{"id":73623,"date":"2022-07-26T09:30:06","date_gmt":"2022-07-26T07:30:06","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73623"},"modified":"2022-07-25T15:20:34","modified_gmt":"2022-07-25T13:20:34","slug":"crisi-di-governo-la-posta-in-gioco-e-la-qualita-della-nostra-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73623","title":{"rendered":"Crisi di governo, la posta in gioco \u00e8 la qualit\u00e0 della nostra democrazia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di STRISCIA ROSSA (Alfiero Grandi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-73626\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/draghi-768x428-1-300x167.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"167\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/draghi-768x428-1-300x167.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/draghi-768x428-1.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La questione in gioco \u00e8 la democrazia in Italia. La sua qualit\u00e0. Ascoltando esponenti politici e commentatori sembra si sia svolta una lite incomprensibile tra Conte e Draghi, che ha portato alla fine del Governo. In realt\u00e0 il Governo non \u00e8 stato sfiduciato in parlamento, semmai \u00e8 il Presidente del Consiglio ad avere drammatizzato, sottovalutando l\u2019agguato di Forza Italia e Lega, minacciando di andarsene senza un riedizione esplicita del patto di sudditanza del parlamento verso il Governo, che non c\u2019\u00e8 stata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Governo Draghi ha segnato una svolta nelle regole istituzionali della nostra democrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Avevamo gi\u00e0 conosciuto modalit\u00e0 di approvazione dei provvedimenti di legge che hanno gradualmente ribaltato i ruoli tra Governo e parlamento, con quest\u2019ultimo costretto ad approvare decreti e leggi senza una reale possibilit\u00e0 di decidere veramente sulle scelte politiche, come recita la Costituzione. Voti di fiducia a raffica e decreti legge in numero crescente, maxi-emendamenti del Governo sottoposti al voto di fiducia, uso spregiudicato dei regolamenti parlamentari sono i principali strumenti adottati negli anni scorsi per imporre le scelte dei governi che si sono succeduti. Riducendo il ruolo del parlamento ad un prendere o lasciare, rivolta o acquiescenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il taglio dei parlamentari, definitivo dal 2020, ha segnato il punto pi\u00f9 grave dell\u2019attacco al ruolo del parlamento, portando la sua credibilit\u00e0 al punto pi\u00f9 basso. Alcune delle convulsioni di questi giorni derivano proprio dal taglio dei parlamentari, che riducendo di un terzo il numero degli eletti ha spinto molti a ritardare il pi\u00f9 possibile la fine della legislatura. Poteva essere fermato ma ha prevalso un acquiescente opportunismo verso il ricatto del M5S e le promesse di riequilibrio costituzionali, ad esempio per il Senato, rimarranno tali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Camere a mezzo servizio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con Draghi c\u2019\u00e8 stato un ulteriore salto di qualit\u00e0. Non solo gli strumenti impositivi verso il parlamento sono diventati regola, ma \u00e8 stata introdotta la novit\u00e0 delle Camere a mezzo servizio. I decreti legge del Governo sono stati infatti esaminati a turno dalla Camera o dal Senato. All\u2019altra Camera \u00e8 restata solo la possibilit\u00e0 di confermare quanto deciso da chi aveva esaminato il provvedimento per primo. Eppure la Costituzione \u00e8 chiara. Un provvedimento per diventare legge deve essere approvato nello stesso testo dai due rami del parlamento, con regole precise, mentre durante il Governo Draghi una camera, a turno, poteva solo ratificare il lavoro dell\u2019altra. Le Camere e i loro organi rappresentativi potevano ribellarsi ma non lo hanno fatto, rinunciando a difendere le loro prerogative. Un precedente da non sottovalutare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 evidente che questo comportamento \u00e8 un giudizio politico ed istituzionale sul ruolo del parlamento (e sui suoi componenti) al di l\u00e0 delle schermaglie tattiche. Gli omaggi al parlamento erano quindi pura forma. Questa in pratica \u00e8 una modifica della Costituzione in nome della governabilit\u00e0 (presunta) e della velocit\u00e0. Perdere tempo a discutere e a confrontarsi \u00e8 sembrato un sovrappi\u00f9 per chi ritiene di incarnare la verit\u00e0 delle scelte da compiere, infastidito per le perdite di tempo, o almeno considerate tali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eppure in gioco \u00e8 il merito delle scelte. Pochi esempi. Questa modalit\u00e0 ha portato ad approvare provvedimenti che altrimenti non sarebbero passati, come introdurre l\u2019improcedibilit\u00e0 negli appelli penali, se non si chiuderanno in media entro un paio di anni, in cambio \u00e8 stato garantito che i processi si svolgeranno entro quei tempi. Ormai sappiamo che la giustizia non sar\u00e0 abbastanza veloce da impedire che i processi saltino dopo avere introdotto l\u2019improcedibilit\u00e0 nei processi di appello. Cos\u00ec la cosiddetta riforma fiscale, che dovrebbe prevedere, in coerenza con la Costituzione, una tassazione progressiva per tutti i redditi ma in realt\u00e0 la prevede solo per i redditi da lavoro e da pensione, mentre per gli altri redditi, finanziari, da capitali, immobiliari, ecc. \u00e8 prevista l\u2019aliquota unica a livelli inferiori. Due pesi e due misure, fisco pi\u00f9 pesante per i redditi da lavoro e da pensione, pi\u00f9 lieve sugli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nessuna misura preventiva \u00e8 stata adottata per contrastare l\u2019inflazione, a lungo colpevolmente sottovalutata, per prevenire l\u2019effetto fuga della mandria impazzita (come sta avvenendo) imboccando invece una (perdente) rincorsa a tassare i superprofitti dei colossi energetici (meglio di nulla) che stanno guadagnando sempre di pi\u00f9 con gli aumenti vertiginosi dei prezzi dell\u2019energia fossile. Se l\u2019energia \u00e8 strategica e per di pi\u00f9 \u00e8 il motore dell\u2019inflazione dovrebbe essere ovvio che occorre intervenire con determinazione, ad esempio la Francia ha ripreso il controllo di Edf, ritenuta strategica e la Germania ai primi di luglio ha adottato provvedimenti che aumentano di molto il ricorso alle energie rinnovabili. In Italia Cingolani ha blaterato di nucleare di nuova generazione ma si \u00e8 ben guardato dal portare in parlamento una proposta di interventi energetici fondato su un\u2019accelerazione nelle rinnovabili, compreso eolico off shore e idrogeno verde, mentre continuava a inseguire i produttori di gas in alternativa a quello russo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La guerra in Ucraina<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questo proposito va detto che continua una\u00a0<strong>coazione a ripetere<\/strong>\u00a0non solo della Nato ma anche dell\u2019UE e dell\u2019Italia sul\u00a0<strong>sostegno all\u2019Ucraina<\/strong>\u00a0fondato sull\u2019aumento delle sanzioni e dell\u2019invio di armi. Mentre le trattative per la pace vengono rinviate a data da destinarsi, lasciando per di pi\u00f9 a\u00a0<strong>Erdogan<\/strong>\u00a0la trattativa per la soluzione della questione del\u00a0<strong>grano<\/strong>. Per di pi\u00f9 Erdogan ha, chiss\u00e0 perch\u00e9, anche la facolt\u00e0 di collaborare con la Russia sul\u00a0<strong>gas.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eppure \u00e8 evidente che continuare con questa guerra di attrito rischia continuamente di portare ad un conflitto ben pi\u00f9 ampio, proprio in Europa con danni di ogni tipo, economici, sociali, per la pace. Mentre gli Usa si tengono al riparo da conseguenze di questo tipo. Andrebbe riproposta un\u2019iniziativa di pace, puntando su un rilancio della coesistenza tra sistemi, per invertire la rotta di collisione attuale, ripensando a tutto: spese militari, difesa europea, iniziative di disarmo bilanciato e controllato, a partire dal nucleare. Invece l\u2019accento \u00e8 sulla rincorsa agli armamenti e inevitabilmente alla guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dipingere la guerra in Ucraina come un confronto tra democrazia e dittature \u00e8 un falso come dimostra la qualit\u00e0 democratica dei nuovi fornitori di gas.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche lavoro e redditi sono un capitolo su cui si \u00e8 fatto ben poco, preferendo i bonus una tantum a misure strutturali su diritti di chi lavora e redditi da lavoro che sono notoriamente diminuiti negli ultimi 30 anni, caso unico in Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La possibilit\u00e0 di scegliere<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I problemi su cui le diverse soluzioni politiche debbono emergere in un chiaro confronto sono tanti, strategici, e richiedono un coinvolgimento dei cittadini, che per ora, delusi, si allontanano sempre pi\u00f9 dal voto e dalla partecipazione alle scelte, come capita quando le questioni in campo non sono chiarite e i comportamenti incoerenti. Abbiamo bisogno di questo confronto chiaro e coinvolgente. Per farlo era indispensabile cambiare anzitutto la legge elettorale. Ha ragione chi ha detto che le coalizioni raccogliticce, forzate dal maggioritario per avere una maggioranza ad ogni costo, sono fallite, sia di centro destra che di centro sinistra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per rivitalizzare il parlamento e costringere i partiti a cambiare se stessi occorre che si presentino ai cittadini con il loro volto, le loro proposte e che ottengano il loro sostegno facendoli entrare a pieno titolo nelle scelte, altrimenti non usciremo da questa crisi. L\u2019esperienza del governo del supertecnico Draghi potrebbe essere usata come la premessa del presidenzialismo, cogliendo l\u2019occasione della crisi del governo Draghi come spunto per rilanciare la modifica della Costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se non si torna alla Costituzione, alle sue regole \u00e8 proprio la Carta fondamentale che verr\u00e0 cambiata e l\u2019uomo solo al comando diventer\u00e0 la proposta istituzionale in campo. I partiti hanno affrontato questa fase senza tentare seriamente di cambiare la legge elettorale. Certo, ci sono tante affermazioni che il rosatellum \u00e8 la peggiore legge elettorale possibile (Prodi, Brunetta) ma poi non \u00e8 esistita una reale iniziativa parlamentare per cambiarla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sarebbe stato un passo avanti nel funzionamento della democrazia italiana se ciascun partito si fosse presentato con le sue proposte, con il suo profilo e solo dopo le elezioni si fosse arrivati a formare una maggioranza e un governo in grado di rappresentare un compromesso politico trasparente tra diversi, introducendo finalmente la garanzia che siano i cittadini a scegliere direttamente i loro rappresentanti in parlamento. Questo non \u00e8 avvenuto e sulle spalle dei partiti (quelli di oggi ovviamente) grava una responsabilit\u00e0 enorme perch\u00e9 avranno il compito di recuperare la crisi della democrazia se non si vuole che l\u2019astensione elettorale tracimi oltre il tollerabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 esagerato parlare di crisi della democrazia (non solo in Italia in verit\u00e0), di urgenza di comportamenti all\u2019altezza della sfida attuale in cui si intrecciano pi\u00f9 piani di crisi, dalla pandemia, che ritorna, all\u2019occupazione, dalla guerra che andrebbe sostituita da un\u2019iniziativa di pace ad una disuguaglianza sociale crescente che ricorda la societ\u00e0 dei 2\/3 descritta da Peter Glotz.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ad oggi non ci sono segnali che questa consapevolezza ci sia nei partiti e questo deve preoccuparci tutti. Parafrasando il concetto che la guerra \u00e8 questione troppo seria per essere lasciata ai generali, si potrebbe dire che una reazione democratica e partecipativa \u00e8 troppo seria per essere lasciata ai soli partiti, tanto pi\u00f9 come sono oggi, con le loro debolezze culturali e partecipative. Il tempo \u00e8 poco ma \u00e8 nei momenti difficili che occorre dimostrare una capacit\u00e0 di reazione, rilanciando una lettura critica dei problemi, della societ\u00e0 e suscitando iniziative e partecipazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il pessimismo \u00e8 comprensibile, ma se si vuole evitare un futuro pessimo occorre reagire, favorendo la costruzione di novit\u00e0 politiche, senza le quali non avranno il voto e questo va chiarito fin dall\u2019inizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.strisciarossa.it\/crisi-di-governo-la-posta-in-gioco-e-la-qualita-della-nostra-democrazia\/\">https:\/\/www.strisciarossa.it\/crisi-di-governo-la-posta-in-gioco-e-la-qualita-della-nostra-democrazia\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di STRISCIA ROSSA (Alfiero Grandi) La questione in gioco \u00e8 la democrazia in Italia. La sua qualit\u00e0. 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