{"id":73485,"date":"2022-07-18T10:30:29","date_gmt":"2022-07-18T08:30:29","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73485"},"modified":"2022-07-16T14:16:14","modified_gmt":"2022-07-16T12:16:14","slug":"le-influenze-russe-sulla-crisi-politica-italiana-ed-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73485","title":{"rendered":"Le influenze russe sulla crisi politica italiana ed europea"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di FORMICHE (Gianfranco Polillo)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-73486\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Imagoeconomica_1776229-720x390-1-300x163.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"163\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Imagoeconomica_1776229-720x390-1-300x163.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Imagoeconomica_1776229-720x390-1.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Scholz e Macron indeboliti, Johnson si \u00e8 dimesso. Rimaneva l\u2019Italia, con il suo presidente, Mario Draghi, capace di offrire una guida sicura, non solo al suo Paese, ma all\u2019intera comunit\u00e0 europea, costretto alle dimissioni per le contorsioni dei 5 Stelle. Putin brinder\u00e0. Celebrando il suo piccolo capolavoro politico<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Intervenendo sulla crisi scatenata da Giuseppe Conte, Stefano Folli, dalle pagine de La Repubblica, si era chiesto, con un pizzico di ragione: \u201cEsiste la buona fede? \u2013 Ovvero ci sono \u2013 come molti sospettano \u2013 forze pi\u00f9 grandi ed opache che hanno deciso di far inciampare Draghi, costi quel che costi? Nessuno al momento ha una risposta a tali dubbi, bench\u00e9 sia evidente che la crisi italiana \u00e8 seguita con attenzione all\u2019estero e soprattutto a Mosca\u201d. Sospetti pesanti come pietre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In effetti per lo storico del domani non sar\u00e0 facile decifrare i misteri che, in questi ultimi due o tre anni, hanno caratterizzato l\u2019evolversi del quadro geopolitico internazionale. A partire dalle cause effettive che sono state all\u2019origine della nascita e dello sviluppo del coronavirus. La comunit\u00e0 scientifica ha messo rapidamente al bando le teorie di Luc Montagnier, premio Nobel per la medicina nel 2008, per le sue asserite affermazioni circa l\u2019origine artificiale del virus. In pratica una costruzione di laboratorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sar\u00e0 senz\u2019altro cos\u00ec. Ma alcuni interrogativi rimangono. A partire dalla scarsa voglia delle autorit\u00e0 cinesi nel fornire le necessarie informazioni, per venire a capo di una vicenda che resta ancora coperta da tanta opacit\u00e0. C\u2019\u00e8 poi un dato ancora pi\u00f9 preoccupante. Pi\u00f9 o meno cento anni fa, l\u2019epidemia di \u201cspagnola\u201d produsse milioni di morti: tra i 50 e i 100 secondo le valutazioni. La sua furia dur\u00f2 pero solo due anni. Poi pass\u00f2, con il suo strascico nefasto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante gli scarsi progressi compiuti, allora, in campo epidemiologico, non vi furono le continue mutazioni genetiche che stanno caratterizzando il Covid-19. L\u2019ultima, la \u201cCentaurus\u201d promette sfracelli. In questi ultimi cento anni, sembrerebbe quindi che i progressi realizzati in campo medico siano stati poca cosa nella lotta contro questa nuova forma di flagello. Il cui dilagare ha direttamente influito sugli sviluppi della stessa globalizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 2018 \u2013 altro elemento che gli storici dovranno valutare \u2013 l\u2019attivo delle partite correnti della bilancia dei pagamenti della Cina, aveva toccato il suo minimo storico: 0,2 per cento del Pil, contro il picco del 9,9 per cento del 2007, l\u2019anno che aveva preceduto la crisi dei subprime americani. Da allora un progressivo declino. E l\u2019avvio, dopo il 2018, di una fase che non avr\u00e0 pi\u00f9 nulla a che vedere con i fasti precedenti. Che cosa ci dicono questi dati? Che l\u2019epidemia del Covid-19 non ha fatto altro che accentuare la de-globalizzazione, i cui prodromi si erano manifestati, appunto, nei dieci anni precedenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma la crisi del 2008, anche se il suo effetto sar\u00e0 leggermente ritardato, aveva prodotto una seconda vittima. L\u2019abbandono da parte della Russia di Putin del sogno, tentato dagli inizi del Terzo millennio, di un\u2019omologazione del suo Paese al modello occidentale. E quindi il suo regredire, prima sul piano culturale quindi su quello politico, verso l\u2019esaltazione del passato imperiale del suo Paese. Che poi porter\u00e0 alla svolta nei confronti dell\u2019Ucraina e alla decisa ostilit\u00e0 verso l\u2019Occidente. Considerato ormai in progressivo disarmo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I riflessi di quell\u2019evoluzione sulla situazione italiana erano apparsi evidenti, fin dall\u2019inizio. Il 23 marzo del 2019, Giuseppe Conte, in pompa magna, aveva firmato con Xi Jinping (il leader cinese) a Palazzo Madama, il Memorandum sulla via della Seta. Angela Merkel ed Emmanuel Macron avevano assistito furenti. Al dossier avevano lavorato sia Luigi Di Maio, per i 5 Stelle, sia Michele Geraci della Lega, nonostante la contrariet\u00e0 di Giancarlo Giorgetti, che nulla aveva potuto contro il protagonismo del segretario del suo Partito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel frattempo il populismo, soprattutto anti europeo, faceva passi da giganti. Lega e 5 Stelle facevano a gara nel dimostrare la loro crescente disaffezione. Fratelli d\u2019Italia si ritagliava un suo proprio spazio, predicando la religione del sovranismo. Distinta, anche se non distante, dal resto degli alleati di centrodestra. Si moltiplicavano gli incontri con il gruppo Visegard (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia ed Ungheria), oggi praticamente disciolto, sotto l\u2019incalzare della guerra. Mentre sul fronte delle alleanze politiche era una ricerca continua di alleanze con le altre forze euroscettiche: dal Front national di Marie Le Pen ad Alternative f\u00fcr Deutschland.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Solo politica? Fino ad un certo punto. Se non vi fossero stati episodi misteriosi. L\u2019incontro di Gianluca Savoini (18 ottobre 2018), uomo di Matteo Salvini, presidente dell\u2019Associazione culturale Lombardia-Russia, all\u2019Hotel Metropol di Mosca per negoziare una partita di petrolio con alcuni oligarchi, amici di Putin. Quindi l\u2019arrivo in Italia (marzo-aprile 2020) di una task force russa (pi\u00f9 militari che sanitari) per dare una mano contro il diffondersi dell\u2019epidemia. Che nel frattempo si era appena manifestata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In giro per il Bel Paese con bandiere russe dispiegate al vento e libero accesso, prima dei necessari provvedimenti di sicurezza, in settori sensibili della sanit\u00e0 italiana, il loro arrivo era stato direttamente concordato da Conte con Putin. Ma era stato il ministro della difesa, Lorenzo Guerini a decidere, subito dopo, la stretta sulla sicurezza. Ottenendo come ricompensa la qualifica di \u201cfalco\u201d anti russo, da parte di Alexei Vladimorovic Paramonov, ex console di Milano, con al petto onorificenze dello Stato italiano, concesse su iniziative del ministro degli Esteri (2018) e dello stesso presidente del Consiglio: Giuseppe Conte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella tradizione russa, specie quella sovietica, le \u201caktivnye meropriyatiya\u201d, ossia le \u201cmisure attive\u201d di sovversione e condizionamento nei confronti dell\u2019estero erano state delle pratiche consolidate. Derivavano in parte dalle modalit\u00e0 che caratterizzavano la struttura organizzativa dei partiti che si richiamavano al movimento operaio. Il Cominter era la cupola politica, saldamente controllata da Mosca, per imporre all\u2019intero movimento obiettivi in grado di tutelare la patria del socialismo reale. Comportava un\u2019egemonia culturale ed organizzativa, ma anche una disponibilit\u00e0 di mezzi \u2013 l\u2019oro di Mosca \u2013 in grado di oliare i necessari meccanismi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La rottura operata da Vladimir Putin, nei confronti di quella tradizione nella riscoperta delle origini imperiali di Santa madre Russia, non aveva comportato un loro pensionamento. Al contrario. Come si era visto chiaramente nelle presidenziali americane, a favore di Donald Trump e contro Hillary Clinton, quelle misure erano state rafforzate. Grazie alle possibilit\u00e0 offerte dalla rete, che avevano consentito agli hacker russi di potenziare al massimo la loro capacit\u00e0 manipolativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per l\u2019Europa, invece, era stato pi\u00f9 facile, grazie all\u2019azione delle quinte colonne che avevano operato all\u2019interno dei vari Paesi. In Francia, ad esempio, il finanziamento del Front National, tramite banche russe ed ungheresi, aveva accompagnato la nascita del Rassemblement National (Rn), che aveva preso il nome della precedente formazione politica della Le Pen.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Italia, nel 2010, secondo i dati pubblicati dal Mise, le importazioni di gas russo avevano toccato il loro minimo storico (14.964 milioni di mtc). Poi il connubio Berlusconi a Palazzo Chigi e Paolo Scaroni, all\u2019Eni, aveva fatto s\u00ec che quelle importazioni aumentassero a dismisura. Raggiungeranno il loro apice (pi\u00f9 del doppio rispetto a 2010) durante il Conte I: 33.449 milioni di metri cubi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dal punto di vista russo, quella era risultata essere l\u2019attivit\u00e0 politicamente pi\u00f9 redditizia. Con risultati, nell\u2019uso di una political commodity, come il gas o il petrolio, decisamente superiori ai successi militari sul campo di battaglia. L\u2019inflazione indotta dagli aumenti dei costi dell\u2019energia avevano creato, infatti, in tutti i Paesi occidentali, un parapiglia economico. Destinato a riflettersi sia sul terreno politico che su quello istituzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Gran Bretagna, le grandi manifestazioni di piazza, avevano tolto credibilit\u00e0 a Boris Johnson, fino a costringerlo alle dimissioni. In Francia, Emmanuel Macron aveva vinto le presidenziali, ma il suo partito (Ensemble) aveva perso la maggioranza parlamentare, alle politiche. Sar\u00e0 tra l\u2019altro difficile, formare un governo di coalizione. In Germania le incertezze legate alle forniture di gas, avevano reso sempre pi\u00f9 oscillante la guida di Olaf Scholz, determinando forti ritardi nelle forniture di armi, promesse all\u2019Ucraina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E ancora Pedro Sanchez che paga il treno ai cittadini per evitare rivolte di piazza e il voto anticipato e Mark Rutte, in Olanda, con il Paese paralizzato da contadini inferociti. \u201cScusate \u2013 si chiede Money, un giornale on line che si occupa di problemi finanziari \u2013 ma non doveva essere Vladimir Putin quello in difficolt\u00e0 e sull\u2019orlo della cacciata a furor di popolo dal Cremlino?\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Rimaneva l\u2019Italia, con il suo presidente, Mario Draghi, capace di offrire una guida sicura, non solo al suo Paese, ma all\u2019intera comunit\u00e0 europea, costretto alle dimissioni per le contorsioni dei 5 Stelle. Apparentemente immolato a causa di un termovalorizzatore. Oggi Putin brinder\u00e0. Celebrando il suo piccolo capolavoro politico. Potendo compensare, con la crisi italiana, gli smacchi finora subiti sul terreno militare, grazie all\u2019eroismo di un popolo deciso a non perdere la propria libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/formiche.net\/2022\/07\/influenze-russe-crisi-governo-italia-draghi\/\">https:\/\/formiche.net\/2022\/07\/influenze-russe-crisi-governo-italia-draghi\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Gianfranco Polillo) Scholz e Macron indeboliti, Johnson si \u00e8 dimesso. Rimaneva l\u2019Italia, con il suo presidente, Mario Draghi, capace di offrire una guida sicura, non solo al suo Paese, ma all\u2019intera comunit\u00e0 europea, costretto alle dimissioni per le contorsioni dei 5 Stelle. Putin brinder\u00e0. 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