{"id":73450,"date":"2022-07-14T10:00:17","date_gmt":"2022-07-14T08:00:17","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73450"},"modified":"2022-07-13T18:43:11","modified_gmt":"2022-07-13T16:43:11","slug":"price-cap-la-mossa-del-draghi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73450","title":{"rendered":"Price-cap: la mossa del Draghi"},"content":{"rendered":"<p>da LA CITTA&#8217; FUTURA (Marco Beccari)<\/p>\n<div class=\"itemIntroText\">\n<p><em>Un tetto al prezzo del gas e del petrolio russo non \u00e8 possibile, all\u2019interno della visione liberista, se non mediante gli aiuti di Stato, almeno che non si voglia percorrere la strada avventurista che potrebbe condurre all\u2019embargo di queste materie prime.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"itemBody\"><span class=\"itemImage\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/media\/k2\/items\/cache\/c8c03a14b880e1993c74db74663b0cf1_XL.jpg\" alt=\"Price-cap: la mossa del Draghi\" \/><span class=\"itemImageCredits\">Credits: <a class=\"vglnk\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/european_parliament\/52046222362\/\" rel=\"nofollow\">https:\/\/www.flickr.com\/photos\/european_parliament\/52046222362\/<\/a><\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"itemImageBlock clearfix\">\n<div class=\"clr\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"itemFullText\">\n<p>Nell\u2019ultimo <strong>vertice G7<\/strong> di Elmau, in Germania, Draghi ha spinto nuovamente per mettere un <strong>tetto massimo a<\/strong><strong>l prezzo del petrolio e del gas, ma solo a quello russo<\/strong>. In questo modo il nostro stratega vuole colpire economicamente il paese eurasiatico, classificato all\u2019ultimo incontro della NATO di Madrid come \u201cnemico\u201d, ma dall\u2019altra vuole<strong> ridurre <\/strong><a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/economia-e-lavoro\/inflazione-pi%C3%B9-recessione\"><strong>l\u2019inflazione<\/strong><\/a><a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/economia-e-lavoro\/inflazione-pi%C3%B9-recessione\"> che sta colpendo sempre pi\u00f9 pesantemente l\u2019Italia<\/a>. Draghi \u00e8 molto esplicito sopra gli effetti della propria proposta dichiarando nella <a href=\"https:\/\/www.governo.it\/it\/articolo\/vertice-g7-di-elmau-conferenza-stampa-conclusiva-del-presidente-draghi\/20157\">conferenza stampa finale del meeting<\/a>: \u201cTutti i leader concordano sulla necessit\u00e0 di limitare i nostri finanziamenti alla Russia di Putin, ma allo stesso tempo occorre rimuovere la causa principale di questa inflazione. Abbiamo dato ai nostri ministri il mandato di lavorare \u00abcon urgenza\u00bb su come applicare un tetto al prezzo del gas e del petrolio, ma la Commissione Europea ha detto anche che accelerer\u00e0 il suo lavoro sul tetto al prezzo del gas, una decisione che l\u2019Italia accoglie con favore\u201d. L\u2019<strong>Italia<\/strong> con questa proposta, avanzata da tempo, <strong>si pone tra i falchi<\/strong> nel conflitto economico con la Russia. Questo fatto avr\u00e0 un peso quando si verificheranno le <strong>ritorsioni russe<\/strong> o si prover\u00e0 ad accreditarsi come improvvisati mediatori per la risoluzione del conflitto.<\/p>\n<p>La risposta russa non si \u00e8 fatta attendere: il portavoce Peskov del Cremlino ha infatti dichiarato che un eventuale tetto sul prezzo del gas dovrebbe essere discusso con <strong>Gazprom<\/strong>. In sostanza non \u00e8 l\u2019UE a poter fissare il prezzo del gas russo, modificando in modo unilaterale i contratti che sono indicizzati, come per i contratti \u201ctake or pay\u201d[1] di fornitura pluriennale, all\u2019andamento del costo del petrolio Brent. D\u2019altronde che delle nazioni \u201costili\u201d pretendano unilateralmente di imporre al venditore il prezzo delle merci che acquistano \u00e8 fuori da ogni logica di transazione economica. Se questa \u00e8 la volont\u00e0 di Draghi, questa mossa \u00e8 paragonabile a quella di un bambino che non essendo in grado di vincere a un gioco, poich\u00e9 meno bravo degli avversari, pretende di cambiare le regole del gioco a proprio vantaggio.<\/p>\n<p>Gli analisti del settore, come Vivek Dhar di Common Bank, hanno <strong>seri dubbi sull\u2019efficacia della mossa di Draghi<\/strong> sul tetto del prezzo al petrolio russo, poich\u00e9 &#8220;<strong>nulla impedisce alla Russia di vietare le esportazioni di petrolio e prodotti raffinati alle economie del G7<\/strong> in risposta a un tetto sul prezzo, esacerbando le condizioni di carenza nei mercati globali del petrolio e dei prodotti raffinati&#8221; [2]. La Russia infatti \u00e8 tutt\u2019altro che isolata, a meno che non si confonda il mondo con l\u2019Occidente. Inoltre \u00e8 bene segnalare come <strong>con la guerra si sia acuita la differenza di costo tra il petrolio russo Ural e il petrolio Brent<\/strong> stabilizzandosi intorno a un rincaro di 35 dollari al barile per il Brent. Per cui Draghi piuttosto che contenere il prezzo del petrolio russo dovrebbe farsi venire qualche idea per bloccare quello del Brent, a cui \u00e8 ancorato anche il prezzo del gas dei contratti \u201ctake or pay\u201d russi. Il prezzo del Brent ha infatti superato i<strong> 110 dollari al barile<\/strong>, e non tende a diminuire riportandosi ai 60-80 dollari al barile del 2021, complici l\u2019aumentata domanda e la guerra economica dei governanti occidentali alla Russia, che provoca carenza di offerta. Da parte dei paesi produttori, riunitisi a inizio e fine giugno come cartello <strong>OPEC+<\/strong>, comprendente anche la Russia, \u00e8 stato confermato il lieve aumento dell\u2019offerta di 648 mila barili al giorno previsto a luglio e agosto, tuttavia tale aumento non sembra in grado di compensare la maggiore domanda. Per cui se qualcuno sperava nel supporto dei <strong>paesi del Golfo<\/strong> per ridurre l\u2019inflazione, al momento questo obiettivo non sembra essere stato raggiunto.<\/p>\n<p>A rinforzare le <strong>posizioni guerrafondaie di Draghi<\/strong> provvede il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, sostenendo che l\u2019UE \u201cacquista i tre quarti del gas mondiale che entra nei gasdotti e si pu\u00f2 anche permettere di fare un po&#8217; il mercato&#8221; [3]. Sebbene la UE accentri la domanda del gas russo sarebbe un braccio di ferro difficile da vincere quello con Mosca, e la UE dovrebbe agire come singolo compratore e non come compratori differenti, inoltre si potrebbe instaurare una <strong>competizione tra paesi europei per acquistare il gas russo <\/strong>a prezzo inferiore. Ma cosa succederebbe se la Russia non accettasse le tariffe pi\u00f9 basse imposte dall\u2019UE? Si potrebbe arrivare a un <strong>embargo di gas russo all\u2019UE<\/strong>. La Russia si priverebbe di forti entrate economiche ma metterebbe in ginocchio l\u2019economia dell\u2019intera UE.<\/p>\n<p>Un test importante di questo scenario sar\u00e0 quello dello stop programmato e comunicato del gasdotto <strong>Nord Stream 1<\/strong> dall\u201911 al 21 luglio per manutenzione. Le consegne tramite questo gasdotto sono gi\u00e0 ridotte del 40%, a causa delle sanzioni che impediscono alla Russia di riparare le turbine Siemens della centrale di compressione necessaria al metanodotto per funzionare a pieno regime. L\u2019UE attribuisce questo blocco alla volont\u00e0 politica di Putin di aumentare il prezzo del gas e di \u201ctenerci al guinzaglio in vista dell\u2019inverno\u201d, mentre la Russia sostiene di non poter recuperare la turbina bloccata in Canada dove \u00e8 presente la ditta manutentrice [4]. \u00c8 un fatto per\u00f2 che una turbina Siemens russa risulta effettivamente bloccata in Canada a causa delle sanzioni, cos\u00ec come \u00e8 vero che se l\u2019UE volesse potrebbe attivare<strong> Nord Stream 2<\/strong>, come suggerito dal numero due di Gazprom, per consegnare il gas non ricevuto tramite Nord Stream 1. Quindi evidentemente <strong>le sanzioni oltre a colpire la Russia stanno colpendo anche noi<\/strong>, e non poteva essere diversamente visto che stiamo sanzionando il nostro principale fornitore di materie prime, in particolare idrocarburi.<\/p>\n<p>Sebbene Cingolani sprizzi ottimismo, per non aumentare il panico dei mercati, dichiarando che \u201csiamo abbastanza avviati verso la sicurezza energetica nazionale, il piano che abbiamo dichiarato \u00e8 rispettato&#8221; [5], la strada per la <strong>sicurezza energetica<\/strong> \u00e8 ancora irta e piena di ostacoli nel breve e nel lungo periodo. A suo avviso l\u2019Italia ha ben diversificato le fonti energetiche e presenta meno problemi rispetto alla Germania e ad altri paesi nel caso di un blocco delle forniture russe. <a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/gas-cingolani-chiusura-nord-stream-prezzi-aumenteranno-AEnLvpjB\">Lo stoccaggio \u00e8 pieno quasi al 60%, e possiamo raggiungere quel 90% necessario per affrontare senza problemi l\u2019inverno<\/a>. La <strong>capacit\u00e0 di stoccaggio italiana<\/strong>, in ex-giacimenti di gas, \u00e8 dell\u2019ordine dei <strong>17,6 miliardi di metri cubi<\/strong> (Bmc) [6]. Tuttavia, con i prezzi del gas alle stelle, riempire oggi i siti di stoccaggio potrebbe essere molto rischioso per le imprese, pertanto il governo ha dovuto stanziare nel <strong>decreto Bollette<\/strong> miliardi di euro per lo stoccaggio, sotto forma di prestito infruttifero a GSE [7]. La capacit\u00e0 complessiva di stoccaggio dell\u2019intera UE \u00e8 all\u2019incirca 105 Bmc [8], detenuta per i due terzi da 5 paesi, ovvero in ordine di capacit\u00e0 Germania (circa 23 Bmc), Italia, Paesi Bassi (circa 13,5 Bmc), Francia (circa 12 Bmc) e Austria (circa 9 Bmc). Attualmente i siti di stoccaggio dell\u2019UE risultano riempiti a quasi il 60% [9].<\/p>\n<p>Nel breve periodo una <strong>sostituzione completa del gas russo<\/strong> con gas di altri paesi sembra <strong>difficilmente realizzabile<\/strong>, non a caso i principali acquirenti europei hanno aperto <strong>conti in rubli <\/strong>presso Gazprom Bank e il gas fino ad oggi \u00e8 stato escluso dalle sanzioni. Infatti nel 2021, secondo l\u2019IEA, l\u2019UE ha importato dalla Russia il <strong>45%<\/strong> del proprio gas, per un totale di circa 150 Bcm l\u2019anno, di cui 15 Bcm sotto forma di gas naturale liquefatto (GNL). Trovare di punto in bianco fornitori alternativi, mediante gasdotti o GNL, di tutto quel gas \u00e8 impossibile, come <a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/gas-usa-la-liberta-ha-il-suo-prezzo-34382\">eloquentemente mostrato dal grafico ISPI<\/a>. Per questo l\u2019UE ritiene <strong>fondamentale lo stoccaggio<\/strong>, in modo da avere tempo per diversificare i fornitori e necessitare nell\u2019immediato di una quantit\u00e0 minore di gas. Chiaramente si pu\u00f2 rimpiazzare una parte delle importazioni russe con quelle di altri paesi, tuttavia anche ci\u00f2 non \u00e8 molto semplice. La <strong>Russia<\/strong>, secondo i dati IEA [10], \u00e8 il <strong>secondo produttore mondiale<\/strong> e il <strong>principale esportatore di gas<\/strong> con 230 Bmc nel 2020. Gli Stati Uniti sono il primo produttore mondiale ma anche il principale consumatore di gas naturale [11], tanto che hanno consumato da soli il 25% del gas naturale utilizzato a livello mondiale per la produzione di energia elettrica, pari a circa 153 Bmc [10]. Non a caso il contributo statunitense per svincolarsi dalla morsa di Mosca ammonta, per il 2022, a soli 15 Bmc ulteriori di GNL.<\/p>\n<p>I piani comuni europei sono complicati dal fatto che i vari paesi si muovono sulla base dei propri <strong>interessi nazionali<\/strong>, ma particolari, cercando di risolvere i propri problemi, compresi quelli energetici, anche a discapito degli altri stati membri dell\u2019UE. Altro che il blocco compatto che vorrebbe Cingolani per arginare le pretese di Mosca. Emblematico \u00e8 il caso dell\u2019<strong>Algeria<\/strong>, corteggiata dal nostro paese contro gli interessi spagnoli. L\u2019<strong>Italia<\/strong> infatti per diversificare le proprie fonti energetiche e ridurre il gas russo ha siglato un <strong>accordo con il governo algerino <\/strong>per aumentare entro il 2023 di 8 Bmc annui il gas importato dal paese nordafricano tramite il gasdotto Transmed, approfittando della <strong>crisi diplomatica tra Algeri e Madrid<\/strong> per il riconoscimento spagnolo dell\u2019occupazione marocchina del Sahara Occidentale. In sostanza, i volumi addizionali di gas forniti dall\u2019Algeria all\u2019Italia corrispondono grosso modo a quelli sottratti alla Spagna con la chiusura del gasdotto passante per il Marocco.<\/p>\n<p>Inoltre sar\u00e0 necessario per i paesi UE <strong>adeguare l\u2019infrastruttura di trasporto del gas<\/strong>, in modo da rispondere ai nuovi flussi di importazione e alle necessit\u00e0 di esportazione all\u2019interno della stessa UE. Ad esempio, la direttrice Sud-Nord italiana presenta una cogestione del 34% con conseguente gestione competitiva di 24,3 milioni di metri cubi al giorno [12] tra i tre gasdotti meridionali <a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/interni\/a-tutto-gas\">TAP<\/a>, Transmed e Greenstream. Per cui se l\u2019Italia vuole provvedere alle proprie necessit\u00e0 di circa 75 Bmc annui (76,25 Bmc nel 2021 [12]), recessione permettendo, ed esportare al resto dell\u2019UE dovr\u00e0 necessariamente adeguare la propria infrastruttura. Qualcuno potrebbe dire pensiamo prima ai problemi nostri e nel frattempo i \u201ccrucchi\u201d, pi\u00f9 esposti di noi ai capricci di Mosca, imparassero a tirare la cinghia! Ma una <strong>recessione della Germania<\/strong> per mancanza di fonti energetiche \u00e8 <strong>tutt\u2019altro che auspicabile<\/strong>, poich\u00e9, dato il suo ruolo nella filiera produttiva europea, avrebbe ricadute negative rilevanti sul nostro sistema industriale e sull\u2019occupazione della forza-lavoro, e quindi sull\u2019economia.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un mistero che il <strong>capitalismo italiano<\/strong> guarda da sempre, data la vantaggiosa posizione geografica, ad accreditarsi come importante <strong>snodo di importazione del gas<\/strong>, e in futuro dell\u2019idrogeno, diretto all\u2019UE. La capacit\u00e0 annua degli attuali punti di ingresso sul Mediterraneo \u00e8 dell\u2019ordine di 50 Bmc tramite gasdotti e di 15 Bmc tramite GNL [12], a cui si aggiunge la produzione nazionale. Il gas prodotto nel 2021, compreso il biometano, \u00e8 stato 3,5 Bmc [12], in calo rispetto agli anni precedenti per il minore rendimento dei giacimenti non compensato dallo sviluppo della produzione di biometano. Questa capacit\u00e0 di immettere gas per i consumi [13] pu\u00f2 essere incrementata <a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/interni\/a-tutto-gas\"><strong>costruendo gasdotti o terminali di rigassificazione<\/strong><\/a><a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/interni\/a-tutto-gas\"> in progetto da tempo<\/a>, sviluppando <strong>nuovi giacimenti<\/strong> e la produzione di biometano, e incrementando la portata delle strutture gi\u00e0 esistenti. Tutto ci\u00f2 pu\u00f2 essere fatto, ma non nell\u2019immediato poich\u00e9 sono <strong>necessari tempo e investimenti<\/strong>. Il nostro paese dovr\u00e0 prima essere in grado di sostituire il gas che importa dalla Russia e poi sviluppare le infrastrutture per l\u2019esportazione, aumentando la capacit\u00e0 di immettere gas verso la UE, da dove oggi prevalentemente entra. Il cosiddetto \u2018<em>reverse flow<\/em>\u2019 \u00e8 infatti soltanto di 16 Bmc annui poich\u00e9 gli attuali punti di ingresso non hanno la stessa portata in uscita [12].<\/p>\n<p>Altre nubi pericolose si profilano all\u2019orizzonte e hanno due nomi: <strong>cambiamenti climatici e instabilit\u00e0 del Nord Africa e del Medio-Oriente<\/strong>.<\/p>\n<p>La <strong>siccit\u00e0<\/strong> che sta colpendo il nostro territorio aumenter\u00e0, come avvenne nel 2017, la <strong>necessit\u00e0 di produrre energia elettrica<\/strong> tramite il termoelettrico, che nel 2021 ha rappresentato il 35% del gas consumato dal nostro paese [12]. La produzione nazionale dell\u2019energia elettrica \u00e8 stata nel 2020 per il <strong>58% termoelettrica<\/strong> e per il <strong>17% idroelettrica<\/strong>, quest&#8217;ultima per\u00f2 rappresenta circa il 40% dell\u2019energia prodotta da fonti rinnovabili [14]. Nel 2017, invece,la produzione nazionale ha visto il termoelettrico pesare per il 68% e l\u2019idroelettrico per il 13% [14]. La <strong>crisi idrica sembra tutt\u2019altro che passeggera<\/strong>, come testimoniano gli scioglimenti dei ghiacciai venuti alle cronache in questi giorni.<\/p>\n<p>L<strong>\u2019instabilit\u00e0 dei mercati <\/strong><strong>Nordafricani e Mediorientali<\/strong> \u00e8 il motivo per cui i paesi dell\u2019Europa Occidentale hanno guardato da sempre alla Russia, anche in piena Guerra Fredda quando c\u2019era l\u2019Unione Sovietica, come a un partner affidabile per l\u2019importazione di gas, petrolio e derivati. In <strong>Libia<\/strong>, dopo l\u2019intervento della NATO nel 2011, la situazione si sta sempre pi\u00f9 deteriorando tanto che il <strong>contributo del gas libico <\/strong>all\u2019approvvigionamento del nostro paese \u00e8 <strong>calato sensibilmente<\/strong>. Ad esempio, dal 2020 al 2021, il gas ricevuto si \u00e8 <strong>ridotto del 25%<\/strong>, con soli 3,2 Bmc consegnati nel 2021 tramite Greenstream rispetto ad una capacit\u00e0 del gasdotto di 7,8 Bmc. E cosa succederebbe all\u2019economia europea se l\u2019Iran bloccasse il Golfo Persico, in piena crisi di rapporti con la Russia? La locomotiva d\u2019Europa, la Germania, reggerebbe questo altro colpo? Quello che sembra ormai un dato di fatto \u00e8 la volont\u00e0 della Russia di voltarci le spalle, guardando ai paesi asiatici per la vendita futura del proprio gas. La nostra politica ostile e miope delle sanzioni ci espone in futuro a <strong>nuovi shock del prezzo degli idrocarburi<\/strong> e, quindi, dell\u2019energia.<\/p>\n<p>Appurato che un <strong><em>price-cap<\/em><\/strong> a monte non concordato con Gazprom risulter\u00e0 assai <strong>problematico e rischioso<\/strong>, l\u2019alternativa \u00e8 quella di applicarlo a valle, ovvero di abbassare il prezzo del gas alle utenze. In Italia il gas russo, fornito da Gazprom, \u00e8 acquistato da un unico operatore, <strong>ENI<\/strong>, che lo acquista mediante un contratto \u201ctake or pay\u201d pluriennale [15], anche se non \u00e8 possibile sapere le condizioni esatte di acquisto in quanto il contratto \u00e8 secretato. ENI lo rivende poi, mediante contratti a breve termine, detti \u201cspot\u201d, indicizzati a TTF [16], ai fornitori di gas metano, come Acea ed Enel, che a loro volta lo rivendono, sempre mediante contratti spot indicizzati a TTF, all\u2019utenza finale. Nei contratti \u201cspot\u201d il prezzo del gas non \u00e8 legato a quello del petrolio Brent ma varia secondo la legge della domanda e dell\u2019offerta, ed \u00e8 soggetto a <strong>fenomeni speculativi<\/strong> [AC], come quello dei \u201cfutures\u201d [17]. Con l\u2019aumento della domanda <strong>il prezzo di mercato del gas \u00e8 aumentato pi\u00f9 del Brent<\/strong>, ancora prima del calo dell\u2019offerta, dovuto alle sanzioni alla Russia, che ha fatto ulteriormente salire i prezzi del gas. Questa <strong>lievitazione dei costi di quasi il 500% <\/strong>da gennaio 2021 a giugno 2022, con un aumento del Brent molto pi\u00f9 contenuto di circa il 140%, ha generato i cosiddetti <strong>\u2018extraprofitti<\/strong>\u2019 delle compagnie, come<strong> ENI<\/strong>, che<strong> rivendono il gas ad un prezzo molto maggiore di quello d\u2019acquisto<\/strong>, indicizzato al prezzo del petrolio Brent, anch&#8217;esso, a onor del vero, soggetto all\u2019emissione di <em>futures<\/em>.<\/p>\n<p>Per abbassare il prezzo a valle, alle utenze, si potrebbe <strong>abolire il prezzo di mercato \u201cspot\u201d<\/strong>, ma non \u00e8 questa la volont\u00e0 dei nostri governanti che, anzi, hanno fatto di tutto per introdurlo anche nei contratti con i fornitori. Pertanto, non volendo mettere in discussione il <strong>meccanismo liberista degli scambi di mercato<\/strong>, \u00e8 necessario che qualcuno si faccia carico di <strong>pagare ai rivenditori europei di gas la differenza tra il prezzo di mercato e il prezzo calmierato che si vuole imporre<\/strong>. Questo \u00e8 quello che in sostanza \u00e8 gi\u00e0 successo con gli oltre <strong>20 miliardi stanziati dal governo Draghi <\/strong>per abbassare il costo dell\u2019energia. <strong>Questi aiuti<\/strong>, sebbene risultino maggiori ai cittadini che alle imprese, <strong>sono stati distribuiti in modo diseguale<\/strong>, in quanto chi consuma di pi\u00f9 ha ricevuto aiuti maggiori. Pertanto la fiscalit\u00e0 generale e quindi la collettivit\u00e0 <strong>ha supportato di pi\u00f9 le aziende che i lavoratori<\/strong>. Queste spese dello Stato per supportare i consumi dovranno essere ripagate. Per fare ci\u00f2<strong> si colpir\u00e0 il salario indiretto<\/strong> con tagli a sanit\u00e0, istruzione e servizi. Il salario diretto dei lavoratori, invece, sar\u00e0 eroso dall\u2019aumento dei prezzi, che salgono molto pi\u00f9 velocemente dei salari. Per questo, oltre a tassare gli \u2019extraprofitti\u2019 ed opporsi alle sanzioni, \u00e8 necessario rivendicare e ottenere da subito dei <strong>meccanismi di adeguamento dei salari al costo della vita<\/strong>, in modo che non siano ancora una volta i lavoratori a pagare il conto delle scelte politiche delle classi dirigenti.<\/p>\n<p><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p>[1] Clausola, inserita nei contratti di fornitura pluriennale tramite gasdotto, che obbliga l\u2019acquirente a pagare comunque una certa quantit\u00e0 minima di gas anche se non ritira tutto il gas dal fornitore.<\/p>\n<p>[2] Citazione tratta da <a href=\"https:\/\/www.milanofinanza.it\/news\/il-g7-indichera-l-urgenza-di-un-tetto-al-prezzo-di-gas-e-petrolio-russi-202206281125218134\">un articolo di Milano Finanza<\/a>.<\/p>\n<p>[3] <a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/bannernews\/notizie\/breaking_news_eco\/2022\/06\/27\/-gas-cingolani-ue-ha-potere-di-mercato-per-price-cap-_e5d38e0d-f198-439e-807d-bccbbe7a7afb.html\">Citazione dall\u2019ANSA<\/a>.<\/p>\n<p>[4] Per approfondire la questione della turbina e delle sanzioni contro la Russia che sanzionano anche noi, leggere <a href=\"https:\/\/rienergia.staffettaonline.com\/articolo\/35007\/Elogio+dell%E2%80%99autosanzione\/Nicolazzi\">L\u2019Elogio dell\u2019autosanzione di Massimo Nicolazzi<\/a>.<\/p>\n<p>[5] Citazione tratta da <a href=\"https:\/\/www.rainews.it\/articoli\/2022\/06\/cingolani-razionamento-del-gas-al-momento--escluso-ma-bisogna-tenere-le-dita-incrociate-93d6e2e2-d373-4964-804e-2a1f224374ce.html\">un <\/a><a href=\"https:\/\/www.rainews.it\/articoli\/2022\/06\/cingolani-razionamento-del-gas-al-momento--escluso-ma-bisogna-tenere-le-dita-incrociate-93d6e2e2-d373-4964-804e-2a1f224374ce.html\">articolo di Rainews<\/a>.<\/p>\n<p>[6] Il principale operatore di stoccaggio \u00e8 Stogit, controllato dalla holding Snam, che da solo ha una capacit\u00e0 di 12 Bmc, a cui si aggiungono 4,5 Bmc delle riserve strategiche, in 8 siti localizzati tra Lombardia e Emilia Romagna e un sito in Abruzzo. Segue Edison con una capacit\u00e0 di stoccaggio di 0,9 Bmc, distribuito su tre siti localizzati in Abruzzo, Emilia Romagna e Veneto. E infine Ital Gas Storage con un sito di stoccaggio in Lombardia della capacit\u00e0 di 0,23 Bmc.<\/p>\n<p>[7] Il decreto-legge n. 80 del 30 giugno 2022, consultabile <a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/do\/gazzetta\/downloadPdf?dataPubblicazioneGazzetta=20220630&amp;numeroGazzetta=151&amp;tipoSerie=SG&amp;tipoSupplemento=GU&amp;numeroSupplemento=0&amp;progressivo=0&amp;estensione=pdf&amp;edizione=0&amp;home=true\">qui<\/a>.<\/p>\n<p>[8] Dati reperiti dal <em>Quarterly Report on European Gas Market 2021<\/em> della Commissione Europea e dall\u2019Infografica del Consiglio Europeo, pubblicata <a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/it\/infographics\/gas-storage-capacity\/\">qui<\/a>.<\/p>\n<p>[9] <a href=\"https:\/\/agsi.gie.eu\/\">Dato tratto fa GAS Infrastructure Europe<\/a>, dove si pu\u00f2 consultare, giorno per giorno, la quantit\u00e0 e la percentuale di gas stoccato.<\/p>\n<p>[10] <em>Key World Energy Statistics 2021<\/em>, settembre 2021, IEA.<\/p>\n<p>[11] Secondo la IEA nel 2021 hanno consumato circa 857 Bmc di gas naturale con una produzione di 967 Bmc.<\/p>\n<p>[12] I dati sono stati reperiti dalla Relazione Finanziaria Annuale 2021 di Snam e dal Piano decennale di sviluppo della rete di trasporto di gas naturale 2022-2031 di Snam Rete gas.<\/p>\n<p>[13] Nel 2021 il consumo di gas \u00e8 stato ripartito nel seguente modo: 38% riscaldamento e terziario (prevalentemente riscaldamento, ma anche terziario), 35% termoelettrico, 21% industria, 3% altri settori, 3% consumi e perdite. Il consumo dell\u2019energia elettrica, reperibile dai <a href=\"https:\/\/www.terna.it\/it\/sistema-elettrico\/statistiche\/pubblicazioni-statistiche\">dati Terna<\/a>, nel 2020 \u00e8 stato, invece, cos\u00ec ripartito: 44% industria, 30% servizi, 23% domestico e 2% agricoltura.<\/p>\n<p>[14] Elaborazione dei dati riportati <a href=\"https:\/\/www.terna.it\/it\/sistema-elettrico\/statistiche\/evoluzione-mercato-elettrico\">qui<\/a> da Terna.<\/p>\n<p>[15] Ecco una traduzione letterale di quanto scritto a pag. 26 del documento \u201c<a href=\"https:\/\/www.eni.com\/assets\/documents\/eng\/reports\/2021\/Annual-Report-On-Form-20-F-2021.pdf\"><em>Annual Report on Form 20-F-2021<\/em><\/a>\u201d di ENI: \u201cLe pi\u00f9 importanti transazioni che coinvolgono le controparti russe riguardano l\u2019acquisto di gas naturale dalla compagnia di stato russa Gazprom, basate su contratti di fornitura a lungo termine con clausole <em>take or pay<\/em>. I volumi forniti dalla Russia rappresentano una parte rilevante del nostro portafoglio globale di forniture di gas naturale, pari a circa il 43% del totale nel 2021 (guarda la tabella \u201cNatural gas supply\u201d nell\u2019item 4 \u2013 Global Gas &amp; LNG Portfolio). ENI ha assunto impegni di consegna che dipendono in parte da tale fornitura di gas naturale. Sebbene abbiamo accesso a maggiori forniture da altre aree geografiche nel nostro portafoglio e da paesi produttori con cui abbiamo stabilito relazioni, qualora le forniture di Gazprom e di altri fornitori di gas naturale russi dovessero essere interrotte (anche a seguito di sanzioni che vietano o limitano gli acquisti di gas naturale dalla Russia) potremmo subire effetti negativi che attualmente non possiamo prevedere o quantificare, ma potrebbero essere rilevanti\u201d.<\/p>\n<p>[16] Il <em>Title Transfer Facility<\/em>-TTF \u00e8 l\u2019indice virtuale di scambio stabilito nella borsa di Amsterdam, il cui valore oscilla secondo i prezzi di mercato all\u2019ingrosso per gli scambi \u201cspot\u201d. In realt\u00e0 nel mercato italiano l\u2019indice di riferimento \u00e8 PSV, ovvero Punto di Scambio Virtuale, il cui valore tuttavia \u00e8 fortemente correlato all\u2019indice TTF, principale riferimento del mercato del gas in Europa. Questo poich\u00e9 storicamente i Paesi Bassi sono stati i primi produttori europei di gas e la borsa di Amsterdam \u00e8 ancora oggi il principale mercato europeo di scambio del gas all\u2019ingrosso.<\/p>\n<p>[17] Sono dei contratti derivati con cui le parti si impegnano a scambiare una certa quantit\u00e0 di un\u2019attivit\u00e0 finanziaria o reale a un prezzo prefissato con liquidazione in una data futura prestabilita.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/price-cap-la-mossa-del-draghi\">https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/price-cap-la-mossa-del-draghi<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA CITTA&#8217; FUTURA (Marco Beccari) Un tetto al prezzo del gas e del petrolio russo non \u00e8 possibile, all\u2019interno della visione liberista, se non mediante gli aiuti di Stato, almeno che non si voglia percorrere la strada avventurista che potrebbe condurre all\u2019embargo di queste materie prime. Credits: https:\/\/www.flickr.com\/photos\/european_parliament\/52046222362\/ Nell\u2019ultimo vertice G7 di Elmau, in Germania, Draghi ha spinto nuovamente per mettere un tetto massimo al prezzo del petrolio e del gas, ma solo a&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":107,"featured_media":47798,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/la-citt\u00e0-futura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-j6G","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73450"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/107"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=73450"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73450\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":73451,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73450\/revisions\/73451"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/47798"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=73450"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=73450"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=73450"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}