerra-in-ucraina-quanto-pesa-il-fattore-tempo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Mirko Molteni) Dopo quattro mesi e mezzo di sanguinoso conflitto in Ucraina, la Russia avanza nel Donbass e non si mostra intenzionata a fermarsi mentre gli ucraini lamentano l\u2019insufficienza delle forniture di armi occidentali. La NATO esce dal vertice di Madrid rafforzata, dopo aver utilizzato la crisi ucraina per giustificare sia l\u2019allargamento a Svezia e Finlandia, sia per sdoganare sempre di pi\u00f9 un concetto di \u201cOccidente allargato\u201d che comprenda dal punto di&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":101,"featured_media":34021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/analisidifesa.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-j60","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73408"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/101"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=73408"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73408\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":73410,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73408\/revisions\/73410"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=73408"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=73408"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=73408"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}