{"id":73658,"date":"2022-07-27T09:00:21","date_gmt":"2022-07-27T07:00:21","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73658"},"modified":"2022-07-26T23:53:33","modified_gmt":"2022-07-26T21:53:33","slug":"limpazienza-finanziaria-e-un-comportamento-umano-globale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73658","title":{"rendered":"L\u2019impazienza finanziaria \u00e8 un comportamento umano globale"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SCIENZA IN RETE (Chiara Sabelli)\u00a0<\/strong><\/p>\n<div class=\"field field-name-field-cover field-type-image field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"img-responsive\" src=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/files\/styles\/molto_grande\/public\/time-amp-money.jpeg?itok=azkmIAnI\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"1216\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\">\n<p>Nel campo dell\u2019economia comportamentale, confrontare ricompense future con ricompense presenti \u00e8 noto come problema della &#8220;scelta intertemporale&#8221;. I ricercatori concordano che in genere preferiamo una somma di denaro pi\u00f9 piccola nell&#8217;immediato rispetto a una pi\u00f9 grande nel futuro. Saremmo insomma affetti da una sorta di \u201cimpazienza finanziaria\u201d. \u00abGli economisti chiamano questo effetto \u201csconto temporale\u201d, mentre gli psicologi lo definiscono \u201cbias del presente\u201d\u00bb, commenta Enrico Rubaltelli, psicologo dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova dove dirige il Judgement and Decision Making Lab.<\/p>\n<p>\u00abQuesta propensione dipende dal modo in cui percepiamo le conseguenze emotive delle nostre decisioni\u00bb, continua Rubaltelli. \u00abSiamo pi\u00f9 o meno in grado di ricordare le emozioni provate in seguito a scelte fatte in passato, molto bravi a percepire le conseguenze emotive di una decisione che stiamo per prendere ora, siamo molto scarsi nell&#8217;anticipare le emozioni future\u00bb.<\/p>\n<p>Finora, per\u00f2, i ricercatori hanno testato questa ipotesi solo nei cosiddetti paesi WEIRD (Western Educated Industrialized Rich and Democratic), cio\u00e8 paesi occidentali, istruiti, industrializzati, ricchi e democratici. Si \u00e8 formata poi l\u2019idea che le persone pi\u00f9 povere tendano a scontare maggiormente le ricompense future, perch\u00e9 sono pi\u00f9 incerte su ci\u00f2 che accadr\u00e0 e pi\u00f9 bisognose nell\u2019immediato. Insomma, sarebbero meno affidabili e lungimiranti nelle decisioni. Questa idea ha avuto un impatto sulle politiche di governi e istituzioni. Si pensi ai requisiti eccessivi di risparmio per l&#8217;accesso ai mutui, alle condizioni di prestito meno favorevoli per chi guadagna poco o alla concentrazione delle imposte sul reddito senza considerare il patrimonio.<\/p>\n<p>Un nuovo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41562-022-01392-w\">studio<\/a>, pubblicato la scorsa settimana sulla rivista Nature Human Behaviour e coordinato da Kai Ruggieri della Columbia University, ha scoperto che l\u2019impazienza finanziaria \u00e8 effettivamente una caratteristica globale del comportamento umano.<\/p>\n<p>Un&#8217;indagine condotta su oltre 13 000 partecipanti da 61 paesi, alcuni dei quali in regioni, come Asia e Africa, normalmente escluse da queste analisi, ha rilevato che tutti, anche se con gradi diversi, preferiamo una quantit\u00e0 di denaro minore oggi rispetto a una maggiore tra un anno. I ricercatori hanno infatti osservato che la variabilit\u00e0 di questa impazienza all&#8217;interno dei singoli paesi \u00e8 maggiore di quella tra le medie dei paesi.<\/p>\n<p>Lo studio ha anche rivelato che pi\u00f9 che il reddito sono le condizioni economiche e finanziarie del paese, misurate ad esempio attraverso l&#8217;inflazione e i livelli di disuguaglianza, a influenzare il modo in cui ragioniamo sul futuro e la nostra tendenza a scontare le ricompense future. Scrivono gli autori che i \u00abrisultati mettono in discussione l\u2019assunzione che le persone con redditi bassi prendono decisioni meno lungimiranti. I dati indicano invece che chi si trova ad affrontare un contesto finanziario negativo, anche se ha un reddito migliore (della media,\u00a0<i>ndr<\/i>), \u00e8 probabile che prenda decisioni che privilegiano il presente rispetto al futuro\u00bb.<\/p>\n<p><a id=\"ancora\" name=\"ancora\"><\/a>\u00abLo studio affronta la crisi di riproducibilit\u00e0 con cui il campo della psicologia ha dovuto fare i conti negli ultimi decenni\u00bb, commenta Rubaltelli. \u00abInoltre, gli autori hanno coinvolto partecipanti pi\u00f9 rappresentativi delle popolazioni che volevano studiare, piuttosto che ricorrere a studenti universitari, una pratica comune in psicologia comportamentale, ma che ha dimostrato di avere molti limiti\u00bb, aggiunge.<\/p>\n<p>Il progetto di ricerca \u00e8 stato realizzato grazie a un&#8217;ampia rete di ricercatori (l&#8217;articolo conta 170 autori) reclutati attraverso il\u00a0<a href=\"https:\/\/jrp.pscholars.org\/\">Junior Research Programme<\/a>. I gruppi dei diversi paesi si sono assicurati che le trenta domande del questionario fossero tradotte correttamente nella lingua locale, che i partecipanti fossero rappresentativi della popolazione per quanto riguarda et\u00e0, sesso, reddito e livello di istruzione. Gli autori locali sono stati anche responsabili dell&#8217;adeguamento delle cifre in base al potere d&#8217;acquisto e ai livelli salariali medi dei diversi paesi.<\/p>\n<p>\u00abL&#8217;indagine \u00e8 stata condotta online reclutando i partecipanti tra la nostra rete di contatti, e anche rintracciando gruppi tematici sui social media interessati a questi argomenti\u00bb, spiega Martina Benvenuti, ricercatrice dell&#8217;Universit\u00e0 di Bologna e tra gli autori italiani che hanno preso parte allo studio.<\/p>\n<p>La domanda iniziale del sondaggio offriva due opzioni: ricevere subito una somma pari a circa il 10% del reddito annuale medio del paese, per gli Stati Uniti questa corrisponde a 500 dollari, oppure aspettare un anno per ricevere il 10% in pi\u00f9, cio\u00e8 550 dollari. Ai partecipanti che sceglievano la prima opzione, veniva riproposta la stessa domanda ma offrendo 600 dollari a distanza di un anno, invece di 550. Se continuavano a preferire 500 dollari subito, gli veniva proposta un\u2019ultima possibilit\u00e0: 500 dollari subito o 750 dopo un anno. Al contrario, per i partecipanti che fin dall\u2019inizio preferivano aspettare per avere pi\u00f9 soldi, nelle domande successive veniva offerta la possibilit\u00e0 di scegliere tra 500 dollari subito oppure 510 dopo un anno. E cos\u00ec via. Questo ha permesso ai ricercatori di stimare il cosiddetto &#8220;punto di indifferenza&#8221;, cio\u00e8 la differenza tra la somma presente e quella futura sufficiente a far preferire la ricompensa futura a quella immediata.<\/p>\n<p>Sono state poi misurate alcune altre anomalie nel problema della scelta intertemporale. Per esempio i ricercatori hanno cercato di capire quanto conti la cifra di base offerta, 500 dollari nel caso degli Stati Uniti. Per farlo hanno chiesto ai partecipanti cosa preferissero tra 5000 dollari subito e 5050, 5100 o 5250, a seconda del punto di indifferenza del singolo individuo, dopo un anno. Hanno poi valutato la capacit\u00e0 di distinguere tra diversi momenti nel futuro, chiedendo ai partecipanti se preferissero 500 dollari dopo un anno o 550 dopo due, sempre considerando i punti di indifferenza individuali. Le persone normalmente preferiscono 500 dollari oggi piuttosto che 550 dollari domani, ma preferiscono 550 dollari tra due anni piuttosto che 500 dollari tra un anno.<\/p>\n<p>Alla fine del questionario ai partecipanti venivano chieste informazioni sulla loro condizione finanziaria, propensione al rischio, demografia e livello di istruzione.<\/p>\n<p>I ricercatori hanno poi aggregato i dati individuali per paese e li hanno confrontati.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il fattore di sconto temporale, cio\u00e8 quanto deprezziamo le ricompense future per confrontarle con quelle presenti, il valore minore si osserva in Giappone e quello maggiore in Argentina. L\u2019Italia si piazza a met\u00e0 classifica, e sconta le ricompense future meno di quanto non facciano in media francesi e spagnoli. Gli italiani si mostrano decisori \u201cpi\u00f9 lungimiranti\u201d anche di tedeschi, britannici e scandinavi per quel che riguarda un\u2019altra anomalia misurata dallo studio e chiamata \u2018gain-loss asymmetry\u2019. In media, rispetto a queste altre popolazioni europee, siamo pi\u00f9 disposti a pagare subito una certa somma rispetto a rimandare ma pagando di pi\u00f9.<\/p>\n<p>\u00abQuesto \u00e8 dovuto al fatto che gli italiani sono pi\u00f9 propensi a risparmiare e quindi sono pi\u00f9 capaci di affrontare spese impreviste\u00bb, dice Martina Benvenuti \u00abper esempio, gli italiani hanno pi\u00f9 probabilit\u00e0 di possedere una casa di propriet\u00e0 rispetto a tedeschi e francesi, e questo influenza la loro percezione di stabilit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Ma il risultato importante \u00e8 che In tutti i paesi si osserva impazienza finanziaria, anche se con diversi gradi. Il prodotto interno lordo, il livello di disuguaglianza e l\u2019inflazione sono in grado di spiegare gran parte della differenza tra paesi. Maggiore stabilit\u00e0 finanziaria dell\u2019ambiente circostante migliori sono associati a sconti temporali pi\u00f9 bassi, mentre livelli pi\u00f9 elevati di disuguaglianza e inflazione sono associati a sconti pi\u00f9 elevati.<\/p>\n<p>Al contrario, le caratteristiche individuali spiegano solo una piccola parte delle differenze osservate all\u2019interno dei singoli paesi. Inoltre, guardando alle risposte individuali si vedono ampie sovrapposizioni tra paesi diversi, a indicare che questo atteggiamento verso le scelte intertemporali \u00e8 globale. \u00abIn altre parole, il peggioramento del contesto economico &#8211; e non il semplice &#8220;essere poveri&#8221; &#8211; \u00e8 associato a una tendenza pi\u00f9 forte e coerente ad attualizzare i valori futuri\u00bb, scrivono gli autori in un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41562-022-01393-9\">commento<\/a>\u00a0che accompagna la pubblicazione.<\/p>\n<p>Gli autori sperano che le conclusioni dello studio informino le politiche di governi e istituzioni volte a ridurre le disuguaglianze sia economiche che di salute. Uno\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41562-022-01393-9\">studio<\/a>\u00a0pubblicato pochi giorni dopo sulla rivista\u00a0<i>Scientific Reports<\/i>\u00a0ha infatti mostrato che la miopia nelle decisioni finanziarie influenza la decisione di vaccinarsi o meno contro il SARS-CoV-2. Lo studio ha coinvolto quasi 5 000 partecipanti di 13 paesi con diversa gravit\u00e0 della pandemia e adesione alla vaccinazione.<\/p>\n<p>Come valore aggiunto e come impegno ad affrontare la crisi della riproducibilit\u00e0 che colpisce\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theatlantic.com\/science\/archive\/2018\/11\/psychologys-replication-crisis-real\/576223\/\">cos\u00ec gravemente<\/a>\u00a0la psicologia sperimentale, gli autori hanno pre-registrato il loro studio sulla\u00a0<a href=\"https:\/\/osf.io\/4znzp\/wiki\/home\/\">piattaforma OSF<\/a>. La piattaforma offre l&#8217;opportunit\u00e0 di condividere con altri ricercatori le ipotesi dello studio e il suo disegno e di ottenere feedback che possono portare ad aggiustamenti prima che lo studio abbia luogo. Inoltre, contrasta la pratica chiamata HARKING, ovvero la tendenza a formulare ipotesi dopo che i risultati sono noti. Questa pratica \u00e8 in parte motivata dal fatto che le riviste scientifiche preferiscono pubblicare risultati \u201cpositivi\u201d piuttosto che \u201cnegativi\u201d.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/limpazienza-finanziaria-comportamento-umano-globale\/chiara-sabelli\/2022-07-22\">https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/limpazienza-finanziaria-comportamento-umano-globale\/chiara-sabelli\/2022-07-22<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SCIENZA IN RETE (Chiara Sabelli)\u00a0 Nel campo dell\u2019economia comportamentale, confrontare ricompense future con ricompense presenti \u00e8 noto come problema della &#8220;scelta intertemporale&#8221;. I ricercatori concordano che in genere preferiamo una somma di denaro pi\u00f9 piccola nell&#8217;immediato rispetto a una pi\u00f9 grande nel futuro. 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