{"id":73691,"date":"2022-07-29T09:00:43","date_gmt":"2022-07-29T07:00:43","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73691"},"modified":"2022-07-27T18:09:34","modified_gmt":"2022-07-27T16:09:34","slug":"ucraina-autodeterminazione-o-agronegozio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73691","title":{"rendered":"Ucraina: autodeterminazione o agronegozio?"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LA CITTA&#8217; FUTURA (Alessandra Ciattini)<\/strong><\/p>\n<div class=\"itemIntroText\">\n<p><em>Il nazionalismo pu\u00f2 essere di vari colori, non \u00e8 certo progressivo se concede il pieno uso delle terre ai privati indigeni o stranieri.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"itemBody\">\n<div class=\"itemImageBlock clearfix\"><span class=\"itemImage\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/media\/k2\/items\/cache\/de2515d2ad2c4a393fdc85fd62d3263b_XL.jpg\" alt=\"Ucraina: autodeterminazione o agronegozio?\" \/><\/span><\/div>\n<div class=\"itemFullText\">\n<p>La questione ucraina viena presentata da alcuni, persino nell\u2019ambito della sinistra radicale, come un problema di <b>autodeterminazione<\/b>, nel senso che sarebbe assolutamente opportuno riconoscere l\u2019autonomia e la sovranit\u00e0 del popolo ucraino da secoli vessato dai regimi russi succedutisi nei tempi. Si tratta di una maniera assai semplicistica di presentare la questione, e buona solo a fomentare l\u2019attuale pericolosissima guerra. Infatti, com scrive Eric J. Hobsbawm nel suo noto <i>Nazioni e nazionalismo <\/i>(1991) una nazione non si trova in natura e non si distingue da un\u2019altra come un topo da una lucertola, giacch\u00e9 essa \u00e8 il risultato di complesse dinamiche storiche, di elementi oggettivi (fattori linguistici, territoriali, etnici) ed elementi soggettivi (sentirsi per esempio italiani). E per di pi\u00f9 <b>il sentimento nazionale<\/b> \u00e8 fluttuante, labile, cangiante, e <b>si lega sempre a determinati interessi economici e politici<\/b>. Basti ricordare che, nel nostro caso, \u00e8 la borghesia che, dopo aver creato lo Stato unitario, ci ha voluto far diventare italiani a suo modo (\u201cFatta l\u2019Italia, ora dobbiamo fare gli italiani\u201d), reprimendo ogni istanza popolare.<\/p>\n<p>Nel caso dell\u2019Ucraina, si riconosce comunemente che nel suo territorio originario (Rus\u2019 di Kiev) si costituirono le basi della grande cultura slava orientale; nel XIII secolo viene meno l\u2019unit\u00e0 territoriale e la regione subisce l\u2019invasione dei mongoli. Da quel momento essa viene suddivisa e governata da diverse potenze quali l\u2019Austria-Ungheria, il Regno Russo, l\u2019Impero Ottomano, la Confederazione Polacco-Lituana, che lo scapigliato Boris Johnson vorrebbe ricostituire in maniera velleitaria. Solo con la Rivoluzione d\u2019Ottobre nasce un vero movimento nazionale, i cui obiettivi si concretano nella fondazione della Repubblica Socialista Sovietica di Ucraina, cui erroneamente secondo Putin fu riconosciuto come alle altre repubbliche il diritto alla secessione. Nonostante il boicottaggio da parte delle autorit\u00e0 locali in alcune repubbliche, il referendum del 1991 sul mantenimento dell\u2019Unione Sovietica ottenne il 77,85 di \u201cs\u00ec\u201d. Le forze centripete, alimentate dal perpetuo desiderio di espandere a est il dominio capitalistico sulla scia di Hitler, portarono nel dicembre del 1991, con l\u2019accordo tra Russia, Bielorussia e Ucraina, a dar vita alla Comunit\u00e0 degli Stati indipendenti, mentre in precedenza la maggioranza degli ucraini aveva scelto l\u2019indipendenza, pur mantenendo rapporti privilegiati con Mosca.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/rebelion.org\/el-nacionalismo-de-zelensky\/https:\/rebelion.org\/el-nacionalismo-de-zelensky\/\">Gli storici distinguono <b>due forme di nazionalismo ucraino<\/b><\/a>: il primo proprio dei contadini, che costituivano la maggioranza della popolazione e che avevano una loro specificit\u00e0 culturale. La loro ostilit\u00e0 era diretta contro i latifondisti (polacchi e russi) e contro i commercianti e gli usurai in larga parte ebrei. L\u2019altro nazionalismo \u00e8 di matrice borghese (ed \u00e8 quello che alimenta la Nato), ed era in origine molto fragile per la debole struttura economica del paese e per aver respinto tutte le rivendicazioni contadine. Questa condizione ha sollecitato la <b>borghesia ucraina<\/b> a cercare <b>appoggi esterni, per non essere travolta dai sommovimenti sociali<\/b>, come la borghesia creola aveva bisogno del colonialismo spagnolo per tenere sotto controllo indigeni e neri. <b>Dopo la dissoluzione dell\u2019Unione Sovietica<\/b>, che aveva fatto dell\u2019Ucraina un paese altamente industrializzato, sottoposto a un rigido centralismo, che tuttavia vide tra i suoi fautori importanti ucraini come Leonid Breznev e Nikita Krusciov, <b>l\u2019economia ucraina \u00e8 stata pressoch\u00e9 distrutta<\/b>.<a href=\"https:\/\/pungolorosso.wordpress.com\/2022\/06\/29\/sulla-guerra-in-ucraina-dal-punto-di-vista-dellinternazionalismo-testo-in-italiano-inglese-francese\/#more-150\"> Come scrive Pietro Basso in un interessante articolo<\/a>: \u201cTra il 1991 e il 2017 l\u2019andamento dell\u2019economia ucraina \u00e8 stato il quinto peggiore al mondo su 200 paesi! E la guerra in corso ha dato modo a Zelensky, loro degno erede [dei precedenti governanti filorussi o filoeuropei], e al suo partito, di mettere al bando ogni forma di opposizione politica e di presentare al parlamento, che sta per approvarla, una legge sul lavoro che abolisce i contratti collettivi di lavoro per il 70% dei lavoratori\u201d. <b>Solo 80 miliardari dispongono del 100% del capitale del paese, al contempo circa il 15% degli ucraini sono dovuti emigrare, soprattutto donne (200mila fanno le badanti in Italia)<\/b>.<\/p>\n<p>Nella sanguinosa lotta tra questi personaggi ha vinto in una seconda fase la fazione filoccidentale, ora sfidata dalla Russia, fazione che spera di mantere i suoi privilegi svendendo il paese e i suoi lavoratori a chi ormai non sta pi\u00f9 sulla cresta dell\u2019onda e che li ha condotti alla folle scelta del conflitto aperto e violento con la Federazione Russa, riportando in vita la tradizione nazista nutrita prima dalla Germania poi dagli Usa in funzione antisovietica. Si tenga presente che l\u2019Ucraina si colloca al settantaquattresimo posto per indice di sviluppo umano ed \u00e8 tra i pi\u00f9 poveri paesi europei; a causa della sua complessa storia, prima illustrata, ha una <b>composizione multietnica<\/b> dovuta alla presenza sul suo territorio di ungheresi, polacchi, bulgari e ovviamente di una forte minoranza russa. <b>Nelle zone in cui convivono russi e ucraini si \u00e8 sviluppato un dialetto, il <\/b><b><i>surzik<\/i><\/b><b>, nel quale le due lingue slave si mescolano<\/b>. Scrittori straordinari come Nikolaj Gogol sono nati in Ucraina ma hanno scritto in russo e hanno vissuto nella grande Pietroburgo. In un simile contesto, se non dettassero legge gli interessi della classe al potere, potrebbe essere istituito uno Stato plurinazionale come nel caso della Bolivia, dato che \u00e8 impossibile e non proficuo separare le diverse e frammischiate nazionalit\u00e0, come quando si spacca dividendo in due parti una pagnotta di pane.<\/p>\n<p>Un aspetto assai trascurato legato alla scelta europea dell\u2019\u00e9lite ucraina ora al potere, che comportr\u00e0 la totale sudditanza del paese agli Usa e alla Germania, \u00e8 quello relativo alla propriet\u00e0 dei <b>terreni agricoli<\/b>, i quali secondo la Banca Mondiale consistono in quasi 34 milioni di ettari ricoperti di un <b>suolo nero straordinariamente fertile<\/b> (detto \u201ccernoz\u00ebm\u201d), che corrisponde a un un terzo di tutto il terreno agricolo appartenente all\u2019Unione Europea.\u00a0L\u2019Ucraina detiene il 57,6 % della terra coltivata del suo territorio, collocandosi dopo il Bangladesh e la Danimarca, le cui percentuali sono rispettivamente 65,5 e 59%.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.bibliotecapleyades.net\/sociopolitica\/sociopol_globalfood84.htm\">Un articolo del 2015<\/a> (<i>Tierras agricolas por todo el mundo<\/i> dal sito web\u00a0<a href=\"http:\/\/elrobotpescador.com\/\">ElRobotPescador<\/a>) gi\u00e0 chiarisce i molti aspetti del problema e \u2013 direi \u2013 ha quasi un carattere divinatorio. Infatti, l\u2019autore Vladimir Platov scrive che nel mondo esistono 1.400 milioni di terra coltivabile e che <b>gli esperti occidentali da tempo sono convinti che comprare terreni agricoli sia un investimento altamente redditizio<\/b>, anche perch\u00e9 gi\u00e0 allora si prevedeva un forte aumento del costo del grano e dell\u2019orzo. Inoltre, consapevoli che il petrolio probabilmente si esaurir\u00e0 nel giro di venti anni o sar\u00e0 superato da altre fonti di approvvigionamento, gli sceicchi arabi stanno acquistano terreni al di fuori dei loro ricchi Stati. <b>Questa politica senza fare troppo chiasso \u00e8 stata adottata da altri paesi quali gli Stati Uniti, la Cina, l\u2019India, il Giappone e la Corea del Sud ed \u00e8 rivolta in particolare all\u2019Africa, dove la terra costa pochissimo, e all\u2019Ucraina<\/b>. In generale le imprese di queste potenze si dedicano alla coltivazione di prodotti agricoli geneticamente modificati e della palma da olio, da cui si ricava il biodisel. Tra queste aziende naturalmente di distingue la Monsanto, affiancata da universit\u00e0 statunitensi, come la celebre Harvard, che possiedono estesi terreni in Africa.<\/p>\n<p><a href=\"blank\">Quanto all\u2019Ucraina, <b>nel 2019 la Rada ha approvato una legge che prevede a partire dal 2020<\/b><\/a><b> la vendita delle terre ai cittadini ucraini, in parte propriet\u00e0 dello Stato e in parte nelle mani di piccoli agricoltori<\/b>, che le hanno ottenute dopo la scomparsa dell\u2019Unione Sovietica e che certo non riceveranno beneficio dal \u201clibero mercato\u201d. Dato che questa misura \u00e8 stata contestata dai piccoli proprietari, Zelensky ha previsto che il trasferimento a eventuali investitori stranieri avverr\u00e0 solo nel 2024, dopo che la misura sar\u00e0 sottoposta all\u2019approvazione della popolazione con un referendum, auspicato dal 69% degli ucraini. Ci\u00f2 nonostante, di fatto la vendita con joint ventures e la concentrazione delle terre \u00e8 gi\u00e0 avvenuta al 75%, avvalendosi gli investitori della possibilit\u00e0 di affittare i terreni agricoli per 50 anni. Platov ci indica anche i nomi degli <b>oligarchi dediti a questo investimento favorito da un governo che porta avanti una politica classista e vergognosamente clientelare<\/b>. Essi sarebbero: Sergei Taruta, Vadim Novinsky, V\u00edctor Nusenkis. Yuri Kosyuk, Vladimir Shkolnik, Andrew Verevskiy, tutti in buoni rapporti con i loro colleghi occidentali.<\/p>\n<p>Naturalmente <b>l\u2019Unione Europea appoggia questa decisione del governo Zelensky, perch\u00e9 il mercato delle terre favorirebbe lo sviluppo capitalistico dell\u2019agricoltura, l\u2019introduzione di nuove tecnologie e la crescita economica e allontenerebbe qualsiasi ipotesi collettivizzazione<\/b> il cui spettro continua ad aleggiare da quelle parti. Anche la Banca Mondiale si muove sulla stessa linea, che dar\u00e0 impulso all\u2019<b>espoliazione dei contadini a vantaggio dei grandi accaparratori<\/b>, oscurata dalla valorizzazione del nazionalismo ucraino e della libert\u00e0 di optare per la Ue e la Nato; nazionalismo proprio di questa frazione compradora della borghesia. Come sempre si sventolano grandi ideali dietro cui stanno nascoste questioni di tutt\u2019altra natura.<\/p>\n<p>Se qualcuno di voi \u00e8 interessato e ha denari sufficienti, vi segnalo che su Internet si trovano gi\u00e0 <a href=\"https:\/\/good-time-invest.com\/es\/investing-in-ukraine\/business-for-sale\/buy-land\/\">agenzie disponibili e organizzate per indirizzarvi a fare questi investimenti<\/a> (GT Invest) ovviamente presentati come lucrosi, forse non del tutto irragionevolente data la debolezza sempre pi\u00f9 considerevole delle monete privilegiate come il dollaro e l\u2019euro, recentemente svalutatosi rispetto al primo. Questo fenomeno \u00e8 iniziato almeno dagli anni Novanta.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/corporation-allarrembaggio-delle-terre-agricole-ucraine\">Un recente articolo del \u201cManifesto\u201d <\/a>illustra bene quello che sta accadendo, parlando di arrembaggio delle <i>coorporations<\/i>, alle terre agricole dell\u2019Ucraina, \u201cil celebrato \u00abgranaio d\u2019Europa\u00bb, con una produzione annuale di 64 milioni di tonnellate di cereali e sementi, fra i maggiori produttori mondiali di orzo, frumento e olio di semi di girasole (di quest\u2019ultimo l\u2019Ucraina produce circa il 30% del totale Mondiale)\u201d. Tuttavia, la mancanza dei suoi rifornimenti, dovuta alla guerra, non affama il mondo, ma certo ne peggiora la situazione, dato che fame, carestie, malnutrizione hanno radici ben pi\u00f9 antiche legate al colonialismo e al neocolonialismo. \u00c8 stato notato che \u201c<b>l\u2019insistenza con cui l\u2019Ucraina \u00e8 spinta a privatizzare il mercato terriero non ha precedenti nella storia recente<\/b>\u201d. Per impedire una privatizzazione selvaggia, nel 2001 si \u00e8 bloccata la vendita delle terre agli stranieri, blocco a cui in tutti i modi si sono opposte le istituzioni internazionali. Per esempio, nel 2013 la Banca Mondiale ha stanziato \u201cun prestito di 89 milioni di dollari per lo sviluppo di un programma di rogiti e titoli catastali necessario alla commercializzazione di terreni demaniali e cooperative\u201d.<\/p>\n<p>Il citato articolo del \u201cManifesto\u201d riporta anche i risultati di una recente indagine di Open Democracy, una piattaforma che si autodefinisce indipendente, che informa che dieci aziende private controllavano prima della guerra il 71% del mercato agricolo ucraino. Tra queste le imprese dei gi\u00e0 ricordati oligarchi ucraini, seguiti da varie corporazioni: Archer Daniels Midland, Bunge, Cargill, Monsanto, Louis Dreyfus e l\u2019azienda statale cinese Cofco. Come se non bastasse partecipano al banchetto anche multinazionali come la lussemburghese Kernel, la holding americana NCH Capital, la saudita Continental Farmers e la francese AgroGenerations.<\/p>\n<p>Come si vede <b>il nazionalismo sfoggia sempre vari colori e, come disse qualcuno, la libert\u00e0 \u00e8 un cavallo che pu\u00f2 andare in molte direzioni: in questo caso si sta muovendo verso la libert\u00e0 d\u2019impresa dei capitalisti<\/b> indigeni e stranieri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>FONTE: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/ucraina-autodeterminazione-o-agronegozio\"><strong>https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/ucraina-autodeterminazione-o-agronegozio<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA CITTA&#8217; FUTURA (Alessandra Ciattini) Il nazionalismo pu\u00f2 essere di vari colori, non \u00e8 certo progressivo se concede il pieno uso delle terre ai privati indigeni o stranieri. 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